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Basta con l’autoflagellazione!

Domanda: Le persone che arrivano nel gruppo non solo possiedono potenzialità diverse, ma hanno anche problemi con un diverso tipo di desiderio: qualcuno non ha ancora finito con il suo lavoro sui desideri di natura fisica e per qualcun altro il compito più essenziale è una lotta, per esempio, con la sua brama di potere.

Risposta: Nessuno è alle prese con qualche cosa. Per una persona che sta imparando il metodo integrale non c’è lotta con se stesso, con consumare se stesso, con l’auto-flagellazione e anche con l’auto-esame. Non c’è nulla in lui da chiarire, perché questo è ego assoluto. E’ preferibile non aprire il “vaso di Pandora” e non esaminarlo.

L’unica cosa che viene richiesta è uscire da se stessi in tutti gli altri, per creare il centro del gruppo in modo che possa esistere un solo se stesso senza dipendere dagli altri. Io lo chiamo una “sfera di lamponi“, che inizia a brillare tra tutti come risultato dei nostri impulsi altruistici.
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(Da Kab.TV “Un Mondo Integrale” 26.10.2013)

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Una porta, un’apertura, un ingresso

Una porta, un’apertura, un ingresso appaiono all’improvviso nella spiritualità. Quindi, non aspettatevi di vedere una porta in lontananza, poi di avvicinarvi e di aprirla. Quando vedrete una porta, si aprirà immediatamente! Questa è la legge, e di conseguenza, se è osservata, accadrà.

E’ solamente se il mio vaso è uguale alla Luce – che accade improvvisamente come l’esodo dall’Egitto, che avvenne di fretta – che vedrò all’improvviso una porta che immediatamente diventerà un’apertura, ed entrerò.

Possiamo compiere una tale azione in completa fede, che significa che se metto sul mio vaso un Masach (schermo) “al fine di donare”, e divento uguale al livello superiore.

Baal HaSulam, Lettera 26: Questo potere, per ascoltare la parola dei saggi in questa realtà in Dalet, è chiamato “fede”…

L’uomo che vuole avvicinarsi all’apertura deve lavorare secondo la fede dei saggi. Nella misura in cui egli aderisce alla grandezza del suo maestro e del gruppo, nella stessa misura egli riceve forza dal suo impegno e può avvicinarsi a questa porta. Egli non ha alcun potere da sé. E’ così che funziona nel nostro mondo, e alla persona vengono dati un maestro, ed il gruppo, e lo studio, al fine di richiamare la Luce che Corregge, che può portare una persona più vicina all’ingresso, al mondo spirituale.

…è chiamato “fede,” poiché non è stabilito all’improvviso, ma attraverso l’educazione, l’adattamento, e attraverso il lavoro.

Questo è il senso dell’educazione integrale, di modo che, usandola, gli uomini riceveranno la Luce che Corregge che li cambierà. Questa è la differenza tra l’educazione integrale e l’educazione ordinaria che non richiama la Luce che Corregge e non cambia una persona. Perciò, è molto importante che ogni persona, che faccia da guida o maestro dell’educazione integrale e che lavori con il pubblico, sia grandemente connessa con il gruppo e con lo studio e solo allora dovrebbe uscire per la divulgazione.

E’ uguale al tutoraggio di un bambino, che sarebbe come un sasso lasciato lì se non fosse per il tutor che lo solleva. Ecco perché questo lavoro è generalmente chiamato “una tunica”, poiché è come un cappotto, “al di là” dell’umano concezione…

Cioè, al di sopra della mente del bambino.

Nel mondo fisico, ci sono dei bambini che non hanno ancora un pensiero, che sono pronti ad annullarsi davanti agli adulti, in modo che essi si prendano cura di loro. E’ così che funzionano le cose in modo naturale nella fisicità. Se un uomo nascesse già adulto – con una mente sviluppata, con i propri sentimenti e le proprie opinioni – sarebbe impossibile prendersi cura di lui. Solamente quando si annulla come un bambino egli permette agli altri di fare quello che vogliono con lui. Solamente quando abbassa la testa, credendo e sapendo che egli dipende totalmente dall’adulto, l’adulto sarà in grado di fare qualcosa per lui.

