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Le azioni pratiche determinano il risultato

Domanda: Quando vengo a pregare in disperazione totale, devo chiedere di cambiare, io ho bisogno di chiedere che un amico avanzerà spiritualmente?

Risposta: Le preghiere sono chiamate il desiderio del cuore, il desiderio incontrollato del cuore. Posso dire quello che voglio, nulla aiuterà, sono soltanto i movimenti delle labbra. Potrei danzare, piangere, o rotolare per terra; questo non produce alcun risultato. La cosa principale è che cosa sto provando nella profondità del mio cuore.

Un desiderio è chiamato cuore e la quarta fase del mio desiderio è quello nascosto da me. A volte quando è rivelato, mi fa tremare. E questo aspetto è sentito dalla Luce, la contatta, perché è come il nome di quattro lettere del Creatore.

L’ultima fase si trova effettivamente in contatto con la fase superiore di Keter. Un anelito di connessione appare in essa che è opposta a quella di “Keter”: Una delle due vuole avere il controllo completamente (in qual caso questa fase è chiamata “Faraone” che vuole tenere la Luce dentro di sé), o l’opposto, che vuole somigliare a “Keter, ” la caratteristica di dazione.

Non abbiamo nessun controllo su questa fase, infatti non la intuiamo e non la sentiamo. Qui sono necessarie tutti i tipi di azioni pratiche! Non si tratta solo di sedere e meditare; la saggezza della Kabbalah non lo riconosce! Tutto questo non esiste! Puoi andare profondamente dentro di te, pensare che puoi avere tutti i tipi di intenzioni, ma tutte queste sono indagini interiori che sono determinate in definitiva dal lavoro preliminare e dal lavoro che ne consegue. Queste investigazioni sono obbligatorie solo per capire cosa ho ottenuto, quanto posso sentire quello che sono nel momento presente.

Allora, se noi vogliamo veramente evocare la Luce circostante su di noi, è necessaria un’azione; il risultato, l’influenza della Luce che da’ forma al corretto anelito del nostro desiderio nel suo ultimo aspetto. Come è scritto, “Il Creatore mette la preghiera nella mia bocca”. Anche se la persona non sta pensando a niente, ma meccanicamente effettua ciò che è necessario, alla fine, i suoi normali pensieri si trasformano in pensieri meravigliosi.

E il contrario è anche vero. Esiste il monito: “La sua saggezza è superiore alle sue azioni”. Questo non è consentito! Si ritiene che quando la saggezza di una persona supera i suoi atti, si uccide spiritualmente. Tutti tipi di filosofie, le intenzioni, i pensieri, che studiano dalla mattina alla sera non sono buoni. Il nostro mondo è un mondo di azioni. Ci troviamo nella fase finale del mondo di Assiya, tradotto come “azione”.
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Dal Congresso di San Pietroburgo “Giorno Due” 13.07.2013, Lezione 3

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La connessione con la Luce

Ci sono due fasi nello sviluppo umano: la più alta e la più bassa. Inoltre, noi (NOI) rappresentiamo la fase più elevata perché abbiamo il punto nel cuore (•). Ci preoccupiamo dello sviluppo; sentiamo e capiamo la sua importanza; ce ne prendiamo cura; non ne siamo indifferenti; abbiamo una connessione con la Luce, che non conosciamo da noi.

Invece, l’umanità non ha alcun contatto diretto con la Luce, e gli uomini vivono sullo schema della nostra civiltà, prendendosi cura delle necessità comuni per il cibo, il sesso, la famiglia, il denaro, l’onore, il potere e la conoscenza. Gli uomini non hanno bisogno di niente altro.

Tuttavia, oggi c’è una situazione speciale: il mondo sta sprofondando nella crisi. Praticamente, tutti la sentono e non possono farci niente. Qui, noi dovremmo capire che questa crisi è provocata dal fermo approccio della Luce, che si manifesta in noi, svalutando l’istituzione della famiglia, distruggendo l’educazione dei bambini, negandoci l’empatia nelle relazioni tra le persone, ed indebolendoci. In generale, i molti aspetti della crisi ci portano ad un punto in cui il precedente benessere e le vecchie abitudini sembrano “scivolarci tra le mani come acqua”. Questo succede perché non siamo capaci di entrare in contatto, in connessione, con la Luce che viene rivelata sempre di più.

