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Quale è la formula dell’ ispirazione

Qualsiasi tipo di forma artistica, incluso la pittura, la musica, la danza e tutti i mezzi di auto espressione, sono anche considerati “scienza” perché provengono dallo stesso ego, il desiderio di ricevere. Come le ricerche di questo mondo, che significa che io studio le mie qualità egoistiche in relazione alla Luce, allo stesso modo, attraverso la danza, l’ arte o la musica, studio le mie espressioni sul fondo della Luce bianca.

Ambedue riflettono le regolarità esistenti. Tuttavia, nelle arti, io studio le mie qualità specifiche, individuali, mentre nella scienza ricerco il mio desiderio a livello della nostra natura egoistica comune. È per questo che tutti scopriamo lo stesso fenomeno, chiamandolo scienza.

Per esempio, cosa è la fisica? È la ricerca di come vedo la mia natura sul fondo della Luce bianca. Tutti riceviamo gli stessi risultati, qualificandoli come “fatti” perché le ricerche avvengono ad un livello nel quale tutti abbiamo le stesse qualità (nei livelli inanimato, vegetale e animato della natura).

Tuttavia, c’ è anche un livello più elevato della natura egoista, chiamato “umano o parlante” e non è lo stesso in tutti noi, perché contiene una radice spirituale unica per ogni persona e la nostra libera volontà. Pertanto, quando la usiamo, balliamo, cantiamo, disegniamo o suoniamo strumenti musicali ed il risultato di ogni persona è unico. Comunque, tutto proviene dalla stessa volontà di ricevere.

La Kabbalah fornisce un orientamento generale sulla percezione della realtà. Ci sembra soltanto che le leggi scientifiche del tutto rigorose non siano relazionate all’ arte libera, mentre di fatto, ambedue sono il prodotto del nostro desiderio egoista. Quando tutti facciamo qualcosa allo stesso modo, consideriamo che questa forma esista in modo costante in natura, dichiarandola una legge e costruendo le nostre scienze su di essa.

Tuttavia, componendo musica, una persona compone una melodia, un’ altra ne compone una diversa, ed una terza ne compone un’ altra ancora. Finiamo con migliaia di melodie diverse, per la qual cosa diciamo che non è una scienza perché ogni persona, nonostante tutto, fa quello che vuole.

Nel livello “umano” non osserviamo più le “scientifiche” regolarità precise. Questo livello include la psicologia e tutte le forme di arte: la pittura, la musica e la danza. Tuttavia, sono anche “scienza”, cioè le forme di espressioni del mio desiderio sul fondo della Luce bianca, che possiamo vedere e studiare. Comunque, possiamo farlo solo nella pratica.

Solo che adesso, nel livello umano, non siamo capaci di capire queste forme; ma quando svilupperemo questo livello “umano” con l’ aiuto della scienza della Kabbalah, saremo capaci di ricercarla in maniera completamente scientifica e precisa. Allora, capiremo perché disegniamo, balliamo, o cantiamo, come lo facciamo e da dove proviene. In quel momento diventerà una scienza esatta che studia l’ espressione dei nostri desideri sul fondo della Luce bianca.

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15 Dicembre 2010, “Una serva che ha ereditato dalla sua padrona”)

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Le finestre della tua casa

Rabash: Falli felici con un edificio completo: se una persona desidera edificare una casa per il Creatore, costruisce una struttura perfetta, poiché il Creatore è perfetto. Ed il Creatore darà loro allegria, la Luce della fede, affinché possano completare il loro lavoro.

Il nostro fondamento, la materia con la quale siamo stati formati è Malchut, il desiderio di ricevere piacere. Dobbiamo impiegarlo come materiale di costruzione perché non ne abbiamo altro. Se riceviamo potere dal nostro egoismo, costruiamo “strutture” simili alla torre di Babele o alle città di Pitom e Ramses. Gli edifici sono immensi e splendidi, però in fin dei conti, non ci piacciono perché scopriamo che sono vuoti.

Questa è la maniera in cui l’umanità si è costruita per secoli fino ai giorni nostri, però nella tappa finale dello sviluppo storico dell’ umanità, dobbiamo renderci conto che tutto quello che abbiamo costruito non ci offre più la felicità. In accordo, abbiamo eretto molto, però tutto questo è vuoto e manca di contenuto e del vero riempimento. Circondati dalle nostre creazioni, ci sentiamo più disperati più che mai.

