Pubblicato nella 'Lavoro spirituale nel gruppo' Categoria

Da che cosa inizia l’uomo

L’uomo inizia dall’unione dei pensieri e dei desideri a livello minimo di consapevolezza ed in seguito si aggiungono sempre nuovi livelli di coscienza e cresce fino a raggiungere i massimi livelli, vale a dire a modificarsi e divenire uomo.

Quest’ unione di mente e cuore, si costruisce da tutte le parti separate che si trovano in ciascuno di noi, poichè ogni particella comprende mente e cuore.

La connessione di queste forze è simile alla modellazione della materia durante tutta la nostra evoluzione ed in tutte le sue fasi diversificate, dal livello inanimato a quello vegetale ed animato.

In effetti la materia ha iniziato ad unirsi nello stesso modo. Quando iniziamo a congiungere tutte le nostre parti, anche noi attraversiamo le suddette fasi.
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I Kabbalisti sul lavoro spirituale nel gruppo, Parte 2

Cari amici, per favore, fate delle domande su questi passaggi dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Lo Scopo della Società

Ci siamo riuniti qui (sotto la guida del nostro maestro) per stabilire una società (una connessione al di sopra del nostro egoismo) nella quale ognuno di noi segue lo spirito della dazione verso (l’amore per) il Creatore (attraverso gli amici). Per raggiungere la dazione verso il Creatore, dobbiamo dare all’uomo, il che è chiamato “amore per gli altri”.

E l’amore (disinteressato) agli altri può essere dato solo attraverso la rinuncia a se stessi (l’intenzione “verso se stessi”). Pertanto, da una parte, ogni persona deve sentirsi inferiore (in relazione ai membri del gruppo) e dall’altra, essere orgogliosa del fatto che il Creatore ci abbia dato l’opportunità di essere in una società nella quale ognuno di noi non ha altro che un’unica meta: che la Divinità sia tra di noi (rivelare dentro di noi il Creatore, la proprietà della dazione e dell’amore assoluto).

-Rabash, Scritti della Società, “Lo Scopo della Società (1)”

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Il gruppo interiore, non esteriore

Domanda: Come possiamo effettuare i nostri chiarimenti in relazione al gruppo: parlare con loro, agire insieme, o essere fisicamente in un posto?

Risposta: “Tutto si chiarisce nel pensiero”, e niente può essere visto dall’esterno. Una persona può apparire indifferente, perfino maleducata, impaziente, e non esprimere la propria buona attitudine verso gli altri. Probabilmente è il suo carattere, o lo fa di proposito per non indebolire i propri sforzi interiori.

Uno deve cercare l’immagine interna del gruppo, il luogo dove tutti i nostri desideri, pensieri, traguardi, e comuni speranze esistono, e aderire a questo. Giudicando dalle manifestazioni esteriori, renderebbe difficile per te accettare il gruppo. Accadrà più tardi, quando smetterai di prestare attenzione all’esterno poiché “l’amore copre tutti i peccati”.

Tu vieni in questo posto perché le persone che ci si riuniscono hanno i punti nel cuore, per cui, avvicinati di più a questi punti interiori.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.05.2011, Gli scritti di Rabash)

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I Kabbalisti sul lavoro spirituale nel gruppo, Parte 1

Cari amici, per favore, fate delle domande su questi passaggi dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Lo scopo della Società

Noi (che sentiamo il punto nel cuore) ci siamo riuniti qui per stabilire una società (una connessione tra di noi al di sopra dell’egoismo di ognuno) per tutti quelli che desiderano seguire il cammino (verso la rivelazione del Creatore) ed il metodo di Baal HaSulam, il cammino lungo il quale salire i gradi dell’uomo (“Adam” dalla parola “Edame” o simile al Creatore) e non restare come una bestia (se una persona resta nella sua proprietà naturale egoista).

