Pubblicato nella 'La mia somiglianza con il Creatore' Categoria

Chi sta prendendo esempio dal Creatore?

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” Articolo 46: Malchut è il rivestimento più ruvido, nascondendo la Luce di Ein Sof. La Luce che passa da Lui ai riceventi è solo una piccola porzione, in relazione alla purificazione del corpo inanimato dell’uomo.

La Luce è filtrata, e si indebolisce nel suo cammino verso il desiderio, e il livello, l’intensità, e la forza della connessione che porta, dipende da ciò. Quando passa attraverso Malchut, può purificare il desiderio solo al livello della natura inanimata.

Una persona che riceve la Luce da Malchut si annulla completamente. Non può intraprendere azioni indipendenti ed è totalmente annullata, permettendo così alla Luce di operare su di lui. Se la Luce viene da Zeir Anpin, si purifica al livello vegetativo, e in aggiunta al fine di annullare sé stessa, gli permette di muoversi per la prima volta.

Più tardi, la Luce che viene attraverso Bina eleva il desiderio al livello animato. Ora può operare da sé, dare vita a nuovi livelli, e assomigliare al Creatore. Infine, quando una persona riceve la Luce di Hochma, non ci sono limiti a quello che può fare con il suo desiderio e con la sua natura, con il proprio potenziale.

Quindi, tutto dipende dal livello dal quale arriva la Luce che Riforma. Noi dobbiamo stare al di sotto di quel livello e assomigliarle in qualche maniera.

Domanda: In che maniera il livello vegetativo è differente dal livello animato?

Risposta: Primo, misurare la crescita dall’inizio o, in altre parole, compararlo al livello della natura inanimata. La Natura inanimata non si può muovere da sola. E’ totalmente annullata dalla Luce ed è in assoluto riposo.

D’altra parte, al livello vegetativo, il desiderio che è cresciuto può prendere diverse forme avanzate e cambiare, ma questo non è stato ancora raggiunto, e quindi il livello della natura inanimata si sviluppa quando resiste ai cambiamenti.

Il desiderio di ricevere cambia, ma una persona rimane sé stessa, con la sua struttura, e i suoi attributi. Così acquisisce una base che è creata da tutte e quattro le fasi nelle quali risiede, non annullando il suo desiderio, ma soprattutto lasciandolo sotto il Masach (schermo) e la restrizione.

Poi, dal suo livello di natura inanimata, una persona può costruire i seguenti tre livelli: il vegetativo, l’animato e il parlante. Tutto è contenuto dal livello della natura inanimata. Quindi, al livello della natura inanimata, una persona attraversa tutte le fasi solo nel livello inanimato. Così, per ogni livello, ci sono i livelli particolari dell’inanimato, e loro sono il risultato di Keter della natura inanimata che è stata stabilita dal principio.

Come per il livello vegetativo, sotto l’influenza della Luce, si possono generare movimenti indipendenti. In altre parole, se all’inizio io posso solo ammirare diverse prelibatezze, coprendo la mia bocca con le mani, che significa coprire il desiderio con un Masach, ora io sono già pronto a provarne un pò al fine di dare.

Successivamente, c’è il livello animato che può già dare vita a nuove forme. Può muoversi ed estrarre materiali di scarto e organizzarsi in gruppi, ma solo in accordo con la sua natura. Non prende ancora alcun esempio dal Creatore e agisce come un bambino nel quale il livello dell’animato dal tempo in essere.

Questa è la differenza: il livello vegetativo non si può muovere in maniera indipendente, non dà vita a qualcosa di nuovo, e risponde solamente all’influenza della Luce Superiore. A questo punto, una persona gradualmente comincia a lavorare con il suo desiderio di ricevere, il che significa che non l’ha ancora ristretto, ma lo usa per donare al fine di donare. D’altra parte, il livello animato è pronto per ricevere al fine di donare.

Il livello del parlante prende già esempio dal Creatore, e questo è differente da tutto il resto. Il punto complessivo è di assomigliare al Creatore.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah  del 25.07.2012, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Le fasi della formazione della mente: risvegliare la vita dalla pietra

La seconda fase, Binà, è caratterizzata dalla sua comprensione. Pertanto, una persona che la raggiunge nel suo sviluppo inizia a relazionarsi in modo diverso con ciò che sente. Anche quando sente che è nel buio, quando si sente male nell’indurimento del cuore, è come se stesse nella nebbia o in una nuvola scura, ma allo stesso tempo inizia ad acquisire dei poteri per staccarsi dai suoi sentimenti e per chiarirli in modo indipendente.

