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Il buon futuro sta nel sostegno reciproco

Edizione Speciale: Eventi nel sud d’Israele

Ogni persona cambia la realtà con il proprio atteggiamento. Il punto focale è di organizzare un sostegno sociale all’unione. Dobbiamo educare noi stessi. Nessun altro lo farà. Il calore della reciprocità non dovrebbe essere causato dai razzi, ma dal lavoro interiore tra di noi. Non c’è altro modo.

Nel sostegno reciproco, dobbiamo vedere qualcosa di speciale, un futuro di bene. Perché dovremmo essere dei bambini disobbedienti che imparano solamente con le punizioni?
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La garanzia reciproca “colla” per la Nazione di Israele

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Prima di tutto, dobbiamo stare insieme. Si riferisce a tutti i figli della nazione, a prescindere dal luogo in cui si trovano. Oggi gli Ebrei Americani si sentono, prima di tutto, Americani. Israele, nel migliore dei casi, è al secondo posto. Alcuni addirittura dicono: “Se lo meritano.” Questo non è mai accaduto prima, tutto si è capovolto nel corso degli ultimi anni quando hanno iniziato a sostenere chiunque eccetto il loro stesso popolo.

Nel frattempo, “Israele” non è genetica. E ‘un concetto, una visione del mondo. La “colla” della garanzia reciproca deve legare tutti noi insieme. Dobbiamo risvegliare l’amore che sta dentro di noi. E ‘possibile se lavoriamo contro il nostro egoismo, contro i calcoli meschini. L’amore si nutre, si costruisce con sforzi reciproci.
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La guerra per ragioni irrazionali

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Dobbiamo guardare alla radice del problema. Siamo sotto attacco per motivi irrazionali. La natura stessa ci obbliga ad unirci. Abbiamo bisogno di imparare dalla storia: essenzialmente, stiamo combattendo contro noi stessi. Se superiamo la repulsione reciproca, la divisione in segmenti, se il popolo diventa realmente il popolo, allora vivremo in pace.

Siamo diventati il popolo dopo l’esodo dall’Egitto su una condizione chiara di unione.

Tutti i nostri esìli sono stati causati dal nostro conflitto interiore.

E ogni volta i nemici erano pronti a distruggerci, ma non completamente.

Quanto tempo si può andare avanti?

Tutte le fonti primarie parlano di unione, e non è una religione. Questi sono i fatti che sono stati confermati nel corso dei millenni.
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Non c’è futuro senza unione

Edizione Speciale: Eventi nel Sud d’Israele

Il nostro mondo è molto piccolo. Oggigiorno vediamo come la natura ci mette sotto pressione da ogni lato. Non puoi scappare da questo “globo”. Non possiamo più fare quello che vogliamo, bruciare il petrolio, rilasciare anidride carbonica nell’atmosfera.

Le leggi della natura sono immutabili. Comunque, a noi manca la conoscenza delle leggi relative al livello umano di sviluppo. Capiamo, in qualche modo, lo sviluppo infantile, ma in generale, il processo dell’umanità si presenta piena di sorprese in ogni momento. Oggi, tutto ad un tratto, siamo diventati un’unica famiglia.

Questo fatto è sostenuto da studi in diversi campi, anche se la gente comune non è ne è consapevole. Il mondo è totalmente interconnesso e interdipendente. Problemi di un paese si diffondono in altri paesi. Dall’altro lato, qualsiasi paese può essere paralizzato da sanzioni, anche se ha tutto ciò che serve per la sopravvivenza.

Quindi, esiste la legge del corpo comune, della famiglia comune, e non c’è scampo. É per questo che è necessario soddisfare la condizione della garanzia reciproca a livello globale. Questa è l’unica maniera per raggiungere l’armonia con la Natura-costruendo buone relazioni tra di noi. In questo la Natura ci da libertà di crescere in maniera indipendente. Ma se non lo facciamo, allora arriveranno i colpi: la crisi, guerra, disastri naturali. Non è una coincidenza che le nostre relazioni con gli USA si stanno raffreddando. É anche molto importante. E la decisione è inerente alla gente di Israele. Noi abbiamo la chiave. Noi siamo in grado di raggiungere l’unione, dal quale segue, sembrerebbe,la garanzia reciproca.

Siamo separati, ci inganniamo a vicenda, mostriamo solidarietà solo in tempi di guerra, e anche con difficoltà.

É arrivato il momento di dire “Basta” nessuno farà pace con noi fino a quando non facciamo pace tra noi stessi. Come? Attraverso l’educazione.

