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I Gradini ascendenti della scala dal Libro dello Zohar

Domanda: E’ risaputo che il gruppo di Rabbi Shimon raggiunse l’ unità attraverso la scrittura comune dello Zohar. È un metodo corretto anche per noi nel nostro tempo? Dovremmo cercare di unirci formando piccoli gruppi ed insieme prendere un articolo e cercare di svilupparlo, o questo ci confonderà soltanto, siccome ognuno di noi è nel suo grado di avanzamento, differente da quello degli altri?

Risposta: Anche gli autori dello Zohar erano in diversi gradi di avanzamento; loro non erano tutti uguali. Ognuno dei dieci autori dello Zohar corrispondeva ad una delle dieci Sefirot, in accordo alla sua natura ed alle radici della sua anima. Inoltre, ognuno di loro cancellò completamente il suo egoismo e fu capace di unirsi con gli altri nella piena estensione della sua natura.

Ecco perché ognuno fu in grado di raggiungere i 125 gradi della scala spirituale, cioè la sua correzione finale individuale (Gmar Tikkun) ed insieme furono capaci di connettersi sul più alto livello possibile di unione delle anime, questo perché rivelarono tutta la Luce, l’ illuminazione superiore che discende fino a noi da Arich Anpin denominata “Zohar” (uno speciale tipo di Luce).

Chiaramente noi non siamo ancora vicini a questi gradi; noi siamo tutti “morti”, cioè siamo immersi nei nostri desideri egoistici. Non siamo pronti e neppure abbiamo il desiderio di connetterci. Affrontiamo molte battaglie e correzioni fino a che otteniamo qualche tipo di unità.

Ma se cerchiamo di imitare gli adulti, come fanno i bambini attraverso i giochi, allora attraiamo la Luce dal quello stato perfetto che esiste già. Queste anime, gli autori dello Zohar, l’ hanno rivelata e formata attraverso le loro ascese dal basso verso l’ alto.

Una scala dei mondi (cinque mondi, ognuno dei quali contiene cinque Sefirot, ognuna delle quali contiene altre cinque Sefirot, con un totale di 125 gradi) discende dall’ Alto verso il basso, dal Mondo dell’ Infinito. In questo modo la Luce discende a noi dall’ Alto verso il basso: Yechida, Haya, Neshama, Ruach, Nefesh (NaRaNHY in ordine inverso). Questo è chiamato occultamento, la riduzione della Luce o mondi (la parola “mondo”, “Olam” in ebraico deriva dalla parola “Alama”, “occultamento”). In altre parole, in alto c’è il 100% della Luce ed in basso lo 0%. Questo è il sistema dei mondi (occultamenti).

Ci sono anime nel nostro mondo, nelle quali il desiderio denominato “uomo” o “Adam” (simile al Creatore) si risveglia; è il rudimento dell’ uomo nella spiritualità. Poi, questo desiderio comincia a crescere. Come cresce? Deve connettersi con altri nove come lui, anche nel più piccolo grado di unione. In questo modo, continuano a connettersi sempre più forte, fino a che raggiungono il più alto grado di unità tra le anime.

Da un capo all’ altro della storia ci sono state anime che hanno raggiunto l’ unione con un’ altra anima ed esse erano tutte connesse con altre di differenti livelli di questa scala di gradi. Tutti gli autori dello Zohar raggiunsero il più alto grado insieme, e per questa ragione, la Luce che portarono a questo Libro è così grande che essa influenza ed illumina tutti. Questo perché, hanno preso la Luce dall’ Infinito e sono stati capaci di portarla a noi, a condizione che noi, vogliamo almeno un po’ elevarci verso di loro.

Lo Zohar, tutta la Luce o una parte di essa, è sempre rivelata nella misura del grado di unione, del grado della dazione e dell’ equivalenza tra il desiderio (Kli) e la Luce. Ecco perché abbiamo bisogno di connetterci quanto più possibile, sia quantitativamente che qualitativamente. Riceveremo questa Luce in accordo alla nostra abilità di raggiungere almeno il primo dei 125 gradi.

Dopotutto, cosa rappresentano tutti i 125 gradi? Il grado di Nefesh contiene anche tutte le cinque Luci: Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, Yechida (NaRaNHY), ed anche ognuna di loro ha il suo NaRaNHY. Quindi (NaRaNHY) x (NaRaNHY) x (NaRaNHY) = 5x5x5 = 125 gradi.