Questo gli permette di essere d’accordo con ciò che il Creatore fa con lui e di giustificare le azioni del Creatore, in quanto il Creatore vuole innalzare la persona al di sopra dei suoi sentimenti e lasciare che li osservi da un altro punto di vista. Ciò avviene perché ora è in una posizione difficile, prova dolore, che può chiarificare con la mente al di sopra dei suoi sentimenti. Così può accettare volentieri questo stato duale, dal momento che alla base di questo doppio atteggiamento può costruire un nuovo stato, più alto dello stato precedente e superiore al suo desiderio.

In questo modo una persona raggiunge la seconda fase (Behina Bet) anziché la prima fase (Behina Aleph). Si innalza dal livello vegetativo e inizia a muoversi in modo indipendente. Non si limita a sentire soltanto il bene e il male che arriva come fosse una pietra senza vita che non può reagire, bensì inizia a determinare da sé stesso lo stato in cui si trova.

Lui giustifica le azioni che lo possono aiutare ad avanzare e stabilire una relazione con il Creatore, e determina il trattamento del Creatore come “buono e benefattore” in ogni stato, inclusi gli stati in cui ci sentiamo bene o male nella nostra percezione egoistica. Ora è in contatto con il Creatore al di sopra di tutti questi stati.

Però voglio svilupparmi ancora di più e ottenere un tale stato per “fare restrizione” su me stesso sopra l’oscurità. Questo significa che non mi interessa ciò che sento nel mio desiderio di ricevere; non influisce su ciò che provo verso il Creatore, la sorgente. Non mi relaziono alla Luce come ad un piacere, come nella prima fase dove si sente solo il piacere o la mancanza del piacere. Io presto attenzione alla Luce come nella fase due, innalzo la Luce che ritorna sempre più in alto, non per via di un buon sentimento, bensì per aderire al Creatore al di sopra di questo sentimento.

Questo vuol dire che mi unisco al processo che la Luce mi provoca, con il quale mi insegna ad essere costantemente connesso ad essa, ai suoi piani, al di sopra di tutto il bene e di tutto il male. Poi aderisco a Lui al di sopra della mia sensazione.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 12.06.2012, Shamati #121)

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All’epicentro della correzione del mondo

Domanda: Qual è la connessione tra il centro del gruppo e la divulgazione per il mondo intero?

Risposta: Prima di tutto dobbiamo tutti ambire al centro del gruppo per realizzare la grande regola della Torà: Ama il tuo prossimo. Altrimenti non sarà il centro.

Ed attraverso questo punto centrale che determina l’inizio e che finisce alla fine della correzione, attraverso queste definizioni, mi collego con l’intera realtà e con il mondo (il 99%). Dopo tutto, voglio vedere tutta l’umanità in questo punto centrale. E la vedrò là di certo!

Nella misura secondo la quale correggo me stesso al centro del gruppo, in relazione al resto del mondo (verso il 99%), con tutte le qualità positive e negative che vi trovo, con tutte le opinioni e percezioni che si sono già formate dentro di me, in quella misura vedrò l’umanità al centro del gruppo, già collegata e pronta per la mia realizzazione. In questo modo agirò dall’interno del mondo verso l’esterno.

Con questi mezzi stabilirò la divulgazione spirituale. E poi vedrò come aiutare effettivamente il mondo e come questo avanzi e cambi.

Mentre la forma esterna rimane, allo stesso modo, questo mondo è obbligato ad esistere sino alla fine della correzione, fino a che questa realtà immaginaria scompare dalla nostra percezione. Ecco perché dobbiamo praticare degli sforzi anche nella divulgazione esterna.

Allora, comunque,  saremo capaci di definire le giuste relazioni tra l’interno e l’esterno e distribuire la nostra forza. Le nostre valutazioni cambieranno.

Così il centro del gruppo è un punto a cui aspiriamo più di qualunque altra cosa, come se stessimo partendo da tutti i mondi di BYA verso Malchut del mondo di Atzilut e poi dalla Malchut del mondo di Atzilut, con il desiderio di unirci ai desideri dell’intera realtà ed innalzarli ancora di più; conosciamo delle qualità ancora più elevate dette Zeir Anpin, Yeshsut, Binà e così via. Con queste nuove qualità e comprensioni correggiamo e costruiamo la Shechinà, la correzione di tutte le anime.

