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Accordo completo sino all’auto sacrificio

La cosa principale è rimanere nell’adesione con il Creatore. Da questo punto una persona inizia a vedere la sua intera vita come una serie di esercizi che hanno lo scopo di collegarlo sempre più forte al Creatore. Tutte le bucce funzionano come “aiuto contro di lui”, e tutti gli eventi che attraversa sono essenziali visto che in questo modo può correggere, secondo le radici della sua Anima, tutte le imperfezioni e le mancanze di adesione.

Così una persona benedice il male proprio come se fosse bene e, di conseguenza, avanza. Egli capisce che tutto quello che succede in realtà sono regali del Creatore che vuole portarlo più vicino a Sé. Così invece di sentirsi arrabbiato o insoddisfatto, si sente grato per via del fatto che usa ogni cosa come un mezzo per aderire al Creatore.

Se una persona non prende questa via, allora inizia immediatamente ad attivare degli schermi di occultamento aggiuntivi su se stesso che lo costringono ad avanzare in quella stessa direzione, ma secondo un percorso molto più lungo e difficile.

In quel caso, dovrà venir corredato di molti sotto sistemi che lo aiuteranno a reagire correttamente a quella interruzione che ha provato inizialmente e che non ha potuto vedere sul momento come un mezzo per l’adesione. Adesso, deve percorrere una serie di fasi aggiuntive che gli permetteranno di rendersene conto.

Il fatto che sia pronto a vedere questo o no dipende dall’ambiente: lo studio, il gruppo, il suo impegno verso i doveri ed il lavoro con gli amici. Secondo le condizioni ed i mezzi che gli sono dati dall’Alto, una persona deve risolvere il problema, ovvero, l’ostacolo che sembra sopraggiungere tra di lui ed il Creatore, come se il Faraone si fosse posto tra di loro.

Se una persona si prepara correttamente attraverso l’ambiente, lo studio ed il supporto del gruppo, può risolvere questo problema correttamente. E’ così perché può trovare la soluzione nello stesso luogo preparato da lui stesso assieme all’ambiente. Comunque, se egli non prepara questo posto, gli ostacoli lo spingono più lontano.

Non può resistere alla pressione di tutti gli stimoli che riceve dall’alto per rafforzare la connessione e così succede l’opposto. La forza che viene per risvegliarlo non è sentita come un richiamo per aderire ma come un’interruzione.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.04.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Il programma ed il programmatore

C’è una specie stampante virtuale dentro di me che scrive l’immagine del mio mondo. In altre parole c’è un programma dentro di me che mi guida e che proietta il mondo per me. In realtà non esiste. Tutto è interno, nei miei sentimenti, ma il programma gli conferisce l’apparenza di qualcosa di esterno.

Domanda: Cosa succede se gli amici decidono di concentrarsi su pensieri per creare una sola realtà e la connessione reciproca?

Risposta: Il programma mi mostra anche il gruppo nel quale lavoro. Mi sembra di essere tra altre persone e di fare decisioni assieme. Gli attributi interni proiettano alcune immagini, ombre di diverse forme, ma in realtà queste non esistono.

Così allo stesso modo, la nostra decisione collettiva e la mia resistenza interiore ad essa sono del tutto determinate dal programma. C’è solo un modo di correggerlo: Se sono a conoscenza del programma e della realtà che è proiettata da esso, e desidero unire tutto assieme, per connettermi. In quel caso, mi innalzo al livello del programmatore e capisco perché ha disposto tutto questo per me.

D’altra parte,ottengo la conoscenza del programma, e inoltre, vedo quali immagini disegna nella mia immaginazione. Così, quando correggo la mia immaginazione attraverso l’uso del programma, controllo queste immagini e le unisco assieme. Quindi attraverso diverse corruzioni e correzioni e, alla fine, scopro la mente del programmatore, il Piano della Creazione. Questo è l’effetto cercato del processo – essere incorporati nello scopo della creazione.

Domanda: Questo vuol dire che il programmatore desidera che noi siamo costantemente in due mondi, quello immaginario e quello reale?

