Pubblicato nella 'Lavoro di gruppo' Categoria

I liberatori

L’aiuto dall’esterno, dagli amici dal gruppo, dall’insegnante e dai libri è una condizione necessaria che devi vedere a guisa di forze esterne che appartengono alla tua anima. Ogni cosa fuori dall’uomo è la sua anima.

Se cerchi di collegarti con queste forze e chiedi loro aiuto per uscire da te stesso, dal tuo ego, vedrai che in tutta la tua anima, che esiste attorno a te, non c’è parte più importante ed intima dei tuoi amici. Solo queste forze esterne possono tirar fuori l’uomo dalla cella in cui è imprigionato, liberarlo dalle manette del suo ego.

Ora è chiaro perché il gruppo e l’amore degli amici siano così importanti, dopo tutto sono le cose a te più vicine, le parti speciali della tua anima che ti sono state date dal Creatore così che, con il loro aiuto, tu possa evadere da te stesso.

Più mi ci avvicino, più li cerco e li attiro verso di me: non faccio ad altri quanto trovo detestabile per me stesso ed amo gli amici come me stesso. In questo modo ottengo il recipiente della mia anima (la proprietà di donare), che mi appartiene.

Conformemente alla percezione della realtà, ogni cosa che vede l’uomo è vista entro l’uomo stesso. La sua vista ed i suoi sentimenti sono divisi in interni ed esterni, ma questo è solo una sua impressione, in seguito, alla fine della correzione tutto è connesso nell’uno. Al momento, questa divisione si verifica in tutti gli elementi e il suo utilizzo corretto è a guisa di un trampolino per il mondo spirituale.

Ecco perché il Baal HaSulam scrive nella “Prefazione al libro dello Zohar” quanto dovremmo essere molto grati al Creatore per aver diviso la nostra realtà in interna ed esterna. L’ha fatto in modo tale da permetterci di vedere un mondo esterno a noi anche se in realtà tutto avviene al nostro interno. Ci sembra esterno, e anche se è un’illusione, questo ci aiuta psicologicamente a trattare il mondo come  se fosse composto da forze strane ed esterne, usarlo per uscire dal nostro ego e raggiungere la dazione.

Mi è stata data l’illusione che la tutta mia realtà sia divisa in me e quanto è fuori di me, che non è mio. Seguendo una forma simile posso immaginare l’ego, nel quale esisto, e l’intenzione di donare, nella quale non esisto ancora, come nell’esempio della realtà divisa in modo immaginario in una parte interna ed esterna. E poi posso lavorarci.
[63315]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.12.2011, Gli Scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Elevati col fine di giustificare tutto
Laitman blog: La molla continua a contrarsi

Separati sotto un flusso di luce

Domanda: Quando parliamo dell’amore per gli altri questo suona banale alla maggiorparte delle persone. Come possiamo trasmettere loro il nostro messaggio?

Risposta: Non parlategli direttamente dell’amore per gli altri.Invece spiegate le leggi del sistema integrale che richiedono una mutua connessione più forte tra di noi. C’è una separazione crescente nell’umanità e quindi c’è la necessità della correzione. Questo è il motivo per cui ci sentiamo sempre peggio.

Queste sono cose semplici che possono essere rappresentati tramite il grafico di una linea. Ogni giorno, abbiamo bisogno di aumentare la connessione tra di noi. Entro seimila anni dovremo aver unito tutti I nostri desideri. Oggi ci viene richiesto di collegarci ad un certo livello, diciamo X2 . Nell’anno 2012 la richiesta aumenterà al livello X3. Se non raggiungiamo questo livello affronteremo una sofferenza commisurata alla nostra incompatibilità con la natura.

Oggi stiamo sperimentando una crisi, una caduta ed è perferramente naturale che accada. Comunque possiamo invertire questa tendenza se facciamo salire il nostro livello di unità. Se operiamo in questo modo sentiremo una crescita invece che una caduta. Dipende tutto da noi.

