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Egitto: Abbondanza e vuoto

Domanda: La Torà descrive l’Egitto come una nazione di abbondanza per il nostro ego. Dove è oggi questo “Egitto” e tutta la sua abbondanza?

Risposta: Infatti, i figli di Israele hanno pianto nel deserto per il cibo ricco che avevano mangiato in Egitto. La terra era come un vaso traboccante. Dopo tutto, Nilo è un nome per la Luce di Hochma, che riempie pienamente il desiderio egoista.

In questa maniera l’Egitto ha offerto abbondanza materiale, e inoltre ha premiato i figli di Israele, le persone lungo il percorso spirituale, con la Terra di Goshen, il più ricco dei suoi territori dove si poteva vivere in prosperità. Non è una coincidenza che si siano moltiplicati in Egitto, poiché lì il desiderio egoista vive benedetto e s’ingrassa.

Ma il problema è che un giorno “un nuovo re” si eleva dall’ Egitto e all’improvviso io scopro che l’egoismo regna in me e il suo potere è il mio giogo. Ed è allora che i figli di Israele urlarono dal loro lavoro: “Porta via quest’abbondanza, io non la voglio, per me, questa non è vita. Cosa ricavo da tutte queste fortune se sto affondando nella disperazione e l’impotenza e non so per quale motivo vivo”. Uno potrebbe pensare, dimenticatene e godi. Ma no, io non posso. E non è che io non ci provi: semplicemente non posso, ed è così.

E questo è “il nuovo re d’ Egitto” che oggi regna in me e che mi mostra che la mia vita è negativa. In questo modo il Faraone porta i figli di Israele più vicino al Creatore. Loro stessi non possono fare un singolo passo, ma il Faraone causa che si sentano vuoti, che si disperino della vita con tutte le sue fortune. Costruiscono le città di Piton e Ramses; in altre parole, cercano di avere successo lavorando su un desiderio egoista: una nuova macchina, una vacanza esotica, e così via. Ma il risultato è un maggiore senso di vacuità. Non dà niente ai “figli di Israele” dentro di me.

Se un centinaio di anni fa si dava a una persona comune ciò che adesso hanno i poveri, in quel momento poteva sembrare una ricchezza. Hai un posto per vivere e dormire, hai un tavolo e una sedia, hai del pane e alcuni alimenti nel frigorifero, non stai morendo di fame, e in qualche maniera puoi alimentarti. Tuttavia, il desiderio egoista è cresciuto e adesso non ha più soddisfazione dalle cose materiali. Invece, finisce in “Egitto”, in bisogno spirituale. Non è una coincidenza se nelle prosperose nazioni scandinave ci sia un così alto tasso di suicidi, mentre in Africa, le persone muoiono di fame ma non cercano di uccidere sé stesse.

Perciò, l’Egitto è l’abbondanza sulla quale regna un crescente sentimento di vacuità. Questo è esattamente ciò che sta accadendo nel nostro mondo. In essenza, il mondo si sta spostando verso l’esodo dall’Egitto, poiché non ha più bisogno del Faraone che porta sfortuna, con il quale è impossibile lottare, uno che ti porta alla disperazione e all’impotenza. Apparentemente tutto è in abbondanza, ma ci sentiamo impotenti davanti ai problemi moderni. Come risultato, le persone sono pronte per uscire dall’ Egitto, anche se non comprendono da dove stanno uscendo e dove stanno andando.

Nella stessa maniera, le persone di Israele non erano consapevoli di quello che stava accadendo e gridavano a Mosè: “Dove ci stai trascinando? Che cosa stai complottando contro il Faraone? Perché ci costringi a scappare attraverso questa sfortuna? Loro non volevano scappare per niente, ma Mosè e Aronne, cioè i Cohen hanno disposto questo per loro dall’alto.

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.06.2012, “L’Arvut”, La Garanzia Mutua)

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Una famiglia armoniosa in una società egoista

Domanda: Come è possibile in una società egoista, cambiare il sistema delle relazioni economiche domestiche di una famiglia in un sistema di relazioni integrali? In che modo è possibile guardare questa situazione?

