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La fiducia che ci collega con l’ambiente

Domanda: Qual è la connessione tra la fiducia e la gioia?

Risposta: La fiducia ci porta gioia. La sensazione di fiducia è il risultato dell’ illuminazione speciale che proviene dall’ Alto e sostiene una persona come su un cuscino d’aria, riempiendolo quindi con gioia.

Ci sono due tipi di fiducia: fiducia a causa di ciò che ho nella mia tasca, fino a che punto io sono più forte dell’ambiente, o la fiducia nell’ambiente, di quanto è forte l’ambiente e dal fatto che io sono incorporato in esso, il che significa che la mia fiducia dipende dall’ambiente. È uno dei due.

La fiducia è la connessione con l’ambiente quando sono sia più forte dell’ambiente o quando l’ambiente è più forte di me, ma io sono collegato ad esso. Il miglior sentimento di fiducia è quando io sono soddisfatto di uno stato di piccolezza. Poi, io sono sicuramente tra le braccia dell’ ambiente, fiducioso come un bambino nelle braccia di sua madre.

Quando un bambino cresce, non sente lo stesso senso di fiducia che sentiva prima. Ha già dubbi e ha paura di tutto, mentre un bambino in braccio a sua madre non si preoccupa di nulla, e questo è il momento migliore.

(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.03.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Sempre ad un crocevia

Baal HaSulam, Shamati #53, “Il Problema del limite”:… Questo è il significato di, “Servi il Signore con gioia”. E’ così perché durante il Gadlut, non ha importanza sostenere che Egli conferisce il lavoro per essere nella gioia, visto che durante il Gadlut la gioia viene da sola. Invece, lavorare nella gioia gli viene dato per il tempo di Katnut, così che essi abbiamo la gioia anche se provano il Katnut. E questo è un grande lavoro.

Questo è chiamato la parte principale del grado, che è un discernimento di Katnut. Questo discernimento deve essere permanente, e il Gadlut è solo un aggiunta. Anche, si dovrebbe bramare per la parte principale e non per quelle aggiuntive.

Nel nostro lavoro noi raggiungiamo un intersezione, un bivio lungo la via, dopo il quale dobbiamo già misurare i nostri stadi lungo la via spirituale, o all’interno del nostro desiderio di ricevere o fuori da esso. Ogni cosa dipende da dove misuriamo il nostro stato, il nostro successo, il nostro continuo progresso.

Se noi misuriamo dentro il desiderio, allora siamo felici riguardo alla grandezza: l’altezza ed il riempimento. E’ la linea di sinistra che ci tira verso il lato dell’ego, secondo il quale aspiriamo a vedere ed a misurare ognicosa. Sulla linea di destra misuriamo tutto in relazione al gruppo ed al Creatore.

Nella linea di destra non siamo consapevoli dello stato in cui siamo e accettiamo tutti gli stati come lo stato perfetto. Questo significa che non consideriamo i nostri propri sentimenti, non importa quel che ci manda il Creatore. Misuriamo sempre tutto secondo la dazione, che significa fuori da noi stessi.

Sulla linea di sinistra è l’opposto: non ho altri pensieri che quelli per me stesso e riguardo a quello che mi capita, e questo è tutto quello di cui mi preoccupo per tutto il giorno.

Di conseguenza, il lavoro lungo le due line è diverso e dipende da quell che richiedo ad ogni stato. Se è della linea destra, richiedo di rimanere sulla via e sono preoccupato solo di perdere la direzione della dazione al Creatore attraverso l’ambiente e tutta la creazione.

In questo contesto lavoro sulla mia piccolezza, per rendere me stesso il più piccolo possibile. Voglio solo dare al Creatore il più possibile e non sento che sto dando o che Egli gode della mia dazione. Questo significa che diminuisco il ritorno in tutti i modi possibili, taglio tutti i fili e le vie per cui potrei ottenere un ritorno dalla mia azione di dazione, che cerco di accrescere il più possibile.

