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Cambiamenti favorevoli

Domanda: Supponiamo che i lavoratori della nostra compagnia facessero un corso di educazione integrale e lavorassero secondo questi principi. Improvvisamente si presenta un nuovo capo. Vedrà quali cambiamenti sono successi dentro di noi?

Risposta: Certamente, egli vedrà che le persone di questa compagnia lavorano in base ad un altro principio: persona a persona – un amico, non un lupo. Gli spiegheremo che abbiamo lavorato con dei bravi psicologi che hanno migliorato il nostro gruppo, lo hanno reso sano, e questo ha avuto come conseguenza che le cose fossero più economiche, più efficienti, e più flessibili di prima. Abbiamo dei costi minimi, nessun assenteismo, le persone hanno meno incidenti e malattie perché tutti cercano il modo per aiutare gli altri.

In altre parole, spieghiamo tutto dal punto di vista del vantaggio per gli affari, il che sarà comprensibile a tutti. Non sorprende che svariate compagnie abbiamo dei preparatori, degli psicologi, ed altri esperti.
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(Da “Attraverso il Tempo” di Kab.TV del 23.09.2013)

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Il contatto tra il Manager ed il suo subordinato

Domanda: C’è una questione complicata riguardo al contatto tra chi dirige ed i subordinati. Come è possibile diventare amici dei propri subordinati se sono il loro capo?

Risposta: Prima di tutto prepariamo i lavoratori discutendo con loro come sia possible agire verso il capo come se fosse un amico

In aggiunta il direttore deve rimanere pur sempre un direttore. La vita è costruita secondo una gerarchia. Ma abbiamo bisogno di creare queste relazioni mutue nel sistema collettivo, ovvero da un certo punto di vista, quello del lavoratore, non ci sarà paura del capo per via del fatto che l’assistenza mutua è la garanzia per il lavoro efficace nel nostro impianto.

Supponiamo che tu possa rivolgerti al capo come ad un amico dicendo: “Ascolta, così non funziona. Credo sarebbe meglio agire in questo modo”. E che egli ti accetti, capisca, ascolti i tuoi consigli e apprezzi il tuo consiglio visto che al tuo livello, con il punto di vista di chi deve eseguire una mansione, tu conosci le problematiche meglio di lui.

Un’assistenza mutua di questo tipo non si limiterà a creare una buona atmosfera nella fabbrica ma anche porterà dei benefici economici. Inizieremo a dividere in modo uguale le risorse collettive assegnando una parte dei profitti all’aiuto dei più bisognosi. Qui stiamo parlando dell’eguaglianza fisica tra le persone, tra gli amici. Da un lato, lavorano sotto un direttore e dall’altro sono amici. Ed in questo dobbiamo attirare coloro che partecipano in modo attivo al processo dell’integrazione.

Potrebbe succedere che alcuni ruoli nel sistema collettivo non siano necessari o addirittura siano dannosi. Se una persona non partecipa al sistema integrale e non è di vantaggio per la collettività, non dal punto di vista della sua produzione o da punto di vista della sua collaborazione, allora dovremmo allontanarlo.

Creare un contatto tra il direttore ed i lavoratori che lavorano per lui non è un compito facile. Bisogna cercare di farlo in modo molto cauto con tutti i tipi possibili di gioco. Supponiamo di star giocando con degli amici. Tutti sono identici, diciamo: “Giovanni come stai?” e non Scusi Signor Giovanni Rossi, diciamo soltanto “Giovanni come stai?” E poi giocando al manager ed al lavoratore tutto cambia istantaneamente.

Un gioco è un affare serio. In questo addestriamo le persone a lavorare simultaneamente su due livelli. E’ proprio quello che ci succede con lo studio della saggezza della Kabbalah: C’è una conoscenza e c’è “fede sopra la ragione”. Dobbiamo fare questo in modo tale che questi due livelli siano percepiti senza interferire l’uno con l’altro.

