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Incontrare il Creatore sui gradini della scala

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cos’è il sistema chiamato Israele, per mezzo del quale è possibile risolvere tutti i nostri problemi se impariamo ad utilizzarlo nel modo corretto?

Risposta: In tutta la creazione è in funzione la sola ed unica forza della dazione e dell’amore, al di là di essa non c’è nulla. E’ chiamata la forza superiore, il Creatore, perché ha creato tutta la realtà.

E allo stesso modo, questa forza è chiamata il Creatore (Boreh) dalle parole “vieni e vedi” (Bo ve Reh), perché dobbiamo scoprirLo. Lo scopo della creazione è di scoprire il Creatore, come è scritto: “Perché tutti Mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di essi” (Geremia 31:33).

Per farci conseguire il traguardo il più rapidamente possibile, la forza superiore agisce su di noi e ci influenza sempre e ci esorta a scoprirLa. Avvicinarsi alla spiritualità significa assomigliare al Creatore. Il Creatore è il bene, e anche noi dobbiamo diventare il bene. “Proprio come Lui è misericordioso e giusto, anche voi dovreste essere misericordiosi e giusti” (Talmud Yerushalmi Peah 3:1).

Di conseguenza noi dobbiamo continuare a migliorarci, non fare agli altri ciò che non vogliamo sia fatto a noi, ed amare gli altri come noi stessi, come è scritto, “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Levitico 19:18). E questo è possibile se diventiamo come questa forza più elevata, la Luce superiore.

Il Creatore ha creato l’inclinazione negativa per mezzo della quale siamo separati gli uni dagli altri e non vogliamo il mondo spirituale, lo sviluppo, o l’avanzamento. Ma se raggiungiamo la consapevolezza che il non volerlo è il male, allora ci possiamo correggere con l’aiuto della Torà, vale a dire con l’aiuto della Luce che corregge.

La Torà è il rimedio per la nostra inclinazione negativa, per il nostro ego. La Luce ci può guarire e trasformare l’ego nel suo opposto: il desiderio per la dazione e l’amore. Il potere della dazione è chiamato il Creatore, il bene e la magnanimità, la Luce. Questa Luce ci influenza e quando splende con più forza, allora ci sentiamo a disagio, perché sentiamo il male invece del bene in quanto non ci siamo ancora aggiustati per riuscirci.

Con più forza la Luce si avvicina, e più negativi sentiamo di essere. Anche tutte le sensazioni negative arrivano dalla Luce, dal Creatore, e a questo proposito è scritto: “Porrò su di te un re come Haman che ti riporterà al bene contro la tua volontà” (Sanhedrin 97b).

Fuggendo via dal male, ci avviciniamo alla Luce un pochino. Ma questa strada è chiamata la strada della sofferenza, “a suo tempo”. Ma possiamo iniziare a correggerci per nostra stessa iniziativa, creando una forza positiva, cioè, costruendo un gruppo. Un gruppo è un insieme di persone che annullano il loro ego ed iniziano a trasformarsi nella forza della dazione.

Nella misura in cui ci allineiamo al Creatore, ci avviciniamo a Lui spontaneamente. In questo modo avanziamo, non rimaniamo il Suo contrario, e non fuggiamo dai colpi. Invece, siamo attratti verso di Lui con i nostri stessi sforzi. Non aspettiamo di essere spinti da dietro dalla sofferenza che ci obbliga a correre; invece, ci precipitiamo verso il Creatore da noi, e Lo vogliamo. Questo è un movimento positivo.

Domanda: Cosa vuol dire avanzare e muoversi verso il Creatore?

Risposta: In natura esiste una semplice legge di adattamento per mezzo della quale gli oggetti si avvicinano reciprocamente in base al livello di equivalenza della loro forma, delle loro caratteristiche. Quindi, se noi sviluppiamo la forza della dazione dentro di noi, ci avviciniamo a Lui. E avvicinandoci a Lui, ci poniamo sotto la sua influenza positiva e sentiamo il nostro sviluppo come una cosa buona.