Questo tipo di lavoro è la massima dazione senza alcuna ricompensa. Il mio livello spirituale è dato dalla misura in cui posso fare dei ragionamenti puliti per la dazione assoluta senza alcuna ricompensa (come Rosh-Toh-Sof). E quindi mi sto già stabilizzando ed inizio a lavorare assieme al Creatore, mentre il Creatore apre sempre più opportunità per me.

Quando sono fermo sul livello precedente, chiedo sempre più potere per accrescere la mia dazione. Ovviamente, devo superare il mio ego sempre di più per poter ottere questo per non ricevere con lo scopo di dare. E posso convertire tutto quello che ricevo dal Creatore in dazione, e questo è un lavoro aggiuntivo a questo lavoro. Questo è il modo secondo il quale avanziamo.

Il problema giunge quando siamo arrivati proprio al bivio, dove è creata una separazione. Questo lavoro si ripete su tutti i livelli. Mano a mano che ascendiamo al prossimo grado spirituale, le Reshimot (le reminescenze) frammentate si rivelano. Devo sostare presso questo bivio per poter essere sicuro di dove è la linea di sinistra e dove è quella di destra. Non posso semplicemente girare a destra e non guardare del tutto la sinistra.

Questo è impossibile perchè una linea si fonda sull’altra linea. Se seguo la linea di destra correttamente e raggiungo un certo punto, anche la linea di sinistra cresce proporzionalmente, ma separo una linea dall’altra in modo da creare il mio “tronco” (Toch) e la “fine” (Sof) del Partzuf spirituale. Il posto dove faccio i miei calcoli è detto “testa” (Rosh). E così inizio a costruire il mio Partzuf spirituale. Questo è lavoro spirituale pratico. Questo è del tutto basato sulla figura del mondo che il Creatore rappresenta per me come conseguenza del mio atteggiamento verso la realtà.

Domanda: Dov’è il punto della nostra indipendenza nel disegno?

Risposta: Siamo indipendenti solo ai crocevia ma questi esistono continuamente. Dobbiamo sempre sentire di essere ad un bivio, come è detto “Devono sembrarti nuovi ogni giorno”. Tutto il tempo dobbiamo decidere e sempre scegliere la via di destra, e non cancellare la via di sinistra ma innalzarci al di sopra di questa.
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(Dalla Preparazione della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.02.2014)

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Preparazione per il Congresso Integrale: La crisi

“Come il vantaggio della Luce dal buio”. Dobbiamo spiegare agli uomini quale grande dono ci è stato fatto. Noi siamo coloro che devono guidare il mondo intero alla fine della correzione, il che significa alla rivelazione dello stato corretto dell’umanità.

Questa è la ragione per cui il mondo è rivelato nella sua globalità e la connessione tra tutte le sue parti è rivelata nella sua integralità: tutti sono incorporati in tutti gli altri e tutti dipendono da tutti gli altri, ed è impossibile correggere una parte del mondo senza correggere un’altra parte.

Perché tutti i nostri progetti falliscono? Perché sprechiamo miliardi di dollari e non succede niente? Guardate i leaders del mondo che stabiliscono il ritmo della politica, dell’economia, dell’industria, del commercio, della tecnologia, dell’educazione, della cultura e della famiglia: più elevato è il loro status e maggiore è il numero di persone che sono influenzate dalle loro decisioni, e più si sbagliano.

Ora, vediamo sempre più spesso che chiunque prenda una decisione da solo accetta di essersi sbagliato. La ragione è che possiamo solamente prendere delle decisioni nell’unione. Non ha importanza qual è il livello di unione, e non si deve raggiungere la fine della correzione per questo. Si dovrebbe soltanto prendere una decisione dal punto in cui si sta veramente cercando di rassomigliare al Creatore il più possibile, anche se il Creatore è nascosto.

Una nuova guida si sta rivelando nel mondo in questi giorni. Precedentemente, la guida si realizzava lungo una linea solamente e noi siamo avanzati solamente per mezzo della forza dei colpi. Ci sentivamo male e siamo scappati dalle sensazioni del male a quelle del bene, come gli animali. Ma adesso la guida è rivelata nelle due linee e così una persona non può prendere una decisione, poiché solamente il gruppo può occuparsene. Il gruppo dovrebbe trovare la soluzione nella linea di mezzo.

