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ll desiderio, brucia!

Baal HaSulam, Shamati 241, “ChiamandoLo mentre Egli è vicino:
Pertanto, quanto il Creatore vuole portarlo fuori dalla fitta foresta, Egli gli mostra una Luce remota, e la persona raccoglie i resti della sua forza per camminare sul sentiero che la Luce gli mostra, al fine di conseguirla.

Ma se uno non attribuisce la Luce al Creatore, e non dice che il Creatore lo sta chiamando, allora la Luce per lui è persa, ed egli rimane giacente nella foresta.

Ogni momento della nostra vita avviene sotto l’influenza della Luce, la proprietà di dazione, il Creatore. E se una persona prova a rivelare quest’influenza dall’Alto, per collegare il suo sentiero al Creatore, malgrado egli non veda, non senta ancora tale connessione, allora tutti i momenti della sua vita gli attribuisce alla Prima Causa, alla forza superiore.

Il Creatore gli dà le opportunità di compiere gli sforzi, nell’oscurità e nella luce, in svariate condizioni. Grazie a questo, una persona crea e calibra il suo senso per percepire il Creatore, e dunque ad ogni passo, ad ogni evento e stato, in ogni situazione, egli vede la forza del Creatore in modo più chiaro come la causa di ciò che accade finché non Lo rivela (rivela il Creatore) su una base costante.

Inizialmente, la persona aveva soltanto una sottile sensazione dal di dentro, da qualche fonte nascosta. Questa fonte si manifesta in tutti i tipi di circostanze, e gradualmente la persona si rende conto che questo è il Creatore che dimostra questa o quella forma di relazione verso  lui. La persona impara a collegare ogni cosa ad una sola Causa, oltre la quale non vi è nulla. Elevandosi al di sopra degli eventi della sua vita, egli comprende: essi sono tutti progettati per lui per rivelare il Creatore in tutto il tempo. Ecco perché egli deve passare attraverso stati diametralmente opposti.

Ora la persona vede che tutto va per il meglio, e costruisce una base dentro di sé, “Non vi è nessuno tranne Lui, il Benevolo che fa del Bene.” Qualunque cosa accada, la persona capisce che il Creatore lo risveglia, lo modella in ogni secondo della sua vita. Ogni cosa è diretta alla connessione con il Creatore, che ordina e corregge tutte le proprietà di una persona, in modo che in ciascuna di esse la persona senta solo Lui, come il Benevolo che fa del Bene.

Così noi avanziamo, chiamandoLo mentre (Egli) è vicino. Quando si presenta uno sforzo, la persona riconosce che i momenti attuali vengono dal Creatore; egli deve capire che anche gli sforzi sono stati richiamati dall’Alto. Il Creatore vuole che la persona Lo riveli. Persino un contatto piccolo e leggero è pur sempre vicinanza, ed ora è necessario rafforzare il legame che ne è emerso.

Tuttavia è impossibile rafforzare le relazioni nella persona stessa. Dopo tutto, ognuno di noi ha soltanto un esile punto, che rappresenta l’inizio dell’anima, un desiderio altruistico. Questo è solo una scintilla della Luce Riflessa-l’intenzione di dare che avevamo prima della frammentazione. Così, se sono vicino a questa scintilla, se risplende e cerca di ascendere sopra tutti i desideri cosicché insieme a loro si possa stabilire la connessione con il Creatore, allora io devo unirmi con le altre scintille, così come era prima della frammentazione quando erano tutti uniti nella fiamma generale, nella grande Luce.

Abbiamo bisogno di questa Luce Riflessa di una tale forza che insieme prevaleremo sul desiderio comune nel primo grado spirituale. Unendo le nostre scintille nel fuoco generale della Luce Riflessa, ci sforziamo di essere nella dazione, nell’unità sopra l’egoismo, e pertanto creiamo il primo vaso spirituale per la dazione, ed in esso, in accordo alla legge dell’equivalenza della forma, riveliamo il Creatore.

Abbiamo quest’opportunità, soprattutto dopo così tanto sforzo investito. Dobbiamo ringraziare gli amici che sono venuti da lontano per i loro sforzi perché vengono al costo di molto lavoro e soldi. Tutto ciò viene aggiunto allo schermo, alla Luce Riflessa, al superamento, che dobbiamo realizzare per il bene dell’unità.

