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Tutta la verità sulla Luce Circostante

Domanda: Che cos’è la Luce Circostante che tentiamo di attirare?

Risposta: La Luce è la forza superiore, l’unica e sola forza che esista nell’universo. Oltre a questa forza c’è solo il desiderio, che a noi viene rivelato come il desiderio di ricevere. Poi, usando la forza della Luce, possiamo cambiarlo nel desiderio di donare.

Non c’è nulla a parte la Luce (il Creatore) ed il desiderio. Noi Lo chiamiamo con nomi diversi (come Luce Circostante, Luce Interiore, o Luce che Riforma) al fine di fornire delle definizioni più precise.

La Luce Circostante mi influenza se aspiro a raggiungere la mia forma successiva. Anche se io non so esattamente come sia questa forma, la studio attraverso un libro che descrive tutti i tipi di Partzufim, i mondi, e le Sefirot. Questo è il modo in cui esprimo il mio desiderio di ascendere a questa forma e di conseguirla, e questo è il modo in cui attiro questo stato che voglio conseguire per me stesso. Questo stato incomincia ad influenzarmi nella misura in cui io aspiro a raggiungerlo.

Io mi apro e divento più sensibile a questa influenza, allo stato successivo che devo raggiungere. Non faccio che accelerare il mio sviluppo, aggiungendo un pochino del mio desiderio alla forza naturale che mi sviluppa.

Ricevo questo desiderio aggiuntivo dall’ambiente. Questo è il modo in cui realizzo il mio libero arbitrio e ricevo dall’ambiente la sensazione che è importante avanzare al livello successivo. Infatti, essere nello stato successivo significa essere più connesso con gli altri, annullarmi di più, e donare di più.

Ricevo questa ispirazione dal gruppo e quindi la porto con me quando vado a studiare e aspiro a conseguire la forma futura che vuol dire ancora più dazione. Allora vengo influenzato dalla Luce che è lì perché essa ha la stessa natura della dazione che io voglio acquisire. Abbiamo lo stesso desiderio, la stessa tendenza, e perciò siamo vicini in base alla legge dell’equivalenza della forma.

Da solo io non ho alcun desiderio per la dazione o per il progresso spirituale. Ho zero desiderio. Ma poi mi rivolgo al gruppo e da loro prendo “10 grammi” di desiderio per progredire verso la dazione e l’unione con loro, e con questo desiderio arrivo per studiare. Io voglio conseguire lo stato successivo con la stessa forza dei 10 grammi. La mia somiglianza con la Luce è misurata da questa forza di 10 grammi, ed in questa misura influenza il mio desiderio, rendendolo uguale alla Luce.

Questa è la stessa Luce che colma il mio stato successivo che già esiste. Quando io aspiro a questo stato futuro, la Luce incomincia a splendere su di me. Per adesso è chiamata “circostante” perché prima mi deve correggere e solo dopo mi può rivestire. Funziona in due fasi, compiendo due azioni.

Gli stessi fenomeni esistono nella fisica: se mi avvicino ad una calamita, entro nel campo della sua attrazione e della sua influenza. Anche voi ed io ci influenziamo a vicenda. C’è un certo campo intorno ad ogni persona. Infatti, non c’è un solo corpo che non sia circondato da un campo – nemmeno una sola pietra.

Tutto funziona in base allo stesso principio. Lo stato più vicino al quale aspiriamo (lo stato successivo) è quello che ci influenza. Ad ogni modo, ci sono molti campi intorno a noi rispetto ai quali non ci relazioniamo ancora. Non aspiriamo ancora a questi campi e non sappiamo nulla di essi. Quando in seguito riveleremo il mondo spirituale, vedremo quante cose diverse succedono in esso e quando diverse dimensioni esistono al suo interno.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.02.2011, Gli scritti del Rabash)

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Se sei un principiante non preoccuparti, la Kabbalah è semplice!

Una persona che comincia a studiare la scienza della Kabbalah scopre che le sue idee precedenti sono lontane dalla realtà. “Corpo”, “anima” ed altre nozioni familiari acquisiscono un significato completamente differente.

La scienza della Kabbalah ordina tutto in maniera molto semplice, praticamente non ti lascia alcuna possibilità di confonderti. C’ è un desiderio verso il piacere, all’ interno del quale possono essere percepite le differenti forme della dazione, e questa è l’ unica cosa che succede nella nostra realtà.

