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Domande dopo il Congresso Parte 2

Domanda: Cosa vuol dire pentirmi delle mie azioni, emozioni, e pensieri se il Creatore mi guida completamente? Come facciamo a non continuare a sbagliare, a negare la supervisione di “Non esiste nessuno a parte Lui”, e, insieme a questo, raggiungere il mio riconoscimento del male?

Risposta: Sii dispiaciuto che il Creatore ti ha fatto sbagliare in questo modo! E’ un segno che è quello che meritavi!

Domanda: Prima della seconda guerra mondiale, Baal HaSulam aveva provato a richiamare l’attenzione delle persone sull’Olocausto per impedirlo, ma i risultati sono conosciuti. Tu dici che le persone ci ascolteranno solamente dopo i colpi. Cosa possiamo fare per impedire i colpi, o sono inevitabili? Qual è la giusta reazione a quello che sta succedendo: sforzarsi e pregare per l’umanità (non stiamo incolpando il Creatore attraverso il nostro dolore e la nostra sofferenza) o capire in modo tranquillo a provare a giustificare la necessità di sviluppi come questi? Com’è possibile ammorbidire i colpi e portare il mondo verso la correzione in un modo giusto?

Risposta: Dobbiamo amministrare da soli i colpi che riceve il nostro ego comportandoci in modo che sia opposto ad esso, e allora saremo liberi dai colpi esterni del Creatore. E se lavoreremo insieme, non percepiremo i colpi, ma la piacevole condivisione degli sforzi.
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Come possiamo contare ciò che abbiamo raggiunto?

Durante il congresso abbiamo avuto la sensazione di essere in un vaso generale e che tutte le differenze tra di noi fossero scomparse, tutte le differenze tra gli uomini sembravano semplicemente essersi cancellate. Tutti hanno avuto delle sensazioni personali ma solamente a livello corporale, fisico, una sensazione di malessere e di fame, al di sopra della quale c’era una generale sensazione di connessione.

Ma questa sensazione di connessione non è stata chiarita. Abbiamo semplicemente percepito di essere insieme. Ora che il congresso è finito dobbiamo assimilare questa sensazione di unità al fine di allargare queste sensazioni ed aggiungerci il pensiero, la comprensione ed i discernimenti. Questo viene chiamato le Sefirot, che dobbiamo iniziare a “contare” – “Lispor” (dalla stessa radice in Ebraico) ed esaminare con accurata attenzione. Allora vedremo come possiamo effettivamente lavorare nel modo corretto con i nuovi vasi.

Questo è possibile solamente agganciandosi al precedente livello e salendo verso quello successivo. Dal livello successivo saremo in grado di “contare” il precedente livello. Questo è il solo modo per farlo, dallo stato nel quale una persona si trova. Nello stato attuale, una persona non può conseguire questa Sefira (conteggio) poiché ha bisogno delle dieci misure che sono pronte e che gli permettono di contare da Malchut a Keter e al contrario.

Questo livello è adesso in via di formazione, e noi non possiamo ancora assimilarlo o contarlo nel dettaglio. La cosa principale adesso è di restare attaccati a ciò che abbiamo conseguito e di non sentircene soddisfatti, così che la discesa sarà dal desiderio di conseguire di più!

La discesa non dovrebbe essere nella nostra sensazione, non come conseguenza della perdita della sensazione di piacere che avevamo durante il congresso che adesso è finito. Abbiamo conseguito la sensazione della qualità della dazione e adesso vogliamo tenercela stretta al di sopra della routine quotidiana che cercherà di spingerci via giorno dopo giorno.

