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La benevolenza sotto i raggi X

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il giorno dell’espiazione (Yom Kippur) è il più importante giorno dell’anno per il popolo di Israele. Qual è il significato spirituale di questo giorno speciale? Come dovremmo rapportarci ad esso in modo da corrispondere le sue radici spirituali e trasferire la nostra vita a un nuovo grado?

Risposta: Il giorno dell’espiazione (Yom Kippur) non è semplicemente una tradizione. Riflette uno stato speciale dello sviluppo di una persona. Non dobbiamo vedere questa giornata separatamente, ma come una parte del ciclo dell’intero anno.

Al completamento di un anno, che è cominciato con il ciclo di cambiamenti interni, valutiamo tutto quello che abbiamo attraversato, il quale si chiama “pentimento”. Così si decide che è necessario salire a un nuovo grado, per cominciare l’anno nuovo (Rosh Hashanah), attraversare uno stato nuovo, l’uno più alto, puro, esaltato. In questo modo incoroniamo il Creatore, la forza di dazione ed amore, mettendolo a regnare su di noi come la proprietà più sublime.

Questo è quando cominciamo a giudicare noi stessi: siamo veramente nella proprietà di dazione? Tutte le nostre proprietà sono divise in dieci parti, dieci Sefirot. E stiamo chiarendo quale desiderio in quelle dieci parti può essere corretto, e quale no.

In essenza, l’anima di una persona ha bisogno di essere corretta. E l’anima è tutti i nostri desideri, i quali sono ancora corrotti e hanno bisogno di correzione.

Domanda: Che cosa ha bisogno esattamente di essere corretto: le proprie azioni o l’anima?

Risposta: nel nostro mondo, le azioni sono eseguite con mani e piedi, o attraverso le parole. Però la saggezza della Kabbalah spiega che quella più importante è l‘intenzione corretta, la quale è il desiderio vero di una persona.

Le sole azioni non sono sufficienti, perché io posso eseguirle semplicemente per abitudine. Poi, in realtà è più difficile per me il non farle che farle. E queste possono essere le azioni che altrimenti io non avrei mai fatto in vita mia se non fossi stato abituato a loro dall’infanzia.

In questo caso, non è più l’adempimento di un comandamento ma tradizioni instillate nell’infanzia che sono eseguite automaticamente. Per qualcuno può essere difficile eseguirle, però per qualcun altro, è difficile non farle.

Questo è il motivo per cui non stiamo parlando di un’azione, piuttosto di un’intenzione. Un’azione, dopo tutto, non cambia: Come abbiamo fatto, così continueremo. Però l’intenzione, in un’attitudine di una persona verso l’azione eseguita, c’è sempre cambiamento.

La chiave è l’atteggiamento di una persona verso coloro che lo circondano. Dopo tutto, amore per il proprio vicino come per se stesso è la grande legge della Torah. Questo è il punto di vista dal quale ho bisogno di controllare me stesso allo scopo di vedere quanto sono capace ad amare il mio vicino.

La forza superiore è una forza di dazione ed amore, e il nostro obiettivo è diventare come essa. Per questo dobbiamo raggiungere il grado di uomo, Adam, il quale significa somiglia a (Domeh) il Creatore. Però come posso controllare questo? Dov’è quel medico che m’irradia con un raggio x e mi dice esattamente quanto sono simile al Creatore?

Tale medico non esiste, per questo una persona deve controllare se stesso da solo. Questo tipo di macchina a raggi-x richiede una luce speciale, la quale ci controlla. Questa Luce si chiama la Luce Riformante.

Se sto studiando la Torah vera, vale a dire la saggezza della Kabbalah, poi grazie ad essa, comincio a vedere la verità. Vedo come sono egoista, che cosa c’è dentro di me che è male, da che cosa bisogna essere corretto, come se brillasse un raggio-x su di me.

Ciò è solo visibile a me e gli altri forse non lo notano. E dopo aver visto me stesso sull’immagine raggi-x, mi diventa chiaro quello che ha bisogno di essere corretto. La Torah predispone quest’immagine dove posso vedere solo le intenzioni, e solo al livello di profondità nel quale sono capace di correggere. Tutto il resto non lo vedo, e può rimanere fino all’anno prossimo.