Di conseguenza, risulta che non possiamo procurare allegria né ai nostri cari né a noi stessi, poiché non troviamo più piacere nel nostro lavoro di costruzione. Solo una casa perfetta ci darà l’ allegria, cioè quando la nostra casa, il nostro Kli sarà pieno di Luce. Come la sentiamo? Come illuminiamo la nostra materia dall’ interno?

La casa deve lasciare che la Luce la illumini. La costruiamo con il desiderio di provare piacere, ma deve essere una casa di santità, un Tempio. La Santità è Binà, la Luce, la dazione; e la casa è il Kli, il vaso. Il vaso deve essere adatto affinché la Luce entri, cioè deve avere l’intenzione di dare.

Come ci riesco? Per portare la Luce alla casa, mettiamo delle finestre. Le “finestre” sono cavità, desideri vuoti. Nei muri della nostra materia, facciamo delle aperture di desideri simili a Binà, dazioni, accessi e la Luce può penetrare in noi. Pertanto, i muri e le finestre devono coincidere esattamente affinché la nostra casa, costruita con il desiderio di ricevere piacere, sia equipaggiata con l’ intenzione della dazione, ed allora si troverà piena di Luce.

Se desideriamo sentire ed attirare allegria durante la costruzione della nostra casa, dobbiamo disegnarla affinché la sua forma sia equivalente all’ attributo di Binà. Includiamo l’ attributo della misericordia nel giudizio, cioè facciamo delle aperture nei muri per lasciare che la Luce passi attraverso di esse.

Queste cavità all’ inizio sembrano fallimenti. Rabash ci ha dato il seguente esempio: un padre porta suo figlio dal sarto affinché gli confezioni un abito, il figlio vede come il sarto cominci tagliando una stoffa sottile con delle forbici. Pensa che il kashmir sia rovinato, ma il padre gli spiega, “Non ti preoccupare, ti farà un vestito che ti andrà molto bene”.

In altre parole, questa stoffa per il momento, non è altro che un materiale che acquisirà una forma che ti andrà perfettamente; però il bambino non lo capisce. Dal suo punto di vista, i tagli nella stoffa, sono visti come se fossero un danno. In realtà, grazie a questo “danno”, più avanti avrà la forma adeguata e la Luce si vestirà in lui. Considerando questo, siamo disposti ad essere pazienti ed anche a ringraziare il Maestro per quello che sta facendo.

Nel nostro lavoro quotidiano scopriamo questi “danni”, e con essi ed i mattoni, innalziamo la struttura, includendo le pareti e le aperture per far si che la Luce possa penetrare.

Quando Binà fa un foro nel muro, Malchut sente che la casa è stata denegata; ma in verità, si tratta di un approccio opposto, un attributo totalmente nuovo, che non è progettato per fortificare Malchut. Una volta visto che includere la misericordia nel giudizio crea l’equivalenza con il Creatore dentro di noi, vediamo il beneficio di non ascoltare le lamentele di Malchut. Quando Binà domina su tutto, i muri della casa diventano finestre, o acquisiscono l’ attributo di Binà.

Una simile casa sarà piena di Luce dall’ alto al basso. Il suo materiale, Malchut, sarà purificato completamente con l’attributo di Binà, e non avrà più fenditure in esso. Senza disturbarsi reciprocamente, Malchut e Binà agiranno come un tutt’ uno.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19 Novembre 2010, Falli felici con un edificio completo.)

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Istruzioni per governare l’egoismo

Il Libro dello Zohar, Introduzione, capitolo “BeLaila DeKala (la notte della sposa)”: … il Sitra Achra ha solo una luce sottile dell’illuminazione di Malchut. Questo è considerato come Shoresh [radice], ed è sufficiente per la persistenza del Klipot… Questo Shoresh è chiamato anche “un filo sottile”, cioè una radice sottile per i peccati. È scritto su di esso, “In un primo momento, è simile alla tela di ragno, e poi diventa come un carro di corde”.

La Klipa è il Kelim che non siamo in grado di correggere ancora per l’intenzione della dazione. Stiamo parlando riguardo ai molto potenti e importanti desideri in cui le più grandi Luci saranno rivelate in seguito alla correzione finale. Principalmente non abbiamo la possibilità di fare qualsiasi cosa con il desiderio di piacere. Noi possiamo solo risolvere le sue parti e decidere quale di esse siamo ora in grado di lavorare in diverse condizioni.

