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Competizione costruttiva

In natura, la competizione sviluppa e migliora. L’evoluzione si basa sulla competizione; senza di essa, nulla cambierebbe. Ma nella società umana la competizione prende una piega molto negativa, diventa distruttiva e provoca una involuzione anziché un’evoluzione. Perché? Perché la natura umana stessa deve cambiare per evolversi positivamente.

In natura, gli istinti regolano la competizione tra le specie; non c’è libera scelta o decisione indipendente. È così che l’evoluzione crea forme di vita sempre migliori.

Ma negli esseri umani c’è l’ego. L’ego non è statico, ma si intensifica costantemente e ci fa sentire sempre più isolati e odiosi nei confronti degli altri. Il concetto di individualismo riguarda specificamente gli esseri umani e più cresce, meno ci sentiamo parte del tutto. Oggi è ai massimi storici e continua a crescere. Di conseguenza, il nostro approccio al rapporto con gli altri è di sfruttamento: vogliamo usare tutti per il nostro tornaconto, ognuno secondo i propri gusti e le proprie preferenze.

Questo atteggiamento rende la competizione tra noi distruttiva e rovinosa. Non ci fa evolvere, ma ci scaraventa in crisi sempre più gravi, che ora stanno diventando minacce esistenziali a livello globale.

Apparentemente, le cose non dovevano andare così. Abbiamo una scienza avanzata, possiamo produrre molto più cibo di quello di cui il mondo ha bisogno, possiamo fare in modo che ogni bambino del pianeta riceva una buona istruzione, assistenza sanitaria, nutrizione e alloggio.

In realtà, sempre più bambini sono affamati, malati e indigenti. Non è per la nostra incapacità, ma per la nostra disumanità. Inquiniamo l’aria e l’acqua anche se possiamo avere tutta l’energia di cui abbiamo bisogno da fonti pulite. Inquiniamo il suolo anche se possiamo evitarlo, e tutto questo non per negligenza, ma per noncuranza.

Il libero mercato, come lo chiamavano i progenitori del capitalismo, avrebbe dovuto trarre beneficio dalla concorrenza e creare una vita migliore per tutti noi. Lo ha fatto per un po’, ma ora causa solo sempre più danni, poiché il capitalismo è stato avvelenato da un eccessivo egoismo.

Il punto cruciale è che la competizione egoistica ci ha portato su un precipizio. Se non cambiamo rapidamente direzione, cadremo.

È giunto il momento di capire che, proprio come la natura è un sistema connesso in cui l’evoluzione di una parte migliora e influenza tutte le altre parti, anche noi siamo tutti connessi. Ma nel caso degli esseri umani, è nostro compito rendere queste connessioni positive e costruttive.

Per promuovere una competizione costruttiva nell’umanità, non dovremmo correre per raggiungere la vetta calpestando le teste degli altri, ma competere su chi contribuisce di più all’umanità. Le persone dovrebbero essere rispettate non per aver raggiunto obiettivi egoistici, spesso a spese del bene comune, ma per aver contribuito al bene comune, per aver migliorato la vita delle persone e, soprattutto, per averle avvicinate, aumentando il senso di solidarietà e di responsabilità reciproca nella società.

In questo modo, il nostro contributo unico alla società diventa un contributo positivo e non un elemento dannoso. Usare la nostra unicità per contribuire al bene comune ci permetterà di rimanere individualisti, e di diventarlo ancora di più, ma di usarlo in modo costruttivo e non in modo da danneggiare gli altri. Di conseguenza, le persone sosterranno l’individualismo degli altri, poiché esso farà progredire tutta la società, esprimendo comunque l’unicità di ciascuno.

Il senso di contributo reciproco favorirà la vicinanza piuttosto che il distanziamento, mentre la solitudine e l’ostilità tra le persone svaniranno. Invece dell’invidia tossica, le persone si incoraggeranno a vicenda a crescere e a realizzare il proprio potenziale. Le persone si sentiranno a casa in questa società, come parte del collettivo. Potranno godere dei suoi benefici, ma anche mantenere e sviluppare la propria unicità.

Il cambiamento è l’unica certezza

Il mondo sta cambiando molto velocemente, e il ritmo sembra crescere in maniera esponenziale.  Da un lato, ogni nuova forma di tecnologia, e ce ne sono infinite, promette di rendere il mondo un posto migliore. Dall’altro, nuove tecnologie vengono usate quasi invariabilmente per sfruttare altre persone, impoverire la terra di metalli preziosi e altri materiali di valore, o inquinare l’aria, l’acqua e il suolo che sostiene ogni forma di vita sulla Terra, inclusa la nostra.

Tuttavia, il cambiamento è in atto e non possiamo fermarlo. Il clima sta diventando sempre più irregolare e inclemente, in tutto il mondo scoppiano guerre, alcune delle quali con conseguenze potenzialmente catastrofiche, e le economie crollano mentre i prezzi salgono alle stelle e la povertà incombe. Per capire cosa sta succedendo e come affrontarlo, dobbiamo comprendere lo scopo dei cambiamenti.

