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Quando la decisione è presa

Noi dobbiamo raggiungere lo stato in cui sentiamo di essere tra l’Egitto e la libertà e in cui ci rendiamo conto che, se ci uniamo, allora insieme ci innalzeremo al di sopra del nostro stato attuale e saremo in grado di fuggire da tutti gli stati in cui viviamo adesso. Ma fintanto che un uomo è inconsapevole della sua negatività e desidera rimanere in “Egitto”, non ha senso parlare con lui. E’ necessario fare esperienza dell’esilio in tutta la sua precarietà, con tutti i problemi e le disgrazie, per essere finalmente in grado di prendere la decisione di uscirne.

Il nostro punto nel cuore, “Moshe (Mosè),” ci tira (Moshech) in avanti partendo dalla nostra attuale condizione. Poi, ci renderà capaci di accettare volontariamente la “garanzia” (Arvut) ma non prima.

In questo stato, dentro un uomo, molteplici desideri si ritrovano insieme. Ovviamente, tutti i suoi “Egiziani” ed il “Faraone” sono ancora dentro di lui, ma anche “Moshe”, il Creatore, e la “nazione di Israele” si sono già rivelati in lui. Queste sono tutte qualità dell’uomo: vecchio, egoista, e nuovo, altruista.

Un uomo fa esperienza dei dubbi: sta uscendo dall’egoismo, dall’ “Egitto”? E anche molto tempo dopo che ne è uscito, egli ha dei dubbi: ho preso la decisione giusta, o dovrei tornare indietro? E così rimane fino a quando non corregge tutto il suo egoismo.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 17.09.2010, “l’ Arvut (la Garanzia Mutua)”

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L’essere umano che si prende la responsabilità della Terra

Mentre ritorniamo al mondo dell’Infinito da un punto all’estremo dell’universo, dove ognuno di noi è stato spinto e ci avviciniamo al centro, sentiamo crescere una vicinanza agli altri. Ed è così fino a quando non torniamo nell’Infinito. Ciò significa che ritorniamo sulla Terra per realizzare la legge dell’unione e del sostegno reciproco ad un livello sempre più grande, lungo i 125 gradini della connessione, e ognuno di noi dipende da tutto questo.

Un uomo incomincia a scoprire di desiderare questa interconnessione totale e, di conseguenza, sente la Luce che lo colma dentro. Infatti, egli diventa uguale alla Luce, e la proprietà della dazione adesso lo colma. E allora egli incomincia a fare esperienza del mondo spirituale.

Tutto lo spazio percorso lungo il suo cammino verso il mondo dell’Infinito è considerato come il mondo spirituale, perché può essere percepito solamente nella misura dell’unione che un uomo ha con gli altri. Tutta la realtà che si trova dietro a questa sensazione è considerata come il mondo materiale, il nostro mondo, poiché è così che un uomo si sente quando taglia i legami con tutto il resto.

In altre parole, ci sono due tipi di realtà. In una, desideriamo isolarci da tutti gli altri e perciò percepiamo il mondo materiale. Mentre se ci spostiamo dalla parte opposta, con il desiderio di unirci agli altri, allora facciamo esperienza del mondo spirituale, che è la seconda realtà.

La legge del sostegno reciproco è la legge suprema di tutta la creazione: è senza tempo ed è imperativa per ogni sua parte. Tutta la natura inanimata, vegetativa ed animata obbedisce a questa legge istintivamente, seguendo la chiamata che viene da dentro, sotto l’influenza dei suoi propri geni e delle forze della natura. E la stessa situazione riguarda l’uomo nelle fasi iniziali del suo sviluppo, quando esegue istintivamente la legge dentro di sé.

E’ solamente quando un uomo arriva al livello “parlante” dello sviluppo che incomincia a ricevere le proprietà che non si conformano ciecamente a questa legge. L’uomo deve accettare questa legge volontariamente e iniziare a seguirla.

