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Un passo avanti nella terza dimensione

Le industrie di film e televisione stanno passando a immagini 3D. Così anche noi dobbiamo partecipare con la  percezione superficiale bidimensionale, e arrivare a vedere la profondità della spiritualità nella nostra realtà.

Nella mia percezione, ci sono tre dimensioni: larghezza, altezza e profondità. Questo è il mio schermo. In questo  schermo tridimensionale, io vedo le persone, gli animali, gli edifici, il sole e il mondo che mi circonda.

Esperimento in tutto questo la mia volontà di ricevere (desiderio). Quindi, disegno l’ immagine del mondo per me, non su una superficie piana, ma in tre dimensioni, dentro di me. Poiché oltre a questa immagine non c’ è nient’ altro, sperimento questa come verità e l’ unica esistente.

Questa immagine assemblata durante la rottura delle anime (Kelim, vasi ) quando le mie parti si sono staccati: il mio “io” che è GE (Galgalta ve Eynaim) e, fuori di me, il mio AHP (Awzen, Hotem, Peh) che non sperimento come mio.

Ora, finalmente, invece delle manifestazioni del mio AHP, inizio a lavorare con il gruppo e interagire con gli amici. Gravitano verso di me e io verso di loro.

Stiamo cercando di lavorare insieme, come se ci trovassimo in Arvut (responsabilità mutua o garanzia), e questa pratica mi aiuta a capire che il gruppo, nonché tutto il resto è effettivamente una miniera. Dopo aver modificato il mio atteggiamento verso la realtà “esterna”, scopro che questa diventa più vicino a me e lo “sversamento” diventa dall’ esterno verso l’ interno.

Di conseguenza, il gruppo è una sorta di laboratorio dove dobbiamo tentare di correggere dentro di noi i desideri (Kelim) corrotti in modo che essi potrebbero tornare nella profondità incamerata della nostra realtà.
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L’ allegria attraverso le lacrime

Domanda: Esiste un segnale che mi aiuti a vedere se posso riuscire a risvegliare gli amici del gruppo oppure no? Sembrano più felici?

Risposta: Solo i bambini possono sentirsi felici senza una ragione, ma un adulto non può. Egli può rallegrarsi solo quando ha completato il suo lavoro, ovvero raggiungere l’obbiettivo dell’adesione con il Creatore.

Se leggi i Salmi del Re Davide, vedrai che non smette di parlare con il Creatore, che stia piangendo o chiedendo aiuto al Creatore o la Sua benedizione. Questi sono due stati opposti ed una persona deve restare in entrambi. Dal un lato, egli sta gridando, piangendo e supplicando il Creatore, dall’ altro, è felice di avere il bisogno di ritornare al Creatore per chiedere a Lui e per il fatto che il Creatore gli abbia dato questa opportunità.

Il suo corpo o l’ ego soffre, ma la sua anima si rallegra sapendo che grazie a questi stati, riceve il privilegio di ascendere alla spiritualità e di connettersi al Creatore. Pertanto, il libro dei Salmi è il libro più santo, dato che, a prescindere da come si senta il Re David, bene o male, sperimenta l’ adesione al Creatore;

Ma, come può esserci l’ adesione quando uno si sente male? Dopotutto, se sono in adesione, si suppone che debba rallegrarmi. Perché piange allora? Egli piange perché deplora il suo desiderio non corretto, mentre la sua intenzione è in adesione con il Creatore.

Questo è qualcosa che siamo ancora incapaci di comprendere o di agire in conseguenza ad esso. Stiamo ancora agendo come bambini piccoli. Quando qualcosa non si fa a modo nostro, cadiamo nella disperazione o al contrario, quando riusciamo ad essere felici per qualcosa, ci dimentichiamo di tutto il resto; però siamo incapaci di restare in entrambi gli stati allo stesso tempo ed è una vergogna.