Prima di capire il loro scopo, dobbiamo riconoscere la loro direzione. I cambiamenti stanno portando a ciò che sembra entropia, termine scientifico che indica il “disordine totale”. In realtà, però, le cose si stanno muovendo verso l’equilibrio, verso uno stato di bilanciamento, con pressioni e densità uguali. Le particelle, tutte le particelle, e anche gli esseri umani sono particelle, si stanno distribuendo in modo più uniforme. Proprio come il vento si calma quando la pressione dell’aria diminuisce perché la densità dell’aria è diventata più uniforme, così le particelle si stanno uniformando nel sistema globale. Pertanto, ciò che gli scienziati definiscono entropia è in realtà un aumento dell’ordine.

L’universo è iniziato nel momento di minore uniformità. A un certo punto, la pressione era troppo grande per essere contenuta, così il punto che era l’universo condensato è esploso. Da allora, le cose si sono mosse verso un crescente equilibrio, o uniformità.

Se comprendiamo la direzione dell’evoluzione, verso l’equilibrio, o l’uniformità, ci renderemo conto che questo è lo scopo di tutto ciò che accade: condurci verso l’equilibrio. Poiché c’è una chiara direzione dell’evoluzione, e la realtà non l’ha ancora raggiunta, la natura continua a spingere verso un crescente equilibrio. Di conseguenza, l’unica cosa garantita nella realtà è che ieri non è come oggi e che oggi non sarà come domani. Il cambiamento è l’unica certezza.

Il motivo per cui percepiamo il mondo come caotico è che stiamo opponendo resistenza al processo. Il nostro ego vuole che ciò che è familiare rimanga e che i cambiamenti siano sicuri e sotto controllo. Poiché il mondo non si comporta come vogliamo, cerchiamo di cambiarlo. Quando falliamo, sentiamo il mondo come ostile. Combattiamo contro la natura, ma la natura non cede. Quando cerchiamo di trattenere il progresso della natura, questa accumula pressione, che alla fine ci esplode in faccia. Se lasciassimo scorrere i cambiamenti al loro ritmo, non li sentiremmo ostili.

Inoltre, l’equilibrio e l’uniformità sono le ultime cose che il nostro ego desidera. Vuole sovranità e unicità. Vuole che tutto si concentri su di sé. Questo, ancora una volta, contraddice il flusso della natura verso l’uniformità e l’equilibrio e ci mette in contrasto con la realtà.

Tuttavia, la natura costringerà anche la società umana a giocare secondo le sue regole e a diventare equilibrata. La concentrazione del potere nelle mani di pochi sfruttatori contraddice il flusso dell’evoluzione ed è quindi destinata a scomparire. Non è una questione di chi governerà, ma dello scopo stesso del governare. Lo sfruttamento non esiste in natura e quindi non può esistere nella società umana. Esiste solo l’equilibrio, l’armonia.

Se adattiamo la società umana al tessuto della natura, sentiremo che essa ci sostiene e la vita sarà una passeggiata senza sforzo. Se continuiamo a ribellarci alla natura e a cercare di sfruttarci a vicenda, le nostre lotte contro la natura e le nostre guerre reciproche si intensificheranno sempre di più, fino a quando, dopo il caos, chiunque sia rimasto rinuncerà al dominio dell’ego e concorderà che l’equilibrio è l’unica via sostenibile.

Il caso dell’invidia

L’invidia ha una reputazione terribile. È stata incolpata di così tanti crimini e atrocità che abbiamo imparato a temerla. Quando emerge dentro di noi, sentiamo una sensazione di bruciore che è difficile da controllare e da contenere. In più, ci porta a volere cose che altrimenti non avremmo mai voluto, né tantomeno desiderato. A causa di questo malessere, e delle ambizioni precarie che l’invidia evoca in noi, l’umanità cerca modi per superarla da molti secoli. 

Sopprimerla o annientarla (ammesso che si possa) equivarrebbe a dire che ci sono cose al mondo che sono superflue o intrinsecamente e incorreggibilmente dannose, e che dovremmo sbarazzarcene. Baal HaSulam, il padre del mio maestro e il più grande Kabbalista del XX secolo, derideva questo approccio; si riferiva cinicamente alle persone che lo sostenevano come “riformatori del mondo”. 

Nel suo saggio “Pace nel mondo” Baal HaSulam scrisse che se fosse per i riformatori del mondo “essi avrebbero di certo ripulito l’uomo completamente, lasciando vivere soltanto ciò che è buono ed utile” ai loro occhi.  Una delle impurità che certamente ripulirebbero sarebbe l’invidia, e questo sarebbe un errore imperdonabile. 

Così come non smettiamo di usare l’elettricità anche se può ucciderci, non dobbiamo sopprimere l’invidia. Così come abbiamo imparato a utilizzare l’elettricità a nostro vantaggio, dovremmo imparare a utilizzare l’invidia a nostro vantaggio.

In parte, lo facciamo già. Le madri spesso rivolgono l’attenzione dei loro figli al successo di altri bambini per spingerli a impegnarsi di più. In questo modo, sfruttano la naturale invidia del bambino. Quando i bambini vedono che la madre apprezza un’altra persona, la invidiano e li spingono a migliorare per ottenere anche loro l’apprezzamento della madre.

L’invidia non è una sensazione piacevole, ma le sensazioni piacevoli non ci aiutano a crescere.  Anche la necessità non è una sensazione piacevole, eppure si tratta della madre delle invenzioni, è il motore dello sviluppo e del progresso.  Per dirlo francamente, se non fosse per l’invidia, saremmo ancora all’età della pietra. 