Domanda: Come fa un gruppo di persone a creare questa forza?

Risposta: Questa forza viene scoperta attraverso la connessione tra di noi. Si tratta di un gruppo straordinario composto da dieci persone che abbandonano il loro ego per conseguire un punto di connessione comune. Lasciano indietro il loro ego e vogliono unirsi in un nuovo spazio. Questo è ciò che viene chiamato “come un uomo solo con un cuore solo”. Lo spazio comune nel quale sono tutti connessi è chiamato “un cuore solo”. In questo modo, queste persone diventano come il Creatore attraverso il loro desiderio di donare. A dire il vero, essi vogliono donare reciprocamente ed in questo modo raggiungere la dazione al Creatore. Ne consegue che si avvicinano al Creatore dentro il loro desiderio, Egli arriva per incontrarli, e ad un certo punto si incontrano.

Dopo di questo, essi aggiungono un altro desiderio di donare a loro stessi ed incontrano il Creatore, avvicinandosi sempre di più a Lui, fino a quando non raggiungono la completa somiglianza ed equivalenza a Lui. Questo è il modo in cui Israele agisce, che è colui che desidera ardentemente il Creatore, Yashar-El” (direttamente al Creatore). Lungo questo cammino ci sono 125 livelli spirituali o i cinque mondi superiori, il che è la totalità della nostra realtà.

Il principio di questo percorso nel quale ci troviamo adesso è chiamato “questo mondo” (Olam ha Zeh) ed il suo punto finale si chiama la “fine della correzione” (Gmar Tikkun).
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Da Kab. TV “L’incontro dei Mondi” 20.06.2014

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Oltre la negatività

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come si deve lavorare in modo ottimale con la negatività di ogni persona e di ogni gruppo di persone riunite?

Risposta: Noi non lavoriamo con la negatività che si trova dentro di noi. Non voglio sapere o sentirne parlare, non voglio scavare dentro di me.

Prima di tutto, questo è molto sgradevole, e secondo questo si chiama mangiare se stessi, come è scritto: “Lo stolto incrocia le mani e mangia la sua carne” (Ecclesiaste 4:5). “Guarda, io sono così! E perché ho fatto questo a tutti!? Nel mio passato ci sono cose come queste! … E in generale, tutta la mia vita…” Allora, tutto questo non è corretto, è assolutamente errato.

Il nostro atteggiamento verso la nostra correzione deve essere positivo; sto andando solo verso il bene, solo verso il bene!

Questo perché se penso a qualcosa di brutto, io non sono connesso al Creatore, non sono proiettato verso la sua direzione. Se c’è già qualcosa di sbagliato, questo è un segno che il Creatore è da biasimare, e, se io sono cattivo, questo è anche un segno che il Creatore è da biasimare, e se ci sarà qualcosa di brutto in futuro, allora è certo che Egli è da biasimare.

Questo significa che non devo pensare affatto a questo. Ho solo bisogno di investire gli sforzi necessari per connettermi agli altri. Questo è quello che mi serve, e dipende da me!

Tutto il resto non dipende da me. Allora, perché ho bisogno di pensare a questo? Tutto il resto sarebbe assolutamente ideale se solo concentrassi costantemente la mia attenzione sulla massima, connessione ottimale con gli altri in un cerchio, perché il cerchio è l’immagine del Creatore.

Domanda: la negatività appartiene solo ad una persona o può appartenere ad un gruppo di persone?

Risposta: Certamente un gruppo possiede il suo ego comune, e abbiamo bisogno di elevarci al di sopra di questo. Dobbiamo aggrapparci solo a pensieri positivi. Noi non critichiamo noi stessi o gli altri in nessun modo. Cerchiamo di superare il nostro ego per tutto il tempo e connetterci.

Quindi, in linea di principio, una persona può non essere in uno stato in cui non è in eccitazione ed euforia, qualora provi emozioni negative, e, se attraversa stati come questi, ciò significa che non è in contatto con gli altri e soprattutto con Dio.
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Dal Campo Estivo Internazionale In Bulgaria “Primo giorno” 11.07.2014, Lezione 1

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Un metodo semplice

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come possiamo accelerare il nostro avanzamento spirituale, l’unione, rimettere tutti i pezzi insieme, ed aderire al Creatore più velocemente?