Quindi, abbiamo una ragione per metterci in contatto con gli uomini e spiegare loro perché si sentono male. Baal HaSulam a questo riguardo scrive che dobbiamo diventare un “regno di sacerdoti”, per entrare in contatto con gli uomini e per dire loro come correggere la situazione, come fronteggiare la crisi. Infatti, l’uscita dalla crisi è nell’unione (Σ) attraverso il metodo dell’educazione integrale(∫).

Se ci uniremo, la crisi scomparirà perché nella nostra unione incominceremo a rivelare la Luce. Spetta a noi, adesso, ma non ce la facciamo; è sempre più occultata, e di conseguenza, percepiamo una crescente oscurità. Se eguagliamo la Luce, allora la manifestiamo nella sua qualità originale, illuminiamo la vita con il bene, che costruisce tutte le connessioni tra di noi e ci appaga.

In questo modo, abbiamo solamente due semplici opportunità:

  • O ci uniamo, diventando uguali alla Luce, di modo che venga rivelata in noi;
  • o non ci uniamo, e allora la Luce sarà rivelata comunque, ma a suo tempo, lungo il cammino del dolore e della sofferenza, che sono la causa della nostra crescente divergenza tra la Luce e noi.

Tuttavia, la stessa umanità non riesce a comprendere il metodo della correzione e non riesce a percepire qualcosa perché non possiede la cosa più importante, il punto nel cuore. Quindi, dipende da noi: grazie al punto nel cuore, abbiamo una connessione con la Luce. Quindi, per l’appunto, dobbiamo diventare un punto di connessione tra la Luce e l’umanità intera.

Inoltre, in tutte le generazioni da Adamo fino ad ora, i Kabbalisti hanno creato solamente specifici gruppi, oggi, ma non è abbastanza. In passato, il potere spirituale del gruppo era sufficiente per rivelare la Luce. Ci sono stati vari periodi in cui i gruppi erano composti da alcuni uomini solamente, e poi dozzine, e centinaia, e migliaia. Ad ogni modo, noi dobbiamo integrare i nostri piccoli gruppi in tutti gli altri uomini.

Noi, il nostro gruppo, non possiamo ottenere la connessione con la Luce se non prendiamo in considerazione tutta l’umanità. Abbiamo un grande desiderio e tuttavia non siamo in grado di realizzarlo. Gli anni passano e noi siamo apparentemente “inattivi”. Inseriti nei nostri gruppi, siamo come un cane che corre su se stesso per prendersi la coda. Mettiamo in campo sforzi giganteschi e riscuotiamo piccoli effetti.

Perché? Perché ci manca il bisogno, la sensazione della necessità. Non abbiamo la grande mancanza con la quale potremmo raggiungere la Luce. Non l’ avremo, non importa quanto duramente lavoriamo.

Questa è la ragione per cui i gruppi “stanno a galla” da anni. I gruppi devono avere tutta l’umanità connessa ad essi, non miliardi di persone tutte insieme, ma è necessario iniziare a lavorare in questa direzione. I gruppi devono “rivolgersi alle masse” e connetterle a noi.

Allora in risposta, avremo un grande desiderio, un grande bisogno. Sì, si tratta solamente di un semplice bisogno naturale “terreno” che si basa sulle necessità ordinarie; in questo modo, trasformeremo il tutto in un impulso spirituale e chiederemo al Creatore l’appagamento spirituale. Noi eleviamo il loro desiderio e chiediamo: “Dacci la Luce! Dacci l’unione!”. Questo desiderio spirituale risveglia la Luce che in risposta ci influenza, viene rivelata in noi, e noi la portiamo agli uomini.

Così facendo, questa Luce risolverà tutti i problemi. Nel nostro mondo non ci manca niente se non la connessione tra le persone. Attraverso la corretta interconnessione, saremo in grado di gestire tutto. La sola cosa che ci serve è di costruire correttamente le relazioni tra di noi.
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Dal Congresso virtuale  “One America”  16.11.2013, Lezione 1

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Una barchetta in un mare in tempesta

Domanda: Come possiamo descrivere il prossimo stato nel gruppo di modo da poterci avvicinare?

Risposta: Lo stato successivo è la completezza. Immaginatelo come potete. Ognuno ha la propria idea del livello spirituale o lo immagina in modo diverso.