Per quanto riguarda il resto dei desideri, dobbiamo averli e costantemente mantenere la guardia su di essi in modo che non scoppino e possano attaccarci. Tutti i nemici di Israele, cioè quelli che odiano l’aspirazione alla “diretto al Creatore“, sono esattamente i grandi desideri egoistici che non possiamo ancora correggere. La Torah li chiama le nazioni che non lasciano che ci sia Israele.

Naturalmente, siamo consapevoli che le loro guerre sono il risveglio dell’egoismo, che è a beneficio di una persona. Esse gli consentono di discernere i suoi desideri non corretti e “ucciderli”, nel senso di trovare sempre nuove parti in essi che possono essere corrette e legate a lui per poter essere utilizzate per il bene della dazione.

Pertanto, abbiamo bisogno di preoccuparci della parte egoistica dei desideri che non sono ancora soggetti a correzione. Dobbiamo sostenere la loro esistenza e svolgere un lavoro particolare per il loro bene spirituale.

Dopo tutto, io li sento dentro di me. Non è sufficiente semplicemente tagliarli e non utilizzarli. Nella fase attuale li ho corretti, dando loro una piccola illuminazione, designato dalla lettera Kuf (ק), la cui parte inferiore scende sotto la linea, portando un bagliore sottile al mondo di BYA e le Klipot dove essi sono.

E’ come quando una persona malata è collegata a una macchina di supporto vitale al pronto soccorso. Non è che faccio finta che questi desideri non esistono in me, ma al contrario, ammetto che essi esistono e che io governo su di loro. Scopro che dipendono da me, perché sono favorevole a una piccola scintilla di vita in loro.

Abbiamo bisogno della Klipa perché è come una buccia che protegge il frutto durante il periodo della sua maturazione. Senza queste azioni non siamo in grado di iniziare a correggere Malchut.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 18/11/10, Lo Zohar)

Dall’odio alla perfezione

Domanda: Perché abbiamo bisogno dell’odio?

Risposta: Se non esiste una familiarità tra me e te non ci può essere nessuna inclusione, la connessione tra di noi non è rivelata ed io non sento nessun odio verso di te. Potresti vivere in Alaska e non essere di nessun interesse per me. Tuttavia, più ti avvicini a me, più entri nel mio campo visivo.

Se tu sei mio vicino di casa, io ti guardo attentamente: Lasci la spazzatura dappertutto, ieri c’era molto rumore nel tuo appartamento, e via di seguito. In questa maniera noi riveliamo quanto siamo collegati tra di noi. Comunque, siamo tutti egoisti. Perciò, il nostro ego, più il collegamento tra di noi fa nascere l’odio.

Domanda: Ma quando andrà via questo odio?

Risposta: Non andrà via! Non abbiamo dove andare ne dove scappare uno dall’altro. Questo è il problema! Abbiamo bisogno di raggiungere la pace e l’accordo tra di noi al di sopra del nostro ego senza distruggerlo, ma innalzandoci su di esso. Questo costituisce il conseguimento della perfezione, com’è scritto: “Tutti i peccati saranno coperti dall’amore” La parola “Shalom” significa perfezione in ebraico (Shlemut).

Il passaggio graduale da Lo Lishma a Lishma

Una domanda che ho ricevuto: Se uno chiede di essere avvicinato alla luce, non è una richiesta egoista? Dopo tutto, egli è guidato dal desiderio di sentirsi meglio.

La mia risposta: Questo non importa. Questo è quello che viene chiamato Lo Lishma (desiderare egoisticamente la spiritualità per se stessi).

Uno vuole il senso del mondo spirituale, di ricevere la vita spirituale, la sensazione di vera realtà e di vedere che la sua vita non è sprecata. Dopo tutto, la vita passa e nessuno sa quanto tempo le rimane, quindi uno non vuole muoversi inutilmente.

Inizialmente, uno non può pensare a qualcosa di diverso dal proprio profitto. Di conseguenza, se uno non volesse la spiritualità egoisticamente prevedendo il beneficio che porterà a lui, egli non si avvicinerebbe mai ad essa.