Questo per via del fatto che quando me ne occupo con le mie qualità non corrette, succede come se la stessimo costruendo; mi collego come una parte benefica ed attiva. La Shechinà esulta per il fatto di non dover più separare un suo organo da se stessa, ma può farlo ritornare e collegarlo a sé.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.05 2012, “Discorso riguardo il Seminario”)

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“Voglio solo dare”

Domanda: Non si ottiene nessun piacere a livello “di dare al fine di dare,” Hafetz Hesed, dal momento che non stiamo usando il nostro desiderio a questo livello?

Risposta: Hafetz Hesed, pura Bina, non significa che la vita di un monaco in un monastero. Ecco, è importante per chi e per quello che sono in stato di Hafetz Hesed, il che significa che voglio Hassadim, solo Dazione. Una persona riceve piacere dal momento in cui il suo riempimento proviene dal Creatore.

Sembra che qualcosa manca, nello stato di Hafetz Hesed dal momento che non si riceve, quindi cosa può darvi? Niente! Tuttavia, si sta dando la sensazione di aderenza. Tu dici che si desidera aderire al Creatore in ogni modo che è possibile.

Non è un eremita che vive nei boschi dove niente lo preoccupa perché i suoi desideri non sono sviluppati e si accontenta di vivere una vita molto semplice, come un animale. Ci sono mendicanti che vivono per strada, che non vorrebbero una vita diversa.

Se si offrisse ad un ricco imprenditore di successo di fare il mendicante , rifiuterebbe. Chiederbbe: “A Cosa mi serve questo?” Si potrebbe rispondere: “Si farà un sacco di soldi e allora  sarà in grado di riposare e non fare niente!” Lui rispondrebbe: “Ma anche adesso, mi riposo e non faccio nulla. “Lui non capisce la differenza tra Hafetz Hesed che non ha nulla e vive per strada e qualcuno che vuole solo dazione dopo che ha già ricevuto tutto.

Tuttavia, questa è l’intera differenza che la gente non ottiene. Hafetz Hesed nel lavoro spirituale è una persona che ha superato i suoi desideri molto grandi, e non si tratta di questi desideri di piccole dimensioni come i desideri di un mendicante per strada. Sopra tutti i desideri molto grandi, ha il potere di rimanere aderito al Creatore in una forma chiamata “piccolezza.” Allora, è come un bambino che aderisce al padre, il Creatore. Egli annulla tutti gli altri vasi. Questo si chiama Hafetz Hesed.

Una persona raggiunge questo livello con grandi vasi crudeli, ma è pronto ad annullarli e di rinunciarvi solo per aderire al Creatore poiché questo è l’unico modo che può essere in dazione e in adesione con il Creatore. Egli è pronto a tutto, ma non ha nulla da dare.

Egli chiede al Creatore, “Almeno dammi la possibilità di essere accanto a te, solo per aderire a un certo punto in modo che io non potrò fuggire da te.” In quel momento, egli non può esprimere la sua fedeltà in modo più potente.
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(Dalla terza aprte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.07.2012, Lo Studio delle dieci Sefirot)

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Pazientemente e ostinatamente proseguire sul sentiero

Domanda: Cosa devo fare in modo che la Luce mi senta: urlare, piangere?

Risposta: Non importa come la vostra richiesta sarà espressa verso l’esterno, se ballerete o piangerete, urlerete o tacerete. La cosa principale è per la richiesta di penetrare il più profondamente possibile nel cuore. C’è solo un modo per controllarla: è il vostro desiderio rivolto in modo sempre più preciso nei confronti della connessione, poiché solo tramite la connessione puoi avvicinarti alla Luce?

Se la luce non risponde alla vostra richiesta, significa che non avete ancora il desiderio. Il Desiderio nel cuore, questa è una richiesta verso la Luce. Se sviluppate il desiderio dentro di voi, allora la Luce inizierà a influenzarlo e riempirlo.

Si dice che ogni persona è in continua preghiera, la luce colpisce ogni desiderio che sorge nel nostro cuore. Dopo tutto, la Luce è a riposo assoluto, è una forza che riempie tutta la creazione, il campo di forza informativo in cui siamo tutti immersi come in un oceano d’ acqua. E il momento in cui appare un desiderio in me, colpisce la Luce.

