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Lo zero può anche essere infinito

Domanda: Perché dopo tanti anni di studio continuiamo ad interrogarci sullo scopo? Ne risulta quindi che tutto il tempo cominciamo da capo, da zero?

Risposta: No, ogni volta cominciamo da uno “zero” più grande! Poiché il desiderio egoista cresce costantemente, anche la comprensione cresce. I nostri desideri diventano più precisi, più acuti e pertanto il nostro “zero” diventa più profondo e più definitivo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.07. 2011, Scritti del Rabash)

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Sentire una rete invisibile

Domanda: A cosa dobbiamo pensare tutti noi assieme, tutto il gruppo mondiale, durante lo Unity Day? Come possiamo unirci?

Risposta: Ognuno deve guardare dentro di sé e sentire nel suo interno una catena che lo unisce agli altri, una rete interiore che esiste tra di noi. Inoltre, uno può essere in questo mondo e simultaneamente non esserci più, perché questa è una rete tra i desideri, tra le anime e non tra i corpi fisici.

Qui, in questa rete ci sono Baal HaSulam e tutti i grandi kabbalisti dei secoli passati. Tutti loro sono con noi, sono integrati nella nostra unica rete. Oggi siamo milioni e anche di più, perché tutte queste anime nel corso di tutta la storia dell’umanità sono con noi e si calcolano centinaia di milioni di anime. Tutti insieme sono un’enorme forza spirituale.

Se vogliamo unirci in questa rete, allora in maniera naturale non solo ci influenzeremo a vicenda e diventeremo parte di questa rete, ed ognuno acquisirà questa rete per la sua ascesa spirituale, ma per di più, influenzeremo tutte le persone del mondo che sono connesse a questa rete senza saperlo, né sentirlo. Cominceremo ad incitarle.

Pertanto faremo un accordo tra di noi che desideriamo davvero sentire la nostra unione.

(Dalla lettura dello Unity Day del 26.06.2011)

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La realizzazione particolare e quella generale

Esistiamo in una sensazione di vita conosciuta come “questo mondo”. È il più basso, il più piccolo e peggiore di tutti i mondi, comunque è una forma di vita e generalmente capiamo cos’è; però, come entriamo nei dettagli, cioè nei mondi superiori e come iniziamo ad ascendere ad essi?

Si può fare solo se desideriamo scalare i gradini di questo mondo per esaltare e glorificare il Creatore. Abbiamo bisogno di tutti questi mondi con un solo scopo: per capire, attraverso di loro, la nostra dazione, l’amore verso gli altri. In questo caso, al posto della prospettiva corrente e superficiale dell’uomo che sperimenta se stesso in “questo mondo”, ci sarà permesso di avere accesso a tutti i dettagli per scalare così i 125 gradini della realizzazione spirituale personale.

Ogni particolarità che desideri sperimentare, raggiungere e vedere in questi mondi spirituali richiede che i tuoi sforzi abbiano lo scopo corretto e che la rivelazione che eventualmente riceverai, sia solo per il bene degli altri o del Creatore (che sono la stessa cosa). Al contrario, perché dovresti cercare in tutti questi dettagli, per la tua personale gratificazione? È impossibile, perché il piacere spirituale è il piacere che deriva dalla dazione invece di quello che si riceve per se stessi!

Pertanto, passare dalla realizzazione generale a quella particolare in questo mondo, implica una grande aspirazione ed un’opportunità di riempire se stessi sempre di più, di vedere qualcosa di interessante non da lontano, ma di essere personalmente impegnati a partecipare ad un determinato processo. Ovviamente, esiste una grande differenza tra l’essere un osservatore esterno ed essere nel mezzo degli avvenimenti, il che offre una maggiore gratificazione.

Allo stesso modo, in una realizzazione spirituale personale, hai anche l’opportunità di una dazione più grande, nella misura in cui sei pronto ad essa, questa realizzazione personale ti sarà rivelata, e pertanto la persona che desidera vedere non solo l’immagine generale, “questo mondo”, ma anche tutti i dettagli, prima tutti i piccoli dettagli della creazione e le azioni del Creatore, deve venire predisposta con l’intenzione di “dare”.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.04.2011, Scritti del Rabash)

Scalare i livelli dei mondi spirituali

Domanda: E’ egoista l’amore della madre verso suo figlio e l’amore tra marito e moglie?