Pensate che sia facile per una persona adulta sottomettersi in questo modo? Tuttavia, questo è proprio quello che dobbiamo fare. Dobbiamo prendere un esempio da questo mondo relativo alla fase del concepimento, Ibur, allattamento, Yenika, e pensiero, Mochin. Altrimenti, non sarete in grado di avanzare.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.12.2013, Gli Scritti Baal HaSulam)

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Senza un Kli spirituale non c’è alcun appagamento

Domanda: Com’è possibile mantenere tutto il gruppo in ascesa nelle diverse condizioni?

Risposta: Esattamente come in un gruppo. Vedete, abbiamo bisogno dell’aiuto reciproco. Dall’alto, riceviamo solamente la Luce che cresce sempre, e se diventiamo come Lei, allora Ella ci attirerà a Sé. E nella misura in cui siamo diversi da Ella nelle nostre qualità, nella stessa misura ce ne sentiamo distanti. Perciò, tutto dipende dal nostro lavoro, altrimenti non otteniamo alcun aiuto dall’alto.

Nelle persone c’è l’atteggiamento che tutto passa, che tutto si prenderà cura di sé, la malattia passerà e tutto andrà a posto. Niente passerà e niente andrà bene. Nel cammino spirituale è impossibile dare ad una persona l’appagamento senza un Kli,vaso, senza che abbia creato il giusto desiderio da parte sua. Non ci sarà niente da dare. Perciò, o ci si prepara per scoprire la Luce Superiore, e sarà scoperta solamente tra di noi, oppure si dovrà semplicemente abbandonarlo.

Bisogna stringere i denti, chinare la testa, e lavorare sulla connessione e l’unione. E peggiori saranno le cose e più ci saranno problemi, ma meglio così. Stringete i denti più forte e connettetevi ad un amico nonostante tutto; mostrategli, anche per dispetto, quanto desiderate connettervi ed unirvi a lui, anche se lui si rapporta a voi con disprezzo.
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(Da una Conversazione sul Gruppo e la Divulgazione  del 24.11.2013)

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Un canale di Luce

I nostri amici sono parti della nostra anima. Il fatto che abbiamo aderito al gruppo non è casuale: Siamo stati portati al gruppo dall’alto. Dobbiamo renderci conto che è il Creatore che ci ha dato questo particolare gruppo di amici. Egli è Colui che ha “messo le mani” su un buon destino, e ha detto: “Prendilo!” Da ora in poi, tutto quello che dobbiamo fare è rafforzare la nostra connessione e unione con gli altri.

Noi creiamo delle regole di base di unione che comprendono: workshop, pasti comuni, e attività. Ci riuniamo almeno diverse volte alla settimana. In questo modo, noi stabiliamo e estendiamo i fili che ci collegano. Tuttavia, non importa quanto ci sforziamo per migliorare la nostra connessione, non saremo in grado di creare una forza che è abbastanza forte per rivelare la Luce Superiore. Noi semplicemente non raggiungeremo una “tensione” sufficiente per “accenderla”.

Perché funziona così?

Generazioni precedenti di Kabbalisti sono stati integrati in piccoli gruppi, a volte meno di dieci persone. Ecco come hanno rivelato il Creatore tra di loro. Tuttavia, la nostra situazione è molto diversa. Oggi, tutta l’umanità è in uno stato corrotto, l’intero vaso dell’anima comune è andato in frantumi.

Questo spiega perché dobbiamo ricevere molti desideri e bisogni di ogni frammento rotto possibile. Poi dobbiamo “digerirli”, salire insieme a loro al Creatore, e chiedere che Egli ci si riveli. Dovremmo farlo non per il nostro bene (1 %), ma per il pubblico esterno (99/%).