Alla luce dei cinque punti precedenti dell’educazione integrale, possiamo correttamente valutare la ragione per cui il mondo si trova in uno stato di crisi. Invece, non c’è nessuna crisi nel nostro gruppo e noi stiamo avanzando verso una unione che diventa sempre più grande. Questo è il motivo per cui discutiamo della crisi e la risolviamo da noi.
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(Preparazione al Congresso Integrale, Nove Fasi del Cammino Verso L’Unità, Punto 6)

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Come pesci in un mare di Luce

Abbiamo bisogno di sentire che siamo totalmente all’interno della luce, come un corpo che è immerso in acqua. Da tutti i lati, il mio corpo è circondato dall’acqua che è strettamente collegata con tutti i miei movimenti.

In questo stato, ho bisogno di sentire che sono all’interno della Luce superiore affinché attraverso ciascuno dei miei movimenti minuscoli, nel pensiero o nel desiderio, in ogni tendenza del mio cuore e cervello, invito immediatamente la Luce a venire da me. Questo accade immediatamente senza alcuna transizione. Ho bisogno di raggiungere questa sensazione nella mia vita.

Tutti noi anneghiamo in queste acque e riceviamo ossigeno solo nell’ istante in cui ci muoviamo verso l’altro. Se i nostri cuori sono attratti ad unirsi tra loro, allora abbiamo qualcosa da cui respirare. Se il cuore non si vuole unire, noi non possiamo respirare senza aria. Abbiamo bisogno di sentire questo stato nel nostro lavoro spirituale: noi siamo sommersi in un mare di luce, come l’acqua, e l’ossigeno dipende solo dalla connessione tra di noi. Così abbiamo bisogno di forzare in qualche modo i nostri cuori a tendere verso l’unità.

La presenza di ossigeno dipende dalla nostra vicinanza l’uno all’altro. E poi iniziamo a collegarci, non per ricevere ossigeno, ma per dare gioia al Creatore! Come possiamo sollevare il desiderio di ricevere ossigeno al desiderio di dare gioia al Creatore, anche se sto soffocando senza aria?

Alla fine, si raggiunge lo stato in cui improvvisamente smettiamo di avere bisogno di ossigeno e ci sentiamo come pesci nell’acqua! Non dobbiamo nemmeno pensare a questo, ma solo su come possiamo portargli gioia.
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(Dalla 1 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.02.2014, Workshop)

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Preparazione al Congresso Generale – Congresso Integrale: I Due Opposti (La legge dell’Equivalenza della Forma)

La legge basilare e fondamentale della realtà è la legge dell’equivalenza della forma. Secondo la legge di equivalenza della forma, l’essere creato è stato creato come qualcosa dal nulla, dalla realtà di qualcosa da qualcosa.

Questi due poli – qualcosa dal nulla e qualcosa da qualcosa – sono totalmente opposti uno dall’altro nella nostra realtà. Tuttavia, nel progetto del Creatore, che è al di sopra della nostra realtà, questi poli si connettono in una cosa sola. Di conseguenza, la legge di equivalenza della forma obbliga la creazione a perseguire questa unione fino a quando non riuscirà a rivelare in modo autonomo il pensiero della creazione nel quale tutto è unito.

Conseguendo la consistenza della sfera di lamponi e la grandissima importanza dello scopo, vediamo che comunque non raggiungiamo ancora il concetto di unione. Ci mancano le forze interiori per concentrare continuamente i nostri pensieri ed i nostri sforzi sulla dazione, sul Creatore.

E’ bene che facciamo una verifica incrociata di questi concetti e del Creatore, il che significa immaginare il Creatore come l’attributo della dazione. Ma l’attributo della dazione può essere rivelato solamente quando è rivestito nel desiderio di ricevere. In altre parole, scopriamo il Creatore solamente nella materia che Egli ha creato e in nessun altro modo.

Quando è rivelato in un uomo, l’attributo della dazione si conforma nelle sue azioni e nei suoi pensieri. Ciò significa che il Creatore è “rivestito” nel’uomo, nelle qualità dell’uomo, e allora agisce come colui che dona. Questa forma è chiamata il Creatore. Solamente quando vediamo noi stessi ed il Creatore che è rivestito in noi, possiamo rivelare il Creatore.