Risposta: Questo amore non è considerato egoista. Tutti i nostri desideri si dividono nei livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano (1, 2, 3, 4). I livelli del desiderio inanimato che nascono nella persona sono simili ai desideri degli animali, solo che questi sono più sviluppati. Essi includono i desideri della madre in relazione a suo figlio oppure i desideri che appaiono tra gli sposi.

L’attitudine istintiva della madre verso suo figlio non è egoista. La natura obbliga un essere umano (la madre) a comportarsi in questa maniera per soddisfare il desiderio di un’altra persona (il figlio). D’altro canto, l’ego è il desiderio di provare piacere a spese di un altro essere umano, ovvero, è quando voglio sentirmi bene a spese di un altro. Anche il fatto che qualcuno si trovi in una cattiva situazione può darmi piacere.

Questo tipo di piacere potrebbe dividersi in molti livelli, ad esempio, posso ottenere piacere nel rendere schiava un’altra persona. Esiste anche il piacere nella possibilità di farle del male, di umiliarla e causarle sofferenza. Il piacere di sfruttare gli altri, più che un desiderio naturale di provare piacere, viene considerato egoista.

Il mio desiderio di ottenere piacere dagli alimenti saporiti, dalla comunicazione con i miei figli o da qualcosa nella vita che non fa del male a nessuno, non è considerato egoismo. Le azioni egoistiche sono dirette ad usare gli altri per un beneficio personale.

Riveliamo il nostro vero egoismo (spirituale) nel livello “umano” quando arriviamo al gruppo. Allora, cominciamo a sentire un’ostilità speciale verso ognuno e mettiamo un muro tra di noi.

In base alla misura in cui vogliamo riuscire ad avvicinare tutti, a studiare insieme, ad avere dei pasti in comune e ad unirci con il fine di raggiungere l’attributo della dazione, in questa misura sentiamo anche un odio più grande verso gli altri, un’avversione ed una ripugnanza nel connetterci. Il nostro ego si manifesta in questo momento in particolare. Questo non è presente nella gente comune; solo coloro che vogliono connettersi per raggiungere la spiritualità lo hanno. Queste persone scoprono che non possono farci niente. Perché? Perché più tardi svilupperanno una necessità per la forza superiore.

Da dove viene questa forza? È presente inizialmente in un sistema perfetto e scompare (si occulta) più tardi come risultato della sua frammentazione. Questa forza esiste, ma si nasconde dentro. Se cerco di unirmi ai miei amici e non sono capace di farlo, il mio livello di egoismo mi si rivelerà sempre di più (fino ad una certa misura). Questo sarà il mio primo livello spirituale, il 1° dei 125 dell’ascesa totale.

Lavoro a questo da mesi, fino a raggiungere lo stato in cui non sarò capace di superare me stesso. Allora, svilupperò il bisogno della Luce, la quale era solita riempirci e adesso è nascosta dentro e vorrò che arrivi, che si riveli e che ci connetta.

Questo requisito libera per me il primo livello spirituale; il mio amico, me e la Luce superiore tra di noi. Più tardi, il mio scopo sarà di raggiungere il prossimo livello, nel quale l’ego crescerà anche di più e scatenerà un odio che non sapevo neppure esistesse.

Sarò irritato e ripugnato per le piccole cose nel mio amico. Insieme, dovremo lavorare duro ed ascenderemo al secondo dei 125 livelli e così via fino alla fine della correzione.
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(Dalla 1° lezione del Congresso in Spagna del 3.06.2011)

Non Gridare “No!” in piedi sulla soglia

Domanda: Quando una persona riceve un colpo dal Creatore, lui o lei deve capire logicamente che le è di beneficio; però viviamo mediante le nostre sensazioni e pertanto dobbiamo passare dalla comprensione mentale ad una sensazione autentica che è veramente per il nostro bene. Come avviene questo passaggio?

Risposta: Scopri che il Creatore non ti manda dei colpi, in realtà non sono colpi; è solo che il Creatore ti sveglia poiché Lui ti ama e desidera portarti allo stato più benefico. Scoprirai che il Creatore lo ha fatto intenzionalmente per elevarti un po’ al di sopra del tuo egoismo in cui ti trovi e che Lui non ha alternativa.