Ora creiamo condizioni speciali per sforzarci costantemente a stabilire un contatto, senza lasciarci uscire dall’intenzione generale, dall’idea comune. Dobbiamo vivere in essa-questo è l’esercizio che pemette l’ingresso al mondo spirituale. Noi siamo insieme e ognuno sente dentro di sé che egli include tutti gli altri in sé stesso e che con loro, egli è come una sola forza, una sola sensazione, in adesione.

Così, raggiungeremo un grado spirituale, e allora saremo in grado di ritornare alla vita normale, ed essa non ci distrarrà, bensì verranno solo aggiunti nuovi livelli di desideri, “materiale” per il fuoco, per far crescere la Luce Riflessa.

Dopo tutto, così come una persona non può rivelare il Creatore con la sua scintilla, così nella nostra unità noi possiamo rivelare la forza di dazione relativamente piccola. A confronto con lo stato attuale, sarà una grande Luce, la rivelazione del Creatore, qualcosa di enorme. Vedremo e sentiremo come sono interconnesse tutte le parti della realtà, come la forza superiore condiziona ciascuno nella rete unificata-al di sopra del tempo, in ogni epoca, in tutte le anime individuali. E allora, uscendone con questa forza, inizieremo a venire in contatto con gli eventi correnti di questo mondo, sulla strada di casa, a casa, al lavoro…

Poi, avremo bisogno di rafforzare la forza di dazione, nonostante tutti i “disturbi“, che sono in realtà aggiunte di “materiale” che ci permette di mantenere il fuoco. Il desiderio di ricezione man mano che crescerà aggiungerà “legna da ardere” in questa fiamma, moltiplicando la Luce rivelata nell’unità fra noi, che diventerà più forte nella connessione con il mondo.

Allora, qui dovremmo vedere l’inizio del grande sentiero. Dopo tutto, il nostro scopo finale non è solo quello di unirci e rivelare il Creatore. Vi sono tre fasi; l’inferiore dovrebbe vedere il superiore e essere consapevole del superiore sopra di lui. Poi, connetteremo la forza dei disturbi dall’intero mondo a noi e li bruceremo nella nostra “fornace.” Questa forza diverrà “carburante” per noi e ci aiuterà a rivelare il Creatore tra noi sempre più.

Quindi, non si dovrebbe essere dispiaciuti di ciò che accade dopo il congresso, “Devo ricominciare tutto da capo? Dove ritorno?” No, dopo i nostri sforzi, quando torneremo nel mondo, saremo diversi. Avremo le forze per connettere il mondo a noi, facendoci seguire, ed esso ci rifornirà con il “carburante” che accende il desiderio di dazione che regna tra noi.

E tutto ciò inizia con un piccolo punto, quando una persona prova a rivelare il Creatore, che sta dietro il suo desiderio per gli amici e lo spinge a unirsi con loro.
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(Dal Congresso di Arava del 17.01.2013, Lezione 1)

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Non è bene per un uomo stare da solo

Una donna è in grado di connettersi con un’altra donna in un tutt’uno (1) solo se entrambe vanno sopra se stesse, al di sopra al punto nel cuore (•). A livello corporeo attuale, il collegamento con un amica è impossibile. Ciò significa che se una donna si collega con un’altra donna, deve essere chiaro a lei che questo stato è già molto vicino a una connessione spirituale. In altre parole l’ obiettivo obbliga le donne.

D’altra parte, gli uomini si possono collegare più facilmente tra di loro, dal momento che loro vedono un premio nel nostro mondo. Loro possono mettersi insieme sulla base del loro business, sport, o seduti in un pub.

Ma dobbiamo ricordare che dietro agli uomini che si connettono ci sono le donne che, grazie a questa connessione sono pronte anche loro per la connessione in qualche modo.

Questa è la natura delle cose, e non può essere condannato o lodato. Possiamo, tuttavia, usarlo, dal momento che per molte donne è più facile organizzare un vaso spirituale, e se gli uomini li sostengono, sarà la giusta direzione di spiritualità per tutti noi.