Questo significa che una persona non può controllarsi perché non può connettersi agli avvenimenti attraverso i quali sta passando. Da un lato, deve sottomettersi a questi stati sgradevoli, mentre dall’ altro, deve sentire una connessione con il Creatore, con Colui che le invia questi contrattempi, questa confusione ed i problemi;

però nel gruppo, dove c’è una connessione tra gli amici, questo non può succedere perché un amico è in uno stato di ascesa, un altro si trova in discesa, un terzo è addormentato e così via. Così, una persona percepisce tutti questi stati simultaneamente e si include in essi.

Ci sono quelli che sono forti ed altri che sono deboli, però tutto il mondo, in accordo ai suoi attributi personali, riceve problemi, trappole e difficoltà dall’ Alto. Ogni persona li sopporta, l’ unica domanda è, quanto rapidamente passa da uno stato all’ altro.

Ci è stata data l’ opportunità di “decollare” migliaia di volte più rapidamente di quello che sta avvenendo oggi con noi e questo significa che possiamo arrivare alla spiritualità non in un migliaio di anni, ma in questo momento!
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 03.12.2010, Scritti del Rabash, Lettera 24)

Come lavora Binà con le anime

Stiamo studiando un articolo di “Introduzione al Libro dello Zohar”, intitolato “Mi creò ELE”. Parla di Binà del mondo di Atzilut e di come le sue tre Sefirot superiori (GAR o IM) crearono sette Sefirot inferiori (ZAT o ELE).

GAR creò (Bara), significa che tirò fuori da se stessa verso l’ esterno (Bar) la sua parte inferiore, l’ AHP. Dopo essere disceso a Zeir Anpin e Malchut, l’AHP è ora capace di interconnettersi con le anime che ascendono a Malchut dai mondi di BYA (Berià, Yetzirà, Assiya) e che sono disposte ad essere riformate ed unificate.

Le anime chiedono la forza per unirsi e non hanno bisogno di nient’ altro che questa. Esse capiscono che facendolo, acquisiranno un vaso nel quale il Creatore sarà rivelato. Inoltre, si rendono conto che la loro forza è insufficiente per ottenere questa unione ed è necessaria la forza superiore.

Pertanto, esse innalzano il loro desiderio a Malchut del mondo di Atzilut, facendo in modo di fondersi con Zeir Anpin in un tutt’ uno, ZON. In questo punto, ZON scopre che in Malchut e Zeir Anpin c’ è la parte inferiore di Binà, ELE e questa parte le eleva a Binà, MI, per se stesse.

Come risultato, le anime, Malchut, Zeir Anpin e le due parti di Binà si uniscono in Alto e ricevono lì la forza della Luce: l’ attributo della dazione che governa completamente nella parte superiore di Binà. In tal modo, MI crea ELE e più tardi riforma le anime che sono ascese a Binà.

Se vogliamo agire seguendo l’ esempio descritto nel Libro dello Zohar, dobbiamo sforzarci di trovare tra noi il desiderio, la necessità di ascendere a Malchut di Atzilut per entrare nell’ AHP di Binà. Questa necessità arde in una persona quando diventa ansiosa di far parte del gruppo, perché Malchut del mondo di Atzilut riconosce e risponde esclusivamente a questo desiderio specifico.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.12.2010, “Introduzione al Libro dello Zohar”, articolo “Chi creò questi”)

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Preparare il suolo per il lavoro di Davide

Domanda: Come si può esprimere nel lavoro di gruppo la storia di Davide e Bat-Sheva?

Risposta: É una domanda corretta. Noi non lavoriamo esclusivamente nel desiderio individuale di una persona, ma nel desiderio che si trova tra di noi. Questo è precisamente quello che è stato rotto, ed è questo quello che deve essere corretto.

Nel desiderio generale di correzione ogni persona è presente con il proprio egoismo, che non viene considerato per niente. Dentro di me ci sono desideri dei livelli animato, vegetativo e livelli inanimato, che non sono soggetti a correzione direttamente. Saranno corretti nel grado in cui io lavoro nel livello umano.

Quello che deve essere corretto sono i rapporti tra di noi, i fili di collegamento tra di noi. Questo desiderio generale è il male in relazione a te – l’ intenzione con lo scopo di dare.