Supponi di essere in stato di incoscienza ed hai bisogno di essere rianimato, di riprenderti. Ovviamente mentre ti risvegli e recuperi la coscienza, ti senti male e soffri a causa delle ferite poiché hai perso la coscienza mentre eri in una condizione critica. Adesso ti stanno rianimando ed i dottori si rallegrano: “Il paziente è ritornato!”; ma perché sono così felici? Adesso stai gridando, ti lamenti e soffri … Non sarebbe stato meglio lasciarti in stato di incoscienza? Certamente no!

Adesso capisci dove ti fa male e perché, adesso devi solo creare in te l’attitudine corretta verso questa sofferenza: “Mi fa male dove non ho la connessione corretta con il Creatore”. Lui mi sta risvegliando, sta desiderando che ci amiamo nel primo gradino di affinità: il mio primo grado spirituale.

Da questo primo grado, Lui irradia la Sua attitudine verso di me, mi illumina con la Sua Luce e sento questo primo gradino spirituale nelle sue diverse manifestazioni come uno stato cattivo, poiché il mio ego non sopporta questo stato di dazione, di amore per gli altri, di connessione al di fuori di me. Sperimento l’oscurità, la malvagità ed il dolore. “Non lo voglio!”.

È vero! Sono conscio del fatto che non lo voglio, che mi sento male. Chi mi sta dando questo stato? Il Creatore? Perché lo fa? Lui mi indica che se adesso faccio uno sforzo per elevarmi al di sopra delle mie sensazioni e cambio la mia attitudine con quella desiderata dal Creatore, che Lui mi sta mostrando, allora entreremo in contatto, e questo deve succedere!

Però tu sembri rifiutarlo: “No, fa male! Allontanati da me! Non ho bisogno di sofferenza né di ricompensa! Non voglio niente! Bene se non vuoi, non vuoi, che possiamo fare …

Cosa può fare il Creatore? A qualsiasi ritmo, Lui ha dei piani per te. Lui capisce che sei uno stupido, così ti “circonda”: ti da ogni tipo di sofferenze e problemi nella vita, al di fuori di qualsiasi connessione con Lui, e non capisci, né senti che è Lui che ti sta risvegliando. Lui ti tira e ti punge da tutte le direzioni e regola i conflitti, le disgrazie ed i problemi per te.

Così ti stanca e richiama la tua attenzione affinché tu possa ricordarlo: “vedo … esiste il Creatore! Forse i miei problemi sono giustificati, forse è per il mio bene”. A questo punto cambi la tua attitudine. Le sofferenze addolciscono la carne e sei disposto a sopportare di più.

Allora Lui dispone le stesse condizioni del primo grado di adesione a Lui una volta ancora e questa volta la tua attitudine è differente. Francamente, non è molto conveniente e non ci si sente molto bene. È poco piacevole, ma possiamo sopportarlo. Adesso cominci a capire che l’incontro con il Creatore è al di sopra delle sensazioni piacevoli all’interno del tuo ego e devi elevarti al di sopra delle tue sensazioni piacevoli animate.

Possiedi già un certo grado di tolleranza e disposizione a soffrire ed allora cominci a lavorare con l’aiuto del gruppo. Non gridi più: “No”, stando sulla soglia. Sai di avere un gruppo, l’ambiente; vedi che il Creatore non ti ha ancora abbandonato e che sei ancora unito a Lui mediante l’alleanza.

Cominci ad impiegare tutto l’ambiente che Lui ha organizzato nella tua vita, come un mezzo affinché ti elevi al di sopra della tua percezione e cominci a costruire delle relazioni usando la mente, basate sull’analisi del “vero o falso” invece di “amaro o dolce”.

Questo è un discernimento di un umano invece che di un animale: “Come devo costruire la mia relazione con il grado spirituale per potermi elevare al di sopra della mia cattiva sensazione e non percepirla come tale? Non posso evitarlo è necessario per me se voglio restare connesso con il Creatore”.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05.2011, Baal HaSulam, lettera 19)

Diventa geloso dei tuoi amici

Commento: Nella nostra epoca di sazietà so in anticipo che non devo fare nessuno sforzo per comprare una Mercedes perché in un mese o due l’incanto svanirà ed io comincerò a desiderare qualcos’altro …

Risposta: Questo è sicuro, ma adesso stiamo parlando di uno scopo spirituale, non di una Mercedes. Se per te c’è qualcosa di più importante dello scopo, allora uscirai dal cammino, è ovvio.