Immediatamente dopo l’inizio dell’anno nuovo, mi trovo in queste sessioni di raggi-x, che sono chiamate i dieci giorni di pentimento. Si irradia il mio cuore, chiarendo le mie intenzioni in ogni azione rispetto a quelli intorno a me, e torna quest’immagine.

La Kabbalah spiega che Malchut ascende a Bina e si confronta con essa. Malchut è il nostro desiderio egoista, il quale sale a Bina, il desiderio per la dazione, chiarendo la misura in cui differisce da essa, quanto siamo lontani nel volere bene ai nostri vicini, da rapporti buoni, e come stiamo pensando solo al nostro bene.

Domanda: Che cosa ci viene mostrato nelle immagini a raggi X?

Risposta: Quest’immagine è in bianco e nero. Mostra quanto bianco c’è in te, cioè, le intenzioni per il bene del tuo vicino. E il colore nero indica le intenzioni per il bene tuo, che si può correggere.

Così, lo scopo del nostro lavoro si rivela a noi. Questo è un lavoro personale cioè che spetta ad ognuno di noi, però esso è finalizzato alla comunanza, alla dazione per tutti, e attraverso loro, al Creatore, che è dall’amore dell’essere creato, per amore del Creatore. Il Creatore è una forza, che integra tutto insieme, e non qualcosa che esiste fuori. È scritto: “Il Creatore risiede tra il suo popolo.”

Così, se mi sforzo di unirmi con tutti e mi voglio cambiare in un tutto uno con loro, poi rivelo il sistema integrale generale che generalizza la nostra unità, la quale si chiama il Creatore. Questo è come si rivela nella nostra percezione.

Pertanto, durante lo Yom Kippur abbiamo bisogno di sforzarci ad amare il nostro vicino quanto più è possibile e più ampiamente, e anche al di là del popolo d’Israele, estendendola a tutta l’umanità. Questo è il motivo per cui, durante lo Yom Kippur si è soliti leggere la storia del profeta Giona, il quale ha incaricato il Creatore di guidare la città di Ninive, che simboleggia il mondo, la correzione.
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Dal programma TV “La Vita Nuova” #438. del 30.09.2014

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Abbinato al Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: sono stato a Sochi per dieci giorni e ho visto come gli amici hanno lavorato duro, come le api che raccolgono il nettare dai fiori. Voglio trasmettere tutto questo non solo al gruppo dei dieci, ma a tutti! Comunque, mi sembra che non posso fare questo, è difficile per me.

Risposta: Questa paura è buona; la preoccupazione per gli altri è molto utile. Però, allo stesso tempo, deve essere insieme all’attitudine giusta verso il Creatore.

Dobbiamo lavorare con Lui come le coppie; questo è quello che manca. Questo è quando diamo metà e Lui da metà. Diamo i nostri desideri, la nostra mancanza, e Lui ci da il Suo potere di correzione per questa mancanza. Allora dobbiamo sentire che siamo con Lui in un’unica danza, in un unico movimento, collegato con Lui tutto il tempo.

La saggezza della Kabbalah ti mette davanti al Creatore e comincia a mostrarti in che modo si può donare a Lui, in quale maniera Lui a te, perché non c’è nessun altro oltre a noi due. Questo è ciò che manca nella nostra preoccupazione, nella nostra ansia e apprensione, sentire che siamo in questo insieme con il Creatore. Prova a sentire che stiamo lavorando con Lui come una coppia.
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Dal Congresso di San Pietroburgo 18.09.14, Lezione preparatoria- Lezione 2

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Non mangiare te stesso!

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come dovrei passare correttamente attraverso gli stati del lavoro sul mio ego in modo da non danneggiare il gruppo? In un sentimento immenso di vergogna risulta che, attraverso i miei stati, sto “forando la barca” perché è impossibile superarli costantemente durante la salita.

Risposta: La cosa più importante nella vita non é rimproverarti, non dare per scontato che sei da biasimare.