Questo è il significato dell’espressione “un aiuto contro di lui” di cui dobbiamo ancora capire la profondità. All’uomo gli è stato dato un aiuto e se lo usa correttamente, raggiungerà l’obiettivo. Perciò il Creatore disse: “Non è bene per un uomo stare da solo” (Genesi, 2,18), o in altre parole, non è bello vivere senza il Creatore. “Le farò un aiuto contro di lui”, così che Egli mi possa raggiungere (il Creatore).
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13.01.2013 , Shamati # 7)

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Il Comandamento dell’amore

Domanda: Che cosa significa dare piacere al Creatore?

Risposta: Deliziare, dare piacere al Creatore, amare il Creatore, queste sono tutte parole molto belle. Ma come si può amare una forza, anche se questa è eterna e gestisce tutto quello che c’è? Tutte queste parole sono dette ad una persona in modo da potersi adattare in qualche modo.

Dobbiamo imparare ad amare il Creatore solo attraverso l’amore per gli altri. Nell’articolo, “Un comandamento,” non vi sono delle istruzioni per arrivare ad amare il Creatore. Ma come possiamo essere obbligati ad amare? Possiamo farlo solo quando lavoriamo sull’ amore di un altro, dobbiamo creare una massa comune dei nostri desideri verso l’altro, una connessione comune al di sopra del nostro egoismo, e ricoprirla con l’amore reciproco. È scritto: “L’amore copre tutte le colpe”. Quando costruiamo una proprietà collettiva di mutua connessione e desideriamo verso tutti mentre interiormente coltiviamo l’amore, allora all’interno del nostro egoismo sorge una struttura completamente nuova: l’adesione reciproca, la mutua inclusione.

Amore vuol dire che io mi assumo tutti i vostri desideri e mi prendo cura di loro, pensando solamente a come soddisfarli, mentre voi pensate al mio, e così via. Amore significa soddisfare i desideri dell’ altro al posto del mio, utilizzandoli per questo scopo. Se organizzo dentro di me tali condizioni, allora, così facendo, sviluppo un vaso che lavora per il bene della dazione. E questo vaso comune che tutti noi stiamo creando insieme contiene la nostra componente collettiva chiamata “amore per il Creatore”.

Cominciamo a sperimentare non solo il vaso comune, il nostro atteggiamento verso gli altri, l’amore per loro, il dare a loro, ma anche noi cominciamo a percepire ciò che mi riempie lungo la strada. Questa sensazione è chiamata il Creatore, Boreh in ebraico (“Bo” – vieni, “Reh” – vedi). Quando creiamo un vaso collettivo spirituale, come risultato il Creatore si rivela.

Quindi, la Mitzvà principale è molto semplice: “Ama il prossimo tuo”. Attraverso l’amore per un altro, nel vaso che hai creato, sentirete l’amore per il Creatore e, rispettivamente, il suo amore per voi.

Domanda: Qual è l’obiettivo finale di questo lavoro?

Risposta: È nel fatto che si arriva ad una completa somiglianza e adesione con Lui nel nostro egoismo riformato. Questo è il modo per elevarsi al livello del Creatore. Questo è l’obiettivo finale della creazione. Si inizia a sperimentare una sensazione di essere in totale adesione con Lui, ma non vi dissolvete in essa, perché il vostro intero vaso rimane con voi.

In altre parole, la sensazione di essere opposti non viene distrutta dall’adesione con il Creatore che si verifica al di sopra, altrimenti si verificherebbe l’annientamento reciproco. Quindi, dobbiamo vedere il nostro egoismo, come l’aiuto attraverso cui ci muoviamo in avanti. Dovremmo trattarlo con il dovuto rispetto in quanto è l’immagine rovesciata del Creatore. Al contrario, il nostro mondo è la Sua immagine inversa al nostro livello.
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(Dal congresso di Novosibirsk del 08.08.2012, Lezione 4)

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Guardare dal punto di vista del Creatore

Domanda: L’egoismo è il motore del progresso. Come posso raggiungere la sua essenza?

Risposta: Incominciando a relazionarti ad esso in modo corretto: l’egoismo ti sta assistendo, è “aiuto contro”. Si sviluppa in modo che tu possa trasformarlo nel suo contrario, e allora diventerà un aiuto. Se guardiamo le cose per bene, la vita smetterà di sentire una dura resistenza e un “muro infrangibile”. Al contrario, continuerai sempre a giocare con il tuo egoismo, “manipolandolo” costantemente. Vi aiutate l’un l’altro, ed è risaputo che sia la cosa più giusta da fare.