Quindi, dobbiamo essere il canale di guida della Luce in modo che la Luce del Creatore si riveli in noi, per poi tramandarla agli altri.

Per fare questo, prima di tutto, dobbiamo rafforzare noi stessi (1), poi, ci rivolgiamo alle esigenze del pubblico in generale (2), dopo di che, ci appelliamo al Creatore (3). Poi, la Luce e l’abbondanza scenderà dal Creatore a noi (4) e la trasmettiamo in giù (5).

Noi studiamo la Kabbalah, mentre per il pubblico esterno presentiamo l’Educazione Integrale (EI). Di conseguenza, dobbiamo imparare come affrontare il pubblico in generale, in che forma e stile dovremmo presentare i materiali di EI, e quale insieme di termini utilizzare quando si parla con loro.

È detto: “Educare il bambino secondo il suo modo”. In altre parole, educhiamo le persone in modo che possano capire affinché essi saranno attratti da noi e non respinti. E poi, in base a quante persone saranno attirate da noi, saremo in grado di coinvolgere alcune di loro nei gruppi. Dovremmo essere molto gentili con loro in modo da non spaventare coloro che non sono pronti ad unirsi a noi.

I Kabbalisti hanno sempre parlato di lavorare in piccoli gruppi piuttosto che sulla divulgazione di massa progettata per coloro che sono lontani dallo studio della scienza della Kabbalah. Perché fino ad ora, il mondo non aveva mai vissuto una crisi globale e i kabbalisti non hanno dovuto fare questo passo, questo non è stato rivelato in loro. Tuttavia, Baal HaSulam scrisse riguardo “l’ultima generazione” e i problemi contemporanei; pubblicò il quotidiano “La Nazione“, ma tutto questo era solo l’inizio, un “progetto”.

D’altra parte, stiamo assistendo alla crisi, e siamo costretti ad affrontare il mondo intero. Altrimenti, noi non raggiungeremo la spiritualità, noi non sentiremo la necessità di fare appello al Creatore. Dopo tutto, siamo solo Galgalta ve Eynaim (GE), Hafetz Hesed, una parte molto piccola con una “profondità” del desiderio molto bassa, che si limita al livello zero e al primo livello; l’intera umanità rappresenta l’AHP con il secondo, il terzo e il quarto grado.

Quindi, se non riceviamo questo grande “spessore” dei desideri del resto del mondo, non avremo nulla per affrontare il Creatore. Non c’è altra scelta. A differenza delle generazioni precedenti, siamo semplicemente obbligati ad “andare al grande pubblico”, accettare le loro esigenze, e salire al di sopra.

Nei suoi articoliL’Arvut (La Garanzia Reciproca)” e  “Matan Torà (Il Dono della Torà)”, Baal HaSulam scrive che dobbiamo servire il mondo intero come un canale di trasmissione tra il Creatore e le nazioni. Non c’è posto per imparare a farlo, siamo sviluppando costantemente la metodologia chiamata Educazione Integrale. Lo sviluppo è in corso, e di giorno in giorno avanziamo costantemente.
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(Dal Congresso virtuale “One America” 17.11.2013, Lezione 3)

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Sinistra, destra, sinistra!

Camminiamo su due gambe: sinistra, destra, sinistra, destra. Dovremo sempre cercare la destra ma iniziamo sempre con il piede sinistro, dal crescente desiderio di ricevere. É impossibile fare qualsiasi cosa senza il desiderio, senza la mancanza, senza l’interesse.

L’azione stessa viene fatta dalla Luce che Riforma. Alla fine, è un processo molto semplice, ma siccome noi la percepiamo tramite queste sensazioni, ci lancia verso stati diversi. Quando ci troviamo sul lato sinistro, non riusciamo a vedere la destra, e dal lato destro, non riusciamo a credere che esista anche la sinistra. E quindi siamo come bambini che o piangono o ridono.