Sono come sono: dannoso, insensibile, privo di comprensione, non do ascolto, un’egoista che è insensibile agli altri. Gli altri possono essere così premurosi, così sensibili. Quando ci troviamo fra cento persone, che sempre stanno prestando attenzione a qualcosa riguardo i loro amici. Essi rispondono velocemente a tutto e questo è tutto vivo in loro. Per me, è come se mi trovo nel bel mezzo di un campo vuoto: chiuso, non influenzato dalle persone. Sono stato creato in questo modo.

Devo capire che questo è il mio ruolo nel Kli generale (il Kli spirituale), e non devo avere lamentele. Non ho bisogno di essere come qualcun’altro, e la cosa più importante è che non devo dimenticare di ringraziare il Creatore in ogni momento anche se, insieme a questo sono in situazioni molto deplorevoli.

Lui mi fa passare attraverso questa situazione. Se mi vergogno di loro, questo è un segno che non ho ancora corretto me stesso. Non mi sono portato in adesione con Lui; non sono salito al suo livello. Comunque, già mi sto muovendo verso di Lui e capisco quello che devo fare. Il prossimo stato sarà un po’ meglio, più corretto, ed è così che sono fino a quando raggiungo la possibilità in cui, con tutta la mia anima, benedirò il Creatore per quello che sta facendo con me.

Però è necessario abbandonare velocemente questo stato di divorare te stesso. Tante volte diamo la colpa a noi stessi, “Sono una tale nullità! Loro sono così grandi! Allora, che dire di me?” A me, tutti i miei amici sembrano essere perfetti e premurosi. Si capiscono l’un l’altro, invece io non capisco niente. Non penso mai a nessuno. Perché all’improvviso dovrei essere preoccupato per qualcuno? Niente di tutto questo sono io. Sono un’egoista! Presto attenzione solo a quel che hanno di più ed io ho di meno.

Questi sono stati molto buoni. Da loro, impariamo a conoscere la nostra natura, e dal nostro essere opposto, otteniamo il Creatore. Tuttavia, è necessario realizzare correttamente questa natura. Impariamo gradualmente.

Qualche volta la distanza fisica dal gruppo ci aiuta, essendo coinvolto in qualche modo unico di lavoro che mi porterà tutti gli stati precedenti. È necessario fare qualcosa, perché a volte noi combattiamo il fuoco con il fuoco che è lo stesso, ma il suo opposto, così come il fuoco si spegne con il fuoco.

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Dal Congresso di Sochi “Giorno Due” 14.07.2014, Lezione 4

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Avvicinandosi all’interiore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa significa annullare se stessi per quanto riguarda un altro?

Risposta: Annullando se stessi l’un l’altro e reciprocamente entrando l’un l’altro secondo il principio di amare il prossimo tuo come te stesso ci dovrebbe portare a una connessione con il Creatore. Così, non solo annullo me stesso e divento nessuno, uno zero, ma effettivamente eseguo azioni che mi aiutano a connettermi all’amico in modo che lui poi sarà in grado di entrare in contatto con me facilmente. Faccio quello che è buono per lui annullando il mio ego e permettendogli di stabilire un contatto con me naturalmente.

Non fa nessuna differenza che lui è un egoista o no. Non lo giudico e non cerco di capire nulla di lui, però semplicemente annullo me stesso in modo che lui sarà in grado di contattare me. Se lui raggiunge lo stesso stato, sono felice che le mie azioni di auto-annullamento rispetto a lui ci abbiano portato vicino, ed è lo stesso con le altre persone.

Però quando l’amico viene in contatto con me, sento il bisogno di cooperare con lui reciprocamente, sento come lui viene vicino a me e come si è incorporato, come viene in contatto con me, e in qualche modo si veste in me. Adesso posso cominciare a cooperare più attivamente con lui. Qui devo accendere il mio anti-ego, non sopprimere l’ego, ma piuttosto operare nella direzione opposta: cosa vorrebbe il mio amico da me? Non che mi è semplicemente divenuto facile prendere contatto, ma piuttosto facile e conveniente da essere usato, in modo che egli potrebbe usare me. Poi comincio a crescere.