Prima di tutto, un uomo deve scoprire questa legge, studiarla, ed imparare a desiderare di seguirla, chiedere di avere la capacità di seguirla, cioè chiedere di essere trasformato dalla Luce che Riforma. E quando questa Luce discende su di lui, egli accetta le condizioni del sostegno reciproco e volontariamente inizia a seguirle, a percepirle, ed osservarle, scoprendo in questo modo l’esistenza dell’unica anima unita, il reciproco legame.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2011 sulla Garanzia Mutua)

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La sicurezza si rivela nell’unità

Domanda: Come possiamo acquisire la sicurezza nel livello materiale, includendo l’aspetto economico, medico e sociale?

Risposta: Questi problemi possono essere risolti solo attraverso la dazione, con l’aiuto della Luce. Se vuoi essere sano ed immune dai problemi imminenti, allora devi vivere in una società che abbia il potere della garanzia mutua.

Potresti pensare: cosa hanno di tanto speciale questi amici? Cosa hanno? Hanno dei conti bancari in Svizzera? Le loro compagnie? Degli affari di successo? O forse tutti sono dottori, avvocati, banchieri o grandi esperti in generale? Il fatto è che non hanno nessuno stile, ma se hanno la connessione corretta, quella buona, allora non puoi vincerli. Hanno una fiducia totale. Ricevono una tale “carica” dall’alto che nessuno può usarla egoisticamente oppure avere più successo degli altri. Questo perché hanno un riempimento senza pari. La sicurezza si esprime solo all’interno dell’unità.

Lo vediamo anche nel nostro mondo: di cosa è capace una persona? Anche se porti Schwarzenegger e anche se hai due persone, o tre o mille, anche se le vesti con armature metalliche, ti sentiresti sicuro allora?

Oggigiorno non abbiamo fiducia in niente, incluso nel potere. Quante armi possiamo continuare a produrre? Quanti mezzi abbiamo per proteggerci? Alla fine non importa quanto ci armiamo, questo non ci da nessuna sicurezza. È solo che la popolazione si sente più tranquilla.

Per esempio, in Israele, vengono date periodicamente delle maschere alle persone, anche quando ho sentito dire che in questo momento non ne vogliono più ricevere. Tutti sono oramai stanchi di questo. Le persone hanno bisogno di un altro tipo di sicurezza.

A cosa serve avere dei milioni in banca? Oggi significa ancora qualcosa, ma la società del futuro dovrà fare attenzione a differenti basi, mediante la legge della dazione. La dazione totale tra tutti i suoi membri convertirà la preoccupazione materiale sul domani nel richiamo delle leggi spirituali, perché le persone non avranno nell’interiorità nessun desiderio reale per questo. Le preoccupazioni sulle necessità vitali diventeranno un obbligo che viene ordinato dall’alto alla persona come “se osservasse un comandamento”.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.03.2011, sulla sicurezza)

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Dai limiti estremi della creazione al suo Centro

I Kabbalisti, che esplorano la realtà superiore, ci spiegano che abbiamo iniziato tutta la nostra evoluzione nel mondo dell’Infinito, Ein Sof, dove eravamo tutti uniti insieme come un solo uomo con un solo cuore, dentro un solo punto – ed il nostro legame era dunque molto forte. Questo legame era inizialmente alimentato dalla forza della Luce Superiore che ci controllava e ci appagava.

Ma in seguito, abbiamo iniziato a discendere da questo mondo dell’Infinito poiché la nostra connessione ha incominciato ad indebolirsi. Si è venuta così a formare una distanza tra di noi, che ha continuato a crescere (i mondi di Adam Kadmon, Atzilut, Beria, Yetzira, e Assiya nel disegno qui sotto), finché non siamo caduti al livello della nostra attuale esistenza, il livello più basso del mondo di Assiya.