Possiamo usare i vasi che abbiamo scoperto adesso come dei modelli, come un parametro, e possiamo iniziare a stabilire in noi delle chiare misure, che sono chiamate Din (giudizio), misericordia, la linea di mezzo, le dieci Sefirot da Keter a Malchut e al contrario attraverso la Luce che Ritorna, e i diversi livelli di Aviut (grossezza). Possiamo iniziare a valutare quale vaso sia sviluppato, dove la mela è rossa e matura e dove la mela è piccola e verde. Nel frattempo tutto avviene non per scelta cosciente, proprio come quella di un bambino piccolino, ma noi capiremo cosa e perché scegliamo.
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(Dalla 1.a parte della Lezione Quotidana di Kabbalah del 17.07.2013, Gli Scritti del Rabash)

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La Luce della fiducia

Domanda: Durante il congresso si è verificata una piacevole sensazione di fiducia nei confronti della nostra appartenenza all’unione. Ora dobbiamo separare la sensazione piacevole dal sentimento di appartenenza, ma in questo caso la fiducia dovrebbe restare?

Risposta: La fiducia è la Luce che dobbiamo garantire per noi stessi. Nessuno può sentire la fiducia per merito solo di se stesso, questo proviene solo dall’esterno. Questa è la fiducia del bambino che riposa tra le braccia della madre. Tutta la sua fiducia è nell’appartenenza al superiore.

La garanzia reciproca, l’inclusione reciproca, la fiducia, e la connessione, tutto questo si unisce in un unico stato comune, un’illuminazione. E allora impareremo a dividere questi sentimenti in tre linee. Nelle diverse fasi, nascita e allattamento, la crescita avviene in modi diversi. La nostra dipendenza dal superiore e il nostro atteggiamento verso il gruppo, cambia, come il grado superiore o quello in cui ti trovi. Se nel gruppo si manifesta la forza superiore, allora l’abbiamo già attribuita a noi stessi, alla nostra anima.

All’interno del gruppo si trova tutto, quindi non abbiamo bisogno di filosofeggiare molto, la cosa più importante per noi ora è fare un passo in avanti che diventerà un cambiamento di vita. Tutto dipende dal fatto che siamo in grado di entrare più profondamente nel livello raggiunto oppure ricadere, e allora avremo bisogno di molto tempo per ritornare allo stesso stato.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2013, Scritti di Rabash)

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La vita continua nell’orbita del Congresso

Domanda: Durante la preparazione per il congresso ognuno aveva una data precisa in cui avremmo potuto accelerare, una data verso cui concentrare tutti i nostri sforzi. E dopo ciò, ognuno di noi è tornato al suo progetto e a questo sforzo comune, indirizzato verso un punto, e non sente. Come possiamo raggiungere l’accelerazione relativa allo stesso punto?

Risposta: Penso che siamo abbastanza vecchi e non abbiamo bisogno di fissare una data come guida per noi stessi. È un livello infantile, se possiamo concentrarci ogni singolo giorno.

Giorno significa uno stato. E quando noi avanziamo ulteriormente dobbiamo mantenere questo stato ad un’altezza maggiore e con sempre maggiore fermezza, fino all’eternità. Per il momento, ci vengono date delle piacevoli sensazioni di essere in questi stati in modo che la nostra forza egoistica materiale ci aiuti a tenere noi stessi in loro. Il nostro egoismo supporta ancora questa unione perché siamo all’inizio del nostro sviluppo.

La cosa principale ora è rendere questo stato permanente e sentire la nostra appartenenza all’intero Kli mondiale. Provate a separarvi da questa sensazione e ad associare questa condizione a tutti gli eventi della vostra vita, in ogni situazione, avete solo bisogno di rimanere all’interno della nostra unione. Abbiamo bisogno di rimanere nello stesso stato in cui eravamo durante il congresso insieme con tutti, e portare tutta la vita al suo interno. Tutte le attività quotidiane: Lezioni, lavoro, casa, famiglia, tutte le situazioni che si verificano hanno bisogno di essere portate nel luogo del congresso e continuare sulla sua orbita.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2013, Scritti di Rabash)

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La condizione per il progresso spirituale

Domanda: Come la Torà che sta per la somma collettiva di tutti noi è differente dal Creatore, che sta per la connessione generale? Questi due concetti sembrano uguali per me.