In funzione del livello di dazione nel quale ti trovi, quella è la realtà che senti. Puoi sentire la realtà al livello zero, in altre parole, puoi vivere nel nostro mondo, nel quale il grado della dazione è uguale a zero. Siamo nella parte inferiore, ma anche in questo caso ci sono quattro livelli di sviluppo: inanimato, vegetale, animale ed umano.

Poi, nella misura in cui ascendi i 125 livelli della scala spirituale, raggiungerai il grado della dazione, o in altre parole, il Creatore. Alla fine, nel 125° livello raggiungerai il 100% della dazione.

Stiamo parlando dell’ equivalenza della forma o di come la creazione acquisisce una forma di dazione al di sopra del desiderio di ricevere piacere. Tu devi sempre ascendere nel tuo desiderio di ricevere con il fine di acquisire la forma del desiderio di dare al di sopra di esso. La forma della dazione si veste sul desiderio di ricevere portandoti al grado della dazione, perché hai attualizzato questo in una misura specifica. È così che diventi simile ed uguale al Creatore, diventando umano (Adam).

In essenza, questo è molto semplice: devi solo combinare le due qualità correttamente, salendo lungo una scala inclinata che è costruita da due forze o due linee, la destra e la sinistra. Pertanto, i principianti ricevono spiegazioni chiare. Di fatto, i kabbalisti non fanno nessuna distinzione tra i mondi. Tutto dipende dalla persona: sviluppa la tua capacità verso la forma della dazione e potrai vedere di più di quanto tu faccia adesso.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.01.2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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Il gruppo è il luogo dove ci incontriamo

Domanda: Se si va avanti solo in virtù dell’ ambiente, poi, quando verrà la scelta della nostra volontà altruistica, Lishma?

Risposta: Dobbiamo raggiungere la perfezione, e ciò contiene due parametri:

  1. Da un lato, io sono indipendente e pari al Creatore in ogni modo.
  2. Dall’ altra parte, io sono simile a lui in ogni modo. In tal caso, io sono indipendente e perfetto.

Si scopre che l’ indipendenza e la perfezione devono unirsi e portarmi allo stato finale. Ma come possono l’indipendenza e l’ equivalenza esistere insieme? Come posso raggiungere la perfezione, elevando entrambe queste qualità, che sono di fronte l’una dall’altra?

Per permettere questo, il Creatore ha dovuto aggiungere un terzo fattore ai due già esistenti (Lui e me). Questo terzo fattore sarà il luogo del nostro incontro, il luogo della rivelazione. E’ lì dove rivelerò la mia indipendenza e il Creatore opposto a me.

E’ necessario creare un “territorio” dove saremo in grado di essere partner, opposti ma uguali e uniti. Questo territorio è chiamato la somma delle anime, la Shechina, Malchut. Dopo la rottura, noi come il Creatore siamo al di fuori dei confini della somma delle anime, e ora dobbiamo incontrarci lì. Facciamo questo per il grado, siamo nella condizione di partecipare a questo processo e rivelarci l’ un l’ altro.

Ecco perché la creazione era frantumata. Si è rotta in molte parti diverse, che sono il grado dell’ indipendenza della creazione, cioè la separazione e il distacco dal Creatore.

Dobbiamo usare questa situazione, che è il motivo per il quale Baal HaSulam scrive che dobbiamo mantenere l’ unicità di ogni persona. Dopo tutto, nessuno sarà il doppione di qualcun altro. Ogni persona deve essere autonoma e speciale.

Ma d’ altra parte, dobbiamo dare ad ogni persona la possibilità di essere aiutato a raggiungere l’ equivalenza della forma con il Creatore. Per mezzo della propria unicità, avendo una combinazione inimitabile di qualità e desideri, ogni persona li sviluppa in modo da indirizzarli verso la dazione. È così che egli raggiunge l’ equivalenza con il Creatore.

Questa somiglianza si realizza per mezzo dell’ unione con gli altri. Perché non è fatto attraverso l’ unione con il Creatore? Il fine è di preservare l’ indipendenza. Quando si lavora davanti al Creatore, una persona si annulla, mentre in relazione al gruppo, può giocare un ruolo decisivo, simile al Creatore.

Il luogo del nostro incontro è il territorio del gruppo, che è stato creato artificialmente e diviso in parti. Arriviamo lì attraverso la linea mediana e l’ unione. Lì dobbiamo realizzare il Zivug di HaVaYaH ed Elokim, l’ unità di giudizio e di misericordia.

Tuttavia, se una persona non pensa a questi tre elementi: lui e il Creatore, nell’ unità del gruppo, egli immagina in modo errato la realizzazione dell’ obiettivo della creazione che lo attende.