Come l’elettricità, se usata correttamente, l’invidia ci costruisce e non distrugge gli altri. Quando la usiamo in questo modo, vedere il successo degli altri ci rende grati, perché è grazie al loro successo che anche noi miglioriamo.

Pertanto, dovremmo sviluppare un approccio maturo all’invidia e ringraziare le persone il cui successo fa avere successo anche a noi. Se riusciamo a farlo, scopriremo che dopo qualche tempo impareremo ad apprezzarle a tal punto da iniziare ad amarle per il dono che ci hanno fatto attraverso l’invidia.

Ripensare l’evoluzione

Per molti decenni, ci è stato insegnato che l’evoluzione è casuale, che le mutazioni avvengono e quelle che contribuiscono maggiormente alla sopravvivenza della specie rimangono mentre le altre scompaiono. Ma la scienza sta gradualmente accettando che l’evoluzione non è casuale ma segue una direzione.

Per esempio, i ricercatori di uno studio,  che si è concentrato su una piccola erba infestante chiamata crescione, hanno dichiarato che: “Si è scoperto che la mutazione è molto non casuale ed è non casuale in un modo che beneficia la pianta. È un modo totalmente nuovo di pensare alla mutazione”, hanno concluso.

Un altro studio, che ha esaminato la mutazione dell’emoglobina che protegge dalla malaria, ha scoperto che essa appare più frequentemente nelle persone provenienti dall’Africa, dove la malaria è comune, che nelle persone provenienti dall’Europa, dove è rara. “Le mutazioni sfidano il pensiero tradizionale”, ha detto il ricercatore capo. “I risultati suggeriscono che l’informazione complessa che si accumula nel genoma … ha un impatto sulla mutazione e quindi i tassi di origine specifici delle mutazioni possono rispondere … a pressioni ambientali specifiche”.

Se guardiamo il fenomeno in maniera più approfondita, troveremo che anche l’ambiente si sta evolvendo in una direzione specifica: verso l’aumento dell’integrazione. Ci stiamo evolvendo verso uno stato che già esiste, anche se non l’abbiamo percepito. È uno stato in cui le specie sono separate le une dalle altre, ma in armonia con tutta la creazione.

La terra è un sistema equilibrato. Le sue parti sono in perfetta armonia tra di loro,  e questo garantisce la sopravvivenza delle piante e degli animali terrestri. In apparenza, non avrebbe dovuto esserci evoluzione. Se tutto è perfetto e armonioso, non avrebbero dovuto esserci cambiamenti nelle specie.

La ragione per cui l’evoluzione avviene ancora, nonostante l’equilibrio tra tutte le creazioni, è che sotto tutta la creazione si nasconde un desiderio di miglioramento costante del proprio stato individuale. Più una creatura è evoluta, più intenso è il suo desiderio.  Nel genere umano questo desiderio si manifesta come egoismo e narcisismo, come brama di controllo, di essere superiori e addirittura divini. Nel regno animale e nelle piante, si esprime in uno sforzo costante di rafforzarsi contro i propri nemici naturali, ma non in un desiderio di dominare e controllare. Quindi, a ogni livello, a parte quello umano, l’equilibrio rimane, pur essendo dinamico e evolutivo. 

Nell’umanità, “l’evoluzione” principale è nella nostra percezione,  non nel corpo, anche se ci sono cambiamenti fisici. Con l’evolversi della nostra comprensione del mondo, la nostra percezione della realtà cambia e si allinea con l’interconnessione del mondo che ci circonda.

Dato  che la natura è interamente integrata e tutte le sue parti sono inestricabilmente intrecciate, la società umana diventa anch’essa sempre più interconnessa e interdipendente.  Di conseguenza, gli insediamenti si sono trasformati, nei secoli, da clan nomadi a comunità sedentarie, a città, stati e imperi.

Con la crescita in dimensioni degli insediamenti, siamo diventati sempre più interdipendenti economicamente, nell’approvvigionamento delle nostre forniture alimentari, nell’istruzione e in ogni aspetto della nostra vita. Ora, il mondo intero è diventato connesso al punto che anche interi paesi, comprese le superpotenze come la Cina o la Russia, non possono sostenersi da soli. La globalizzazione ha reso il mondo intero un villaggio, ma i suoi abitanti sono riluttanti ad accettare i propri vicini e si scontrano costantemente gli uni con gli altri.

Lo sviluppo della società umana verso l’aumento dell’integrazione non è una coincidenza. Dato che viviamo in un universo integrale, in cui ogni cosa è interconnessa e dipendente, anche noi ci sviluppiamo in questa direzione. Questo è il motivo per cui, nonostante tutti i nostri sforzi per superare il prossimo, alla fine, siamo ancora dipendenti da tutti gli altri, nessun paese può mantenere la sua supremazia indefinitamente. Contro la nostra volontà, siamo trascinati nella cooperazione.

Ma la nostra evoluzione verso una società interdipendente mira più in alto della società stessa. Ha lo scopo di rivelarci l’interdipendenza di tutta la creazione, che tutto è armonioso e tutti i pezzi della creazione si completano a vicenda. Il risultato finale della nostra evoluzione è la completa consapevolezza dell’universo in cui esistiamo su tutti i suoi livelli: fisico, mentale e spirituale. È come nuotare  nel verso della corrente invece di cercare di nuotare controcorrente, che è quello che stiamo facendo ora. È senza speranza e doloroso.