Questa discesa indica che, sotto influsso dall’Alto, piano piano abbiamo perso la Luce che colmava lo spazio tra di noi. La Luce ha continuato a diminuire di proposito, di sua volontà, e alla fine, si è creata una distanza tra di noi. Mentre eravamo nel mondo dell’Infinito eravamo tutti legati insieme, ma quando abbiamo raggiunto il mondo di Assiya ci siamo sentiti distanziare grandemente gli uni dagli altri. Ora noi ci viviamo come due realtà separate: la mia e la vostra. Il nostro ego, che ci domina, è responsabile della spaccatura che ci divide. Questo è il comune modo di sentire di ogni uomo.

Adesso nel mondo ci sono sette miliardi di individui-alieni egoisti. Ma è vero che nel mondo dell’infinito noi esistiamo come un solo uomo! Ed in base alla nostra sensazione, anche la realtà è cambiata poiché la viviamo come una sensazione nel nostro desiderio, nelle nostre qualità.

Ma noi dobbiamo capire che abbiamo a che fare con due grosse discrepanze: la realtà che percepiamo e la realtà in cui ci troviamo nella quale, di fatto, esistiamo. Noi ci sentiamo alieni tra di noi, lontani dalla perfezione, dall’eternità, dall’appagamento senza fine, da qualche parte ai limiti estremi dell’intera creazione, in questo mondo transitorio. E tuttavia, la connessione tra di noi rimane, ed è molto forte. Siamo ancora legati dal reciproco sostegno, come un solo uomo con un solo cuore.

Il fatto è che noi non desideriamo seguire queste condizioni, e questo è il solo problema. Ma la natura fa in modo che noi siamo connessi comunque. E’ solo che questa connessione ci viene rivelata non al livello della legge del mondo dell’Infinito, ma nella misura in cui ci siamo distanziati da esso.

In altre parole, al momento non ci si aspetta che osserviamo tutte le condizioni del sostegno che governano il mondo dell’Infinito, nel quale eravamo completamente connessi con tutti i nostri desideri, come un solo insieme e c’era una sola anima al centro della creazione. Abbiamo solo bisogno di capire che rimaniamo legati insieme, voi ed io, e che c’è una connessione tra di noi.

Questi legami esistono tra tutte le anime che in passato si trovavano insieme, ma che oggi si sono distanziate. Tutti noi abbiamo però bisogno di ritornare al centro dal quale arriviamo.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2011 sul Sostegno reciproco)

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Fissa nel tuo cuore la preoccupazione per i tuoi amici

Domanda: Perché non riesco a comprendere con chiarezza l’importanza dell’ambiente ?

Risposta: Si sente di non comprendere fino in fondo la sua importanza perché non hai voglia di trovare il corrispondente desiderio dentro di te. Capisci le parole, ma il tuo cuore non risponde ancora. A volte persino ci si ammala e si è stanchi di sentirne parlare.

Questo è naturale. Hai solo bisogno di continuare a lavorare sul desiderio comune. Ognuno deve cominciare a pensare quanto questo sia importante e che è esattamente ciò che ci serve. Ci sforziamo artificiosamente di prenderci cura gli uni degli altri: mi preoccupo per gli altri per fare in modo che diriggano i loro pensieri verso il traguardo insieme a me. Sono costantemente preoccupato e poi una paura reale si sviluppa dentro di me: saranno in grado di mantenere i loro pensieri sull’obiettivo?

E poi il cuore del gruppo mi appare davanti, non i loro nomi o i loro volti, ma il desiderio profondo che regna tra gli amici. È il desiderio di tutti l’essere pronti ad unirsi con gli altri in modo che tutti possono mirare alla meta? Questo è ciò che mi riguarda. Se questo è vero, allora avremo attirato un po’ di Luce a questo comune desiderio nel corso di un breve periodo di studio, per poi raggiungeremo l’obiettivo.

Il problema non è la luce che ci influenza. Il problema per tutti noi è collegare i nostri desideri per stare insieme nel cammino verso l’obiettivo. La prima cosa è la preoccupazione che deve soddisfare il cuore di tutti. Questa è la garanzia mutua.