Pertanto, il percorso spirituale inizia con il raggiungimento egoistico (Lo Lishma). Ma poi, sotto l’influenza della luce superiore (Ohr Makif), l’atteggiamento egoistico verso la spiritualità è sostituito da quello altruistico (Lishma).

Ecco perché l’ego è chiamato “aiuto contro di lui” (Ezer Kenegdo), poiché esso porta a uno Stato dove si realizza improvvisamente che è proprio il suo ego che sta nel suo percorso.

L’ego stesso utilizzato per aiutarsi a spingersi, ora dovrà essere distrutto. Quello che deve essere distrutto non sono i desideri stessi, ma solo la loro intenzione egoistica. Questo è il modo in cui uno viene cambiato gradualmente dalla Luce.

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Dopo il Congresso: le prime conclusioni

Una mail che ho ricevuto: Caro Rav Laitman, credo di parlare a nome di molte persone se dico che sono preso da una grande delusione. Cosa ci posso fare?

La mia risposta: Nell’ultimo giorno del Congresso ho sentito molto spesso che molte persone speravano di fare un grande salto nel modo spirituale durante il Congresso, e adesso sono presi da una grande disperazione.

Lo dirò di fronte: Personalmente sono molto sorpreso dai risultati ottenuti nel Congresso che è appena finito. E non sto parlando della quantità dei partecipanti ne della reazione positiva della stampa, ma dai cambiamenti interiori e dalla maturità dei partecipanti e di tutto il gruppo mondiale. Per la prima volta le persone hanno attraversato degli stati che sarebbero stati impossibili a livello individuale. Ci sono stati dei discernimenti estremamente importanti nella loro interiorità.

E per quanto riguarda le tue aspettative: Se il tuo desiderio è stato quello per la vera spiritualità, per la dazione e per l’amore del tuo prossimo, allora non devi sentire questa disperazione perché hai sempre l’opportunità di dazione e di amare. Nessuno te lo può dare o togliere.

La prima qualità spirituale, Bina, è una aspirazione per Hafetz Hesed (essere al di sopra dell’egoismo), la sensazione fuori dal tuo desiderio. Se tu hai aspirato a questo, allora non devi preoccuparti in quale stato ti trovi dato che tutto viene dal Creatore e soltanto Lui decide, d’accordo al Suo piano, quello che succederà a tutti ed ognuno di voi. La tua unica reazione dovrebbe essere di gioia ed il desiderio di essere sotto il potere del Creatore, la qualità di dazione. Il Machsom viene attraversato da quelli che sono scappati dal loro egoismo e che accettano tutte le condizioni di liberarsene, accettando la condizione di “tutti come uno” (come un uomo con un cuore o desiderio) e la garanzia mutua, “uno per tutti e tutti per uno”.

Nessuno di noi ha il potere di strapparsi dal proprio egoismo. Per ora ne abbiamo parlato, ma siamo incapaci di fare precisamente il discernimento interiore perché questa è precisamente la qualità che non ci permette di entrare nella spiritualità, la qualità di dazione. Siamo incapaci di distinguere di cosa si tratta e dove si trova al nostro interno. Si nasconde dentro di noi come un serpente e non possiamo identificarlo esattamente, confondendolo sempre con altre qualità.

Proprio come il dolore durante una malattia, solo il dolore della delusione ci aiuta a riconoscere il nostro egoismo e di scoprire che non è un bene, che è il cattivo che ci governa, il Faraone. Dobbiamo essere talmente delusi che lo odieremo al nostro interno, e desidereremo soltanto una cosa, separarci da esso. Comunque, per arrivare a tale grado di disperazione, dobbiamo aspirare a questo con tutto il nostro egoismo (Lo Lishma). Ho parlato di questo prima del Congresso, che “stiamo uscendo da Egitto”. E tutti erano sicuri che doveva accadere. Se non avessimo avuto questa convinzione, non avremmo avuto questa delusione e questo discernimento su questo male (Faraone) dentro di noi che non ci permette ascendere alla qualità di dazione.

Per poter svegliare questo male immediatamente, io ho dichiarato all’inizio del Congresso che siamo obbligati a raggiungere l’unità, che tutto il nostro lavoro nel Congresso deve essere fatto per mezzo di una ricerca profonda dentro noi stessi ed il nostro atteggiamento verso tutti gli amici. Tuttavia, invece della “rivelazione dei cieli”, che ci aspettavamo, ci ha portato una discesa, raffreddandoci. Con la mia supplica per cercare l’unità e di ascendere al disopra di noi, sopra il proprio “se stesso” io volevo mostrare ai partecipanti del Congresso che ancora non siamo pronti per questo, e come risultato di questo sentimento i partecipanti sono entrati in trance.

