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Presta attenzione al Creatore

Solo quando cominciamo ad assemblare i pezzi rotti di Adam HaRishon (il primo uomo) in un tutt’ uno, cominciamo a notare come tutto quello che ci è successo in questo mondo inizia a mettersi al posto suo in maniera miracolosa.

Tutti gli eventi, dai più sgradevoli ai più gradevoli, importanti o no, inspiegabili e apparentemente casuali si ordinano e coincidono con altri pezzi alla perfezione, fino al più piccolo dettaglio.

Poi cominciamo a capire la necessità di tutte le pressioni e della crisi che il mondo sta attraversando adesso, così come gli stati dolorosi che ogni persona sperimenta in particolare nella sua vita. Tutto questo è stato designato esclusivamente per spingere ognuno di noi verso il suo luogo, la sua missione e la sua corretta realizzazione. Se solo prestiamo attenzione a quello che il Creatore desidera fare con ognuno di noi, se ci esercitiamo “Non c’ è nessuno  tranne Lui”, ringraziando la Sua opera in noi ed ascoltandolo, sarà sufficiente.

Però, per ascoltarlo, dobbiamo prepararci a questo con le nostre azioni, come viene descritto in “Faremo ed ascolteremo”, poiché ascoltare quello che il Creatore dice significa aver raggiunto il livello di Binà (ascoltare è il livello di Binà, un grado molto elevato). Pertanto, in primo luogo, certe azioni devono compiersi, come viene descritto restando ai piedi del Monte Sinai: “Faremo ed ascolteremo”.

Dobbiamo attraversare lo stesso processo, sforzandoci di essere più vicini gli uni agli altri nei cuori, come un solo uomo con un solo cuore e raggiungere la garanzia mutua aiutandoci in unità. Dopotutto, solo insieme, desiderando connettere tutti i nostri punti nel cuore, i nostri desideri, stiamo ricostruendo questo vaso rotto (desiderio), assemblandolo partendo dai pezzi e ristabilendolo di nuovo.
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(Dalla 2° Lezione del Congresso nel deserto di Aravà del 31.12.2010)

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Il gruppo è il luogo dove ci incontriamo

Domanda: Se si va avanti solo in virtù dell’ ambiente, poi, quando verrà la scelta della nostra volontà altruistica, Lishma?

Risposta: Dobbiamo raggiungere la perfezione, e ciò contiene due parametri:

  1. Da un lato, io sono indipendente e pari al Creatore in ogni modo.
  2. Dall’ altra parte, io sono simile a lui in ogni modo. In tal caso, io sono indipendente e perfetto.

Si scopre che l’ indipendenza e la perfezione devono unirsi e portarmi allo stato finale. Ma come possono l’indipendenza e l’ equivalenza esistere insieme? Come posso raggiungere la perfezione, elevando entrambe queste qualità, che sono di fronte l’una dall’altra?

Per permettere questo, il Creatore ha dovuto aggiungere un terzo fattore ai due già esistenti (Lui e me). Questo terzo fattore sarà il luogo del nostro incontro, il luogo della rivelazione. E’ lì dove rivelerò la mia indipendenza e il Creatore opposto a me.

E’ necessario creare un “territorio” dove saremo in grado di essere partner, opposti ma uguali e uniti. Questo territorio è chiamato la somma delle anime, la Shechina, Malchut. Dopo la rottura, noi come il Creatore siamo al di fuori dei confini della somma delle anime, e ora dobbiamo incontrarci lì. Facciamo questo per il grado, siamo nella condizione di partecipare a questo processo e rivelarci l’ un l’ altro.

Ecco perché la creazione era frantumata. Si è rotta in molte parti diverse, che sono il grado dell’ indipendenza della creazione, cioè la separazione e il distacco dal Creatore.

Dobbiamo usare questa situazione, che è il motivo per il quale Baal HaSulam scrive che dobbiamo mantenere l’ unicità di ogni persona. Dopo tutto, nessuno sarà il doppione di qualcun altro. Ogni persona deve essere autonoma e speciale.