In un momento giocano come se fossero tutti uguali, rivolgendosi al capo in modo amichevole, senza essere rudi, ma in modo amichevole. E poi in un modo simile, sempre in modo amichevole, giocando al manager ed al lavoratore a lui sottoposto, ci esprimiamo da un lato portando le lamentele al capo sul posto di lavoro e secondo un altro proponendo i nostri consigli per creare una buona atmosfera collettiva visto che questo dipende anche dal management.

In questo modo si portano dei suggerimenti adatti a far si che la compagnia diventi integrale sia nei risultati sia nell’atmosfera generale basandosi su questi due parametri. Inizieranno a discuterne sia come pari che in termini di direttori e lavoratori.
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(Da Kab.TV “Attraverso il Tempo” 23.09.2013)

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Come si può sfuggire alla solitudine?

Domanda: Spesso frustrazione e depressione sono causate da una profonda e distinta paura di essere soli in questo mondo privo della connessione con i nostri cari. In altre parole, c’è un fondamento, forte, sul quale costruire i nostri rapporti familiari.

A prescindere dal fatto che forse non abbiamo bisogno uno dell’ altro come prima, l’ovvio declino delle tradizioni familiari, la disponibilità di partner sessuali, porte che erano chiuse a chiave in passato sono adesso spalancate, e nonostante il fatto che in questi giorni i partner in una famiglia hanno molto meno in comune, ci rimane ancora qualcosa di intrinseco in noi: una paura esistenziale, primordiale, della solitudine che molti sperimentano oggi.

Risposta: Eppure, è poco probabile che la gente trovi una risposta a questa paura. Reciproca fiducia e supporto reciproco non sono più associati ad una famiglia contemporanea. La paura è ancora presente ma le soluzioni non sono ancora visibili.

In ogni caso, è meglio essere insieme ad una persona invece di rimanere solo. Le persone con un ampio ‘bagaglio’ ritengono che il proprio partner dipenda da loro; capiscono di essere responsabili per loro almeno a causa di abitudini che sono state costruite nel passato. Noi siamo solo persone.

Comunque, allo stesso momento, non penso che la paura di essere soli possa trattenere le persone all’interno di una buona famiglia fiduciosa. Questa ‘teoria’non ha bisogno di essere provata per assurdo, né può essere risolta nascondendo gli aspetti negativi. Abbiamo bisogno soltanto di essere positivi.

Domanda: La psicologia afferma che non ci attacchiamo a qualcuno solo perché abbiamo paura, stiamo cercando un’unità più profonda, interna. Eppure non c’è dubbio che tante persone sono motivate dalla paura. E’ qui che comincia il processo, sebbene sia ovvio che la nostra connessione non viene da esso. Al contrario, la paura dà luogo ad un altro fenomeno, spesso ci impedisce di rompere le connessioni che erano intrinsecamente imperfette.

Parliamo di una situazione in cui le persone provano a stabilire un rapporto, ma non sanno come farlo. La domanda é: Da dove iniziamo?

In genere metodi vari presentano alle persone un mezzo di auto-esplorazione che offra una possibilità di conoscere la loro natura: “Quale parte di me stesso posso dedicare alla connessione con il mio partner?” Dopo di che, uno deve fare una lista: “Che cosa mi aspetto dal mio compagno e dalla nostra vita in comune?” Poi, quando uno capisce che cosa vuole e cosa si aspetta, può essere configurato per un rapporto particolare. Attualmente questo esercizio è molto comune. E’ corretto?

Risposta: Suppongo che non sia popolare soltanto oggi. E’ stato sempre così: Le persone hanno sempre calcolato il proprio contributo ed il contributo del compagno nella loro vita comune. Paraninfi di tutti i tipi hanno sempre comunicato in questo modo ed hanno aiutato i giovani e i loro genitori a ‘fare buoni affari”. Infatti si trattava di affari. Entrambi i futuri sposi essendo egoisti hanno dovuto valutare con sobrietà se valeva la pena vivere insieme. I loro sentimenti l’uno verso l’altro non facevano parte di questa formula. Le loro emozioni avevano un “potere di acquisto” e sono state incluse in questa formula generale.

