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Taratura del cuore di dolcezza — amarezza

Quando la mente é d’accordo che la verità è nella dazione, una persona deve lavorare sul suo cuore, che secondo la sua natura, sente solo il ricevere come dolce e la dazione come amaro. Il lavoro di conversione della ricezione in dazione é il lavoro del cuore. Logicamente sono d’accordo e adesso devo sentire la dolcezza nella dazione. Questo si ottiene con l’abitudine, svolgendo certe azioni prima con vigore: ascoltando quello che dicono gli amici, avendo invidia di loro e provando a fare quello che fanno loro.

Queste azioni, che sono contro la mia volontà, attirano la Luce che Riforma su di me. Dopo tutto, non si tratta della mente che può essere persuasa, ma del cuore, dei desideri. Soltanto la Luce può cambiare il desiderio poiché lo creò in primo luogo. Allora se io lavoro sistematicamente per attirare la Luce Circondante sui miei desideri, gradualmente comincio a sentire l’importanza della dazione.

Ci vogliono diversi anni. Dopo tutto, dalla prima settimana del mio arrivo, sono venuto solo ad imparare, e a parlare proprio della grandezza della dazione. Vedo come gli amici ne parlano e ripeto dopo di loro, come un bambino che ripete quello che dicono gli adulti, anche se non capisce ciò che significa. Però consapevolmente eseguo azioni di dazione verso gli amici, il che significa che io studio con loro con l’intenzione di attirare la Luce che Riforma, per cambiarmi.

Continuo a pensare alla Luce che cambierà la mia attitudine verso la dazione. La dazione deve essere più di una semplice verità teorica che riconosco nella mia mente grazie all’ evidenza ottenuta. Ora sto cercando la Luce che cambierà il mio cuore quindi sentirò la dolcezza della dazione.

Alcune delle dolcezze che proviamo nella dazione sono il risultato delle mie azioni. Se aiuto gli amici, ricevo una risposta positiva da loro e mi sento già in quella dolcezza. Loro mi trattano in modo gentile come risposta alla mia dazione ed io comincio a rispettare me stesso per aver dato a loro e per aver aiutato gli altri. Significa che comincio a cambiare la mia attitudine verso la dazione perfino da semplici azioni corporali, che mi permettono di sentire il suo gusto dolce e piacevole.

Però il cambiamento più importante del sapore viene effettuato dalla Luce che Riforma. Tutto questo lavoro si chiama il lavoro del cuore.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.07.2013, Shamati 148 “ Il chiarimento di amaro, dolce, vero e falso”)

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Lo stadio spirituale dell’evoluzione

Baal HaSulam, “La Pace del Mondo”: Ma quando ci addentriamo profondamente in essa, troveremo che la contraddizione fra ricezione per sé e dazione per gli altri non è altro che un aspetto psicologico, perché in realtà non elargiamo agli altri senza beneficiare noi stessi. …Perciò, se la direzione dovesse cambiare da auto-ricezione per sé verso la dazione, l’individuo godrà di tutto quello prodotto senza tanto dolore.

Oggi, produciamo più di quello di cui tutti hanno bisogno, la nostra vita, in teoria, dovrebbe essere generosa, abbondante, e pacifica. Potremmo sbarazzarci di tutti i problemi con queste risorse, avendo capito che il nostro corpo ha bisogno solo di un regime di base essenziale, e dobbiamo investire tutti gli altri sforzi nel bilancio con la Natura, il Creatore, in somiglianza con Lui. Non importa ciò che Egli ci rivela, dobbiamo subito cercare equivalenza della forma, adesione, anche egoisticamente. Con questo guadagnare salute, pace, buoni rapporti in famiglia, ecc.

Infatti, qui in questo mondo, abbiamo solo un modo per raggiungere una vita pacifica: produrre ciò che è essenziale e mettere tutto il resto dei nostri sforzi nel regno spirituale. Altrimenti danneggiamo noi stessi perché non produciamo altro che problemi.

Che cos’è la disposizione corretta? Supponiamo di dedicare dieci ore al giorno allo sviluppo spirituale e di volta in volta, a turno, di dispensare quasi un’ora o più ai bisogni materiali della società. L’automazione ci permette di passare completamente a questa modalità.

Poi vedremo che il nostro mondo ha veramente completato la precedente tappa dello sviluppo industriale passando alla tappa successiva, allo sviluppo spirituale. Questo sarà l’ultimo modo corretto di vivere in questo mondo: una persona vive, fornisce le necessità per il suo “livello bestiale” e si sviluppa sul grado umano, nel livello per diventare simile al Creatore. Oggi, questo è davanti a noi, secondo il processo evolutivo, e non c’è nient’altro da inventare.

