Pubblicato nella 'Lavoro di gruppo' Categoria

Domande su cosa si può fare da soli e sulla presenza fisica

Domanda: Sappiamo che l’uomo ha bisogno di abbassarsi e connettersi al gruppo attraverso la garanzia mutua. Ma che cosa può fare quando è a casa per conto suo? Come può agire l’uomo con l’intenzione corretta quando sta facendo cose banali come mangiare, pulire e così via?

Risposta: Essere sotto la nostra influenza con il nostro canale di comunicazione acceso.

Domanda: Io sono una donna di 70 anni. Ho studiato la Kabbalah per sette anni. Ho alcuni problemi di salute, che rendono molto difficile per me stare lontano da casa, in auto, partecipare ai congressi e così via. Guardo ogni giorno la lezione del mattino e poiché sono pensionata, faccio traduzioni e lavoro con i testi la maggior parte del mio tempo.

Tuttavia, sono preoccupata del fatto che non posso stare molto spesso con il gruppo. Eppure, ho trovato che molti discernimenti e cambiamenti dentro di me sono il risultato dell’interagire con la mia famiglia. Mi chiedo, pensi che questo sia il percorso corretto?

Risposta: Stai avanzando meravigliosamente; continua così, questo ti darà forza e aggiungerà anni alla tua vita.
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La nostra incredibile generazione

Baal HaSulam, Lettera n. 13: Dovremmo credere che in ogni amico esista una quantità infinita di scintille di dazione e se riunissimo gli amici tutti insieme in un unico posto, in unione fraterna, amore, amicizia, questo sarebbe davvero sufficiente per raggiungere un livello spirituale significativo, ora e per tutta la vita.

Non è stato creato niente nel mondo tranne un’unica anima. Le parti, le scintille di quest’anima unica si svegliano di generazione in generazione e conseguono la correzione. Tutte le generazioni che hanno completato la loro correzione, si uniranno nell’ultima generazione che è iniziata con noi.

La nostra generazione è speciale. Dovremmo collegare dentro di noi tutte le generazioni che ci hanno preceduti: da Adam HaRishom, fino ad Abramo, Rabbi Shimon, l’Ari e Baal HaSulam che hanno compiuto delle grandi correzioni nell’anima unica e ci hanno preparato la parte più importante, significativa e delicata. Ma, oltre a questo, dobbiamo connettere dentro di noi tutti i desideri e i vasi (Kelim) futuri che completeranno la correzione.

Dobbiamo connettere dentro di noi coloro che sono venuti prima, i nostri progenitori e coloro che sono venuti dopo di noi, i nostri figli, tutti insieme. Abbiamo raggiunto la condizione in cui il mondo ha iniziato a chiedere la correzione; le anime incominciano a svegliarsi, e non importa che gli uomini non lo abbiano ancora capito, perché appartengono alla parte dell’anima collettiva che raggiungerà la correzione inconsciamente, grazie alla connessione che c’è tra di noi.

Il nostro compito è di unirci, connettere dentro di noi tutte le scintille sacre della dazione, che hanno corretto il sistema che abbiano davanti agli occhi al fine di completare la correzione.

Questo è un momento straordinario; percepiamo che si tratta di una condizione speciale e vediamo come il Creatore ci sta aiutando, cioè, come renda possibile la nostra unione e la nostra purificazione in modo da farci desiderare che tutto questo si realizzi.
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(Dalla lezione 1°, Congresso Arvut nel deserto di Arava del 18.11.2011)

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Un solo desiderio? Non è abbastanza…

Domanda: Come possiamo spiegare agli amici che è impossibile raggiungere la correzione da soli e che abbiamo bisogno di un gruppo?

Risposta: Questo è quanto dicono le nostre fonti. Io ho solo un vaso frammentato, allora cosa dovrei farci? Devo assorbire i desideri dei miei amici per attirare la Luce che Riforma.

Insieme agli amici eleviamo una preghiera comune e, come risultato, riceviamo la forza della correzione. Se sono solo non sarò capace di ricevere questa forza, e per raggiungerla, sono richieste almeno dieci persone. Solo così cominciamo a connetterci ed a costruire il vaso comune tra noi.

Sembra adesso di essere insieme, ma in realtà non è così, e allora, come possiamo unirci? Per farlo attiviamo la forza della preghiera comune; nessuno opera da solo. Il desiderio comune di correggerci ci connette e vogliamo rivelare la forza speciale che dimora tra noi, vogliamo rivelare la Luce, il Creatore. Quando Lui è rivelato, ognuno di noi scomparirà come entità isolata e si eleverà un unico desiderio riempito di Luce.