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.01.2011 , Scritti di Rabash)

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Il Creatore sarà colui rivelato nel gruppo

Domanda: Se io mi sento lontano da un amico, oppure se un amico sembra più distante da me, posso dire che è la stessa cosa che succede a me rispetto al Creatore? Cosa posso fare in una situazione del genere?

Risposta: Gli stati possono essere diversi; perciò. Se stiamo parlando di un amico, il parallelo con il Creatore è possibile, ma non in tutti i casi. Qui c’é qualcosa in più, che è quanto io apprezzi il gruppo e lo scopo che stiamo rivelando tra amici. Dopo tutto, il gruppo, il traguardo ed il Creatore sono uno.

Soltanto il gruppo è il vaso, il desiderio (Kli), mentre il Creatore, la qualità di dazione, è la Luce che riempie quel desiderio, manifestando se stessa nel desiderio fino al punto della loro equivalenza mutua. Eventualmente il vaso e la Luce diventano completamente equivalenti raggiungendo la proprietà della dazione mutua ed unità; diventano inseparabili.

Dunque, uno deve attribuire al gruppo addirittura più importanza che a il Creatore. Il gruppo è il mezzo, senza il quale io sono incapace di raggiungere Lui, e a questo punto quello importante per me è il mezzo. Rabash ci da un esempio su un impiegato di governo di poca importanza dal quale io dipendo molto di più che dall’ intero governo: Mentre i ministri sono occupati con affari di stato, l’impiegato prende delle decisioni specifiche sul mio caso, sia accettandolo che rifiutandolo.

Il gruppo è un incontro dei nostri piccoli desideri, spingendoci a rivelare il Creatore, l’attributo di dazione. Io devo decidermi una volta per tutte: Io non posso arrivare al Creatore da solo. Il mio messaggio può essere portato solamente dal gruppo, come per il Creatore. Io non so chi sia Lui, ma Lui sarà quello rivelato nel gruppo.
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Ancora una volta su reciproca integrazione

1. Malchut e i primi 9 Sefirot

I primi 9 Sefirot sono le proprietà del Creatore, e Malchut è il desiderio di ricevere piacere che riguarda la creatura. Come puo’ allora Malchut ricevere la luce da tutti? Essa può farlo solo grazie al fatto che tutti i 9 Sefirot sono inclusi in essa. Malchut assorbe tutte le 9 Sefirot e diventa la 10 Sefira. In altre parole, la creatura, Malchut, diventa come il creatore. Tutti i 9 Sefirot, diventano sue proprietà, immerse nel Malchut. Ciò avviene per mezzo dell’inclusione reciproca.

2. Bina e Malchut

Studiamo che tutto il nostro lavoro si trova tra Malchut e Bina. Malchut sorge a Bina ed è inclusa in esso. E poi Bina scende nella Malchut e viene incluso in essa. A causa di questa integrazione reciproca di Bina e Malchut, riceviamo la possibilità di correggere noi stessi.

Dopo tutto, Malchut, è un desiderio egoistico di ricevere piacere, per sé, mentre Bina è il desiderio di dare in assoluto. Quindi, la loro reciproca integrazione uno nell’altro porta le proprietà del creatore per la creatura.

Il grado in cui risaliamo a Bina mentre desideriamo diventare simili al Creatore, il Creatore è in grado di scendere a noi e portarci alle sue proprietà.

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La mia somiglianza con il Creatore

Quando Malchut vuole assomigliare al Creatore, lo fa attraverso Zeir Anpin (ZA). ZA per lei è un modello. Se vuole assomigliare a ZA è un segnale che può diventare simile a Binà.

Allo stesso modo agiamo noi. Se voglio assomigliare al Creatore, allora devo entrare in un gruppo e diventare una parte integrante di esso, partecipare assieme agli altri, influenzarli e loro in risposta influenzano me. In questo mescolamento, nell’unione tra noi, acquisisco una nuova forma di unione con le altre persone. Allora, questa forma che si veste in me sarà simile al Creatore.

Cioè, se mi vesto del gruppo, come se questo fosse un vestito, allora sarò simile al Creatore.

(Dalla lezione sul libro dello Zohar, del 7 Settembre 2010).

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Il principio di base dell’avanzamento spirituale

Una persona non può acquisire un vaso spirituale, il desiderio di ricevere la proprietà della dazione dall’Alto, senza annullare se stessa innanzi al gruppo. Senza questo, studierà, ma lo farà invano. D’altra parte, se si mette al di sopra degli altri, allora il suo studio diventerà “la pozione della morte” e la trasformerà in un “pipistrello nella notte”. Al contrario, se una persona si pone al di sotto degli amici, allora il suo studio la renderà “un gallo che saluta l’aurora”.