Risposta: E’ essenziale che noi scopriamo il goal della creazione da soli. Per quale motivo? Per trattarlo con rispetto.

Dopo tutto, il mio ego mi tira verso il basso, mi offre il sonno e mi distrae. Se desidero svegliarmi, c’è solo un modo per farlo: usare questo programma, l’ambiente, e tutto quello che è collegato ad esso, ma solo se, contemporaneamente, rispetto il programmatore. Questo è detto portare la soddisfazione al Creatore nella Kabbalah.

Domanda: Allora, come dovrei integrare questi due sistemi?

Risposta: Dovresti semplicemente stare assieme agli amici. Adesso, sembrano degli sconosciuti esterni a me stesso. Più tardi, sentirò che, nonostante questa rappresentazione, essi sono dentro di me. Sono miei, i miei amati, connessi reciprocamente ed incorporati in un unico. Allora, nella connessione tra di loro, inizierò a rivelare la sorgente, il Creatore. Tutto questo sarà come un unico insieme.
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(Dalla 4a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.03.2013, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Il Gruppo: La somma di sfumature e di volume

Gli Scritti del Rabash, “Cosa cercare nell’Assemblea degli Amici”: Non fa differenza se un amico lo sta calunniando e certamente lo deve odiare. Invece, un uomo che desidera acquisire l’amore degli altri ha bisogno di realizzare la correzione di amare gli altri.

Perciò, quando un uomo si sforza e lo giudica in base alla scala del merito, si ha Segula [rimedio/forza/virtù], dove, attraverso il duro lavoro che una persona compie, che è chiamato “il risveglio dal basso”, gli viene data la forza dall’alto per essere in grado di amare tutti gli amici senza eccezioni.

Domanda: Nella nostra realtà abbiamo sempre bisogno di cooperare, di aiutarci a vicenda. Diciamo che se volete comperare una macchina da una persona, questa persona deve essere d’accordo. Ma qui, ne consegue che se un amico mi odia, non ho bisogno della sua partecipazione, del suo lavoro – io posso comunque raggiungere l’amore degli altri se io stesso lo voglio…

Risposta: E’ tutto corretto, poiché il mio vaso frantumato è totalmente nelle mani del Creatore. Nel nostro mondo facciamo accordi tra di noi. Ma se voglio cambiare me stesso rispetto al Creatore, allora avrò il mio daffare con Lui e non con il mondo. Quindi, per me il mondo è un indicatore, un criterio della situazione e niente oltre a questo. Io dipendo dal Creatore che mi dà un particolare scenario premettendomi di comprendere e percepire che il mondo cambia se io cambio me stesso e che tutto dipende dall’ “osservatore”. Perciò, spetta a me rivolgermi al Creatore: Egli mi aiuta riversando un pochino di più di Luce superiore, e allora io cambio.

E’ possibile che io chieda qualcosa agli amici, ma solamente se capisco che anche loro sono sotto il controllo del Creatore. In questo caso, quando mi rivolgo a loro, mi rivelo anche a Lui.

Infatti, rivolgersi direttamente al Creatore è per me ancora un’astrazione, alla quale non posso restare attaccato, anche se quando lavoro con gli amici ho bisogno di aggrapparmi a Lui anche dentro di me, dentro il mio cuore. Al tempo stesso, all’interno del gruppo sono sopraffatto da pensieri, desideri, ed emozioni. Qui passo attraverso un’infinita catena di stati; sento la rabbia, l’odio, la gelosia, la bramosia, l’onore, il controllo, e l’estasi…Relativamente a questa diversità, il rapporto con il Creatore sembra essere senza senso, fiacco, e scolorito, e ancora non risveglia alcuna sensazione.

E’ logico che grazie al gruppo io acquisisca la possibilità di lavorare al livello corporale di questo mondo, dove ho una moltitudine di sensazioni e sfumature di percezioni, che si assemblano in forme ed immagini differenti. Il “mondo fisico” è solo un concetto, mentre, in sostanza, stiamo parlano di precise forze spirituali, è solo che qui acquisiscono ai miei occhi volume ed intensità, essendo predisposte su una scala che va dal mostruoso al meraviglioso.

