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Azione spirituale nella vita quotidiana

Domanda: Ho studiato per più di cinque anni e sento come la mia vita sia all’interno del gruppo. Allora, nei cinque mesi passati, è stata progressivamente più difficile per me unirmi con gli amici. Anche se nella mia vita corporale ho perso tutto il mio desiderio per qualunque cosa; non c’è niente che posso fare. Se non sono fisicamente con i miei amici, non posso muovermi per il mio bene nella mia vita quotidiana.

Risposta: Questo è perché non senti che la tua vita quotidiana fuori dal gruppo anche appartiene alla tua strada spirituale.

Supponiamo di lavorare in qualche stabilimento o corporazione. Si ha bisogno di capire che lavorando in questo settore è il vostro lavoro spirituale. Se si mantiene un lavoro continuo dell’avanzamento spirituale in mente mentre si lavora in ufficio o stabilimento, poi tramite un qualsiasi vostro movimento e azione, si trasmette la propria energia spirituale personale. E’ necessario agire così in questo mondo affinché diventi corretto.

Il nostro lavoro completo in questo mondo è inteso affinché noi ci si possa influenzare l’un l’altro con i nostri sforzi spirituali. Così, se, mentre si lavora in ufficio accanto a un centinaio di sconosciuti che sono lontani dalla spiritualità, ma si va lì con il riempimento spirituale, poi tu, attraverso il tuo lavoro, come un agente sotto copertura, incanalerai la felicità spirituale che senti, tramite loro, al mondo intero.

Questo è il nostro lavoro a livello di àncora spirituale. In tale maniera siamo connessi l’un l’altro e permeiamo il mondo intero con la spiritualità. Questo è necessario per noi! Pertanto, il nostro mondo è creato in modo da lavorare in esso, e per questo i Kabbalisti obbligano ognuno di noi a lavorare in un lavoro esterno.

Cercate di lavorare con questa intenzione. Vedrete quanto successo avrete sul lavoro, come i vostri collaboratori cominceranno a relazionarsi con voi diversamente, e quale avanzamento raggiungerete spiritualmente.

E’ necessario unire correttamente le azioni e il lavoro. Non è facile, ma allo stesso tempo, questa adesso è la tua correzione. Questa è la cosa più importante che un individuo può fare nel nostro mondo, invece di avere la testa tra le nuvole quando si ascolta il Libro dello Zohar. Questa non è correzione.

Siamo intenzionalmente creati in modo tale che passiamo 10-12 ore al giorno occupandoci della nostra casa e del lavoro. Oggi, tante persone pensano così: “Matrimonio, bambini – chi li vuole?” Continuo a vivere con la mia mamma, lei mi nutrirà e mi vestirà, mentre contemplo le materie filosofiche.” L’uomo moderno vuole questo.

E’ necessario sposarsi, avere bambini, lavorare, studiare, e vedere in tutto questo la realizzazione del proprio potenziale spirituale, in questo modo un’attività non dovrebbe essere diversa dall’altra, così nel gruppo, a lavoro, alla lezione, al workshop, con la propria sposa e i bambini, in tutte queste cose, saremo connessi internamente all’energia Superiore attraverso il gruppo e la trasmetteremo tramite noi stessi giù a tutti gli altri: la famiglia, il posto di lavoro, e il mondo intero, ovunque si può essere.
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(Da una lezione in Russo, 07.02.2014)

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Conoscere è assaggiare

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Punto 48: Si è visto che i suoi 613 organi sono i 613 Partzufim (plurale di Partzuf), unici nella loro Luce, ognuno a proprio modo.

Domanda: Come possono le parti di un insieme essere diverse in radiosità? Cosa vuol dire “ognuno a suo modo”?

Risposta: Ogni cellula, molecola, atomo e le loro parti hanno uno proprio scopo ed un proprio lavoro. Noi dovremmo rivelare la natura e lo scopo di ogni minimo dettaglio della creazione proprio fino all’ultimissima “banalità”. Infine, dobbiamo arrivare al punto originale di “qualcosa dal niente”, all’origine del desiderio, e poi correggerlo nel punto della sua origine. Così facendo, revochiamo “qualcosa dal niente”.

Tutti i desideri sono unici ed interconnessi. Tuttavia, dobbiamo arrivare a conoscere la loro struttura non entrando a fondo nei particolari come siamo abituati a fare nella nostra società deterministica, che è frammentata in pezzi singoli. No, nella spiritualità, comprendiamo le cose attraverso l’integrazione dinamica di tutte le loro parti. I desideri non sono estranei tra di loro. Ognuno di essi è sempre intrecciato con il resto dell’insieme (613 meno uno).