Ma il fatto è che ci sono desideri che non vanno nella stessa direzione con lui. E la luce funziona ancora su di loro perché interessa tutto, è una legge immutabile, come in fisica. Ma poiché questi desideri non corrispondono alla Luce, la Luce li sviluppa in una forma negativa fino a quando una persona scopre che lui o lei si sentono male. Poi si comincia a cercare una causa e si scopre che ci si stava muovendo nella direzione sbagliata e si ha bisogno di cambiare i propri desideri. Questa è chiamata la via della sofferenza.

In alternativa, posso utilizzare il metodo proattivo, che spiega ciò che si deve chiedere, al fine di corrispondere alla luce fin dall’inizio. Per fare questo aderisco ad un gruppo, che mi incoraggia, alimentando il mio desiderio. Nessuno di noi si vuole unire, ma quando tutti noi parliamo dell’importanza della connessione, legge della natura, siamo rimasti colpiti dal nostro ambiente.

Così ho scelto un ambiente che mi infonde con i pensieri giusti e desideri, che parla continuamente sui vantaggi di unificazione e le grandi conquiste che sono possibili attraverso di essa. E poi vedo che non posso fare a meno di connessione con gli altri, e comincio a desiderarla.

Se tutto funziona in questo modo corretto rispetto agli altri e ci vogliamo unire insieme almeno in qualche modo, allora la luce comincia ad influenzare noi e ci porta più vicino alla connessione. E quando ci porta al primo, il più piccolo della connessione dei nostri desideri, allora si rivela in loro come la Luce di Nefesh. Questo significa che abbiamo iniziato a vivere, siamo nati nel mondo spirituale. Cioè, siamo uniti insieme anche se per il momento è attraverso la più debole connessione iniziale.

Poi continuiamo su questo tipo di collegamento, realizzato già avendo una sensazione del nostro stato e il processo in corso. Ancora una volta cominciamo a chiedere, ora per un collegamento ancora maggiore. La luce ci interessa più fortemente e ci eleva al livello di Ruach, dal grado ancora vegetativo. Questo significa che possiamo andare da soli, sentiamo un certo movimento nelle nostre connessioni con l’altro, la capacità di fare qualcosa di noi stessi. Il grado di Ruach significa che non siamo semplicemente nati nel mondo spirituale, ma stiamo agendo e  vivendo all’interno di essa! Ruach (vento) è un grado vegetativo e significa la capacità di muoversi.

E poi avanzare ancora di più e raggiungere il grado di animato, Neshamà (anima). A questo punto una persona finisce i suoi cicli di reincarnazione. C’è un grado ancora più elevato alla fine della correzione (Gmar Tikkun) in cui tutti saranno corretti e si uniscono insieme. Ma per ora abbiamo bisogno di salire lungo i gradi precedenti, e tutto questo progresso accade solo in un gruppo, in unità, al fine di rivelare la Luce che riempirà il legame corretto tra noi.

In altre parole, se otteniamo la giusta connessione tra di noi, il sentimento della nostra unità è chiamata una sensazione di luce.

Chiedere in ogni modo possibile, ancora e ancora, e ogni volta che riceverete un impressione, chiarirete le Reshimot, e alla fine accadrà. La cosa più importante è continuare. È necessario studiare, partecipare alla vita del gruppo, cercare di avvicinarsi a tutti, e poi verrà. Secondo quanto è scritto: “Ho lavorato e ho trovato”.

E se non è ancora successo, vuol dire che per ora c’è ancora un’ insufficienza, anche se non di tempo e di azioni, ma il vostro desiderio interiore deve ancora svilupparsi e diventare perfetto. Nuove Reshimot più avanzate ancora avranno bisogno di apparire, il che vi farà rendere conto, grazie al vostro lavoro, e poi accadrà.

Si può urlare e piangere, ma non sarà di aiuto. Solo una cosa aiuta: meticolosamente e con perseveranza, pazienza e ostinatamente continuare il vostro percorso.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 8.06.2012, Scritti di Rabash)

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Passi lungo una grande strada

Baal HaSulam, Introduzione al Libro dello Zohar, punto 14: Perciò necessariamente trovi che nell’insieme ci sono tre stati dell’anima:

Il primo stato è la loro presenza in Ein Sof, nel Pensiero della Creazione, dove hanno già il futuro dalla Fine della Correzione.