Per tanto, tutto dipende unicamente dall’attitudine verso il gruppo e gli amici. D’altra parte, la cosa più importante non è ciò che si fa esteriormente, ma ciò che sta accadendo dentro il suo cuore, cioè:

1) In che misura sente (ancora in maniera egoistica) che non raggiungerà mai la meta senza gli amici;

2) Quando lavora con il fine di vederli come più grandi di lei. Di fatto, questo è molto difficile ed una persona deve almeno capire, che questi sono gli amici che il Creatore ha scelto per lei.

Fino a che una persona non comincia a relazionarsi con gli altri come con la sua stessa famiglia, come persone importanti e necessarie per lei, la Luce non la impressionerà in maniera positiva.

Salgo il primo gradino se percepisco tutto come un “1” e me stesso come uno “0”, cioè, che in relazione a loro, sono proporzionalmente uno “0,1”, ovvero, che percepisco me stesso come 10 volte più piccolo di loro; ma nel secondo gradino, l’egoismo mi porta un “peso nel cuore” e dovrò percepirli come 100 volte più importanti di me; e nel terzo gradino, 1000 volte. Al contrario, non potrò chiedere alla Luce che Riforma che mi impressioni. Ogni volta che desidero ascendere, per prima cosa devo discendere più profondamente. Per tanto, una persona sente un vuoto più grande tra la sua persona e la società (10, 100 e 1000 volte di più).

Questo avanzamento è impossibile senza l’appoggio dell’ambiente e senza l’obbiettivo comune che arde appassionatamente all’interno di ognuno. Mediante questo, tutti acquisiscono motivazione, ispirazione, l’importanza della spiritualità e la comprensione che questa è l’unica occupazione degna nella vita.

Cominciamo con l’amore degli amici che ci aiuta ad attrarre la Luce Circondante che ci corregge e ci apporta un amore genuino verso gli altri, attraverso il quale arriviamo all’amore per il Creatore. Per tanto, questo principio si applica lungo tutta la nostra ascesa spirituale, in ogni azione, dal principio alla fine lungo il cammino.

(Estratto dalla 4° parte della lezione del mattino di Kabbalah, articolo, Ama il tuo Amico, del giorno 30 Maggio 2010).

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Il Patto d’Oro

Prefazione al Commentario del Sulam”, “Tre Vengono da Uno, Uno Esiste in Tre”, Articolo 52: Quindi, è stato spiegato che il secondo discernimento elevando MAN de Zeir Anpin a YESHUT è di unire le due linee di YESHUT, destra e sinistra. Possono brillare solo attraverso il Masach de Hirik in Zeir Anpin (Articolo 39), che completa la linea di mezzo in essi e determina le due linee di Binà

Ci sono due linee in Binà: la linea di destra, che è Hassadim (Misericordia) e la linea di sinistra, che è Chokhmà (Saggezza). Esse non si possono unire. Infatti, ciascuna è pronta ad occupare completamente il 100% del desiderio per conto proprio. Esse restano in reciproca opposizione.

Tuttavia, esse non possono emanare in mancanza dell’altra! Entrambe vengono dall’Alto ma la linea di destra è come se dicesse: “Come è possibile senza la dazione? Non è la dazione lo scopo della creazione?”. Mentre la linea di sinistra è come se affermasse: “Io sono il fondamento della creazione! Io sono la Luce di Chokhmà che deve essere rivelata in essa! Come può esistere senza di me?”.

E così disputano senza la possibilità di compromesso o riconciliazione. Ma nel loro patto risiede la soluzione: la ricezione con lo scopo di dare.

Per facilitare il patto, è necessario un terzo fattore. Questo terzo fattore permette ad ognuna di scostarsi dalla sua forte presa di posizione e di capire l’altra. La soluzione giace nel mezzo. La soluzione non è un compromesso! Piuttosto, è un’unica e rimarchevole opportunità di capirsi a vicenda, di vestirsi dell’altra, e di arrivare al patto d’oro.

Prima della linea di mezzo, tutto ciò che esisteva erano le qualità del Creatore. La creazione comincia con la linea di mezzo, che permette l’unione di dazione e ricezione. Questa è la forma nella quale la creatura può pienamente partecipare alla dazione e diventare simile al Creatore. È come un bambino che unisce i suoi genitori (le due opposte linee del Creatore) e li rende una famiglia.

