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Un Knockout egoista

Domanda: Quando le persone si uniscono per un obiettivo comune in un certo gruppo e qualcuno si rifiuta di giocare il gioco comune, egli deve essere rimosso o costretto a lavorare insieme alla squadra.

Stiamo creando gruppi di educazione integrale, dove la gente fa cose molto importanti: studiano l’integrazione e la mettono in pratica. Ma in alcuni gruppi, ci potrebbe essere una persona che non solo si rifiuta di giocare a questo gioco, ma per alcuni motivi disturba o addirittura distrugge il processo.

Risposta: Riuniamo persone in gruppi di un certo tipo. Ci sono persone per le quali è difficile accettare il metodo integrale e l’unificazione e di capire che la Comunità è il luogo dove noi riveliamo il prossimo livello della nostra esistenza sopra il corpo materiale: un desiderio comune, pensieri comuni.

Dobbiamo mettere queste persone in gruppi distinti, dove dobbiamo “pompare” tutta questa conoscenza in loro in mesi o forse anche anni. Con molta attenzione, noi applichiamo i metodi di istruzione, mostrando la necessità di unione utilizzando esempi di animali, persone, strutture sociali, società e così via, fino a che essi iniziano a sentire che ciò si applica a loro.

Queste persone hanno bisogno di tempo. Essi non devono essere pressati o espulsi dal gioco perché tutta l’umanità deve svilupparsi fino a questo punto. Se hanno un desiderio per qualcosa (queste persone solitamente gravitano verso la comprensione verso la sistematizzazione delle conoscenze), hanno bisogno di avere la possibilità di “cucinarlo”, fino a che molto gradualmente la società intorno a loro, e col tempo anche il materiale, li influenzerà. Non c’è nient’altro che si possa fare. La pratica dimostra che a volte il risultato può venire solo dopo diversi anni.

Queste persone studiano, scrivono, parlano di integrazione, fanno lezioni e organizzano gruppi, ma la loro natura è in un profondo stato di knockout egoista ed essi non capiscono che sono in questo.

Domanda: Come si può proporre a una tale persona di trasferirsi in un gruppo diverso? E chi lo farà?

Risposta: Dobbiamo ordinare all’inizio le persone così come riteniamo necessario. Penso anche che potete mettere insieme i vostri gruppi psicologici secondo determinati criteri. Non può essere fatto in altro modo, altrimenti i partecipanti possono disturbare l’uno all’altro. E noi vogliamo che tutti abbiano successo. I gruppi vengono ordinati secondo una certa somiglianza tra di loro. Noi usiamo qui lo stesso criterio di somiglianza.
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(Dal discorso sull’educazione integrale N. 11, 16.12.2012)

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Pensare, e non sapere!

Nelle notizie: (da Radio Netherlands Worldwide): “Gli scolari occidentali sono tre anni indietro rispetto a quelli della Cina in Shangai, e l’educazione asiatica non è solamente il prodotto di genitori “tigre” assillanti, ha rilasciato un rapporto australiano venerdì [17 febbraio]”.

“Lo studio fatto dal Comitato di esperti, The Grattan Istitute, ha affermato che l’Asia dell’est è un centro di alto livello nelle scuole, con quattro dei sistemi migliori in tutto il mondo nelle regioni di Hong Kong, Corea del Sud, Shangai e Singapore…”

“Lo studio dice che mentre molte nazioni dell’OECD (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) hanno incrementato sostanzialmente i fondi delle scuole negli anni recenti, questo ha prodotto degli scarsi risultati e il successo non è sempre stato il risultato dei soldi spesi”.

“Il rapporto dice inoltre che i migliori sistemi sono quelli che si basano nell’implacabile focalizzazione pratica dell’insegnamento e dell’educazione degli insegnanti, i mentori e lo sviluppo professionale, piuttosto che nei grandi investimenti”.

Il mio commento: L’educazione è inseparabile dalla crescita, e se non c’è crescita, l’educazione non può essere buona. Educazione significa imparare l’abilità di pensare, e non di sapere.
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Il Gruppo un amplificatore al contrario

Domanda: E’ abbastanza chiaro alle persone, in un sistema educativo regolare, dove devono fare degli sforzi. Per esempio uno studente cerca di prestare attenzione durante le lezioni, prende appunti, fa i compiti compie molto lavoro intellettuale volontario, e sacrifica il resto. Quando una persona cresce, fa la stessa cosa. Lavora invece che divertirsi. Questi sforzi sono comprensibili, Cosa sono gli sforzi integrali sopra l’egoismo? C’è un luogo degli sforzi della volontà?