La riva che ci aspetta a valle del corso d’acqua è serena e tranquilla. Se nuotiamo verso di essa, aumentando volontariamente la nostra cooperazione e la considerazione reciproca, raggiungeremo quella sponda accogliente in modo rapido, piacevole e facile. Se resistiamo, ci arriveremo comunque, dato che non possiamo risalire il fiume, ma ci arriveremo solo quando saremo esausti, sconfitti e tormentati.

Perché la festa di Purim oggi è più importante che mai?

Costumi, maschere, doppie identità. Dietro la gioiosa celebrazione di Purim c’è una storia profonda sul bene e sul male. Svelare il suo significato segreto può salvare il mondo di oggi, specialmente quando la realtà sembra così cupa e incerta. Così, questa festa è significativa non solo per il popolo ebraico, ma per tutta l’umanità.

La lettura tradizionale del “Rotolo di Ester” durante la festa di Purim non celebra semplicemente un evento avvenuto molto tempo fa. In realtà descrive uno stato spirituale, ancora non chiaro,  che si trova davanti a noi e che verrà scoperto non appena ci uniremo. In effetti, Megilat Ester o Il Rotolo di Ester si riferisce alla “rivelazione del nascosto”, perché in ebraico, “guilui” significa rivelazione, e “ester” da “hastara” significa occultamento.

Nel racconto di Purim, Haman avanzò la pretesa al re Assuero che gli Ebrei dovessero essere uccisi perché erano separati e quindi ritenuti inutili: “C’è un certo popolo, sparso e disperso”.

In risposta, Mardocheo fece appello al re Assuero per avere misericordia degli Ebrei tramite la regina Ester, ma ella disse che era impossibile per lei aiutarli finché fossero rimasti dispersi e non uniti. Così Mordechai andò in missione per trasmettere questo appello all’unità del popolo ebraico. Quando alla fine si riunirono e si unirono, Ester fu in grado di convincere il re Assuero ad avere pietà di loro.

Come in tutte le storie della Torah, i personaggi e l’interazione tra loro rappresentano attributi e poteri che si manifestano nei nostri pensieri, desideri, atteggiamenti e relazioni.

Mardocheo simboleggia una forza positiva che si prende cura profondamente di tutti dato che il futuro del mondo dipende dallo sviluppo delle qualità sublimi dell’amore e della dazione, e dallo sviluppo di una connessione integrale perfetta tra tutte le parti della realtà e tutti gli esseri viventi.  Al contrario, il malvagio Haman simboleggia la forza negativa, una tendenza egoistica a controllare tutti gli altri, a piegare tutti sotto di noi, a prendere tutto ciò che è possibile da loro, a sfruttarli a nostro vantaggio. 

“L’uomo è un piccolo mondo”, spiegano i nostri saggi. Significa che in ognuno di noi si trovano tutte queste forze descritte nel Rotolo di Ester, anche se non le sentiamo. Esse definiscono la direzione di sviluppo che ci salverà dalle lotte egoistiche di tornaconto personale a spese degli altri, che minacciano di far degenerare la razza umana verso l’autoestinzione.

Più ci sviluppiamo, più questi poteri si intensificano. La volontà spietata di governare e controllare affiora sempre più nelle persone e grandi forze di separazione operano per dividerci. Pertanto, il messaggio centrale della storia di Purim è che l’unità sarà la nostra salvezza e che la nostra negligenza nel superare le differenze tra di noi ci mette in pericolo, ci danneggia e può persino annientarci.

In altre parole, lo stato elevato che l’umanità è così desiderosa di raggiungere e che è così disperatamente necessario in questi giorni ora è celato. Non appena impareremo a connetterci correttamente l’uno con l’altro, al di sopra del nostro egoismo, rimuoveremo la radice di tutto il male dalle nostre vite e un mondo di tutto il bene sarà rivelato.

Buon Purim a tutti!

Il motore della storia

Nel corso di miliardi di anni l’universo si è evoluto da un minuscolo puntino ad una struttura gigantesca la cui vastità non può essere percepita da alcun essere umano. Circa 4 miliardi di anni fa, su un minuscolo pianeta nel mezzo del vasto universo, cominciò a svilupparsi la vita. Nel susseguirsi degli eoni, la vita si è evoluta dolcemente nel suo corso, generando minerali, piante e animali. Non esisteva un motivo apparente per questo processo, ma proseguì sviluppando creazioni sempre più complesse.

Solo di recente, negli ultimi 5000 anni circa, la ragione si è manifestata: l’universo si è evoluto verso la creazione dell’uomo, che esiste per evolversi e diventare come l’artefice dell’universo e dunque completare il cerchio della creazione, dall’artefice, all’uomo, all’artefice. 

Inizialmente lo scopo della creazione era conosciuto a pochi, ma essi svilupparono modi per spiegarlo alla moltitudine.  La saggezza che quei pochi appresero divenne nota come la saggezza della Kabbalah, che significa ricezione, dal momento che insegna come ricevere la conoscenza fondamentale, quella del creatore dell’universo. 