Tutto questo mi influenza al posto della influenza spirituale diretta, e per questa ragione sono in grado di lavorare con gli amici reciprocamente, comprendendo che queste sono effettivamente le forze del Creatore. I Kabbalisti ci insegnano di vedere il Creatore dietro ad ogni amico e anche dietro al mondo intero. In conseguenza alla collaborazione io verifico e correggo me stesso, chiedendo aiuto. Ci sarà qualcuno che amo e qualcuno che odio, qualcuno che vedo in un modo o in un altro. Perché? Perché è un bene per il mio ego? Oppure che cambiando il mio rapporto con gli amici posso donare a loro e attraverso di loro al Creatore, perché veramente non c’è niente altro tranne Lui (?).

Perciò qui, sullo sfondo di questo scenario, io ho la possibilità di utilizzare me stesso correttamente – in modo da trovarmi sempre nel processo della correzione. Così facendo, io correggo me stesso, e agli altri posso solamente fornire delle spiegazioni come maestro o delle raccomandazioni come amico, niente più di questo. Il nostro lavoro principale è la correzione di noi stessi.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.04.2013, Gli Scritti del Rabash)

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Transizione alla percezione spirituale

Domanda: Frequentemente non comprendo di che cosa si parla a lezione: se riguarda la spiritualità oppure la vita corporale. Come possiamo distinguere tra la vita corporale e quella spirituale?

Risposta: Nel complesso, ciò che mi entra tramite i cinque sensi, attraverso le “insenature” della vista, udito, gusto, olfatto e tatto, è chiamato “questo mondo.”

e sviluppo un senso addizionale in me, il che significa sentire gli altri, allora questa sensazione si dividerà in cinque parti: Keter (K), Hochma (H), Bina (B), Zeir Anpin (ZA), e Malchut (M). Io sviluppo questo senso dal punto nel cuore, nel voler uscire da me stesso ed esistere nel gruppo insieme con gli amici. E’ tra loro che scopro i cinque sensi che sono fuori dal corpo, che costruiscono il mio “corpo” spirituale.

Questa transizione richiede un periodo di preparazione che è condotto dalla Luce. Non possiamo raggiungere questo da noi stessi, ma tutti i nostri sforzi racchiudono la Luce che Riforma, ed eventualmente noi acquisiremo il nuovo vaso dell’anima.

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(Dalla 1° lezione della Lezione quotidiana di Kabbalah 23.04.2013, Scritti di Rabash)

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Arrendersi al dominio degli Amici

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” paragrafo 44: Quando l’uomo inizia ad addentrarsi nella Torà e nei suoi comandamenti, anche senza intenzione, cioè senza amore e senza timore, come ci si comporta quando si serve il re, anche in Lo Lishma, il punto nel cuore inizia a crescere e rivela la sua azione.

Quando il punto nel cuore si risveglia in un uomo, egli giunge in un ambiente nel quale gli vengono fornite tutte le condizioni per il suo sviluppo spirituale interiore. E’ detto che “il Creatore mette la mano di un uomo sul destino buono e gli dice: sceglilo”. Questo è il punto esatto dove si trova il suo libero arbitrio: avanzare verso il centro del gruppo e, attraverso il gruppo, al Creatore.

Allora un uomo inizia a comprendere il sistema, la “cucina” dove tutto si “cuoce”. Da questo punto in avanti, se cerca come concentrarsi correttamente sull’obbiettivo usando l’influenza dell’ambiente, sottomettendosi all’ambiente, e aspirando al Creatore attraverso di esso, allora il suo punto nel cuore si espanderà e crescerà.

Qui, la sua partecipazione minima con un’intenzione non ancora diretta alla pura dazione è sufficiente. Anche se un uomo non se ne dispiace e non riesce a pensarci seriamente, è comunque una partenza. Se egli ha già un “punto nel cuore” e, cosa più importante, è già inserito nel giusto ambiente che lo influenza, questo è uno sviluppo.