Abbiamo la saggezza della Kabbalah che fu concepita per sviluppare il riconoscimento del male dentro di noi. Infatti più restiamo indietro, più diventiamo separati. La luce cresce mentre noi siamo più distaccati e disconnessi, e questo ci fa sentire sempre peggio.

La luce ci fà sentire il mondo come un unico globale ed integrale mutualmente connesso in tutte le sue parti. E di conseguenza sentiamo gradualmente che stiamo diventando sepre più opposti a questo mondo integrale. Così non stiamo parlando riguardo all’amore ma delle leggi della natura e del suo sviluppo.

Dopo il congresso di Dicembre vedremo che il mondo peggiorerà molto più in fretta. Da parte nostra, potremo accelerare lo sviluppo in modo positivo, e dobbiamo fare ogni sforzo per ottenerelo.
[62073]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 29.11.2011, “L’essenza della religione ed il suo scopo”)

Materiale correlato:

Laitman blog: La forza dell’Ambiente
Laitman blog: La formula corretta dell’esistenza

La fine di un’illusione o il cambio di un paradigma

Tutto quello che riveliamo oggi nel nostro mondo si presenta sotto la forma corrotta della connessione che esiste tra di noi. In realtà non ci sono macchine, case o i livelli della natura, inanimata, vegetale ed animata, non ci sono uomini: non esiste niente di tutto questo.

Ci sono solo le cinque fasi dentro l’anima e le sue connessioni con le altre anime, e queste connessioni sono corrotte. Queste connessioni distorte danno al mondo la forma corrotta che vediamo, e poiché il mondo non può esistere in questa forma (poiché in definitiva è corretto), viene definito come un mondo artificiale, che per il momento esiste nelle qualità non corrette.

Non appena incominciamo a correggerlo, vediamo immediatamente un mondo ed uno stato corretto invece di un mondo e di uno stato non corretto, fino a quando non diventa il mondo dell’Infinito dove non ci sono limiti alla diffusione della Luce e tutto è corretto.

Alla fine o siamo dentro l’unica struttura dell’anima collettiva, o ci siamo come se fossimo divisi in una moltitudine di pezzi interconnessi. Quando questa struttura è unita, la chiamiamo infinito, completezza, questo è l’Infinito. E quando si presenta come se fossimo divisi in una moltitudine di pezzi e non viene percepita come un insieme, questa struttura la chiamiamo “mondo”, un certo livello di occultamento dell’Infinito. In sostanza vediamo sempre lo stesso Infinito, ma con una minore nitidezza e in una forma che è peggiore. Questi sono i mondi, i mondi dell’occultamento, ma vediamo sempre e solamente la connessione tra di noi.

Nel nostro mondo costruiamo delle cose diverse apparentemente artificiali: case, macchine e così via, e tutte queste cose sono anch’esse forme di connessione tra di noi. Al fine di aggiustare la separazione, la distanza, e la spaccatura tra di noi, dobbiamo costruire delle diverse connessioni artificiali. Invece di correggerci, siamo assorbiti con tutto ciò che riguarda l’esteriorità, e questa è la ragione per cui, da una parte, il nostro mondo si presenta sempre più corrotto e, dall’altra, straripa di cose che non servono.

Se avessimo l’intenzione di correggerci, non avremmo bisogno di tutta questa tecnologia, ma dobbiamo vivere in questo mondo nel modo in cui è organizzato per rivelare il fine, la spaccatura, la crisi e la mancanza di scopo che vi è e quindi prendere la direzione della correzione interiore. Questa è la rivoluzione che sta avvenendo nella nostra generazione, il cambiamento del paradigma.
[63214]

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, Lo Zohar)

Materiale correlato:

Laitman blog: La scala per l’infinito
Laitman blog: Nuovo desiderio, nuovo gradino

La destra avvicina e la sinistra respinge

È scritto: “Non c’è nessuno tranne Lui”, che significa che non c’è altra forza nel mondo (non c’è altro potere, oltre la sola Forza Superiore, né nelle più piccole azioni, né nell’intero universo in generale), che abbia la capacità di fare qualcosa contro di Lui. E quello che l’uomo vede, che ci sono cose nel mondo che negano la Più Alta Sovranità (il potere del Creatore su di me), la ragione è che questo è il Suo volere.