Risposta: In generale, non dovrebbe essercene alcuno. Quando una persona si colloca secondo una relazione corretta verso il gruppo e l’ambiente sta sistemando la situazione in modo da ricevere un’influenza corretta. Allora proprio quest’interazione lavora in modo che una persona cambi volontariamente, senza nemmeno accorgersene, egli compie degli sforzi volitivi propri moto limitati per richiamare l’influenza positiva del gruppo.

Infatti, se faccio pochi sforzi nel gruppo, ed il gruppo, che è fatto in una maniera speciale, reagisce nel modo corretto, allora questo allestimento corretto del gruppo organizza e forma una forza che mi influenza. La reazione del gruppo alla mia richiesta mi modifica immediatamente ed in modo corretto.

Quando compio un piccolo sforzo e faccio una piccola richiesta che il gruppo mi cambi, ricevo un impulso migliaia di volte più grande, e cambio. In altre parole, il gruppo è uno speciale amplificatore al contrario che mi restituisce un tal grado di connessione al punto di forzarmi a cambiare.
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(Da un “discorso sull’educazione Integrale” #10, 16.12.2011)

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Il gruppo è la potenza

Domanda: Durante il processo dell’interazione integrale, una persona deve sentire la tensione tra il suo egoismo e il lavoro sulla crescita nella collettività “noi”. Dalla mia esperienza in psicoterapia, so che a volte le persone non sono in grado di gestire questa tensione, sbattono la porta e scappano, mentre coloro che riescono a gestirlo avanzano. Quanto importante è la pazienza in questo processo?

Risposta: Ciò che occorre qui è il sostegno dell’ambiente che deve dare alla persona la comprensione che non c’è altra soluzione — e questo tragitto può essere completato. E incontrando la resistenza significa che egli non è collegato con l’ambiente che lo sostiene e che trasforma i suoi sforzi in un’esistenza semplice, dandogli la sensazione che non c’è nulla da temere e tutto è molto agevole e semplice quando si fa collettivamente nel gruppo. Ma quando si tenta di farlo da soli, questo dà luogo a forze che ti espellono. In natura tutto è diretto verso l’unità.

Evidentemente, nel vostro studio di psicoterapia vi manca l’elemento di supporto del gruppo, l’influenza del gruppo su una persona. Sappiamo fin quanto i gruppi di perdita di peso, alcolisti anonimi, drogati e tossicomani anonimi e altri gruppi siano potenti.
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(Tratto da un discorso sull’educazione integrale N.9, 15.12.2011)

Incoraggiamento che da energia

Domanda: Abbiamo discusso quanto sia importante introdurre segnali integrali di distinzione e premi.

Risposta: Dobbiamo prendere in considerazione l’incoraggiamento, ma non l’incoraggiamento corporale. L’incoraggiamento dovrebbe essere diversi segnali di distinzione, incentivi, certificati, diplomi o qualsiasi altra cosa che dia alle persone il desiderio di continuare ad ascendere e raggiungere lo scopo.

Questo marca anche un certo grado che ha compiuto. È infatti molto difficile definire se stessi riguardo agli altri in un movimento integrale perché la persona fa costantemente il lavoro interiore di correggere se stessa e in includersi in un singolo organismo.

È molto buono essere incoraggiati dalla società. Quando l’incoraggiamento viene dalla moglie o dai figli, la persona sente una grande forza per essere valutato e rispettato dai propri familiari.

Domanda: Che cosa intende con incoraggiamento “non corporale”?

Risposta: Mi riferisco a ricompense non-corporali, non soldi ma segnali di distinzione. Non ci può essere un altro tipo di incoraggiamento qui. Per esempio, un istruttore che finisce bene il suo corso potrà ricevere un distintivo e un certo rango, forse spalline o qualcosa di simile.

Domanda: Lei ha detto spalline ed ho subito pensato alle forze armate. Le persone investono grandi sforzi per bandee senza significato. Possiamo introdurre la stessa cosa?