Questo approccio è corretto? Non penso. Di sicuro, ha funzionato per un po’ di tempo, ma abbiamo cambiato drammaticamente. Oggi non siamo sicuri di che cosa vogliamo esattamente, specialmente non sappiamo che cosa vogliamo domani. Inoltre, la nostra psicologia è in gran parte storpiata da un grande effetto esterno che ci spinge dal un lato ad un altro con limitazioni artificiali e permessi, benefici immaginari e perdite.

Ogni “moda” ogni “cambio di stagione” ci altera completamente dall’esterno in aggiunta a tutti i cambiamenti interni che subiamo. E’ per questo che i nostri calcoli dei benefici e degli svantaggi della nostra futura famiglia potrebbero essere sbagliati. Soltanto se si imposta un valore più alto come obbiettivo e conveniamo per una certa sfida, verso un obbiettivo che ci eleva al di sopra delle interruzioni che avvengono sia nella società che dentro di noi, soltanto in quel momento ci sarà la società e le sue cellule, le giovani coppie potranno non soltanto sopravvivere, ma fioriranno.
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(Da Kab.TV “Una Vita Nuova”09.06.2013)

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“I figli dei genitori ricchi soffrono di maggiori problemi di salute mentale”

Nelle notizie (da The Telegraph): “I figli dei genitori ricchi sono messi sotto tanta pressione per avere successo con un rischio più alto di soffrire di malattie mentali, afferma uno studio.

“Gli scienziati hanno scoperto che i bambini provenienti da famiglie con un reddito di più di £100.000 ($160.000 US) all’anno soffrivano di ansia e depressione doppiamente rispetto alla normale rata dei loro coetanei meno abbienti.

“I ricercatori hanno trovato che problemi come i disturbi alimentari, l’abuso di droghe, nevrosi e autolesionismo erano maggiori tra gli adolescenti ricchi.

“Si pensa che la pressione incessante per diventare esagerati addosso ai ragazzi sia a scuola che nelle attività extra-curriculari sta portando a un maggior senso di vulnerabilità.”

Il mio commento: La ragione di questo fatto è che essi subiscono pressioni sia da parte dei genitori che dalla concorrenza tra coetanei, loro continuano a vivere in pieno capitalismo, mentre i loro coetanei più poveri vivono in un ambiente più socievole.
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Superare un problema

Domanda: Io non capisco: cosa significa “superare” un problema?

Risposta: Superare un problema significa superare le nostre caratteristiche egoistiche, il nostro pensiero precedente. Io accetto il parere a cui tutti siamo arrivati insieme, ma dentro di me, nel mio cuore, nel mio corpo, non lo sento come il mio. Io agisco consapevolmente con un’intelligenza che va oltre la mia emozione.

Ciò è necessario in modo che possiamo unirci e salire al livello successivo. Con questo, io risveglio su di me la potenza unica della natura, la Luce Circostante, e questa caratteristica comune che creiamo tra noi agisce e influenza ciascuno di noi, ci migliora e ci cambia.
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(Da Kab.TV “Attraverso il Tempo” 21.09.2013)

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Il Segreto del Sistema Integrale

Domanda: Le persone non capiscono per cosa devono rimanere nei gruppi integrali. Chiedono, “c’è sotto?”

Risposta: non c’è alcun trucco, visto che dopo tutto, li tiriamo verso la connessione con l’universo, con il mondo e con la natura. La natura è unita, armoniosa e noi mostriamo loro come raggiungere quest’armonia. Quando raggiungono la connessione armoniosa tra loro stessi e con l’ambiente, essi si includono nella sua sfera, cominciano a sentire il suo respiro. L’intero “trucco” consiste in questo, nel renderli adatti all’essere integrali con la natura. E poi?

Poi continuiamo a svilupparci sino allo stato in cui iniziamo a sentire come tutto attorno a noi respira, come tutto è saturo di un solo pensiero che è detto “il piano della Creazione”. Questo è quel che raggiungiamo.

La natura è intelligente! Vedete in che computer armonioso siamo inseriti! Non ci sono trappole qui, c’è solo la scoperta del significato dell’umanità che è del tutto realistica, costruita solo per farci diventare collegati correttamente agli altri, per rienpirci in modo reciproco e secondo la sola legge, “diventare un’unica natura”. Non è un gioco ecologico, dei “verdi”, ma una crescita sino al livello di Adam (l’uomo – l’essere umano).