-Rabash, Gli scritti sociali, “Lo scopo della Società (1)”

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Nascosto nella mia stessa ombra

L’uomo è stato creato con il desiderio di ricevere che aspira ad essere riempito, si sente imperfetto se ciò non avviene e vede tutto il significato della sua esistenza in questo. Oltre a questo, l’uomo non ha sensazione. Tutte le nostre sensazioni vengono esclusivamente dai piaceri che vediamo davanti a noi, cioè, da ciò di cui è costruito il nostro mondo. La realtà è composta dalle immagini dei piaceri che la nostra immaginazione ci dipinge.

Vediamo intorno a noi il mondo inanimato, quello vegetale, quello animato ed le altre persone, perché il nostro desiderio si compone di quattro livelli nei quali sperimentiamo le immagini di tutti i piaceri possibili; però se non vogliamo vivere tra queste illusioni e desideriamo vedere il mondo reale, dobbiamo vederlo non partendo dal desiderio di ricevere, ma dal desiderio di dare. Di fatto, è lì che troviamo la nostra radice e la nostra relazione con questa, cioè col Pensiero della Creazione, col suo programma ed il suo proposito. Il desiderio egoista però ci separa da tutto questo, dalla vera conoscenza, dalla sensibilità e dallo scopo.

Abbiamo un’opportunità unica di avvicinarci all’immagine reale, di mettere un velo sul quadro dipinto per noi dal nostro egoismo. Non è che dobbiamo smettere di vedere tutto questo, ma smettere di dargli tanta importanza come facciamo oggi. Invece di questo, dobbiamo cercare l’immagine delle radici che giacciono dietro, ciò che emerge nei desideri stessi se essi cambiano direzione dalla ricezione alla dazione.

Il desiderio è uno, ma tutte le sue parti (quella inanimata, vegetale, animata ed umana) devono trasformarsi in dazione ed allora vedremo le radici di questa immagine che viene vista nel nostro desiderio di ricevere piacere per noi stessi.

Questo viene fatto per mezzo “dell’ombra della santità”. Dopotutto, quando una persona si sforza per questo tipo di ombra, cerca di farla lei stessa, ma presto scopre che è incapace di farlo; trova che suo il volo dal desiderio di ricevere ed il cercare di mettere “un’ombra” su questo, ovvero provare a fare lo schermo, la restrizione ed il lavoro al di sopra di essa, è impossibile senza l’aiuto esterno. È richiesto un miracolo!

Un miracolo è qualcosa che è al di fuori delle mani della persona e non è disponibile direttamente per lei come un mezzo ovvio. Gradualmente arriva alla conclusione che la stessa radice, la forza superiore che vuole rivelare, deve aiutarla e darle l’occultamento.

Tuttavia, dato che la persona lo chiede per sua propria volontà, le viene contato come se avesse creato quest’ombra. Così occulta il suo desiderio di ricevere sempre di più, il che viene considerato come “non fare agli altri ciò che è odioso per te”, ed acquisisce la proprietà di Binà, dazione per dare (Chafetz Chesed).

Quando finisce il lavoro e si eleva al Monte Sinai al di sopra di tutti i suoi desideri egoistici, comincia a lavorare, anche a ricevere per dare, “nell’amare il suo prossimo come se stesso”. Gradualmente ogni desiderio diventa dazione e così via fino alla fine della correzione.

Tutto questo si ottiene per mezzo dell’occultamento o di quella che viene definita “modestia”. Si tratta del lavoro nel quale la persona cerca la maniera di occultare il suo desiderio di ricevere, di non utilizzarlo direttamente, in maniera egoistica e certamente di non utilizzarlo istintivamente senza pensare, ma solo dopo rigorose analisi e prove. Questa è la prima tappa del nostro lavoro.

Se l’essere umano in noi impara ad occultarsi dal desiderio di ricevere in noi, si separa da questo desiderio e si eleva al di sopra dello schermo. In questo momento, è connesso alla radice e compie dei calcoli al di sopra della ragione. Così continua il cammino ed avanza.
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Versione Audio

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 25.07.2011, Shamati 39)

“Momenti di preparazione” – Giocare alla spiritualità

Al momento noi ci stiamo solo preparando a compiere davvero le azioni spirituali descritte nel libro “Shamati” (Ho udito). Leggiamo della dazione, della fede al di sopra della ragione, dei diversi stati spirituali e lo immaginiamo attraverso la nostra percezione materiale, all’interno del nostro desiderio egoista, ed in questo modo avanziamo.