Siccome la Luce è divisa in accordo al grado di Aviut (spessore) del desiderio, noi possiamo realizzare la nostra connessione, cioè elevarci al di sopra di questo spessore e connetterci nonostante il nostro ego. La Luce ci influenzerà, ci correggerà e ci riempirà nella misura della nostra capacità di cancellare questo Aviut, insieme al nostro desiderio di usarla per connetterci.

Qui non c’ è niente tra questi due componenti, la Luce ed il Kli ed il grado di connessione tra di loro chiamato “schermo” o “intenzione”.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2011, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Articolo “Il Conduttore dei Somari”)

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Salire i gradini dei Congressi

Domanda: Possiamo dire che ora, dopo il Congresso di Berlino, siamo uniti?

Risposta: Abbiamo raggiunto un nuovo stato nella nostra unità. Sono felice di ciò che si è svolto a Berlino e poi a Parigi. Abbiamo raggiunto l’ unità, la coesione. Per la prima volta abbiamo scoperto molti amici in Europa che già capiscono il percorso e sentono lo sviluppo. Sono stato davvero piacevolmente sorpreso da alcuni eventi.

Davanti a noi abbiamo un congresso ad aprile a New Jersey. Speriamo di arrivare ad un nuovo grado di unità negli Stati Uniti. Così, unendoci nel corso del congresso, sarà accumulata la forza necessaria per la rivelazione del Creatore alla creatura.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 4.02.2011, “Quando il Creatore ama l’uomo”)

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Una creazione che vive o una sagoma inanimata

Domanda: Baal HaSulam ci fornisce una dettagliata spiegazione dell’ influenza che SAG (Binà) esercita su NHY de Galgalta (Malchut), proprio come un gruppo influenza una persona che si è annullata davanti ad esso. Ma come è stata capace NHY de Galgalta di raggiungere questo tipo di auto-annullamento e di restrizione?

Risposta: La stessa restrizione che si ha nel mondo dell’ Infinito funziona in NHY de Galgalta. Tutto in Galgalta è uguale nel mondo dell’ Infinito. E’ una restrizione attraverso la forza della Luce che domina da dentro il desiderio di godere e che può fare tutto quello che desidera con il desiderio perché è la Luce che lo ha creato.

La Luce desidera rendere uguale a sé il desiderio, ma a condizione che ad ogni passo il desiderio mantenga il libero arbitrio. Altrimenti non ci sarebbe una creazione. La Luce non farebbe altro che realizzare un’ impronta o una copia di se stessa, come una fotocopiatrice, e allora non ci sarebbe una creazione che vive, una persona.

Questa è la ragione per cui la Luce compie tutte le azioni, ma lascia “spazio” in esse affinché l’uomo aggiunga la propria partecipazione. Per esempio, andiamo ad una lezione e ci viene un grandissimo desiderio di dormire. Ed è qui che dobbiamo esprimere la nostra partecipazione, lavorando contro il nostro desiderio. Gli stati che ci giungono sono quelli che non siamo in grado di superare da soli. Ma dobbiamo organizzare un ambiente per noi stessi che ci influenzerà e che ci aiuterà a far fronte a questi disturbi – non che le nostre sole forze, ma attraverso il potere dell’ influenza del gruppo.

Le cose sono organizzate in questo modo allo scopo di farci sentire la necessità di annullarci davanti al gruppo perché questo è il solo modo in cui ci possiamo avvicinare alla dazione e ci allontaniamo dal nostro egoismo meschino. Proprio come aspettiamo che la Luce ci influenzi, così la Luce aspetta che usiamo il gruppo come una leva e che incominciamo a fare qualcosa di noi stessi. Il gruppo è come uno strumento, come un cacciavite o una chiave inglese: prendiamolo in mano e incominciamo a lavorarci insieme! Non abbiamo nessun altro strumento.

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(Dalla lezione sul Talmud Eser Sefirot del 27.01.201o)

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Fatti un Maestro ed un Gruppo

Domanda: C’ è differenza tra uno studente che studia Kabbalah in maniera personale con un maestro kabbalista e la maniera nella quale noi studiamo in un gruppo?

Risposta: Anche tu studi insieme a me nella lezione. Certamente è diverso che avere una lezione personalizzata, però oggi giorno non credo che sia possibile passare questa scienza a qualsiasi persona individualmente. Nel nostro tempo ciò è possibile solo per mezzo dello studio in un gruppo o attraverso Internet, nella maniera più ampia possibile, e non fa nessuna differenza dove si trova lo studente. Questo avanzerà, mentre il metodo individuale precedente non funziona più.