E ad un tratto, dietro l’egoismo appare il Creatore. Si scopre che Lui sta tirando le corde, e ora Egli diventa il vostro partner. Prova a vedere tutto, non solo dal basso verso l’alto, ma anche dall’alto verso il basso e, non dal punto di vista della creazione, ma dal punto di vista del Creatore, il che significa come Egli deve limitare stesso, ciò che deve inviarti e come.

Supponi di aver ricevuto qualcosa da lui. Ora considera come lavorare con esso dal basso, inoltre, puoi prendere uno sguardo dal Suo punto di vista e visualizzare come Egli ti manda certe condizioni e come scendano verso il basso fino a formare l’esatta situazione in cui ti trovi.

E cosa dovrei fare adesso? È necessario ricorrere a Lui dal basso verso l’alto, dargli credito per tutto, e cominciare a studiare con pazienza mentre distingui come organizzare le cose in modo da rafforzare la consapevolezza di due principi:

  1. Non esiste nessuno tranne Lui
  2. Buono e Benefattore

Questa è la chiave. Dopo tutto, non importa ciò che il Creatore mi sta dando, ogni caso si riduce a questo, e per tutto il tempo l’obiettivo deve essere questo. Come risultato, ogni volta, la risposta dovrebbe essere come segue: portare questi due principi (1, 2) da stato a stato, migliorarli sempre di più. Questo è il solo scopo di tutto ciò che accade.

Ovviamente, al fine di attuare questo, ho bisogno di una garanzia, il supporto, la Luce che Riforma (Luce Circostante, Ohr Makif – O “M), e, in generale, il metodo kabbalistico. Ma in un modo o in un altro, tutto ciò avviene al solo scopo di darmi la possibilità di avvicinarmi a rivelare il Creatore, come “Non esiste nessuno tranne Lui, che è Buono e Benefattore”.

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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2012, “La Pace”)

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Le azioni del fronte casalingo preparano le armi per l’attacco nel deserto

Domanda: Ultimamente il Creatore ci sta fornendo le perfette condizioni per esprimere il nostro atteggiamento positivo verso di Lui nei due prossimi congressi: il congresso delle donne Un’unica Donna Globale ed il congresso degli uomini Una Fiamma nel Deserto. Come ci dovremmo preparare per realizzare con successo l’opportunità che ci viene data?

Risposta: E’ molto importante rispettare il congresso delle donne e non denigrarlo con arroganza. Questo perché si tratta di un’azione spirituale e non di un’azione corporale. E’ un’azione molto significativa nella spiritualità, che non è meno importante del congresso degli uomini. Io li vedo come assolutamente uguali e spero veramente che la generale mancanza che le donne conseguiranno e stabilizzeranno in questo congresso ci influenzerà ed opererà con forza su di noi, gli uomini.

Raggiungeremo il congresso nel deserto pronti ed equipaggiati con questa grande, buona e corretta mancanza con un desiderio ardente per la correzione, e saremo in grado di rivelare e mettere insieme con tutte queste parti la prima parte dell’anima corretta.

Ogni persona ha i suoi punti di forza e i suoi punti deboli. Ma la spiritualità è un sistema perfetto, e quindi chiunque compia una rivelazione colma tutti gli altri. Ci colmiamo reciprocamente. Spero che questo si possa veramente realizzare. Se ci impegneremo seriamente a camminare verso la connessione, ce la faremo.

La prima parte dell’anima corretta è l’obbiettivo dei prossimi due congressi per raggiungere la rivelazione del Creatore all’essere creato, per renderLo felice, per rivelare il primo livello dei 125 livelli spirituali.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.01.2013 “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Passare avanti la Luce come in una catena

Domanda: Se un uomo raggiunge un certo livello di correzione, influisce sul resto del mondo?

Risposta: Naturalmente, la correzione di ogni uomo influenza tutti gli altri poiché siamo tutti nello stesso sistema. Abbiamo quindi il concetto di “diritto di nascita”, che ci aiuta a progredire. Come può aiutarci il concetto di “diritto di nascita” e che cos’è? E’ una specie di documento storico tenuto in un archivio? Naturalmente no.