Quando abbiamo un desiderio comune, i “flussi” vanno da un amico ad un altro, e quindi sono sempre al lavoro. Quando ci sforziamo di studiare al fine di realizzare questo desiderio e non siano disturbati da qualsiasi altro obiettivo, evochiamo la luce con questo desiderio comune che è rivolto verso la dazione mutua, il Creatore . Poi saremo pieni di desiderio nella preparazione allo studio e durante lo studio.

Non ci può essere nulla al di là di questo. E ‘scritto: “Abacuc è venuto e ha ridotto tutto a una cosa:. Un uomo giusto vivrà per la sua fede” . Il più grande effetto deriva da un’ azione con la quale si desidera raggiungere la dazione. La dazione è indicata anche come “fede”.

Alla fine, questa è una cosa molto semplice. Nel complesso, la Kabbalah continua ad essere rivelato in un modo sempre più semplice. E anche se il percorso è difficile e ci vogliono anni, abbiamo l’opportunità di accelerare notevolmente il nostro sviluppo.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 15.02.2011, Scritti di Rabash)

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Cerca sempre il futuro

Domanda: Qualsiasi ricerca scientifica include 3 tappe: 1) un’ ipotesi che deve essere provata, 2) i materiali con i quali sperimentare e 3) il procedimento in sé, il processo grazie al quale si prova l’ipotesi. Come può questo essere applicato nella Kabbalah?

Risposta: E’ anche un esperimento scientifico. Inizia con una domanda sullo scopo della vita. I kabbalisti ti danno un suggerimento: “Assapora e vedi per conto tuo quanto è buono il Creatore”. Realizza questa azione ed otterrai il risultato.

Noi esistiamo in un sistema molto semplice. Affianco a me c’è il mio grado spirituale più grande, considerato come “il gruppo”. Ho bisogno di incorporarmi in esso e se mi connetto al gruppo, comincio a sentire la Luce dentro di me. Non c’è niente di irreale o fittizio in questo.

Per ascendere al grado del gruppo, devo realizzare il mio gene informativo, una Reshimò 0/1 (Shoresh de Aviut e Alef de Hitlabshut). Io stesso sono questa Reshimò “0/1” che desidera inserirsi nel gruppo, nel cui caso la Luce mi influenza dal mio stato più avanzato e corretto, elevandomi verso di esso.

Tutti questi miei stati sono già presenti fino all’ ultimo ed io mi sforzo verso il mio futuro. In questo futuro, sono unito con tutti quelli che sono nel gruppo in un solo cuore, per la garanzia mutua. Se voglio raggiungere questo stato, la Luce mi impressiona da lì, dato che sono già presente lì. La Luce altera le mie proprietà e mi tira dentro, come con una corda, per la qual cosa mi connetto esattamente nel mio luogo, nel quale la Luce proviene da me.

Quando partecipo al gruppo nel mio grado superiore, vedo improvvisamente che il gruppo è lì con me. Questo sono tutto io, ma sono quello nuovo “il secondo io”. In quanto al gruppo, è in alto, nel grado successivo, ed è lì che esiste il mio prossimo stato.

In altre parole, mi viene mostrata una differenza ancora maggiore, una forza più grande del desiderio, un odio più grande tra noi ed io devo lavorare allo stesso modo un’altra volta, per inserirmi completamente nel gruppo. Tutte le dieci Sefirot dell’inferiore devono entrare nella Machut del Partzuf superiore, perché non c’è niente oltre le dieci Sefirot.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, “L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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L’ unione di venti miliardi di persone

Domanda: Vediamo che l’ uomo è un predatore. Tutto il significato della sua esistenza sta nel divorare che gli è vicino per conquistare il suo obbiettivo. Se raggiungeremo il sostegno reciproco e la popolazione della terra aumenterà fino a 20 o 25 miliardi di uomini, come si potrà realizzare di fatto tutto questo?