Potreste pensare che quando conseguirete il livello spirituale vi siederete come un re sul trono ed avrete tutti gli angeli che vi serviranno: uno vi porterà una sigaretta, un’altro l’accenderà, un terzo vi porterà un bicchiere di birra, e vi sistemeranno i cuscini sui quali vi siederete. Spero non immaginate il mondo superiore in questo modo.

E’ importante che abbiate la giusta idea del mondo superiore tenendovi aggrappati costantemente alla giusta intenzione poiché senza di essa siete come una barca a vela in un mare in tempesta che è sbattuta da una parte all’altra dalle onde impetuose. Non si tratta soltanto di aver perso la strada, ma del fatto che vi trovereste proprio in una situazione pericolosa.

Dovete costantemente vedere l’obbiettivo davanti a voi. Se lo vedrete, allora individuerete immediatamente delle diverse interruzioni che arrivano per contrastarlo. Allora avrete il tempo per coglierle e superarle, di modo che le userete per aiutarvi.

Ma se non vedrete lo scopo, allora perderete la direzione e non ci sarà niente che potrete esaminare e a cui potrete paragonare le interruzioni. Perciò, non capirete che queste interruzioni vi allontanano dallo scopo: desideri, pensieri e scenari diversi nei quali scomparite. Vi inghiottiranno invece di essere voi ad inghiottire loro.

E’ molto importante definire chiaramente l’obbiettivo davanti a noi, e questa è la ragione per cui la preparazione è così importante. La preparazione consiste nel delineare lo stato corretto che vogliamo conseguire, solo questo e niente di meno, e senza alcun dubbio! In caso contrario, preferirei morire se non conseguirò quello che voglio!
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.06.2013, Gli Scritti del Rabash

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Sulla soglia di un grande evento

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa facciamo quando la sensazione dell’unità comincia ad abbassarsi?

Risposta: Avviso tutti ad impegnarsi seriamente in una più grande unità. Inoltre dovrebbe essere distintamente finalizzato a creare un desiderio singolo diretto alla connessione, dove il Creatore apparirà.

Dovreste sviluppare questo pensiero in voi stessi, cercalo costantemente, analizzare, raccogliere, processare e raffinarlo. Deve costantemente agitarsi dentro di voi e dovreste “succhiarlo” come una caramella dura.

Sforzatevi di sostenervi reciprocamente e trattarvi l’uno l’altro con grande sensibilità. Non distrarre l’un l’altro da pensieri di spiritualità. Leggere di nuovo quello che hanno scritto i Kabbalisti delle condizioni di unione al Monte Sinai allo scopo di “essere come un uomo con un solo cuore”. Queste sono le condizioni per rivelare il Creatore.

Il gruppo del mondo intero sta sulla soglia di questo evento. Cosa ci è richiesto per arrivare a questo? Trovate materiale riguardo a come stare ai piedi del Monte Sinai e leggerli, provando a non percepire le lingue delle fonti come religiose.

Costantemente rimanere in un’intenzione più precisa, puntata, comune, reciproca, e intrecciata in modo che tutte le vostre intenzioni si collegheranno tra di voi creando un tutto unico tramite il quale il Creatore sarà rivelato. Potreste raggiungere questo.

Non confondere questo obiettivo molto importante con l’uscire all’ampio pubblico. Uscendo fra la gente significa solo “stringersi” un po’ di più, per darvi bisogni spirituali addizionali.
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Dal Congresso in Sochi “Giorno Due” 14.07.2014, Lezione 6

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Adesso o mai più

Dr. Michael LaitmanQuando usciamo per disseminare, e più in generale, durante tutto il giorno, dobbiamo preoccuparci con tutto il cuore della forza della nostra unione. Questa è la sola cosa che determina la forza della Luce, che passa attraverso di noi alla nazione di Israele ed al mondo. E’ come se stessimo cercando di tener su qualcosa, spaventati di lasciarlo cadere e rompere. Dobbiamo sempre tenere l’unità perché la Luce si riverserà solo attraverso di essa. Questa è la garanzia mutua.

Altrimenti le nostre parole saranno solo dei suoni vuoti. Cosa significa unirsi? Sedersi ed abbracciarsi gli uni con gli altri? Significa parlarne? Ne abbiamo parlato per anni, ma è forse servito a qualcosa? Forse ciascuno di noi deve essere messo al muro, con una pistola puntata alla testa per sentire il bisogno di unirsi?

Per voi, “unirsi” significa sedersi e parlare di quanto questo sia importante. Ma a me non piace sedermi e non mi diverto a parlare di queste cose.