Si tratta della correzione dei desideri. I grandi Kabbalisti, i saggi del Talmud, hanno compiuto una correzione speciale dopo la quale non dobbiamo più attraversare una penitenza fisica per uscire dal nostro ego. E’ sufficiente fare lo sforzo di studiare la Kabbalah. Se studio in un gruppo e mi voglio connettere agli altri al fine di scoprire il Creatore nella connessione tra di noi ed in questo modo renderLo felice, è abbastanza per farmi progredire. Non devo tormentare il mio corpo, picchiarmi e farmi buttare a terra.

Prima della correzione dei saggi del Talmud, un uomo affliggeva il proprio corpo se voleva raggiungere l’elevazione spirituale. In base alle leggi della natura dovevamo umiliare il nostro corpo fisico e affliggerlo in modo da voler uscire dalla nostra pelle. I Kabbalisti del passato hanno compiuto le correzioni in modo che non dovessimo più usare questi metodi.

I nostri progenitori appartenevano alle Sefirot: Keter, Hochma, Binà, e Daat (HBD). Poi sono arrivati i saggi del Talmud che appartenevano a Hessed, Gevura, Tifferet (HGT) e per questo essi sono chiamati i “figli”. Il periodo dei saggi del Talmud è durato fino alla distruzione del secondo Tempio. Questi Kabbalisti hanno corretto la parte della creazione che apparteneva al loro desiderio. Perciò, la Luce si è rivestita negli stessi vasi e si è avvicinata a noi!

Noi apparteniamo alle ultime Sefirot: Netzach, Hod, Yesod (NHY). Ogni periodo: HBD, HGT, e NHY dura duemila anni e oggi abbiamo raggiunto l’anno 5773, il che significa che abbiamo quasi raggiunto la fine dei 6000 anni di correzione.

Prima la Luce Circostante raggiungeva solamente il cerchio più esterno – HBD. Ma i padri l’hanno avvicinata attraverso le loro correzioni ed ha raggiunto le Sefirot di HGT. I saggi del Talmud hanno portato la Luce Circostante ancora più vicino a NHY, e poi i Kabbalisti che sono vissuti durante l’ultimo esilio ci hanno portato la Luce ancora più vicino. Ciò significa che i Kabbalisti del passato ci hanno preparato le correzioni che adesso possiamo usare. Si tratta di un solo sistema generale.

Con le nostre correzioni, stiamo preparando l’infrastruttura per la prossima generazione. Questo aiuto non è solo nei libri e nei video che produciamo; l’importante è che stiamo preparando un sistema pieno di Luce per le prossime generazioni e stiamo avvicinando la Luce ancora di più! Grazie a ciò, il mondo intero si sta svegliando e non è a causa di alcuni articoli o video su internet.

Tutto si risveglia dal basso, attraverso il sistema generale delle anime. Quindi, più siamo uniti, desiderando la rivelazione della Luce nella connessione tra di noi, più avviciniamo la Luce a tutta l’umanità.

In questo modo possiamo comprendere la connessione tra tutte le anime, in tutte le generazioni. Grazie ad ogni correzione, la Luce si avvicina gradualmente ai desideri che sono più corposi e più interiori. Fin tanto che non ci saremo corretti, ci saranno parti del desiderio del mondo che non saranno in grado di risvegliarsi.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.12.2012, “Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot”)

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Ritornando all’abbraccio del Creatore

Baal HaSulam, Lettera 25: E’ scritto nello Zohar che la Santa Shechinà è rivelata ad una persona che è premiata con il pentimento, come una madre amorevole che non ha visto suo figlio per un lungo tempo, e loro compiono molti sforzi per vedersi l’un l’altro e per questa ragione incontrano grandi pericoli; e finalmente loro hanno raggiunto questa lunga libertà attesa e sono ricompensati vedendosi l’un l’altro e allora la madre cade sul suo collo e lo bacia e lo conforta; e gli parla tutto il giorno e tutta la notte, raccontandogli dei suoi desideri e pericoli che ha incontrato sulla sua strada fino a quel giorno; e come lei sia sempre stata con lui, e non l’abbia mai lasciato, ma ha sofferto in ogni luogo dov’è stata, ma lui non può vedere questo.