Ma d’ altra parte, dobbiamo dare ad ogni persona la possibilità di essere aiutato a raggiungere l’ equivalenza della forma con il Creatore. Per mezzo della propria unicità, avendo una combinazione inimitabile di qualità e desideri, ogni persona li sviluppa in modo da indirizzarli verso la dazione. È così che egli raggiunge l’ equivalenza con il Creatore.

Questa somiglianza si realizza per mezzo dell’ unione con gli altri. Perché non è fatto attraverso l’ unione con il Creatore? Il fine è di preservare l’ indipendenza. Quando si lavora davanti al Creatore, una persona si annulla, mentre in relazione al gruppo, può giocare un ruolo decisivo, simile al Creatore.

Il luogo del nostro incontro è il territorio del gruppo, che è stato creato artificialmente e diviso in parti. Arriviamo lì attraverso la linea mediana e l’ unione. Lì dobbiamo realizzare il Zivug di HaVaYaH ed Elokim, l’ unità di giudizio e di misericordia.

Tuttavia, se una persona non pensa a questi tre elementi: lui e il Creatore, nell’ unità del gruppo, egli immagina in modo errato la realizzazione dell’ obiettivo della creazione che lo attende.

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.01.2011 , Scritti di Rabash)

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Crescere da zero

Domanda: Lei ha affermato che al fine di costruire noi stessi dobbiamo usare due forze: ricezione e dazione. Che cosa succede se invece di due forze, ne ho una sola, la forza di ricezione?

Risposta: Voi avete entrambe queste forze, tranne che non desiderate utilizzare la seconda! Partiamo in ordine crescente dal basso, dallo “zero” della dazione, fino a quando abbiamo percorso 125 gradi spirituali e acquisiamo la dazione assoluta. Ma “zero” dazione non significa che non ce l’ avete, semplicemente non impiegate questa forza che possedete.

Non possiamo dire che qualcosa non esiste nell’ universo, solo perchè questa forza non viene registrata in noi, nella nostra percezione. E la conferma del fatto che esiste è che può dispiegarsi in voi nell’ istante successivo, per poi scomparire di nuovo.

Questo è considerato come uno “zero”. In realtà, però, non esiste. Può essere così solo nella percezione dell’ uomo.

Avete il libero arbitrio per evocare la forza della dazione da questo zero. Facendo così state costruendo un ambiente costituito dal gruppo, dal maestro, e dai libri. Iniziate ad utilizzarlo per lavorare sul vostro zero della dazione e non sarà mai più uno zero.

Dopo tutto, si può evocare la forza della dazione solo quando fate riferimento a qualcun altro che desidera sperimentare la stessa cosa. Quindi iniziate a costruire tali rapporti: non bloccatevi in voi stessi! Quale altro modo c’ è per svelare la dazione?

La forza della ricezione è concentrata in una sola persona, ma bisogna essere in due per mantenere la forza della dazione in modo che possa operare tra i due. In ciò sta la principale differenza tra le scelte egoistiche e altruistiche: nel vostro ego, siete soli, ma per dare è necessario il giusto ambiente. In caso contrario, dove è la realizzazione? Dove troverete questa forza ed esprimerne veramente il possesso?

Pertanto, non appena una scintilla spirituale si risveglia in una persona e chiede lo sviluppo dell’ anima, lui o lei è immediatamente portato in un gruppo e istruito: “Sceglilo”. Qui è dove il vero libero arbitrio  è esercitato: nella scelta dell’ ambiente corretto.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.01.2011 , “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”)

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Il mondo proiettato dalla Luce

Domanda: Potrebbe spiegare tutte queste forme di connessione che Lo Zohar descrive, o può fare un esempio? Qual è il modo più semplice per visualizzarle?

Risposta: Lo Zohar descrive le forme di connessione tra le anime: i generi (leone, toro, aquila, uomo), le Sefirot (Gevurah, Hesed, Tifferet, Yesod), le lettere (Chaf, Zain, Tav), i colori (bianco, nero, rosso, verde), e così via. Quando ad un tratto si riscontra un certo senso spirituale, questo ti dà una chiara comprensione che si chiama “il sopracciglio destro,” e un’ altra sensazione chiamata “il sopracciglio sinistro,” e così via; lo senti.