Questo semplice messaggio dovrebbe essere trasmesso ad ogni persona. Non c’è futuro senza unione. Dobbiamo riempire l’aria con questo messaggio prima di scivolare in costanti conflitti militari, perché la nostra situazione sta peggiorando da giorno in giorno. Quindi iniziamo. Per cominciare, ci sono coloro che già capiscono e sentono questa condizione. Abbiamo un metodo d’insegnamento, e dovrebbe essere implementato. L’unione deve essere appreso, non accade da sola. La legge della gravità agisce in automatico, mentre l’unione è creato tramite lavoro sistematico. Nello stesso modo che influenze esterne convincono una persona a smettere di fumare. Quando sento da ogni lato, il male che sta causando, a me e agli altri, comincio ad essere influenzato.

All’inizio, l’unione non è la sensazione più comoda, ma gradualmente, scorrerà in vita e non potremo farne a meno, non riusciremo a capire come abbiamo fatto a vivere senza. Prima di tutto giocheremo come dei bambini, e poi improvvisamente lo sentiremo, quando l’abitudine diventa la nostra seconda natura, proprio come un gioco diventa realtà. A questo punto non potrò vivere senza le buone relazioni. Tutto dipende da noi.
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Una piuma che pesa cento tonnellate

Domanda: Che tipo di sforzo è il mezzo per l’avanzamento spirituale, e posso aiutare un amico a sforzarsi da solo o rubo il suo lavoro facendo questo?

Risposta: Lo sforzo è qualsiasi cosa al di sopra delle mie abilità umane. Io non posso aiutare un altro e completare il suo lavoro, ma posso fargli un esempio di modo che possa essere più facile sforzarsi per lui.

Quindi, io non rubo il suo lavoro, ma lo aiuto. Maggiormente ci aiutiamo l’uno con l’altro portando esempi, più facile sarà per un amico sforzarsi di più, e più efficientemente avanzeremo.

Con questo, noi cambiamo lo sforzo corporale con uno sforzo spirituale! Allora il lavoro corporale sembra molto difficile e il lavoro spirituale veramente facile perché addizioni la forza del gruppo a questo. Il risultato è che devi muovere un carico di centinaia di tonnellate e lo muovi, ma hai l’aiuto di milioni di persone che spingono il carico con te.

Tu non devi sentire il peso del carico che è di 100 tonnellate. Queste 100 tonnellate sono necessarie solo se attraverso queste riesci a raggiungere la connessione con milioni di persone.

Dunque, non c’é nessun bisogno di sofferenza senza senso; tutto quello che dobbiamo fare è comprendere perché soffriamo.

Se noi ci sentiamo in difficoltà, abbiamo paura, rigetto, e paura in un certo posto, significa che non è lo sforzo corretto. E’ detto: ”Invece tu non mi hai invocato, O Giacobbe.” Se con grande impegno e sudore porterai il carico che ti è stato dato dal Creatore, significa che non ti stai sforzando correttamente, e questa pressione dipende da qualcun altro e non dal Creatore.

Il piacere dal lavoro è sapere per Chi ci stiamo esercitando.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 15.06.2012, Shamati 117)

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Quattro passi verso Keter

Quando si rivelano in noi delle intuizioni spirituali, di fatto cominciamo a vedere e a capire gradualmente e in modo sempre più chiaro che ogni cosa dipende dal “luogo” (il Creatore), il che significa dal numero e dall’intensità dei miei discernimenti che rivelano la realtà spirituale e che mi mostrano fino a che punto sono connesso a tutti gli altri. Tutto dipende dal numero dei discernimenti e principalmente dalla loro intensità e dall’intensità della connessione.

Ognuno di noi scopre improvvisamente diversi discernimenti della propria percezione egoistica, ma rinuncia al proprio ego al fine di connettersi con gli altri. Si scopre che una “ammaccatura” appare nel mio desiderio di fronte ad un “rigonfiamento” nel desiderio dell’amico, ed un “rigonfiamento” del mio desiderio appare opposto alla sua “ammaccatura.” Quindi ci connettiamo, poiché ognuno si arrende all’altro.

Si scopre che ho rinunciato ai miei interessi al fine di connettermi all’amico, ma lui, nella sua percezione, scoprirà questi “rigonfiamenti” del mio ego e annullerà sé stesso per connettersi con me. Dunque, noi non annulliamo il nostro ego, ma lo utilizziamo costantemente attraverso più “rigonfiamenti” e “ammaccature.” La nostra percezione sensibile e raffinata e la sua intensità dipendono dalla quantità di tali connessioni, nelle quali scopriamo sempre più discernimenti.