Lascia tutte le altre cose e lavora sull’ essere umano in te – Adamo, quello che deve essere similare (Dommeh) al Creatore. Tutti gli altri desideri lo seguiranno automaticamente.

È per questo che tutto il lavoro viene fatto nel gruppo, Malchut, Bat Sheva, è il Kli comune rotto per il quale dobbiamo trovare correzione, unità. La Luce Superiore di discernimento AB-SAG viene e prende una parte di Luce da noi. È cosi che Uriah muore, la Luce Yod-Hey. Solamente rimane Vav-Hey con la quale possiamo lavorare.

Allora Davide prende una parte di Zeir Anpin, che è intesa per correggere Malchut, e inizia a lavorare. Essendo uno schermo (Masach) con l’ intenzione “con lo scopo di dare”, lui corregge Bat Sheva e raggiunge il giusto Zivug, unità con lei, in modo di poter dare piacere al Creatore.

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Che cosa mi ispira?

Devo sempre cercare il mezzo più comodo che mi aiuti a sentirsi ispirato il più velocemente possibile per l’importanza dell’ obiettivo. Questo mi permetterà di aspirare al “luogo” o alla “goccia di unità”, dove infine spero di rivelare il Creatore. A questo proposito, tutto dipende dal mio stato attuale. Vari Reshimot stanno costantemente emergendo in me. Come regola, comincio a costruire un’ intenzione nell’ inconscio, un vago stato “a secco”, senza una goccia di sentimento e ragione.

Quindi, devo svegliare questo “stupore”, tanto da bruciarmi con un forte desiderio se in questo momento non rivelo in me ciò che il libro kabbalistico mi sta raccontando, cioè che “la morte è meglio” di questa vita senza la connessione superiore.

Dobbiamo cercare e utilizzare tutto ciò che può emozionarci e toccarci. A volte il gruppo aiuta, ricordandomi l’ unità, la garanzia mutua, e la responsabilità. A volte siamo ispirati al pensiero del Creatore come un meraviglioso obiettivo molto elevato. A volte mi sento eccitato per l’ azione stessa e l’ opera di unificazione con gli amici, nonostante i disturbi.

È necessaria la ricerca dei mezzi che mi facciano avere una inestricabile domanda spirituale durante la lettura dei testi kabbalistici nella lezione.

L’ approccio a questi testi deve essere equilibrato. In linea di principio ho ragione di lamentarmi. Da un lato, se io non capisco niente, allora io non ho niente a cui riallacciarmi. Dall’ altro lato, quando inizio a prestare attenzione al contenuto, ho nutrito la mente e perso l’ intenzione.

Ecco perché Baal HaSulam scrive quanto segue nella “Lettera 17”: “E ‘meglio per voi mantenere l’ obiettivo e aspirare alle indicazioni del Padrone. Dopo tutto, uno che non conosce le vie del paese che lo ospita e le direttive del Padrone, il significato dei segreti della Torah, come potrà servirlo? Questa è la garanzia più sicura della linea mediana al di fuori delle tre. “

Noi desidereremo capire quello che dobbiamo fare, chiedendo: “Dacci la mente, dacci la forza, dirigici, spiegaci, dimostraci attraverso l’ esempio in che modo dovremmo agire correttamente.” Potete richiedere tutto questo al Creatore come un bambino che chiede ad un adulto. Allo scopo del bambino solo il desiderio è necessario, mentre agli adulti gli fornisce tutto il necessario. Raccolgo questo desiderio dal gruppo, dai miei amici. Qui sta la mia libera scelta.

Dall’ Alto ho ricevuto tutto quello di cui ho bisogno sul sentiero spirituale, a parte la domanda, che devo sviluppare per conto mio. E’ verrà solo quando mi sentirò ispirato dall’ ambiente e dalla grandezza dell’ obiettivo. Poi l’ ispirazione esploderà dal cuore e io aspirerò alle indicazioni del Padrone con tutte le mie forze al fine di imparare a servirlo.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13/12/10 , Lo Zohar)

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Quando cade il muro tra di noi

Tu stai rivelando il male che non ti fa entrare nel mondo spirituale come un muro che sta di fronte a te. Inoltre, non lo puoi fa cadere da solo, ma solo insieme.

