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Un dono del Creatore sotto forma di ostacoli

Domanda: Come dovremmo realizzare correttamente gli ostacoli, al fine di rafforzare la nostra connessione e mantenerci, nonostante essi, in questo stato?

Risposta: Abbiamo bisogno di superare gli ostacoli. Ci saranno senza dubbio problemi e anche ostacoli, ma dipende da come uno li guarda. Se vi preparate in anticipo ad essi e realizzate che per trascenderli, in realtà salite, allora non li create di proposito, ma li accettate preparati e vi preparate a questo e in anticipo con il gruppo, e l’ambiente.

Ricordo come mi sono preparato per un intervento. Non mi avevano promesso risultati positivi, ma sono andato verso l’intervento con pace interiore, come se mi fossi studiato. È molto interessante. Dipende tutto da come ti prepari agli ostacoli. Dopo tutto, essi ti danno una salita, e senza di loro non saremmo in grado di salire.

Che cos’è un ostacolo? È la stessa forza egoistica che mi spinge costantemente in avanti. E qui il Creatore decide di aiutarvi. Egli riprende questo ego e vi lascia completamente senza energia. Non c’è niente da fare ora, nessuno a cui rivolgersi, non c’è nulla di attraente, non c’è alcuna motivazione verso nulla. Sarebbe bello se fosse possibile andare a dormire e non svegliarsi. Ma no, quella non è una scelta possibile.

Si tratta di una sensazione di impotenza totale, e non solo impotenza, ma una totale assenza di desiderio, vuoto interiore, e vi viene data solo per riempire il vuoto con la forza dell’altruismo e non dell’egoismo. La forza che vi spinge in avanti vi viene tolta di proposito, in tal modo vi è stato dato un dono.

Ora il gruppo ha bisogno di dare un qualche tipo di spinta in avanti, almeno un po’, e poi andrete avanti. Questo significa che avete bisogno di lavorare in anticipo con il gruppo, di aiutare ad investire in esso come in una banca, e poi quando non avrete la forza, potrete prendere da esso e avanzare.
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(Da una lezione virtuale del 23.09.2012)

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Il Gruppo è l’intimo contatto tra le anime

Domanda: Cosa dobbiamo considerare come il gruppo?

Risposta: Il gruppo può essere considerato le dieci persone con cui siedo e analizzo la relazione tra noi.

Il gruppo può essere anche considerato le dozzine di gruppi che attendono i congressi. Per esempio, c’erano 120 o 130 gruppi al congresso. Anche questo è una sorta di gruppo, lavorare insieme per un singolo scopo, una singola richiesta e questo perché, concordando, tutti i partecipanti hanno gli stessi pensieri, le stesse domande, gli stessi obiettivi. Il fatto che parlino diverse lingue non è importante perché fanno le stessa cose: loro interagiscono, si aiutano a vicenda, sono un unico campo.

I nostri campi mentali e sensoriali si intersecano, essi lavorano assieme: questa è la ragione per cui interagiamo l’uno con l’altro. Inoltre, non esiste nessuna legge di separazione in questi campi, diversamente da ogni campo fisico che diminuisce in accordo con il quadrato della distanza; quando ti distanzi di due metri, tensione, luce o qualsiasi tipologia di raggio diventa quattro volte minore. Ma non nel nostro caso. I campi del desiderio non decrescono con la distanza.

Per questa ragione, quando uno è a Boston, un altro è in Alaska, il terzo in Kentucky e il quarto in Australia, loro continuano a comporre il gruppo insieme se sono in grado di avere un contatto interiore, di cui noi abbiamo parzialmente fatto esperienza durante i seminari al congresso. Se hanno già fatto esperienza di questo contatto, se sono in grado di ricrearlo, riviverlo, come se si riaccendesse la brace, allora le “distanze,” tutti i disturbi che arriveranno, li aiuteranno a salire al di sopra delle interferenze verso questo stato ed essere su un buon livello spirituale.
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(Da “una Lezione Virtuale sui Fondamentali della Kabbalah 23.09.2012)

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Vedere il mondo di Ein Sof (Infinito) dietro semplici parole

Connettersi ad un amico non significa seguire la sua mente. Quando io mi sottometto e ascolto quello che dice, non è per fare poi quello che dice. Devo sottomettere il mio ego, ma non vuol dire che devo accettare il suo consiglio.