Anche delle azioni senza un obbiettivo possono purificare il desiderio di ricevere di un uomo, ma solamente al primo livello chiamato “inanimato”.

Un uomo non ha ancora le giuste intenzioni e non riesce ancora a vedersi come qualcuno che dona, ma che riesce almeno a scegliere di “abbassare la propria testa” con tutta la sua forza, di annullarsi, ed in questo modo di avanzare. La grandezza del livello inanimato è la sua capacità di sottomettersi davanti al gruppo e allo studio. Questo livello finisce quando un uomo si annulla totalmente davanti a ciò che gli è stato rivelato nel livello in cui si trova. Questo è il culmine del livello inanimato.

In seguito, al livello vegetativo tutto cambia: se prima l’uomo doveva solamente restringere se stesso mentre si elevava al di sopra del suo ego, adesso egli si deve aprire più che può. Questo cambiamento è tipico in ogni passaggio da un livello ad un altro.

Domanda: Quindi, ne consegue che il livello inanimato non è così “rozzo” come si potrebbe pensare?

Risposta: Potrei non capire o sentire nulla e non essere in grado di prendere parte alla vera dazione, ma devo riconoscere la mancanza della percezione, del pensiero, e del giusto atteggiamento, la mancanza di tutto ciò che è spirituale. Io sono al 100% fuori dalla dimensione della dazione. Come posso entrarci?

Per riuscirci, devo annullare tutto ciò che si risveglia dentro di me. Non cancello e non copro le mie qualità, ma so che non posso entrare nella spiritualità con loro. Allora, mi attacco al dominio dell’ambiente. Mi dicono di unirmi a qualcosa, e lo faccio senza capire cosa significhi. Mi dicono di leggere, di studiare, e allora leggo e studio. Mi dicono di fare qualcosa, allora la faccio. La faccio specificamente perché mi è stato detto di farla. In altre parole, mi sottometto al gruppo e allo studio con tutta la mia forza. Accetto questo dominio mentre annullo me stesso e intanto avanzo verso la correzione del mio livello inanimato.

Infatti, il mio livello inanimato non può muoversi da solo, e così il solo modo di farlo è di avere gli amici che mi fanno muovere dall’esterno. Per poterci riuscire, devo essere nelle loro mani.

In questo percorso nessuno incontra degli ostacoli. Tutti sono capaci di compiere queste azioni da soli. Un uomo si annulla soltanto davanti agli altri e dipende solamente da questo. L’auto-annullamento lo mette automaticamente nelle loro mani. In seguito gli verrà chiesto di compiere delle azioni che siano basate sull’interdipendenza e sulla cooperazione, ma nel livello vegetativo egli deve solamente rinunciare a se stesso. Il desiderio cresce, le interruzioni aumentano, c’è una maggiore confusione insieme ai disaccordi, e la risposta a tutto questo è l’auto-annullamento. Un uomo ha bisogno di abbassare la testa ancora e ancora ed in questo modo avanza. Questa è la prima fase del nostro cammino.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.04.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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I disturbi possono essere differenti

Domanda: Quando io devo sostenere un esame o trovare un lavoro, io prendo automaticamente un’appassionata preghiera, un desiderio ardente per il desiderio voluto. Perché non succede lo stesso nel cammino verso il Creatore?

Risposta: Mettendolo in maniera diversa, quando otterrai finalmente un reale motivo per girarti verso il Creatore?

Diciamo che ti sia accaduta qualche cosa di veramente sgradevole. Per esempio, qualcuno ti ha insultato seriamente, in modo talmente pesante che tu sei pronto per sparire dal posto in maniera che altri non vengano a saperlo. Allo stesso tempo, non c’è niente che tu possa fare. Ed è qui, in questo stato di completa impotenza che tu ricevi “un regalo dall’alto”, tu inizi a sentire che non c’è niente tranne Lui e che il Creatore t’invia questo con uno scopo specifico; tu devi unicamente girarti verso Lui e chiedergli che sarebbe meglio se questo non stesse accadendo.