Per fare questo, devi unirti a un gruppo, e questa è l’ unica azione che possiamo compiere liberamente. Trovandoci insieme siamo capaci si attrarre il potere del Creatore a noi e con esso buttare giù questo muro!

Adesso sono davanti a questo muro egoista, ma non sono più da solo; io sto in piedi come molti punti nel cuore connessi insieme e chiamati un “gruppo kabbalistico”.        Questa è una forza enorme che può facilmente abbattere il muro. Noi riveliamo il Creatore all’ interno del nostro collegamento perché senza il Creatore, noi siamo incapaci di collegarci!

Io lo chiedo al Creatore e lui mi collega con gli altri. Gli altri a loro volta chiedono la stessa cosa al Creatore ed anche loro vengono collegati. In questa maniera noi introduciamo la forza del Creatore tra di noi. Lavorando nella tua connessione con gli altri, tu stai praticamente preparando te stesso per un salto avanti.

Cosa significa che le persone di Israele uscirono dall’ Egitto? Si unirono in tal modo che il muro è crollato; loro s’ innalzarono al disopra del loro egoismo. Questo è il significato di scappare dall’ Egitto.

Non ci sono dei muri all’ esterno. Il muro è rivelato in modo di farci vedere che non vogliamo unirci con gli altri; è la rivelazione del muro tra di noi. Adesso porta il Creatore in modo che Lui possa abbatterlo. Cioè, non c’è bisogno d’altro.

Dobbiamo continuare senza essere tanto intelligenti. Il nostro principale lavoro si svolge in occultamento, inconsciamente; questo è il periodo di preparazione. Perciò è molto importante seguire la metodologia perfino se non la comprendiamo, come un bambino che non capisce come cresce. Il muro è tra di noi e la nostra unica azione libera si dirige contro esso.

Uno può lavorare in questa preparazione anche se guarda le lezioni a casa o in TV perché la nostra connessione non è fisica; noi non ci colleghiamo con le manette o catene d’acciaio, ma soltanto con il desiderio interiore. La distanza non ha importanza, importano solamente il desiderio e la devozione per il traguardo.

Lo stesso muro che sentiamo adesso tra di noi diventerà colla e ci unirà insieme alla fine. Lo stesso Faraone che sta tra di noi diventerà il Creatore. Questo significa che noi fuggiamo dal Faraone e veniamo alla rivelazione del Creatore.

Non ci spostiamo da nessuna parte; tutto questo viene fatto all’ interno del gruppo, ma invece di sentire la rottura ed il rifiuto, noi riveliamo la colla e la connessione. Questo è semplicemente un problema psicologico che supereremo e tutt’ un tratto la difficoltà diventerà il potere della connessione, l’ angelo della morte diventerà l’ angelo della santità, e la tomba diventerà il grembo materno.
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Ho faticato a ritrovati

“Nessun dolore, nessun guadagno”, come dice il proverbio. Qualunque sia la meta che ho scelto di perseguire, buona o cattiva, richiede sforzo. I lavoratori fanno il loro lavoro, come lo fanno i ladri, gli scienziati, gli atleti, e così via. Qualsiasi desiderio realizzato esigenze del lavoro.

Dopo tutto, la creatura è fatta di desiderio per il piacere, e, come ogni cosa, cerca il riposo. Pertanto, qualsiasi movimento (azione) richiede energia (motivazione) da noi. Questa regola governa tutti i livelli della natura, se ne parla da sempre.

Nel nostro mondo, parallelo alla crescita dell’ egoismo, dobbiamo esercitare uno sforzo sempre maggiore per ottenere il risultato desiderato e il piacere del guadagno.

Descrivendo il mondo spirituale, i Kabbalisti, sottolineano anche la regola: “La misura della sofferenza determina la misura della ricompensa”, “Ho faticato e ho trovato”. La formula rimane la stessa, ma contiene una disposizion: le azioni Spirituali sono eseguite al di fuori del desiderio per il piacere.