Risposta: Se la società rimane individualista, poi l’individualismo sotto l’influenza del sistema di formazione e di educazione integrale cambierà; percepirà il mondo in un modo nuovo. Quindi, in che modo una persona potrà cambiare il suo piccolo mondo?

Penso che le persone come in una famiglia inizieranno a relazionarsi con tutto ciò che fanno, interagendo tra di loro e scambiando informazioni riguardo la loro piccola casa mutua dal punto di vista del consumo economico corretto. Questo significa che avranno tutto il necessario per la vita. E tutto il resto, la sensazione di appagamento, armonia, felicità, ricchezza, tutto ciò che una persona vuole, verrà loro specificamente dal sentimento della loro relazione armoniosa con il mondo.

Naturalmente, insieme a questo, l’influenza del mondo egoistico non armonico gli si affaccerà, ma essi saranno in realtà, in ogni caso, internamente pieni di felicità e di armonia che acquisiranno costantemente per se stessi.

L’economia domestica cambierà. Di necessità, le persone saranno soddisfatte con del cibo semplice, vestiti semplici, mobili semplici e così via. La ricerca del piacere ha superato i confini degli interessi corporei, perciò questi bisogni non verranno trovati a livello dell’auto moderazione, ma in un livello naturale, necessario e corretto per l’esistenza.

La stessa cosa riguarda anche il livello del reddito. Quando una persona capisce che non ha nessuna richiesta speciale, quando guarda al mondo in questo modo, allora di certo, tutto sarà semplicemente facile e gratuito.

Inoltre, il bisogno naturale delle persone di comunicare sarà al livello dell’ambiente, che gli riunirà secondo la loro struttura, in accordo all’integralità. In questo modo, questi gruppi e queste società si svilupperanno.
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(Da una conversazione sull’educazione integrale, 21.05.2012)

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“La più grande minaccia dell’eurozona per la prospettiva globale, dichiara l’OCSE”

Nelle notizie (da BBC News): “Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, la crisi dell’eurozona è la minaccia maggiore per l’economia globale”.

‘Non agire oggi potrebbe portare ad un aggravamento della crisi europea e a ricadute al di fuori della zona euro, con gravi conseguenze sull’economia globale.’ […] [dice Pier Carlo Padoan, vicesegretario generale dell’OCSE]

‘La stanchezza da riforme è in aumento e la tolleranza per la regolazione fiscale potrebbe raggiungere il limite’.[…]

“L’aumento della disoccupazione e del disagio sociale può innescare un contagio politico e la reazione sfavorevole dei mercati, con a rischio d’essere colpiti, anche i paesi al di fuori dell’euro”, ha aggiunto.

Il mio commento: Questa è l’opinione dell’autorità più competente dell’UE. Tuttavia nessuno riesce a far leva sull’influenza poiché il processo si trasforma dallo sviluppo lineare (individuale egoistico) a quello integrale (rotondo), che noi non possiamo controllare. Abbiamo creato tutti i nostri strumenti economici e sociali nello stato di sviluppo egoistico lineare (evoluzione) dell’umanità per migliaia di anni.

Ma oggi, dove il nostro egoismo ha raggiunto il suo massimo (individuale, indipendente) sviluppo lineare (come mostra la crisi e la depressione, cioè, l’assenza di nuovi desideri) e si è trasformato in “rotondo” nell’egoismo globale e totale (integrale), noi scopriamo che non possiamo comprenderlo e ancor meno gestirlo attraverso metodi sviluppati in passato.