Risposta: Si, assolutamente, qualsiasi incentivo. Ciò che conta è il traguardo. Quando una persona lotta per arrivare al traguardo, non s’interessa delle bande una volta raggiunto lo scopo, perché lo scopo è ciò che li interessa. Tuttavia, adesso dobbiamo incoraggiare le persone come a dei bambini piccoli perché vogliamo che raggiungano il traguardo.

Domanda: Può essere anche un posto d’onore come nell’Unione Sovietica?

Risposta: Senz’altro, a proposito, il sistema Sovietico aveva una disposizione molto corretta, ma una realizzazione incorretta. È per questo motivo che tutto è fallito. Se tutto si fosse basato sull’educazione, educazione vera e reale, al posto della repressione quando le persone dovevano unirsi, portati nelle Kolkhoses e posti del genere, forse avrebbero avuto successo allora. Adesso è una necessità, allora era un’opportunità.

Domanda: Allora tutto aveva uno scopo?

Risposta: Assolutamente, le persone avevano uno scopo. Prima di tutto, c’era una certa uguaglianza. C’era una cultura comune. C’erano alcune idee false, ma anche degli ideali. Le persone erano cresciute in una maniera completamente diversa. Nonostante la difformità e la bruttezza con la quale le cose erano imposte alle persone, la teoria era corretta e integrale.
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(Tratto da “Una conversazione sull’educazione integrale” n.9, 15.12.2011)

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Chi salverà quelli che affogano?

Domanda: A metà degli anni sessanta, c’è stato un incidente a Parigi, dove una persona è annegata in una piscina alla presenza di 150 testimoni perché nessuno è accorso per salvarlo. Se ci fosse stata solamente una persona, lui o lei sarebbe andata ad aiutarlo, ma in questo caso è come se la responsabilità si fosse diluita in 150 persone. Perciò, la legge che più persone presenti, ognuno di loro ha una minore responsabilità. Come può questa legge diventare integrale?

Risposta: Che cosa significa “garanzia mutua”? Io sono responsabile di tutti. Il generale e il particolare sono uguali in potere e influenza – questo è ciò che implica la legge della garanzia mutua.

Se all’interno del finale sistema integrale (e lo prendiamo come un punto d’inizio di ogni spiegazione) manca una piccola parte – io, tu o lui – non potrà funzionare. Non potrà funzionare al 100%. Si romperà non al 99%, né al 50%, ma l’intero 100% perché un sistema integrale implica la partecipazione assolutamente di tutti.

Alla fine la legge è tale che uno è uguale a tutti, uno è importante per tutti. Non c’è nessuno che si possa spostare da un’altra parte, che possa scegliere di non partecipare.

Nell’educazione integrale presentiamo un esempio molto semplice: Noi (tutta l’umanità) siamo in una grande barca. Se io faccio un buco sotto di me nella parte inferiore della barca, tutti affogano. Io posso dire: “Mi dispiace amici, sono affari miei. Io voglio affogare. O voglio fare un bagno. È tutto. Non ha niente a che vedere con voi. Che diritto avete di entrare nel mio territorio e ammonirmi, o darmi degli ordini?”.

Se esistiamo nella trama di una legge della natura – nella stessa barca, come l’Arca di Noè. Se uno ne fa un buco, tutti anneghiamo.

Ne risulta che la responsabilità non può distribuirsi tra tutti. Per ogni persona è la stessa responsabilità come per tutti gli altri! Per questo, ogni persona seduta intorno alla piscina che vede che qualcuno sta annegando deve immaginare che se non fa quell’azione, nessuno lo farà. E allora tutti si tufferebbero in acqua.
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(Tratto da “Lezioni sul nuovo mondo” n.8, 15.12.2012)

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Una svolta spirituale

Domanda: Un embrione nel grembo della madre si evolve come risultato dell’attivazione degli istinti fisiologici. Ma come accade il cambiamento psicologico? Come funziona questo meccanismo?

Risposta: Prima di tutto, quando sta nascendo un embrione, c’è una pressione doppia: da parte della madre (le forze che spingono, le cosiddette contrazioni) e da parte dell’embrione. Aiutano a questo processo in una certa misura anche le anticipazioni.

La nascita è un processo molto grave e complicato, si potrebbe dire che è un po’ tragico e minaccioso sia per la madre che per il bambino. Allo stesso modo, devono esserci alcuni fattori molto gravi, le forze che spingono nel nostro caso, e la natura si è preso cura di spingerci con diverse crisi: famiglia, identità, società, economia, ecologia e così via — attraverso tutto ciò che facciamo, questo è tutto ciò che forma il nostro grembo.