Dopo il desiderio di realizzazione dell’ uomo, l’ anelito per l’ equivalenza con il Creatore, la Sua rivelazione, emerge in una persona che trova il gruppo, e il suo sviluppo prosegue secondo il seguente ordine:

  1. Io studio la saggezza della Kabbalah nel gruppo in modo da unirsi.
  2. Il mio egoismo cresce esclusivamente sulla strada dello studio. Ora è un ego totalmente diverso, a differenza dell’ egoismo ordinario del mondo corporeo.
  3. Come cresce, comincio a capire che sono inadeguato alla meta, la dazione. Scopro il mio odio verso gli amici e per l’ unificazione. Ho bisogno della presa di coscienza dell’ importanza della meta, e questa consapevolezza deriva dagli studi ed anche dal gruppo.
  4. Cado in crisi e non so cosa fare quando mi rendo conto che mi serve l’ aiuto della Luce Circostante (Ohr Makif ).
  5. Comincio a studiare in modo diverso, al fine di attirare la Luce Circostante (Ohr Makif) nel gruppo.
  6. E poi ho trovato!

Non è così facile da realizzare l’ egoismo sul sentiero spirituale, come è nel mondo corporeo. In questo mondo, devo semplicemente fare uno sforzo per raggiungere un risultato. Al contrario, la crescita spirituale richiede la crescita dell’egoismo che resiste all’ unificazione. Parallela ad esso, anche l’ importanza della connessione deve aumentare, in caso contrario, per cosa dovrei lavorare?

Io studio al fine di attirare la Luce Circostante (Ohr Makif), e solo allora posso trovare ciò che desidero. Che cosa è questa scoperta? E’ la dazione.

Così, noi acquisiamo una seconda natura. Abbiamo iniziato con un desiderio di ricevere, ma alla fine la nostra natura diventa dazione. E mentre stiamo cercando, dobbiamo esercitare le nostre forze con l’ influenza della Luce Circostante.

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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 10/12/10 , Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 545)

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Una mela nel giardino del Creatore

L’ uomo si sviluppa come una mela che matura in un albero finché raggiunge il livello finale, quello desiderato. L’ uomo attraversa senz’ altro degli stati veramente opposti nel suo percorso. Si sente come una mela dura, aspra e immatura. Può comunque seguire il percorso della Luce invece del percorso delle sofferenze e sentire che si avvicina costantemente al bene?

Quando si segue il percorso della sofferenza, il nostro desiderio di ricevere riceve costantemente mentre cresce senza ottenere appagamento. Tuttavia, quando seguiamo il percorso della Luce, ci fa attraversare gli stessi stati in maniera consapevole, ed invece di vivere nei nostri desideri, viviamo in intenzioni, che ci permettono di rivelare il mondo opposto, il mondo della dazione.

In esso, io ricevo piacere nel donare al Creatore. Il Kli (vaso) egoista è il desiderio, ed il Kli altruista è la Luce Riflessa, l’ intenzione di dazione, Ohr Hochmà (Luce della Saggezza).

Io non accelero solamente il mio sviluppo con l’ aiuto della Luce, ma inoltre sento questo percorso come un piacere perché mi sto dirigendo verso un traguardo desiderato. Sono d’accordo con il Suo piano, ed ogni momento mi porta più vicino a questo.

Tuttavia, più mi avvicino al traguardo e più sento di essere opposto a questo. Questo succede perché costantemente incrementiamo la nostra sensitività verso le differenze tra di noi ed il Creatore, com’ è scritto: “Il Creatore è critico con i giusti per la larghezza di un capello”.

Nel primo livello io sento che la nostra differenza non è cosi grande: Buon affare, io ricevo e Lui dona. Dopo, dal primo livello io passo al secondo, ed anche se io divento più simile a Lui, proprio per questo, io sento che la differenza tra di noi non è più meno 10, ma meno 100, io sono salito, (in altre parole io ho acquisito una correzione), ed ha operato come una lente d’ ingrandimento dove io posso vedere le mie imperfezioni 100 volte più grandi di prima.