Il desiderio di provare piacere, il desiderio di ricevere, è tutta la nostra materia, che determina totalmente i nostri stati: tutte le nostre sensazioni, la nostra mente e la nostra prospettiva. Dipendiamo tutti da esso, fino a quando non raggiungiamo la linea di mezzo. Lì possiamo già essere al di sopra del nostro desiderio, sia nella linea di sinistra che nella linea di destra e gestiamo noi stessi, detto al di sopra della ragione, al di sopra delle impressioni piacevoli e spiacevoli nei nostri desideri di ricevere. Possiamo già usare tutti questi stati per il nostro avanzamento dal nostro libero arbitrio.

Ma saremo lanciati da un lato all’altro: da sinistra a destra, fino a quando otteniamo il controllo della linea di mezzo. Quando siamo a sinistra, dobbiamo in qualche modo controllare il nostro stato in modo da non perdere la testa e disperarci per il fatto che tutto va male, che tutto è buio, e che non vediamo nulla. Dobbiamo usare la linea di sinistra nella maniera giusta e costruttiva cercando di capirci qualcosa, e non semplicemente avere una brutta impressione, annegando nella disperazione, nell’impotenza, senza speranza.

É chiaro che se una persona è fatta interamente del desiderio di ricevere e si trova totalmente sotto l’influenza della Luce, allora niente lo potrà aiutare se non l’ambiente. Se non perde la connessione con l’ambiente, ma investe in esso, allora l’ambiente gli fornirà e lo influenzerà sempre con una certa misura di Luce. Se una persona mette il proprio sforzo nel “magazzino” dell’ambiente, la sua connessione, la sua sottomissione all’ambiente, riceverà supporto nel suo magazzino durante una discesa, riuscendo così ad innalzarsi più velocemente.

La stessa cosa vale anche al contrario, quando va tutto bene. Allora non dovrebbe perdere la testa, ma piuttosto cercare di usare la situazione per poter avanzare. Avremo anche bisogno del supporto dell’ambiente che ci bilancerà in questa ascesa. La cosa principale é di non dimenticare mai e di essere consapevoli del fatto che abbiamo bisogno di arrivare alla vera mancanza. L’unico modo per raggiungere la vera mancanza é tramite il supporto dell’ambiente, visto che una persona può sempre sfuggire dal lavoro in questi stati se si trova da solo. La cosa principale è attraversare i più possibili stati piacevoli e non pensare a quanto siano di aiuto per il proprio avanzamento.
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(Dalla preparazione alla Lezione del Mattino del 03.12.2013)

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La trasmissione spirituale

Siamo nella fase iniziale della crisi del mondo. Continuerà ad essere rivelata sempre di più, e noi abbiamo bisogno di avanzare insieme ad essa fino a quando gli uomini non sentiranno di essere finiti in una qualche genere di fine, in un vortice. In altre parole, la pressione da parte della natura continuerà a crescere ad un grado tale che sarà chiaro che ci dovrà essere una ragione per questa pressione.

E oltre a questo, sarà chiaro che una reazione logica, calcolata, significativa e diversa è richiesta a tutti a noi.

Stiamo scoprendo che la natura è globale e si relaziona a noi come un insieme completo. Ed in particolare, il suo rapporto si concentra soprattutto su persone come noi che hanno il punto nel cuore. Noi ci possiamo specificamente trasformare per diventare il legame che connette il Creatore e tutte le creature, prendendo il nostro posto nel mezzo.

E per questo ci aspettiamo delle forme speciali di pressione: siamo obbligati verso il Creatore, da una parte, e verso l’umanità dall’altra. In entrambi i casi dall’alto e dal basso noi dobbiamo svolgere il ruolo di legame di passaggio: per trasmettere i desideri dell’umanità al Creatore e trasmettere le azioni e l’influenza del potere superiore all’umanità. E’ così che funziona il nostro lavoro, diventare un canale di collegamento.