Domanda: Secondo la tua descrizione, ognuno dovrebbe essere un genio in…

Risposta: E’ detto: “Non è il saggio che impara.” Arriviamo a conoscere il mondo attraverso “assaggi, sapori” (Ta’amim). Una formula chimica che descrive precisamente le qualità della sostanza non ci dice nulla delle sue qualità; mentre, se percepiamo la sostanza, ne capiamo tutto immediatamente.

Ecco perché la conoscenza nella spiritualità sta nell’assaggiare. Si può scrivere una lunga storia su alcuni sapori, e comunque non immaginarli. Tuttavia, se io ne assaggio, risolverò immediatamente il problema e saprò esattamente di cosa si tratta. Conoscere solamente il gusto è sufficiente perché il sapore comprende e rivela l’origine della sostanza, le sue qualità e sfumature. Poi, quando leggo il nome appropriato di una cosa che ho già provato, saprò già di cosa si tratta.

Il conseguimento spirituale non ha bisogno di nulla se non dell’annullamento davanti al gruppo, dell’umiliazione del desiderio di ricevere rispetto al desiderio di donare.

Domanda: Allora, chi sono quelli che raccolgono le informazioni e come lo fanno?

Risposta: Una forma completamente nuova dello HaVaYaH si manifesta in un desiderio, nei quattro discernimenti della Luce diretta. Non c’è altro che questo. Ed è questo che effettivamente conseguiamo. Tutti i mondi, le azioni, le divisioni, e le correzioni, tutto è costruito sulla struttura originale e invariabile dello HaVaYaH.

La chiave per arrivare è l’unione degli amici rafforzata dalla Luce. Solamente l’unione totale ci fa avere la conoscenza e la saggezza. Dopo lasciamo lo stato del distacco e rimettiamo insieme le parti rotte, penetriamo nella loro natura, ed in questo modo arriviamo alla realizzazione.

Questa è la sola ragione per cui è avvenuta la frantumazione: i frammenti staccati hanno formato un quadro frantumato che è totalmente opposto alla loro natura. Rimettendo insieme queste parti, arriviamo a conoscere la forma contraria dell’unione, ed in questo modo “ri-mettiamo insieme” il Creatore. Tuttavia, noi non Lo ri-mettiamo insieme nel senso di appagamento interiore del vaso; invece, lo faccia esteriormente. Ad ogni modo, grazie a questo processo arriviamo a Lui.

Domanda: Conseguentemente, significa che l’unione influenza tutto a livello atomico del mondo materiale. Può essere veramente così?

Risposta: Il mondo che vediamo ogni giorno è il quadro dei nostri stessi difetti, è come se venissimo radiografati e vedessimo il risultato su uno schermo. Vediamo la nostra stessa corruzione, la pancia dell’egoismo che cerca sempre di più l’auto-appagamento.
Ecco perché quando cambiamo, anche il mondo intero cambia con noi. E’ detto: “Ed io vidi un mondo sotto sopra”.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.02.2014, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Perché dovrei odiare me stesso?

Domanda: Perché si dice che una persona dovrebbe odiare se stesso e amare gli altri? Perché dovrei odiare me stesso?

Risposta: L’odio si riferisce alla tendenza di essere separato, ad allontanarti dall’oggetto odiato. Si tratta dei nostri attributi egoistici che ci disturbano dal raggiungere il Creatore e dal somigliarci a Lui; attributi che ci disturbano dal raggiungere l’amore e la dazione e che ci disturbano dal raggiungimento del collegamento tra tutti.

Questi attributi mi disturbano dal arrendersi, dal annullare me stesso, di perdere me stesso, il che significa lasciare il mio cuore corporeo e mente e dal tentativo di acquisire un cuore e mente di dazione e di vivere fuori di me.
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Rivelando la luce d’amore

Come risultato della frammentazione dei vasi capiamo che dobbiamo tornare allo stato che ha preceduto la frammentazione. Innalzando il MAN dallo stato frammentato, sforziamo noi stessi ad espandere i nostri vasi 620 volte. Poi raggiungiamo lo stato corretto dotato di tale intensità, come risultato del nostro sforzo riveliamo la Luce in tutta sua NRNHY, che è l’obiettivo della creazione.