Risposta: Come accelerare il tempo della correzione? A dire il vero, questo è quello che stiamo facendo.

Può essere tirato in lungo per decenni e anche per secoli, il che comporta un continuo ritorno in questa vita fino a quando non ci eleviamo al livello successivo. L’accelerazione può essere raggiunta solamente attirando a noi la Luce Superiore; non c’è altro modo! Noi abbiamo un metodo di lavoro molto semplice e molto primitivo, che dobbiamo solamente usare. Potete gettarvi in migliaia di libri di Kabbalah, ma, credetemi, non troverete niente di diverso.

Infatti, cosa impariamo dal modello della creazione stessa, dal sistema di governo? Solamente come evocare la Luce Superiore, che piano piano ci correggerà con la sua influenza. Ed è possibile attirarla solamente attraverso l’equivalenza con essa.

Faccio spesso degli esempi del modo in cui i bambini giocano facendo gli adulti e piano piano diventano più svegli e diventano come loro. Anche questa è l’influenza della Luce Superiore.

Tutto viene conquistato solamente attraverso l’equivalenza! Quando, nel vostro stato attuale, vi state sforzando di diventare uguali a qualcosa, il livello successivo agisce su di voi e voi gradualmente ascendete a questo livello. Piante, animali, tutte le cellule ed i sistemi si sviluppano secondo questo principio. Noi ci dobbiamo sviluppare anche in base a questo principio, sia a livello mentale che spirituale.
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Dalla 2.a lezione del Congresso di Bulgaria. 11.07.2014

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Questioni logiche del governo superiore

C’è una differenza fra come la forza superiore controlla la parte in noi denominata “Israele” e l’altra nostra parte denominata “nazioni del mondo”? In che modo la forza superiore riguarda e influenza queste due parti? Non è soltanto un “più” o un “meno”, ma le azioni piuttosto complesse e diversificate nella loro forma diretta e inversa.

E’ obbligatorio che nel nostro egoismo, la parte che appartiene alle nazioni del mondo, debba passare attraverso le sfortune, mentre quando diventiamo “Israele”, si senta bene? Può essere l’opposto, e abitualmente funziona così.

Dopo tutto, la parte in me che appartiene a “Israele” deve essere elevata e portata ad un livello ancora più alto. Per questo, ho bisogno di sentire le difficoltà e i problemi nella parte di Israele dentro di me. Se ricevo supporto in questa parte, allora sentirei soltanto i benefici egoistici e così non sarei mai cresciuto. Per avanzare nella parte di Israele in noi, dobbiamo sentire una pressione crescente. E’ per questo che la guerra di Gog e Magog è la pressione che precede l’arrivo del Messia, deve essere molto potente e forte, senza precedenti nella storia.

Allo stesso tempo, la parte di me che appartiene alle nazioni del mondo deve sperimentare gioia invece che sofferenza. Dopo tutto, se questa parte ha una sensazione di gioia, saremmo permanentemente confusi e non ci sarebbe nessuna possibilità di conoscere la differenza fra giusto e sbagliato, come nella città di Shushan, la capitale del regno babilonese, dove non potevano decidere chi aveva ragione, Mordechai o Haman.

Allora significa che il governo del Creatore sopra coloro che aspirano a progredire è totalmente illogico. E’ per questo che il nostro filosofo interiore non può smettere di fare le sue obbiezioni. Anche Rabbi Shimon continua a fare domande. A questo livello, non ci sono filosofi, in quanto i filosofi non capiscono questa tappa. Soltanto le persone che sono coinvolte con il lavoro spirituale possono essere interessate a queste domande.