Domanda: Allora come possiamo superare questi millimetri finali tra di noi? Ci sentiamo indifferenti, scollegati e abbiamo repulsione gli uni per gli altri. Tutte le persone giacciono nel loro angolo, nella loro propria nicchia, con i loro pensieri ed i loro piani. Ma noi non vogliamo tornare indietro, allora cosa dovremmo fare?

Risposta:Avete bisogno di un lamento di una preghiera.

Dovete capire che non ci sarà perdono, non ci sarà un’altra opportunità. Se volete ottenere il successo, allora questo è il momento. E se non siete all’altezza allora è meglio che ve ne andiate secondo le vostre vie separate. Almeno lungo quel cammino sarete sicuri di essere sulla via sbagliata e di non star facendo nulla per la correzione della vostra anima.

In questi casi, le parole non servono. Quando una persona sente il vero amore, non ne parla. Le persone non mettono in mostra le cose più vicine al loro cuore – le tengono segrete. Ecco perché non posso andare in giro ad urlare riguardo all’unità. E’ diverso quando ne parli scientificamente, anche se l’emozione non può essere comunque espressa visto che essa giace in livelli molto più profondi.

Ad ogni modo, adesso avete un’occasione unica e tocca a voi realizzarla. Da parte mia, vi ho dato tutto quello che era possibile e non posso fare più nulla per voi. Il pallino è dalla vostra parte. Se vi ritirate ora, il futuro di Israele ed il vostro proprio futuro dipenderà dal verdetto del superiore…

Non ci sarà nessun altro momento. Avete sempre aspettato il momento per fare questo lavoro. Ma questo non giungeva. Baal HaSulam ha detto a questo proposito: Colui che rifiuta l’occasione di questo momento se ne accorgerà qualche anno più tardi. Proprio in questo momento siamo semplicemente obbligati a lavorare 24 ore al giorno 7 giorni su 7, sostenere l’unità ad ogni occasione. Non c’è altra scelta. Questo deve essere il nostro solo obbiettivo personale e comune.

Lasciatemi perdere. Avete già tutto quello di cui avete bisogno, e quindi agite, se questo è quello che volete. E se non lo fate, non ho più nulla da aggiungere. Ci sono delle cose che un padre non può fare per il proprio figlio. Adesso è il vostro turno. Tutto dipende da voi.

Quello che è importante non è il materiale che distribuiamo od i discorsi che facciamo riguardo alla necessità di unirsi. Questo deve essere trasmesso in modo sincero da cuore a cuore. Spero che accetterete questa cosa e che lo sentirete sinceramente nel profondo. Spero che voi otteniate la preghiera, un lamento ed il supporto reciproco. In bocca al lupo!
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Dal discorso  su “L’importanza della Disseminazione” 3.08.2014

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La disponibilità numero uno

Dott. Michael LaitmanDomanda: In uno dei nostri incontri sei o sette anni fa, ha detto che se avessimo continuato a studiare la saggezza della Kabbalah e accelerato i nostri sforzi, alla fine questo ci avrebbe portato alla riunione con il Creatore, allo scopo di correzione. E’ cambiato qualcosa da allora?

Risposta: Durante questo tempo, abbiamo attraversato cambiamenti innumerevoli dei quali non si può neanche sognare. Non vedete come sta cambiando il mondo? Cinque anni fa, abbiamo detto: “Guardate cosa accadrà in un anno.” infatti, non è stato neanche un anno ma cinque anni, ma è successo. Se fosse stato prima, sarebbe stato meglio, certo, ma il mondo non può fare nulla.

Il punto non è il mondo, ma noi. Siamo gli unici che possono accelerare il nostro sviluppo. Il mondo è materia semplice, e non c’è nulla in esso. La gente crescerà e cambierà a secondo di come noi la “nutriremo”, ma andiamo attraverso tutti i cambiamenti consapevolmente.

Qui, sono essenziali la preoccupazione e la nostra percezione interiore e il riconoscimento di cosa sta succedendo a noi, ma ci vuole tempo perché stiamo sprecando le nostre risorse su azioni che sono totalmente irrilevanti e inefficienti.