Supponiamo che io guardo il viso di una persona. Evoca varie impressioni in me: “Quale fronte! Quali occhi! “Ma non sono la fronte e gli occhi, ma, piuttosto, le mie impressioni interiori, i sentimenti, un fenomeno nel mio desiderio di ricevere piacere.

Sono colpito in un certo modo e esso crea una immagine dentro di me. Il suo nome corrisponde ai sentimenti che evoca in me, ma non ciò che realmente è.

Lo stesso vale nella spiritualità, solo senza l’ immagine che di solito vedo in questo mondo. Le immagini spirituali esistono senza la mia partecipazione. Io svelo queste forme, le forze, le impressioni, e l’ etichetta con tutti i tipi di parole: “rosso”, “bianco”, “nero”, “amaro”, “dolce”, “acido”, “alto”, “breve”, e così via. Ma tutto questo esiste senza un’ immagine corporea.

In verità, non vediamo le immagini del nostro mondo al di fuori del nostro desiderio di godere, li vediamo dentro, proprio come vediamo le varie combinazioni dei segnali elettrici sullo schermo del computer che vengono assemblati in un filmato. Dobbiamo raccogliere tutti i nostri desideri in combinazioni simili, al fine di vedere che questo mondo, questa forma di realtà che noi percepiamo in questo momento, è, infatti, solo immaginato . Non esiste di per sé, ma esiste solo in rapporto a noi perché noi lo percepiamo in questo modo.

Ognuno di noi è un prodotto della proiezione della Luce, simile a forme ottenute mediante proiettori laser. Ci sono tutte le forme, le immagini, rappresentate attraverso la Luce; ci sentiamo come se noi esistessimo in alcune realtà, in qualche spazio. Ma in verità, non c’è niente di vero in queste immagini. Si tratta semplicemente di una proiezione delle forme che appaiono davanti a me perché io sono ancora in grado di percepirle in una forma più interiore.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah 5.12.2010 “, Introduzione al libro dello Zohar,” articolo ” Yitro”).

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Tutti i problemi portano al gruppo

Dagli scritti di Rabash Quali sono le disgrazie che arrivano ai malvagio …: I saggi hanno detto: “La sfortuna arriva nel mondo solo quando in esso vi sono peccatori, e inizia con i giusti … ”

E’ impossibile avanzare da soli. Una serie di discese causa la nascita nell’ uomo di un tale grande egoismo, che lui stesso si chiede: “E’ possibile uscirne”? L’ uomo è spinto a rivolgersi al gruppo da una necessità permanente di uscire dall’ egoismo, e può evocare la forza per farlo solo insieme agli altri.

Avranno esito negativo tutti i tentativi di scalare in maniera indipendente. Da solo non si può fare nulla, perché l’ uomo deve correggere la rottura, la vergogna e preparare da sé l’ uscita verso il prossimo.

Tutte le discese sono pertanto destinate a portarci alla realizzazione della nostra impotenza in modo che, non avendo altra scelta, ci rivolgeremo al gruppo e poi, con il suo aiuto, dobbiamo acquisire la realizzazione dell’ importanza del Creatore che ci costringerà a cercare una via d’ uscita e ci porterà alla scelta giusta: solo nell’ambiente troveremo le forze per avanzare.

L’ ambiente, come lo intendiamo noi, è un’ immagine artificiale e all’ uomo sembra solo un elemento estraneo, che viene deliberatamente fatto in modo da essere capace di respingere il suo egoismo, il suo desiderio di godere.

Le disgrazie ci arrivano per rivelare sempre di più i “peccatori” dentro di noi, ma allo stesso tempo, scendono sugli stati chiamati i “giusti”.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 5.01. 2011, Gli Scritti di Rabash)

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Il mondo intero? Che cosa di poco conto!

Domanda: Qual è la mia responsabilità verso il mondo? Se durante la giornata non ho avuto successo in qualche cosa, questo si riflette sul mondo?