Noi ci confondiamo quando presumibilmente pensiamo che a prendere decisioni ci siano amici, un gruppo, della gente, un grande mondo con i suoi presunti “governanti” e persino io. La Forza Superiore desidera che io la pensi in questo modo, che pensi di controllare le cose e che ci siano altre persone ed un altro potere a parte Lui.

Ed è considerata una correzione, chiamata “la sinistra respinge e la destra avvicina”, il che significa che quello che la sinistra respinge è considerata correzione. In altre parole, anche le cose che ci appaiono cattive, il rifiuto della spiritualità, del cammino e del gruppo, quando mi dimentico dello scopo e non lo voglio, quando penso che il gruppo non mi voglia, tutti questi problemi vengono solo da una forza, che regna su tutto, non importa se io lo veda oppure no. Il Creatore controlla il mondo esterno ed il mio interno, tutti i miei pensieri e i desideri.

Io voglio avanzare, unirmi ad un gruppo e attraverso il quale raggiungere la Forza Superiore, voglio rivelarlo, aderire ai miei amici e rivelare con loro la Luce Superiore, la qualità della dazione; ma anche quando mi sforzo per farlo nella forma più diretta e sincera, con tutto il mio cuore, sperimento ancora le discese e la confusione nel punto più sincero, che raramente riesco a raggiungere attraverso il duro lavoro. All’improvviso cado dal mio cammino vero e diretto.

Lo potrei capire se andassi nella direzione sbagliata e fossi riportato al cammino diretto, ma no, devio e cado quando sono già nel cammino vero e diretto.

L’uomo viene spinto lontano dallo scopo e dal gruppo, all’improvviso si confonde e perde il desiderio. Pensa che i suoi amici non siano buoni, il cammino sia sbagliato e tutto il sistema non funzioni, e non è chiaro chi abbia mai raggiunto il mondo spirituale; ma è questo genere di rifiuto che lo aiuta ad acquisire un desiderio assoluto. La prossima…

Ed è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. Proprio adesso ho un piccolo desiderio per la spiritualità, ma non sento che non è abbastanza. Tutti pensano che il loro cuore stia per esplodere e che siano pronti a tutto! Ma in realtà, per raggiungere il potere spirituale, abbiamo bisogno di una pressione interiore, di un desiderio interiore e di una sete molto più forti.

E noi veniamo respinti per incrementare la nostra aspirazione verso il livello sufficiente, per acquisire un desiderio completo e capire che non c’è niente che possiamo fare senza l’aiuto del Creatore.

Abbiamo bisogno di raggiungere uno stato nel quale il nostro grido passi attraverso la nostra unità, la nostra connessione e sia diretto al Creatore, con la richiesta di una forza superiore, la Luce che riporti alla fonte, la forza comune della dazione, che avvolge tutta la natura e ci aiuti! Lascio correggere la mia sola parte egoistica nella natura e la tiro in avanti.

In altro modo vedo di essere condannato, in altre parole devo raggiungere uno stato nel quale vedo di aver fatto il massimo che avrei potuto fare per il bene della mia connessione nel gruppo, di aver messo tutto il mio sforzo nel raggiungimento dell’unità, della connessione con gli amici, quelli con i quali io volevo raggiungere una connessione con il Creatore, rivelare il potere della dazione, in modo che regnasse in noi e ci riempisse con questa unica qualità.