Anche se io sono un gradino più vicino al Creatore, sono diventato 100 volte più sensitivo. Prima la distanza di una misura di corda non mi disturbava, mentre adesso sono disturbato da un piccolo capello.

L’ unico elemento che può essere cambiato nei quattro fattori di sviluppo (le fondamenta, i mezzi di sviluppo delle fondamenta, l’ ambiente ed i mezzi di sviluppo dell’ ambiente) che influenzano una mela in crescita oppure un uomo, il suo gene spirituale, è l’ influenza dell’ ambiente. Questo è cosi perché unicamente l’ ambiente determina se la mela ha buone condizioni di crescita: sole a sufficienza e umidità.

La stessa cosa riguarda l’ anima. Quando abbiamo buone condizioni di crescita, non abbiamo bisogno di guerre e sofferenze. Se noi vogliamo far crescere la nostra mela (anima), ha bisogno di essere bilanciata con l’ ambiente.

Per poter fare questo, è necessario stabilire un collegamento con questo ambiente ed ottenere la Forza Superiore attraverso questo, raggiungere il Creatore che diventa questo ambiente, lo corregge in modo che io, l’ ambiente ed il Creatore ci possiamo unire in un insieme.
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Donne, uomini e la garanzia mutua

Domanda: La garanzia mutua riguarda anche le donne?

Risposta: Sia uomini che donne, senza differenze, devono raggiungere la garanzia mutua. Quando diciamo che gli uomini sono stati nel Monte Sinai e le donne gli circondavano, questo riflette le qualità interiori di ognuno di noi.

La “donna” rappresenta il desiderio di ricevere piacere, mentre “l’ uomo” è il simbolo del superamento di questo desiderio. “Uomo “ è “Gever”, in ebraico, che viene dalla parola “Hitgabrut” o superamento. Lui è il desiderio di dazione che scopre la proprietà opposta del Monte Sinai, il “monte dell’ odio” dentro di se.

Ma unità e la garanzia mutua riguardano tutti: le donne devono cercare di collegarsi a tutti interiormente, proprio come gli uomini. Ma gli uomini hanno bisogno di dimostrarlo anche esteriormente, mentre le donne lo sperimentano all’ interno.

Tuttavia, le donne devono “fare pressione” sugli uomini. Questo è cosi, perché proprio per la sua natura l’ uomo tende ad ascoltare la donna, sua moglie. Sua moglie è una madre per lui; è cosi che lui la percepisce.

Il prototipo del uomo è Zeir Anpin , che si trova tra due donne, due Nukva: Malchut e Binà. Sua madre è Binà e sua moglie è Malchut. Lui riceve i desideri da Malchut, e torna da Binà per il loro compimento.

In altre parole, lui è incapace di tornare a Binà senza Malchut, e una volta andato da lei, lui non ha altra scelta se non di passare a Malchut tutto quello che ha avuto da Binà. In questo modo opera l’ uomo. Ed è per questo che la moglie rimpiazza sua madre inconsciamente in molte cose.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 12/11/10, Shamati N.1)

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Costruire il vaso di amore

Domanda: In realtà, non mi piacciono gli amici per niente. Cosa mi può aiutare a riconoscere il Creatore nel gruppo?

Risposta: Non ti piace il Creatore nel grado in cui non ti piacciono gli amici. Al fine di rivelare la luce, hai bisogno di un vaso per l’ amore. Mi connetto con il punto nel cuore del mio amico, che è il suo desiderio spirituale.

Se egli è nel gruppo, è certo che il creatore lo ha portato qui. Il creatore ha dato il punto nel cuore al mio amico, ed è per questo che siamo insieme. Devo connettermi a questo punto interno tutto il resto sono proprietà che vedo nel mio amico e in me stesso.

Queste proprietà devono diventare il supporto, il terreno per la crescita e lo sviluppo di questo punto. Tutti i nostri desideri saranno costruiti in un nuovo Partzuf spirituale intorno ad esso.
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