Giudicando da come i Kabbalisti ci raccontano, il Creatore, la Shechinà, produce grandi sforzi in noi, per le anime, aiutandoci a svegliarci e ad avvicinarci gradualmente salendo la scala spirituale così alla fine saremo incorporati nella Shechinà e connessi ad essa. Infatti, non ci sono cambiamenti nella realtà. Tutti i cambiamenti risiedono solo nella nostra comprensione, nella nostra percezione, fino a che non scopriamo la buona e stabile Provvidenza superiore che non ci lascia per un sol momento ed è immutabile.

Alla fine una persona raggiunge che tutta la realtà è in assoluto riposo. Tutto ciò che è nato nelle sue sensazioni è la rivelazione dei vasi che devono essere corretti. Tutti i cambiamenti sono solo l’apparenza dei vasi corrotti, uno ad uno. La sensazione della creatura nei vasi che non sono corretti è ciò che dipinge il ritratto di un mondo corrotto per lui, e della cattiva Provvidenza, significando che non è eterna ed è incompleta.

Ma se la creatura avanza correttamente, lui comprende che dovrà costruire un supporto esterno per se stesso in forma di gruppo e un insegnante, com’è scritto: ”Fai di te stesso un Rav e comprati un amico e giudica ogni persona nella scala dei meriti.” Questo ambiente lo influenza costantemente e lo evoca. Questo agiterà una persona e farà in modo che non si dimentichi che tutto ciò che accade in ogni momento è la rivelazione e riempimento di Reshimot (geni spirituali) attraverso le quali una persona vede il mondo e lui deve correggere queste Reshimot.

L’ambiente lo aiuta a non dimenticare e lui verrà costantemente rinforzato da questo. Allora “colui che sceglierà un miglior ambiente” in accordo alle Reshimot che possono essere rivelate in lui al fine di correggerlo, non dimenticherà per un momento lo scopo della sua vita. Lui deve scoprire la giusta attitudine e allora sarà in grado di avanzare alla correzione fino a che non abbraccerà il Creatore.

Il luogo d’incontro tra una persona e il Creatore è chiamato la Santa Shechinà. La creatura prepara i desideri, i suoi vasi, in accordo ai quali il Creatore è rivelato. Così noi raggiungiamo l’adesione che è lo scopo della creazione.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 02.01.2013)

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Posti di controllo lungo i 125 livelli

Baal HaSulam,Introduzione allo studio delle dieci Sefirot,” Paragrafo 133: E’ piuttosto come un re che desiderava scegliere per sé i più leali di tutti i suoi sudditi nel paese e farli entrare a lavorare nel suo palazzo. Che cosa fece? Emanò un decreto con il quale chiunque lo avesse desiderato, giovane o vecchio, poteva andare al suo palazzo per impegnarsi a lavorare all’interno delle sue mura.

Allo stesso tempo, egli pose molti dei suoi servi a guardia delle entrate del palazzo e di tutte le strade che portavano al palazzo, e ordinò loro di allontanare astutamente tutti coloro che si avvicinavano e far cambiare loro direzione rispetto alle strade che portavano al palazzo…

E solamente i valorosi tra loro, coloro che avevano avuto pazienza, sconfissero le guardie ed aprirono le porte. Ed essi furono immediatamente premiati con la visione del volto del Re, il quale mise ognuno di loro al proprio giusto posto.

Le guardie sono incaricate di fare da sentinelle alle persone. L’uomo non deve avvicinarsi al palazzo del Re e oltrepassare il punto dove si trovano le guardie, a meno che egli non superi le sentinelle interne.

Il Creatore ha molti poliziotti che si trovano in ognuno dei 125 livelli, ed impediscono all’uomo di avvicinarsi. Mostrano all’uomo che gli è permesso di elevarsi solamente fino ad uno specifico livello, e che per il momento non gli permesso di salire oltre. E questo perché vedono che l’uomo non è ancora pronto per il livello superiore. Questo è ciò che succede tutte le volte.

Le guardie fanno in modo che un uomo non vada avanti di più (sebbene sia impossibile, poiché ci sono delle rigide leggi di conformità nel mondo spirituale). Le guardie rivelano le mancanze all’uomo – un posto per l’auto-analisi. Lo scuotono e non lo lasciano in pace nello stato in cui si trova procurandogli ogni genere di guaio.