Proprio questo è ciò che si chiama “momenti di preparazione”, quando sto solo giocando alla spiritualità, come se fossi già in questo luogo, perché in realtà è ciò che desidero.

Ma siamo realisti, come posso desiderare qualcosa che non so cosa sia? A volte la gente mi domanda: “Quando succederà, in un colpo solo?”. Vi posso solo dire che se volete dare, nessuno ve lo impedisce. Questa è la spiritualità.

Anche così non sappiamo cosa sia. Il nostro stato attuale, questa tendenza, è un regalo che abbiamo ricevuto dall’alto, per preparare il vaso all’illuminazione superiore. Questa è una tappa preparatoria che nasce grazie al desiderio ed alla Luce che lo provoca, queste due cose insieme si chiamano “punto nel cuore”.

Questo è qualcosa di nuovo, che si crea a partire dal desiderio e dalla Luce che arriva. Insieme formano una sensazione che ci dirige lungo il cammino spirituale. Se vogliamo sviluppare questo desiderio il più possibile, dobbiamo averne cura allo stesso modo del feto nell’utero di sua madre, fornendogli l’ambiente adeguato, i libri e lo studio.

Avanziamo solo grazie alla divulgazione della Kabbalah, aiutando e preoccupandoci per gli amici. Baal HaSulam scrisse che l’uomo può avanzare lui stesso o aiutare gli altri affinché ci riescano. Anche se una persona non è potuta avanzare spiritualmente ma ha aiutato gli altri a farlo, allora riceverà una piena ricompensa spirituale.

Lo vediamo nell’esempio di Yehuda Ben Nun, il quale si elevò al grado di Moshe ed entrando nella terra di Israele, divenne suo discepolo e leader del popolo, solo perché era suo aiutante, anche se non studiava.
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(Estratto della lezione sull’articolo del libro “Shamati” del 2 Agosto 2011)

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Lo Zohar rivela il Mondo Superiore

Quando leggiamo il Libro dello Zohar, ci poniamo sempre la stessa domanda: perché abbiamo bisogno di questo libro? Dopotutto, è del tutto incomprensibile e parla di cose magiche, irreali, di azioni che suonano come comandamenti che conosciamo di questo mondo e di persone, animali o paesaggi, come fiumi, colline o montagne.

Dobbiamo capire che il Libro dello Zohar deve diventare per noi la rivelazione del mondo superiore, ed il nostro mondo inferiore è soltanto un’impressione di quello superiore. Supponiamo di costruire una torre partendo da un blocco di argilla, ci metto del gesso e dopo questo si indurisce prendendo la forma della torre. Dopo tolgo il gesso ed ottengo un modello ed uno stampo, un timbro ed un’impressione.

Lo stampo superiore è il mondo superiore e la forma che resta nel suolo è il mondo inferiore. Così il mondo superiore e quello inferiore si relazionano l’uno all’altro. Quindi, anche quando parliamo del mondo inferiore e di tutto quello che succede in esso, le colline, i mari, le vie, gli animali, le persone, il sole e la luna, anche così dobbiamo ricordare costantemente che questo punta alla sua proiezione: al mondo superiore.

Lo Zohar descrive il mondo superiore, mentre il mondo inferiore è la sua impressione. Ciò che nel nostro mondo viene considerato il desiderio di ricevere piacere, nel mondo superiore è il desiderio di dare. Cercando il progresso del nostro desiderio di ricevere e di arrivare alla spiritualità, unendoci durante il nostro studio con il gruppo, diventeremo non dei punti individuali sparsi per il mondo, ma costruiremo una certa forma, pur essendo materiale, una parte del nostro mondo inferiore. Questo è il nostro gruppo nel mondo inferiore.