I filosofi spiegano tutto in modo molto semplice, poiché sono motivati da profitti nelle loro tasche, stomaco, e mente… Agiscono dentro un desiderio di ricevere. A questo punto emergono altre domande: in che modo il governo superiore si pronuncia su una persona che è coinvolta nello sviluppo spirituale? Si scopre che il governo superiore agisce totalmente opposto a tutti i nostri desideri (sia di ricezione che di dazione) ed è in contrasto con entrambi: le nazioni del mondo e Israele dentro di noi. E’ così “irrazionale” che non possiamo renderci conto di quanto sia diverso. Costantemente abbiamo la tendenza a giudicare questi fenomeni direttamente perché i nostri desideri non sono ancora corretti.

Mi sento di aver fallito completamente nei miei desideri di dazione, mentre nei miei desideri di ricezione mi sento così bene. Mi sento in questo modo dato che il mio livello è ancora corrotto, e per questo mi sembra che ne valga la pena stare con i miei desideri egoistici e non valga la pena di seguire i miei desideri di dazione. Nei desideri di dazione sento costantemente un fallimento completo; allo stesso tempo quando sono dentro i miei desideri di ricezione, sento che posso vincere.

Questo è ciò che il nostro giudice interiore vede, perché “si giudica secondo quanto gli occhi possono vedere”. Soltanto quando si sveglia il nostro punto nel cuore possiamo collegarlo al nostro ambiente, realizzando così la nostra libera volontà e aggrappandoci a nuovi valori di dazione. Poi possiamo andare più profondamente all’interno di noi e correttamente scrutare e chiarificare i nostri desideri, le nostre intenzioni e i nostri pensieri. Questo è un lavoro continuo.
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Dalla 2a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 08.18.2013, Lo Zohar

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Un lavoro sottile

Dr. Michael LaitmanLe persone che sono appassionate dall’ascesa spirituale e che credono e pensano che questo sia il motivo per cui viviamo, si riuniscono insieme e si prendono gli obblighi del sostegno reciproco: aiutarsi a vicenda ed essere in contatto a vicenda.

Essi sono incorporati gli uni negli altri, lavorano insieme, si spronano a vicenda per apprezzare la grandezza dell’obbiettivo, e cercano di connettersi nell’amore e nella dazione assomigliando al Creatore.

Lavorando sulla grandezza dell’obbiettivo, essi percepiscono la loro natura meschina e, allo stesso tempo, questo non li fa demordere, invece, essi fanno lo sforzo per annullarsi senza sopprimere il loro ego, ma restringendone l’uso.

E’ richiesto un lavoro molto fine: non disprezzare la natura meschina di una persona, non uccidere questa natura, perché è necessaria come resistenza alla natura superiore, poiché l’intensità dell’anima è costruita sulla frattura, sulla tensione, sul delta, tra di esse.

Rispetto a questo il mondo spirituale non è assoluto. E’ assoluto rispetto ad un’altra cosa: tutto ciò che è stato creato ha il suo proprio significato ed il suo proprio diritto ad esistere. Anche le cose che sembrano le più dannose per noi non possono essere distrutte in nessun modo.

Un grosso problema si viene a creare di conseguenza: come lavoriamo con questa cosa? Da una parte, sei pronto per distruggere alcune qualità negative in modo che non facciano più parte di questo mondo, e dall’altra, non lo puoi fare poiché hanno ragione di esistere.

E’ detto nella Torà: “Se qualcuno ha intenzione di ucciderti, tu dovresti ucciderlo per primo”, ma questa espressione non si riferisce ad una distruzione fisica, ma ad “ucciderlo dentro di te”, in modo che questa qualità non avrà più voce in te. Deve esistere ma in una forma spenta o morta.

Nel nostro mondo morire significa scomparire. Ma nel mondo spirituale non significa scomparire, ma essere spenti per sempre. La Torà ci insegna che dovremmo solamente annullare le qualità egoistiche in modo che siano inattive.

Questa linea sottile stabilisce la filosofia della nostra vita nel suo complesso. E’ questa la differenza tra la saggezza della Kabbalah e tutte le altre saggezze.