Ti giri verso Lui e te ne penti subito: “Che cosa voglio? Evitare la sfortuna? O essere con il Creatore? Lasciamo che la paura e la vergogna rimangono se solo attraverso questo io posso mantenere una connessione con Lui”.

È cosi che andiamo avanti: Abbiamo bisogno della paura, che non possiamo maneggiare, che viene dai nostri desideri egoisti, e allora noi veramente avremmo bisogno dell’aiuto del Creatore.
Sei pronto per questo? Vuoi che succeda questo? Senza riserve e concessioni?

Domanda: Allora non c’è maniera di scappare dai disturbi?

Risposta: Unisciti a un gruppo, e insieme agli amici volerai come un razzo. Perché allora, al posto della vergogna e altri problemi “animali”, riceverai altri disturbi causati dall’inabilità di amare i tuoi amici e di unirti a loro. Tu fai degli sforzi ma sei incapace di raggiungere questo.

Ad ogni modo, i disturbi sono necessari dato che non ti volti verso il Creatore se vedi la più piccola possibilità di correggerti in un’altra maniera. Solo la completa impotenza fa alzare la tua richiesta verso di Lui. E questo significa che tu devi accrescere il tuo desiderio, lottando per l’unità ed elevandola sopra tutti gli altri. Allora scoprirai che puoi ottenere tutto tranne questo. E la breccia tra il desiderato e la realtà evocherà un urlo al Creatore.

Domanda: Che cosa deve succedere esattamente in un gruppo in modo che la situazione possa ottenere la scalata necessaria?

Risposta: Compiere tutti gli sforzi possibili e obbligare il gruppo a influenzarti. Questo è precisamente ciò che chiamiamo “garanzia mutua”.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2012, l’Arvut (La garanzia mutua)

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La corrente del pensiero

Domanda: Ultimamente spesso ci dici che abbiamo bisogno dell’influenza positiva del potere della nostra mente l’uno sull’altro. E’ possibile trasmettere la grandezza dello scopo e del Creatore con il potere della nostra mente?

Risposta: E’ possibile solo se si è “inclusi” uno nell’altro. Nel nostro livello corporale siamo in grado di trasmettere pensieri e sensazioni corporee. Questo non è solo telepatia, ma in realtà è spiegata da un elevata sensibilità che permette ad una persona di sentirsi un altro o di entrare nella sua natura.

Nella spiritualità, tuttavia, si viene a contatto l’uno con l’altro in un desiderio generale collettivo, in comuni attributi collegati, e quindi fluisce naturalmente da persona a persona. Questo è l’attributo di ascesa da un livello a un altro quando GE dell’ inferiore si collega con l’AHP del superiore, che è quello che la saggezza della Kabbalah ci insegna.

(Dalla lezione virtuale del 17.03.2013)

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Il nostro killer numero uno è la nostra pigrizia

Baal HaSulam, Shamati, Articolo 35, “Riguardo la Vitalità della Kedusha”: Quindi, è una correzione che ogni volta che uno offre qualcosa e ha una discesa, lui deve cominciare nuovamente, significa nuovi scrutini. E ciò che si aveva nel passato è caduto nella Sitra Achra, e lei lo tiene sotto la sua autorità come deposito. Dopotutto uno riceve ogni cosa che lei ha ricevuto da lui durante questo tempo.

Così noi possiamo vedere che tutto ciò che accade è in nostro favore. Grazie ai desideri che il Creatore ha frammentato e gettato nel mare delle forze impure (Sitra Achra), all’altro lato, dentro il desiderio egoistico di gioire, noi abbiamo una possibilità di avanzare verso la Santità, attraverso i desideri di dazione. Questi desideri di ricevere ci forzano ad attirare sempre più luce.