Però, in realtà, esiste un simile gruppo nel mondo superiore e siamo già lì, nella dazione reciproca e nell’unicità, in uno stato completamente corretto, poiché lo stato iniziale (1) e quello finale (3) esistono già nell’Infinito. Dobbiamo solo pensare a come attrarre la forza, il desiderio ed i mezzi dello stato nel quale siamo corretti, con il fine di realizzarlo nella realtà, di renderlo reale (di ascendere a questa dimensione superiore nella nostra sensazione e comprensione, nella nostra vita).

Pertanto qui, in questo mondo, dobbiamo arrivare a sentire la nostra unità e visualizzarci nel gruppo superiore, in alto, totalmente corretti, nell’unità e la dazione reciproca, nel nostro stato più elevato. A parte questo, desideriamo che dall’Alto, proprio da questo grado superiore, la Luce si espanda verso di noi e ci attiri verso l’alto.

Così, lo Zohar parla del nostro stato superiore mediante l’uso di parole di questo mondo, il linguaggio dei rami; ed io, leggendolo, devo costantemente pensare a me stesso in totale unione con il gruppo, nella dazione reciproca, poiché è lì che trovo il mondo superiore.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.07.2011, Lo Zohar)

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L’espansione è nella dazione

Domanda: Mi dirigo al Creatore affinché mi aiuti nella dazione verso un essere umano. Potrebbe descrivere questo in un linguaggio più scientifico, giacché in essenza, il Creatore è la legge della natura?

Risposta: Come sappiamo, Malchut dovrebbe cancellarsi davanti a Zeir Anpin (ZA). Quindi ZA accetta il suo desiderio ed i loro desideri si elevano insieme alla madre, Binà. In risposta, Binà deve dare a Zeir Anpin uno stato adulto (in maniera che ZA cresca), come la Luce di Malchut.

Questo è ciò che il datore realizza. Se qualche volta desideri davvero dare al tuo amico, riceverai il doppio. Quello che gli dai creerà uno stato adulto in te, così produci un grado più alto nel tuo amico e glielo dai.

Per lui, sarai spiritualmente grande, sarai il datore. In questo ruolo, riceverai nuovi desideri da lui, e dall’alto, ottieni il riempimento. Pertanto, ti espandi “costantemente” ricevendo i desideri degli altri e la Luce dall’alto.

Questo è ciò che significa essere il datore. Tuttavia, ti “espandi” nei vasi di dazione. Qui si nasconde una trasformazione psicologica. Come puoi crescere di più nella dazione? Dov’è il beneficio? Come posso riempirmi? Cosa mi riempie?

Il nostro problema è che non sentiamo molto guadagno nei vasi di dazione, ma questo è evidente dal grafico.
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[Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.06.2011, “Matan Torà (La Dazione della Torà)]

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La rottura dell’egoismo

Baal HaSulam, “Arvut” (Garanzia Mutua): Se una parte della nazione non vuole mantenere l’Arvut, ma sceglie di ostinarsi nell’amor proprio, fa si che il resto della nazione resti immersa nella sua sporcizia e bassezza, senza trovare mai un modo di uscire dalla sua immondizia.

Domanda: Come posso correggere il mio desiderio per la sporcizia e la bassezza?

Risposta: Io agisco in relazione ai miei amici, e questi agiscono in relazione a me. Ciò significa che questi mi correggono? Si, loro così lo fanno. Ed io posso correggerli? Si, posso. Come posso correggermi io? Io mi correggo correggendo loro.

Questa è la garanzia mutua. Nessuno lo fa senza gli altri e lui dipende dagli altri in tutte le sue azioni nel senso positivo e negativo, nell’allegria e la tristezza. Lui dipende dalle loro azioni buone e malvagie, e loro dipendono dalle sue azioni buone e malvagie.

Ad oggi, questa sta diventando una realtà che si manifesterà nel nostro mondo in una maniera molto sgradevole. Se succede qualcosa di male in un paese, gli altri paesi lo sentiranno immediatamente. D’altro canto, se si realizza qualcosa di buono in qualche luogo, anche gli altri cambieranno per il meglio.

