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Il sistema finanziario come il mondo Web

Opinione (Da Nature): “I Regolatori finanziari e i responsabili politici dovrebbero concentrarsi sulle istituzioni finanziarie che sono ‘troppo centrali per fallire’ come coloro che sono ‘troppo grandi per fallire’, suggerisce la ricerca pubblicata in Rapporti Scientifici di questa settimana. … Gli autori hanno trovato che durante il picco della crisi, un gruppo di 22 istituti finanziari, che hanno ricevuto la maggior parte dei prestiti, sono diventati centrali per la rete, il che significa che il default di ciascuno di loro avrebbe un grande impatto economico su tutta la rete.

“I nodi rappresentano le istituzioni finanziarie (selezionate come spiegato nel testo). I collegamenti rappresentano l’impatto potenziale stimato di un’istituzione su un’altra. I nodi sono posizionati all’interno di un cerchio di raggio 1, centrato nel punto 0. … Quindi, più un nodo è vicino al centro più alto è il suo rango del debito. Il nodo al centro (rango del debito = 1) è in grado di mettere in pericolo l’intero valore economico della rete. Il rango del debito diminuisce spostandosi verso l’esterno e verso sinistra lungo la spirale. Il diagramma permette allo stesso tempo di visualizzare la struttura della rete e di confrontare l’importanza del valore di due nodi. La dimensione e il colore del nodo riflette il valore del rango del debito (i nodi rossi sono più grandi e hanno il più alto rango di debito). Il colore del collegamento riflette il rango del debito del nodo da cui proviene (i link rossi provengono dai nodi con più alto grado di debito e hanno un alto impatto sui nodi di destinazione). (a) Il primo periodo, all’inizio della crisi. La maggior parte dei nodi hanno bassi livelli di rango del debito, cioè, si trovano vicino al confine. (b) Il quarto periodo (il picco della crisi). I nodi hanno livelli comparabili di rango di debito. Tuttavia, essi sono anche molto più centrali, cioè, possono influire su una grande frazione del valore economico totale. Un singolo default rischia di innescare un fallimento sistemico.”
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“Perché Socialismo?”

Albert Einstein (Monthly Review, Maggio 1949)

“E’ consigliabile a chi non è un esperto di argomenti sociali e di economia esprimere le proprie opinioni riguardo il socialismo? Io credo che lo sia per un certo numero di ragioni.

Fateci considerare la questione da un punto di vista della conoscenza scientifica. Potrebbe apparire che non ci siano diverse metodologie essenziali tra l’astronomia e l’economia: gli scienziati in entrambi i campi cercano di scoprire leggi generalmente accettabili per un circoscritto gruppo di fenomeni al fine di creare l’interconnessione di quest’ultimi il più chiaramente possibile. Ma nella realtà queste differenze metodologiche non esistono. La scoperta di leggi generali nel campo dell’economia è resa difficile dal fatto che osservare fenomeni di natura economica è spesso affetto da molteplici fattori che sono diversi e da valutare separatamente. In più, l’esperienza che si è accumulata dall’inizio di quello che è chiamato il periodo di civilizzazione umana della storia è – come noto – largamente influenzata e limitata da cause che non sono affatto di natura esclusivamente economica. Per esempio, la maggior parte dei maggiori stati della storia devono la loro esistenza alla conquista. I conquistatori si imponevano, legalmente ed economicamente, come la classe privilegiata del paese conquistato. Loro detenevano il monopolio della proprietà terriera e si facevano nominare un sacerdozio tra i loro ranghi. I preti, in controllo dell’educazione, mantenevano la divisione delle classi sociali un’istituzione permanente, e creavano un sistema di valori affinché le persone, da allora in poi, per la maggior parte inconsciamente, fossero guidate nei loro comportamenti sociali.

Ma la tradizione storica, per così dire, di ieri; in nessuna parte del mondo abbiamo veramente superato quella che Thorstein Vebeln chiama “la fase predatoria” dello sviluppo umano. I fatti economici osservabili dipendono da questa fase e persino certe leggi che possiamo far derivare da quel momento non sono applicabili in altre fasi. Poiché lo scopo reale del socialismo è stato precisamente superare e anticipare la fase predatoria dello sviluppo umano, la scienza economica al suo stato presente può portare un pò di luce nella società socialista del futuro.