Di fatto noi ci vediamo sempre. Quando guardiamo il mondo, vediamo anche noi stessi, sebbene nella forma opposta, ma si tratta sempre di noi. In questo modo, secondo la rivelazione dell’attributo della dazione, vediamo come è rivestita nel mondo intero. Scopriamo che l’attributo della dazione domina il mondo e questa forma è chiamata Shechinà (Divinità).

Così comprendiamo perché dobbiamo forzarci a preoccuparci dell’ambiente esterno. Possiamo ascendere alla rivelazione del Creatore e raggiungere l’unione con il Creatore nella forma della palla color del lampone solamente nella misura in cui scopriamo questo attributo nel mondo intero.

Il mondo diventa il nostro vaso; tutta la realtà è il mio vaso, la mia anima; tutto ciò che è esterno a me è me. Ma io lo vedo dal di fuori per scoprire la qualità della dazione più chiaramente, 620 volte più grande, per intensificare ed amplificare la percezione di Nefesh di Nefesh nel mondo di Ein Sof (Infinito) al di sopra del potere delle forze impure. E’ così che incomincio a capire che il mondo intero è inteso per me, per il mio lavoro.

Dobbiamo renderci conto e capire che le forze della separazione sono necessarie e noi dobbiamo comprenderle correttamente. Dobbiamo entrare in questa modalità di comportamento in cui accetteremo le sensazioni di rifiuto come la linea di sinistra contro la quale la linea di destra è evocata, cioè la forza del gruppo. Non la vediamo come un ostacolo, ma come un’opportunità per connettere la linea di destra e di sinistra e per creare la linea di mezzo in modo di avanzare ancora di più verso la definizione del Creatore.
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(Preparazione al Congresso Generale – Congresso Integrale, Nove Fasi Verso L’Unità, Punto 5)

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Una base stabile per il Gruppo

Domanda: Come deve essere il lavoro di gruppo sulla sua connessione al fine di aderire al maestro e non consentire ai virus esterni di tirare l’intera società da qualche altra parte?

Risposta: Il gruppo deve imparare il metodo di correzione sul sentiero spirituale dall’insegnante, ma realizzarla in sé. Il collegamento tra gli amici deve fornire tutti di un tale potere, di una tale base, in modo che saranno pronti a stare al loro posto, senza l’insegnante. Hanno bisogno l’insegnante solo per essere in grado di avanzare costantemente nella giusta direzione.

Ma al livello che è già stato raggiunto, il gruppo deve essere già essere in tale connessione reciproca da creare una base stabile così da non aver bisogno di nessuno. Nel collegamento tra loro scoprono il Creatore e in questo modo avanzano.
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(Dalla 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.02.2014, Tema della Lezione: “L’insegnante”)

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Il risveglio del mattino

“Introduzione al Libro dello Zohar Articolo “La Torà e la preghiera,  Punto 183 : E la mattina, quando si alza dal letto, si dovrebbe benedire al suo Signore, camminare  in casa sua e inchinarsi davanti nel suo santuario con grande timore. Ed allora dovrebbe pregare la sua preghiera …

E ‘chiaro che non sta parlando del risveglio di questo corpo fisico dal sonno. La mattina è uno stato in cui la persona riceve una nuova ispirazione a causa della sua  integrazione in un gruppo, dallo studio, workshop e nella connessione con gli altri. Egli non ha altro modo di ricevere la  forza spirituale se non attraverso l’ambiente. Se lui cerca di andare più in profondità nel gruppo ed essere integrati con degli amici, si può trarre le forze da lì.

E questo gruppo può essere piccolo fin dall’inizio. Cioè, non hanno bisogno di rivelare alcuna forza spirituale, ma questo non è importante. Se una persona sa come entrare ed integrarsi con loro, riceverà il potere per l’avanzamento, come nel noto esempio di Rabbi Yosi ben Kisma.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.01.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Innalzare il cuore attraverso i Sentieri del Creatore

Per raggiunere una vera unione, dobbiamo attrarre la Luce che Corregge. E’ possibile attirarla solamente dando rispetto alla grandezza dello scopo, del gruppo, e degli amici, e della forza superiore che si prende cura di noi e verso la quale siamo diretti. In questo modo, arriviamo al rapporto con il Divino.