Commento: Ma lo scopo spirituale stesso non mi è chiaro. Non so neppure cosa sia.

Risposta: Questo prospetta una domanda: “Ti porta questo alla ricerca della verità?”. Se non è così, allora non stai avanzando. Ogni giorno hai bisogno di fare un calcolo interno: “Da un lato, cosa ho e dall’altro di cosa manco? E quando otterrò quello di cui manco?”.

Al contrario, se stai perdendo la direzione e la pressione, come avanzerai per realizzare il tuo desiderio? Se non fissi uno scopo davanti a te in ogni momento, non lo raggiungerai. Oppure supponi che stai salendo su un treno con il biglietto già pagato?

In altre parole, sei diventato pigro come gli altri, aspetti che la sofferenza cominci a spingerti in avanti e sei convinto che arrivare semplicemente in tempo avrà effetto? È così?

Commento: Certamente, ma come posso obbligarmi a realizzare queste prove quotidiane? Non è che io abbia la podestà dei miei pensieri.

Risposta: Chiedi ai tuoi amici che ti incitino. Loro sono migliaia di gradi al di sopra di te, dunque, perché non sei geloso di loro? Perché non ti vergogni davanti a loro?

Ci sono persone intorno a te che hanno attraversato il Machsom. Certamente, tu non sai cosa sia, credo che hai sentito questa parola prima d’ora. Queste persone sentono la spiritualità in piccola misura, ma è così; e cosa dire di te?

Tuttavia, tu non lo vedi ed è per questo che non sei geloso di loro. Questo è giusto, ma tu non lo vedi perché l’intenzione di dare regna in loro. Se fossero loro a rivelartelo, anche solo un poco, dovresti ritornare di corsa alla tua Mercedes. È per questo che loro non si rivelano. Tuttavia, cerca di essere geloso in qualche modo delle loro realizzazioni. Devi semplicemente farlo.

Il Creatore è disposto a darci l’Infinito, ma non possiamo ricevere nient’altro che la più sottile illuminazione che Lui ci invia per sostenere la nostra esistenza attuale. Tu hai bisogno di pensare a come raggiungere la vergogna e per questo hai bisogno di esercitarti in mezzo al gruppo. Al contrario, non succederà niente.

Fin quando non costruirai un sistema di relazioni con il gruppo come quelle che desideri avere con il Creatore, non succederà, né ti si rivelerà niente. È come se ti venisse dato un kit di costruzioni con una gran quantità di piccoli pezzi da unire in una determinata struttura. Se lo farai, ti verrà data una sfida più grande.

Ma senza di questo non c’è avanzamento, né per migliorare, né per peggiorare.
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[Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.06.2011, “Matan Torà (Il Dono della Torà)”]

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La separazione porta una discesa e l’unità un’ascesa

Baal HaSulam, Shamati, articolo 34, “Il beneficio di una terra”: Ogni forma punta verso un’altra forma (spiritualmente opposta). Cosicché tutte le discese nelle quali uno sente la separazione (dagli altri e dentro di loro, dall’unione con il Creatore) sono un’opportunità per discernere tra qualcosa ed il suo opposto.

In altre parole, uno deve imparare il beneficio delle ascese dalle discese. Al contrario, sarebbe incapace di apprezzare l’importanza di essere stato avvicinato dall’Alto e delle ascese che gli vengono date … (Come è detto:) “Tanto come la Luce supera l’oscurità”.

Dopotutto, solamente a partire dalla separazione possiamo valorizzare l’unità tra di noi e stimare il raggiungimento della nostra unione come il raggiungimento del Creatore, della forza superiore. Dobbiamo cercare di dare le definizioni corrette: la separazione tra di noi è una discesa, mentre l’unità tra di noi è un’ascesa. La separazione, che significa uno stato di discesa, deve portarci la sensazione dell’assenza della Luce, mentre un’ascesa deve essere sentita come la presenza della Luce superiore, la Luce della dazione e dell’amore.

