Pubblicato nella 'Fonti Kabbalistiche' Categoria

I Kabbalisti sulla Kabbalah “Oggi”, Parte 3

Cari amici, fate le vostre domande su questi passaggi dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

La prova che la nostra generazione è arrivata ai giorni del Messia:

Considerando che tutta la saggezza della Kabbalah parla del segreto della rivelazione del Creatore, si deduce che non esiste un’ altra saggezza più efficiente per il lavoro dell’ insegnamento. Ed a questo aspiravano i kabbalisti, ad organizzarla affinché fosse appropriata per essere studiata.

E così si sedettero e se ne occuparono, fino al momento di occultarla (per motivi sconosciuti si accordarono per occultarla). Ad ogni modo, fu solo per un tempo prestabilito e non per sempre, come dice lo Zohar: “Il futuro di questa saggezza è di essere rivelata alla fine di tutti i giorni ed anche ai bambini”.

-Baal HaSulam, L’insegnamento della saggezza della Kabbalah e la sua essenza
[26118]

Materiale correlato:

Laitman blog: I Kabbalisti sullo Studio della Kabbalah, Parte 4
Laitman blog: I Kabbalisti sullo Studio della Kabbalah, Parte 5

I Kabalisti sulla Kabbalah “Oggi”, Parte 2

Cari amici, per favore, fate delle domande su questi passaggi degli scritti dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

La prova che la nostra generazione è arrivata ai Giorni del Messia:

E chi sa meglio che io non merito per niente di essere neppure un messaggero e di scrivere per la rivelazione di tali segreti e molto meno di capirli dalla loro radice. E perché il Creatore ha fatto si che lo facessi? Solo perché la generazione lo merita, poiché è l’ ultima generazione, quella che si trova sulla soglia della redenzione totale. E per questo motivo è meritevole di cominciare ad ascoltare la voce dello Shofar del Messia, che è la rivelazione dei segreti, come è stato precedentemente spiegato.

-Baal HaSulam, Lo Shofar del Messia

Sono contento di essere stato creato in questa generazione, nella quale si può già pubblicare la saggezza della verità. E se mi chiedono, come sai che è già permesso? Risponderò loro, perché mi è stato dato il permesso di rivelarla; cioè, fino ad ora non sono state rivelate a nessun maestro le strade mediante le quali gli è permesso di trattare in pubblico.

E questo è quello che mi ha dato il Creatore in tutta la sua estensione. Poiché è nostro costume che questo non dipenda dalla grandezza del maestro stesso, ma dalla situazione della generazione, in base al detto “Era meritevole il piccolo Shmuel, ecc … solo che la sua generazione non era degna di questo”, è per questo che ho detto di aver ottenuto il potere di rivelare la saggezza a causa della mia generazione.

-Baal HaSulam, L’insegnamento della saggezza della Kabbalah e la sua essenza
[26081]

Materiale correlato:

Laitman blog: I Kabbalisti sulla “Kabbalah – Oggi”

I Kabbalisti sul Libro dello Zohar

Cari amici, vi prego di porre delle domande sui temi di queste citazioni di grandi kabbalisti. (Le note tra parentesi sino miei)

L’ importanza del Libro dello Zohar

Nel futuro usciranno i figli di Israele (ogni uomo con il desiderio: Isr=direttamente, el=al Creatore) dall’ (spirituale) esilio (dall’ egoismo, e perciò dall’ occultamento del Creatore) con la forza del Libro dello Zohar (che ripara l’ uomo e gli rivela il mondo eterno e perfetto).

-Libro dello Zohar, cap. “Naso” n.° 90

La liberazione di Israele (dall’egoismo, causa del percepire solamente questo mondo) e della sua eccellenza (compreso l’ amore per il prossimo) dipende esclusivamente dallo studio del Libro dello Zohar e della parte esoterica della Torà (Scienza della Kabbalah).