Risposta: Senz’ altro. Dopo tutto tu sei un “ingranaggio” nel meccanismo comune della creazione. Il Creatore ha creato un sistema dove tutto il mondo è egoista. Questo sistema è diviso per te in 125 gradi o stati spirituali: dalla completa separazione dagli altri ad una connessione sempre più stretta e più forte del tuo ingranaggio con gli altri, finché tutti diventeranno un insieme.

Inoltre, cosi come tu vedi, in realtà non ci sono altre persone, ma soltanto Adam HaRishon. Tu sei sotto l’ influenza delle stesse leggi che lavorano su tutti gli altri. La tua volontà di ricevere (desiderio) è semplicemente maggiore di quella degli altri. Loro sono soddisfatti dalle “inezie”, mentre tu invece desideri “consumare” anche il mondo spirituale.

Il punto nel cuore non è ancora la dazione. Contrariamente,il più “inquieto” dei desideri di piacere si sviluppa nella spiritualità. E soltanto allora, quando questo abisso si apre, una persona si prepara per la trasformazione.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 26.12.2010, “La Pace nel mondo”)

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Non c’è niente di più facile

Domanda: Se le anime riescono ad unirsi, il Creatore é rivelato nella loro connessione reciproca. Chi crea questa connessione, noi o la Luce?

Risposta: Noi non facciamo mai niente. Tutto viene fatto unicamente dalla Luce. Questa ha rotto i desideri (Kelim) e Lei li riforma. Dobbiamo solamente esprimere la nostra volontà di elevare MAN (Mayin, Nuvkin, acque femminili) e chiedere che la Luce corregga la nostra connessione e sia rivelata tra di noi, riempiendoci. Lei farà tutto quello che sarà necessario.

Non abbiamo bisogno di nient’ altro oltre la preghiera, come un neonato che sta costantemente piangendo ed esigendo. Questo è tutto il nostro lavoro . Non c’ è niente di più facile: esigere, chiedere, piangere! CostringerLo!

È questo quello che viene chiamato “i miei figli mi hanno sconfitto”. Facciamo pressione, esigiamo da Lui e questo è tutto quello che Lui si aspetta da noi. È cosi che lavora tutto il sistema superiore: si aspetta solo una preghiera dal basso, dato che tutto quello cui anela Binà (la Madre Superiore) è di “nutrire” le anime, riempirle di Luce.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.12.2010, La perfezione nella vita)

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I due principi per il successo

Domanda: L’ esperienza russa dimostra che l’ unione egoistica porta grandi problemi. D’altra parte, veniamo a studiare la Kabbalah come egoisti e ho molta paura che cercando di unirci, possiamo ripetere lo stesso errore.

Risposta: In primo luogo, ti incoraggio a non temere niente! C’ è una canzone: “Il mondo è un ponte molto stretto, però la chiave è non avere paura di niente”. Da un lato è un ponte stretto, ma dall’ altro, non preoccuparti, lo attraverserai.

Ci sono due principi che sono alla base del successo:

  • Principio 1: Consistenza nello studio, nella connessione con gli amici e nella divulgazione.
  • Principio 2: Connessione con il gruppo, in modo che la sua essenza interna diventi l’ ambiente che sostiene il tuo sviluppo spirituale.

Come risultato, saremo capaci di realizzare tutto quello che i kabbalisti hanno prescritto: “arrivare ad essere come un solo uomo con un solo cuore”, “amare gli altri come se stessi” e dall’ odio infondato arrivare all’ amore fraterno. Se aderisci a questi due principi: 1) Consistenza nello studio e sforzo destinato all’ unione e 2) Il gruppo come ambiente per il tuo avanzamento spirituale, allora non hai niente da temere e non ti accadrà niente di male.

Tutti questi pensieri nasceranno come ostacoli affinché ti attacchi alla meta sempre di più.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.12.2010, “La Pace”)

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L’ inclinazione al male ed il seme dell’ anima

Durante i Congressi di Kabbalah, Unity Days e in altre riunioni simili, facciamo un lavoro molto serio, e ci colpisce ogni volta. Se spendiamo i tre giorni correttamente, poi durante le lezioni inizieremo a capire e a sentire molto più di adesso.