Solo la Kabbalah, in quanto scienza della nostra natura, desiderio, del suo cambiamento e della sua realizzazione, può darci lo strumento che influenza tutto ciò che ci accade. I Kabbalisti sono chiamati a trasmettere questa conoscenza al genere umano. Vi è speranza che le persone saranno in grado di discernere la verità tramite le loro nozioni preconcette.
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E l’oscurità brillerà come la Luce

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot” punto 138: Tuttavia dovreste sapere che la distanza tra i vestiti della Torà in questo mondo e i vestiti della Torà nel mondo di Azilut è incommensurabile…

“Vestiti della Torà” sta a disegni immaginari. Di fatto, non ci sono vestiti per niente, ma piuttosto esiste la Luce, e un vaso che dipinge la propria “realtà” contro la Luce al grado della loro similitudine. La Luce sta per assoluta dazione, e la sensazione del vaso dipende dal livello della sua corrispondenza con la Luce.

È questo quello che s’intende con vestiti della Torà, gli involucri che occultano la Luce dal vaso, dalla persona. E senz’altro, al livello di questo mondo dove uno è corrotto al massimo, succede che gli schermi che coprono la Luce siano i più grandi occultamenti possibili.

Tuttavia, la Torà in se, cioè la Luce nei vestiti non cambia tra la Torà di Azilut e la Torà di questo mondo, com’è scritto: “Io il Signore non cambio” (Malachi 3:6).

La Luce rimane costantemente in completo riposo, tuttavia, essa scende verso la persona in base al suo livello. Attraversa i “vestiti” che sono intesi per aiutare in qualche maniera la persona che li ottiene, e copre il proprio ego, facendo questo rivela la Luce, dato che riesce a cambiare il tipo di vestiti da oscuranti a rivelatori.

È cosi perché l’occultamento è il motivo per la rivelazione. Dopo questa correzione, dopo la rivelazione, l’occultamento è per la rivelazione come uno stoppino è per la luce che lo afferra. Più grande sarà l’occultamento, più grande sarà la Luce che si aderirà a esso quando sarà corretto. Perciò, tutti questi vestiti grezzi nei quali è vestita la Torà, in questo mondo, il loro valore non è inferiore alla Luce che vestono, ma è il contrario.

Indichiamo la Luce in rosso e i vestiti in blu. Più in basso scendiamo attraverso i mondi di Azilut, Beria, Yetzira e Assiya (ABYA), più vestiti troveremo. La Luce dell’Infinito è costante; tutto dipende dal posto dove si trova la persona che riceve. Certamente i principali vestiti del mondo di Assiya rivelano finalmente la Luce più potente alla persona. È chiamato “l’ordine opposto delle Luci e dei vasi”.

Domanda: Che cosa sono di fatto i vestiti?

Risposta: Schermi occultanti, c’è una legge sulla similitudine delle proprietà: Se tu possiedi un certo potenziale negativo (-), la Luce manifesterà se stessa negativa (-) in modo che ci sia uguaglianza tra di loro (=). Altrimenti sei incapace di rimanere in vita.

La Luce deve diminuire se stessa al tuo livello. È per questo che il sistema dei mondi (Olamot) esiste- il sistema degli occultamenti (Alamot): La Luce diminuisce fino al punto che tu la possa tollerare.

Domanda: Che cosa fa diventare i vestiti occultanti in rivelanti?

Risposta: Lo fa la persona. Sollevandosi oltre la ragione, uno prende la decisione di creare un vestito e chiede che esso nasconda il suo egoismo; allo stesso tempo lui lotta per essere sopra il proprio ego e di sollevarsi al livello della dazione. È cosi che una persona ottiene uno schermo e inizia a lavorare “in cima” a esso.

Nella stessa maniera il fuoco aderisce allo stoppino: La profondità dei nostri desideri, la nostra separazione dal Creatore, e le nostre aspirazioni eventualmente trascendono nella Luce. Non c’è Luce da se. I nostri sforzi intensificano lo spessore del desiderio, e l’oscurità inizia a illuminare. Senza lo stoppino non c’è il fuoco poiché il fuoco non può bruciare nel vuoto; ha bisogno di carburante, che brillerà e illuminerà come la Luce.

Domanda: Di che cosa abbiamo bisogno per questo?