-Baal Sulam: Prefazione al Libro dello Zohar, p. 69

E’ noto che lo studio dello Zohar possiede una forza potente (riparazione e disvelamento del mondo superiore). Sappi che grazie allo studio dello Zohar viene il desiderio (di unirsi, di dare, di amare, ossia di riparare la rottura, la frammentazione delle anime) e la lingua santa (santità è dazione, virtù di Binà) dello Zohar risveglia al lavoro spirituale (correzione).

-Rabi Nahman da Breslaw Sihot Aran. Conversazione 108
[29245]

Baal HaSulam, “Questo è per Judah”


Dall’articolo di Baal HaSulam, “Questo è per Judah

Questo pane, che i nostri padri hanno mangiato in terra di Egitto. Il Mitzva di mangiare Matza è stato dato ai figli di israele perfino prima che partissero dall’ Egitto, pensando al futuro esodo,che sarebbe stato in odio. Anche noi siamo come se fossimo schiavizzati all’ estero. Anche noi con questo Mitzva tendiamo ad estendere la redenzione che succederà presto ai nostri giorni, proprio come i nostri padri mangiarono in Egitto.

Noi eravamo schiavi…”Inizia con denuncia e finisce in lode” Riguardando la denuncia inizia con le parole “all’ inizio i nostri padri erano adoratori di idoli” o con “Noi eravamo schiavi” che è d’ accordo con la Halakha.

La ragione per “inizia con denuncia e finisce in lode” è, com’è scritto, “come la luce primeggia sull’ oscurità”. E per questo “un puledro d’asino selvaggio è nato uomo”. E alla fine acquista la forma di uomo. Anche questo c’ era nelle radici della nazione Israelita.

La ragione di questo è che il Creatore ha fatto venir fuori la creazione, esistenza dall’ assenza. Perciò, non esiste una singola creazione che non sia stata previamente in assenza. Tuttavia, questa assenza ha una forma distinta nei livelli inanimato, vegetativo, animato e parlante della creazione.

Noi troviamo che l’ inizio dell’ inanimato è necessariamente completa assenza. Tuttavia,  l’inizio del vegetativo è proprio il suo livello primario: semina e decomposizione. È anche la stessa cosa con l’ assenza dell’ animato ed il parlante: la forma vegetativa è considerata assenza, con rispetto all’ animata; e la forma animata è considerata assenza con rispetto al parlante.

Ed è per questo che è scritto “un puledro d’ asino selvaggio è nato uomo”, dato che è necessario per tutte le persone iniziare nello stato di bestie. E lo scritto dice “Oh Dio, proteggi uomo e bestia” E come bestia gli sia dato tutto quello di cui ha bisogno per il suo sostentamento e riempimento.

Il che è un vantaggio dell’ uomo sulla bestia dalla prospettiva della preparazione. Infatti, questo si discerne nei loro desideri, dato che la salvezza dell’ uomo fatta da Dio differisce dalla salvezza delle bestie fatta da Dio.

L’ unico bisogno nei desideri dell’uomo, che non esiste in altre specie animate, è il risveglio verso il Dvekut (adesione) Divino. Ne segue che tutto il tema della presenza nelle specie umane è nella preparazione impostata in lui per implorare il Suo lavoro, ed in questo è superiore alla bestia. E molti hanno già detto che anche perfino l’intelligenza nell’ abilità ed in condotta politica è presente, con grande saggezza, in molti elementi del mondo animale.

Ne consegue che noi possiamo comprendere il fatto dell’ assenza che precede l’ esistenza dell’uomo come la negazione del desiderio della prossimità di Dio, dato che uno si trova nel livello animato. Adesso comprendiamo le parole della frase che dice “Inizia con la denuncia e finisce in lode”. Questo significa che dobbiamo ricordare e ricercare l’assenza che precede la nostra esistenza in maniera positiva, perché questa è la denuncia che precede la lode, perché grazie a questo comprenderemo la lode più in profondità.

Questo è anche il significato dei nostri esili, esilio dopo esilio, che precede le quattro redenzioni, redenzione dopo redenzione, fino alla quarta redenzione, che è la completa perfezione che noi desideriamo presto nei nostri giorni.