Dobbiamo interpretare correttamente le proprietà spirituali, le definizioni spirituali. Allora, gradualmente cominceremo ad adattarci ad esse ed a vedere il valore spirituale più elevato nelle parole tanto odiate da noi oggi: “unità”, “amore” e “adesione”.

Solo allora uno può accedere e considerare il fatto dell’adesione, per il quale il diletto ed il piacere nel Pensiero della Creazione possono essere acquisiti e questo è “Il Suo desiderio di fare il bene alle Sue creature”.
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(Dalla lezione 8 del Congresso WE! Del 3.04. 2011)

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Fratelli, voglio abbracciarvi

In base alla misura in cui vuoi vedere il gruppo unito e completo, che esiste nella garanzia mutua, interna, tu influenzi tutto il gruppo e gli infondi il tuo potere, il tuo desiderio, nell’attributo della dazione. Vuoi impregnare gli amici affinché loro si riempiano di questa qualità. Questo è il significato di “ama il tuo amico come te stesso”, posto che ti sforzi per riempirli come faresti con te stesso e pertanto, loro sono ancora più importanti per te.

Come può essere confuso questo? Tutti possono sentirlo. Tu vuoi immaginare i tuoi amici uniti, insieme e li riempi fino al bordo! Qui non pensi al tuo beneficio o alla perdita personale, ma solo agli amici, alla Shechinà (Divinità); e se solo pensi a loro, non sperimenterai le discese o le ascese personali, ma continuerai a vivere i loro desideri.

Quando attraversi una discesa, la ragione è che i tuoi desideri sono bloccati. Il tuo ego sente che non può riempirsi in nessuna maniera. Non ci sono piaceri da conseguire e pertanto cadi in letargo ed aspetti che il tuo stato cambi con il passare del tempo.

Questa stasi è dovuta al fatto che non ci sono nuovi desideri che si rivelano in te. Se tu sentissi un nuovo desiderio in questo momento, ti risveglieresti immediatamente e vorresti ricevere tutto il mondo! Tutto dipende dal desiderio.

Da questo si deduce che se un grande desiderio si rivela in te, trabocchi di energia, se il desiderio è piccolo, stai tranquillo, ma se il desiderio svanisce completamente, allora muori; però questo può avvenire solo se lavori sul tuo desiderio.

Tuttavia, se hai a che fare con i desideri degli altri, vieni rinnovato continuamente. Questo desiderio non dipende da te, ma avrai sempre i desideri degli altri. Pertanto, non attraverserai le ascese e le discese, ma continuerai ad elevarti sempre più.

Vale a dire che le ascese e le discese saranno di una natura differente, determinati non dal desiderio, ma dalla Luce: cos’altro puoi dare? Cos’altro puoi strappare al desiderio di ricevere ed utilizzarlo per il bene della dazione affinché possa aggiungerlo alla tua dazione al Creatore?
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.04. 2011, Shamati 1)

Il cammino verso il Creatore è unico per tutti

Domanda: E’ vero che una donna può sintonizzarsi con il Creatore solo attraverso il gruppo degli uomini?

Risposta: Certamente no! La donna deve anche sintonizzarsi personalmente con il Creatore! Questo movimento attraverso il gruppo degli uomini è necessario solo per portare tutti noi a questo grado; però sintonizzarsi con il Creatore continua ad essere un processo individuale.

Come non può una donna essere connessa con il Creatore? Stiamo avanzando insieme: gli uomini non possono avanzare senza il desiderio delle donne, mentre le donne non possono avanzare verso il Creatore senza lo sforzo degli uomini. Tutto questo deve essere come tenere un bambino per mano.

Il movimento è la nascita in ogni nuovo stato, quando generiamo lo stato successivo. La donna non può essere un padre unico e neanche l’uomo. Devono restare insieme per creare una famiglia ed aver cura del cerchio famigliare comune, dopodiché loro producono i nuovi stati.

Però, tanto gli uomini, quanto le donne, hanno una relazione personale con il Creatore, mentre il movimento può avvenire solo nel gruppo. Mi sintonizzo con il Creatore in maniera individuale, ma come ricevo il riempimento? Lo ottengo attraverso il gruppo.