Posso rivelare la forza della dazione da solo? Cosa o a chi sarò capace di dare? Devo semplicemente avere qui anche qualcun altro. Il mio punto nel cuore (•) è il mio primo impulso per la correzione, cioè per connettermi con qualcuno. Questo significa che devo assorbire il suo desiderio così poi avrò due desideri: il desiderio di allontanarmi dall’egoismo ed il desiderio di avvicinarmi alla dazione.

Devo ricevere il desiderio spirituale dei miei amici e fissarlo a me; senza non vorrò davvero dare, e questo è l’unico modo attraverso il quale posso elevare MAN: la richiesta per la correzione.

“La minima moltitudine è due”, ma in verità due non sono abbastanza, più amici ci sono intorno a me, più chance avrò di essere impressionato, di fissare il loro potere a me e di richiedere la correzione. Attraverso questo, chiedo proprio di connettermi a loro. Io fornisco il “territorio” nel quale sarà realizzata la connessione, i miei desideri su ciò che deve avvenire qui e la nostra forza comune. In breve, devo preparare “la forma” più corretta possibile e può essere fatto solo insieme, poiché tutto il nostro lavoro ha luogo nel gruppo.

Anche le donne supportano questo gruppo e la società umana lo circonda dall’esterno. Questi fattori hanno anche un effetto positivo o negativo nello spingerci verso la connessione.

Domanda: Cosa sentiamo quando la Luce riempie il nostro desiderio?

Risposta: Uno dei punti sono io e tutti insieme siamo noi. La parte gialla nel disegno simboleggia la nostra connessione ed il colore rosso simboleggia la forza superiore, il Creatore. Dobbiamo unire Israele, la Torah ed il Creatore in un tutt’uno, e questo deve essere rivelato nella nostra sensazione. Il Creatore è la forza superiore, la fonte. La Torah è l’unità, il vaso, e noi siamo le parti che si muovono verso l’unità.

Speriamo di avere successo nel farlo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.11. 2011 “L’Arvut , La Garanzia Mutua)”

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Una domanda sul modo di giudicare gli amici

Domanda: Per quanto riguarda il problema di rivelare la nostra connessione all’interno delle attività di gruppo e praticare l’amore degli amici: cosa significa “giudicare gli amici sulla scala del merito” e tutto andrà a posto naturalmente? Questo significa che se viene percepito un problema per quanto riguarda l’amore degli amici, giudicarli sulla scala del merito risolverà le cose? La scala del merito è utilizzabile come strumento personale per la correzione? (dall’articolo “L’uomo dovrebbe vendere sempre le travi di casa sua”)

Risposta: Il punto è che prima si deve raggiungere l’unità e solo dopo si possono giudicare gli altri, trattandoli già come se fossero vostri figli o parenti, ecco perché si dice che la base della correzione è il principio di “Fare agli altri come vorresti che loro facessero a te”, e quando questa proprietà viene acquisita, la correzione sta nel raggiungere la proprietà di “Amare gli altri come se stessi”.
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Ci hanno dato una seconda opportunità

Probabilmente avete già sentito quello che l’Ari disse una volta ai suoi studenti: “Se oggi andassimo a Gerusalemme potremmo arrivare alla fine della correzione (Gmar Tikkun). Incontriamoci in un’ora e andiamo là, continuiamo cosi!”

Quando dopo un’ora gli studenti iniziarono a riunirsi, uno di loro disse che non poteva andare per un determinato motivo, un altro per un altro motivo, un altro perché sua moglie non lo lasciva andare, un altro per i suoi figli, per qualche malattia, altri problemi, quindi non si sono elevati allo stato di Gmar Tikkun.

Noi non comprendiamo come quelle interruzioni abbiano potuto fermare gli studenti dell’Ari impedendo loro di arrivare all’elevato grado di Gmar Tikkun e non comprendiamo nemmeno quali ostacoli vengono dati dall’Alto alle persone per farle avvicinare alla correzione.

Noi non siamo né più forti né più speciali, ma siamo la più debole tra le generazioni che ci hanno preceduto, però viviamo in tempi molto speciali che richiedono una grande correzione, che è possibile portare a compimento!  La forza superiore ci connette e ci spinge in avanti anche se non lo meritiamo, anche se non siamo abbastanza forti o non comprendiamo quello che stiamo facendo.