Come si è evoluta la saggezza, così si è evoluta l’umanità. Quando Abraham (Abramo) arrivò e sviluppò la sua saggezza, scrive Maimonide in Mishneh Torah, la trascrisse in libri come Il Libro della Creazione ed altri libri che non arrivarono al nostro tempo. Tuttavia, i suoi insegnamenti raggiunsero innumerevoli persone nella sua patria Babilonia, Canaan, Egitto e altrove nel Vicino Oriente.  Il suo insegnamento era semplice: sii gentile e prenditi cura del prossimo e scoprirai il segreto del creatore dell’universo o, come lo raffigurò Maimonide, “il capo della capitale”.

Mentre Abraham (Abramo) insegnava, Babilonia attraversava una profonda crisi sociale e la sua gente divenne arrogante ed estraniata l’una dall’altra. Il libro Pirkey de Rabbi Eliezer descrive lo stupore di Abramo nell’osservare i costruttori della torre di Babele: “Abramo, figlio di Terah, andò a vederli costruire la città e la torre”. 

 Provò a parlare loro dei benefici del prendersi cura dell’alienazione “ma essi detestano le sue parole”, dice il libro. Eppure, quando “desiderarono parlare la lingua dell’altro” come in precedenza, quando erano ancora uniti, “non compresero la lingua dell’altro. Cosa fecero?” domanda il libro, “presero ognuno la propria spada e combatterono fino alla morte. Infatti,” conclude il testo, “mezzo mondo morì di spada”.

Più tardi, le cronache del popolo d’Israele in Egitto raccontano la storia della lotta di Mosè per unire il popolo d’Israele, redimerlo dall’Egitto e insegnargli la saggezza di Abramo. Come Abramo, Mosè non intendeva tenere la saggezza per il solo popolo di Israele. Voleva che il mondo intero ne beneficiasse. Nel suo commentario alla Torah, il grande Ramchal scrisse, “Mosè sperava di completare la correzione del mondo a quel tempo. Per questo prese una moltitudine mista, perché pensava che questa sarebbe stata la correzione del mondo…Tuttavia, non  non ci riuscì a causa della corruzione che si manifestò durante il percorso”. 

Altri eventi storici furono punti chiave nello sviluppo della saggezza della Kabbalah. La scrittura de Il libro dello Zohar cominciò subito dopo la distruzione del Secondo Tempio, quando il popolo ebraico iniziò il suo esilio di due millenni, ed il Cristianesimo non era che una fede nascente. Una lunga storia di persecuzione e oppressione stava per cominciare e la caduta di Roma era vicina, insieme alla cultura ellenistica che pose fine alla sovranità ebraica nella terra d’Israele. 

Per oltre un millennio, Il libro dello Zohar fu celato. Verso la fine del XII secolo riapparse ed una nuova era ebbe inizio. Il Medioevo stava volgendo al termine quando un giovane kabbalista chiamato Isaac Luria, proveniente da Safed, a Nord di Israele, a metà del XVI secolo cominciò ad insegnare la Kabbalah come nessun altro fece prima. Circa nello stesso periodo, nuove idee si stavano diffondendo in tutta Europa: il Rinascimento stava prendendo piede, e la Riforma luterana stava cambiando l’autorità della Chiesa Cattolica.

Gli insegnamenti di Isaac Luria, divenuto noto come ARI, rimasero nell’ombra per secoli e solo pochissimi ne erano a conoscenza. Fu solo nel XX secolo che la saggezza della Kabbalah divenne più accessibile. Negli anni ‘40 e ‘50 un kabbalista chiamato Yehuda Ashlag spiegò nel dettaglio gli insegnamenti dell’ARI nella raccolta di sei volumi Lo studio delle dieci Sefirot, come anche Il Libro dello Zoahr nel suo commentario Sulam (Scala). Come in precedenza, gli anni in cui Ashlag, che divenne noto come Baal HaSulam, lavorò sul suo commentario furono anni cruciali per l’umanità. Ai tempi di Ashlag, tre grandi ideologie si fronteggiavano per il dominio del mondo: capitalismo, comunismo, nazismo. Il risultato di questo scontro fu la seconda guerra mondiale con tutte le sue terribili conseguenze.

Gli insegnamenti del Baal HaSulam, malgrado tutta la loro relativa chiarezza, rispetto ai suoi predecessori, non sono ancora diventati noti in lungo e in largo come lui desiderava. Come disse, la generazione non è ancora pronta per questo. 

Ora lo è. Noi siamo la prima generazione che sta iniziando ad attuare i principi che Abraham (Abramo) aveva insegnato e che Mosè desiderava diffondere nel mondo. Nella nostra generazione la saggezza della Kabbalah, la saggezza che insegna come il mondo è stato creato, come opera e come possiamo diventare come il suo creatore, viene insegnata in tutto il mondo e tutti sono i benvenuti. Chiunque può leggere i libri, guardare le lezioni, praticare il metodo con gli altri e raggiungere ciò che la saggezza consente.

Il motore della storia, che ha guidato ogni processo dalla notte dei tempi, è ora accessibile a tutti, come un programma a codice aperto,  che chiunque può avere ed apprendere. I testi sono stati tradotti in dozzine di lingue, le lezioni sono accessibili gratuitamente online, e le persone curiose di tutto il mondo si stanno avvicinando ai principi di Abramo: sii gentile e prenditi cura del prossimo, e scoprirai il segreto dell’artefice dell’universo, o come lo definì Maimonide, “Il capo della capitale”.