E qui manchiamo di un grido comune verso il Creatore, la forza superiore. Noi dobbiamo sentirci persi in modo tale da essere sufficienteche un nostro solo grido; ma deve realmente provenire da uno stato di disperazione, quando vediamo che non raggiungeremo mai il successo senza il Suo aiuto.

[63538]

(Dalla 4° lezione del Congresso Mondiale Arvut del 7 Dicembre 2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: È arrivato il tempo di completare la nostra storia
Laitman blog: Percezione frammentata

I 612 Componenti dell’Amore Superiore

La legge dell’amore verso il tuo prossimo si basa sull’osservanza di 612 comandamenti, correggendo 612 desideri che vengono rivelati nella nostra struttura spirituale. Osservandoli giungiamo alla regola generale di “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

I 612 comandamenti sono i nostri 612 desideri che seguono l’intenzione egoistica di far piacere a se stessi. Nessuno di noi può osservare questi 612 comandamenti da solo, ma solamente connettendosi agli altri e cominciando ad esaminare le nostre relazioni reciproche, che è l’unico modo di rivelare tutti questi desideri.

Neppure un singolo uomo ha la capacità di osservare un solo comandamento, questo perché un comandamento deriva dal principio di ama il tuo prossimo. La connessione egoistica tra noi è chiamata trasgressione e quella altruistica è chiamata comandamento, perché prima che cominci a connettersi agli altri, l’uomo non commette crimini, né osserva i comandamenti. Conduce soltanto una semplice vita bestiale, della quale non ne parliamo qui.

I desideri egoistici che lo connettono agli altri gli vengono rivelati soltanto a condizione che desideri connettervisi per usarli al fine di raggiungere la dazione. Soltanto allora possiamo parlare di corruzione e correzione.

Il difetto riferito a “Ho creato l’inclinazione al male” è una fase molto avanzata, quando l’uomo rivela parte dei suoi 612 vizi che riguardano la connessione agli altri, ed allora raggiunge la realizzazione del male per mezzo della quale capisce che deve correggere la sua attitudine egoistica verso gli altri. Questo significa raggiungere il pentimento, i “Giorni del Timore”, quando capisce che usa il suo prossimo egoisticamente ed allora avviene un cambiamento in lui, riferito all’inizio del nuovo anno, Rosh Hashanah, che è l’inizio di un nuovo viaggio, quando desidera trasformare il suo male nel suo opposto.

Questo succede dopo aver trascorso molto tempo a lavorare nel gruppo ed a capire il bisogno della correzione. Poi gradualmente trasforma le 613 trasgressioni in 613 comandamenti.

Ma senza aver iniziato a lavorare nel gruppo, non rivelerà mai nessuna delle sue 613 trasgressioni, questo perché tutte loro si riferiscono allo stesso principio di ama il tuo prossimo e non esistono al di fuori della connessione con gli altri. Questa regola comune include tutti i dettagli individuali, perché tutti i tipi di connessione che esistono tra noi derivano dal principio di ama il tuo prossimo e concernono le nostre 612 azioni in relazione agli altri, le qualità che abbiamo bisogno di correggere.

Noi giungiamo alla regola comune di amare gli esseri creati facendo delle correzioni individuali, ed attraverso loro raggiungiamo l’amore per il Creatore. Correggendo i miei 612 desideri dall’egoismo per la dazione, raggiungo la connessione assoluta insieme a tutti, nella quale viene rivelata la regola comune di ama il tuo prossimo. Questa è la preparazione per la rivelazione del “fattore unificante”, il Creatore, quello che viene definito “più 1”.

[63204]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, Gli Scritti del Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: I Kabbalisti sull’anima ed i comandamenti, Parte 1
Laitman blog: Tra il Creatore e l’umanità

Pazienza e tutto arriverà

Domanda: Dove posso prendere la forza per annullarmi davanti al gruppo in modo che ognuno si senta più piccolo rispetto agli altri?

Risposta: Se il gruppo si sviluppa correttamente e passa da uno stato all’altro, allora tutto il gruppo sarà nello stesso stato, completando gli altri. Di conseguenza, l’intero gruppo avanza.