Si tratta di un compito speciale, molto importante, perché solamente attraverso di noi l’umanità può ricevere il “nutrimento” spirituale, e solamente attraverso di noi il Creatore può ricevere le mancanze dell’umanità. Noi siamo nel mezzo, siamo i mediatori, e siamo responsabili. E perciò è necessario prendersi cura di ogni amico, perché è stato scelto tra molti miliardi di persone ed è coinvolto nella realizzazione di questa missione insieme a tutti noi.
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(Dal congresso virtuale “One America”  17.11.2013, Lezione 3)

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Un’unione cordiale

Domanda: Che cosa diamo al pubblico (il 99%) per ricevere i loro desideri e fornire loro la Luce?

Risposta: Organizziamo un gruppo esterno, per esempio, un gruppo di dieci. Loro devono scoprire la cordialità e la connessione fra loro. Qual è la connessione calorosa che il 99% dovrebbe raggiungere?

A loro spieghiamo, insegniamo, che potevano raggiungere la connessione generale fra loro con una vita buona. Essi non possono raggiungerla immediatamente, ma già cominciano a sentire questa cordialità, amore, conforto, e una vita migliore. Qui nel cerchio, la vita è migliore e tutti sono attratti alla sua Luce come le farfalle. Questa è l’atmosfera che dovremmo creare.

La saggezza della Kabbalah ci insegna che tutta la creazione è un desiderio. Quindi dobbiamo guidare il nostro desiderio nel gruppo esterno correttamente. Oggi i loro desideri sono divisi per la gamma comune di cibo, sesso, famiglia, soldi, rispetto, saggezza, e tutti i tipi di sciocchezze e confusioni nelle quali si sono persi. Noi, invece, vogliamo guidarli al desiderio per l’unità, in modo che si sentiranno bene.

Quando siamo preoccupati per loro, aumentiamo la cordialità, la mancanza, e siamo inclusi in quel sentimento come se fosse il nostro. Poi raggiungiamo la connessione desiderata nel gruppo fra noi, quello stesso calore, e lo aggiungiamo al loro. Continuiamo ad innalzarlo al Creatore, sebbene Lui è effettivamente fra noi, e poi riceviamo una risposta.

La nostra mancanza iniziale è Galgalta ve Eynaim (GE), e la mancanza che riceviamo dal pubblico si chiama AHP (AHP). Innalziamo le due mancanze e il Creatore risponde ad entrambe. Allora vogliamo dare a Lui in questo modo. Il nostro gruppo Bnei Baruch (BB) è in mezzo volendo dare al Creatore e all’umanità, mentre non abbiamo bisogno di nulla e siamo Hafetz Hesed.

Perciò formiamo una struttura esatta che è descritta nel Talmud Eser Sefirot. Le prime sette parti del libro cominciando dall’ottava parte fino alla sedicesima parte si tratta di correzione.

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(Dal Congresso virtuale “One America” del 16.11.2013, Lezione 1)

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Sforzo intenzionale

Domanda: Come possiamo distinguere tra lo sforzo egoistico e lo sforzo intenzionale?

Risposta: Mi esercito volutamente al fuori di me secondo l’intenzione e l’obiettivo. Io porto tutto il mio sforzo al centro del gruppo come un uccello che porta tutto al suo nido. Voglio che tutti godino di questo e il nostro piacere è nello scoprire quanto possiamo deliziare il Creatore.

Anche se non scopriamo questo, ciò che è importante è che abbiamo la possibilità di fare qualcosa che lo porta in contentezza. La cosa principale è che abbiamo l’intenzione che ci permette di fare questo e per raggiungere questo. Il Creatore non ha nemmeno bisogno di sapere di noi finché noi possiamo dare.
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(Dalla 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.09.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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La scelta di quello che mi piace

Domanda: Come posso essere sicuro che eventualmente avrò successo? Ci sono garanzie?