Non dobbiamo dimenticare che ciò che dobbiamo fare è provare con tutte le nostre forze! Il Creatore finirà questo lavoro per noi.
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(Dalla 1° lezione del Congresso Arvut nel Deserto di Arava del 18.11.2011)

Il desiderio che brucia la pietra

Il lavoro spirituale, non è per niente facile la rivelazione dei movimenti successivi, uno per uno, dal “meno” (quello che mi manca) al più (colui che può aiutarmi). Dall’esterno sembra irrazionale e non importa quanto avanziamo, ce ne dimentichiamo sempre perché i nostri sentimenti egoisti e la nostra mente non sono costruiti su questo principio.

Nella spiritualità tutto è organizzato in maniera diversa. Io faccio degli sforzi e trovo un luogo completamente differente. Io mi deludo, arrivo a un punto di disperazione, e un momento dopo, se non scappo via, io trovo. Trovo qualche cosa che non mi aspettavo minimamente né pensavo si potesse ottenere.

Nel nostro mondo quello spirituale che scopriamo non ha alcun analogia. Si apre un piccolo foro come quello di un ago, come una piccola pupilla del nostro occhio, una vista focalizzata che non richiede altro e, attraverso questa, entriamo in un nuovo mondo!

Il Creatore, la Luce di Hochmà (la Saggezza) apre questo foro e noi lo espandiamo poiché è stato creato da tutti i quali comprimono il proprio egoismo a zero, e tutti i nostri punti nel cuore connessi insieme. Una volta uniti, questi punti bruciano il muro, il confine tra noi e il mondo spirituale e, se si uniscono, diventano il punto attraverso il quale entriamo nel mondo spirituale.

È per questo che ci siamo riuniti qui per raggiungere la condizione in cui “Israele, la Torà e il Creatore si uniscono”. È necessario che tutti raggiungano insieme la stessa frequenza e influenza, tutti con un solo pensiero, l’unità dei nostri punti nel cuore, sopra il nostro ego, sopra questa vita corporea.

Abbiamo il diritto di dimenticare questa vita corporea per 24 ore, disconnetterci da tutte le preoccupazioni, e aspettare che venga a trovarci questa forza che sostenta questa vita. Per mezzo del nostro desiderio la forzeremo a venire più vicino a noi.

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(Dalla 2° lezione della Convenzione Arvut del Deserto di Arava del 18.11.2011)

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Consigli per la preparazione al Congresso

Al fine di prepararsi al congresso nel miglior modo possibile, è necessario andare oltre i discorsi che abbiamo fatto al congresso nel deserto Arava, chiaramente avremo ancora interessanti colloqui ed eventi, dove continueremo a sviluppare la nostra aspirazione comune verso un unico desiderio di dazione, che consiste di una moltitudine di piccoli aspirazioni individuali e aiuto reciproco. L’uomo ha veramente bisogno di guardare tutto attentamente e sentire l’intenzione.

È consigliabile acquisire in anticipo familiarità con le canzoni, il programma del congresso e i materiali che studieremo, semplicemente leggere i materiali specifici, guardare i clip e unirsi alla preparazione comune. Se arriverete con tutto il gruppo, è possibile lavorare insieme su questi elementi di unità.

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(Dalla serie di Lezioni virtuali di Kabbalah del 20.11.2011)

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Penetrare il muro

Adamo è stato il primo uomo a rivelare il segreto della vita, cercava il suo significato della sua vita proprio come noi e dopo la sua rivelazione, questo segreto iniziò a propagarsi una generazione dopo l’altra, finché arrivò ai nostri tempi.

Noi ci sviluppiamo costantemente e il nostro desiderio cresce in maniera regolare. Poiché ogni generazione arrivata era nuova e possedeva un sempre maggiore desiderio di ricevere piacere, era capace di aggiungere qualche cosa al metodo di rivelazione del segreto della vita.

Da un lato è una cosa veramente semplice, e dall’altro è incredibilmente difficile, semplice perché è vicina a tutti quanti, difficile perché risiede sotto le nostre possibilità. È come se il Creatore stringesse una corda per farci saltare, e subito mettesse un muro che renda impossibile il nostro salto.

La cosa che deve fare l’uomo è impegnarsi con sforzo mentre il Creatore farà il resto dell’azione. Tuttavia l’azione dell’uomo e l’azione del Creatore devono essere sincronizzate con il gruppo o con l’ambiente.

È molto difficile collegare questi tre componenti perché sembra che ognuno sia girato verso la propria direzione a fare i propri movimenti. Il venire per unirsi grazie allo sforzo fatto da queste tre parti è chiamato “Israele, la Torà e il Creatore sono uno”.

L’uomo chiamato “Israele” (diretto al Creatore) significa che chi anela a raggiungere il Creatore agisce in base alla radice della propria anima e al programma della creazione, supera la propria natura e desidera agire in sincronia con l’ambiente, che è una serie di movimenti che si mettono in moto insieme.