Esilio si riferisce a “assenza che precede la presenza” che é redenzione. Perciò, tutte le lettere della redenzione (Ge’ula) sono presenti in esilio (Galut) ad eccezione dell’ Aleph, dato che questa lettera significa “Aluph (Campione) del mondo”. Questo ci insegna che dalla forma dell’assenza è la negazione della presenza.

E noi sappiamo dalla presenza – redenzione – dal verso “e loro non dovranno insegnare tutti gli uomini loro vicini…perché loro conosceranno Me, dal più basso al più grande di loro”. Per cui, la forma dell’assenza precedente, significando la forma dell’esilio, è solamente l’assenza della conoscenza di Dio. Questa è l’assenza dell’Aleph, che manca nell’esilio, ed è presente nella redenzione – il Dvekut con il “Campione del mondo”.

L’ assenza in se è quello che prepara alla presenza attribuita ad essa. Noi vediamo che nel concetto di libertà, che è un concetto sublime, solo pochi scelti possono percepirlo, anche se l’ultimo di tutte le persone non tollererebbe la schiavitù.

Noi iniziamo con denuncia, in modo che attraverso la salvezza saremmo pienamente apprezzati. Perciò, noi dobbiamo iniziare non dal tempo di Terah, ma dall’Egitto, dove il Suo amore e lavoro era già piantato in pochi della nazione. Inoltre, in addizione la difficoltà della schiavitù in Egitto non è un deficienza in se nella vita della nazione chiamata “Adam”.

L’ assenza prepara la presenza, è considerata una parte della Sua salvezza, e dovrebbe anche incontrarsi con gratitudine. Allora, non dobbiamo iniziare con “all’inizio i nostri padri erano adoratori di idoli”, dato che questo tempo non è considerato nemmeno come “assenza che precede la presenza”. Questo è cosi perché loro sono completamente sprovvisti del tipo di presenza umana, dato che erano completamente staccati dal Suo amore, come un neutro, che è privo d’ amore.

Perciò, noi iniziamo dalla schiavitù in Egitto, quando le scintille del Suo amore bruciavano nei loro cuori, fino ad un certo grado, ma a causa dell’ impazienza e del duro lavoro, è stata spenta ogni giorno. Questo è considerato “assenza che precede la presenza”.

Il concetto della libertà della nazione nella conoscenza di Dio, è un concetto molto alto, che solo in pochi possono comprendere, ed anche cosi necessita di preparazioni appropriate. Viceversa, percepire le avversità della schiavitù è chiaro per tutti.
[25655]

Materiale correlato:

Laitman blog: Sei preparato per la fuga?
Laitman blog: Accelera il tempo della liberazione

I Kabbalisti sullo Studio della Kabbalah, Parte 10

Cari amici, per favore, fate le vostre domande su questi passaggi degli scritti dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

L’opposizione allo studio della saggezza della Kabbalah

Adesso potete capire l’aridità e l’oscurità che sono caduti su di noi in questa generazione (manca di conoscenza delle leggi della vita e del mondo), così come non avevamo visto prima. Questo perché, anche quelli che adorano il Creatore (quelli che studiano la Torà) hanno abbandonato l’impegno nei segreti della Torà (la Kabbalah).

-Baal HaSulam, Introduzione al Libro dello Zohar, Articolo 57

Tutti i grandi kabbalisti, unanimemente, richiamano come gru che fintanto che neghiamo la Torà ed i suoi segreti e non ci occupiamo dei suoi segreti, distruggeremo il mondo (poiché non attraiamo più Luce al mondo).

-Rav Kook, Igrot (Lettere), Vol. 2, pag. 231
[24936]

I Kabbalisti sullo Studio della Kabbalah, Parte 9

Cari amici, per favore, fate le vostre domande sui passaggi dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Riguardo all’obbligo per ogni persona di studiare la Saggezza della Kabbalah (conosciuta dalle masse), non è altro che una preparazione per arrivare ad essere degno e meritevole di raggiungere la parte occulta. È la parte occulta che è la stessa pienezza (metodologia) e lo scopo per il quale l’uomo è stato creato.