Risposta: In una delle sue lettere Baal HaSulam dice che dobbiamo avanzare secondo la regola “Israele, la Torà, e il Creatore”. Cosa c’è di più, in ogni stato, il primo deve essere uguale al secondo e al terzo. E solo a questa condizione che una persona può avanzare correttamente.

1 = 2 = 3, questa è la condizione per il progresso spirituale.

Il primo termine “Israele”, Yashar-El (dritto al Creatore) è ogni amico che anela al Creatore. Il secondo termine è già il gruppo, lavorando in unione. Il terzo termine è la rivelazione del Creatore nella nostra unione.
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(Dalla 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.07.2013 , “Fede al di sopra della ragione”)

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Siamo già nel mondo spirituale

Una discesa avviene solo perché non siamo in grado di mantenere lo stato precedentemente raggiunto dal momento che ogni volta c’è un appesantimento del cuore. Non ci è stato dato questo appesantimento del cuore, perché ci viene mostrato misericordia dall’alto.

Ma non va bene se l’appesantimento del cuore è una conseguenza dei problemi materiali esteriori. Dopo tutto, da ora in poi possiamo solo rimanere nel lavoro spirituale e interpretare tutti gli spiacevoli disturbi materiali come spirituali.

Noi non vedremo niente di materiale in questi disturbi, anche nei colpi più gravi. Essi iniziano improvvisamente ad assumere una forma talmente fantastica; la cosa più importante è mantenerci allo stesso livello. Se perseveriamo a restare alla stessa altezza al di sopra di tutti i disturbi, inizieremo ad entrare più profondamente in questo livello.

Ci siamo già elevati ad un nuovo livello e ora abbiamo bisogno di raggiungerlo ancora di più per vedere, in esso, le dieci Sefirot, delle nuove proprietà. E poi improvvisamente vedremo che siamo in grado di rimanere in questo stato e siamo nel mondo spirituale! Abbiamo già toccato questo stato nella forma esterna.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.97.2013, Scritti di Rabash)

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Il giuramento di fedeltà

Domanda: Come possiamo formare in pratica un’unione all’interno del gruppo per rimanere nello stesso senso di appartenenza all’unione generale?

Risposta: Ma tutti noi vogliamo avanzare! Al congresso abbiamo raggiunto una nuova sensazione, non a caso ci siamo preparati così tanto ad esso riunendo così tanti amici fedeli. Quasi non c’erano persone arrivate per caso e se qualcuna si è presentata, è scomparsa nel clima generale.

E ora siamo tutti interessati a continuare ciò che abbiamo realizzato. Se tutti vogliono mantenere lo stesso senso di appartenenza a un tutto a cui noi aspiriamo per trovare la proprietà di dazione reciproca, allora la forza superiore è presente all’interno. Per il momento è nascosta, ma si manifesterà gradualmente, in modo chiaro, e brillerà. Accadrà! Stiamo già scoprendo il luogo in cui dovrebbe verificarsi.

Un’alleanza è diversa dai semplici sforzi che compiamo gli uni verso gli altri. Ora che sento di appartenere all’unione collettiva, mi impegno a mantenerla, come se giurassi fedeltà alla mia gente, alla mia patria. Sentiamo di appartenere al nostro paese e questo ci impone di essere fedeli. La stessa cosa accade qui.

In realtà, abbiamo già formato questa unione, e ora abbiamo solo bisogno di rafforzarla, di firmarla. La firma significa che non è possibile ritirarsi dagli obblighi anche per un momento. Prometti che, indipendentemente da eventuali nuove situazioni e disturbi manterrai la fedeltà alla’unione collettiva. Questo viene chiamato firmare un patto.

Sarai gettato di stato in stato, ma manterrai il tuo consenso grazie alla potenza del Creatore. Anche se non stiamo ancora rivelando Lui ed è per questo che non sentiamo che tutto dipende da Lui, nel frattempo, si dovrebbe essere supportati dalla paura di perdere ciò che abbiamo raggiunto, questa è la corda che ci unisce. Poi, saremo in grado di avvicinarci alla dazione e capiremo che il Creatore è il garante della nostra unione.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2013, Scritti di Rabash)

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Una scala per il futuro

Abbiamo bisogno di immaginare il futuro, cioè il nostro prossimo livello, che rispetto a noi è dazione perfetta a cui noi possiamo solo pensare – che non è metà, non è un quarto, ma dazione completa – il solo modo in cui il grado inferiore immagina quello più alto, come lo standard del suo corretto stato finale. Dopo tutto, al fine di salire al grado successivo, ha davvero bisogno di raggiungere la sua fine correzione.