Nel nostro mondo attuale, tutto è gradualmente impostato contro di noi. Queste sono le forze che stanno spingendo — parto, contrazioni.

Non sono ancora così forti come potrebbero essere, ma il loro culmine è vicino. Osserviamo questo da tutte le crisi, e adesso dallo sviluppo dell’ultima crisi economica, che sta letteralmente minacciando la nostra vita. Così, da un lato, ci stiamo avvicinando già alla fase finale, siamo vicini a nascere.

D’altra parte, non ci sentiamo comodi all’interno del nostro stato attuale. Ci immergiamo nelle droghe, nella depressione e nei problemi diversi. Non ci sentiamo calmi o comodi all’interno. E non solo, anche il mondo intorno a noi è così, e non siamo in grado di trovare la pace interiore. Nulla cambierebbe anche se il mondo diventasse semplicemente indifferente per un attimo: ci sono molti conflitti e pressioni all’interno di noi, da cui vogliamo sfuggire, ma non ne siamo capaci.

Se noi integrassimo e raccogliessimo questi conflitti interni e le pressioni in un’unica forza tra di noi, potremmo allora aggiungere i nostri sforzi alle spinte materne e naturali e ovviamente noi nasceremmo su un nuovo livello, quello del “Uomo” o “Adamo“. Tutto questo può essere alleviato senza “levatrici” e “ostetrici”, ma utilizzando le competenze utili della società: l’opinione sociale, l’influenza sociale e la pressione.

Questo succede quando insieme ci riuniamo in un unica immagine completa che deve nascere, mentre dall’esterno la nostra società lavora sull’integrazione, la connessione, discutendo, spiegando e identificando tutte queste forze intorno a noi. Poi una persona comincia a capire questo processo dentro di lui. Anche questo appartiene all’educazione, quando discutiamo le nostre azioni, la storia, i propositi e lo scopo di tutti i conflitti; Quando esaminiamo non solo la loro causa, ma il loro significato: di portarci a uno stato in cui tutti siamo come un singolo embrione all’interno della madre natura, che ci sta spingendo fuori di essa al livello successivo. La natura vuole dare alla luce questo embrione, e dobbiamo aiutare la natura a tale scopo.

Aiutare la natura è fondamentale per noi. La natura divide la nostra nascita in un tragico o in un facile e buono parto, che è chiamato venire fuori con le acque materne. Che cosa sono “le acque?” L’acqua è un’azione alleviatrice. Quando noi aspiriamo volentieri a questo, noi possiamo facilmente attraversare “Rubicon” — un naturale e spirituale cambiamento psicologico.

Domanda: Puo’ una persona dare il suo contributo al processo di nascita spirituale, come nel caso di un embrione, partecipando attivamente nel gruppo dell’educazione integrale?

Risposta: Naturalmente deve esserci in un gruppo, perché il gruppo rappresenta l’embrione! Una persona non è un embrione (egli non può essere nato); un embrione è specificamente una connessione integrale tra le persone, quando la prepariamo per la nascita.

Prima si formano piccoli gruppi, poi più grandi, di conseguenza si presentano molti gruppi insieme. Quando tra di loro incominciano a capirsi, diventano come una persona in un gruppo, e in relazione ad altri gruppi ogni gruppo rappresenta un singolo individuo. In questo modo essi si uniscono: come le cellule in un organo e come organi in un unico corpo.
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(Da un “Discorso sull’educazione integrale” n.9 15.12.2011)

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Una lotta per la Leadership?

Domanda: Quando degli egoisti non ancora corretti entrano nel gruppo, ci sono degli uomini tra di loro che dominano, prendono delle posizioni di comando, ed incominciano ad appropriarsi e a ridistribuire le risorse intellettuali, emotive o di altro genere che il gruppo possiede. Qual è il modo giusto di comportarsi con questo fenomeno che è il comando in una società completa ed integrata?

Risposta: Significa che questa è una “comunità”, non un gruppo! Dall’inizio, noi stabiliamo una serie di condizioni in base alle quali una comunità può essere chiamata gruppo, indipendentemente dal fatto che sia grande o piccola. Possono esserci dieci uomini, venti, trenta, o un milione.