Il Creatore ha un Suo proprio movimento, dopo tutto, Lui governa tutto, ha un piano predeterminato che conduce verso un traguardo. Per questo motivo, è molto difficile collegare questi tre movimenti in un unico punto dove avviene  il contatto iniziale con il superiore. Questo contatto è chiamato adesione.

Adamo è stato il primo uomo a rivelare il metodo per ottenere l’unità con il superiore, chiaramente nella vita non ci sono delle coincidenze, è non è stata una coincidenza che lui sia stato chiamato Adamo (“simile” al Creatore), anche se i suoi genitori non erano consapevoli del motivo per il quale lo chiamarono in tal modo. Lui è stato il primo uomo a rivelare il metodo corretto per rivelare il Creatore.

Se noi collegassimo questi tre componenti in un unico punto, allora da questo punto inizieremmo a vedere una realtà diversa. Focalizziamo le cose, proprio come quando viene fatto un esame agli occhi, quando le tre linee nell’apparecchio ottico devono connettersi per poter vedere qualche cosa. Qui risiede il nostro lavoro.
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(Dalla 2° lezione del Congresso Arvut del Deserto di Arava del 18.11.2011)

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Il mondo materiale come una garanzia di sicurezza

Domanda: Perchè abbiamo bisogno dei desideri del livello animato se non li corregiamo? Qual è il loro utilizzo?

Risposta: Abbiamo bisogno di questi desideri per esistere fuori dal mondo spirituale e ci danno l’opportunità di salire senza essere dipendenti dal mondo spirituale, senza esserne corrotti.

Questo ci permette di vivere senza “favori spirituali” e decidiamo continuamente se dovremmo unirci o no ai nostri vicini, al gruppo. Alcune volte vogliamo lasciare tutto e andarcene, e ne abbiamo l’opportunità.

Dall’altra parte, se avessimo solamente dei desideri relazionati al gruppo, saremmo simili, diciamo alle formiche. Senza avere altro, vivremmo la vita della società involontariamente, e saremmo ancora nel livello animato, corporeo.

Tuttavia, io vivo nel mio corpo e posso aspirare o no alla spiritualità. Questo mi permette di essere una persona spirituale perché io raggiungo la forma di dazione per conto mio a dispetto del mio naturale e iniziale desiderio. Il Creatore ha creato in me l’inclinazione al male in modo che, una volta sormontata, io possa diventare una persona libera. Io decido se lo voglio oppure no, di mia libera scelta.

Altrimenti potrei vivere nel mondo spirituale, ma nel livello animato. Io sarei “un angelo”, un “animale spirituale” che istintivamente ama tutti quanti.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.11.2011, La Garanzia Mutua)

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Nessuno tranne NOI

Baal HaSulam, “L’Arvut (La Garanzia Mutua)” (una versione abbreviata): Rabbi Elazar dice che il mondo intero è incluso nella Garanzia Mutua, ma all’inizio, solo Israele (coloro che hanno un’aspirazione al Creatore) inizierà la correzione del mondo… (mentre gli altri, a causa del loro grande ego) non vorranno uscire dall’amore per loro stessi.

I primi che sono disposti ad essere corretti sono coloro che, al di là dell’egoismo e dei problemi tipici di questo mondo, hanno anche una chiamata speciale, una scintilla che apre loro la strada in avanti. Costoro prendono la direzione diritta verso il Creatore (Yashar-El) e sono perciò chiamati “Israele”.

Il 99% degli uomini evolvono solamente sotto la pressione della sofferenza che li spinge da dietro. Questo cerchio si chiama “le nazioni del mondo”, ma c’è anche un cerchio interiore che, al di là della sofferenza, ha un’aspirazione a muoversi in avanti. Questi uomini sono chiamati “Israele”. Naturalmente, coloro che hanno entrambe le pressioni, sia da dietro che in avanti, giungono più in fretta alla consapevolezza del sostegno reciproco, ma alla fine il mondo intero dovrà entrare nello schema della Garanzia Mutua.

“Le nazioni del mondo” hanno anche delle parti che si collegheranno a “Israele”, scoprendo all’improvviso la chiamata spirituale o il punto nel cuore, però altre non ne faranno parte non entreranno in questo cerchio, quindi, in un modo o nell’altro, il gruppo centrale deve correggersi, diventando una casa per coloro che sono dentro e che lo sostengono dal di fuori.

La conclusione è semplice: è nostro dovere compiere la correzione. Tutto spetta a noi: correggere noi ed il mondo. Non c’è niente da aggiungere.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.11.2011 “Arvut (La Garanzia Mutua)”

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