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Un Kabbalista vede il mondo come un posto più corretto?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Un Kabbalista vede il mondo nello stesso modo come una persona comune, o come un posto più corretto?

Risposta: Da un lato, un Kabbalista vede il mondo come un posto più corretto nella misura in cui scopre che il Creatore è già vestito nel mondo, e poi non ha pretese o reclami. Tuttavia anche lui nota posti nei quali il mondo ha bisogno dell’azione del Creatore dove il Creatore non può essere vestito poiché non esiste la mancanza.

Comunque, devo dire che anche se un grande o piccolo Kabbalista o uno che non è entrato ancora nel mondo spirituale e non ha ancora rivelato il Creatore dipende da ciò che gli viene mostrato. Qui un grande uomo non differisce da uno piccolo; la forza superiore, la forza di occultamento o la rivelazione, domina completamente tutti.

A un grande Kabbalista gli può essere concesso un tale occultamento che cadrà. Qualsiasi cosa può essere fatta con lui dall’Alto. Quanto più una persona avanza, più si rende conto che non c’è nulla dentro di lui che può gestire da solo e che può controllare.

In questo modo, prima il Creatore rivela progressivamente il dominio su di una persona, affinché finalmente la persona possa riconoscere il Creatore sentendo che si veste in lui. “Veste in lui” significa che lo controlla completamente.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04.2014)

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Tutto o niente

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché un Partzuf diventa “raffinato” ed espelle la Luce quando riceve il 20% della Luce e capisce che non può ricevere di più? Ottenere il 20% è meglio di non ottenere niente?

Risposta: Nella spiritualità non ci sono mezze misure: è tutto o nulla. Immagina di dire a tua moglie che la ami il 20%. Puoi immaginare come ti avrebbe risposto?

Qualcosa di simile non può essere. In amore e dazione, in donazione e nel cuore, è impossibile dare una parte e non il resto. Qui non ci possono essere compromessi. I compromessi possono essere in tutto tranne che per l’odio vero e l’amore vero, i quali sono Achoraim (schiena) e Panim (viso) della stessa aderenza.

Domanda: Tuttavia gradualmente ci alziamo e cresciamo. Allora com’è possibile?

Risposta: Nella tua ascesa graduale, si sta sempre andando per il tutto. Non si prende metà o un quarto, anzi investi tutto il tuo potere o altrimenti non sali.

Domanda: Però, io non ho familiarità con il prossimo livello.

Risposta: Questo si chiama andare con la fede sopra la ragione, con i tuoi occhi chiusi. Può essere che si accetti il 20% di una situazione dopo un calcolo, diciamo, Galgalta, ma questo 20% corrisponde all’intero 100% dei tuoi poteri. Se si vuole successo nell’ avanzamento spirituale o anche nell’ amore corporeo, senza dubbio si ha bisogno di dimostrare che si sta dando tutto il proprio potere a esso.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.05.2014, Dagli Scritti di Baal HaSulam)

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Il valore più elevato dell’ ambiente

Dr. Michael LaitmanDomanda: Al fine di tenere il bastone in mano e non lasciare che si trasformi in serpente è necessario lavorare sul nostro ambiente costantemente?

Risposta: È giusto, ma è necessario lavorare sull’ ambiente non tenendo il bastone in mano, ma perché vediamo il nostro futuro stato corretto in esso. Ciò significa che l’ambiente non è un mezzo, ma ha valore in sé: è un sistema superiore.

All’ interno dell’ ambiente “bastone” e “serpente” si rivelano, e anche la forma del Borè (Creatore), che si chiama “Bo-Re” (Vieni e Vedi). Nella giusta connessione tra gli amici, la Luce Superiore comincia ad essere rivelata e splende, e scopriamo il vaso con la Luce.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.04.2014, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente“)

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Non Fuggire dal lavoro ma da te stesso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è la schiavitù di una persona in Egitto?

Risposta: Egli cerca di connettersi con gli altri e ogni volta ha un po’ di successo attraverso qualche nuova prova, ma i frutti di questa connessione vanno al Faraone che li succhia da dietro il collo. Questo significa che l’ego ruba tutto e lo tiene all’interno di se stesso. Una persona sente di non avere nulla. Questo è ciò che ci accade.

Poi, come è detto, (Giobbe 20:15): “Egli vomiterà le ricchezze che ha inghiottito”. Il potere dell’ego ingoia i frutti del lavoro e poi li sputa fuori, vomita dando tutto indietro alla persona, tutto insieme.

Domanda: Quando accadrà questo finalmente?

Risposta: Quando si accumula una quantità sufficiente di sforzi che sono stati inghiottiti dall’ego, questo consente alla persona di salire al bene della dazione. Non è possibile fare una scorta di sforzi negativi, impressioni negative, in qualsiasi altro modo. Non puoi lavorare se sono tutti davanti a te.