Un gruppo è una comunità dove nessuno sta fuori. Ogni uomo deve integrarsi così tanto con il gruppo da diventare assolutamente un insieme con esso. La sua interazione con il gruppo consiste nel suo ingresso nel gruppo stesso e nel prendere il posto di cui sente di aver bisogno per portare il gruppo verso l’assoluta armonia.

In questo modo, ognuno cerca di rispondere alla domanda: “Cosa posso fare per rendere il gruppo armonioso, omogeneo, per assicurarmi che i rapporti tra tutti sia uguali? Se vedo dei possibili squilibri, li posso aggiustare, ridurli con il mio atteggiamento e la mia partecipazione in modo che non ci siano delle differenze e nessuno sia più grande o più piccolo. Deve esistere solamente questa connessione, in cui si raggiunge un tale livello di unione dove sentiamo che qualcosa di assolutamente nuovo appare”.

Questa unione è qualcosa di nuovo che nasce dalle singole individualità. Ed ha il diritto di esistere.

Noi sosteniamo questo modo di esistere. Ce ne prendiamo cura. E’ come se fosse il bambino di tutti noi. Lo pensiamo in modo tale che sembra inizi a separarsi da ognuno di noi e ad esistere al di fuori di noi. In conclusione, questa unione ci trascina in avanti così tanto che ognuno di noi perde la propria individualità egoistica ed acquisisce un’individualità completa ed intergrata dentro questa unione. Questa integrazione non esiste senza di me, e la mia partecipazione consiste nel renderla una cosa sola.

Allo stesso tempo, ognuno riceve l’influenza di tutti i membri del gruppo che lo o la sostengono e vincolano come se fossimo su di un’unica barca. Qui, un piccolo sforzo conduce ad un grande risultato.

Domanda: Come ti comporti con coloro che aspirano al potere e possiedono delle qualità da leader?

Risposta: Questa manifestazione dell’aspirazione al potere, queste qualità da leader, rappresentano un’aspirazione al potere su se stessi.

Domanda: Come fai a far cambiare strada ad un uomo che cerca in tutti i modi di comandare nel gruppo? Infatti, uomini come questi sono letteralmente in grado di combattere fino alla morte.

Risposta: Lo si fa attraverso la discussione. Fate un video del vostro gruppo, poi guardatelo con lo scopo di condurre tutti ad un’interazione completa, assoluta ed armoniosa. Discutete su chi deve essere spostato, chi deve essere innalzato, chi deve essere eliminato, chi deve essere avvicinato a chi, e come possiamo creare un meccanismo assolutamente integrale che possa collegarci come degli ingranaggi e che giri all’unisono, niente di più e niente di meno. Tutti devono fare uno sforzo in questa direzione.

Domanda: E’ questo lo scopo?

Risposta: Hai detto che ogni uomo va a lavorare e fa degli sforzi per raggiungere qualcosa. Noi stiamo raggiungendo questo!

Nel punto in cui siamo, stiamo rivelando la nostra natura egoistica, e adesso nessuno può dire che non siamo degli egoisti. Tutti riveliamo una enorme resistenza egoistica interiore. Tutti dobbiamo lavorarci sopra.

Dobbiamo aiutarci a vicenda in questo e capire le persone che vanno più veloci. Qualcosa li riguarda in particolare. Sbagliano nel capire qualcosa. Hanno degli atteggiamenti diversi. Noi cerchiamo continuamente di appianare le cose e di integrarci tra di noi, senza sminuire o opprimere nessun altro (solo il nostro io).

Noi non sottolineiamo niente a nessuno. Discutiamo solamente le cose esternamente, e tutti si trattano reciprocamente con assoluta oggettività: c’è una cosa e c’è un’altra cosa. Gli uomini non si vergognano delle loro qualità positive o negative, perché capiscono che provengono dalla loro natura. Ciò che non proviene dalla natura è ciò che dobbiamo portare da noi all’integrazione attraverso il reciproco aiuto.
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(Da un “Discorso sull’educazione integrale” n.10 16.12.2011)

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La mia nazione è la mia famiglia

Domanda: Come possiamo raggiungere l’unità in un mondo così mutevole?

Risposta: Qui ci dev’essere un nuovo principio: unità oltre tutte le differenze. Non stiamo cercando di correggere le differenze tra di noi o a scavare in dettagli di diverse correnti, diversi partiti, o qualsiasi differenza. Ci possono essere molte persone e culture in uno stato, e quello non dovrebbe disturbarci. La storia europea, per esempio, è piena di guerre, odio e molti reclami di centinaia di anni. Ma su tutte le differenze e conflitti, noi apriamo ‘ombrello dell’unità. Sappiamo di essere diversi e lavoriamo a un livello molto alto.