Questo è come il vaso generale costruito per l’interesse generale. Più scopro mancanze comuni, più posso annullare me stesso e connettermi con gli altri. Ma poi devo pensare al motivo per cui lo sto facendo —per la rivelazione della Shechina (Divinità). Qui devo raggiungere un’ulteriore connessione che è più interiore e per uno scopo più alto, scoprendo che è il Creatore.

Il Creatore non è una qualche personalità, ma un discernimento che ho rivelato come conseguenza della mia chiarificazione. È la Sefira superiore di Keter, che scopro dopo aver chiarito tutte le Sefirot che la precedono. Proprio come il comandamento dell’amore, che dobbiamo raggiungere, ma che in realtà non siamo in grado di raggiungere. Esso si rivela a noi da sé se attuiamo tutti i comandamenti che lo precedono.

Avviene lo stesso quando si tratta di connessione. Se io lavoro con il mio punto nel cuore nel gruppo e mi connetto con gli amici, allora all’interno di questa connessione, in tutte le quattro fasi, scopro la loro radice interiore chiamata Shechina. La Shechina simboleggia la rivelazione del Creatore.

Non posso costruire da solo quest’ultima fase, Keter, colui che dona. Si rivela poiché salgo i quattro gradini verso di essa.

Ho fatto tutto quello che era in mio potere, ho rivelato da solo le quattro fasi e le forme di connessione, e poi scopro la fase Keter sulla quale però non posso lavorare da solo. Questa è la Shechina. Da parte mia, posso completare il lavoro e così vi sarà una scoperta che mi attende, come è detto “ho faticato e ho trovato.”
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13.06.2012, “L’Arvut (la mutua garanzia)”)

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Tutti girano indipendentemente

Domanda: Che cosa dobbiamo fare affinché il cuore si decida a connettersi? Abbiamo deciso tante volte di connetterci, ma non sappiamo come cominciare.

Risposta: Dobbiamo costruire sistemi che non ci lascino scampo. Immaginate di dover custodire un gregge molto grande in cui ci sono molti animali, tra cui: mucche, cervi, tori, pecore, ecc. Dobbiamo saper trattare ogni tipo di animale: alcuni hanno bisogno di cani da guardia, altri hanno bisogno di pastori, e un altro tipo ha bisogno di un recinto in modo che non scappino.

Dobbiamo fornire ad ogni tipo di animale, il giusto tipo di cibo: alcuni hanno bisogno di cereali, e altri di erba, e tutti hanno bisogno di acqua. Devo prendermi cura di tutte queste cose. Anche del gruppo devo prendermi cura nello stesso modo e fornirgli tutto ciò di cui ha bisogno per non scappare, ma raggiungere il nostro obiettivo con successo e in modo sicuro.

Dobbiamo pensare a tutto ciò, e questo è tutto il nostro lavoro. Dobbiamo raggiungere le prime dieci Sefirot, il che significa la minima connessione tra noi. Anche se è egoista e opposta alla spiritualità e alla santità, è già una connessione. Ora stiamo semplicemente disgiunti, e nessuno vuole connettersi in nessun modo agli altri. Siamo come ingranaggi che non si connettono per girare in modo indipendente.
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(Dalla quata parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.10.2012, Prefazione al Libro dello Zohar)

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Mobilitazione generale

Solo la nostra persistenza nel sentire la necessità di una connessione ci può salvare. Smettiamola di giocare con altre cose sperando che con il tempo qualcosa cambi, abbastanza per avere a che fare con altre cose. Tutte le attività correlate sono necessarie solo per sostenere la cosa principale: comprendere la necessità della connessione.

Fino a quando non ci riusciremo deve esserci uno sforzo collettivo incessante. Non dobbiamo scappare o deviare da questo obiettivo verso qualsiasi altra direzione. Qualunque cosa facciamo serve solo a rafforzare i nostri sforzi per la connessione. Dobbiamo sentire la preoccupazione che va da cuore a cuore, fino a quando non ci riusciremo. Non ci sono concessioni qui e le condizioni sono note: il continuo raggiungimento delle Reshimot (i geni informativi), secondo il principio “Ho lavorato e ho trovato”. Se siamo in grado, lo superiamo, e se non ci riusciamo, no. Deve essere un obiettivo chiaro davanti ai nostri occhi e noi tutti dobbiamo mobilitarci per la missione.