Risposta: Qual è il problema di essere in venti miliardi di persone? Immaginiamo che siano tutti nostri parenti e di sentirci una cosa sola con loro. Non ci darebbe affatto fastidio di stare con loro. Al contrario, cambieremmo il nostro atteggiamento verso gli altri: ci sentiremmo meglio ad averli tutti quanti il più vicino possibile.

Seguito della domanda: Ma cosa succederà se non ci saranno dei limiti?

Risposta: Ogni persona si pone dei limiti. Immaginiamo una madre con venti miliardi di figli. Questo numero potrebbe preoccuparla se lei avesse tutto quello che a loro servisse? Ella esiste nel mondo dell’ Infinito, cioè nel mondo della Luce, della soddisfazione, dell’appagamento e dell’abbondanza senza limiti.

Naturalmente, è difficile immaginare il modo in cui una persona può cambiare. Ma se ci troviamo vicino alla persona che amiamo veramente senza alcun tornaconto, allora vogliamo stare sempre con questa persona. Vogliamo averla sempre e il più possibile vicino.

Quindi, quale sarebbe il problema di avere venti miliardi di persone che amiamo? Non ci accorgeremmo di averne venti miliardi. Le sentiremmo tutte insieme a noi. Questo è il massimo stato desiderabile e quello più vantaggioso.

Nella realtà non divideremmo le persone in venti miliardi di individui, ma ci sarebbe un unico noi. Questa è ciò che si chiama inclusione.

Il nostro ostacolo è un problema psicologico. Non riusciamo ad immaginare il modo in cui questo potrebbe avvenire. Noi immaginiamo di esistere nei nostri corpi, ma quando raggiungeremo il reciproco sostegno allora, invece dei corpi, percepiremo il potenziale interiore di ogni uomo.

(Dalla seconda lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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La nascita di Giuseppe

“Introduzione al Libro dello Zohar”, articolo “Germogli di fiori”, articolo 5: I germogli di fiori sono i patriarchi che entrarono nel pensiero ed entrarono nel mondo prossimo, Binà e furono nascosti lì. Da lì, uscirono in occultamento e furono nascosti nei veri profeti. Giuseppe nacque e si nascosero in lui. Giuseppe entrò nella terra santa e li innalzò e dopo apparvero nella terra e furono rivelati lì.

Tutta la nostra connessione con il mondo spirituale passa attraverso il Partzuf di Nukva del mondo di Atzilut. Le anime frammentate elevano la loro MAN, la richiesta per la correzione verso di esso.

Una persona con un punto nel cuore aspira al mondo spirituale e la spiritualità è dazione ed unità. A causa di questo, si sforza di unirsi agli altri e le viene data l’opportunità di farlo nel gruppo.

Quando una persona realizza la condizione dell’ ascesa e crea un Kli (vaso), si connette con Malchut del mondo di Atzilut. Essa presenta la richiesta comune degli amici a Zeir Anpin, e Lui da loro la Luce che Riforma. Allora, le anime che desiderano diventare una, ascendono lungo i gradi dell’ unità.

In primo luogo, si elevano allo stato del concepimento (Ibur). Qui, si uniscono annullando se stessi reciprocamente. Ognuno abbassa la sua testa davanti all’ ambiente e diventa “come un feto nel ventre di sua madre”. Allora, essi raggiungono il grado di allattamento (Yenika, succhiare il sostentamento), dove la loro unità diventa più forte. Adesso, diventano capaci di lavorare con il loro desiderio di ricevere piacere e si elevano al di sopra di esso.

Poi le anime passano ad uno stato di crescita (Gadlut, età adulta). Il grado della loro unità le abilita a connettersi con Zeir Anpin e questo grado si chiama Yesod de Gadlut o Giuseppe.