Perciò, in molti casi il comportamento di un Kabbalista sembra strano. Mi ricordo come non riuscivo ad essere d’accordo con il mio insegnante: “Come può essere che io sopprima questa qualità adesso!” E lui rispondeva: “Non devi! Lasciala fino a quando non appassisce e muore”. Ma questa qualità spenta o annullata deve esistere.

Domanda: Cosa intendiamo quando diciamo che dobbiamo odiare il nostro ego?

Risposta: Odiare significa smettere di usare completamente l’ego!

Non si può distruggere una qualità egoistica. Compare in noi e noi dobbiamo decidere se usarla oppure no. Se non la usiamo, significa che la uccidiamo. Non possiamo fare niente più di questo. Poi questa qualità potrà ricomparire nel momento più inaspettato.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 12.02.2014

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Come ognuno sviluppa il sesto senso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Con che metodo posso cominciare a sviluppare il sesto senso all’interno di me che poi mi renderà possibile vedere il mondo vero all’esterno di me?

Risposta: All’interno di me c’è il mio ego tramite il quale sento tutto subito. All’interno di quello percepisco tutto nel modo che voglio, e in questo modo vedo il mondo. E ho bisogno di sviluppare un senso opposto che sia indirizzato all’esterno e non all’interno.

Per questo devo connettermi con qualche altra persona e costruire un vaso di percezione condiviso fra noi che sarà il risultato del nostro desiderio a uscire da noi stessi e unirci. Tramite il nostro anelito per l’unità, costruiamo un nuovo senso altruistico fra noi, comune a tutti noi.

Attraverso la costruzione di tale senso reciproco, comincio a vedere quello che sta succedendo fuori di me e chiamo l’immagine che vedo il mondo superiore.
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Da Kab.TV “L’incontro dei mondi” 20.06.2014

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Lavorando in un cuore spezzato

Dr. Michael LaitmanRamchal, “Possente nel Cielo”: I saggi dissero “Il lavoro del cuore è una preghiera”. Così la Nukva, a causa di come gestisce tutti i mondi, si chiama il cuore. E si scopre che tutti i cuori in tutte le persone non sono che parti di quel cuore. Significa che tutti i cuori derivano dalla Nukva e quindi sono chiamate le sue parti. E qui la questione del cuore è interpretata in tutte le anime che derivano da essa.

E si scopre che non c’è un cuore intero, salvo che se si includono tutte le fasi del cuore che derivano da esso in tutte le anime. Poi quando esso comprende (tutti loro), si capirà nel senso di “il cuore capisce” tutto della Provvidenza generale.

Dobbiamo capire che siamo parti della Malchut comune che si chiama il cuore comune, e che dobbiamo unire i nostri cuori, e così correggerli. Nessuno di noi ha bisogno di una correzione privata; non c’è nulla da correggere in una persona, solo la sua attitudine verso gli altri.

Questo è il primo discernimento che dobbiamo realizzare: Nessuno è corrotto; solo le connessioni fra noi sono corrotte. Correggendo queste connessioni fra noi, ci possiamo unire in un cuore comune. Capiremo Colui che dona, secondo la nostra connessione, il Suo livello e il Suo attributo, perché diventeremo come Lui.

In questo dobbiamo impegnarci, nella nostra connessione sopra tutti i discernimenti egoistici rivelati che ci separano,ci tengono lontani, e ci causano repulsione l’uno dall’altro. Tutti gli eventi nella nostra vita hanno lo scopo di mostrarci il posto del nostro lavoro e dove finora non c’è una connessione fra noi.

Tutto ciò che succede a noi in questo mondo è la somma di tutto lo stato individuale che deriva dalla mancanza di connessione. Quando questi stati si connettono, sentiremo questa realtà come questo mondo, il che significa la mancanza di connessione in discernimenti diversi. Si è rivelato a noi nella misura in cui possiamo sopravvivere sotto queste condizioni di mancanza di connessione e cominciare la nostra connessione da esso.