Allora, allo stato attuale, dobbiamo essere più coinvolti nel lavoro di costruzione di una società nuova, nuovi rapporti, e il nuovo umano. Questo è quando vedremo che tutti i piaceri desiderati, che non potevamo raggiungere nella precedente tappa, sono rivelati. E’ possibile raggiungerli solo sul grado umano perché le loro forme di realizzazione devono essere simili al Creatore.

E’ chiaro da qui che non ha senso attendere nuovi piaceri in questo mondo. Invece, da ora in poi dobbiamo affrontare la crescente sofferenza, che comunque ci forzerà a prendere la forma corretta o a immergerci nella sofferenza. E questi problemi faranno finalmente il loro lavoro, il che significa che attraverso di essi diventeremo più intelligenti e giungeremo alle decisioni giuste.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.07.2013,  Scritti di Baal HaSulam)

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Io = La Luce = Il Creatore

Domanda: Durante l’ultimo congresso c’era la chiara sensazione che tutto dipende solamente dagli amici, che fanno tutto per conseguire lo scopo, e noi godiamo di questo stato. Poi tu hai detto che l’essere in questo stato ci fa dimenticare il Creatore. Dov’è la linea di confine tra l’amicizia ed il Creatore? Quali sforzi dovremmo fare adesso per aggiungere il nostro stato di unione al Creatore?

Risposta: Si tratta di una domanda difficile. Se io credo che il Creatore fa tutto, allora cosa fanno gli amici? Se io credo che il Creatore muova i miei amici e doni a me attraverso di loro, significa che io connetto gli amici con il Creatore ed io sono esterno ad entrambi, o che connetto me stesso con gli amici e noi tutti cerchiamo Lui, ma siamo insieme, e Lui non è ancora tra di noi. Allora, come possiamo trovare il giusto stato qui?

Baal HaSulam dice che per avanzare correttamente dobbiamo immaginare uno stato uguale simultaneamente (nel disegno c’è un triangolo equilatero): il Creatore, il gruppo, ed io. Ci dobbiamo incontrare al centro per trovare Lui, me stesso e anche il gruppo, tutti e tre gli elementi. Perciò, dobbiamo aspirare fortemente al centro in modo che questi tre elementi si muoveranno insieme costantemente nella nostra coscienza: io, il gruppo o la Torà (la Luce), ed il Creatore.

Dobbiamo costantemente sentire che ci avviciniamo insieme tra di noi, fino a quando non ci troviamo al centro. Ciò significa che la condizione per lo sviluppo spirituale è io= la Luce= il Creatore. Quando questi tre parametri sono identici dentro di me, significa che sono tutti in un unico punto.
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(Dalla 2.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 21.07.2013, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente”)

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Alla ricerca dell’Unione con il Creatore

Domanda: Come possiamo trovare il Creatore?

Risposta: CercandoLo. In conseguenza a tutti i problemi che incontriamo e che dobbiamo sistematicamente e gradualmente risolvere a livello fisico, ci dobbiamo concentrare sul Creatore, in quanto capiamo che è stato Lui a darci tutti questi problemi e che noi li dobbiamo risolvere.

 

Baal HaSulam dice che quando mi alzo presto al mattino per andare a lavorare sento che tutto dipende da me, e che tutto è solamente nelle mie mani. Ma quando ritorno a casa alla sera devo dire che tutto quello che ho affrontato durante il giorno è successo solamente perché era stato programmato in anticipo in questo modo dal Creatore. Questa è la ricerca di unione con Lui, della Sua unicità.

Noi dobbiamo tentare di aderire a questo. Ne discuteremo in futuro e state attenti perché è il nostro obbiettivo principale.

A livello successivo, incominceremo a scoprire le qualità e le forze spirituali, ed i movimenti spirituali in ognuno di noi e nel gruppo secondo il nostro gruppo globale. Incominceremo a pensare sempre di più non al nostro gruppo di dieci persone e non al nostro gruppo che comprende parecchie dozzine di persone, ma penseremo al gruppo globale. Sentiremo un desiderio fortissimo, un bisogno, una necessità di percepire tutti e che è tutto nostro. Avremo un grande desiderio di questo, ma si tratta già della fase successiva.
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(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.07.2013, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente”)

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Le scintille che galleggiano

Domanda: Come possiamo valutare se un incontro è andato bene? E’ il parametro la sensazione di una “sfera di lamponi”?