In questo modo inizieremo a crescere sempre di più nell’essere riempiti con il sentimento di una felicità senza limiti. Non sentiremo più di essere ristretti entro il telaio del nostro corpo.

Attraverso questo inizio di miglioramento del corpo o addirittura dell’anima, ed innalzandosi anche più in alto, iniziamo a sentire che acquisiamo delle possibilità completamente diverse. E’ specificatamente nelle connessioni mutue tra di noi che scopriamo degli spazi riempiti con la sensazione della felicità.
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(Da Kab.TV “Attraverso il Tempo” 20.10.2013)

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Il mondo da una nuova prospettiva

Domanda: Lei dice che le persone che creano gruppi integrali iniziano a sentirsi uniche. Come si esprime questo?

Risposta: La particolarità è che le persone cominciano a guardare il mondo con occhi diversi. Prima di tutto, vedono che la connessione tra loro è davvero possibile, la cosa principale è regolarla in modo corretto, capire che tutti noi siamo diversi per natura e non abbiamo bisogno di distorcere e confondere l’un l’altro in alcun modo. Non c’è coercizione, al contrario, ci eleviamo solo sopra i nostri dati egoistici iniziali e ci connettiamo con l’altro con buoni rapporti reciproci al di sopra delle fondamenta egoistiche.

Siamo tutti egoisti; dentro tutti noi siamo rigidi, grossolani e “oscuri”, però ci eleviamo al di sopra dell’ego, capiamo che noi siamo così per natura, e vogliamo creare una piattaforma altruistica al di sopra di questo.

Attraverso la sua formazione, cominciamo a sentire che la natura (non la nostra natura egoistica personale, ma la natura in generale) è creata appositamente in base al principio di integralità. Cominciamo a vedere che il problema dell’umanità sta in questo, ora sta cominciando a sentire la differenza tra la sua natura egoistica e la natura superiore che le si rivela. Questa mancanza di equilibrio e armonia ci da’ una sensazione di “crisi multiple”.
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(Da Kab.TV “Attraverso il Tempo” 15.09.2013)

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La Luce convincerà il polemista più testardo

I workshop e le tavole rotonde sono pensate affinché la persona scopra che nella connessione tra di noi c’è un certo scatto, un certo contatto, e una nuova mente e sentimento. Questo serve già come struttura del futuro uomo dato che l’uomo è composto da una mente e da dei sentimenti, e questo è ciò che lo rende superiore agli animali.

Nella connessione tra noi creiamo l’immagine del futuro uomo che non ha un corpo fisico, corporeo, ma solo una mente e dei sentimenti. Questa è la sfera di lamponi che vogliamo instaurare tra di noi. Il workshop (le domande e l’intero processo) deve essere pianificato in questo modo affinché alla fine i suoi partecipanti possano sentire che la connessione tra noi comprende un potere che è sopra di noi.

Domanda: E se, nonostante gli sforzi del moderatore, qualcuno dicesse che non crede sia possibile connettersi e che ognuno dovrebbe prendersi cura solo di se stesso?

Risposta: Avrebbe assolutamente ragione! Nel nostro mondo non esiste una forza che ci può connettere. Non solo il 99% del nostro mondo è cattivo ed egoista , ma l’intero 100% lo è. Noi camuffiamo solo il nostro ego ed è solo a causa di ciò che  non ci divoriamo a vicenda. Se, tuttavia, il nostro ego rivelasse la sua vera forma, il modo in cui in realtà è, e io avessi fame, ti attaccherei e ti divorerei proprio come sei. Ci comporteremmo esattamente come i predatori che si nutrono a vicenda.

Il nostro ego non può fare nulla ed è pronto a divorare tutti, compresi i nostri figli. Fortunatamente, non rivela la sua vera forma nel modo in cui in realtà è, e noi possiamo in qualche modo attraverso diversi accordi tra noi, frenarlo in questo modo e esistere in questo mondo.