Risposta: Dobbiamo accettare l’occultamento come il più grande aiuto che ci permette di muoverci gradualmente e avvicinare alla forza donante.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.05.2012, Introduzione allo studio delle dieci Sefirot)

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La semplicità dell’idea

Domanda: Qual è l’idea principale del metodo integrale che possiamo offrire ad un ampio pubblico?

Risposta: L’idea è molto semplice: tutto può solo essere risolto attraverso l’unione perché questa è la più importante legge della natura.

Proprio ora questa legge si manifesta apertamente a noi in tutti i sistemi esistenti, inclusi quelli artificiali che abbiamo creato. E si parla del fatto che noi stessi stiamo diventando integralmente collegati dentro di noi e non c’è nessun posto dove scappare: è il sistema della natura, che ci sta rinchiudendo sempre di più, premendoci con l’ambiente ed altri fattori. Stiamo scoprendo che non abbiamo altra scelta —noi stessi dobbiamo diventare simili a questi sistemi.

L’idea è molto semplice. Non arriva dalla testa, da alcune considerazioni intellettuale, ma dalla ricerca sulla natura. Vuoi verificare questo? Ti prego di farlo! Migliaia di studiosi provenienti da diversi campi della scienza, tecnologia, psicologia e scienze politiche lo confermeranno per te

Domanda: E qual è la corretta connessione?

Risposta: La corretta connessione è una comprensione della reciproca partecipazione nella nostra vita terrena condivisa. Stiamo gradualmente diventando chiusi al suo interno. Iniziamo a cambiare in questa direzione. Quindi possiamo organizzare la nostra vita correttamente.

In generale, la gente capisce questo perché dopo tutto, stilla attraverso i media, si blocca nell’aria e non c’è raggiungimento intorno ad esso. Vediamo quanto sono interconnessi i paesi europei, e il grosso problema è che non possono comunicare e cooperare correttamente nonostante il fatto che stanno apparentemente legati gli uni agli altri. L’unico elemento, l’essere umano, è la fonte di squilibrio e distorsione lì. Tutti i sistemi sono già diventati integrali.
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(Da “Conversazioni sull’ educazione integrale” 20.05.2012)

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Superare la barriera dell’individualismo

Domanda: Anche se si mettono insieme tutte le informazioni sullo sviluppo della crisi ed il rapido cambiamento del mondo, la maggior parte degli uomini non è in grado di capire di cosa si sta parlando. Non vogliono sentire e non vogliono cambiare niente, e continuano a vivere come prima.

Risposta: E’ naturale; gli uomini vivono nel loro egoismo naturale. Tutte queste informazioni sono estranee a loro, e questa è la ragione per cui si tengono alla larga da tutto quello che si dice. Hanno, se non proprio un atteggiamento aggressivo, almeno un meccanismo di difesa contro una situazione che non è semplicemente un fatto nuovo, ma che è completamente opposto alle loro qualità interiori.

Per questa ragione, dobbiamo scegliere un approccio, molto delicato, semplice, e che in qualche modo sia anche divertente per attirarli e coinvolgerli, e dobbiamo presentare tutto quello che c’è da sapere in una forma che susciti il loro interesse.

Può trattarsi di video, film, e di varie opzioni interattive che illustrino la storia dell’umanità e che parlino delle nostre condizioni attuali, non in modo direttamente scientifico con tabelle e grafici, ma trasmettendo le informazioni da un punto di vista emozionale in un modo che siano sentite come qualcosa di vicino da chi le riceve, e per riuscirci dovremmo usare degli esempi tratti dalle situazioni della vita. In questo modo, gli uomini impareranno.

Gli uomini percepiscono in modo assolutamente diverso gli esempi degli altri rispetto a se stessi. Questo approccio permette ad ogni uomo di superare la propria personale barriera; egli impara da qui, piano piano, ad incominciare a capire che ciò che viene detto in generale lo riguarda direttamente.