Al momento attiriamo una piccola Luce e i desideri della Sitra Achra immediatamente la ingoiano. Questo avviene varie volte fino a che la misura è riempita, e poi l’”ego” vomita tutto ciò che ha ingoiato, e ritorniamo a tutta la Luce che abbiamo tentato di attirare per un po’ ma eravamo incapaci di trattenere. Così la Sitra Achra aiuta una persona ad accumulare il proprio sforzo, raccoglie tutte le Luci sottili, e poi gliele rimanda come un’unica misura che consente a lui di raggiungere il livello spirituale.

Questo è perché noi creiamo gli “animali santi” dalla discesa, dagli stati in cui noi generalmente non vogliamo e non ci piacciono. Ma noi dobbiamo comprendere quanto grati dobbiamo essere a tutti i meccanismi nel sistema della Provvidenza superiore e specialmente per il sistema delle forze di impurezza, le quali governano su di noi durante tutto il periodo di preparazione, fino a che non entriamo nell’autorità della Santità, del desiderio di dazione.

Fino a che la forza dell’impurezza ci domina, questo adempie il suo ruolo con la massima dedizione, che è più grande della dedizione al sistema della Santità. Dopotutto, la Sitra Achra deve lavorare nella maniera opposta al Creatore. E’ un “angelo” speciale, un sistema unico, che segue il comando del Creatore, il Suo desiderio, e conduce azioni che sono opposte alla Santità in accordo al decreto dall’Alto.

Una storia simile è raccontata in una delle lettere di Baal HaSulam: Un re nomina diversi furfanti per governare il suo soggetto che egli ha deciso di elevare al rango di primo ministro. Al fine di fare questo, il re manda i suoi servi vestiti come criminali e assassini, e grazie allo scontro tra loro lo schiavo leale cresce sempre più.

Tutti i “furfanti” che devono combatterlo adempiono il loro lavoro con cattiveria e furbizia creativa solo perché è l’ordine del re e non perché è la loro volontà. La forza impura, i nostri sistemi interni che a noi appaiono così orribili, funzionano alla stessa maniera.

Tutti i crimini che avvengono nel mondo, gli assassinii e capitolazioni, sembra contraddire il desiderio del Creatore e noi dobbiamo odiarlo. Comunque, dovremmo comprendere che non c’è la malvagità – non ci sono criminali al palazzo del Re ed è il Suo sistema che opera in due direzioni: dalla parte buona e dalla parte cattiva. Noi dovremmo solo odiare la nostra pigrizia poiché non possiamo adempiere il nostro libero arbitrio nello scegliere il nostro ambiente, il gruppo, l’unico posto dove siamo liberi.

Non dovremmo lamentarci riguardo a qualsiasi evento nella nostra vita, eccetto uno: la nostra inabilità di affrettare al tempo giusto, ad usare l’ambiente e con il suo aiuto avanzare e ad accelerare (santificare) il tempo.
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(Dalla Preparazione della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.03.2013)

La Nascita è un passo in avanti verso l’uscita dal buio

Se in un gruppo sono tutti connessi all’amore reciproco, allora tutti dovrebbero sentire ciò che sentono gli altri. Allora non ci sarebbe il caso in cui uno si sente bene e un altro si sente male; tutti sentirebbero ciò che sta accadendo in un solo cuore. Chi non condivide la preoccupazione generale non sentirà la gioia generale che segue.

Non sappiamo perché il Creatore crea improvvisamente certe situazioni in cui alcune persone sono più connesse di altre. Dipende da molti fattori e soprattutto dalla preparazione di tutti e in che misura uno sente che questo è il suo gruppo.

In questo caso anche le persone che sono sempre state parte dell’ “Egitto”, il che significa che apparentemente danneggiano i “figli di Israele” i quali soffrono a causa loro, ora hanno la stessa possibilità di avanzare verso la spiritualità. Queste due parti del gruppo hanno la stessa possibilità di avanzare e diventa chiaro che si tratta di due facce della stessa “moneta”, dello stesso stato.

Coloro che non si trovano fisicamente nel buio possono sentire come se effettivamente sperimentano la sofferenza generale, grazie alla loro adesione a coloro che hanno ricevuto il colpo. L’intero gruppo globale non può sentire lo stesso problema fisico, ma tutto dipende dalla nostra adesione, dalla connessione tra gli amici.