Non devi rammaricarti dell’ impossibile, ma devi usare tutto quello che hai. Ogni persona ha un governo dall’ Alto e il Creatore controlla tutto il processo. In nessuno luogo dove hai libertà di scelta puoi realizzarla e questo è tutto.

Non ho nessuno studente che sia vicino o lontano. Lo studente stesso determina continuamente quanto sia vicino e quanto avanza. Che un studente sia vicino o lontano da me, è determinato solo dalla quantità di desiderio di accettare il mio messaggio interiore, di assorbirlo e realizzarlo.

Questo non dipende dal fatto che una persona si trovi qui nella sala della lezione, o viva molto lontano e studi attraverso Internet, o se sia un uomo o una donna. Tutto dipende dallo studente e dalla maniera in cui utilizza i mezzi che vengono dati a tutto il mondo.

Inoltre è molto importante non dimenticare che è impossibile per lo studente rispettare il maestro se è negligente verso il gruppo. Questo è dovuto al fatto che il maestro è la parte più interna del gruppo, il messaggio che è dentro di esso. Pertanto, è impossibile che una persona disprezzi il gruppo mentre rispetta il maestro, la carica del gruppo.

Il gruppo è il nostro luogo comune con il maestro, il luogo nel quale ci troviamo. Ciò non esisteva in epoche anteriori, quando lo studente lavorava con il maestro faccia a faccia. Quando ci troviamo dentro il gruppo, ogni studente determina per conto proprio se si unisce con il maestro “Peh a Peh” (attraverso uno schermo comune) o “Peh a Ozen” (da bocca a orecchio, come quando studiamo la scienza normale). Alla fine di tutto questo, ci troviamo con il Creatore, perché tutto è unito fino al mondo dell’ Infinito.

(Dalla lezione sul Talmud Eser Sefirot del 7.01.2011)

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Tutto è dentro la nostra connessione

Domanda: Come si relaziona la rivelazione della verità con la rivelazione del sistema delle anime interconnesse?

Risposta: È la stessa cosa. La connessione reciproca è la verità. La rete della nostra unione è chiamata “vaso” (Kli). Il Creatore imprime se stesso nella materia del desiderio di ricevere e colloca la Sua immagine dentro tutto il suo spessore. Adesso, dentro di me, c’ è uno spazio vuoto con un’ immagine scolpita.

Questa immagine è composta dalle connessioni tra i desideri che il Creatore riempie se essi sono corretti. In questo caso, la sua rete si trasforma in Lui. La rete integrale di questi punti è chiamata “Malchut del mondo dell’ Infinito”.

Gradualmente, il Creatore si occulta ed abbandona il sistema delle anime, il quale comincia la discesa dei mondi. Nella misura in cui Lui scompare, le anime si sentono sempre più opposte tra loro nel passaggio al lato opposto (Sitra Achra) dove la connessione è corrotta, impoverita ed assume una natura egoista. Come risultato, ci troviamo nel mondo corporeo ed invece della connessione reciproca, invece di sperimentare il Creatore che ci soddisfa, sperimentiamo un distaccamento dagli altri.

In verità, io sento costantemente il Creatore. Dopotutto, non c’ è altro che io possa sentire poiché ci siamo solo Lui ed io. Tuttavia, nella presente realtà, Lo percepisco in accordo al mio stato egoista attuale dell’ esistenza.

Lo scopo di questo processo è trovare la verità, lo stato autentico, dopo esserci spogliati di tutta la nostra copertura. Trovando nuovamente la connessione tra di noi, in un certo punto, vedrò che questa non lega le persone ma le anime o i desideri. È nella natura di questa connessione, nella sua essenza, che il Creatore può rivelarsi davanti a noi. Non c’è altra realtà al di fuori di quella integrale, la connessione mutua. Questa impregna tutto e noi ne siamo fatti, cosicché non possiamo sentire nient’altro. Siamo all’interno di questa realtà.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.11.2010, “Il Creatore e Israele furono in esilio”)

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Elevati per mezzo del gruppo

Inizialmente, ho solo un desiderio materiale “l’autocompiacimento” ed un punto nel cuore, un seme dell’ attributo della dazione che anela il mondo superiore. Elevo questo punto al di sopra del desiderio incrementando la sua importanza rispetto ai desideri corporei ed allora mi rivolgo all’ambiente, ovvero al gruppo, ai testi kabbalistici ed al maestro.