Ti chiedo di essere un uomo

Domanda: Il Creatore ascolta la mia preghiera? Lui può cambiare la sua attitudine verso di me?

Risposta: No, Lui è costante, ma tu gli chiedi di cambiare; cioè gli dici “Sai, ieri Tu mi hai trattato molto male. Oggi, ti supplico di essere benevolo”. Però, come può cambiare Lui?

Se non lo capisci, allora perché preghi? Se preghi, chiedigli di trasformarti ed allora, sentirai una Sua nuova attitudine verso di te.

Osserva l’esempio dei genitori con il loro figlio piccolo. Forse i genitori cambiano la loro attitudine verso di lui? Lo trattano sempre con amore, però a volte lui dice a sua madre: “Sei cattiva!”. Come fare a cambiare la percezione del bambino, in modo che sua madre invece di essere “cattiva” sia “buona?”. È il bambino che cambia.

L’esempio spiega ciò che è necessario cambiare. Sei tu che devi farlo.

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Dall’inganno alla Luce

Ho ricevuto una domanda: Come possiamo esigere la correzione oggigiorno, quando siamo totalmente immersi nei desideri egoisti?

La mia risposta: E’ chiaro che attualmente non possiamo esigere la correzione. Se sono un egoista assoluto, come posso chiedere la correzione? Tuttavia, ciò che mi si richiede è chiedere un po’ di dazione, nella misura in cui sono capace di chiederla, mentre sono nell’egoismo. Questo significa che mentre lei sta in Lo Lishma, (cioè, nell’inganno, nell’ego, nel suo desiderio di piacere, e nei pensieri su se stesso), sta realizzando un debole pianto che desidera offrire.

Certamente, è un inganno; lei non vuole amare gli altri, né donare loro, né arrivare ad essere simile al Creatore. Lei semplicemente, non sa cos’è la dazione, e grazie a questo, è capace di dire simili parole. Se lei sapesse cos’è, uscirebbe correndo immediatamente. La verità si nasconde da lei, affinché non sappia cosa sta chiedendo. La dazione è tanto contraria alla sua natura da implicare realmente la morte dei suoi desideri e qualità presenti.

Nella scienza della Kabbalah, studiamo la relazione tra la luce ed i desideri. C’è un vaso o desiderio, e a sua volta una Luce opposta ad esso. Affianco a questo, esiste un altro stato nel quale il desiderio non è certo, ma falso, e la Luce che è opposta a questo desiderio, non è diretta, ma circondante. Questo è esattamente lo stato nel quale ci troviamo adesso. Tuttavia per il momento, chiediamo che questa Luce venga e ci porti questo desiderio di dare, come se volessimo diventare datori e funziona grazie a questo.

Il sistema è disegnato in maniera tale che, dal nostro stato attuale, nel quale ci troviamo, non vogliamo il successivo stato, tuttavia lo stiamo chiedendo, possiamo arrivare ad esso; possiamo cominciare a volerlo, a riceverlo ed a stare con esso. Ciò si deve alle Reshimot, i geni spirituali, che rimangono in noi dallo stato corretto, che poi fu frammentato. Queste Reshimot risvegliano le luci nel mondo di Atzilut, queste luci sono lontane da noi. Possiamo attrarle affinché ci influenzino e diventino ciò che chiamiamo “luci circostanti”.

In effetti ci troviamo in un inganno e non vogliamo dare o amare il nostro prossimo. È certo. La Torà non ci nasconde questo fatto. Al contrario, ci dice che il Creatore si nasconde ed il mondo spirituale è nascosto perché se lei lo vedesse, mai lo vorrebbe.

Così dunque la spiritualità si nasconde in modo che lei possa immaginare che questa è buona per lei, anche nei suoi desideri egoistici. Quando pensiamo ad alcune ricompense egoistiche per noi, come se desiderassimo il mondo spirituale, la Luce ci influenza ancora e cambia i nostri desideri e pensieri dal ricevere al dare. Funziona così. Il sistema è stato disegnato precisamente per questo processo.

Funziona in questo modo non solo nel nostro stato, quando ascendiamo da questo livello di ricezione al primo grado della dazione. Quando oltrepassiamo il Machsom (la barriera della spiritualità), ascendiamo da un stato all’altro, secondo lo stesso principio: desiderando l’indesiderabile. Anche se in queste tappe, “l’anima di una persona le insegna”, e abbiamo qualcosa su cui appoggiarci, perché siamo già nel mondo spirituale.

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