La parte piena della Torà rivelata

Allora, chiaramente, se una parte della parte occulta sta mancando, anche quando uno può osservare la Torà ed osservare i comandamenti nella parte rivelata, dovrà ancora reincarnarsi in questo mondo e ricevere quello che deve ricevere, cioè la parte occulta, mediante 613 depositi. Solo in questo l’anima è completata, nella maniera in cui il Creatore lo ha prestabilito.

-Baal HaSulam, Introduzione al libro, Dalla bocca di un Saggio
[24811]

Segnali radio del Creatore

Domanda: Mi chiedono con frequenza cosa è la Kabbalah, ed io cerco di spiegare la sua essenza ed il suo scopo. In risposta, la gente riconosce e dice: “Si, anche io sento la stessa cosa. Si, capisco di cosa parli”. Allora, cosa è il punto nel cuore? In cosa si differenziano quelli che hanno il punto nel cuore dagli altri che stanno anche cercando qualcosa?

Rav: Il punto nel cuore è parte del Creatore. Si rivela in te ed allora ascolti un “segnale radio” che ti convoca ad esso. Noi riconosciamo il punto nel cuore quando questo conduce la persona alla Saggezza della Kabbalah, a questo luogo che è la rete dalla quale sono arrivati tutti i nostri punti.

La Kabbalah, non sono i libri in sé, ma una saggezza, un piano del sistema generale. I libri dei kabbalisti ti portano la forza da questo piano e per mezzo di questa forza, tu attivi il tuo primo impulso spirituale. Di fatto, non sei uscito del tutto da questo “sistema di protezione”. Sei stato sempre in esso, connesso agli altri e questo vostro corpo generale e comune, ha vita. È Malchut di Ein Sof, che esiste in maniera reale, ma non senti di appartenervi. Invece della sua finestra principale, ti senti in una “finestra” piccola completamente diversa. Sei nello stesso posto, ma occupi un altro mondo, sprovvisto di ogni contatto mutuo integrale.

Esistono due “finestre”: una naturale, o più precisamente, reale, profonda; un’altra virtuale. Adesso, il nostro mondo fittizio occupa tutto lo schermo, ed insieme ad esso, esiste anche uno schermo interiore, in esso, tutti siamo nello stato di Ein Sof (Infinito) e su questo schermo parlano i kabbalisti. Io desidero arrivare ad esso per mezzo del mio punto nel cuore, voglio passare dallo schermo virtuale a quello reale, al luogo nel quale sono connesso a tutti; e se davvero il mio punto nel cuore si è risvegliato, io mi trovo in un gruppo. Apro i libri che mi parlano di questo schermo interiore e li leggo, attraggo da lì la Luce che comincia a potenziarmi; ma se la persona non ha nessun interesse nei libri di Kabbalah, nell’unione del gruppo, se non sente questa necessità interiore, allora non ha il punto nel cuore. Immagina ogni genere di cose che non sono chiare e cerca più spiritualità in India, nelle religioni e nelle credenze, nelle meditazioni, nella New Age, ecc …

A differenza di questa persona, una che ha il punto nel cuore non può più sviarsi dal cammino. Si, può prendersi del tempo per ogni sorta di problemi, ma cambiare il suo punto nel cuore per qualche altra cosa, mai!
[27430]

(Dalla lezione quotidiana sull’articolo, L’essenza della religione ed il suo scopo, di Baal HaSulam, del 22 Novembre 2010)

Materiale correlato:

Laitman blog: Cosa è lo Schermo?
Laitman blog: L’Infinito È Unione Illimitata
Laitman blog: Due finestre della nostra realtà

I Kabbalisti sullo Studio della Kabbalah, Parte 8

Cari amici, per favore, fate le vostre domande su questi passi dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Riguardo all’obbligo per ogni persona di studiare la Saggezza della Kabbalah

Immaginate, per esempio, che si scopra qualche libro storico che ci descriva le ultime generazioni che vivranno nei prossimi diecimila anni, e come voi ed io sentiamo le lezioni dei tormenti e delle morti, certamente (involontariamente) saranno sufficienti per ricondurvi (correggere) ad un buon comportamento (transizione dall’egoismo all’altruismo autentico).