Da una parte ero molto contento di questa “rivelazione del male”. Ma dall’altra parte iniziai a temere che il gruppo non sarebbe stato capace di uscire da quello stato in un lasso breve di tempo. È similare a quando una persona malata scopre un dolore e deve capire che sta a indicare una malattia, dopodiché inizia a curarsi con l’aiuto di un dottore, il Creatore. Inoltre il 30, 40% dei partecipanti del Congresso erano nuovi alla Kabbalah e non capivano quello che gli stava succedendo. Perciò si è deciso di fermare d’un colpo il Faraone, le tue speranze egoiste e di ascendere al disopra da esse.

Comunque, precisamente questi processi che abbiamo sperimentato sono quelli che ci hanno preparato per il passaggio – che non sia egoista, aspirando di rivelare il riempimento, ma che desidera rivelare l’opportunità di dazione, di unirsi “come un uomo con un cuore” accettando la garanzia mutua. Il risultato della Convenzione è il primo colpo al Faraone – il nostro amor proprio, le nostre speranze egoiste di “attraversare il Machsom” e ricevere il Mondo Superiore cosi come questo mondo dentro di noi, dentro i nostri desideri, dentro il nostro riempimento.

Baal HaSulam scrive che quando una persona si avvicina alla frontiera spirituale, è convinto che il Mondo Superiore non gli appartenga, e soltanto allora lui attraversa la Klipa, la frontiera, ed acquisisce la qualità di dazione.

La rivelazione della nostra mancanza di volontà è venuta fuori subito, durante la mia prima lettura. Quando io dissi all’ inizio che al posto delle azioni esterne noi dobbiamo esplorare al nostro interno, nella connessione tra di noi, nella garanzia mutua. Immediatamente tutto si ghiacciò! Il nostro egoismo venne fuori, ma questa rivelazione del male dentro di noi è anche una grande conquista che ci è stata portata dalla nostra unità (la santità del giorno).

Nel corso del Congresso abbiamo scoperto che il Faraone è dentro di noi e non fuori. Ha ricevuto questo primo colpo attraverso il fatto che eravamo delusi dei risultati del Congresso. Abbiamo pensato (essendo Faraone) che avremmo ricevuto qualcosa all’interno di noi,ma non abbiamo ricevuto niente. Questo è il primo colpo al Faraone, il nostro egoismo. Abbiamo scoperto che non riceveremo niente all’interno del nostro desiderio egoista.

Adesso abbiamo un’abilità maggiore per dire in quale qualità deve essere rivelata la spiritualità dentro di noi. Abbiamo una comprensione migliore sul fatto che non succederà dentro il Faraone , e cosa significhi pensare all’Altissimo. Questo vuol dire non pensare a te stesso. A questo punto ognuno di noi tremava d’impazienza: Quando succederà il miracolo in modo che possiamo ricevere tutto in questo mondo insieme al mondo spirituale – dentro di noi?! Adesso abbiamo un nuovo sentimento sulla necessità di separarci da quello che ci porta questa delusione, e questo è l’inizio del rifiuto del egoismo.

Abbiamo pagato a caro prezzo questa lezione, ma il costo è molto più di questo. Precisamente la delusione, il colpo al nostro amore proprio, al nostro egoismo, le nostre speranze di ricevere, è il più grande acquisto che potevamo desiderare, ed io sono sopraffatto dalla gioia nel vedere degli egoisti che sono delusi.

Adesso devi solamente realizzare quello che è successo a te. In base alla preparazione di ogni persona, una parte di voi lo realizzerà mentalmente e un’altra parte continuerà a sperimentare delusione nelle proprie sensazioni, allora prenderete coscienza. In ogni caso, ci sarà soltanto una conclusione: Una persona non potrà più rimanere legata al proprio egoismo. Precisamente questo colpo alle nostre ingiustificate, speranze egoiste ci aiuterà ad iniziare ad allontanarci da lui (il Faraone).