Anche se alcuni degli amici possono sentirsi in discesa e alcuni in salita, e una parte percepisce con la mente e un’altra parte con le sensazioni, ma tutti insieme si stanno muovendo in avanti. Tutto questo richiede pazienza. Il timore spirituale comporta la volontà di resistere e perseverare. Abbiamo bisogno di capire che l’uomo non puo’ eseguire le azioni da solo, ma soltanto richiederle.
[63463]

(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: La ginnastica per l’ascesa spirituale
Laitman blog: Nascere nella spiritualità senza un taglio cesareo

Novantanove più uno

Le cose che vediamo in questo mondo come la società, l’ambiente e l’umanità sono tutte il riflesso del nostro attuale stato di illuminazione in base agli schermi, finora egoistici, che abbiamo conseguito. E’ così che vediamo il mondo dell’Infinito nel quale già esistiamo.

Se un uomo inizia a connettersi allo scopo della creazione, con il desiderio di conseguire il Creatore e di diventare uguale a Lui nelle caratteristiche, dovrebbe unirsi ad una società o ad gruppo ed utilizzarlo per il suo avanzamento. Il mio scopo di conseguire il Creatore, identificarmi con Lui ed unirmi a Lui determina tutto il mio atteggiamento verso la società, i miei amici e me stesso.

Tutto questo riguarda la parte dell’umanità che possiede il “punto nel cuore“. Prima di tutto questo punto spinge l’uomo a raggiungere il Creatore, e così entra in un gruppo con questo scopo. Poi impara che, per raggiungere il Creatore, ha bisogno di connettersi perché questo è il modo in cui sviluppiamo il nostro desiderio di donare. Riveleremo il Creatore attraverso il desiderio di donare, che conseguiremo attraverso il reciproco sviluppo gli uni verso gli altri.

Però c’è anche quella seconda parte dell’umanità, il 99%, nella quale il punto nel cuore non si è risvegliato, e coloro che ne fanno parte non sentono il bisogno di conseguire il Creatore, non si sforzano di raggiungerLo. I problemi della vita sono la sola cosa che li guida, e questi problemi devono corrispondere al nostro sviluppo. Sono la conseguenza della mancanza di connessione tra gli uomini.

Questi uomini sentiranno il bisogno di una connessione che sia all’interno di una grande e vasta società umana, non solo in un gruppo. Il loro obbiettivo è di avere una buona vita materiale, ottenuta attraverso l’unione di una nazione e di tutta l’umanità.

Naturalmente, non devono attraversare le stesse fasi che attraversiamo noi in un gruppo, hanno solamente bisogno di sapere il modo giusto di connettersi per formare una società unita ed omogenea il cui solo proposito è di conseguire la stabilità, la certezza e l’appagamento materiale.

Però, dato che questi due gruppi coesistono uno dentro l’altro, il primo gruppo (quello che aspira al Creatore ed è unito a causa dei problemi e delle esigenze spirituali, e non a causa dei problemi della vita materiale) irradia i suoi valori al gruppo più grande, spingendolo a pensare che ci sono degli scopi più meritevoli di quelli che appartengono soltanto a questa vita, che si può ottenere di più.

Allora il secondo gruppo, il 99%, improvvisamente incomincia a percepire uno scopo più elevato e il bisogno di conseguirlo, così avanza. Alla fine, questi due gruppi incominciano ad avvicinarsi l’uno all’altro. Pur avendo degli obbiettivi diversi, il secondo gruppo, l’umanità, improvvisamente scopre l’opportunità di conseguire una vita eterna, completa e perfetta che è anche più elevata della precedente vita fisica, dunque questa parte accetta questo nuovo desiderio.