Poi ognuno sente un dolore estraneo, come una malattia di una persona cara. L’intero gruppo globale può condividere lo stesso dolore. Anche il mondo intero può farlo, se correggiamo noi stessi, cresciamo più forti, e ci eleviamo. Poi le onde delle nostre preoccupazioni, i diversi tipi di onde, buone e cattive, si diffonderanno in ogni direzione e faranno un “rumore” nel mondo che può essere gioioso o preoccupante. Poi lo stato generale sarà corretto insieme a noi.

La Luce è nata dal buio. Così ci sarà un risultato opposto a tutti i problemi fondamentali. Lo stato successivo è nato nel buio e ogni nascita è l’opposto. È sempre come una svolta ad un vicolo cieco.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.04.2013, Shamati 36)

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Chiudere il cerchio

Cosa abbiamo raggiunto durante il Congresso europeo? Prima di tutto, abbiamo creato tra noi una certa comprensione reciproca.

Ci siamo assemblati insieme come un unico gruppo europeo. Non è importante che le lingue e in parte anche la mentalità ci separino. È Babilonia come lo era 3800 anni fa, quando essa fu divisa in parti separate. Oggi siamo la stessa Babilonia e veniamo di nuovo insieme, ma non per continuare la sofferenza babilonese. Piuttosto, per unirci secondo il metodo rivelato allora al mondo.

È come se stessimo chiudendo il cerchio, come se stessimo tornando allo stesso stato. Non è importante che, invece di tre milioni di Babilonesi oggi ne abbiamo sette miliardi. È semplicemente un’ulteriore divisione dell’anima generale, in modo che, per ciascuno di noi sarà più facile correggere la sua piccola particella. Ma in sostanza, noi rappresentiamo la parte di Babilonia che è pronta per questa correzione.Tutto il nostro Kli mondiale (vaso o desiderio) è specificamente la “crema” che sale verso l’alto e ha bisogno di essere radunata e unita, e quindi avrà luogo la correzione del mondo intero.

Penso che qui abbiamo raggiunto tale comprensione reciproca, e ora abbiamo un lavoro serio da fare: compiere la nostra missione.

Vedrete come ognuno di voi arriverà ad una grande richiesta, come ognuno di voi potrà diventare un insegnante, un educatore. Le persone si aggrapperanno a voi come agli specchi perché non capiscono la situazione in cui si trovano e, in particolare, al metodo di correzione che scoprono improvvisamente: “Come possiamo unirci? Come ci sediamo in cerchio? Di che cosa dovremmo parlare? Come interagiamo tra noi? Come si fa a scoprire il contatto tra noi?”

Qui ci riferiamo a piccoli dettagli che sentiamo dall’interno perché noi li viviamo, mentre spiegarlo a qualcuno in modo scientifico e sistematico è difficile e molto complesso. Tutti capiscono che se una persona sente qualcosa dentro, è una cosa, ma quando comincia a passarlo a qualcun altro e l’altra persona, che non capisce o sente il materiale, lo ripete solo in modo meccanico, allora questa è completamente un’altra cosa.

Così, ognuno di voi sarà molto richiesto. Cominciate ad essere coinvolti nell’educazione integrale e virtuale e vedrete come la gente sarà attratta da voi. Il peso di ognuno di voi sarà misurato in oro.

Il Creatore si rivolgerà a noi solo quando abbiamo un passaggio verso il mondo esterno, e non altrimenti. Questo è scritto su in ogni libro di Kabbalah. La natura è stata creata in questo modo: attraverso un sistema di divulgazione aperto, completo. E se attraverso di noi si aprisse un canale verso il mondo esterno, allora la Luce superiore passerebbe e risplenderebbe sul mondo attraverso di esso. Non si fermerà in nessun luogo, circolerà e si rivelerà. Se non la ostacoliamo, ma permettiamo un canale aperto, la Luce fluirà attraverso di noi.
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(Dal Congresso Europeo della Germania del 24.03.2013, Lezione 6)

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