Anche se un po’ ti viene mostrato, prendi in considerazione quello che hai, questo è male e ciò che è male ti scappa immediatamente. E in questo modo non scappi ma continuerai a lavorare, le tue delusioni scompariranno. Questo ci da’ l’opportunità di continuare a ritornare ripetutamente sulle delusioni delle nostre abilità.

In seguito, la delusione accumulata e di conseguenza la necessità per il gruppo, deve essere così grande che tu gridi e vuoi andar via. Non significa scappare dal lavoro, ma scappare dal tuo ego!

Ci sono alcune condizioni che devono maturare e accumularsi. Questo è un processo cumulativo; nulla può essere fatto su di esso. Allo scopo di aiutarti con questo, ci sono il buio e l’assorbimento dei tuoi fallimenti. E poi devi essere ispirato dal gruppo, dallo studio, e dall’insegnante, e ogni giorno hai bisogno di alzarti in piedi di nuovo.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.04.2014, Scritti del Rabash)

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Un Kli per la ricezione della Luce

Dr. Michael LaitmanDomanda: Scrive Rabash: Questo è come la Luce e il Kli – la sofferenza che viene sopportata per qualcosa è il Kli che può ricevere la Luce se esso si libera dalla sofferenza. (Dall’articolo, “Che cosa è una benedizione,” … chi ha fatto i miracoli per me in questo posto nel lavoro? Come posso liberare me stesso dalla sofferenza anche prima di ricevere la Luce? Pensavo che la Luce è specificamente quella che ci libera dalla sofferenza.

Risposta: Il Kli per la ricezione della Luce non è il desiderio di essere riempito con piacere ma il desiderio di sentire come gli altri hanno piacere da me. Il mio piacere è in questo. Però non lavoro per il suo bene. Piacere per me è solo un indicatore, un mezzo per misurare quello che ho veramente raggiunto la dazione per gli altri.

Si chiama “liberando me stesso dalla sofferenza,” perché non ho nessun altro pensiero o intenzione per quanto riguarda me stesso. Sono interessato solo a quello che è fuori di me; pertanto merito là di scoprire il Creatore.

Queste sofferenze di amore ci sono quando non mi trovo nel desiderio di dare. Soffro per questo, e non per il mio bene. Se soffri per te stesso, ti trovi in questo mondo materiale e non sei per nulla diretto verso il Creatore. Essere diretto verso il Creatore significa voler essere come Lui, identificare te stesso con Lui, e prendere esempio da Lui. Ed essere come il Creatore significa pensare a ciò che è fuori di te.

La mia sofferenza diventa completamente diversa perché diventa sofferenza d’amore dalla mia mancanza d’abilità di donare agli altri e dalla preoccupazione che dando agli altri, sto facendo questo per il mio bene e non per il Suo bene, significa non per il bene della dazione, e senza l’intenzione di ricevere una ricompensa. Domando il potere al Creatore che mi aiuti a diventare come Lui.

Domanda: E, in un caso come questo, aiuta sempre il Creatore?

Risposta: Se stai veramente chiedendo per questo, Lui ti deve aiutare. Semplicemente non hai mai chiesto. Soltanto hai bisogno di voler essere come Lui, almeno un po’.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.04.2014, Scritti del Rabash)

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Il prossimo mondo per il faraone

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è il significato interiore di “ed essi costruirono città di stoccaggio”?

Risposta: Il desiderio di ricevere costruisce queste città e avanza così verso l’obiettivo che sembra buono e utile per l’ego. Ho questo mondo, ma in esso e in questa vita,intendo anche raggiungere il prossimo mondo. Mi aspetto di salire oltre questa vita e vedere i due mondi, per sbarazzarmi di tutti i miei problemi e della questione della vita e della morte.

La morte è il problema più grave per l’uomo. Una persona ha tutto oggi e il mondo è abbondante. Se avessimo dato alla gente che ha vissuto 100 anni fa quello che ha oggi un uomo comune, non potevamo descrivere la gioia immensa che avrebbe sperimentato.

Immaginare che doveva lavare i panni nel fiume, mangiare solo pane e cipolle, bere acqua sporca e vivere senza strutture come acqua ed elettricità, e anche vivere solo un mezzo o un terzo della speranza di vita che abbiamo oggi. Oggi abbiamo tutto, e vediamo la disperazione e la perdita d’interesse nella vita che la gente dappertutto sente. Come può essere?

Oggi una persona non chiede riguardo alla vita in sé e come gestirla. Nel passato, la sua preoccupazione principale era di fornire cibo per sé e per la sua famiglia, lui non pensava al fatto che un giorno poteva morire.