Esse stanno di guardia all’uomo; la Luce ed il Creatore non hanno bisogno di sentinelle perché è impossibile procurare loro dei danni se all’uomo non è concesso  vederli. Tutto viene fatto in base all’equivalenza della forma; se io non sono pronto per un livello superiore, non lo riconosco.

Cosa vuol dire che non posso avanzare? Vedo che la strada davanti a me è bloccata? Se non mi sono ancora corretto al precedente livello, non posso avanzare e scalare la montagna per altri metri, ma le guardie mi aiutano e mi spingono verso i punti problematici. Esse sono presenti per proteggermi, spingermi, ed avvicinarmi, e mi aiutano a raggiungere i necessari discernimenti.

Tutto avviene in favore dell’uomo e della sua correzione.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah de 02.01.2013, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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La formula del cambiamento

Domanda: Come parte del mio lavoro, sono stato in contatto con diversi professori e tra le varie cose abbiamo parlato di Kabbalah. Io devo dire che loro hanno compreso i principi, ma non credono in questo.

isposta: Vero. Loro hanno un approccio razionale. “Noi abbiamo studiato così tanto riguardo il nostro mondo tramite scienze differenti che la figura è chiara nel complesso.

Ma qui questo tizio che non sembrava “pazzo” è venuto e ha cominciato a parlare riguardo qualche concetto che noi non siamo sicuri da dove li prenda. Lui dice che questa è la base di tutte le scienze e lui lega tutto alla Luce e ai vasi.”

“Noi non sappiamo nulla riguardo a questo. Noi non vediamo nessuna evidenza riguardo a quello che ci racconta. Le sue spiegazioni potrebbero sembrare logiche, ma lui ha stabilito la sua saggezza su assunzioni virtuali. ‘Supponiamo che è così’, dice, e su questa assunzione lui basa un’intera filosofia perfetta.”

“Ma perché dovremmo accettarla come una scienza, se secondo i nostri standard non è una scienza? Una scienza è tale in modo che possa essere studiata e pensata. Lui sta dicendo che la sua scienza richiede solamente vivere in accordo a questa e al cambiamento interiore. Noi non abbiamo mai sentito nulla come questo. Cosa significa ‘cambiare la natura umana’? Noi abbiamo una cultura e un’educazione, noi insegniamo ai nostri figli a essere educati, empatici; cosa potrebbe essere meglio? Cos’ha questo a che fare con la scienza?

Gli scienziati non possono comprendere la relatività della loro percezione. Loro non comprendono che le variazioni in una persona cambiano la sua realtà giacché è creato tutto da risposte interne.

La saggezza della Kabbalah spiega quest’accurata connessione reciproca; nell’estensione in cui cambio me stesso, il mondo che percepisco cambia. Questa è la formula chiave che ha un coefficiente fisso e un parametro variabile che riflette i vasi, i miei desideri, la mia sensitività, le mie intenzioni, i miei pensieri, eccetera; loro cambiano e così il mondo cambia.

X sono io, K è il coefficiente fisso e Y è il mondo. Io parlo a coloro che vogliono ascoltare questo. Ma gli scienziati non sono pronti per questo. Loro mancano di un nuovo desiderio che li spinga fuori di questo mondo. Se non si sono sviluppati per raggiungerlo, loro non ascolteranno. Uno deve essere sensitivo non solo ai fenomeni del mondo ma anche ai fenomeni del mondo spirituale.

Domanda: Quindi cosa significa questo? Tutte quelle persone intelligenti, studenti, non ci possono comprendere?

Risposta: Loro sono realmente i più “resistenti” giacché sono sicuri di avere delle basi solide.

Domanda: Allora chi possiamo cambiare?

Risposta: C’è una fiaba Kabbalistica riguardante un uomo chiamato Ptachiya che è arrivato in una città e prese tutte le persone “vuote” portandole verso il deserto. Dopo tutto, se la nuova domanda riguardo il sapore della vita è evocata in una persona lui sente che è miserabile e vuoto.