Il secondo stato è la loro presenza nei seicentomila anni, che sono stati divisi dai due sistemi superiori in un corpo e un’anima. Gli è stato dato il lavoro nella Torà e nei Mitzvot per poter invertire il loro desiderio di ricevere e tramutarlo in desiderio di donare contentezza al proprio Creatore e non a se stessi.

Il terzo stato è la fine della correzione delle anime, dopo la risurrezione dei corpi. A quel tempo, arriverà la completa correzione ai corpi, anche, perché allora ritorneranno alla ricezione per se stessi, che è la forma del corpo, per prendere la forma pura della dazione. E diventeranno valevoli di ricevere per se stessi tutta la gioia e il piacere e gradevolezza nel Pensiero della Creazione. E con tutto questo, raggiungeranno una grande adesione dalla forza della loro equivalenza di forma con il loro Creatore.

Adesso stiamo attraversando la fase della preparazione. Poi viene la fase della paura, Bina, Hafetz, Hesed, per donare per il bene di donare. Poi viene il livello di amore, per ricevere per il bene di donare.

In tutto, attraversiamo questi tre livelli. Nel cammino, il nostro desiderio di ricevere si rivela maggiormente in noi, e di conseguenza corretto, prima dalla “restrizione”, poi dall’attributo di Bina, e dopo dall’attributo di Hochma, finché arriva al livello di Keter.

Stiamo per iniziare la seconda fase di cui ci parla Baal HaSulam, il sistema di mondi ABYA per poter eventualmente raggiungere la terza fase e ritornare a Ein Sof (Infinito).

Nel frattempo, tuttavia, siamo “nel nostro mondo”, cioè, nel livello più basso di percezione del desiderio frammentato che è stato creato dopo la discesa dal mondo di Ein Sof. Possiamo dire che questa realtà è immaginaria, possiamo dire che viviamo in un sogno, ma in un modo o nell’altro, è da questa realtà che iniziamo a svegliarci.

Quando ci svegliamo non scopriamo niente di nuovo, ma solo ciò che c’è dentro di noi. Lavorando correttamente nel nostro desiderio di ricevere, scopriamo più strati interiori, ogni volta più profondi e cosi cresciamo. Questi strati sono divisi nei livelli dei mondi BYA, Azilut, ecc. tutto il cammino verso il livello di Ein Sof. Sono tutti rivelati nel nostro desiderio di ricevere. Adesso il nostro desiderio di ricevere è piccolo, come quello di un neonato, ma poi inizia a crescere, è tinto in diversi colori, e prende diversi attributi che riguardano la forza interiore chiamati il Creatore che rivive in noi.

Io non so chi è Lui o che cosa sia Lui, ma lo voglio raggiungere. Dopo tutto Lui è dentro di me, Lui é la fonte di tutti i miei poteri ed io voglio raggiungere questa radice dentro di me. Per poterlo fare, io devo somigliare Lui. Poiché non raggiungo il Creatore in se, poiché questo è impossibile, ma piuttosto raggiungere i Suoi attributi, la Sua attitudine, le azioni che Lui compie in me. Se io eseguo le azioni che Lui compie, io Lo comprendo, in base al principio: “Dalle Tue azioni Ti conoscerò”.

Questo è il raggiungimento, io non posso entrare nel Creatore, ma io posso fare delle azioni identiche alle Sue e da queste io comprenderò chi è Lui, come pensa Lui e che cosa voglia Lui.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.06.2012, Introduzione al Libro dello Zohar)

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La connessione è l’inizio di tutto

Niente si risolverà se non iniziamo dal punto della nostra connessione. È il fondamento e tutto dovrebbe iniziare da lì. È a questo che noi aggiungiamo ogni parola, ogni attributo, tutto ciò che vogliamo. È il punto della connessione.

Perciò non dobbiamo attivare un singolo pensiero prima di determinare questo punto. Prima dovete stabilizzarlo dentro di voi e iniziare a pensare come rafforzarlo, come espandere il vostro controllo su altri attributi, come farlo diventare un cerchio.

Questo è riempito dall’ambiente. Se create questo punto e lavorate per poter incorporare gli amici in esso, si espande correttamente, e voi non dimenticate ciò che è veramente importante.