È possibile che abbiamo ancora bisogno di sperimentare dei colpi, ma andranno sempre nella stessa direzione che abbiamo acquisito nel Congresso. Può anche darsi che dovremmo sperimentarli non soltanto nel Congresso, ma insieme nella nostra connessione quotidiana virtuale, nella sensazione che abbiamo acquisito insieme. Per ora dobbiamo solamente desiderare una cosa: rifiutare il nostro egoismo, che è il solo male che c’è e di ascendere oltre “noi stessi” nella qualità di dazione.

Il Creatore ci ha presentato questo grande regalo! Non esiste nient’altro oltre a Lui! Scrivetemi e fate le domande durante le lezioni. Io no ho mentito a voi, ma al vostro egoismo.

Per voi con amore,
Dr. Laitman
[26346]

L’Amore viene ordinato dalla natura

È arrivato il momento di ritornare al sistema naturale, ad una coesione vicina che la Natura, il grado di Binà ci richiede. Dobbiamo dirigerci verso l’equivalenza, l’omeostasi e la similitudine delle proprietà ed ascendere dalla frammentazione totale al livello nel quale saremo completamente connessi come parti di un corpo sano.

Tutte le forze che ci influenzano lo fanno con un unico scopo: spingerci ad una forma naturale di reciprocità ed amore; però, se il nostro egoismo è cresciuto mentre non abbiamo scoperto la connessione corretta tra di noi, allora la discrepanza tra gli stati, la differenza tra l’unificazione richiesta e la separazione concreta, viene sperimentata come sofferenza.

A causa di questo la vita diventa più difficile. I sistemi supplementari designati per addolcire il predicamento o spaventarci non possono più aiutarci, poiché siamo entrati nella tappa finale dell’evoluzione e dobbiamo unirci in un sistema globale integrato.

Oggi giorno l’umanità scopre che tutti siamo connessi con vincoli indistruttibili ed è per questo che dobbiamo semplicemente implementare la legge della natura stessa, la legge della correzione nell’interazione delle parti della creazione.
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(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29 Ottobre 2010 – Spiegazione sull’articolo, Prefazione alla saggezza della Kabbalah)

Il tempo compresso prima del Congresso

Il nostro giusto stato è ora come lo stato precedente l’esodo dall’Egitto. Più ci si avvicina verso l’uscita, più il tempo diventa densamente compresso e più si inizia a riempirsi di azioni, eventi e manifestazioni. Pertanto una persona sperimenta dubbi e tutto diventa confuso dentro di lui: l’io, il faraone, Mosè, gli egiziani, la nazione di Israele, all’interno dell’Egitto, e al di fuori di essa. Tutti questi sono i miei stati interiori.

  • Se io sono dentro il mio ego, ciò è chiamato Egitto.
  • Se voglio salire sopra l’ego, significa che voglio fuggire dalla schiavitù egiziana.
  • Se il mio desiderio egoistico regola me e ho dei dubbi, questo significa che il Faraone regola me.
  • Se voglio scappare dall’ego e guardare lontano, questo significa che io sono Mosè.

Tutti questi stati vorticano attorno ad una persona e se ci si rende conto che si è sotto queste influenze, è meraviglioso. Si esegue un veloce e significativo discernimento a grande velocità.

Durante il Congresso si cadrà sotto l’influenza di una grande ispirazione comune che ha un grande potere. Pertanto, dobbiamo solo continuare a non lasciare che lo stato si calmi. La cosa più importante è essere felice, anche se sembra che le cose che stanno accadendo sono spiacevoli e preoccupanti.

Anche se i cattivi pensieri e dubbi saranno molto più numerosi dei buoni pensieri e della chiarezza, questo è il nostro lavoro interiore e dobbiamo anticiparlo. Non dobbiamo dimenticare che la più profonda oscurità è sentita prima della svolta reale, prima dell’uscita dall’Egitto.

Non dobbiamo aspettare l’oscurità, ma dobbiamo sempre pensare alla Luce e alla fuga. Tuttavia, insieme con la nostra aspirazione per la Luce, la comprensione e la maggiore sensazione, è possibile sperimentare una tendenza del tutto opposta all’essere immersi nel buio, nella nebbia e nella confusione. Questo è come le cose dovrebbero essere e si passerà insieme attraverso questi stati!

Aiutiamoci a vicenda esprimendo l’accettazione di tutti gli stati con gioia. La gioia è la forza più potente, perché nonostante tutto, si è felici perché si porta avanti il lavoro del Creatore e si avanza spiritualmente.