Ci sono nuovi studenti che ancora non capiscono e non sentono la disperazione totale, ci sono vecchi studenti che sono cresciuti troppo deboli e si sono trovati coinvolti nella routine. Ma nel complesso, dobbiamo rafforzarci reciprocamente. La preghiera non può essere che per la connessione, altrimenti non viene ascoltata. Se non desideriamo la connessione, la reciproca dazione, dare al Creatore, allora tutto il resto è la “pozione della morte.” Dobbiamo completamente chiarire questo.

La cosa principale è la preoccupazione generale. Anche se, nel mio cuore, non sento realmente la preoccupazione, tuttavia devo mostrarlo agli altri. Anche se al momento non sono entusiasta verso lo scopo della creazione, devo comunque agire prima degli altri. Altrimenti non devo far parte della società.

Deve essere la condizione principale: una persona si trova nella società per rafforzare i cuori degli amici che sono sulla via di raggiungere l’obiettivo, aumentando l’importanza e la grandezza dello scopo. Se non lo fa, non c’è posto per lei qui. È meglio che a raggiungere l’obiettivo siano poche persone, perché quale sarebbe altrimenti l’utilizzo di tutti i milioni di persone intorno a noi, se non hanno raggiunto nulla e se la forza spirituale non governa il livello corporeo?

La società dovrebbe quindi esigere da tutti: è necessario mantenere l’obbligo per rafforzare gli amici verso la grandezza dello scopo, la grandezza della connessione, oppure rinunciare. Proprio così.

Per quanto riguarda i principianti, la missione gli dovrebbe essere chiarita nella misura in cui possono percepire, dal momento che a parte questo non c’è nulla.

Devono trascorrere molti anni prima che una persona cominci in qualche misura a sentire e percepire il messaggio. Ma abbiamo accumulato abbastanza esperienza, competenze, conoscenza delle fonti, lo sforzo per realizzarlo. Per di più, la realtà esterna esige che lo facciamo.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.10.2012)

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Vedere il mondo di Ein Sof (Infinito) dietro semplici parole

Connettersi ad un amico non significa seguire la sua mente. Quando io mi sottometto e ascolto quello che dice, non è per fare poi quello che dice. Devo sottomettere il mio ego, ma non vuol dire che devo accettare il suo consiglio.

Io mi sottometto prima della connessione interiore tra noi. È una cosa totalmente diversa. Ascolto quello che dice, e devo accettarlo come qualcosa che viene dal più grande nella nostra generazione di fronte al quale io stesso mi sottometto, scoprendo il suo livello interiore lì, dove si trova la sua altezza spirituale. Ein Sof è parte di ognuno di noi, io in realtà mi sottometto prima a questo livello spirituale, nei miei rapporti con l’amico, ma non per quanto riguarda le sue opinioni corporee.

Si tratta di una sottigliezza molto importante. Non capiamo che nei rapporti tra di noi si trovano tutti i mondi, tra cui il mondo reale di Ein Sof.
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Un giubbotto salvavita per coloro che stanno annegando nel mare dell’egoismo

Domanda: Ultimamente ho perso ogni interesse e desiderio spirituale. Sono diventato distante dal gruppo, ma il gruppo non si è dimenticato di me e ha continuato a prendersi cura di me con amore costante. Questo è il perché, nonostante tutto, ho deciso di venire al congresso di Roma e ho fatto enormi sforzi per farlo. E ora qui, sento vergogna davanti ai miei amici che ancora una volta mi hanno preso in braccio, e ho sperimentato l’amore dei miei amici con forza in questi due giorni. Ma cosa devo fare per assicurarmi di non diventare distante nuovamente dopo il Congresso? Temo molto questo.

Risposta: Mi dispiace per tutto quello che hai dovuto sperimentare. Ma non c’è nessun altra via, solo accettare il fatto che tutto proviene da una sola fonte a cui dobbiamo essere grati per le cose buone e per le cose cattive. Io sono molto grato ai tuoi amici che hanno lavorato così duramente e che sono stati in grado di riportarti indietro. Spero che da questo giorno in avanti, tutti voi vedrete solo la bontà e la misericordia, l’amore e il calore che vi aspettano.

Ancora una volta, non importa cosa succede, dovete necessariamente mantenervi nel gruppo con tutta la vostra forza perché è il vostro giubbotto salvavita buttato in mare per coloro che stanno annegando. Non abbiamo niente altro a cui aggrapparci.

E credetemi, vedrete anche l’intero paese aggrapparsi al vostro gruppo come se fosse il loro giubbotto salvavita. Così diventerete più forti, aiutandovi a vicenda continuamente. Vi auguro successo!
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(Dal quinto pasto del congresso di Roma, 20.09.2012)

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