Il Creatore vuole che riveliamo il Suo attributo d’amore e dazione, e non solo che gusteremo solo una goccia del Suo riempimento. E’ come un bambino che riceve 100 grammi di polenta dalla sua mamma e allo stesso momento effettivamente riceve anche tutto l’amore e attenzione che sua madre sente per lui.

Siccome siamo stati creati con il desiderio di ricevere, non possiamo assaporare niente più che una scintilla piccolissima, “una candela sottile,” di tutta la Luce. Questo ora è abbastanza allo scopo di essere in contatto e in qualche modo connessi al Creatore. Però tutto il resto è la Luce d’amore, la Luce di dazione, il nostro atteggiamento verso gli altri. Secondo la legge di equivalenza della forma, dobbiamo raggiungere lo stesso atteggiamento verso il Creatore allo scopo di rivelare la Sua attitudine verso di noi.

Per questo motivo ci hanno dato la frammentazione dei vasi in modo da scoprire e rivelare questo stato frammentato e da esso scoprire lo stato corretto. Poi saremo in grado di capire l’attitudine del Creatore verso di noi. Allora tutto il nostro lavoro è focalizzato sulla connessione fra noi, e così, oltre alla frammentazione, scopriremo i giusti rapporti d’amore e dazione invece che di separazione e odio.

Il Creatore è l’attributo d’amore e dazione rivelato all’interno del vaso, nel desiderio. Questo attributo è rivelato fra noi perché l’amore non può esistere in una persona ma deve essere diretto verso qualcuno. Ci impegniamo nella rivelazione di questo attributo e dobbiamo stabilire le stesse relazioni fra noi.

Prima non sentiamo nulla fra noi, né relazioni buone né cattive, ma cominciamo a lavorare su di esse evocandole l’un l’altra. Capiamo che una persona non potrà mai risvegliarsi all’ amore, dazione, e connessione da solo. Essa deve essere svegliata; le deve venir mostrato un esempio; invidia, lussuria, ed onore devono essere accesi; lui deve rispettare apertamente coloro che guardano bene gli amici e che dimostrano il loro amore, dazione e sollecitudine per tutti.

Dobbiamo invidiare chi si comporta in questo modo nel gruppo, si dovrebbe desiderare di essere come loro, e si dovrebbe rispettare questo comportamento. Si scopre che una persona viene risvegliata, e da Lo Lishma (non per il Suo bene) e diverse azioni con la giusta intenzione, si dovrebbe semplicemente imparare dagli altri e raggiungere Lishma (per il Suo bene). Nonostante l’indurimento del cuore, la persona deve sempre essere al di sopra di qualsiasi disaccordo, dei diversi problemi e conflitti fra gli amici dimostrando a tutti quanto fortemente egli anela all’amore e alla connessione. Tutto quello che raggiungiamo tramite la Luce che Riforma sono i livelli di connessione, gli stati che esistevano prima della frammentazione.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah dell 13.03.2014)

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Scalare insieme sulla cima della montagna

Non importa se leggo Lo Zohar o se sono occupato in cucina; ciò che è importante è che io desideri ardentemente la Luce che Corregge e di connettermi con gli amici. Non posso desiderare ardentemente la Luce senza l’unità o la connessione. E’ una pre-condizione essenziale, della quale non ne parliamo nemmeno, poiché è ovvia.

Se non c’è alcuna connessione, il mio desiderio per la Luce è un desiderio egoistico e falso ed è solo per un mio vantaggio. Senza di essa non possiamo scalare il Monte Sinai perché da questo punto in avanti iniziamo a pensare solamente insieme.

Questo non succede automaticamente, è ovvio, e ce lo dobbiamo ricordare a vicenda sempre, e questa è la ragione del sostegno reciproco. Ecco perché c’è stato l’accordo di accettare il sostegno reciproco sul Monte Sinai, poiché nessuno può desiderare ardentemente un vero vaso a meno che tutte le altre parti di questo vaso non ne siano d’accordo, le 600.000 anime che formano il vaso completo.

Le 600.000 anime sono il simbolo del nostro desiderio ardente di raggiungere lo scopo programmandolo prima. Lo scopo finale è di raggiungere il livello chiamato 60 Ribo, Arich Anpin, e così dobbiamo raccogliere 600.000 anime, il che significa che dobbiamo desiderare di salire sulla cima della montagna insieme.

Domanda: Mentre leggiamo Lo Zohar, come rafforziamo il sostegno reciproco tra di noi attraverso il desiderio della Luce?