In definitiva tutti si uniranno e ritorneranno all’unico sistema com’era al principio della creazione.
[63021]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2011, Gli scritti Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: I rappresentanti del mondo superiore
Laitman blog: Il saper leggere e scrivere l’ ambiente

Non possiamo lavorare separatamente, ma solo insieme

Noi dobbiamo preparare il nostro desiderio o vaso e questo è possibile solo lavorando insieme, che è la cosa più difficile. Gli sforzi personali fatti da ogni persona singolarmente non le daranno nessun risultato. Solo se facciamo degli sforzi insieme per raggiungere lo scopo comune, e questo sforzo comune ci fornisce il desiderio.

Risveglia il superiore e lo forza ad influenzare il nostro desiderio, per cambiarlo ed elaborarlo in modo da prendere la giusta forma per poi riempirlo con la qualità della dazione.

Cominciamo a lavorare insieme al di là della necessità solo dopo aver disperato per i nostri stessi sforzi di raggiungere qualcosa e solo una volta che vediamo che questo risulta essere sbagliato e che non c’è nessuna possibilità di raggiungere lo scopo da soli.

Lungo il cammino discerniamo gradualmente il vero scopo ed i mezzi per raggiungerlo. Prima ogni persona pone per se stessa degli scopi completamente materiali ed egoistici ed usa i corrispondenti mezzi terreni, e continua finché non cominciamo a discernere ed elevare leggermente la nozione di dazione, amore ed unità.

Allo stesso tempo cominciamo a vedere che queste qualità esistono al di fuori di noi e solo comportandoci correttamente gli uni verso gli altri possiamo scoprire il fattore influenzante tra di noi e risvegliare la Luce, la quale arriverà e ci cambierà.

Se non lavoriamo insieme per attivare la terza fonte, quella esterna, allora il nostro lavoro verrà fatto nella direzione sbagliata. Possiamo attrarre la Luce che riforma solo cercando di raggiungere la dazione e le giuste relazioni reciproche con i nostri sforzi uniti per elevarci al di sopra di noi stessi.

Allora la nostra attitudine reciproca cambierà  in modo tale che all’interno ne riveleremo la qualità della dazione. Questa è chiamata fede; dentro la quale riveleremo poi l’amore.

Ma prima di questo, dobbiamo rivelare l’odio, la realizzazione del male. Dov’è? Noi lo evitiamo. È impossibile risvegliarlo artificialmente, si può solo attraverso gli sforzi persistenti per essere insieme e cercare di unirci.
[63460]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011, Gli Scritti del Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il nostro rogo comune
Laitman blog: Un solo desiderio? Non è abbastanza…

Ci manca solo lo schermo

Domanda: Che cosa raccomandi di fare durante la lettura dello Zohar a coloro che sono di lingua inglese: di seguire il testo stampato o soltanto di ascoltare? Lo si dovrebbe fare in ebraico o in inglese?

Risposta: La cosa migliore si ha quando un uomo ascolta semplicemente il suono del testo che stiamo leggendo e si sforza interiormente di rivelare il testo dentro la qualità della dazione, desiderando che questa qualità si riveli in lui.

Diciamo che io ascolto soltanto il suono delle parole, ma non ne conosco il significato. Per comprendere le parole ho bisogno di un certo traduttore interiore, che le tradurrà per me. Il traduttore, che sarà in grado di tradurre le parole dello Zohar per me, è solamente la qualità della dazione. Se questa qualità venisse rivelata in me, capirei immediatamente di cosa parla lo Zohar. Vedrei il quadro generale attraverso i miei sensi, entrerei in questo quadro e prenderebbe vita dentro di me.

Non ho bisogno di altro se non della qualità della dazione. Allora rivelerò immediatamente all’interno di questa qualità tutto ciò di cui parla la Kabbalah. E’ come se ci fosse un programma alla televisione, ma noi non siamo in grado di accendere lo schermo. Possiamo farlo non appena lo abbiamo acceso. E nel frattempo? E nel frattempo qualcosa rimane nascosto dietro lo schermo, qualcosa viene trasmesso dal canale, ma non siamo in grado di accendere la tv.
Ci manca solo lo schermo…
[63211]

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, Lo Zohar)

Materiale correlato:

Laitman blog: Lo schermo è rotto, non il desiderio
Laitman blog: Chi possiede lo schermo?