Risposta: Una “sfera di lamponi” si riferisce al gruppo che diventano uno, un gruppo di dieci che diventano uno. Allora, ogni membro del gruppo di dieci perde la sensazione di sé e sente che lui è su un livello superiore. Nel nostro stato, siamo dieci, e al livello successivo, il gruppo di dieci diventa uno. Io chiamo questo una sfera di lamponi.

Ognuno dovrebbe cercare di immaginarsi in questo modo. Annulliamo noi stessi e saliamo con la forza della dazione e invece di dieci, diventiamo uno, ma nel livello successivo. Questo si chiama elevare il MAN.

Entriamo al superiore come un embrione e cominciamo a sentire. La sfera di lamponi diventa una goccia di liquido seminale riguardo al superiore. Così, quando annulliamo noi stessi e siamo incorporati in Lui insieme, sentiamo qualcosa, ma non sappiamo cosa sia esattamente. Mi sento bene a causa di qualcosa che è al di fuori di me, ma non capisco davvero dov’è e cosa sta succedendo. Questo è l’inizio dell’ Ibur (concezione).

Se sentiamo un ondata di caldo insolito durante l’incontro con il pubblico, dobbiamo entrare nella sfera di lamponi con loro, e quindi spronarli.

Ogni persona ha la radice della connessione con il Creatore, le Reshimot (geni spirituali) che sono apparsi dopo la frammentazione dei vasi. L’unica differenza è quanto profondamente sono nascoste. Alla fine, ognuno deve raggiungere la correzione in modo che, quando si crea una sfera di lamponi insieme con il pubblico, c’è una particolare sensazione di connessione. Trasmettete il vostro risveglio per loro da quella connessione, la Luce Circostante. Allora, la scintilla che è nascosta profondamente in loro, e che non permette ad una persona di sentirla, comincia a galleggiare e a venire in superficie.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.08.2013)

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Una persona come strumento di ricerca

Tutti gli scritti sacri, la Bibbia, il Talmud, la Mishnà, parlano soltanto di una cosa: Come possiamo capire la nostra natura e come cercando di progredire gradualmente verso il Creatore, Lo possiamo scoprire assomigliandoci a Lui e diventando uguale a Lui.

Possiamo scoprire tutte le leggi fisiche nel nostro mondo soltanto essendo uguali a loro. Inventiamo strumenti per i quali noi imitiamo la natura e poi la scopriamo. Contemporaneamente, Io non cambio, io cambio lo strumento.

Qui, però io cambio me stesso come strumento. Io sono lo strumento stesso studiando ciò che dentro di me è opposto al Creatore. Se questi sono in realtà i miei desideri e tendenze, comincio a capire cosa deve essere cambiato dentro di me. Ma non posso cambiare me stesso da solo.

Tutto il mio lavoro è quello di vedere quanto è profondo il divario tra il Creatore e me, e dovrei trasformare questa breccia in una richiesta ogni volta, in una esigenza, una preghiera. Allora, se questa lotta è realmente vera, il che significa che voglio la forza, la Luce Superiore per correggermi, ricevo una risposta da essa sentendo tali cambiamenti in me.

Il lavoro spirituale è lo studio del problema della mia opposizione al Creatore e il mio avvicinamento a una preghiera, una richiesta. Nel momento in cui faccio la richiesta e chiedo che un determinato attributo sia davvero cambiato in me, questa richiesta è reale a l’attributo cambierà. E’ perchè la Luce è costante e attende soltanto il corretto desiderio chiaro e preciso da parte mia.

Non c’è nulla, ma quello! Nel nostro mondo tutto si riduce al fatto che dobbiamo creare una società che si basi soltanto nelle necessità di base della vita, mentre tutto il nostro lavoro dovrebbe essere focalizzato sulla correzione di se stesso. Allora ci innalzaremo al livello del Creatore.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.06.2013)

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Ritorno all’ amore

Domanda: Riconosco che il segreto della divulgazione è molto semplice. Dipende da noi di irradiare felicità come risultato della connessione tra di noi. Le persone saranno specificamente attratte da questo, non dalla sofferenza che li respinge, ma saranno attratti dalla felicità che dobbiamo diffondere. Come facciamo a mantenere la diffusione di felicità per tutto il tempo?