In altre parole, non solo opero secondo il principio di non fare più al tuo amico ciò che è odioso a te, significa che uso il mio ego in modo da dare. Vengo in contatto con l’amico, lavoro per i suoi desideri, e faccio del mio meglio per soddisfarli. Queste sono alte acrobazie.
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Dal Congresso in Sochi “Giorno Due” 14.07.2014, Lezione 4

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Un eroe fra gli eroi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se vedo qualcosa di negativo in un amico, è meglio non prestare attenzione ad esso, e prestare attenzione solo al positivo, in modo che questo sarà considerato come un’ascesa spirituale?

Risposta: Rabash spiega nei suoi articoli che non si ha bisogno di prestare attenzione alle caratteristiche negative in una persona proprio come una madre non presta attenzione alle caratteristiche negative nel suo bambino che per lei è l’ideale. Guardo questo bambino e non trovo niente di speciale in lui, ma per lei, tutto in lui è buono, piacevole, e bello. Questo è il fondamento per la nostra visione del mondo. Ecco come si dovrebbe guardare i tuoi amici.

Quando salendo sopra l’ego, ci sono le condizioni che dobbiamo seguire per cambiare le caratteristiche negative in quelle positive. Come risultato di questa azione, possiamo distinguere due tipi: un “eroe” e un “eroe fra eroi,” il quale è il livello successivo quando cambi il tuo nemico non in una persona neutrale, ma in un amico, qualcuno amato. Questo è il livello più alto.

In altre parole, quando saliamo sopra l’ego, siamo chiamati eroi, e quando cambiamo l’ego in dazione e amore, diventiamo eroi fra gli eroi, e qui non dobbiamo essere intelligenti. La Luce fa tutto. Se proviamo a portare avanti le azioni più semplici di connessione e unità fra noi, poi tutto il resto sarà Luce.
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Dal Congresso di Sochi “Giorno Due” 14.07.2014, Lezione 4

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Una felice unione con le festività della Natura

Dr. Michael LaitmanI cambiamenti interiori necessari affinché una persona si connetta con gli altri in una completa adesione , in connessione, in unità e in una condivisione reciproca che ci ristabilisca in equilibrio con la natura, non sono un processo semplice. Le fasi di questo tipo di cambiamenti sono collegate a un ciclo che alla fine si chiude in un punto di partenza.

Spetta a noi a passare attraverso questo intero ciclo, per correggere noi stessi, e trasformarci in una parte utile della natura, non in un tumore all’interno di essa che divora tutto intorno a sé e distrugge il mondo. Una persona deve essere una fonte di salute e conforto per tutto il bene e l’equilibrio della natura.

Ogni anno questi stati ritornano come in una spirale e si ripetono a livelli superiori. In sostanza, un anno è il numero di fasi che dobbiamo attraversare nella nostra connessione e per raggiungere l’obiettivo.

Questo ciclo di fasi di correzione è stato scoperto da Abramo in tempi antichi. Egli istruì i suoi studenti, che divennero la fonte della creazione del popolo ebraico. Pertanto queste fasi sono espresse nel ciclo annuale delle feste ebraiche.

Dobbiamo capire che le festività ebraiche non sono la tradizione di una particolare nazione o di un popolo. Piuttosto, esse sono simboli di stati spirituali unici in cui raggiungiamo la reciproca dazione, l’amore tra di noi su livelli più alti, e una maggiore integrazione in questa connessione nel cuore e nella mente.

Queste non sono celebrazioni di particolari eventi storici sperimentati da alcune persone isolate e non rilevanti per il programma generale della natura. Queste festività riflettono gli stati spirituali delle persone come comunità. Sono già latenti nella natura come particolari livelli della nostra equivalenza di forma con la natura, mentre avanziamo verso stati di equilibrio e armonia.

Se ci identifichiamo come popolo e ci colleghiamo tra di noi in un grado o nell’altro raggiungendo un particolare livello di unità che è latente nella natura, allora noi celebriamo espressamente questo evento. Quando ci eleviamo un po’ più in là, al livello successivo di connessione con la natura e di equivalenza di forma con essa, celebriamo di nuovo questo risultato.