Raggiunto questo, agiamo insieme come una squadra (come tutti coloro nel nostro mondo che si uniscono in gruppo), e da questo punto iniziamo ad aspirare di più al Creatore. Per arrivare al Creatore, abbiamo bisogno di elevare la nostra stessa importanza. Non c’è altra scelta, non perché vogliamo camminare con arroganza storcendo il naso con chiunque, ma perché è necessario. Abbiamo bisogno delle forze per connetterci ancora più profondamente, abbiamo bisogno di uno stimolo che ci dia dell’energia ed un bisogno urgente ai compromessi e all’unione.

Dove prendiamo questo stimolo? La risposta è “elevare il cuore attraverso le vie del Creatore“. Ciò significa che ci dobbiamo elevare sopra ogni uomo, certamente non al di sopra del gruppo, ma al di sopra del mondo intero, di tutti i tempi e di tutte le generazioni. Dobbiamo essere fieri di essere i pionieri, l’ultima generazione che prepara la strada per tutta l’umanità. Dobbiamo coltivare l’orgoglio di gruppo, un orgoglio positivo e che abbia un senso.

Questo orgoglio dovrebbe nascere attraverso la forza: io non ne sono felice e non ne sono sinceramente fiero, è che non ho altra scelta che aumentare l’orgoglio. E si tratta di un gran lavoro.

Dovremmo cercare delle opportunità per rafforzare e massimizzare il sostegno reciproco. Dove possiamo farcene venire “l’appetito”? Di regola l’appetito per il sostegno reciproco arriva dall’ ambiente circostante nel suo complesso. Per questo dobbiamo lavorare appositamente sulla presa di coscienza dell’importanza del nostro ambiente circostante rispetto all’ambiente nel suo complesso.

In altre parole, noi lavoriamo con il nostro gruppo ed eleviamo la sua importanza al di sopra di ognuno di noi. Dopo di questo, dobbiamo elevare l’importanza del gruppo al di sopra ancora di più dell’ ambiente circostante esterno. Solo allora ci possiamo connettere ai desideri dell’umanità e rafforzare il sostegno reciproco.

Non possiamo rafforzare il sostegno reciproco se ci chiudiamo dentro al gruppo. E’ possibile farlo solamente connettendoci ai vasi esterni ed aprendo quelli interni. “Lo sciocco unisce le sue mani insieme e si mangia la sua stessa carne”; ciò non riguarda l’uomo che non fa nulla, ma l’uomo che non si preoccupa di allargare i vasi (Kelim). Questa è la ragione per cui è uno sciocco.
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(Preparazione al Congresso Generale – Congresso Integrale, Le Nove Fasi del cammino verso l’unità, Punto 4)

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I crescenti livelli di correzione

Domanda: Come si collegano le due espressioni: “comandamenti che non hanno bisogno d’intenzione” e un “comandamento senza un’ intenzione” è come un corpo senza anima?

Risposta: “L’attuazione dei comandamenti non richiede un’intenzione” ciò si riferisce al fatto che quando ancora non abbiamo l’intenzione al fine di dare, dobbiamo provare a connetterci con gli amici e questo ci porta all’intenzione giusta di amore e dazione.

Un’intenzione allo scopo di dare significa che mi concentro su di voi e voglio riempirvi. Una persona in questo mondo non ha tale intenzione. Siamo nati senza di essa, viviamo le nostre vite, e poi raggiungiamo il gruppo. Ciò significa che il comandamento non ha bisogno di una intenzione così da iniziare come siamo.

Anche se hai un’intenzione, è soltanto per te stesso e non per qualsiasi altra cosa (questo è il modo in cui si viene portati alla saggezza della Kabbalah). Allora, se studiate avrete successo.

Supponiamo di avere due livelli di energia. Il livello inferiore è l’intenzione allo scopo di ricevere che manca dell’intenzione di dare. C’è una fase di preparazione (Achan) per l’intenzione allo scopo di dare fra questo livello e il prossimo, e poi c’è il Machsom (la barriera che ci separa dal mondo superiore).