Tutte le possibile spiegazioni sotto forma di film, video, e scenette teatrali verranno utilizzate. In questo modo, un uomo adatterà ogni informazione a se stesso e si renderà conto che si sta parlando di lui, del nostro mondo, della nostra vita, della nostra mancanza di corrispondenza con i sistemi esterni dell’universo sia a livello umano che di civiltà. Dunque, adesso, dobbiamo trovare un nuovo modo per avvicinarci agli uomini.

Per la prima volta nelle nostre vite, siamo di fronte ad un insegnamento che va “contro” l’uomo. In precedenza, ci è sempre stato insegnato: “Avete bisogno di sapere questa cosa per farcela, per essere forti, bene informati, sensibili, per superare, essere al di sopra e vincere gli altri“. E adesso, ci viene insegnato che un uomo deve essere uguale agli altri: “Bisogna essere connessi agli altri allo stesso livello; la cosa più importante non è essere al di sopra degli altri, ma essere insieme a loro.” In altre parole, adesso, in pratica, stiamo giocando contro il nostro egoismo, il che significa che abbiamo bisogno di essere più saggi e più furbi del nostro egoismo per metterlo fuori gioco.

In linea di principio, il metodo complessivo si riassume in “un aiuto contro di te“, vale a dire, contro il tuo egoismo, e non ci si può opporre. Dobbiamo capire che l’ approccio che dobbiamo avere adesso è lo stesso che si ha con un bambino piccolo per insegnargli quelle cose che non ha assolutamente alcuna voglia di accettare, il che vale a dire che dobbiamo avvicinarci a lui con dei metodi alternativi. Piano, piano, egli stesso si renderà conto che “Questo è il modo in cui mi devo assolutamente comportare; questo è il modo in cui mi devo relazionare al mondo“.
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(Da“Conversazioni sull’educazione integrale”, 20.05.2012)

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Il mio amico è il rappresentante del Creatore

Domanda: Come dobbiamo lavorare durante un seminario? Come dobbiamo ascoltarci uno con l’altro?

Risposta: Un amico può dire delle cose che io comprendo oppure no. Può dire delle cose che considero grandiose o che considero delle sciocchezze. In ogni caso, io lo percepisco come un rappresentante del Creatore. Il Creatore mi sta influenzando attraverso lui.

Se provo repulsione dalle apparenze del mio amico, dall’espressione, dal significato delle sue parole, o qualsiasi altra cosa, potrei non percepirlo ne volerlo. E questo è un meraviglioso esercizio! Io voglio sollevarmi sopra di questo! Se lui è il rappresentante del Creatore, poiché, “Non esiste nessuno tranne Lui”, specialmente in ogni evento come questo al quale stiamo partecipando, allora io devo innalzare il mio amico e cercare di penetrare nell’essenza spirituale attraverso di lui, che sta presentando tutto questo a me e si presenta anche in questa maniera. Io devo sollevarmi a uno stato, dove percepirò tutto nella sua assoluta benevolenza, dazione assoluta, e assoluta qualità spirituale-malgrado tutto quello che sto sentendo dentro di me, nonostante il fatto di non averlo.

Ed è molto buono che queste due qualità si manifestino in me: l’attitudine egoista verso il mio amico, quando tutto quello che vedo in lui non prende nessuna critica, e dall’altra parte, per il contrario, quando io lo tratto con fede oltre la ragione, come un rappresentante del Creatore, perché niente può venire da nessuno al mondo che sia negativo, male imperfetto. E se esiste in me, allora è mio; io lo sto guardando con i miei occhi.

È per questo che, se io sono capace di notare questi due stati, io ho già fatto un certo lavoro spirituale. Dobbiamo mettere insieme tutti gli stati critici superiori e inferiori in relazione uno con l’altro, e avremo un vaso comune- Malchut che è alla base e consta solamente di cose sgradevoli- e continuerà a diventare più brillante e peggiore in noi, e noi saremo capaci di continuare a salire verso Keter oltre questo. E poi creeremo una tale distanza tra di loro, tale tensione, che saranno uguali allo stato quando la Luce Circostante diverrà la Luce Interiore e brillerà lì. Allora acquisteremo il primo livello spirituale.