Quindi, le affermazioni contraddittorie di coloro che hanno dubbi sono certamente legittime. Ma noi sappiamo che solo la Luce Superiore può correggerci e connetterci e non possiamo farlo con le nostre forze. Quindi abbiamo bisogno solo di essere il passaggio per la Luce.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.09.2013, Talmud Eser Sefirot)

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Domande sull’educazione integrale

Qual è, secondo lei, l’obiettivo dell’educazione?

L’obiettivo dell’educazione è quello di dare a una persona una comprensione della sua missione nel mondo e i veri mezzi per la sua attuazione. Questa educazione oggi viene chiamata integrale (EI) perché permette ad una persona di diventare un tutt’uno con la natura e, quindi, portarla alla condizione ottimale. È molto più importante che ottenere un’educazione in forma di professione o mestiere. Lo scopo dell’EI è quello di rendere felici le persone nella loro vita personale e utilizzarla nella vita pubblica.

Che cos’è una società educata?

Una società educata è una società che è in costante miglioramento per sé verso una maggiore somiglianza con una natura unitaria integrale, rivelando nella sua unione la sola forza della natura, del Creatore.

Com’è cambiato nel tempo l’istituto di istruzione superiore?

L’istruzione, storicamente, è stata generata dal sistema sociale basato sulle opinioni di studiosi e leader religiosi. Dal momento che oggi entrambe le autorità stanno perdendo la loro importanza, a causa dei cambiamenti interiori che si stanno verificando all’interno delle persone così come la pressione esterna della natura integrata che si manifesta ora, non vi è la necessità di una nuova forma di istruzione finalizzata alla rivelazione del piano e dello scopo del nostro sviluppo naturale (evolutivo). Io chiamo questa educazione: educazione integrale, EI .

Crede che la saggezza non possa avere posto nell’educazione di oggi, che richiede di memorizzare?

La saggezza esisteva nel passato, ed era la saggezza terrena, cioè, entro i limiti della speculazione umana degli antichi filosofi. Non avendo la possibilità di rivelare il vero scopo e il piano della natura, di sentire il Creatore, gli scienziati di tutti i tempi hanno cercato di creare una visione del mondo, nel quadro della mente umana. I loro sforzi meritano molto rispetto.

Tuttavia, non possono aiutarci in nulla, se non nel mestiere, vale a dire, l’ uso pratico dei risultati della loro ricerca, perché non possono né sentire né studiare le forze che governano il nostro mondo.

Solo colui che rivela il Creatore in modo pratico, le cui qualità diventano simili al Creatore, possiede sapienza nel senso illimitato della parola. In lui è compresa la definizione di “comprensione”.

Platone ha scritto un libro che da’ alle persone una “parvenza di conoscenza” piuttosto che una reale comprensione.

Egli intendeva che dopo la lettura di un libro, puoi convincere te stesso e gli altri di conoscerne il soggetto. Nella Kabbalah, tu scopri il libro, nella misura in cui comprendi ciò che descrive, cioè, raggiungi questo livello attraverso la tua contemplazione interiore. Inoltre, il tuo raggiungimento è individuale, negli strumenti, le proprietà della tua anima.

Che cosa è la conoscenza?

È una connessione alla sorgente superiore, la Luce, da cui, in base alla necessità e possibilità, una persona può attirare qualsiasi informazione necessaria, come denaro da una banca. Ma la capacità di ottenere la conoscenza dipende interamente dal livello spirituale di una persona, dal suo schermo, non da una ricerca di successo su Internet.

Come possiamo risolvere il problema dell’informazione?

Tutto, dai motori di ricerca ai social network, è finalizzato a garantire che le informazioni siano immediatamente disponibili a tutti. Questo porta ad una sua svalutazione perché l’ importanza del vettore della conoscenza è persa. Questo è un bene, perché ciò che è importante non è la conoscenza, ma la saggezza, la profondità della conoscenza – la comprensione dei livelli nascosti della natura. Essi sono raggiunti solo dalla legge dell’equivalenza della forma tra il ricercatore e il materiale. La Kabbalah pratica prepara una persona a questa equivalenza della forma.