Il paradosso di Livelli

Dr. Michael LaitmanAll’interno della connessione una forza aggiuntiva è nascosta. Tutti e dieci di noi insieme siamo uguali a un’Elyon (l’uno Superiore). È così che la legge dei passi evolutivi e dello sviluppo lavora in natura.

Attraverso la connessione di tutti sul livello inferiore, avviene un salto evolutivo a un livello superiore, e lì la connessione viene fatta ripetutamente, seguita da un salto di sviluppo e una svolta al livello successivo. Ecco com’ è tutto il tempo. È una legge fisica della natura.

Così siamo emersi come esseri umani con tutto il loro potere, l’ intelligenza, con il corpo umano e tutte le sue fibre e cellule–solo attraverso il potere dell’unità, il potere di connessione. Senza di esso, non sarebbe successo niente. Cominciando con il Big Bang in avanti, solo il potere di connessione è stato a lavoro.

Inizia a lavorare con quel che hai, e vedrai che puoi convincere la gente. Non dire che non ti sono stati dati abbastanza strumenti per la correzione del mondo. Non è vero! Nel frattempo, se non senti che tipo di mezzi stai tenendo in mano, comincia a lavorare, e vedrai che questi mezzi esistono. Il pubblico sarà d’accordo con quello che dici, anche prima che tu sia d’accordo con te stesso.

Sì effettivamente imparare da parte del pubblico che questa è la fase successiva. Anche se sei su un livello superiore, nella tua parte inferiore, nel tuo AHP, sei più rozzo delle persone per cui stai andando fuori. Loro sono più raffinati perché si trovano in GE.

Questo è un paradosso, una contraddizione interna. Sei sul loro livello con i tuoi desideri ricettivi (AHP), e loro sono sullo stesso piano con i loro Kelim di dazione (GE). Anche se sono su un livello più basso del tuo, loro scoprono desideri dentro loro stessi che sono più raffinati dei tuoi. Sei più grossolano, ed essenzialmente, un egoista più di quanto lo siano loro. Tuttavia, il fatto è che tu desideri il Creatore e non le cose banali.

Sono d’accordo con quello che dici a loro più rapidamente e più facilmente di quanto tu sia d’accordo con le tue stesse dichiarazioni. Di questo, è stato scritto, Talmud Babyli, “Ta’anit,” 7a: Ho imparato tanto dai miei maestri, più dai miei amici, e ancor più dai miei studenti.” Si riceve indietro da loro esattamente quello che tu stesso dici loro. Ti portano prove, intelligenza ed emozione, e finalmente cominci a capire, sentire ed essere stimolato da quello che hai detto loro.
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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 6.06.2014, Gli scritti di Rabash

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Le stelle influenzano il nostro destino?

Dr. Michael LaitmanDomanda: I segni zodiacali e il destino, l’argomento è interessante e intrigante e non molto comprensibile. Fare le stelle influenza il nostro destino; è possibile prevedere e che cosa si può fare con questa conoscenza?

Dopo tutto, la cosa più difficile nella vita è la sua imprevedibilità. Viviamo senza sapere che cosa succederà nel futuro, quali sorprese sono in serbo per noi.

Una persona non può controllare la sua vita. Ed per questo le persone sono così interessate all’astrologia, la quale presumibilmente è in grado di prevedere il carattere di una persona e tutta la sua fortuna con le stelle.

L’astrologia era conosciuta nell’ Egitto antico, Grecia antica, in Oriente, India, Cina, e tra gli indiani d’America. E oggi, tante persone credono che ci sia una connessione fra le stelle nel cielo e lo stato umano. Questo collegamento esiste veramente?

Risposta: L’universo intero si sviluppa gradualmente passo dopo passo, e l’essere umano è l’ultima fase del suo sviluppo, il più sviluppato di loro. Però solo perché le persone si sono sviluppate più che gli animali e hanno una tale mente e sentimenti con cui si può rivelare la natura in misura maggiore, si sentono molto vulnerabili.

Si dice che un vitello di due giorni e mezzo può già essere chiamato un piccolo toro. Essendo appena nato, ha già la stessa mente e sentimenti come un toro adulto. Lui sa già quali piante può e non può mangiare, e non cadrà da un’altezza, come al contrario un bambino piccolo che deve essere curato ed educato fino a diventare più saggio.

Se un bambino non viene educato, cresce come una bestia. Però se gli diamo l’intera esperienza umana, accumulata durante tanti anni, diventerà un essere umano sul livello a cui è stata data l’opportunità di svilupparsi. Un essere umano sviluppa se stesso, e come lui si sviluppa, rivela il mondo.

Tuttavia, un essere umano è una creatura molto sensibile perché deve sentire la natura in un modo sottile. E’ forte perché può costruire per se stesso i sistemi che lo proteggono contro le avversità della natura. L’essere umano ha scoperto il fuoco e ha inventato l’elettricità allo scopo di riscaldare la sua casa e la luce nel buio della notte. Lui ha imparato a comunicare su lunghe distanze e inventato Internet.

Gli esseri umani hanno perfezionato la natura, aggiungendo ad essa tutti i servizi che mancavano. E allo stesso momento, loro stessi non sono cambiati molto, è ovvio che ci sono limiti molto chiari delle capacità umane.