Allora, tutto il nostro lavoro è nel sollevare MAN per questa connessione utilizzando tutti i mezzi che abbiamo. Poi la Luce che una volta ha riempito il vaso intero dell’anima influenza tutte le nostre parti e le riconnette, come torniamo ad essere una sola anima, un solo cuore.

Tutto il nostro lavoro è fatto in un cuore spezzato allo scopo di connettere i nostri cuori in esso, e in conformità del presente, sentiamo e capiamo che cosa vuol dire essere un intero cuore comune.

Se sentiamo di essere come un’ospite davanti a lui che ospita e da questo stato tiriamo le linee verso il nostro stato attuale, non sbaglieremo mai in qualsiasi di questi stati ci troveremo.
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Dalla preparazione alla Lezione qquotidiana di Kabbalah del 3.07.2014

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Israele diventerà lo stato nazione di un solo popolo?

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da The Guardian): “Binyamin Netanyahu spingerà per un singolare cambiamento in Israele delle leggi fondamentali – che equivale alla costituzione del paese – sostenendo che Israele è ‘lo stato nazione di un solo popolo – il popolo Ebraico – e non di altre persone’.

“Alla riunione di gabinetto settimanale di Domenica, Netanyahu ha detto che i diritti civili delle minoranze, tra cui arabi, sarebbero garantiti, e la mossa era di vitale importanza in un momento in cui gli aspetti di legittimità di Israele erano ‘sotto un assalto costante e crescente sia dall’estero che da casa.’

“Netanyahu ha definito le sue ragioni al cambiamento alla riunione di gabinetto, ‘Lo stato di Israele è uno stato ebraico e democratico. Le nostre leggi fondamentali danno piena espressione al lato democratico dello Stato’, ha detto. ‘D’altra parte, lo stato di Israele è lo stato nazionale del popolo ebraico non è sufficientemente espresso nelle nostre leggi fondamentali, e questo è ciò che il quadro del disegno di legge è destinato a fornire.’

“‘Lo stato di Israele prevede piena parità di diritti, diritti individuali, a tutti i suoi cittadini, ma è lo Stato-nazione di un solo popolo – il popolo ebraico – e non di altre persone. E quindi, al fine di rafforzare lo status dello stato di Israele come stato nazionale del popolo ebraico, ho intenzione di presentare una legge fondamentale che sarà una garanzia di questo status. ‘”

Il mio commento: Israele è affermato come nazione dalla Costituzione, cioè, non in modo naturale, ma da una legge speciale della natura, la legge della correzione e l’aspirazione per la somiglianza con il Creatore, la qualità della dazione e amore, la realizzazione del “Ama il prossimo tuo come te stesso.”

La condizione della Costituzione, ad esempio, la Torà è la regola di base del popolo Ebraico, la base sulla quale è stato fondato e creato. Questa è la legge data sul Monte Sinai: “essere come un uomo con un solo cuore,” per essere in garanzia mutua, “Non fare agli altri ciò che non vuoi che gli altri facciano a te” e “ama il tuo prossimo come te stesso“.

Siamo esistiti fin dal momento di unità tra le persone sotto la guida di Abramo, lasciando Babilonia per seguire queste regole e saremo in grado di esistere come un popolo e uno stato in futuro, solo osservando queste regole. Senza rispettare queste regole, non siamo né un popolo né uno stato.

Siamo tenuti a dare l’esempio in relazione a tutte le nazioni del mondo. Questo è il significato e la condizione della nostra esistenza “Per essere una nazione di sacerdoti e una nazione santa“, per diventare una “Luce per le nazioni del mondo.” Dobbiamo cominciare a soddisfare questa condizione ora, nel nostro tempo!
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Non dormire al volante

Il nostro desiderio di ricevere è stato creato appositamente con attributi speciali, propenso al riposo (nel senso che il nostro ego capisce il concetto di riposo). Cioè vogliamo ricevere piacere, appagamento, trovare liberazione, rilassamento. Così ogni azione contro il nostro desidero di riceve richiede l’uso della forza per fare un sforzo in modo da rafforzare la nostra “consapevolezza”.