Questo ci aiuta a capire la storia descritta nella Torà, di come Giuseppe fu venduto come schiavo dai suoi fratelli. Questi eventi decifrano la nostra lotta per l’ unità, affinché possiamo raggiungere la garanzia mutua nel grado in cui è sufficiente per rivelare il Creatore tra noi.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 02.12.2010, “Introduzione al Libro dello Zohar”, articolo “Germogli di fiori”)

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Un passo avanti nella terza dimensione

Le industrie di film e televisione stanno passando a immagini 3D. Così anche noi dobbiamo partecipare con la  percezione superficiale bidimensionale, e arrivare a vedere la profondità della spiritualità nella nostra realtà.

Nella mia percezione, ci sono tre dimensioni: larghezza, altezza e profondità. Questo è il mio schermo. In questo  schermo tridimensionale, io vedo le persone, gli animali, gli edifici, il sole e il mondo che mi circonda.

Esperimento in tutto questo la mia volontà di ricevere (desiderio). Quindi, disegno l’ immagine del mondo per me, non su una superficie piana, ma in tre dimensioni, dentro di me. Poiché oltre a questa immagine non c’ è nient’ altro, sperimento questa come verità e l’ unica esistente.

Questa immagine assemblata durante la rottura delle anime (Kelim, vasi ) quando le mie parti si sono staccati: il mio “io” che è GE (Galgalta ve Eynaim) e, fuori di me, il mio AHP (Awzen, Hotem, Peh) che non sperimento come mio.

Ora, finalmente, invece delle manifestazioni del mio AHP, inizio a lavorare con il gruppo e interagire con gli amici. Gravitano verso di me e io verso di loro.

Stiamo cercando di lavorare insieme, come se ci trovassimo in Arvut (responsabilità mutua o garanzia), e questa pratica mi aiuta a capire che il gruppo, nonché tutto il resto è effettivamente una miniera. Dopo aver modificato il mio atteggiamento verso la realtà “esterna”, scopro che questa diventa più vicino a me e lo “sversamento” diventa dall’ esterno verso l’ interno.

Di conseguenza, il gruppo è una sorta di laboratorio dove dobbiamo tentare di correggere dentro di noi i desideri (Kelim) corrotti in modo che essi potrebbero tornare nella profondità incamerata della nostra realtà.
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Donne, uomini e la garanzia mutua

Domanda: La garanzia mutua riguarda anche le donne?

Risposta: Sia uomini che donne, senza differenze, devono raggiungere la garanzia mutua. Quando diciamo che gli uomini sono stati nel Monte Sinai e le donne gli circondavano, questo riflette le qualità interiori di ognuno di noi.

La “donna” rappresenta il desiderio di ricevere piacere, mentre “l’ uomo” è il simbolo del superamento di questo desiderio. “Uomo “ è “Gever”, in ebraico, che viene dalla parola “Hitgabrut” o superamento. Lui è il desiderio di dazione che scopre la proprietà opposta del Monte Sinai, il “monte dell’ odio” dentro di se.

Ma unità e la garanzia mutua riguardano tutti: le donne devono cercare di collegarsi a tutti interiormente, proprio come gli uomini. Ma gli uomini hanno bisogno di dimostrarlo anche esteriormente, mentre le donne lo sperimentano all’ interno.

Tuttavia, le donne devono “fare pressione” sugli uomini. Questo è cosi, perché proprio per la sua natura l’ uomo tende ad ascoltare la donna, sua moglie. Sua moglie è una madre per lui; è cosi che lui la percepisce.

Il prototipo del uomo è Zeir Anpin , che si trova tra due donne, due Nukva: Malchut e Binà. Sua madre è Binà e sua moglie è Malchut. Lui riceve i desideri da Malchut, e torna da Binà per il loro compimento.

In altre parole, lui è incapace di tornare a Binà senza Malchut, e una volta andato da lei, lui non ha altra scelta se non di passare a Malchut tutto quello che ha avuto da Binà. In questo modo opera l’ uomo. Ed è per questo che la moglie rimpiazza sua madre inconsciamente in molte cose.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 12/11/10, Shamati N.1)

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