Domanda: Allora, per quale motivo si prolungano gli stati? Perché sentiamo la pesantezza?

Risposta: Voi sentite la pesantezza nei vasi corporei egoisti. Quando vi sentite bene e le cose sono più facili, vi sentite contenti. Dall’altra parte, se avanzaste connessi reciprocamente con gli altri, vi sentireste felici quando sentite la pesantezza.

La domanda per quale motivo gli stati siano prolungati è una domanda egoista. Una persona che avanza non ha tali pensieri. Domanda a se stessa solo una cosa: “Come posso essere sicuro che nel mio stato attuale io sono in dazione senza un profitto personale? Ho bisogno di un segnale di portare a Te contentezza, un segnale completamente staccato da me. Non ho bisogno di sensazioni né che le cose siano più facili, ho solo bisogno di sapere di fare la cosa giusta. Questo è dazione.

Domanda: Qual è il segnale se ho avuto successo?

Risposta: È in base alla Luce di Hassadim che ricevi. Non ti darà altro che l’appartenenza alla dazione. Poi io comprenderò che il Creatore non sa niente dei miei sforzi e raggiungimenti, e nemmeno nessun altro, e mi sento più contento per questo. È il segnale che sono totalmente staccato dall’ego.

Domanda: Come possiamo aggiustare quest’attitudine nei nostri cuori?

Risposta: Potete farlo solamente dall’opinione generale della società. Abbiamo bisogno di sapere “che cosa c’è nell’aria” sulla dazione, che è la mancanza di richieste diverse e opposte. Ho bisogno solamente della giusta direzione e i poteri per attraversarla e il cammino stesso è come un cammino a un senso.

Poi, correggendo i miei vasi in questa maniera, io mi elevo a un nuovo livello e inizio a gioire per il bene di donare. Questo non può essere descritto a parole. Io ricevo per il bene di donare e gioisco, ma il mio piacere non è sentito nei desideri ordinari, nonostante siano tutti lì.

Domanda: Che cos’è l’opinione generale nel gruppo?

Risposta: È la tendenza generale che mette la dazione al di sopra di tutto. Tutti devono sapere semplicemente che è cosi che dovrebbero parlare di questo anche se innalzano l’importanza del Creatore negli occhi uno dell’altro artificialmente.
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(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.07.2012, Introduzione al Libro dello Zohar)

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Come acquisire la propria anima

Domanda: In realtà io sono soltanto un corpo bestiale e non ho ancora una “anima.” Come posso acquisirla?

Risposta: Un’anima è parte del Creatore dall’alto. Si tratta di dazione; è il livello di Bina, il livello dell’amore generale.

Se si acquisisce questo attributo, vuol dire che si è ricevuto una parte di devozione dall’alto. “Dall’alto” significa che tu consideri il valore della dazione e dall’amore superiore rispetto a tutti gli altri tuoi desideri bestiali.

Se acquisisci questa parte dell’attributo, significa che hai ricevuto un’anima. Perché? Questo perché, con quella parte, sarai in grado di amare gli altri e di dare a loro. Percepirai un mondo diverso, l’altro mondo, qualcosa che è esterno a ciò che stai sentendo ora. Ogni sfera che stai percependo ora, come se tu fossi in essa e che ti circonda, è una sfera che senti dentro il tuo ego.

Se si acquisisce l’attributo della dazione, è come se si uscisse da questa sfera e si entrasse in una sfera superiore esterna a te. Raggiungi una sensazione extra corporea, uno stato emotivo speciale (extra sensoriale), e così inizierai a rivelare il mondo superiore, pensieri e desideri che puntano completamente alla dazione e all’amore. Ciò è chiamato una “addizione” al di sopra dei cinque sensi, con i quali al momento raffiguri questo mondo: vista, udito, gusto, olfatto, e tatto.

Si aggiungono sensi supplementari a questi cinque sensi, che operano in dazione, chiamati Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin e Malchut nei quali percepisci qualcos’altro che è totalmente nella dazione. La nuova struttura che hai acquisito comincia ad assumere la forma dell’Adam, che somiglia al Creatore.

Ora, tu esisti in una sfera egoistica chiamata “questo mondo,” percepisci ogni cosa soltanto con il tuo ego, e questa è la tua vita. Supponiamo che tu espanda te stesso in tutte le direzioni verso qualche sfera esterna. Ciò che percepiresti in questo è chiamato il mondo superiore.