Supponiamo che in un momento ho dimenticato il mio stato, il mio lavoro, perché il desiderio di ricevere, la mia natura egoistica, vuole riposare. Come posso spingermi, come posso controllarmi e ritornare di nuovo alla consapevolezza in relazione ad un obbiettivo, secondo l’ adesione al Creatore? La persona stessa non è in grado di fare questo, ma soltanto con l’aiuto della società. Significa tramite fattori esterni in grado di operare su di lui.

Se io, apposta, preparo e organizzo questo ambiente per me stesso, poi comincerò a muovermi e ad ispirarmi. Senza questo, non ho la possibilità di promettere che nel futuro sarò connesso e puntato ogni momento all’obiettivo di creazione: l’unita di “Israele, la Torà e il Creatore”.

Questo sentiero si chiama il sentiero di Luce, il percorso del tempo, accelerazione (Achishena). Tramite il supporto forte dell’ambiente, faccio progressi, costantemente cercando, come un vecchio uomo che cammina piegato e che sta cercando costantemente quello che ha perso, anche prima di perderlo. Mi controllo costantemente se non ho deviato dalla giusta direzione di Israele, la Torà e il Creatore come uno. Controllando se non ho abbassato le richieste attraverso la valutazione della mia fedeltà all’obiettivo del Creatore.

Se dimentico l’obiettivo, allora soltanto l’ambiente può riportarmi velocemente alla consapevolezza e farmi ricordare la salita. Però se non succede, allora in ogni caso il Creatore mi aiuta mandandomi la cosa che mi fa ricordare e mi rimette nel sentiero, ma già tramite mezzi che non sono molto piacevoli. Sento un tipo di mancanza e assenza, sono triste per le mie azioni o lo stato di eventi spiacevoli. Il Creatore mi ricorda, facendomi sentire addolorato per aver perso il mio lavoro spirituale o su qualche problema della mia vita regolare.

Il metodo di influenza dipende da quello, dalla mia distanza dalla direzione dell’ unità di Israele, la Torà e il Creatore. Se posso rimanere dentro limiti precisi che sono più vicini allo stesso sentiero, e non deviare dalla strada principale, poi la società mi porterà di nuovo nella direzione giusta. Però se dimentico l’obiettivo e non mi preparo per l’ambiente coretto per me stesso che mi tiene dentro i confini corretti, poi devierò completamente dal sentiero della Luce e proseguirò sul sentiero della sofferenza.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 28.10.2013, Shamati #70 “Con mano forte e scatenamento di furore

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Il mondo intero si nutre di me

Dr. Michael LaitmanLa garanzia reciproca è la legge di connessione fra i vasi, tra le anime. Nessuno di noi può fare il suo lavoro se gli altri non lo sostengono e non lo supportano. E’ una struttura che esiste solo grazie alle sue connessioni. Il momento in cui qualcuno rompe la connessione, la struttura intera cade a pezzi.

La legge generale di connessione e interdipendenza si chiama la garanzia reciproca. Esisto ora nella forma più semplice che non ha niente a che fare con la spiritualità poiché è l’unica forma che può esistere senza la legge della garanzia reciproca.

Nel momento in cui comincio a mescolarmi con gli altri e a connettermi con loro, mi stacco dalla mia forma attuale e sento che appartengo al sistema, e in tale misura, sento la forza del sistema chiamata il Creatore.

Tutti sono connessi a un sistema di connessione di garanzia reciproca. Ora questo è il motivo per cui ci connettiamo, perché tutti si connettano allo scopo di lavorare per gli altri.

La garanzia reciproca è il nostro conseguimento. Sentendo che sono responsabile per tutti, immobile , vegetale, animato e natura parlante, significa che sento che sono uguale al Creatore. Questo è l’unico modo in cui posso essere come Lui: è come se io do vita a tutti, li elevo, li sostengo, e faccio rivivere tutti. Il mondo intero si nutre di me. Questo si chiama la forza della garanzia reciproca.
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Dalla quinta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.06.2014, Gli scritti di Baal HaSulam

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