Io mi sottometto prima della connessione interiore tra noi. È una cosa totalmente diversa. Ascolto quello che dice, e devo accettarlo come qualcosa che viene dal più grande nella nostra generazione di fronte al quale io stesso mi sottometto, scoprendo il suo livello interiore lì, dove si trova la sua altezza spirituale. Ein Sof è parte di ognuno di noi, io in realtà mi sottometto prima a questo livello spirituale, nei miei rapporti con l’amico, ma non per quanto riguarda le sue opinioni corporee.

Si tratta di una sottigliezza molto importante. Non capiamo che nei rapporti tra di noi si trovano tutti i mondi, tra cui il mondo reale di Ein Sof.
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Una scintilla che penetra dal piano superiore

Tutto il nostro cammino è finalizzato a far uscire il nostro ego,è l’unico attributo collettivo nel quale noi esistiamo e che ci chiude all’interno di minuscole sfere dal sentire la realtà di questo mondo. Al fine di cominciare a gestirci, noi necessitiamo di un’altra forza in aggiunta al nostro desiderio di gioire: un desiderio di dare. Con queste due forze possiamo già cominciare a operare.

Questo significa che noi manchiamo della forza della dazione che viene dalla forza generale, dal Creatore, che è la vera natura. Questo è perché la parola “Creatore” in Ghematria è “natura” (in ebraico). E il nostro desiderio di gioire non esiste in natura, ma è esterno a essa.

Tutto il nostro lavoro e il nostro scopo è di arrivare al desiderio di dare. Grazie a questo noi siamo incorporati nel Creatore, acquisire la libertà di scelta tra queste due forze e poter divenire simile a Lui, che è chiamato il livello umano: il livello di Adamo.

Noi possiamo solo raggiungere il potere di dazione dalla connessione nel gruppo, che è un modello di come noi dovremmo adempiere ciò. Nel gruppo noi sentiamo quanto noi necessitiamo della dazione, o l’opposto, quanto sia non necessario a noi e quanto odioso sia, dal momento che è opposto alla nostra natura.

Così noi cominciamo a lavorare artificialmente e gridiamo come bambini che chiedono cose che non desiderano. Ma i bambini usano il nostro amore da genitore e continuiamo a concedere facendo quello che loro vogliono benché noi sappiamo sia solo un piagnisteo infantile.

E’ esattamente lo stesso con noi. Se anche noi chiediamo per la dazione egoisticamente, benché nessuno ne abbia bisogno e “tormenti” il superiore con i nostri pianti:”Daccelo, daccelo!” come dei bambini fastidiosi, noi lo otterremo poco a poco e saremo gradualmente colpiti da questo. In aggiunta, noi siamo impressi dalle nostre azioni e dal nostro agire che vogliamo dare e allora eventualmente noi realmente cominciamo a volerlo.

Così siamo impressionati l’uno con l’altro riguardo alla grandezza della dazione e della spiritualità, benché noi non vediamo realmente nulla di buono, grandioso e di valore nel desiderio della dazione, ma piuttosto l’opposto. Questo significa che stiamo agendo come in un teatro, e da questo agire noi ci sviluppiamo; siamo in una bugia intenzionale e ci è chiaro che tutte le nostre preghiere sono false e la nostra attitudine non è reale.

Noi siamo a conoscenza di questo, lo sappiamo e noi lo dichiariamo apertamente perché è l’unica opportunità per uscire dallo stato in cui ci troviamo ora. Da questo atto, noi costruiamo noi stessi sotto le condizioni dello stato corrente al fine di raggiungere la dazione dal desiderio di gioire.

La leva con la quale possiamo fare questo è basata su una scintilla spirituale, il punto nel cuore, con il quale noi possiamo cominciare ad agire. E’ un minuscolo punto nel cuore, che noi percepiamo e cominciamo a sviluppare. Se noi lo percepiamo come la fine di una corda che ci è stata lanciata, noi possiamo elevare noi stessi al di sopra del nostro desiderio egoistico al desiderio di dazione, come elevarsi al di sopra del piano e penetrare il secondo piano attraverso un piccolo buco nel soffitto. Poi con l’aiuto della corda, noi possiamo tirare il nostro intero desiderio di gioire, che riempia tutto il piano inferiore e gradualmente si trasferisca al piano superiore – elevandosi da Malchut a Binà.

La scintilla che è stata inserita in noi è una scintilla da Binà che cade sopra di noi dal secondo piano da un buco nel soffitto. Attraverso quel buco noi possiamo muoverci verso il secondo piano e poi tirare tutta la Malchut da là.