In risposta ricevo da loro un desiderio incrementato e raffinato. Questo viene incrementato nei termini del suo potere e modificato nel senso che io acquisisco l’ importanza dello scopo (acquisire l’ attributo della dazione) e mi rendo conto della mia incapacità di riuscirci per conto mio.

Con questo desiderio, mi rivolgo “all’ alto”, elevo MAN (una preghiera per la correzione). Come risultato, la Luce Circondante (Ohr Makif, OM) discende “dall’ Alto” e mi riforma, mi porta di nuovo alla proprietà della dazione.

I seguenti sono stati obbligati:

1. Appello al gruppo
2. Ricevo da esso un’ aspirazione spirituale
3. Appello al Creatore
4. Ricevo la correzione

Di conseguenza, nasce un Kli, un vaso di dazione, la somma di tutti i fattori.

Domanda: Come so che la mia aspirazione è provenuta dal gruppo?

Risposta: Tu esamini il grado nel quale desideri unirti con gli amici, ma sei incapace di farlo. Se hai messo uno sforzo di gran qualità in questa necessità, elevi il MAN corretto. In altre parole, la somma di tutti i tuoi desideri diretti all’unione crea una richiesta di aiuto.

Domanda: Quali sono i segni che mi sto appellando al gruppo nella maniera corretta?

Risposta: Se lo faccio bene, vedo quanto uniti sono gli amici e quanto separato sono da loro, quanto piccolo sono io e quanto grandi sono loro, quanto magnifico è lo scopo della creazione che loro stanno cercando ed in che misura sono incapace di apprezzarlo. Per me il gruppo è un ideale, un criterio per mezzo del quale misuro le mie mancanze. Non posso prendere queste mancanze in nessun altro luogo, eccetto per chiedere al Creatore.

Quando mi dirigo al gruppo correttamente, scopro queste mancanze in me stesso, questa carenza, questi desideri senza riempimento che richiamano immediatamente la Luce che Riforma. Questa Luce non viene da un’altra galassia, viene da me, dal mio cuore. Ho solo un desiderio più profondo per sperimentarla.

Nota: il termine “gruppo” non implica aspetto e caratteristiche fisiche, ma una rete di amici “punti nel cuore” connessi in un solo sistema.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.12.2010, “Cosa significa che la creazione del mondo è stata nella donazione?”)

Trova il tuo mondo in un batter d’ occhi

Domanda: Qualunque persona che andrà al Congresso di Kabbalah sentirà allegria?

Risposta: Stiamo invitando tutti. Qualsiasi persona può venire ed unirsi a noi. Ci sono persone che stanno partecipando a questo processo da 15 anni ed hanno già raggiunto livelli molto elevati. Tuttavia, ci sono quelli nuovi e forse non si rendono neppure conto del perché verranno.

Sono molto felice per loro e li invidio. Loro possono, per così dire “trovare il loro mondo in un batter d’ occhi”. Possono venire ed unirsi agli altri, come un bambino nato nel 21° secolo che riceve tutto quello che la nostra civiltà ha preparato per lui negli ultimi venti secoli, ed è pronto a goderne. Perché è così? Perché lui è nato proprio adesso ed è un suo diritto.

Lo stesso avviene con le persone che si trovano al Congresso per la prima volta. Loro non capiscono niente, ma visto che abbiamo preparato tutta la struttura per loro, disposto tutte le condizioni necessarie e stabilito una connessione tra di noi, si connettono a noi come i neonati, senza avere idea di cosa stia succedendo, ma ciò nonostante ricevono tutti i benefici.

È per questo che mi rallegro e li invidio. Io ho dovuto fare uno sforzo tremendo, ho sudato e sofferto per ottenere qualcosa e vedo quanto sia facile per una persona nuova entrare in questo processo e capirlo. Da dove viene questa comprensione? Non viene da niente, viene solo perché si connette agli altri.
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(Dalla Kabbalah per principianti, “La felicità”, 28.10.2010)

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Scegli la terra dove crescerai!

Baal HaSulam, “Pace nel mondo” E  ciascun individuo della società è come una ruota vincolata ad altre ruote in una macchina.