Possiamo migliorare il nostro stile di vita in ogni modo, ma non possiamo rispondere alla domanda più importante, “Qual è il mio destino? Che mi aspetta nel futuro? Quando morirò? Cosa è successo a me prima della mia nascita e che cosa succederà dopo la mia morte? Che succede oltre il confine di questa vita?”

“Perché nella mia vita, ho incontrato le persone che mi circondano? Perché sono nato con questo carattere, di questo genere, in un determinato paese, e in un certo periodo?”

Tutto ciò rimane un mistero per noi. C’è qualche potere che ci controlla e non possiamo influenzarlo. Siamo in grado solo di rendere più confortevole il luogo in cui ci ha portato il destino. Costruiamo le case per noi stessi invece di abitare nelle grotte, e prepariamo e conserviamo il cibo per l’uso futuro.

Stiamo sviluppando ciò che si riferisce alla vita materiale del corpo. Cioè, usiamo la mente umana e i sensi, che ci innalzano al di sopra delle bestie, per il bene di questo livello animale, i nostri corpi. Per lo scopo di soddisfare i nostri corpi, stiamo sviluppando tutte le scienze della fisica, chimica, biologia, e zoologia.

Non possiamo uscire dal nostro corpo con la nostra mente umana e i sentimenti. Si scopre che stiamo usando tutto ciò che ci è stato donato sopra il livello animale, tale grande intelletto li abilita a studiare la natura e rivelare le sue leggi solo per il bene del nostro benessere di bestie.

Volevamo muoverci velocemente e abbiamo creato un’automobile, abbiamo voluto parlare a distanza e abbiamo inventato la radio e l’Internet. Tuttavia tutte queste invenzioni sono fatte per la convenienza del corpo e la sua salute, sia per se stesso o per la famiglia e i figli.

Non c’è invenzione fatta dalla nostra mente, molto sviluppata che è stata destinata per elevarsi sopra il grado del livello della bestia. Le università, le borse e i musei sono stati tutti progettati per offrire il massimo delle comodità ai nostri corpi. È triste vedere in che modo primitivo usiamo i sensi sottili come una mente acuta e la capacità di evolvere e sviluppare di generazione in generazione.

Voliamo nello spazio e facciamo enormi passi avanti in medicina. Cento anni fa l’aspettativa di vita media era non più di 40-50 anni, e oggi ci stiamo avvicinando a 100 anni. Nei prossimi 50 anni, forse vivremo per 200 anni. Abbiamo l’opportunità di creare una vita in questo mondo più intenso, più lungo, sano, prolungando l’esistenza del corpo. Tuttavia cosa possiamo fare con esso per un tale lungo tempo?

Siamo in grado di migliorare la condizione per l’esistenza del corpo e per le nostre famiglie e figli. Siamo in grado di rispondere a qualsiasi domanda, tranne che per quella principale riguardante il nostro destino. Il concetto del destino include la forma in cui esistevamo prima della nascita, come sarà questa forma dopo la nostra morte, così come quello che ci accade nell’intervallo di mezzo dalla nascita alla morte, e quali prove dovremo passare attraverso questa vita

Dall’ altro lato, riconosciamo che tutto questo è previsto. Tuttavia rispetto a noi, ci appare come essere totalmente casuale. Pensiamo che adesso si tratti di una coincidenza, ma forse possiamo salire un pochino poi guardare giù e vedere il programma, che è molto curioso.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 1.01.2015

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Come possiamo cambiare il nostro Destino?
Come controllare il proprio destino

E’ giunto il momento per una revisione completa

Dr. Michael LaitmanNel processo dello sviluppo umano, ogni nuovo stato è percepito come buono e desiderabile e noi siamo felici di entrare in esso. Ma poi, gradualmente i limiti entro di esso sono rivelati e questo smette di renderci felici. Nel tempo, diventa sempre peggio fino a che finisce in una rivoluzione, una lotta per il prossimo stadio.

Al momento stiamo vivendo in questo periodo di transizione. Dobbiamo fare una revisione di tutto il processo di sviluppo precedente, inanimato, vegetale e animale, facendone un’analisi critica ed un controllo generale per vedere che tutto questo non ha lavorato a nostro favore.

Tutto ha seguito l’evoluzione del nostro egoismo che ci ha fatto migliorare continuamente la nostra vita materiale e ci ha fatto costruire sistemi che erano capaci di questo sempre di più. Ma non ci ha mai reso veramente felici visto che, alla fine, l’egoismo ha sempre divorato i frutti dei nostri sforzi, lasciandoci di nuovo con nulla in mano ed anche con un senso di vuoto interiore più ampio.

Se riceve cento, non gli basta, vuole duecento, se riceve duecento non basta ne vuole quattrocento. E’ una tendenza naturale e non saremo mai in grado di limitare il nostro desiderio egoistico. Tutto finisce quando una persona muore senza che nemmeno metà delle sue aspirazioni siano state soddisfatte. Non otterrà mai quello che ambiva nemmeno alla fine della sua vita.

L’umanità deve rivelare quanto lo sviluppo egoistico sia insignificante. Prima di tutto dobbiamo capire che era una cosa necessaria e che ora abbiamo la possibilità di uscire dal piano materiale e di svilupparci in una direzione completamente diversa della realtà. Dobbiamo muoverci verso l’alto in una nuova dimensione entro la matrice che non è rivelata in questo mondo.