Dovrebbe esserci chiaro che stiamo lavorando con attributi egoistici. Noi stiamo solo giocando con la dazione e non immaginiamo che siamo già corretti. Se noi continuiamo a non sapere chi siamo veramente, noi lo scopriremo senza dubbio: La cosa più importante è non aver paura della verità.
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(Dalla Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah del 07.09.2012)

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La luce dell’anima rompe il recinto dell’Ego

Baal HaSulam, “600,000 Anime”: E’detto che ci sono 600.000 anime, e che ognuna di loro è divisa in diverse scintille. Dobbiamo capire come sia possibile che lo spirituale si divida visto che inizialmente è stata creata una sola anima, l’anima di Adam ha Rishon. Secondo la mia opinione c’è infatti solo un anima nel mondo come è scritto (Genesi, 2:7)” E soffiò nelle sue narici l’alito della vita”. La stessa anima esiste in tutti i bambini di Israele, completa in ciascuno, come nell’ Adam ha Rishon, visto che lo spirituale è indivisibile e non può essere tagliato – Che è piuttosto una delle caratteristiche delle cose corporali. Ma dire che ci sono 600,000 anime e scintille di anima sembra voler dire che questa divisione avvenga tramite la forza dell’ego di ciascuna persona.

All’inizio sentiamo di esistere fuori dall’Anima Comune perché il nostro ego ci separa da esso come una recinzione. Alla fine tutti ottengono completamente quest’unica anima, il recipiente spirituale, il desiderio corretto della creatura che è in adesione con il Creatore nel mondo dell’Infinito. Il Creatore ha creato solo quest’unica anima dell’ Adam ha Rishon. Ma visto che la forza della distruzione  è entrata dentro di noi ognuno di noi percepisce solo se stesso. Comunque, grazie alle virtù delle azioni chiamate “La Torà ed i Comandamenti”, ogni persona ha un’opportunità di attirare a se la Luce dall’anima comune, se vuole avvicinarsi ad essa. L’anima è una raccolta di tutte le anime fuse in una singola unità. Più una persona aspira ad essa attraverso il gruppo, gli amici e lo studio, più grande è l’illuminazione che egli evoca da lassù.

Quest’illuminazione lo aiuta a rimuovere le partizioni che recintano e separano la sua anima ed aiuta a rivelare questa cosa. Ovvero, ognuno scopre che sono all’interno di quest’anima. Ma tutte la parti nelle quali ci sembra di essere divisi, immaginando persone diverse, sono diverse l’una dall’altra ma provengono da diverse radici. Alcune sono in relazione alle 600,000 anime, ed altre alle scintille. Ma questo determina solo le differenze lungo il cammino: Chi viene prima e chi alla fine o nel mezzo del processo della correzione; chi appartiene ai gradi di HBT-HGT-NHY, “padri”, “figli” o l’intero mondo. Ed alla fine, tutti scoprono l’anima comune della sua interezza, senza alcuna differenza tra di noi.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 26.08.2012 , “600,000 Anime”)

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Un giubbotto salvavita per coloro che stanno annegando nel mare dell’egoismo

Domanda: Ultimamente ho perso ogni interesse e desiderio spirituale. Sono diventato distante dal gruppo, ma il gruppo non si è dimenticato di me e ha continuato a prendersi cura di me con amore costante. Questo è il perché, nonostante tutto, ho deciso di venire al congresso di Roma e ho fatto enormi sforzi per farlo. E ora qui, sento vergogna davanti ai miei amici che ancora una volta mi hanno preso in braccio, e ho sperimentato l’amore dei miei amici con forza in questi due giorni. Ma cosa devo fare per assicurarmi di non diventare distante nuovamente dopo il Congresso? Temo molto questo.

Risposta: Mi dispiace per tutto quello che hai dovuto sperimentare. Ma non c’è nessun altra via, solo accettare il fatto che tutto proviene da una sola fonte a cui dobbiamo essere grati per le cose buone e per le cose cattive. Io sono molto grato ai tuoi amici che hanno lavorato così duramente e che sono stati in grado di riportarti indietro. Spero che da questo giorno in avanti, tutti voi vedrete solo la bontà e la misericordia, l’amore e il calore che vi aspettano.

Ancora una volta, non importa cosa succede, dovete necessariamente mantenervi nel gruppo con tutta la vostra forza perché è il vostro giubbotto salvavita buttato in mare per coloro che stanno annegando. Non abbiamo niente altro a cui aggrapparci.