Dovrebbe essere un approccio sistematico, a livello di un piano nazionale: Tagliamo i bordi dall’alto e dal basso e arriviamo gradualmente a una giusta distribuzione delle risorse. Anche se accade tra duecento anni – non importa. La cosa principale è che il processo è iniziato. Prima dobbiamo sollevar tutti i poveri dalla soglia della povertà. Occupiamoci di questo.

Qui è necessaria l’educazione. Se iniziamo a risparmiare a livello nazionale come facciamo a casa, non abbiamo bisogno di altro. Sarebbe sufficiente sollevare tutti dalla povertà. Le informazioni sulle risorse economiche sono molto interessanti: ad esempio, il 17% dei prodotti alimentari prodotti è scartato quando si trova ancora negli imballaggi originali.

Quindi, tutto riguarda l’attitudine. Se provvediamo tutti di un “ombrello”, allora ci sarà un po’ d’ordine. Dobbiamo semplicemente cambiare la nostra attitudine: La nazione è la famiglia. Nella famiglia io risparmio, mi preoccupo, mantengo, supporto, concedo…è così che dovremmo vivere a un livello nazionale, ma senza isolamento e parassiti, senza spreco e protezionismo. Tutti sono uguali, e tutti si connettono a una linea comune.

Domanda: Questa connessione può iniziare in Israele?

Risposta: Non solo può iniziare qui, ma deve.
[69972]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.02.2012, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot”)

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Conclusione della prima lezione

Per ora è solo l’inizio. Per concludere la nostra prima lezione, dobbiamo essere tutti d’accordo che esistiamo nella natura. Possiamo immaginarla come una sfera chiusa, un cerchio, nel quale viviamo. Leggi assolute operano in questa sfera, e ci governano.

Scopriamo una parte di queste leggi mentre valutiamo la natura, e la chiamiamo scienza. Ma senza dubbio, il 99.99% di queste leggi rimane sconosciuta e non siamo capaci di rivelarle.

Generalmente, conoscere le leggi della natura ci aiuta a condurre una vita migliore. Guarda le cose utili a casa; il televisore, internet, la lavatrice, l’asciugatrice, hai tutto. Confronta quant’è più confortevole la tua vita riguardo a quella di una persona che vive in un piccolo villaggio; c’è chi va a prendere l’acqua al pozzo, chi cucina sul fuoco, chi va a lavare al lavatoio.

Facciamo queste cose in pochi minuti e senza sforzo. Al posto del pozzo, abbiamo un rubinetto nel muro, tutti i confort a casa che mi aiutano a vivere con pochi sforzi. In questa maniera posso vivere senza fare dei lavori addizionali com’era abituale in passato nelle vite rurali.

In altre parole, il nostro sviluppo offre alle persone la libertà di fare altre cose, cose che sono lontane dal provvedere alle necessità della vita. Ma la domanda è; per quale motivo, dopo aver raggiunto uno sviluppo come questo, la vita è diventata cosi crudele e vuota, che ci porta alla disperazione, infondendo incertezza, paura e ansietà in noi?

Che cosa ne abbiamo fatto del tempo liberato grazie allo sviluppo tecnologico e sociale che poteva aver creato una meravigliosa aggiunta alle nostre vite? Al posto di una vita rurale calma e tranquilla, nonostante le difficoltà fisiche, adesso siamo arrivati a una giungla moderna.

Perché sprechiamo l’energia e il tempo liberati dallo sviluppo e dalla tecnologia facendo la nostra vita dura e complicata? Forse è tempo di fermarsi? Forse è arrivato il momento di spostarsi verso una vita completamente diversa; come lasciare il nostro villaggio per una vita più attraente.

Abbiamo bisogno solo di poche ore per provvedere ai bisogni della nostra esistenza, le cose che dovevamo riportare al villaggio; dedichiamo il resto del tempo alla nostra anima, diamole altre cose da fare! Forse riusciremo a correggere le nostre vite in questo modo?

Io completo la nostra prima lezione con questa domanda…
[66058]

(Tratto dal programma di KabTV “Una nuova vita”, primo episodio, 27.12.2011)

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