E questa ruota da sola non ha libertà di movimento  ma continua con il movimento delle altre ruote in una determinata direzione, qualificando la macchina e per realizzare il suo funzionamento generale.

E se c’ è una rottura nella ruota, la rottura non si valuta in relazione alla ruota stessa ma in base al suo servizio e ruolo in relazione all’ intera macchina.

La prima fermata del cammino del successo è quella di arrivare ad una sensazione di connessione tra tutti noi, come ruote dentate, che non hanno la libertà di movimento in rapporto alle altre.  Non posso girare a meno che io faccia questo movimento insieme a tutti gli altri.  E se gli altri girano, allora non posso non girare con loro.

Pertanto solo arrivando ad un mutuo accordo possiamo riuscire a fare un movimento che sarà utile per tutti.  Se il mondo rivela questa legge, allora sarà  la salvezza.  E se riveliamo questo nel nostro gruppo, allora saremo capaci di trasmettere questa visione nel mondo.  Questo deve essere il tema principale della nostra divulgazione, dobbiamo spiegare la situazione.

Tuttavia la forma più efficace di divulgazione è che riveliamo questo senso assoluto, necessario e reciproco  tra tutti noi.  Questo deve essere  il nostro pensiero principale in eventi come la Giornata dell’ Unione, che è sostenuta dai nostri gruppi Kabbalistici in tutto il mondo.

Stiamo ritornando all’ immagine degli ingranaggi interconnessi, dove nessuno di loro ha la propria libertà d’ azione. Non importa quante illusioni possiamo avere  o quanto possiamo  sbagliare nella nostra cecità, ciò resta cosi.

Pertanto devo sintonizzarmi col gruppo, per poter comprendere e sentire quanto io sia dipendente e connesso agli altri, senza avere alcun movimento libero, nel mio cuore o nella mia mente ed in nessuno dei miei desideri, qualità, pensieri e piani.  Tutto quello che desidero, che sogno di fare o faccio, in ultima istanza dipende dagli altri e non potrò fare nulla a meno che io arrivi ad un accordo reciproco e pacifico con  loro.

La realizzazione della mutua dipendenza nel gruppo, nella società o in tutta l’ umanità è la chiave per correggere il mondo e correggere l’ uomo.  Tuttavia, se io sono senza correzione, da una parte questo dipende dalla società che mi ha corrotto.  Dopo tutto una persona è il prodotto dell’influenza sociale.  Ma non posso forse io scegliere quella società e non è forse in mio potere poterla influenzare?

Una persona non può scollegarsi dalla società, tanto in senso positivo che negativo.  Pertanto non esiste una valutazione di una persona in particolare ma soltanto della sua libera scelta, cioè quale società lui ha scelto per la sua crescita.
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Fidati dei tuoi amici, non di te stesso

Domanda: É scritto “Non fidarti di te fino al giorno della tua morte”. Allora, cosa significa Arvut (garanzia mutua) se non posso fidarmi di me stesso né dei miei amici?

Risposta: Ovviamente non posso fidarmi di me. Ma questo non si riferisce agli amici. Il gruppo non è un’ assemblea di persone appena arrivate per la lezione. Il gruppo è l’ unità interiore tra le anime.

Il Creatore ha creato il desiderio (il desiderio di ricevere piacere, Kli), considerato come “il mondo dell’ infinito” dove risiedono le anime. Le anime sono reciprocamente connesse in un sistema collettivo, un’ anima piena di Luce dell’ Infinito.

Ma questo sistema è bloccato per te dallo schermo dell’ occultamento, un filtro attraverso il quale tu lo vedi danneggiato o rotto. All’ interno è perfetto e pieno della Luce dell’ Infinito ma attualmente lo vedi distorto. Più in là, oltre il filtro, ti sembra ancora più corrotto.

In tutto, dal primo stato, il mondo dell’ Infinito, all’ ultimo, il nostro mondo materiale, ci sono 125 gradi, o filtri, occultamenti da parte del mondo dell’ Infinito. Pertanto tu guardi il gruppo dal tuo punto di vista materiale e pensi: ad ogni modo, chi sono loro? Io non sono inferiore a loro! Sono veramente unificati? No, non lo sono. Vogliono veramente unirsi? No, non lo vogliono Davvero capiscono qualcosa? Prendiamo il gruppo di Rabbi Shimon: lì accetterei di diventare come un bebè tra sue braccia E questi…chi sono loro per me?