Risposta: Ti dirò cosa ho fatto. Ero seduto, scrivevo libri. Lavoravo sull’archivio che mi ha lasciato Rabash. Spetta a ciascuno sentire la propria missione. Ho raggiunto Rabash quando aveva 75 anni. Non sapevo quanti anni gli rimanessero da vivere, ma sapevo che dipendeva da me ottenere il più possibile da lui e se non lo avessi ottenuto, allora tutta la conoscenza che lui aveva, tutto, sarebbe andato in malora. Ho avuto la sensazione di essere costretto ad assorbire tutto, di registrare su nastri audio e di scrivere tutto quello che lui aveva. Potrebbe essere che questo era presunzione o anche audacia, ma questo mi ha tenuto.

Non aspiravo ad essere il numero uno dopo di lui. Anche ora, non mi sento in quel modo, Non mi piace molto questo poiché rende solo la vita complicata. Sentivo che ero obbligato a ricevere, a bere da questo bene fino alla fine, in modo che questa conoscenza non scomparisse. Invece, si sarebbe diffusa a tutti. Questo era il senso della mia missione. Questo mi ha davvero tenuto.

Più di questo, non ho nulla da aggiungere. Fate quello che ha scritto Rabash: connessione, la gioia dello scopo, avere una sensazione di bisogno e di essere stati scelti per una missione grande e difficile.

Pensateci. Cosa vuol dire essere genitori? Da un lato, siete felici di vedere i vostri figli svilupparsi, crescere, e dall’altro, siete molto preoccupati per loro. Certamente, si desidera loro che crescano con molto successo, ma se non è così? Come sarete delusi e frustrati? E molto di più in proporzione alla vostra mancanza di successo.

Vale a dire, la vostra preoccupazione è in altro. Essi ci danno un esempio di amore naturale nell’inanimato, il livello più primitivo. Se, come reazione, loro amano anche voi, allora questo amore per voi è molto più forte, e il dolore, la sofferenza della persona amata è molto più terribile e tragico, che la vostra sofferenza personale, per amore amplifica tutte le sensazioni 620 volte.

Pertanto, se avessimo un sentimento di amore tra di noi, allora il mondo semplicemente “esploderebbe di gelosia” a causa della nostra felicità . Quindi, l’intero segreto è sempre quello di tornare ad amare. Così, se ci rapportiamo in questo modo verso l’umanità , improvvisamente sentiranno che tipo di persone siamo e che cosa sta succedendo tra di noi. Tuttavia, ancora oggi, quando ci vedono insieme, si chiedono il significato delle strane relazioni “sovrumane” che esistono tra di noi.
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(Dal Congresso di San Pietroburgo del 14.07.2013, Lezione 5)

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Avanzare insieme o soffrire da soli

Domanda: Come può una persona che è disperata dalla vita sapere che esiste la saggezza della Kabbalah da qualche parte e che ci sono delle persone che la possono aiutare?

Risposta: La Luce gli darà questa opportunità e gliela presenterà, proprio come ha portato voi a questa lezione. Ognuno riceve questa opportunità, ma poi ognuno deve fare i propri sforzi da solo. Solo allora continuerà ad avanzare.

La differenza tra avanzare lungo il cammino della sofferenza e avanzare lungo il cammino della Luce è la velocità e la facilità. Quando un uomo aderisce ad un gruppo, incomincia a ricevere molta più Luce di quando se ne sta da solo.

Io devo passare attraverso certi stati e posso passarci con l’aiuto di una Luce grande o con l’aiuto di un piccolo raggio di Luce. La differenza è che nel primo caso io sono parte di un gruppo e così la Luce che giunge al gruppo brilla anche su di me attraverso il gruppo. In questo modo ricevo il desiderio generale, l’immenso vaso. Il mio Reshimo (il gene spirituale) è il Reshimo generale, poiché avanzo insieme a tutti gli altri. Immaginate quanto possa essere veloce questo modo di avanzare.

Allo stesso modo, Io posso rimanere nel mio desiderio privato e non avere altro che un punto. La Luce che brilla su di un uomo è la Luce della sofferenza e non la Luce che lo aiuta ad avanzare. Infatti, un uomo non aspira alla connessione con gli altri, il che significa che egli non ha intenzione di annullare il suo ego.

Io mi posso trovare in uno di questi stati: uno stato nel quale la Luce fa pressione su di me dal basso attraverso la sofferenza o in uno stato in cui sono attirato in avanti dal gruppo verso la connessione e mi sforzo di connettermi. Il mio sforzo è il primo fattore e poi, di conseguenza, la Luce che ho attirato brillerà su di me. “Io risveglio l’alba”, significa che io sono il primo. Mentre, nel primo caso, la Luce mi ha costretto, e così l’ho percepita come sofferenza poiché ha agito contro la mia volontà.