E credetemi, vedrete anche l’intero paese aggrapparsi al vostro gruppo come se fosse il loro giubbotto salvavita. Così diventerete più forti, aiutandovi a vicenda continuamente. Vi auguro successo!
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(Dal quinto pasto del congresso di Roma, 20.09.2012)

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I miei cerchi nella rete spirituale

Ci sono diversi cerchi che condividono lo stesso centro: Lì dentro c’è un piccolo gruppo nel quale lavoro, poi c’é il gruppo mondiale e poi tutta l’umanità.

Nel complesso, la Luce è dappertutto nell’intero volume. Lei non va via e non scompare. Quando diciamo che la Luce si rivela, noi ci riferiamo a qualcosa che si sviluppa come un film. La Luce è semplicemente celata a noi ai livelli più profondi. Il nostro anelare all’unità invoca e rivela la Luce superiore dall’interno.

Prima io lavoro nel mio gruppo (1) dal momento che è più vicino a me. Non c’è null’altro che possiamo fare, questa è la maniera in cui siamo strutturati: io sento le persone che posso vedere, ascoltare e sentire fisicamente e con loro lavoro più intensamente.

Poi c’è il gruppo mondiale (2). Noi ci congiungiamo virtualmente nelle riunioni cercando di connetterci il più intensamente possibile. Così noi ci aiutiamo dal fatto che la Luce superiore ha creato un sistema separato in diverse parti, in diversi livelli. Quindi il mio sforzo al 100% nel gruppo è come il 50% di sforzo dell’intero gruppo mondiale; è come se noi avessimo fatto il 100% di sforzo, in quanto il livello del nostro occultamento l’uno all’altro è preso in considerazione: su questo livello noi non possiamo cooperare più intensamente.

Anche se sentissimo le altre persone che vivono in altre nazioni, in altri continenti, distanti da noi, se noi provassimo a connetterci con loro, se noi formassimo mutue connessioni e tenessimo congressi, ecc, sarebbe abbastanza.

Allo stesso tempo, noi non possiamo raggiungere una connessione nella quale il gruppo interno e quello esterno siano identici. E’ impossibile. Può succedere solo alla fine della correzione. Ancora, gli sforzi costanti sono abbastanza per invocare la Luce superiore. Quindi, noi non dovremmo scusarci se dimentichiamo il gruppo esterno, è naturale.

Infine c’è l’umanità, e se pensassimo solo a questo un pochino e divulgassimo, crea differenti forme di comunicazione e opera attraverso tutti i canali mediatici, sarebbe anche abbastanza che, allora, in questi cerchi di propagazione d’onda, noi mostreremo i nostri sforzi alla Luce superiore, il nostro ricercare la connessione e unità, fino all’estensione che sia possibile in aree differenti.

Noi non dobbiamo dimenticarci questo in qualsiasi circostanza. La Luce è collettiva e riempie l’intero spazio. Anche noi dobbiamo incorporare questo intero spazio dentro di noi, in un livello differente, proporzionatamente a quanto ci è vicino.
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(Dal Congresso di Kharkov “Unirsi per ascendere” 17.08.2012, lezione 1)

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Dall’interno all’esterno

L’umanità può essere divisa in cerchi che hanno il centro in comune.

Il cerchio interno, la sorgente, è composto dagli studenti di Abramo che lasciarono l’antica Babele e a cui si unirono molti altri uomini di altre nazioni e di diverse parti del mondo. Oggi, dopo quattro esilii, alle soglie della quarta redenzione, il cerchio di “coloro che hanno lasciato l’attuale Babele” è formata da tutta l’umanità. Questi uomini vogliono conseguire lo stesso traguardo ed insieme, in base al loro desiderio, sono chiamati “Israele”, che significa diritto al Creatore.

Oltre a questo, c’è un’altra parte che appartiene alla categoria di “Israele”, che è composta da coloro nei quali gli stessi Reshimot (i ricordi), gli stessi “segni” che sono rimasti dal passato al punto in cui erano nella loro ascesa spirituale, hanno la loro radice. Le tre linee sono nascoste alla loro base; costoro hanno affrontato ascese e discese attraverso una serie di reincarnazioni, e devono correggersi nel nostro mondo poiché appartengono agli studenti di Abramo, Isacco e Giacobbe.