Una persona non stabilisce le festività in base alle proprie decisioni; piuttosto, celebra il raggiungimento di una somiglianza e di un’adesione già esistenti in natura. Quindi, queste festività non possono essere modificate.

Nella nostra condizione odierna siamo completamente in opposizione alla natura integrale. Tutte le parti della natura sono collegate al cento per cento in un sistema unificato. Solo la specie umana si trova in una condizione di totale distruzione e in opposizione all’unità naturale.

Tuttavia, se l’umanità, o almeno una parte di essa, inizierà a trasformarsi diventando simile alla natura, avvicinandosi alla sua forma di unità e totalità, allora raggiungeremo un particolare grado di connessione. Prima di tutto, sta a noi riconoscere che ci odiamo a vicenda. Questa è la natura con cui nasciamo.

Questo è detto “Il riconoscimento del male”, la consapevolezza che la nostra natura opposta non ci permette di raggiungere armonia ed equilibrio con essa. Per questo abbiamo bisogno di un esame interiore e dobbiamo pregare con la modalità Lehitpalel (incriminare – Lehaplil) noi stessi. Questo riconoscimento che precede Rosh Hashanah è detto il “mese di Elul ” .

In questo periodo, esaminiamo attentamente il nostro vero stato in relazione a quello stato di connessione buono e meraviglioso che dobbiamo raggiungere. Ciò significa che scopriamo quello che viene definito lo stato corretto, lo confrontiamo con il nostro stato attuale, vediamo l’immenso divario tra i due e quindi preghiamo con la modalità Mitpalelim (giudica noi stessi).

Comprendiamo di essere dei criminali e cosa dobbiamo fare con noi stessi, quindi iniziamo a organizzare il lavoro per procedere verso la connessione. Il potere che si trova nella natura e che connette tutte le sue parti lo proclamiamo il potere dominante che ci controlla! Questo potere tiene insieme l’intero sistema e diventa il nostro obiettivo. Desideriamo ardentemente assomigliargli. Questo è detto Rosh Hashanah,  l’inizio (Rosh) dei nostri cambiamenti (Shinuim) e il nuovo ciclo alla fine del quale vorremo essere come il potere universale che permea la natura.

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Dal programma “Una Nuova Vita” 14.09.2014

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Un nuovo Abramo

Dr. Michael LaitmanLa Torà, Levitico,” 18:1-5: Ed il SIGNORE disse a Mosè: “Parla ai figli di Israele e dì loro: Io sono il SIGNORE vostro Dio. Non comportatevi secondo i costumi d’Egitto, dove avete abitato; e non comportatevi secondo i costumi della terra di Canaan, dove vi conduco; e non comportatevi secondo le loro leggi. Metterete in pratica i Miei precetti e osservarete le Mie leggi, seguendole: Io sono il SIGNORE vostro Dio. Osserverete le Mie leggi e i Miei precetti, se un uomo lo farà, egli vivrà: Io sono il SIGNORE.”

In nessun caso dovremmo usare i desideri egoistici che abbiamo tirato fuori da Babilonia, dall’Egitto, o dalla terra di Canaan, alla quale presto dovremo ritornare. Se useremo adeguatamente tutti i nostri desideri correggendoli piano piano e ascendendo al livello precedente di Canaan, incominceremo a trasformare questa terra nella terra di Israele, il che significa concentrare tutti i nostri desideri sul Creatore e sulla dazione.

Domanda: Il moderno mondo materiale vive principalmente in base alle leggi dell’Egitto, di Babilonia e di Canaan ma non in base alla leggi spirituali di Israele. Perché la rivelazione spirituale in Israele è intesa solo per delle persone e non per tutta l’umanità?

Risposta: No! L’umanità rivela l’abisso egoistico in cui siamo tutti così come l’incapacità di ritornare ai bei tempi del passato. Ma la condizione per questa bella vita era che l’ego fosse più piccolo. Perciò noi diciamo i “bei vecchi tempi” quando pensiamo con nostalgia al passato.