Tutte le qualità devono essere corrette e completate alla perfezione, tutti gli ostacoli e le delusioni che esistono in una persona. Nulla scompare senza lasciare traccia, ma tutto viene corretto, aggiungendosi alla forma di dazione completa che una persona può solo immaginare. Deve vedere che il mondo intero, tutte le persone, sono nella dazione e lui è incluso e ne viene assorbito, si dissolve in essa.

Questo è il suo grado successivo, e dopo essersi elevato ad esso, scopre il desiderio e la profondità supplementare che si trova là, tutta una nuova serie di lavori. Gli sarà necessario effettuare nuovamente degli sforzi per rivelare tutti i desideri di questo grado, la profondità dei suoi vasi e le proprietà, e sforzarsi di nuovo per correggere questo grado pienamente. Quando raggiunge questo, sarà il completamento delle dieci Sefirot del grado successivo. Così, egli salirà di stato in stato, di grado in grado.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah, 30.06.2013, Gli scritti di Rabash)

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Come colmare il divario

Domanda: Ci sono momenti in cui ci si sente fortemente impressionati ed euforici, si ha bisogno di passare questo agli altri. Ma ci sono alcuni momenti in cui questo non funziona: Qualcuno è in uno stato di discesa, un altro è attivo e si allontana, e il divario continua a crescere.

Risposta: In realtà questa è una cosa positiva! Quando tutti sono in uno stato di ascesa è negativo. Eppure, ci verranno dati tali stati. Se potessimo vedere la parte interiore di chi ci circonda invece dei corpi, vedere degli altri parametri, vedresti che tutti stanno saltando su e giù. Ma questi salti sono totalmente diversi e sono tutti connessi tra loro.

Domanda: Ma come possiamo sostenerci l’un l’altro in modo da non far aumentare il divario e non far peggiorare gli stati di discesa?

Risposta: Sorridetevi reciprocamente, sostieni l’altro tramite i tuoi desideri. Fate del vostro meglio per investire tutti i vostri sforzi in questo. Non c’è niente altro che posso desiderare per voi o suggerire in questo caso. Dovete mostrare agli altri che il vostro cuore è aperto per loro. Questo è il modo in cui li convincerai e di conseguenza li batterai.
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(Dal congresso di San Pietroburgo, 12.07.2013, Lezione 1)

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Capire l’amico

Domanda: Cercando di sentire il desiderio dell’amico, sarò in grado di sentire specificamente che è il suo desiderio e non confonderlo con qualsiasi altra cosa?

Risposta: Non mi interessano i desideri mondani dell’amico. Sono interessato a qualcosa d’altro dato che i suoi desideri sono uguali ai miei. Per raggiungere l’obiettivo spirituale, lui ha bisogno del mio sostegno ed io ho bisogno del suo. Io ho bisogno di pensare a questo sostegno.

Non ho bisogno di conoscere i suoi gusti, cosa vuole mangiare, bere, vedere, o ascoltare. Soltanto una cosa è chiara —il suo desiderio è uguale al mio. Egli vuole raggiungere lo stesso obiettivo come me: rivelare il mondo superiore, svelare se stesso nello stato perfetto eterno, nella proprietà di dazione. Ecco perché capisco come posso aiutarlo, che cosa posso dargli.

Se vuoi capirlo, capisci te stesso. E’ molto semplice. Non ci sono scuse. Tutto è così naturale che si dovrebbe prendere questo come una base e cominciare ad agire.
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(Dal Congresso in Krasnoyarsk, 14.06.2013, Lezione 2)

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