Se chiariamo solo quello che sta succedendo fra noi correttamente solo nella percezione di avvicinarsi o tirarsi da parte, nella nostra giusta inclinazione che mira a creare la base spirituale per la percezione del Creatore e per unirsi a Lui, inizieremo ad avanzare molto più velocemente. Dobbiamo provare a guardare in alto per l’ascolto interiore e la vista interiore, i sensi interiori. Comunque, non sono in ciascuno di noi, ma fra noi poiché non sono sensi corporali ma adesso sensi integrali che appariranno nella connessione tra noi.

Se non c’è tale connessione, significa che non ci sono tali sensi, però, nel momento in cui c’è una connessione, i corpi spirituali nuovi cominciano ad apparire fra noi proprio come la materia ha cominciato a svilupparsi nel passato. I nostri sensi spirituali si sono sviluppati gradualmente in quei corpi spirituali in modo che l’entità generale chiamata “l’anima” possa apparire.

Dobbiamo sviluppare questo, e ci stiamo avvicinando in quello già almeno nel nostro riconoscimento e nel nostro sentimento. Prima, non potevo trasmettere qualsiasi sentimento in pensieri e parole, ma ora posso perché state già sperimentando gli stati di correlazione. È già possibile comprendere ciò e sperimentarlo.

Ora, possiamo capirci l’un l’altro meglio e giustificarci l’un l’altro, non importa in quale stato sia l’altro, dato che siamo passati attraverso gli stessi stati noi stessi: discesa, distacco, debolezza, umiltà, e così via.

A meno che non saremo in grado di giustificare ogni stato che l’altro attraversa, non saremo pronti per la connessione con il Creatore poiché, su tutto, è il Creatore che richiama tutti questi stati in noi, e dobbiamo giustificare tutte le Sue azioni e, così, anche tutte le nostre azioni. Questo non è facile.

Ho visto come il mio insegnante Rabash ha attraversato questi stati. E’ sembrato sacro! Comunque, infatti, a me, sembrava totalmente diverso, e non potevo fare nulla contro di essi finché ho capito che è il Creatore che sta facendo tutto ciò per me, e non succede a lui, ma nella mia coscienza poiché il mondo intero è dentro di me.

Allora, ci siamo avvicinati alla comprensione, a riconoscere e a giustificare questi stati. Siamo pronti per loro, e li possiamo sperimentare ed essere d’accordo con loro. Questo è importante.
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Dalla conversazione ad un pasto al Congresso di Toronto del 04.08.2014

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Dott. Michael LaitmanDomanda: Ogni giorno portiamo il nostro desiderio alla lezione del mattino e in particolare durante lo studio de Lo Zohar. Come possiamo raccogliere e elevare la nostra domanda, la nostra richiesta al Creatore, durante la lezione in modo da non concentrarsi sull’immagine descritta ma vedere oltre ad essa?

Risposta: Certo, non dobbiamo concentrarci sulle immagini che sono descritte, ma dobbiamo venire alla lezione con le impressioni che abbiamo accumulato durante il giorno:

  • In che misura sono riuscito a superare il mio attaccamento alla mia percezione rigida pensando che do alle persone che loro concedono a me;
  • In che misura ho provato a sentire il Creatore in tutto quello, e che tutto deriva da Lui;
  • In che misura ho provato a vedere solo il lato positivo di tutto in modo da poter avanzare spiritualmente, nonostante i sentimenti negativi diversi, e la rabbia;
  • In che misura ho provato a dirigere tutto verso l’importanza della connessione con il gruppo in modo da trovare la connessione con il Creatore.

Devo portare tutte le impressioni e le esperienze che accumulo, alla riunione con il gruppo e durante la lezione provare a concentrare tutti i miei sforzi sull’unione con il Creatore tramite gli amici, che significa sentire il corpo spirituale cioè tra noi, fra me e gli amici.

Se non ho accumulato potenziale negativo, non ho niente da portare alla lezione. Ho bisogno di venire alla lezione come se fosse un evento speciale nel quale correggo quello che non potevo fare da solo senza la connessione con gli amici, senza l’apertura del Libro dello Zohar con loro e ricevere attraverso quello la Luce che ci incolla e ci salda insieme.

È perché ho provato a farlo senza la connessione fisica con gli amici, senza leggere Lo Zohar insieme a loro, ma non ci sono riuscito! O avrei potuto riuscirci un po’, ma solo per imparare che manco ancora della loro partecipazione e così devo venire alla lezione. Vengo non perché mi sono forzato e obbligato, ma perché anelo a farlo. Mi sono preparato ad essa.