Risposta: Un uomo semplicemente non lavora senza un altro uomo. Questo è una regola. Perciò, “ama il prossimo tuo come te stesso” è la regola generale ed il solo modo con il quale possiamo ricevere la Torà. Senza questa regola la Luce non arriverà, o potrebbe arrivare ma solamente in un forma molto debole.
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(Dalla 3.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 11.03.2014, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Scopriamo che siamo destinati non a mantenere il nostro legame con il Creatore e che non abbiamo bisogno di un vasto pubblico per mantenere la “sfera di lamponi“, invece dobbiamo avere questa sfera per servire un più vasto numero di persone. E soprattutto attraverso questa scoperta ci avviciniamo alla fine della correzione.

Il che ci rende possibile di vedere l’integralità, i legami, e l’Arvut (la garanzia mutua) in natura. Iniziamo a stabilire il nostro rapporto con un numero più vasto di persone: quanto ne abbiamo bisogno, perché senza non possiamo dare contentezza al Creatore, e quanto il Creatore vuole l’umanità e non noi.

Questo è il modo in cui conseguiamo il nostro destino e scompariamo. Una “nazione di sacerdoti” si ha quando non esistete. Servite sempre più persone, servite tutta l’umanità, e servite il Creatore. Ed in questo vedrete il vostro ruolo anonimo. Non avete alcuna parte o diritto in niente, in sostanza voi siete il legame di collegamento, un canale, un elemento di trasmissione. E questo è un bene perché in tutto questo possiamo veramente essere più vicini alla natura del Creatore.

Dobbiamo presentare e dare un esempio al mondo, e attraverso questo esempio trasmettere al mondo la condizione spirituale che abbiamo conseguito. Anche se nel frattempo questa è la parte opposta dello stato spirituale, se ce la facciamo a far girare il volto del mondo verso di noi, noi possiamo girare il nostro volto verso il Creatore. Rivolgendoci al mondo con amore, possiamo rivolgerci con amore verso di Lui. A questo riguardo è detto: “Dall’amore delle creature all’amore del Creatore”.

E per far girare il volto del mondo verso di noi, è necessario risvegliare gli uomini alla giusta comprensione della solidarietà con loro. Per questo è necessario trasmettere la tensione interiore nelle parole. Le parole devono essere molto chiare e profonde. Solamente in questo modo possiamo essere integrati nel cerchio più esterno, connettendoci veramente con loro. E allora riceviamo quel qualcosa in più che serve e che ci aiuterà ad elevarci e ad entrare in un livello superiore.

Il corretto educatore integrale per lo sviluppo spirituale deve risvegliare questo sviluppo in uno studente. Se ce la facciamo a raggiungere i cuori degli uomini, allora, soprattutto queste esperienze ed impressioni che risvegliamo in un numero maggiore di persone farà sì che riusciremo a far crescere la palla dal color del lampone, migliorando e rafforzando il punto di contatto con il Creatore e così percependoLo.

E’ detto: “Ho imparato da tutti i miei studenti”. Comprenderemo allora perché attraverso la connessione con gli studenti una persona può imparare di più che dagli insegnanti.
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Un Duetto: Il Creatore e il Creato su un violino

Domanda: Oggi, tanti dei nostri amici escono per incontrare il pubblico che ascolterà per la prima volta parlare sulla saggezza della Kabbalah. Come possiamo acquisire la fede tramite il pubblico?

Risposta: La fede proviene dal Creatore e la mancanza per esso proviene dal pubblico. Noi, d’altra parte, dobbiamo essere nel mezzo come i coordinatori, come un collegamento. Raggiungiamo il pubblico con le nostre intenzioni di dare piacere al Creatore poiché loro sono i vasi generali della nostra anima che è davanti a noi, e vogliamo farli unire in modo che il Creatore possa essere rivelato in essi affinché noi possiamo dare piacere a Lui.

Uscendo per andare al pubblico, dobbiamo sentire che siamo i rappresentanti del Creatore, che abbiamo ricevuto un’opportunità meravigliosa per dare piacere a Lui. Dimostriamo al pubblico che abbiamo una tale buona volontà e un cuore aperto, senza alcun auto-beneficio o domanda, ma soltanto con l’inclinazione per far loro del bene.