Oltre il Machsom, scopriremo l’intenzione che è esterna a me, o dazione, l’attributo di Bina, la Luce di Hassadim (carità). Poi, c’è l’intenzione di ricevere allo scopo di dare, o la Luce di Hochma, e c’è la fine della correzione (Gmar Tikkun).

Prima, siamo sul livello più basso sul quale abbiamo un desiderio sano e normale di ricevere allo scopo di avere piacere. Gradualmente, arriviamo al riconoscimento che non abbiamo nessuna intenzione di dare.

Una persona decide, “Devo cominciare a cambiare me stesso” e così arriva alla fase della preparazione molto seria per l’intenzione allo scopo di dare chiamata il tempo di preparazione (Zman Achan).

Questo lavoro molto difficile può durare mesi e anche anni. Gradualmente, sotto l’influenza della Luce Superiore, una persona raggiunge l’intenzione di dare fuori da se stesso.

Nello stesso momento, lui non dà nulla ma esiste semplicemente come un embrione (Ubar). Lui aderisce al superiore e si annulla come un embrione, o come un bambino piccolo nei confronti di un adulto senza interferire con la sua crescita, mentre consente al superiore di fare con lui qualsiasi cosa necessaria: “Fai qualsiasi cosa con me; sono d’accordo con tutto,” e questo è rivolto contro il suo crescente ego.

Quando ha completato la correzione di tutti i suoi desideri, lui sale all’ultimo livello dove può ricevere piacere allo scopo di dare per il bene del Creatore.

Questo livello è molto alto, e vogliamo raggiungerlo mentre stiamo eseguendo e completando tutte le correzioni.
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La sfera di lamponi

La “sfera di lamponi” significa avere la totale ed assoluta perdita di tutto l’atteggiamento personale verso gli amici. Ci sbarazziamo di tutti i rivestimenti del nostro corpo fisico e delle qualità interiori di tutto ciò che abbiamo ricevuto dalla natura; solamente la scintilla rimane, le Reshimo, innate in tutti, il nucleo spirituale di ognuno, la propria aspirazione all’unità.

Se io mantengono comunque un diverso atteggiamento, delle differenze tra di noi, allora non è un gruppo. Il gruppo si ha quando tutti gli amici sono uguali, quando non vedo alcuna differenza tra di loro. Essi sono tutti Reshimot; ognuno è impegnato a raggiungere l’unione.

Durante la prima fase della presentazione del sostegno reciproco, il Creatore ci porta alla connessione e si tratta più che altro di uno stato teorico. Però, per formare una palla rossa come il colore del lampone, ci dovremmo già connettere attivamente con tutti. Il lavoro con questa sfera di lamponi inizia con gli sforzi di non vedere delle differenze tra gli amici e finisce quando tutti gli amici si uniscono in una persona sola.

Se siamo uniti come un gruppo omogeneo che fa le stesse cose, uguali alle altre connessioni che le persone realizzano in questo mondo, non si tratta ancora di “un solo insieme”. A dire il vero, in una unione fisica di questo genere, tutti vogliono raggiungere uno scopo; ognuno ha il proprio obbiettivo, ed ognuno è pronto ad unirsi per il bene del proprio obbiettivo personale.

Noi non ci comportiamo in questo modo. Qui, ognuno deve cancellare se stesso per il bene dell’unione con gli altri, abbandonando gli obbiettivi personali.

In questo auto-annullamento, non perdiamo il nostro pensiero o le nostre sensazioni ma otteniamo il pensiero dell’intero gruppo che è chiamato “come un uomo solo con un cuore solo”. Il desiderio collettivo viene rivelato e dentro questo desiderio ognuno percepisce le proprie qualità individuali. Come in un sistema di ingranaggi, l’uomo inizia a girare con tutti, senza pressione, e da qui capisce come ruotano e perché. Questo significa “sapere ciò che l’amico ha nel cuore”. Ognuno lo sa in modo differente, in base alle proprie qualità.

In questo modo diventiamo una sfera di lamponi.
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