Qui sta tutta la differenza. O possiamo correre in avanti da soli oppure siamo spinti da dietro dai colpi. La differenza è la velocità e la facilità o le difficoltà lungo la strada.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.08.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Il Gruppo è più forte delle Klipot

L’ambiente ha il compito di tirarci fuori dalle fameliche mani delle forze impure (Klipot). Infatti, non possiamo sfuggire a queste forze con le nostre sole energie, perché resteremmo sempre nella loro dolce prigionia. Solamente in base alla misura della mia connessione con il gruppo che mi scuote, mi ispira, e mi spinge, posso scegliere di muovermi in avanti con il gruppo invece di rilassarmi alla calda compagnia delle mie Klipot.

Da dove il gruppo prende forza per influenzarmi più di quanto riesce a fare la Klipà? Il fatto è che il gruppo agisce sullo stesso mio egoismo come fa la Klipà. Se il gruppo mi persuade che lo scopo è grande, che questo è il sogno della nostra vita, allora non è nemmeno importante per il mio egoismo che lo scopo sia spirituale o materiale. Se tutti coloro che sono intorno a me insistono che è importante, allora io avrò le forze per combattere contro la mia pigrizia.

Otteniamo questo grande aiuto come conseguenza del superamento dei desideri. Grazie a questo, posso giocare con il mio egoismo, con il cuore di pietra, con l’aiuto dell’ambiente. Gli amici possono tirarmi ovunque, anche portarmi alla morte, ed io sarò grato di andare con loro.

Se l’ambiente sa come influenzarmi, io sarò pronto a tutto. Ma la sfida è di fare in modo che il nostro ambiente ci influenzi solamente nella misura in cui glielo permetto, donandomi al gruppo stesso! Io pago il gruppo per questa speciale influenza; mi integro con gli amici. In caso contrario, il gruppo non avrà alcun effetto su di me.

Non si tratta di un gruppo consueto perché io posso essere nel gruppo e non percepire alcuno dei suoi effetti. Vediamo questi esempi quando una persona studia con noi per 15 anni e non cade sotto l’influenza del gruppo perché non vuole chinare la sua testa davanti agli altri.

Ma qui io ho libertà di scelta: io mi abbasso davanti al gruppo e mi unisco al gruppo, allora in questa stessa misura il gruppo inizierà ad influenzarmi. In questo modo, nel gruppo io trovo l’occasione per uno sviluppo libero. E alla fine tutto questo accade grazie a me! Io mi sono cancellato e così facendo l’ambiente mi influenza, ed io entro nel mondo spirituale. Io stesso raggiungo il mondo spirituale, avendo usato l’ambiente per mia stessa volontà.

Allo stesso tempo, entrando nella società ordinaria, un uomo cade interamente sotto la sua influenza, e niente dipende da lui; l’ambiente lo influenza e dirige tutto. In un gruppo Kabbalistico, io devo cancellare me stesso ogni secondo davanti all’ambiente.
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(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.08.2013, Il Libro dello Zohar- Introduzione)

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La correzione inizia dal Centro

Baal HaSulam, “Una serva che è erede della sua Padrona”: Complessivamente, i mondi sono considerati interiorità ed esteriorità. E’ come un carico pesantissimo, che nessuno può alzare o spostare da un posto all’altro. Dunque, il consiglio è di dividere il carico in piccole parti e di conseguenza spostarle una alla volta.

Quindi, le correzioni sono eseguite in sequenza, una dopo l’altra. Questo è il modo in cui ci dovremmo relazionare a ciò che succede nel mondo, nella nostra condizione, e tutto deve essere corretto in questo modo.

Ma prima di pensare a correggere il mondo, vale a dire i nostri vasi e desideri esteriori che appartengono all’AHP, ci dobbiamo concentrare ed unire correttamente come dei vasi interiori Galgalta ve Eynaim. Dobbiamo renderci conto nel modo giusto del nostro punto nel cuore comune così che diventi forte e collegato insieme. Tutta la sua forza è legata a quanto è connesso in tutte le sue parti. Queste parti prendono varie forme, ed il nostro compito è di unirle. Questo è il gruppo ed il sostegno reciproco che dobbiamo raggiungere.

Per quanto possiamo, riveliamo dei cerchi esterni intorno a noi stessi, di cui dovremmo prenderci cura. E dovremmo continuare fino a quando non includiamo, “copriamo,” l’intera realtà del desiderio. In questo modo il nostro lavoro è diviso in due parti:

1. L’unione del Gruppo.
2. L’unificazione del nostro mondo.

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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.08.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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