L’impatto dell’ambiente tanto sugli uomini, quanto sulle donne, è cruciale. La donna non può avanzare se non riceve l’influenza dell’ambiente, anche se è più per gli uomini che per le donne.
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(Dalla lezione virtuale in russo, Fondamenti della Kabbalah del 21.04.2011)

Una guerra mondiale o una garanzia mondiale?

Dobbiamo divulgare la saggezza della Kabbalah nel mondo molto più attivamente, affinché la gente, influenzata da un pensiero comune ed un desiderio collettivo, possa capirla molto presto. Dopotutto, la realizzazione, la comprensione ed i pensieri si muovono dagli uni agli altri. In questo modo, possiamo portare avanti il nostro sviluppo lungo il cammino dell’ambiente e comprare molto tempo.

Grazie al nostro sforzo comune e all’assistenza mutua che è considerata una “garanzia”, noi raggiungeremo il punto nel quale esigeremo un cambiamento. La forza superiore sarà rivelata e con il suo aiuto, ci eleveremo al di sopra dell’egoismo, usciremo “dall’Egitto”.

Sarà così per i gruppi kabbalistici, così come per l’umanità. Se la forza superiore non si distende nel mondo, se non c’è la possibilità di riformare noi stessi con l’aiuto della saggezza della Kabbalah, cambieremo il cammino della correzione, accompagnati da una tremenda sofferenza, incluso dalle guerre mondiali.

Il Creatore odia i corpi egoisti e vuole fare il possibile per rompere il nostro ego, includendo gli eventi più drammatici che si sono susseguiti nella storia. L’uomo affronta due cammini di correzione del desiderio egoista: quello della Luce (Achishena, accelerando il tempo) e quello della progressione naturale per mezzo della sofferenza (Beitò, a suo tempo).

Noi dovremo sperimentare quanto odio gocciola dal nostro desiderio egoista per la natura, per il Creatore, oppure sviluppare dentro di noi lo stesso tipo di odio irreconciliabile verso la nostra natura egoistica.

Dobbiamo raggiungere lo stato di “pianto”, dopodiché il Creatore, la Luce, si rivelerà e correggerà la nostra intenzione da egoista ad altruista. Fin quando questo stato non viene raggiunto, dobbiamo arrivare alla conclusione che non c’è uno stato peggiore di questo e non resteremo nel nostro ego un momento in più. La domanda è: come arriveremo a questo stato? Soffrendo dei colpi o attraverso la valutazione?

Il risultato, tuttavia, è solo uno: non sono d’accordo a tollerare il mio ego per altro tempo e lo odio più di ogni altra cosa al mondo, preferirei essere morto piuttosto che vivere questo tipo di vita. Se sento questo nel profondo del mio egoismo, la Luce comincerà a lavorare in me.

Tutto ha luogo in accordo alle leggi della natura. Io non posso produrre un pianto più forte ed attrarre la Luce in questo modo. Siamo di fronte ad una legge molto severa, la Luce superiore, e sperimentiamo degli stati specifici, tappa dopo tappa, quando la Luce comincia a lavorare in accordo all’ordine dei gradi spirituali, le Luci ed il desiderio si dispiegano in noi.

Per questo non ha senso sedersi ed aspettare che succeda da sé; non succederà niente. Prima di tutto, abbiamo bisogno di un desiderio per la correzione, un odio totale per il nostro egoismo. Arriveremo definitivamente a questo, o attraverso il cammino della sofferenza o attraverso quello della Luce, l’uno o l’altro. Allora il Creatore si rivelerà e ci correggerà.

Ci fu un tempo nel quale solo pochi eletti furono capaci di una tale correzione, ma adesso, tutto il gruppo ed anche tutto il mondo in generale, passerà attraverso questo. Adesso dobbiamo attraversare gli stessi gradi e gli stessi stati.

Comunque, quando ci sono molte persone, loro possono assistersi, sostenersi a vicenda ed arrivare ad una rivelazione collettiva, perché tutte sono connesse, tutto ciò che una persona può sentire e capire passa dagli uni agli altri. Così, grazie alla garanzia, uno può rapidamente raggiungere la comprensione generale, sperimentarla e decidere che dobbiamo elevarci al di sopra dell’egoismo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.05.2011, Shamati 19)

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