Per far questo dobbiamo cambiare le nostre inclinazioni. Invece di una costante tendenza ad assorbire, che è la caratteristica della nostra natura egoistica che origina sin dalle cellule e dagli atomi che ricercano solo di assorbire nuove cose buone, è necessario andare direttamente all’opposto per poter nutrire l’intero universo che è in relazione con noi.

Ognuno deve sentire che tutti gli altri sono parte di noi. Quindi sentiamo che il mondo è un unico sistema integrale. Nei nostri tempi il mondo ha iniziato a muoversi verso questa forma ma in un modo negativo, mostrandoci la nostra incapacità di esistere in un sistema integrale.

Vediamo che siamo incapaci di aver successo nell’economia, nell’educazione dei bambini, o in qualsiasi altra area della vita. Alla fine, noi stessi siamo strutturati in modo completamente opposto a questo sistema integrale e tutti solamente cercano di afferrare e tirare verso se stessi.

La Natura ci mette davanti ad una nuova realtà. La causa della corrente crisi della società umana è nascosta al suo interno. Noi stiamo mantenendo la nostra natura egoistica ma il sistema totale ed integrale, dove tutti siamo connessi a tutti gli altri, inizia a rivelarsi di fronte a noi.

Questo Sistema non può funzionare in un ambiente dove tutti afferrano il meglio per se stessi. Al contrario, affinchè questo sistema possa esistere e noi possiamo esistere entro di esso, dobbiamo sentirlo una parte di noi stessi.

E quindi oggi abbiamo bisogno della saggezza della Kabbalah, che rivelerà queso sistema superiore, la forza della dazione dentro di noi. Spiegherà la sua natura e come lavorare con essa. Che lo vogliamo o no, il treno dell’evoluzione ci sta portando verso una nuova stazione. Ci troviamo in una condizione completamente nuova e troviamo improvvisamente che tutti i metodi precedenti non funzionano più.

Tutte le leggi del capitalismo, secondo le quali tutti traggono le risorse verso se stessi e così tutti sono a posto, non funziona. Pensavamo di poter continuare in questo modo per sempre, ma questo non funziona perché la forza della dazione ha iniziato a funzionare nel nostro mondo. E se noi non ne disponiamo, se non possiamo capirla e sentirla, imparando a iniziare a lavorare con questa seconda forza, allora perderemo ad ogni istante il controllo con quello che sta succedendo e soffriremo sempre più cadute nelle nostre vite.

Quindi, dobbiamo studiare la saggezza della Kabbalah che spiega tutta la realtà “che è apparsa nei vari mondi e quelli che sono destinati ad essere rivelati, ed in tutti i modi in cui posso manifestarsi nei mondi, sino alla fine del tempo”, come scrive Baal HaSulam.

Esiste una scienza, una tecnica con la quale possiamo muoverci Avanti sulla base delle nostre reali esperienze e sensazioni. Come è detto che il giudice ha solo i fatti innanzi ai suoi occhi e che i fenomeni che sono sono compresi non possono essere descritti.

Nelle nostre mani abbiamo gli strumenti reali per comprendere la realtà. Prima non abbiamo mai avuto l’occasione di vedere il nostro futuro con certezza. Le nostre vite attuali sono fatte in modo tale che nessuno conosce quello che gli porterà il prossimo momento. La saggezza della Kabbalah ci porta l’opportunità non solo di imparare questo ma anche di controllare il nostro proprio destino. La realtà di oggi ci obbliga a fare così.
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Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.12.2014, Scritti di Baal HaSulam

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La mente superiore che si cela in natura

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lei dice che la nazione di Israele è stata scelta dal Creatore per aiutare tutta l’umanità ad avvicinarsi a Lui. Ma noi non viviamo più nei tempi antichi o nel Medioevo e non vediamo che il mondo moderno ha bisogno del Creatore. Solo le persone religiose parlano del Creatore, non le persone del mondo ordinario, e nessuno sente il bisogno di Lui.

Risposta: Il Creatore è equivalente alla natura. L’intero enorme sistema della natura, il potere immenso che comprende e sostiene tutta la creazione è chiamato il Creatore. Questa definizione è totalmente diversa dalla definizione comune religiosa.

Il problema è che, poiché la nostra mente e le nostre emozioni sono così limitati, non possiamo riconoscere il fatto che anche la forza superiore ha sentimenti, comprensione, un piano, e organizza tutto il processo che porta a un determinato obiettivo.

Noi immaginiamo questa forza come una forza immobile, come la forza di gravità che ci attira in maniera molto semplice e questo è tutto. Pensiamo che solo noi esseri umani abbiamo una mente e pensieri mentre la natura no.

Ma oggi ci sono molte pubblicazioni scientifiche che parlano della forza superiore che sviluppa tutta la materia. Questa forza ha un piano e un obiettivo che sono predeterminati, e ci fa avanzare secondo questo piano. La nostra situazione non è una coincidenza e nulla al mondo avviene per caso.

Anche l’evoluzione ordinaria, che sembra a noi arbitraria, è di fatto predeterminata. Ogni volta, diversi desideri si collegano e c’è una lotta tra di loro, così stanno portando avanti il piano preciso che è predeterminato. L’unico problema è che noi non lo conosciamo, ma gli scienziati oggi stanno già cominciando a parlarne.

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Da Kab. TV “Una Nuova Vita” 28.12.2014

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