Perciò, i vasi che acquisisci insieme ad esso, i desideri e i pensieri, sono chiamati Adam, colui che assomiglia al Creatore. La Luce che ottieni dentro questi vasi, il riempimento, è il Creatore, l’attributo della dazione e dell’amore.

Poi, raggiungi un mondo ancora più grande, il livello successivo, e così avanzi sui 125 gradini. Ad ogni modo, qui, si ha già una mente superiore e delle sensazioni che aiutano a comprendere cosa stia succedendo. La cosa principale è quella di uscire dalla prima sfera poiché la sua natura è rivolta completamente all’interno, ed è opposta a tutte le altre sfere la cui natura è rivolta verso l’esterno.
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(Dalla seconda arte della Lezione quotidiana di Kabbalah 15.06.2012, Lo Zohar)

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Insistere di fronte alla Grandezza

Domanda: Quando ricevo per il bene della dazione, l’abbondanza mi attraversa. Posso gioire di questo?

Risposta: Tu non gioisci dell’abbondanza che ti attraversa. E’ una maniera completamente differente di abbondanza, non come il riempimento egoistico. Tu, come un ospite, vuoi provare un dolce delizioso al fine di fare un favore al padrone che l’ha preparato. Potrebbe essere che il dolce abbia lo stesso sapore, ma non è così.

Domanda: Ma, quando amo qualcuno con tutto il cuore, dimenticandomi di me stesso, questa sensazione emerge in me tuttavia. L’amore è diretto nei confronti dell’altro, ma io sono colui che lo sente.

Risposta: Sì, la sensazione emerge dentro di te; comunque, consiste di diversi parametri. Dopotutto, tu ricevi il piacere di voler dare a colui che ami.

Immagina questo. C’è il desiderio di ricevere del Creatore e il desiderio di ricevere della creazione, che è quello che sei. Tu devi sentire il Suo ricevere il desiderio, sentire come Lui vuole donarti, per assimilare questo desiderio di ricevere dentro te stesso per darGli piacere.

Principalmente, stai facendo esperienza del piacere nella “testa”, significa nel desiderio che hai ricevuto da Lui. Allora questo torna fuori che là, dentro il Suo desiderio, tu fai il calcolo, “Come posso riempirlo?-almeno nell’ampiezza di quanto tu svilupperai il tuo ricevere desiderio.” In altre parole, nel tuo desiderio tu senti l’ampiezza, in cui tu stai riempiendo Lui, e questo è già l’abito della Luce di Hassadim.

Come risultato, noi stiamo parlando di piacere di un tipo veramente differente.

Domanda: Allora come può emergere la separazione se tutto è dentro di me?

Risposta: L’intenzione cade fuori dalla differenza tra l’uno e l’altro. Quando lo stimolo nei confronti della dazione al Creatore regna nella tua “testa”, concorde, il piacere diventa differente.

Domanda: Potremmo comparare questo con l’amore nei confronti di nostro figlio? Posso donargli un dolce senza neanche averlo provato?

Risposta: No, il piacere passa attraverso te, ma ora tutto è definito nel suo desiderio, non il tuo.

Domanda: Come posso adempiere con questa differenziazione tra me e lui?

Risposta: Nel primo stadio, noi saliamo al di sopra del nostro desiderio e solo al secondo stadio siamo capaci di percepire qualcosa di sconosciuto, facendolo nostro.

Al fine di rendere piacere all’oste, io devo sentire il Suo piacere, sentire quanto Lui gioisca per la dazione verso me e che piacere devo ricevere da Lui. Io devo sentire che questo piacere è arrivato da Lui e ed è dono d’amore, e non ragione.

Per mezzo del suo amore, Lui mi trasmette la sensazione di vergogna, che ora mi aiuta a fronteggiare con la situazione e a capirlo al fine di costruire una relazione differente. Io prendo il Suo piacere, io ricevo questo da Lui, ma io non faccio calcoli per il “dolce”, ma specificamente per questa dazione. Il “dolce” è il livello più basso, Nefesh de-Nefesh, e il piacere, che ho dato a Lui, è la totalità di NRNHY.