Se raggiungiamo il pubblico con questa intenzione, avremo successo. Siamo nello stato di Hafetz Hesed per quanto riguarda il pubblico e per quanto riguarda il Creatore, significa che riceviamo le dieci Sefirot di Hassadim, il livello dei sacerdoti (Cohanim). La cosa principale è di prepararsi nel modo giusto, proprio come i musicisti che sintonizzano i loro strumenti. Questo è effettivamente il modo in cui dovremmo calibrarci, come avvicinare l’arco sulle corde di uno violino avanti e indietro, così controllando le inclinazioni interiori con le quali usciamo al pubblico e l’inclinazione interiore con la quale ci rivolgiamo al Creatore. Questa via, quest’abbondanza, la Luce, fluirà attraverso di noi al pubblico senza alcuna interruzione da parte nostra. Le mancanze del pubblico salgono dal basso e la Luce scende dall’ Alto, i desideri dal basso e la Luce dall’ Alto.

Provate a sintonizzare voi stessi in questo modo, e all’improvviso sentirete che venite gestiti totalmente su un lato dal pubblico e sull’altro dal Creatore.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.03.2014, Scritti di Baal Ha Sulam)

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Che cosa preferisci?

Baal HaSulam, “L’introduzione al Libro dello Zohar,” Punto 69: Quando uno aumenta la propria fatica all’ interno della Torà e i suoi segreti, in tale misura, uno fa la virtù dell’ interiorità del mondo – che è Israele –o vola alto oltre l’esteriorità del nostro mondo, che sono le nazioni del Mondo.

Quindi tutto dipende dal preferire l’ interiorità all’esteriorità. Queste due parti sono essenziali nella Torà, nelle nostre azioni, nelle nostre intenzioni, in tutto. Dobbiamo sempre distinguere fra ciò che è più interno e ciò che è più esterno e preferire uno all’altro.

Così una persona si focalizza su se stesso, sull’obiettivo giusto e avanza. Infatti, non c’è nulla che dobbiamo fare ma tutto il tempo preferire l’interiorità all’esteriorità, e chiarificare ciò che è l’ interiorità e che cos’è l’esteriorità, preferendo l’una al di sopra dell’altra.

Una persona è come un dipolo, o come l’ago di una bussola. Preferisco che l’ago costantemente punti sulla spiritualità come risultato mettendosi al di sopra della corporeità. Qualsiasi cosa è più vicina alla dazione, all’interiorità del gruppo all’ interiorità del mondo, per concentrare i miei sforzi, devo sempre essere oltre qualsiasi cosa corporale. Questa chiarificazione è effettivamente l’unica cosa che sono tenuto a fare in qualsiasi momento, e nient’altro tranne quello.

Domanda: Come si può integrare il pensiero della creazione in questa divisione di interiorità ed esteriorità?

Risposta: Come potrebbe il pensiero della creazione adempiersi se non abbiamo il libero arbitrio per preferire l’ interiorità all’esteriorità? Questo è il modo in cui ci realizziamo.

Il pensiero della creazione è di fare bene ai i Suoi esseri creati, di portare l’uomo al livello del Creatore in modo che lui possa essere indipendente e anche assomigliare al Creatore. Questo ha già due opposti: come può essere indipendente e allo stesso momento assomigliare al Creatore? Questo è un paradosso. Allora dobbiamo sempre lavorare nella fede sopra la regione, nella dazione oltre la ricezione.

L’esteriorità è più vicina al mio ego, e alla mia vita; vorrei che l’ amore per me stesso, i miei desideri di ricevere, fossero sempre pieni e che mi sentissi bene. Mi vorrei sentire bene e confortevole in esso, vorrei che tutto fosse piacevole e tranquillo. L’ interiorità è dazione: è la preoccupazione degli altri, adesione alla società e all’insegnante, e tramite loro, adesione al Creatore.

Se non preferisco uno all’altro, come posso scegliere? Come posso formare me stesso? Questo è il mio lavoro. Senza di esso non posso formare me stesso in qualsiasi modo.

Quando una persona vuole acquisire una forma, egli evoca la Luce che Riforma e si fa il lavoro. Però senza la bramosia di una persona non c’è indipendenza e non c’è raggiungimento del Creatore poiché non c’è un vaso, non c’è il desiderio.
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(Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 3.03.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Domanda: All’inizio il nostro lavoro è stancante e poi ci tiene occupati e ne siamo sopraffatti….

Risposta: Questo dipende dalla tua abilità. Se diventi un esperto nel tuo lavoro, allora il lavoro è un piacere per te. Quando ti piace quello che fai non senti il lavoro come un peso ma come un piacere, un’auto espressione, e quindi non ti senti stanco. Come un vero artista che si addormenta al cavalletto perché fisicamente spossato ma non perché ha separato se stesso dal lavoro.