Questa è la rottura reale del mio egoismo. Voglio che gli altri si sentano male ed io, paragonato a loro, voglio sentirmi bene per essere un vincitore. Io voglio il peggio per loro più che per me e questo mi rallegra il cuore; però adesso, vediamo in che modo l’integrità della natura ci obbliga a pensare in maniera differente. Ci insegna che nessuno può beneficiarsi da solo. Se è bene per qualcuno, sarà bene anche per gli altri. Non esiste una situazione tale in cui sia buona per alcuni e cattiva per altri.

Ci stiamo avvicinando gradualmente a questa immagine del mondo. Guarda cosa sta succedendo nei paesi sviluppati. Se c’è un bradisismo in uno, il resto dei paesi non sa che fare e cade dopo di esso. Siamo arrivati ad un ordine economico, cioè ad un egoismo tale che il mondo dipende da tutti. Si tratta della garanzia mutua ed è così che si manifesta.

Non pensavo che sarei dipeso, diciamo … dalla Francia. Cos’ho a che fare con la Francia? Tuttavia, adesso devo fare attenzione che lì non ci sia nessun problema. Se la Francia si dichiara in bancarotta, allora, senza dubbio, influenzerà le mie tasche due giorni dopo; per di più lo farà negativamente. Se ho ottenuto qualche beneficio da questo, potrei lasciarla andare in bancarotta, ma non funziona in questa maniera, anche io mi comprometterei.

Inoltre, precedentemente, i problemi degli altri portavano dei benefici. Prima che il mondo fosse connesso ad un sistema integrale, tutto il mondo agiva per il proprio interesse, senza considerare gli altri. Ogni paese si preoccupava solo del proprio beneficio. Ogni volta, facevamo dei calcoli salutari ed egoistici per guadagnare a spese degli altri. Anche se questo richiedeva iniziare una guerra contro di loro e distruggere l’altro lato della terra, per me era meglio.

Oggigiorno, ci piacerebbe continuare sulla stessa linea, ma non possiamo. Molto presto, scopriremo che la guerra non può essere iniziata. Dipendiamo gli uni dagli altri a tal punto che non posso garantirmi niente da solo. Mancherei di tutto quello che distruggo agli altri.

A questo siamo arrivati: a desiderare il bene per noi, per la nostra nazione, per il nostro paese con la sua struttura e le istituzioni, io devo curarmi di tutti. Solo allora ci sarà il benessere per me.

Questo meccanismo lavora sulla dazione tra i Partzufim, tra le persone e tra la persona ed il Creatore. Devo prendere il desiderio del mio prossimo, con l’obbiettivo di riempirlo e mettere il mio desiderio al suo servizio. Solo a condizione di riempirlo e di aver cura di lui, tutta l’abbondanza scorrerà attraverso di me e mi sarà rivelata 620 volte più grande.

Il mondo ancora non capisce in quale sistema stiamo entrando. Per far si che funzioni, dobbiamo raccontare alle persone di questo non appena possibile. Al contrario, la loro disperazione le porterà alla guerra. Loro, semplicemente, non avranno altra scelta.
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[Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2011, “Arvut (Garanzia Mutua)”]

Il mio ruolo nel gruppo

Domanda: Quale dovrebbe essere il mio ruolo nel gruppo: Zeir Anpin o Malchut? O ambedue?

Risposta: Tu hai bisogno di riempire i tuoi amici con tutte le tue forze. Questo è il comandamento principale della Torà: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Io non sono Malchut, sono Zeir Anpin. Il mio unico desiderio è ricevere i desideri di tutti e riempirli.

Allora, chi rappresenta Malchut? Io gioco il ruolo di Malchut davanti ai miei amici, col fine di ricevere da loro la forza di dare. Questo è un canale differente di interconnessione. Ricevo da loro la forza per essere il datore e quindi mi elevo al di sopra di loro per dare loro. Le cellule del corpo interagiscono allo stesso modo: ogni cellula riceve dalle altre e dona loro.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.06.2011, “Matan Torà (Il Dono della Torà))

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