Però oggi ci si pensa e ci si chiede, “Perché sto vivendo se alla fine morirò?”In questo caso, la vita non vale più di tanto e quindi c’è una domanda crescente per gli antidepressivi e i farmaci. Questa è una domanda cruciale per una persona siccome se vivessimo per sempre, non avremmo nessuna preoccupazione.

Così, le persone che vogliono scoprire il segreto della vita sono attratte dal misticismo. Il segreto della vita non fa parte della vita in sé: nella vita non c’è un segreto. Il segreto è nel punto/senso della morte, nel quale scompariamo quando lo spirito della vita ci lascia. Questo è da dove viene la domanda “qual è il senso della mia vita?” Ci si chiede, “Qual è stata la mia vita se ora è finita?”

Una persona vuole trovare una risposta a questa domanda, e se non può farlo, lui è pronto a distruggere il mondo intero. Allora quando la gente viene a studiare la saggezza della Kabbalah, sono molto felice, pensando che ora capiranno ciò che riguarda la vita e la morte e vedranno il prossimo mondo mentre vivono ancora. Se si affrettano ad acquisire nuove conquiste e acquisizioni.

Questo significa che l’ego, Faraone, inghiotte il desiderio per il Creatore chiamato YasharEl, e lo usa per se stesso. Esso permette a una persona di avanzare nello studio della saggezza della Kabbalah: per studiare di più ed essere attivo. Ancora più importante è che raggiunge il suo obiettivo, scopre il prossimo mondo, e le porte del Faraone. Questo ci dice Faraone, o l’ego. E non è forse vero che tutti voi studiate per questo obiettivo?

A volte bramiamo maggiormente per la spiritualità e poi Faraone tira tutto a sé. Poi cadiamo e saliamo ancora. Si alternano contrazioni ed espansioni, come i polmoni o il cuore, come delle pompe o le fasi di corrente alternata. Ogni processo dinamico e ogni movimento devono avere due stati polari.
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 (Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.04.2014, Shamati 86)

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Un fuoco sta bruciando in un’altra città

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché problemi fisici si sono aggiunti a noi se stiamo provando a connetterci l’uno con l’altro?

Risposta: I problemi fisici si sono aggiunti a noi per aiutarci a connetterci sempre di più. Allora in quale altro modo è possibile aiutarti e quali problemi devono essere aggiunti? Problemi spirituali? Non hai nemmeno prestato attenzione a loro. I problemi spirituali ti riguardano?

Se qualche disastro fosse successo in una città lontana, e di ciò ti rammaricavi come se fosse successo a te, poi non avresti avuto bisogno di ricevere problemi. Però non mi dispiace dei guai degli altri, e quindi, i problemi si avvicinano a te.

Se vi doveste dispiacere di ciò che succede lontano da voi, come se questi fossero davvero i vostri problemi, poi non avreste più bisogno di nulla. Si potrebbe soffrire e sentire il dolore che avviene in un’altra città come se stesse succedendo a te, senza alcuna differenza. Al grado del tuo avanzamento spirituale, sentirai i problemi del mondo intero come se fossero i tuoi.

Significa che sei connesso con loro. Poi sarai pronto a chiedere per il loro bene, e ciò non sarà chiamato che stai chiedendo per te stesso. C’è qualcosa e il suo opposto qui. Da un lato, senti le mancanze degli altri come tue, e dall’altro, puoi chiedere per loro conto.

Non sarà preso in considerazione che stai chiedendo egoisticamente per te stesso perché tu hai acquisito queste mancanze dagli altri tramite tuoi sforzi. Ti sei connesso con tutti loro e hai sentito le loro mancanze come tue. Dato che hai pagato per queste mancanze con il tuo sforzo, tu hai il permesso di chiedere per il loro bene.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana della Kabbalah 06.04.2014 Scritti di Rabash)

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La tensione critica per disconnettersi

Dr. Michael LaitmanQuando il desiderio per la spiritualità, per il fine della creazione, per il Creatore, appare dentro di noi, significa che un punto nero, che è parte di Malchut si è svegliato in noi. Ma questo punto nero è circondato dal desiderio di ricevere, l’ego, da tutti i lati.

 Se riusciamo ad innalzare il nostro punto nero sopra l’ego così che sia al di sopra dell’ego e che l’ego rimanga completamente sotto, significa che saremo attratti al Creatore, anche se l’ego ci tira dalla parte opposta, allora questo punto si disconnetterà dall’ego. Non prendo il mio ego in considerazione nella mia disposizione verso il Creatore. Questa disconnessione è chiamata Tzimtzum (restrizione).