Risposta: Questo si chiama “la fede dei saggi”. Ma l’unica cosa di cui realmente ti puoi fidare è la Luce di fiducia che illumina una persona finché lui raggiunge l’attributo di dazione. Lui non ce l’ha ancora in questo momento perche l’unico mezzo per raggiungerlo è tramite l’incorporazione nell’ambiente.

Non ho niente soltanto l’ambiente; posso essere parte dell’ambiente che preferisce valori corporei, e posso essere parte dell’ambiente che preferisce lo sviluppo dello spirito, tramite dazione. Ci sono due alternative: il sentiero di ricezione o il sentiero di dazione. Ci sono due forze che operano in natura, possiamo preferire una all’altra: sia di dare per ricevere o di ricevere per dare, una delle due. Il mondo opera in questo modo. Tutto è molto semplice ed è determinato dall’ambiente che condividiamo.

Ma se ho già scelto un ambiente, ho un insegnante e degli amici, un sentiero e un obiettivo, devo sentire che voglio questo. Non devo forzarmi. Se ho un punto nel cuore e se sento che il sentiero è per me, mi unisco con l’ambiente.

Ma dopo l’adesione devo essere incorporato in essa con tutto il mio cuore e la mia anima. Non posso essere nell’ambiente che è totalmente più (+) mentre io sono totalmente meno (-). Sarò buttato fuori. La Luce che Riforma mi influenza e dopo un anno mi butta fuori, due anni, o anche cinque anni; non fa alcuna differenza. Vediamo come succede. Poi una persona comincia a odiarci perche non è incorporato nell’ambiente, nel gruppo.

Ma proprio come si è influenzati dai media nel nostro mondo che vi piaccia o no, anche qui, quando si arriva al nostro sviluppo spirituale, si deve essere sotto l’influenza dell’ambiente. E’ qui che ci viene dato il libero arbitrio e quindi dobbiamo fare sforzi costanti. Non ha niente a che fare con il carattere di una persona ma con la dolcezza dell’anima. Se una persona è fortunata, rimane, e se non lo è, sarà buttata fuori.

Siete incorporati nel gruppo e si è detto: “Ha scelto di essere con noi? Benvenuto, ma deve sapere che ci sono determinate condizioni che deve soddisfare. Se sei d’accordo puoi rimanere, e se no, puoi andar via”. Ci sono tanti gruppi, partiti e movimenti; scegliete quello che volete, queste sono le nostre condizioni. Ci appoggiamo agli scritti dei Kabbalisti che dicono questo. Non mi interessa che cosa hanno scelto gli altri e quali valori preferiscono e accettano. Noi accettiamo e seguiamo il consiglio dei Kabbalisti che ci hanno raggiunto tramite una catena di Kabbalisti attraverso le epoche, cominciando da Abramo fino a oggi.

Hanno attuato queste condizioni e raggiunto la realizzazione spirituale. Secondo i loro libri, vediamo che hanno raggiunto l’essenza interiore della natura, la dimensione superiore. Vogliamo raggiungere le stesse cose e quindi ascoltiamo il loro consiglio.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.11.2013, Shamati No. 64 “Da Lo Lishma a Lishma”)

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Un adattatore perfetto

Domanda: Nell’era moderna dobbiamo allinearci con i desideri di un pubblico molto ampio, mentre prima, gli studenti dovevano diventare simili in qualità ai loro maestri. Come si combinano queste due cose?

Risposta: Riveliamo il Creatore nel centro del gruppo. Nelle nostre relazioni, siamo il superiore, e Lui è il superiore al di sopra del superiore. E oltre a questo, fuori di noi, c’è un pubblico ampio- gli inferiori, l’umanità.

Di conseguenza, noi (Bnei Baruch-BB) dobbiamo applicare gli sforzi insieme nel lavoro tra di noi, oltre al riferirci ai cerchi esteriori, adattandoci a loro.

Per fare questo, ci dividiamo in due parti: le sette Sefirot inferiori (ZAT) e le tre superiori (GAR) e rappresentiamo Bina e assumiamo la forma appropriate in alto e in basso.

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