Infatti, se ritornassimo indietro di 50 anni, vedremmo che allora eravamo meno egoisti. Gli uomini erano soddisfatti con molto meno e vivevano molto più felicemente. Comunicavano di più tra di loro e non si sedevano dietro lo schermo dei loro computer e non avevano i problemi o i gas velenosi del marcio che è tipico dei nostri tempi. Tutto era molto più semplice.

Non si può ritornare a quei tempi e non c’è bisogno di farlo! Dobbiamo andare avanti. La cosa principale è di imparare ad arrivare alla radice dei problemi che sentiamo e capire che originano dall’ego dell’uomo e da nessun’altra fonte. Perciò, dobbiamo riconoscere che l’ego è il male.

Commento: Ma il mondo che è uscito da Babilonia e dall’Egitto era alla rovescia e ci è ritornato, visto che oggi viviamo seguendo le stesse leggi.

Domanda: Il mondo non è andato da nessuna parte. L’umanità che si è dispersa da Babilonia in tutto il mondo, ha creato la stessa Babilonia ovunque. Oggi siamo ritornati alla piccola Babilonia, ma su scala globale. Ancora una volta abbiamo di fronte l’enorme ed egoistica Torre di Babele che ci fa pressione, ci uccide e ci distrugge, e noi non sappiamo cosa fare.

E’ adesso che Abramo dovrebbe manifestarsi e chiamare tutti a sé: “Tutti coloro che non accettano il nuovo stato, vengano a me! Abbandoniamo questo stato. Non stiamo andando da nessuna parte, ma ascenderemo moralmente e spiritualmente al di sopra di questo terribile stato di odio ed incominceremo a costruire una terra completamente diversa con un nuovo cielo sopra di noi.”

Spero che questa persona arriverà. Dobbiamo preparare il terreno a questa persona più che possiamo. Siamo ad un punto storico molto interessante nel quale è come se fossimo accerchiati ed intrappolati. In questo stato, dobbiamo concimare il suolo per la prossima generazione. Vede questa cosa come la mia missione, senza la quale non ha senso vivere.

Domanda: A dire il vero, ad ogni passaggio egoistico della storia c’è sempre stata una guida che è emersa ed ha guidato le nazioni. Deve arrivarne una anche adesso?

Risposta: Penso di sì. Spero che i miei studenti saranno in grado di manifestarsi insieme come una sola guida. Non penso che si tratterà di una persona. Potrebbe esserlo in un certo senso, ma nell’insieme deve essere qualcosa di più grande e di collettivo. Vedo la nuova guida come un gruppo di persone, e penso che sarà il gruppo dei miei studenti.

La situazione sta cambiando ed il mondo sta cambiando, compreso il suo atteggiamento verso se stesso e su come vivere. Vediamo in quale misura oggi tutto sia il risultato della pubblicità. Tutti lo capiscono che questo mondo è basato su una bugia e che è impossibile trovarci dentro la verità. Nessuno ha ragione e nessuno è da incolpare, poiché semplicemente la nostra natura ci manipola in un modo tale che anneghiamo un questa “fiera delle vanità”.

Quando finalmente ci renderemo conto che sotto la pressione delle circostanze esterne, di cui noi siamo la somma, la Luce Superiore rivelerà in noi i veri problemi egoistici interni e da qui vedremo che non c’è via d’uscita. Allora incominceremo a correre in cerchio e non riusciremo a ritrovarci in nessun modo, come è detto, “alla sera aspetterai che arrivi il mattino e al mattino aspetterai che arrivi la sera.” Ma questo succederà probabilmente dopo di noi, e adesso dobbiamo lavorarci.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 03.06.2014

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Domanda: L’ego continua a crescere dopo l’ascesa al livello superiore?

Risposta: Certo! La differenza è che ora abbiamo un ego a livello corporeo, e nella transizione verso il primo livello spirituale, acquisiamo un ego spirituale. Come si dice: “Colui che è più grande del suo amico, anche il suo ego è maggiore”.