Se connettiamo tutti i nostri punti, viene a crearsi un grande punto nero. E’ nero perché sente l’oscurità. Vuole sforzarsi verso il Creatore, ma non sa come fare. Tutti i nostri punti sono sopra, collegati l’uno all’altro, ed il nostro intero grande ego è giu sotto che ci tira verso il basso.

Se otteniamo una massa critica per il nostro sforzarci verso il Creatore contro l’ego, ovvero se raggiungiamo una tensione sufficientemente forte, allora sotto l’influenza della Luce che circonda, ci disconnettiamo dall’ego ed esegiuamo lo Tzimtzum Aleph (la prima restrizione). Questo è detto l’esodo dall’Egitto, la disconnessione dal nostro desiderio di ricevere.
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(Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 11.04.2014, Un discorso riguardo alla divulgazione: Domande e Risposte con il Dr. Laitman)

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L’America si sta preparando per un Congresso in agosto!

Dr. Michael LaitmanDomanda: Gli studenti virtuali devono investire sforzi per incontrare e sentire ognuno sul livello fisico? E’ possibile saltare questo limite ed esistere solo in un mondo virtuale, che è simbolico per il nostro tempo?

Risposta: No, questo è impossibile da ignorare. A persone comuni che non hanno un punto nel cuore non viene richiesto di avere una connessione stretta tra loro. Però noi dobbiamo essere connessi l’un l’altro. Penso che il congresso in America, che si terrà in agosto, quest’anno a New York, diventerà un posto nel quale tutti noi ci connetteremo per alcuni giorni a discutere e chiarire qualcosa di molto semplice: Che cosa ci manca allo scopo di aprire il mondo spirituale a noi stessi.

Questa è la domanda principale, la quale riguarda tutti noi, e dovrebbe diventare il tema di questo congresso. Ed è giusto così. Anche se questo è un obiettivo egoistico, questo è ciò che ora ci interessa. Non possiamo pretendere di essere altruisti illuminati.

Vogliamo raggiungere l’apertura dei nostri occhi nel mondo spirituale e abbiamo bisogno di chiarire esattamente quello che deve essere fatto per realizzare i nostri desideri. Per questo stiamo organizzando il congresso. Pertanto, dobbiamo andarci, dobbiamo entrare ed integrarci al suo interno, discutere di questo, e determinare chiaramente una volta per sempre, che cosa abbiamo già fatto e che cosa dobbiamo ancora fare per arrivare al risulto desiderato!

Pertanto, mi rivolgo alle tante migliaia di amici che sono sparpagliati in tutta America: Preparatevi per il congresso! Dobbiamo incontrarci e chiarire fra noi che altro manca ad ognuno per raggiungere la scoperta del mondo superiore, la scoperta del potere superiore.

Dev’essere chiaro per tutti che se si fanno le azioni richieste: uno, due, tre, poi la scoperta accadrà, e molto presto. Ciò è necessario in modo da non ingannare noi stessi e non essere coinvolti in cose inutili che non portano risultati.

Poi ognuno sarà sicuro che se da qualche parte in Alaska, anche senza un gruppo fisico, avanzeranno correttamente e rapidamente e non saranno scoraggiati in merito all’ essere seduti davanti ad uno schermo. Ognuno di noi saprà che lui o lei agisce per il bene della scoperta spirituale, avanzando verso di essa, e sentendola.

Se eseguiamo un corretto corso di azioni, poi, anche se siamo lontani dal bersaglio, secondo le nostre azioni e reazioni, possiamo vedere che stiamo avanzando. Nonostante i segnali di avanzamento possono essere negativi – sentendo maggiore difficoltà e pesantezza, confusione, discese più profonde – tutto questo indica avanzamento.

Allora, sto chiedendo, prepariamoci tutti ad incontrarci al congresso in agosto. In anticipo, ci si deve connettere per quanto possibile e cominciare a prepararsi per questa chiamata, per questi chiarimenti.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.04.2014, D&R con Rav Laitman)

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Una base stabile per il Gruppo

Domanda: Come deve essere il lavoro di gruppo sulla sua connessione al fine di aderire al maestro e non consentire ai virus esterni di tirare l’intera società da qualche altra parte?

Risposta: Il gruppo deve imparare il metodo di correzione sul sentiero spirituale dall’insegnante, ma realizzarla in sé. Il collegamento tra gli amici deve fornire tutti di un tale potere, di una tale base, in modo che saranno pronti a stare al loro posto, senza l’insegnante. Hanno bisogno l’insegnante solo per essere in grado di avanzare costantemente nella giusta direzione.

Ma al livello che è già stato raggiunto, il gruppo deve essere già essere in tale connessione reciproca da creare una base stabile così da non aver bisogno di nessuno. Nel collegamento tra loro scoprono il Creatore e in questo modo avanzano.
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(Dalla 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.02.2014, Tema della Lezione: “L’insegnante”)

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