Tali eventi unificanti elevano una persona dato che inizia a riempirsi di forze spirituali, mentre vi partecipa. Noi li riceviamo unicamente in funzione dell’unificazione e non li troveremo mai all’ interno ne li otterremo direttamente dall’ Alto. Otteniamo la forza per ascendere esclusivamente dall’ ambiente. Più io sono sintonizzato e immerso, maggiore sarà il nostro beneficio collettivo.

Dal desiderio iniziale della persona, dal “punto nel cuore“, egli fa appello al gruppo, guadagnando i desideri supplementari da esso, e lo impiega per sollevare MAN, lo scopo per la correzione. Poi, in risposta, riceve la forza della dazione, che in sostanza è la sua anima.

Ognuno di noi ha solo il seme di un’ anima, il punto nel cuore. Più tardi, dovremo affrontare la nostra inclinazione al male, il nostro odio reciproco e il risentimento. La mia inclinazione al male resiste alla unificazione con le persone che sono disposte a venire con me verso il Creatore, allo scopo della creazione.

Ci fu un tempo in cui eravamo tutti legati come un tutto unico, fino a quando la rottura si è verificata, separandoci gli uni dagli altri. Il vero odio emerge proprio tra di noi, non in ognuno di noi separatamente. Non ho bisogno di temere la persona che è nata con o nonostante le mie inclinazioni. Sono tutte sciocchezze.

Ciò che conta è che mentre mi sforzo di unirmi con gli amici, scopro che non lo voglio fare e sono spaventato da questo.

Posso vedere tutta la montagna di odio, il Monte Sinai. Io lo trasformo con la Luce che Riforma, in altre parole, ho ricevuto la Torà e il merito per “la terra di Israele”, il desiderio spirituale rivolto direttamente al Creatore. Infine, conoscerò Lui e rivelerò la spiritualità.
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(Dalla lezione 1 del Congresso, nel deserto di Arava 30.12.2010)

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Le piaghe d’ Egitto senza disastri esterni

Domanda: E già entrato il mondo nel periodo delle piaghe d’ Egitto o queste devono ancora arrivare?

Risposta: Devono ancora arrivare. E nonostante ciò dobbiamo confrontare le tappe di sviluppo precedenti con quelle che ci attendono. In realtà la natura materiale del nostro cammino viene man mano sostituita da quella spirituale.

Prova a dire ai tuoi antenati vissuti alcuni secoli fa che hai tutto quello che vuoi eppure non sei ancora soddisfatto della tua vita. Per loro tu vivi una vita favolosa. La tua casa possiede un dispositivo che ti fa avere l’ acqua quando la desideri. Hai un pulsante che basta premere per avere la luce più brillante di quella del giorno. E hai uno schermo che ti mostra una visione completa del mondo.

Le persone non capirebbero cosa ti manca. E, in mezzo a tanta abbondanza, tu non sai cosa fare della tua vita. La ricchezza della tua casa sta ad indicare quanto tu sia vuoto dentro di te.

Pertanto le piaghe d’ Egitto non sono problemi corporali ma interiori. Una volta dopo l’altra scopri la mancanza di pienezza interiore, ogni colpo arriva sempre più profondamente in un desiderio complesso, fatto di molteplici strati. Tuttavia queste piaghe prendono posto molto rapidamente, penetrando nei sentimenti interiori delle persone. La parte esteriore rimane calma, non c’ è bisogno di ammalarsi o di soffrire fisicamente.

Certamente, se non facciamo uso adeguato della Luce, le piaghe arriveranno sotto forma di disgrazie corporali. Il discorso è molto semplice: se avanziamo nel percorso spirituale noi stessi ed il mondo, le piaghe prenderanno una forma più spirituale. Se non ci riusciamo ed il mondo non sceglie il cammino spirituale, le sperimenterà materialmente.

Negli scritti dell’ Ultima Generazione Baal HaSulam scrive che ci possono essere addirittura dei conflitti mondiali, seguiti da enormi sofferenze. Ma dobbiamo cercare di patire questi colpi interiormente. La Torà ed il metodo della Kabbalah offrono all’ uomo l’ opportunità di fare un’ analisi molto veloce, di completarlo internamente, senza la partecipazione del mondo materiale.
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