Che cosa fa questo? Noi innalziamo MAN verso Malchut del mondo di Azilut, che ci connette insieme, e lì stabilieremo noi stessi per la prima volta come neonati. E una persona non può nascere da sola, ma perlomeno in dieci persone.
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Una Vita e una preghiera comune per tutti

Il centro del gruppo è il punto in cui ci liberiamo da tutti i frammenti della rottura e vogliamo concentrarci solo sulle nostre scintille e unirle insieme. E più si cerca di unire queste scintille, più saliamo sulla scala spirituale.

A causa di questi sforzi, riveliamo una nuova profondità del desiderio in noi, e una Luce più grande si rivela nell’unità delle scintille. Il collegamento delle scintille è la “Reshimo de Hitlabshut“, e la profondità del desiderio, sopra la quale vogliamo collegarci, è il “Reshimo de Aviut,” e quindi cominciamo a collegarci al nostro primo Partzuf spirituale comune in cui ci sentiremo una sola anima.

La prima volta che noi ci sentiamo nella realtà integrale in cui tutti siamo collegati l’uno all’altro, e al suo interno sentiremo la vita spirituale-uno per tutti. Come si dice: “Non c’è nessun altro oltre il Creatore,” uno per tutti: un solo pensiero, una luce, un sistema unificato. Noi sentiremo noi stessi vivere all’interno di una forza superiore.

E poi, inizieremo a riconoscerla sempre di più, distinguendo più funzioni in esso, atteggiamenti diversi verso di noi in rapporto alle dimensioni del Partzuf. Ma il primo punto da cui dobbiamo partire è il punto della nostra unità, chiamato il centro del gruppo. Si compone di due elementi: Il primo è il superamento del nostro egoismo, la Reshimo de Aviut, e la seconda è il nostro desiderio di unire le nostre scintille, che determina il Reshimo de Hitlabshut.

Se Io installo correttamente l’uno rispetto all’altro, è chiamata fede al di sopra della ragione. Tutto si riduce ad una realtà, ad un singolo stato. La fede è la connessione delle scintille, e la conoscenza è la forza del desiderio egoistico, sopra il quale vogliamo costruire la nostra connessione.

Non importa se non riusciamo a raggiungere il desiderio e a collegarlo al centro del gruppo. La cosa principale è quanto impegno vi abbiamo messo dentro. L’entità degli sforzi determina lo stato di successo.

Non riusciremo mai a raggiungere il successo direttamente attraverso le nostre azioni, ma solo attireremo la Luce a noi stessi, in modo che il Creatore terminerà questo lavoro per noi! Dopo tutto, “un prigioniero non può liberarsi dal carcere,” tutto accade per l’aiuto dall’Alto, attraverso la preghiera e la risposta ad essa.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.05.2012, conversazione sul Workshop)

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Rimanere al di sopra del rifiuto

Domanda: Come dovrei lavorare con il male che viene rivelato?

Risposta: Il metodo della Kabbalah è inteso per la correzione della nostra inclinazione al male, cioè il desiderio corrotto che è diretto completamente a proprio beneficio, invece di dazione verso un’altra persona. Questa correzione ci aiuta a diventare simile alla Luce, il Creatore. In base alla somiglianza della forma, la Luce si veste in un vaso, e allora sentiamo la realtà Superiore.

Domanda: Cosa succede nel  rapporto tra gli amici se io sento invidia e odio?

Risposta: Nonostante i vizi che vengono rivelati, voi continuate ad andare e a cercare di unirvi con gli amici oltre questa corruzione. C’è la natura, ma noi dobbiamo andare oltre essa. È così che correggiamo noi stessi. Noi non stiamo distruggendo l’egoismo, ma stiamo lavorando su di esso.

Io non sopporto il mio amico, non voglio interagire con lui. Tuttavia, io cerco di connettermi con lui al di sopra di questo rifiuto.