 

Come può una persona salire altrimenti? Non abbiamo un ego spirituale ora. Siamo trasportati dal nostro semplice, piccolo, corporeo ego animale. In realtà è una sciocchezza. Se il Creatore vuole darci il mondo di Ein Sof (Infinito), dovremmo avere un enorme ego infinito.

Ci aspettano dei desideri molto seri, desideri tali che ci faranno a pezzi. Ma essi ci verranno rivelati se possiamo controllarli in “fede al di sopra della ragione.” Questo è il motivo per cui la salita lungo il sentiero spirituale avviene attraverso la Luce ed è una salita regolare. Avanziamo solo se facciamo tutto correttamente, e se non lo facciamo, restiamo allo stesso livello o cadiamo. Noi possiamo solo andare avanti quando siamo attrezzati in anticipo e ci assicuriamo di avere la Luce.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabalah del 21.07.2013, “Fede al di sopra della Ragione”

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Un uomo può avere un’anima speciale che lo risveglia sempre e che lo costringe a lavorare nonostante l’indurimento del cuore e la confusione. Ma se egli non ce l’ha, la sola opzione che egli ha per rimanere sulla strada giusta è il giusto ambiente che non lo lascia scappare e che fa sì che egli abbia gli strumenti che lo aiuteranno a ritornare al giusto tipo di vita.

Un uomo non ha alcuna possibilità di avanzare e non ha alcuna forza per rispondere correttamente in ogni momento alle interruzioni che si presentano, se non ha l’adeguata preparazione, l’abitudine a lavorare interiormente, e la connessione con l’ambiente che protegge la connessione tra l’uomo e le fonti, il maestro, ed il gruppo. Ed allora ne risulta che l’uomo non fa affatto attenzione alle interruzioni oppure viene attirato in esse.

Nel primo caso, egli non è abbastanza sensibile, quindi egli abbassa la soglia della sua sensibilità per evitare la forte influenza delle interruzioni. In questo caso egli non avanza. La sua vita diventa più pacifica e tranquilla ed invece di incontrare delle interruzioni dieci volte all’ora, per esempio, egli percepisce le interruzioni alcune volte al giorno ed è tutto qua. Il ritmo del suo avanzamento viene determinato di conseguenza, il che significa che egli si trattiene di proposito. Ma se egli sente le interruzioni e cerca di combatterle, incolpando se stesso ed il suo ambiente, il maestro ed il cammino spirituale in generale, potrebbe allontanarsene e abbandonare tutto; il che è molto serio.

E’ molto difficile prendere e accettare tutte le condizioni che risvegliano come desiderabili e come mandate dal Creatore, da “non c’é nessuno tranne Lui”. Queste sono le condizioni migliori per il nostro avanzamento e la sola domanda è come rispondere ad esse correttamente, accettarle correttamente, ed essere grati per esse al fine di avanzare verso lo scopo.

Abbiamo bisogno di studiare intensamente e con pazienza, e di prepararci a costanti passaggi da uno stato all’altro. La cosa principale è la nostra sottomissione, la capacità di comprendere che tutte le difficoltà che arrivano sono le giuste interruzioni lungo la strada. Ogni uomo nel mondo riceve queste interruzioni e si chiarisce se dovrà avanzare per mezzo di queste interruzioni oppure no e in quale direzione.

Alcune persone fissano un certo atteggiamento all’inizio della strada, che può essere sia giusto che sbagliato rispetto al gruppo, al maestro, e ai libri. Altri devono chiarirsi le idee nuovamente ogni volta e possono cambiare. Questo è il modo in cui avanzano.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.07.2013, Gli Scritti del Rabash

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La Società Perfetta di Abramo, Parte 5

Dr. Michael LaitmanInsieme ai suoi figli, Giacobbe entrò in Egitto, dove in seguito morì. Questo accadde perché non solo il punto originale è stato “rianimato” dall’Egitto, ma l’intero sistema emerse da esso. Il sistema è nato in Egitto, cioè, è apparso dal terribile stato frammentato che era mille volte peggio di Babilonia.