Forse sembra che parlo di qualche stato ideale, dobbiamo aspirare a ciò. Certo se vengo alla lezione in questo modo, mi aspetto molto da essa; tremo e ho paura di perdere questa opportunità. Questo è quello che dobbiamo raggiungere e possiamo farlo solo nella forma di un virus, infettandoci l’un l’altro con esso. Se questo è lo spirito fra gli amici, una persona vedrà come tutto funziona per lui e come riesce in tutto quello che fa.
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Dalla conversazione durante un pasto al Congresso di Toronto del 04.08.2014

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Risultati dall’America

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come si fa a riassumere i risultati del vostro viaggio nel continente Americano?

Risposta: E’ stato un buon viaggio. Abbiamo incontrato i nostri gruppi, con i nostri buoni e fedeli amici in Colombia, Ecuador, Cile, Messico, Stati Uniti e Canada.

I gruppi sono cresciuti e sono avanzati molto, moltissimo. Sono diventati più fedeli, sensibili, hanno acquisito una maggiore comprensione; studiano insieme con noi e si connettano con noi in tutte le attività, grazie alla connessione virtuale. L’Internet veramente sta connettendo il mondo tremendamente a livello dell’inanimato.

In Messico abbiamo organizzato un congresso grande e importante. Tutti i gruppi locali e gli individui sono venuti e hanno creato un’atmosfera calorosa e amichevole senza precedenti. E’ stato creato un gruppo forte e unito e spero che con il nostro aiuto continueranno a lavorare in quella direzione.

Al congresso negli Stati Uniti c’era anche un inaudito impulso di connessione, unità, un senso di comprensione. Era veramente qualcosa di molto speciale, qualcosa che nemmeno mi aspettavo. Tutti i nostri amici lì sono più vicini l’uno all’altro. Questa era una correzione molto grande e sono pieno di speranza che ora continueranno insieme.

Adesso c’è un congresso a San Pietroburgo davanti a noi, sulla quale via dobbiamo consolidare internamente fra noi la divulgazione in tutto il mondo. Non c’è un congresso dedicato solo a connessione e unificazione fra gli amici e con il Creatore; ogni evento deve integrare la sua intera altezza nel processo nel quale attiviamo tre livelli: l’inferiore, il superiore, e il livello sopra il superiore. E noi che ci siamo trovati nel mezzo dobbiamo lavorare sui nostri rapporti reciproci con il livello adiacente.

Spero vivamente che stiamo accelerando il nostro sviluppo e ce la faremo.
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Dalla lezione dell’importanza della divulgazione, 12.08.2014

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Elevarci grazie alla nostra umiltà

Con l’aiuto dell’ambiente si dovrebbe cercare di non dimenticare che stiamo specificamente apportando delle correzioni interiori. Per tutto il percorso, una persona percepisce sempre di più la propria miseria. Come si dice, “Dove tu percepisci la Sua grandezza, lì percepisci la Sua umiltà.” Questi due poli opposti sono connessi e dipendono l’uno dall’altro: il superiore Keter, l’inferiore è Malchut.

Così, con il nostro punto scendiamo a meno Infinito e con la caratteristica di dazione, con la Luce che Riflette, noi raggiungiamo più Infinito. Tutto il nostro lavoro consiste in questo.

Pertanto, abbiamo bisogno di un forte sostegno dall’ambiente, in caso contrario, la persona non è affatto disposta ad abbassarsi, per vergogna o abbassando se stessa calpestando il suo orgoglio. Anche se volesse, non può farlo in quanto tutta la sua natura si oppone a questo. Questo avviene perché non possiede entrambi i tipi di natura ma solo uno.

Pertanto, vi è un grande bisogno di un ambiente che ti sosterrà nello scopo, di apprendere nel tuo gruppo che attirerà la Luce per darti il potere di sopportare i colpi del tuo ego, l’orgoglio e il desiderio di controllare e di essere il maestro di ogni stato. In questo modo potrai finalmente raggiungere l’aderenza con la Forza Superiore.

Non si può tornare indietro, si può solo andare verso l’umiltà e la correzione dell’ego, che ci porta alla dazione e alla santità. La correzione avviene sempre dall’interno, non attraverso azioni o parole esteriori.