Comunque, se una persona non sente questo, se non ha alcun vaso, nessun desiderio che si combini, significa che non ha raggiunto un certo livello di percezione. Noi non fermiamo la divulgazione, ovviamente, ma solo una persona che ha il punto nel cuore può ascoltare il messaggio della saggezza della Kabbalah. L’alternativa è sentire che sei un animale sconfitto che non ha luogo per scappare dai colpi infiniti che ha preso. Allora sarà in grado di seguirci, solo per sbarazzarsi dei problemi.
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(Dalla 4° parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah 02.01.2013, “Corpo e Anima”)

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La scienza di cambiare se stessi

Le religioni, la scienza, la filosofia, tutto ciò che l’uomo ha sviluppato, ha lo scopo di portarlo più vicino al Creatore. Ma questa connessione è effettivamente soddisfatta dalla saggezza della Kabbalah.

Se studio il quinto livello di “spessore” del mio desiderio e i processi che avvengono al suo interno in relazione a periodi diversi o valori, allora è generalmente chiamato “scienza”, “filosofia” o “psicologia.” In un modo o nell’altro, io studio quello che sta succedendo nel mio desiderio di ricevere.

Quando io studio questo? Durante l’esilio. Quello è il momento giusto e la situazione giusta.

Inoltre, ci sono persone che aspirano a superare il loro desiderio di ricevere, al di sopra dell’esilio. Così sviluppano questa capacità internamente – studiano i livelli più elevati, con l’aiuto della saggezza della Kabbalah. A questo livello acquisiscono una connessione con il Creatore, il che significa che essi costruiscono il loro desiderio di ricevere in modo che possa prendere la forma del Creatore.

Non ha forma o corpo, e al fine di stabilizzare questa somiglianza richiamo la Luce Circostante che mi riforma. Questa Luce entra nel mio desiderio e costruisce in me la forma di dazione, che è simile al Creatore, la Luce che Ritorna.

Così la scienza, la filosofia, la psicologia parla di ciò che sta accadendo all’interno del nostro desiderio di ricevere. Sviluppiamo queste discipline senza cambiare noi stessi, ma in modo razionale. Così, anche la persona peggiore può raggiungere grandi livelli in ogni campo scientifico. Un filosofo può essere un nazista o nessuno. Oggi è possibile organizzare un concetto filosofico che giustifica tutto il male del mondo.

La saggezza della Kabbalah, d’altra parte, ha un approccio diverso: una persona cambia se stessa per il bene, per dare, e fino a questo punto, scopre il Creatore. Questa è una saggezza totalmente diversa, e gli scienziati ordinari non possono comprenderla, in quanto si basa sulla trasformazione della persona.

Tale cambiamento, oggi, è necessario, in quanto siamo obbligati dalla dimensione superiore che viene rivelata. È da qui che proviene il grido della scienza, della filosofia e dall’uomo. Se non iniziamo a cambiare noi stessi secondo la Divinità che si sta rivelando, ci ritroveremo opposti ad essa. Il vero problema non è nascosto in questo mondo, ma piuttosto nel fatto che il Creatore “si posa” su di noi, la rete integrata della reciproca connessione generale. Incombe su di noi, come un disco volante gigante di un film di fantascienza, e scende, lasciandoci così sempre meno opzioni da manovrare. Speriamo che le persone lo capiscano.

Quindi tutto dipende dalla persona: se adesso cambia per continuare il suo sviluppo correttamente, o no.
Torniamo alla scienza e alla filosofia: L’esilio del popolo ebraico e la sua integrazione con le nazioni del mondo è stato lo scopo per fornire a noi la scienza, con informazioni sul desiderio di ricevere. La saggezza della Kabbalah, d’altra parte, ci insegna la realtà esterna, ci insegna a cambiare il nostro desiderio, ed è organizzato in questo modo affinché la luce passi attraverso il desiderio, che gli darà la forma di dazione.

Senza il passaggio della Luce, la saggezza della Kabbalah non esisterebbe. È apparsa quando la gente ha iniziato ad esplorare il loro desiderio, la loro struttura, e la vita, e dopo averlo esaminato, hanno cominciato ad attirare su se stessi la Luce che Riforma, il che significa che hanno cominciato a riformare se stessi e cambiare per il bene, per la dazione invece che per ricevere.

La Luce cambia i miei discernimenti e io raccolgo I dati e infine scopro una nuova scienza chiamata “la saggezza della Kabbalah”.

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