In sostanza, è la stessa Babilonia, solo scollegata n maniera più terribile. Invece di Nimrod, appare il Faraone, invece di Abramo, si presenta Mosè.

La storia si ripete, ma in una nuova spirale. La correzione di un enorme egoismo (Egitto) costantemente in crescita, comincia da lì.

Domanda: Quindi, invece di essere solo una famiglia o una tribù, sono diventati una nazione, giusto?

Risposta: Sì. Questa forza è chiamata “la nazione”, anche se tutti sono una sola anima. Si tratta sempre di una sola anima. Non c’è niente al mondo, ad eccezione di una sola anima unificata, vale a dire, un desiderio che è emerso in Babilonia e che è stato diviso in due segmenti principali:

  • Coloro che aderirono ad Abramo ed erano disposti ad unire tutti i desideri in uno solo.
  • Coloro che non vollero riconnettersi e diventare come un tutt’uno. Questi ultimi furono sparsi in tutto il mondo.

La parte che fu lasciata con Abramo si riconnesse gradualmente al primo livello, poi al secondo, e poi al terzo: Abramo, Isacco e Giacobbe. Poi, ricevettero un egoismo più grande, supplementare: l’Egitto e il faraone, vale a dire, le forze che governano il popolo. Riuscirono a superare il tremendo egoismo che li lacerò interiormente. Cerca per favore di utilizzare la tua immaginazione per raffigurarti un’immagine in cui senti il distacco reciproco chiamato “Egitto”. Un distacco molto più grande, evidente, reciproco la cui fonte è “il faraone”. Entrambe sono denominazioni di nuovi strati di egoismo.

Così, superando i livelli di disconnessione denominati “Egitto” e il “Faraone”, nonostante tutte le piaghe egiziane che questo gruppo ha dovuto attraversare, si sono trasformati in una nazione forte dopo essere usciti dall’Egitto. Essi hanno assorbito una nuova quantità di egoismo e lo hanno trasformato in una connessione reciproca. Come risultato, sono diventati pronti per elevarsi alla metodologia di correzione dei loro ego chiamata “La Torà.”

Qui stiamo parlando di un nuovo tipo di connessione che è diverso da Abramo, Isacco, o Giacobbe, o anche di Mosè. Si tratta di un nuovo tipo di unità che si chiama “nazione”, e che può essere raggiunto solo se le persone utilizzano non solo i poteri naturali di giunzione, ma anche quando li inducono dalla natura con consapevolezza.

Questa è la differenza tra tutte le fasi precedenti (da Babilonia al Monte Sinai) e la fase successiva di correzione che ha avuto inizio dal monte Sinai e continua più avanti: da quel momento in poi, le persone hanno cercato di raggiungere la forza che le connette. Non solo aspirano a stare con gli altri e si riuniscono, ma arrivano ad una fase in cui viene attivato il loro raggiungimento cognitivo della forza di connessione (il Creatore).

Domanda: Il loro primo avanzamento non era basato anche sul principio di “ama il prossimo tuo come te stesso“?

Risposta: Non avevano mai raggiunto il Creatore. Solo pochi di loro, i loro leader, come Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè e Aronne hanno compiuto questo compito nella misura in cui era “come se” avessero parlato direttamente con Lui. Il resto della nazione non è riuscito a raggiungere questo obiettivo. Ecco perché Mosè ha annunciato al suo popolo ciò che esattamente il Creatore gli aveva detto. Non c’era la percezione diretta o apparente del Creatore in quel momento.

Tuttavia, sono riusciti a salire ad un nuovo livello in cui tutti insieme hanno iniziato a raggiungere il Creatore. Al tempo dell’esodo dall’Egitto, hanno assistito a molti “segni”, lentamente e gradualmente il Creatore ha iniziato a manifestarsi: ha parlato dal Tabernacolo, ha camminato davanti a loro, ecc… In generale, passo dopo passo, la gente ha cominciato a rendersi conto che ha visto dei “miracoli”. Essenzialmente, il Creatore si è manifestato a poco a poco.
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Da Kab.TV “Babilonia Ieri e Oggi” 27.08.2014

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