Per accelerare il nostro sviluppo, è importante prestare attenzione a ciò che tu associ alle tue salite e alle tue discese. Una discesa è soffrire a causa del tuo orgoglio ferito, mentre una salita è la sensazione di aderenza con il Creatore. Questi sono determinati non dal tuo stato d’animo o da qualcos’altro, ma esistono solo in relazione al tuo orgoglio, al tuo narcisismo, al controllo, alla sensazione di agire, di decidere, e di capire da soli. È espressamente qui che tu senti i colpi e le discese. Senti che non è possibile gestire il tuo stato o controllare la tua vita.

E tu determini la risalita in base a quanto sei pronto ad annullare te stesso e a trovare nuove opportunità di abnegazione. E qui accade un vero e proprio miracolo: dall’Alto ti viene mostrato come annullare te stesso e come attraverso ciò, tutti i problemi e le difficoltà scompaiono immediatamente. Questa è la fase successiva del lavoro, che dobbiamo imparare dallo sperimentare le discese e le salite.
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Dalla preparazione alla Lezione del 18.94.2013

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Il Sistema del canale di Luce

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quali sono i modi per aggiungere l’intenzione ai seminari che sono tenuti per il pubblico in generale?

Risposta: Il filo conduttore di ogni seminario dovrebbe essere il pensiero che se vogliamo stare bene non c’è altro modo che rendersi conto che siamo tutti parte di un solo sistema unitario e che siamo totalmente interconnessi.

Ciò significa che se agiamo da eguali, come se fossimo membri di un’unica famiglia, saremo in grado di condurre delle vite positive perché saremo compatibili con la natura.

In questo momento, la natura non ci richiede di essere degli “anti-egoisti”, e nemmeno vuole che ci eleviamo al di sopra del nostro ego. Finora, la natura vuole che ci rendiamo conto del fatto che siamo tutti “legati” gli uni agli altri, che dipendiamo gli uni dagli altri come ingranaggi di un solo meccanismo, e dobbiamo “ruotare” in reciproca armonia. Questo è ciò che la natura richiede all’umanità nel suo complesso.

Tuttavia, l’umanità che oggi conta sette miliardi di persone ha già una parte dentro la natura; il ruolo di questa parte interna è di servire da conduttore della forza reciproca che può sincronizzare i nostri movimenti in una “danza comune”. In sostanza, è il potere della Luce. Solamente la Luce può gestire tutti i sette miliardi di persone, considerando ogni persona ed interagendo in modo armonioso. E’ la Luce che crea coerenza e dà origine a sensazioni vicendevoli in noi; la Luce influenza tutti in un modo unificato e totalizzante, portando così tutto il sistema ad agire.

Tuttavia, affinché la Luce discenda e faccia il suo lavoro, abbiamo bisogno di un “adattatore” tra di essa e l’umanità. La parte che adempie a questo lavoro si chiama Israele. Il nostro ruolo è di mantenere la connessione con la Luce. Significa che tra di noi, nel nostro piccolo gruppo di Bnei Baruch, dobbiamo stabilire non solo un tipo di connessione familiare, ma qualcosa di più ampio di questo.

Noi dobbiamo essere uguali alla Luce nella nostra intenzione di donarci reciprocamente in modo che i nostri amici diventino più importanti per noi di quello che noi siamo per noi stessi, così tutte le nostre azioni saranno a beneficio e al servizio dei nostri amici. Non è sufficiente vivere come una famiglia normale in un “formicaio”.

Io esisto solamente per portare beneficio a tutto Bnei Baruch. Questo è il vero lavoro per il bene della dazione.
Questo è il modo in cui la Luce stessa si manifesta; succede perché i nostri desideri uniti sono uguali alla Luce per quanto riguarda le loro qualità, allora la Luce si rivela in noi e attraverso di noi a tutti gli altri sette miliardi di persone.

Ad ogni modo, la Luce agisce in modo assolutamente diverso sul resto dell’umanità. Primo, solamente sulla base del principio di riunire le persone insieme: “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”. Poi, piano piano gli uomini raggiungono il principio “amare il proprio prossimo come se stessi”. Fino a questo punto tutto è avvenuto sulla base della reciproca interdipendenza. Solamente dopo che questo livello è stato conseguito, gli uomini si avvicinano al livello di “amare il Creatore“.

Di conseguenza, ci sono tre passaggi che sono definiti dalla Torà come comandamenti:

1. Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te.

2. Ama il prossimo tuo come te stesso.

3. Ama il Signore tuo Dio.

Tutto quanto detto sopra si riferisce all’unità tra le persone dentro un unico sistema spirituale.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2014, Shamati n.60

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