Dopo tutto, questo rifiuto è il risultato del mio desiderio corrotto egoista. Con il proposito della correzione, io cerco di superarlo e tratto il mio amico in maniera diversa, con amore.

Entrambe le forme coesistono dentro di me. Io riconosco il mio rifiuto, e allo stesso tempo, io cerco di esprimere un’attitudine diversa, vedendo il mio amico come una grande persona.

Questo è il nostro lavoro.
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(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.05.2012, Lo studio delle dieci Sefirot)

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La battaglia dell’egoismo con i neonati

Giuseppe” è il punto dentro ad una persona che può crescere solo quando è posto nel regno del Faraone (desiderio egoistico); la piccola scintilla di luce è chiamata “ candela sottile” (Ner Dakik). La “candela sottile” si colloca deliberatamente dentro l’ego, cresce insieme all’ego ed eventualmente lo trasforma in dazione. Cosi, Giuseppe andò in Egitto, crebbe (si espanse) là (che significa che i suoi fratelli si unirono a lui). Lui rappresenta la scintilla che si sviluppa solo dentro l’ego umano.

L’egoismo è costruito in modo tale da considerare solo le cose che egli considera “lucrative” (benefiche). Lui identifica “profitti” solo in base all’appagamento, chiamato “lavoro femminile”, che è opposto all’appagamento prepotente, chiamato “lavoro maschile”. Questo è il motivo per cui il Faraone ordina di ammazzare ogni singolo ragazzo Giudeo e lasciare vivere le ragazze.

Noi diamo vita ai “figli” e poi li ammazziamo perché non abbiamo idea di come lavorare con l’intenzione che ha per scopo il dare. Poi, loro ri-nascono attraverso i nostri tentativi di dazione anche se minimi, ma di nuovo l’ego uccide i nostri sforzi. Il nostro intelletto riconosce allora che dobbiamo dare e accrescere le nostre intenzioni, che sono annullate di nuovo dall’ego.

Il nostro lavoro è di riconoscere, attraverso i nostri desideri, che noi diamo vita ai nostri “figli” e poi li distruggiamo. Noi siamo terrorizzati da ciò che abbiamo fatto, e dal fato che non abbiamo via d’uscita. Dopo aver attraversato questa tortura e compreso che siamo incapaci di fare qualcosa a riguardo, passo dopo passo, noi acquisiamo un nuovo desiderio: una nuova Reshimo informativa che è chiamata “Moshe” (Mosè).

Moshe” comincia a crescere e svilupparsi nella casa del Faraone. Sembra che stia dalla parte del Faraone. Il Faraone lo sviluppa e lo eleva, insegnandoli la sua saggezza. Dopo 40 anni spesi nel palazzo del Faraone, Moshe ha tutto eccetto la conoscenza del Creatore.

Moshe continua a crescere dentro i suoi desideri, che sono sottoposti alla correzione e sente che nonostante tutto, lui non riesce a convertirli in dazione. A questo punto gradualmente i suoi desideri acquisiscono il “punto di Moshe”, la scintilla che all’inizio era nascosta e che era totalmente elusiva. Comunque, la scintilla continua a crescere. A causa di ciò, noi cominciamo a dare vita ai nostri “figli” che significa l’intenzione di dare. Noi crediamo che siamo capaci di dare e di volta in volta “ammazziamo” i nostri sforzi.

Una persona continua a sterminare i suoi “figli” fino a quando con grande rammarico si rende conto che tutti i tentativi di dare non portano da nessuna parte. Noi diamo vita a un figlio (intenzione di dare), che è il nostro prossimo livello che ci dirige all’”uscita”dall’Egitto. Questo gradino è il risultato del nostro impegno nel lavoro di gruppo, ciò deriva dalle nostre attuali azioni. Ad un certo punto, noi acquisiamo realmente il desiderio di dare, ma dopo siamo in caduta e ci comportiamo egoisticamente un’altra volta. Questo significa che il Faraone “inghiotte” i nostri neonati.
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(Dalla 1a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 09.04.2012, Scritti di Rabash)

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