E queste persone, innanzi ad esse, trovano buoni comportamenti che gli servono per fornire sostentamento e soddisfazione, o almeno per garantire una vita quotidiana di pace e tranquillità (senza menzionare raggiungere la vita eterna e la perfezione). Senza dubbio, se qualche saggio ci potesse dare questo libro della saggezza dell’arte di governare e dei costumi dell’individuo (egoista), i nostri governanti cercherebbero ogni direzione per organizzare la vita come si dovrebbe e non esisterebbe “il lamento nelle nostre strade”. La corruzione ed i terribili omicidi cesserebbero e tutto cadrebbe al suo posto pacificamente.

Adesso distinti lettori, questo libro è qui davanti a voi in un mobile. Decreta esplicitamente tutta la saggezza dell’arte di governare ed il comportamento della vita privata e pubblica che esisterà alla fine dei giorni … nei libri (kabbalistici) troveranno tutto il buon comportamento che apparirà alla fine dei giorni, ed in essi (i libri) troveranno la buona lezione, con la quale sistemare le faccende mondane, anche oggigiorno. Possiamo esaminare la storia antica e con questo, correggere la storia futura.

-Baal HaSulam, Scritti sull’Ultima Generazione
[24681]

I Kabbalisti sullo Studio della Kabbalah, Parte 7

Cari amici, per favore, fate le vostre domande sui passaggi degli scritti dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Riguardo all’obbligo che ogni persona ha di studiare la Saggezza della Kabbalah

Tuttavia, la comprensione della parola “spiritualità” non appartiene alla filosofia. Perché, come possono portare a discussione qualcosa che mai hanno visto o sentito? E su cosa si basano i loro fondamenti? (Le loro opinioni riguardo alla spiritualità).

A meno che, se esiste qualche definizione per differenziare e dividere tra la spiritualità e la corporalità, ciò corrisponde solo a coloro che hanno raggiunto qualche volta qualcosa di spirituale e lo hanno sentito. E loro sono veri Kabbalisti, ed e per questo che noi abbiamo bisogno della saggezza della Kabbalah.

-Baal HaSulam, La Saggezza della Kabbalah e la filosofia

La redenzione spirituale è possibile solamente studiando la Saggezza della Kabbalah (perché solo lo studio della Kabbalah, lo studio delle azioni della Luce Superiore sul desiderio può attrarre la sua influenza su di noi. E questa è la nostra unica opportunità di cambiare, di ascendere al Mondo Superiore e di rivelare il Creatore).

-Vilna Gaon, Even Shlema, Parte 11, 3

I Kabbalisti sullo Studio della Kabbalah, Parte 6

Cari amici, per favore, fate le vostre domande sui passaggi degli scritti dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Riguardo all’obbligo che ogni persona ha di studiare la Saggezza della Kabbalah

Ho convenuto di rivelare (alle masse) tutti i segreti del mondo (ed il loro scopo), poiché è il momento di rivelare il Creatore, come è richiesto in questi tempi. Più grandi e migliori di me (i kabbalisti del passato) hanno sofferto la calunnia generalizzata su questi argomenti (la divulgazione della Kabbalah), poiché il loro spirito puro li pressava per correggere la generazione, per dire parole nuove e rivelare l’occulto, al quale l’intelletto della masse non era abituato (per aiutarle ad avvicinarsi allo scopo della creazione attraverso il cammino della Luce e non attraverso il cammino della sofferenza).

-Rav Kook, Lettere Raia 2, 34

E forse queste interpretazioni potranno tranquillizzare la mente, però il problema è che non hanno una soluzione scientifica su come un oggetto spirituale (forza) può avere un contatto con atomi fisici per far si che si mettano in movimento. Tutta la loro saggezza (la saggezza dei filosofi) non li ha aiutati a scoprire un ponte grazie al quale attraversare questa crepa profonda e larga che si estende dall’entità spirituale all’atomo fisico. Pertanto, la scienza, non ha ottenuto niente da questi metodi metafisici.

-Baal HaSulam, La Libertà
[24462]