Qua è dove uno dovrebbe credere il non considerare se stesso:”Da quando io sto dando piacere al Creatore, Lui stesso!-Guarda solo a come Lui gioisce di me!” E’ qui, dove il principale calcolo è localizzato e non nel “dolce” in sé, che è stato dato a te semplicemente come un mezzo, permettendoti di creare la connessione con tutti i mondi. Il calcolo nella testa del Partzuf è diretto alle relazioni con il Creatore.

E questo è perché tu hai bisogno di sapere chi è il Creatore, come Lui agisce, e come darGli piacere, dal momento che i Suoi vasi, desideri, sono infiniti. Allora come proteggere se stessi in una qualche situazione? Comparato a questo, i piaceri diretti sono niente più di una scintilla, che hanno creato il desiderio, mentre tutto il resto è condizionato dalla grandezza del Datore.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 27.06.2012, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Nessuno spazio per gli errori

C’è un unico desiderio che è stato creato — per ricevere il piacere e dilettarsi — e non c’è nient’altro che può essere attribuito all’essere creato. Tutto il resto è la correzione della creazione, la forma esterna che può assumere il desiderio di ricevere e come la Luce lo influenza.

Esiste uno superiore, che è in dazione ed esiste l’inferiore, che sta ricevendo. L’inferiore può ricevere la forma di dazione dal superiore che cambierà la sua forma esteriore; come un lupo travestito da pecora che, rimane comunque un lupo! Questo è in realtà quello che facciamo con il nostro ego, con il male dentro di noi, cerchiamo di dargli una forma che è simile al Creatore.

Dobbiamo comprendere che tutto ciò avviene all’interno del desiderio di ricevere, poiché questo ci mette d’avanti al fatto che tutto dipende da noi e tutto avviene dentro di noi. Non c’è nulla all’esterno; tutta la realtà è dentro di noi, nel nostro desiderio di ricevere.

Il desiderio rimane sempre un desiderio, e non dobbiamo provare a cambiarlo. Io non devo aumentarlo o diminuirlo, ne torturarmi digiunando o colpire me stesso. Devo solo chiedere al Creatore di cambiare la forma del mio desiderio e renderlo simile a lui.

Non ci sono altre azioni, tranne girarmi verso la luce, in modo che io possa raggiungere un reale cambiamento. Altrimenti posso solo danneggiare me stesso e distorcere la mia natura. Cosa posso fare con i miei desideri da me? È ridicolo anche aspettarsi questo. Se una persona agisce in questo modo, distorce tutto il suo percorso, la sua percezione, la sua comprensione e il suo approccio.

Questo è ciò che tutta l’umanità fa, sperando di ottenere qualcosa dalle diverse azioni come rivoluzioni nella scienza e nella società. Tutte le nostre azioni finora, a cominciare dal momento in cui siamo scesi dagli alberi, siamo diventati umani e abbiamo cominciato a svilupparci, avevano solo il significato di mostrarci che tutte queste azioni sono sbagliate.

Ora siamo al bivio di un cambiamento, ed esaminando tutta la nostra evoluzione vediamo che è il desiderio egoistico che ci ha costretti a seguire tutta questa strada. Tutto quello che abbiamo fatto finora è un grosso errore.

Era impossibile evitarlo dato che è impossibile avanzare senza la rivelazione del male. Ma l’errore stava nel tentativo di trattare con i nostri desideri, nel limitarli o riempirli, o di cambiarli da noi stessi. Abbiamo sempre sperato di raggiungere una vita migliore da questo, ma ogni volta siamo stati male e abbiamo ricevuto colpi invece di piaceri.

Ora dobbiamo pesare le cose: vale la pena di andare avanti in questo modo? Ora è impossibile anche se lo vogliamo. Non siamo in grado di muoverci in avanti corrompendo il nostro desiderio di ricevere; non c’è nessun posto dove andare! Tutti i metodi hanno raggiunto un vicolo cieco e non possiamo essere riempiti ulteriormente.

Se continuiamo nella stessa direzione, l’unica cosa che possiamo aspettarci è una guerra mondiale come l’ultimo colpo definitivo. Possiamo iniziare dai cambiamenti coscienti oppure richiamando terribili afflizioni su di noi. Ma l’intero processo sarà stato necessario al fine di portarci al riconoscimento del male, per avvicinarci alla correzione di noi stessi e del mondo.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.07.2012, Lo studio delle dieci Sefirot)

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