Domanda: A volte mi sento così stanco da sentirmi senza la connessione con lo sviluppo spirituale e le attività del gruppo come un servitore che non ha più bisogno di nulla. Come si può arrivare ad uno stato di cooperazione reciproca?

Risposta: Dobbiamo lavorare assieme con tutti, questo è tutto. Io so che non c’è nessun altra via, e mi senbra di non poter andar d’accordo con questa cosa, è difficile per me, e vorrei fare tutto in modo diverso, ma non c’è scelta, è necessario; esiste un fine superiore.

Non può essere che io possa avanzare verso la verità perchè deriva un vantaggio da essa. La verità ed il vantaggio non esistono assieme. Il vantaggio sta solo dalla parte dell’ego.

Il fine superiore mi forza ad avanzare. Diamo felicità al Creatore con questo; ci innalziamo al suo livello.

Cerca di prendere degli obblighi verso il gruppo, verso gli amici, la responsabilità verso tutti; innalzati a questo livello, non abbassarti. Il Creatore di darà tutti i tipi di effetti collaterali. Supponiamo che stai facendo qualcosa di buono assieme ora. Egli ti spingerà verso un lavoro migliore, un migliore stipendio, delle condizioni migliori e così via.

Non si può accettare questo come una carità od una ricompensa. C’è solo un ritorno: io desidero scoprire le caratteristiche della dazione e dell’amore come risultato del mio lavoro. Quindi, cerca di tirarti sempre più vicino alla proprietà della dazione per tutto il tempo.
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1. Tutta l’umanità, tutta la natura, dopo la frantumazione è diretta verso l’unione. E noi siamo coloro che studiano la scienza dell’unione, la saggezza su come attirare un altro potere alternativo che ci aiuti a fare crescere l’unione.

Tutta l’Educazione Integrale consiste in questo, insegnare ad una persona a connettersi agli altri il più velocemente possibile. Finora non c’è stato bisogno di questo metodo, e adesso invece sta iniziando ad essere richiesto.

Noi siamo come uno stoppino, tutta l’umanità sotto di noi è come l’olio, e sopra c’è la Luce dell’Infinito.

Di conseguenza, se faremo di noi stessi un canale, tutto andrà bene. Ci deve ancora essere rivelato che se non connettiamo il superiore, il medio, e l’inferiore nelle tre linee, non possiamo agire.

Abbiamo bisogno della connessione con la forza superiore, di modo che passerà agli altri attraverso di noi, a coloro che stanno attraversando lo sviluppo per lo scopo di elevare l’inferiore alla scoperta dell’elevazione massima. Ed è questo il modo in cui ci comportiamo; ci muoviamo sempre in questo circuito chiuso: dal basso il desiderio è rinnovato, e dall’alto la Luce arriva.

2. Nel lavoro con coloro che sono parecchio giù è importante fare in modo che la sensazione preceda l’intelletto. Teoricamente è impossibile insegnare l’importanza della saggezza ad un ampio pubblico; è impossibile trasmettere la saggezza alle persone prima della percezione. Fuggirebbero.

Noi stessi siamo pronti a tollerare questa saggezza perché abbiamo un desiderio, il punto nel cuore. Senza questo desiderio anche noi fuggiremmo.

E’ necessario impiegare e mettere in moto i partecipanti, far avere loro delle impressioni, riunirli per dei lavori di gruppo, sviluppare ed allargare la loro capacità nella percezione, comprensione e nel modo di sentire e questo per portarli ad un chiarimento che permetta loro di espandersi dentro e di scoprire uno spazio dentro di sé che inizierà ad essere colmato con ogni genere di dettaglio: “il gruppo”, “l’IO”, e così via.

Quando riuniamo i partecipanti per discutere le domande in un lavoro di gruppo, essi piano piano si strutturano in base al modello integrale del mondo e prendono delle decisioni in modo completo, attraverso l’annullamento dell’io, attraverso il concetto della sfera di lamponi. Essi costruiscono nel gruppo una mini realtà condivisa dove c’è un punto centrale e i Kelim, i desideri, si vogliono connettere in un auto-annullamento, nella reciprocità, nel sostegno reciproco (Arvut), al fine di scoprire il Creatore. In un gruppo come questo di dieci persone, esiste il modello di tutta la realtà.

(Preparazione al Congresso Integrale, Nove Fasi verso il Cammino Verso L’Unità, Punto 7)

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