Ci sono quindi tre categorie di uomini che oggi appartengono al gruppo di “Israele”:

  • Al centro c’è Bnei Baruch (BB).
  • Intorno ci sono i nostri amici delle nazioni del mondo, di tutto il mondo.
  • All’esterno, Ci sono coloro che sono chiamati i Giudei, che sono divisi in due parti: i religiosi e i non religiosi.

Tutti quanti devono conseguire la correzione sia che lo vogliano oppure no. Alcuni vengono risvegliati oggi; costoro sono i nostri amici, il mondo del Kli (il rosso). Ma nel complesso, tutti sono obbligati a fare in questo modo.

All’esterno c’è tutto il mondo, tutta l’umanità, o le nazioni del mondo che ci circondano.

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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.08.2012, Gli scritti di Baal HaSulam “La Nazione”)

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Le donne sono la chiave del successo

Ho sentito dire che le donne riflettono su: “Come fare pressione sugli uomini”. Io penso che le donne non dovrebbero spingere, ma aiutare, non con le parole, ma con il loro desiderio, e anche con un silenzio che li sproni a fare.

In generale, un forte gruppo di donne è la chiave del successo. Stabilizza il gruppo degli uomini. Come una moglie e una casa danno stabilità ad un uomo, ed egli non se ne andrà, perché così sa come deve attraversare la vita. E’ un “peso” positivo attaccato ai suoi piedi: è utile, richiesto e necessario.

Questa aggiunta è molto efficace in tutti i casi. Noi non abbiamo idea di quando un Kabbalista ne abbia bisogno. Questa è la ragione per cui consiglio agli uomini celibi di risolvere velocemente la questione. Non è un problema per le donne non essere sposate, sebbene lo potrebbe essere…ma per gli uomini, è un dovere.

Lo dico con tutta la serietà possibile. E’ auspicabile; è molto auspicabile che coloro che vogliono progredire avviino una famiglia. In questo modo l’uomo avrà stabilità; lo aiuterà. Sì, si procurerà un carico in più, ma questo carico è necessario. E’ uno di quei pesi che ci si carica addosso e che fanno andare avanti. Quindi, prendetelo sul serio.

Ora, alcune parole sull’interazione tra i gruppi degli uomini e delle donne. Il gruppo delle donne aiuta; il gruppo delle donne compie le stesse azioni insieme agli uomini. Può partecipare a quasi tutti gli eventi in modo da non interferire con gli uomini e da non disturbarli. Quindi, è meglio non mescolarsi in una stanza e mettersi insieme in cerchio; non siamo interessati a quello che succede alle nostre spalle.

I gruppi delle donne dovrebbero interessarsi di questioni femminili. Nel gruppo delle donne, al di là delle solite domande, dovrebbero essere sollevate delle domande specifiche: “Come possiamo aiutare i nostri uomini per farli sentire più responsabili nella loro connessione reciproca?”

Ricordo le parole di mia moglie; mi parlò a questo proposito e ne fui sbalordito: dove aveva trovato quelle parole! Non ci pensavo proprio in quel momento. Le parlai dei problemi che avevamo allora, e lei disse: “Vi dovete connettere tra di voi con una nuova forza”. Non arrivavo a prendere questa decisione e allora sentii una voce dall’alto. Questa voce arrivava dal Creatore, precisamente dalla parte delle donne, e perciò, vale assolutamente la pena ascoltare le donne.

E’ importante costruire un rapporto con il mondo e una corretta comunicazione tra la parte degli uomini e quella delle donne in ogni gruppo: la famiglia, il gruppo delle donne, il gruppo degli uomini, e l’umanità.
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(Dal Congresso di Kharkov “Unirsi per ascendere” 18.08.2012, lezione 4)

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Mondi sovrapposti

Un buon ambiente è una persona che influenza un’altra in maniera positiva e cambia lui o lei nella direzione della connessione, l’unità, il miglior stato possibile. Questo è  appena un benessere terreno e animale.

Ma allora dentro la società, una persona immediatamente comincia ad aprire una meravigliosa sorgente di energia che sgorga da là e lo eleva in cima come una fontana di acqua verso il sole.

Immagina che il nostro mondo sia sovrapposto, una copertura di molti mondo, molte possibilità. Noi siamo ancora in un possibile squarcio di loro, e noi possiamo muoverci dentro agli altri. Tutto dipende dal punto di vista dell’osservatore sulla persona.
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(Da un discorso sulla Divulgazione 07.09.2012)

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