Ma dal momento che solo poche persone hanno una predisposizione alla Kabbalah, vorrei suggerire la pratica di workshop dove, sotto la guida dei kabbalisti, chiunque potrebbe essere incluso nella discussione della conoscenza nascosta della natura e, quindi, sviluppare gradualmente la sua latente capacità di realizzare questo, cioè, diventare un kabbalista.

Questi workshop non sono come le normali discussioni o dibattiti ampiamente praticati. Sono costruiti non sui principi dell’opposizione, ma sull’aggiunta, non sulla divisione, ma sull’unione, non sulla contestazione, ma sull’accordo, di conseguenza, si verifica una sensazione nuova, comune e la conoscenza che ne deriva.

Come vede il prossimo futuro, quali caratteristiche prevede del suo sviluppo?

Internet ci trasformerà in abitanti di spazi non geografici. Il problema della distanza non sarà sentito, sia nella connessione tra le persone che nella connessione tra stato e servizi sociali, commerciali, e così via. Possiamo essere costantemente connessi con tutti. Così eliminiamo il problema del tempo. La rete diventa un campo, libero da qualsiasi stato, politica, religione , e qualsiasi altro controllo. Questo confonde i confini del potere .

Resta solo l’elite, che controlla la rete e gestisce il mondo attraverso essa: i media, il sistema educativo, e così via. Ma il governo superiore controlla l’elite stessa, come è detto: “I cuori dei ministri e dei re sono nelle mani del Signore”. Il risultato della disponibilità di tutti i tipi di informazioni sarà nel riconoscimento del “vuoto ” e del “Perché esisto? “.  Alla fine, tutto ciò ci porta al bisogno di una consapevolezza personale e pubblica della necessità di rivelare il governo superiore, la sua causa, la sua legge, e il suo scopo. E il metodo dell’educazione integrale sarà in grado di rispondere a questo.

Che cosa significa tutto questo nel contesto della natura del lavoro?

La gente smetterà di pensare a ridurre la popolazione del pianeta. Arriverà al bisogno di consumare ciò che è necessario per l’esistenza corporea e riceverà un altro tipo di riempimento dalla comunicazione integrale, attraverso il quale giungerà a loro un riempimento più alto. Lavoreranno solo il necessario per l’esistenza accettabile del genere umano. Il lavoro sarà affidato e considerato socialmente necessario, non pagato.

Ognuno, dalla più tenera età fino al suo ultimo giorno, sarà nel sistema di educazione integrale all’interno del quale avrà luogo l’intera vita personale e sociale del genere umano. Lo stato si estinguerà; noi oggi osserviamo la scomparsa delle frontiere esistenti, l’influenza del governo scompare con l’aumento della rete tra le persone.
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La formula universale della felicità

Nelle notizie (da DailyMail): “La ricerca su ciò che rendono le persone a sentirsi felici ha portato un rinomato professore, il dottor Todd Kashdan, a produrre un’equazione chiamata la Formula del Sentirsi Bene.

“In essa, egli individua sei fattori che, se messi insieme nella giusta combinazione, rendono l’anima felice.

“I fattori sono: Vivere il momento (M), essere curiosi (C), fare qualcosa che ami (L), pensare agli altri (T), coltivare le relazioni (N), e prendersi cura del proprio corpo (B).

“La formula vincente per sentirsi bene = (Mx16 + Cx1 + Lx2) + (Tx5 + Nx2 + Bx33). […]

“Anche se può non apparire evidente come una combinazione di lettere e numeri vi farà sentire bene, il dottor Kashdan crede che questa formula è la ricetta perfetta per un anima felice.

“Lui ha detto: ‘Non esiste un unico segreto per sentirsi bene, ma quando questi sei ingredienti sono accuratamente partecipi, nelle dosi giuste, potresti essere nel target per una vita felice.'”

Il mio commento: Artificialmente, è impossibile raggiungere un tale stato per conto proprio. Per questo, una persona deve rieducare se stesso, per correggersi. Gli psicologi stessi dicono che è impossibile. Ma il metodo dell’educazione integrale lo rende possibile per tutti, perché questo metodo utilizza la forza che ci ha creato come mezzo per la nostra correzione.

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