Ma questo non è corretto. Tutto è determinato dalla tua attitudine verso gli amici. Se una persona “penetra” attraverso di loro, desiderando connettersi non con i corpi materiali, che sono in occultamento ma considerandoli come il gruppo che risiede nell’ Infinito in completa unione, allora il lavoro è fatto: Lui aderisce a questo stato perfetto.

Per questo Rabbi Yossi Ben Kisma non poteva stare senza i suoi discepoli principianti. Loro desideravano la spiritualità anche di un piccolo grado? Questo era sufficiente perché lui entrasse nello stato spirituale attraverso di loro, dove tutti sono uno, come un uomo con un cuore, anche se loro stessi non ne sono ancora coscienti.

Questo è chiamato l’ ambiente, il gruppo. Tuttavia io risiedo nel posto dove posso immaginare me stesso. Allora io visualizzo me stesso contro l’ ambiente ideale, perfetto, dal quale non posso ricevere nulla. E soltanto attraverso questo io posso ottenere la forza.

Pertanto il gruppo non è un’assemblea fisica di uomini ma piuttosto la mia proprietà spirituale interiore.
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Un materiale spirituale unico

Da cosa è costituito il lavoro della nostra organizzazione? Da un lato facciamo un lavoro interiore destinato alla nostra trasformazione, realizzato da tutti noi nel nostro cuore (desiderio). Questo lavoro è nascosto agli estranei ed al mondo e anche se parliamo molto, si svolge nel cuore, invisibile nella materia o negli atti fisici. Il resto del nostro lavoro si riferisce alla produzione di materiale e mezzi di comunicazione per far circolare la saggezza della Kabbalah, poiché siamo un’ organizzazione educativa per bambini ed adulti.

Per riuscirci, prendiamo i materiali dalle nostre lezioni quotidiane, nelle quali studiamo gli articoli scritti dal Baal HaSulam e dal Rabash. Quello che produciamo diventa la base di quello che utilizzeremo nel futuro. Di fatto, oltre a questo, non c’è niente altro al mondo che possa relazionarsi con il lavoro spirituale autentico, ovvero la rivelazione del Creatore.

Nessuno nella nostra generazione sta lavorando nella creazione di un metodo pratico di trasformazione dell’ uomo e del mondo, eccetto noi. Se non strutturiamo questo metodo correttamente, in accordo al suo contenuto interno e alla forma di comunicazione, allora non completeremo il lavoro a noi assegnato, la nostra responsabilità di fronte all’ umanità. Non dobbiamo avere paura di allontanarci a causa di queste esaltate parole, piuttosto, è cosi che dobbiamo sentirci rispetto al nostro compito.

Tuttavia, non possiamo aspettare la lezione finale per elaborare un messaggio da essa ed inviarlo al mondo. Non succederà, a meno che non lavoriamo a fondo in ogni lezione, scrivendola, analizzandola e classificandola per temi e gradi di esaltazione e percezione. I criteri di valutazione possono variare, ma la chiave è organizzare il materiale e liberarlo nel mondo.

Ad ogni modo, niente rimpiazzerà un libro. Può avere una forma diversa, ma avrà ancora il testo. Non scapperemo da questo. Se una persona desidera immergersi nel contenuto avendo ascoltato la lettura in televisione, allora deve vedere le lettere davanti i suoi occhi. Dopotutto, le lettere sono forme spirituali per essere lette dalla mente e dall’ anima.

Pertanto dobbiamo assumerci molto seriamente il lavoro della creazione di testi e considerarli come la massima priorità. Una lezione deve essere scritta, in seguito bisogna far emergere le definizioni chiave, le sue classificazioni, ed utilizzare diversi tipi di analisi del testo. È essenziale contare su un testo scritto bene, affinché la gente vi possa fare riferimento. Quanto più possono lavorare con esso, tanto più intenso sarà il loro avanzamento.

Dobbiamo essere grati di avere questo tipo di lavoro, di essere occupati in cose al di sopra di questo mondo e di non essere assorbiti dalle questioni dell’ esistenza animale. Noi divulghiamo la conoscenza del Creatore nel mondo ed è un bene se ogni tanto abbiamo delle difficoltà e ci sentiamo insicuri e confusi. Evidentemente, Lui vuole che siamo preoccupati.
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(Discorso sul rinnovamento delle lezioni del mattino del 17.12.2010)