E’ necessario passare attraverso gli stati difficili per distruggere il proprio ego e salire al di sopra di esso. Buona fortuna a te!
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 1 di Novembre 2010, “Ve Zot Le Yehuda”)

Una guida al Libro dello Zohar: Scalare i passi dell’egoismo

Frammenti del mio prossimo libro, Una Guida al Libro dello Zohar

Sia detta la verità: Non siamo capaci di collegare sia i buoni momenti che quelli cattivi al Creatore ne di comprendere che tutto viene soltanto da Lui e solamente con lo scopo di un traguardo positivo. Perciò il nostro lavoro consiste nel chiedere a Lui la forza di collegare tutto quanto a Lui come l’unica fonte.

Il nostro ego cresce costantemente, diventando più forte, peggiore e sempre più crudele. Questo ci forza a voltarci verso il Creatore più frequentemente per ricevere continuamente una forza maggiore da Lui per superare il nostro egoismo. Questo è cosi affinché il nostro ego non ci confonda, facendoci pensare che ci sia qualcun altro oltre Lui e che Lui non è soltanto buono e fa delle buone cose.

Per cui, a causa di questo ego che cresce, noi saliamo sempre di più finché il nostro egoismo occulto in noi è rivelato, e noi acquisiamo completa adesione con il Creatore diventando proprio come Lui.

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Mamma, voglio andare con loro!

Una persona ha bisogno di un fattore esterno al fine di essere in grado di analizzare se stesso dal esterno. Se egli è incluso nel gruppo, questo svolge il ruolo di tale fattore in modo positivo, portando la persona avanti e sostenendola. Tuttavia, se una persona ha una debole connessione con il gruppo, gli saranno necessari molti problemi interni in modo da spingerlo per uscire all’esterno, perché quando si soffre di egoismo, si vuole fuggire da se stesso.

In un modo o nel altro, il discernimento deve essere fatto dall’esterno. Il modo migliore per farlo è quello di organizzare un ambiente che vorrà sempre tenermi all’interno, che mi aiuterà a sollevarmi, così io sarò in grado di tornare all’analisi corretta nel modo più semplice e veloce.

Uno dovrebbe non affondare nelle sensazioni e i pensieri egoistici, ma guardare sempre dall’alto, dal punto di vista della luce. L’egoismo è molto semplice. Come le auto giocattolo che vengono mosse dalle batterie, l’auto si muove tra gli ostacoli e quando ne urta uno, cambia direzione. Sto sempre cercando il luogo con meno negativi e positivi di più. Le mie azioni sono interamente soggetti a un duplice sistema dove c’è solo “zero” e “uno”.

Tuttavia, se mi arriva un pensiero superiore circa la ragione e lo scopo, vuol dire che sono stato risvegliato dall’alto, dal livello seguente che non appartiene più al desiderio del piacere. Ecco come ricevere una spiegazione nella mia lingua, dicendomi che c’è qualcosa di meglio là fuori, qualcosa di una qualità diversa o una classe superiore.

Ciononostante, io sono una creatura parlante che capisco le parole, “Tu ti sentirai meglio la.”E rispondo, “mi sentirò meglio? Allora lo voglio!” È lo stesso come ci comportiamo con i bambini piccoli, scendendo al loro livello di comprensione. Non c’è nessun altro modo fino a quando acquisiamo la mente superiore del nuovo livello, la logica dei nostri genitori spirituali. E il gruppo ci aiuta a farlo.

A volte un bambino rifiuta assolutamente di andare da qualche parte. Ma improvvisamente, egli vede altri ragazzi felicemente andando in questa direzione. Quindi segue loro perché se ne stanno andando là, ciò significa che c’è qualcosa di buono là. La natura ha reso questo approccio insito in noi dalla rottura dei Kelim, dalla nostra connessione gli uni agli altri. Anche se noi non ascoltiamo la nostra mamma (il livello superiore), ascoltiamo i nostri amici del gruppo.

Tuttavia, questo non è solo un gruppo perché la forza superiore risiede all’interno di esso, essendo la mente e la sensazione del livello dei genitori. Non solo fa partecipare un sacco di ragazzi del vicinato, ma io mi annullo davanti al gruppo e, quindi, all’interno di quel auto-rigetto, trovo il creatore.
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