Tra il Creatore e l’umanità

Domanda: Si può stabilire un’analogia tra la fase di sviluppo attuale del mondo e lo sviluppo spirituale?

Risposta: Naturalmente. Procediamo insieme a tutta l’umanità come Galgalta ve Eynaim con AHP. Noi siamo l’1%, ed il resto è il 99%. Se non fosse per i bisogni dell’umanità, non saremmo stati risvegliati dal sogno del corpo. Proprio come nelle passate generazioni, il mondo di oggi avrebbe avuto solamente qualche Kabbalista.

Quindi perché oggi ce ne sono centinaia di migliaia, e milioni, di noi? Perché il mondo ne ha bisogno. Tutti coloro che studiano e divulgano la Kabbalah diventeranno degli insegnanti a tempo pieno. Sono sicuro che entro pochi anni, il mondo avrà bisogno di persone così negli apparati educativi e nelle aree della politica e della cultura, ovunque. Tutti avranno bisogno dell’approccio speciale e completo che solo noi abbiamo. Diventerà necessario per tutte le aree della vita, per non parlare dello sviluppo interiore.

Il nostro cammino e quello del genere umano sono interconnessi in modo naturale. Oggi il bisogno della correzione sta già maturando in un numero vastissimo di uomini. Naturalmente il processo è graduale perché il mondo è fatto di molte parti e di molti strati. Le differenze sono enormi. Cina, America, Europa, e Africa sono diverse nelle loro mentalità, grandezza, e natura del loro egoismo. Complessivamente, tutti gli uomini rappresentano la piramide dell’umanità.

Senza dubbio, in un modo o nell’altro, abbiamo ricevuto il diritto di avanzare nella direzione della libertà e abbiamo ricevuto la rivelazione della forza superiore soltanto per un solo scopo: dovremo trasmettere agli altri quello che riceveremo, però lo dovremo trasmettere in una forma adeguata.

A questo proposito siamo come Binà. A grandi linee possiamo dire che la sua parte superiore faccia parte di Hochma e sia in contatto con il Creatore, la Luce superiore. La parte di sotto è come l’utero di una mamma per il Partzuf inferiore perché garantisce la nascita, il mantenimento e la crescita. In questo modo, la nostra parte superiore aspira continuamente al Creatore, mentre la parte inferiore continua ad esistere tra le creature.

Noi, Bnei Baruch, siamo a metà strada, come la parte di mezzo di Tifferet, tra il Creatore ed il mondo. Solamente noi abbiamo il desiderio di essere in alto con il Creatore e in basso con l’umanità. In mezzo si trova la nostra libertà si scegliere e, in questo modo, diventiamo uguali al Creatore.

Infatti il Creatore è l’autore; Egli produce, costruisce e soddisfa come una mamma. Noi chiamiamo la natura “madre” perché genera, nutre e ci protegge. Dobbiamo svolgere lo stesso ruolo con il mondo, e dandoci da fare al massimo in questo modo con la dazione, diventiamo come il Creatore.

Il Partzuf comune è diviso in cinque livelli di Aviut (bassezza). Il secondo livello è il più importante, imita Keter, segue l’esempio del livello zero e lo riproduce verso il basso. Questo è il nostro obbiettivo, in questo modo, ci uniamo al Creatore.

La seconda restrizione è collegata a questo. Mentre ci eleviamo verso Binà, Malchut ci aiuta ad iniziare a guardare il mondo dal nuovo livello.

[63031]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.12.2011 “La Libertà”)


Materiale correlato:

Laitman blog: L’adattatore tra me e il Nuovo Mondo
Laitman blog: I rappresentanti del mondo superiore