Secondo, il socialismo è diretto verso una fine etico-sociale. La scienza, comunque, non può portare conclusioni e, ancor meno, instillarli negli esseri umani; la scienza, al massimo, può provvedere ai significati attraverso i quali possiamo raggiungere certi traguardi. Ma le conclusioni in se stesse sono concepite da personalità con elevati ideali etici e – se questi compimenti non sono nati morti, ma vitali e vigorosi – sono adottati e condotti da quegli esseri umani che, per metà inconsciamente, determinano la lenta evoluzione della società.

Per queste ragioni, noi dovremmo essere in guardia non sovrastimando la scienza e il metodo scientifico quando c’é una questione di problemi umani; e noi non dovremmo assumere che gli esperti siano gli unici che abbiano un diritto di esprimere se stessi riguardo l’organizzazione della società.

Innumerevoli voci hanno asserito che, all’incirca in quest’epoca, la società umana sarebbe potuta passare attraverso una crisi, dove la sua stabilità sarebbe stata gravemente infranta. E’ caratteristico di tale situazione che gli individui sentano indifferenza o addirittura ostilità attraverso il gruppo, piccola o grande, al quale loro appartengono. Al fine di illustrare il significato, lasciatemi rimembrare un’esperienza personale. Io ho recentemente discusso con un uomo intelligente e ben disposto all’argomento riguardo un’altra guerra, che nella mia opinione metterebbe in serio pericolo l’esistenza dell’umanità, ed io ho rimarcato che solo un’organizzazione sovrannazionale potrebbe offrire protezione dal pericolo. Perciò il mio visitatore, in maniera molto calma e fredda, mi ha detto: ”Perché sei così profondamente opposto dalla scomparsa della razza umana?”

Sono sicuro che solamente un secolo fa nessuno vorrebbe aver fatto un’osservazione di questo tipo. E’ un commento di una persona che si è sforzata invano di raggiungere un equilibrio in se stessa e ha più o meno perso le speranze di successo. E’ l’espressione di una dolorosa solitudine e d’ isolamento della quale molte persone soffrono in questi giorni. Qual è la causa? C’è una via d’uscita?

E’ facile portare queste domande, ma è difficile rispondere con un certo grado di sicurezza. Io devo provarci, comunque, nella migliore maniera possibile, benché io sia veramente cosciente del fatto che i nostri sentimenti e gli sforzi sono spesso contraddittori e oscuri e che non possono essere espressi in una formula facile e semplice.

L’uomo è, allo stesso tempo, un essere solitario e sociale. Come essere solitario, lui cerca di proteggere la propria esistenza e quella di coloro che gli stanno vicino, per soddisfare i propri desideri personali, e per sviluppare le proprie abilità innate. Come essere sociale, lui cerca di raggiungere il riconoscimento e l’affetto dei suoi simili, condividere i piaceri degli altri, confortarli nei loro problemi, e a migliorare la loro condizione di vita. Solo l’esistenza di questi vari, spesso conflittuali, impegnati accadimenti per il carattere speciale di un uomo, e le loro specifiche combinazioni determina l’estensione alla quale un uomo può raggiungere un equilibrio interno e contribuire al benessere della società. E’ abbastanza possibile che la forza relativa di queste due vie sia, principalmente, determinata dall’eredità.

Ma la personalità che emerge alla fine è in gran parte formata dall’ambiente in cui un uomo cerca di trovare se stesso durante il suo sviluppo, dalla struttura della società in cui è cresciuto, dalla tradizione di quella società, dalla sua valutazione preliminare di particolari tipologie di credenze. Il concetto astratto di “società” significa per l’essere umano individuale il sunto totale delle sue relazioni dirette e indirette verso i suoi contemporanei e le persone delle generazioni passate. L’individuale è capace di pensare, sentire, sforzarsi, e lavorare per se stesso; ma lui dipende molto dalla società – nella sua esistenza fisica, intellettuale ed emozionale – che è impossibile che pensi a lui, o a capirlo, al di fuori del contesto della società. E’ la “società” che provvede per l’uomo il cibo, vestiario, una casa, gli attrezzi da lavoro, il linguaggio, le forme di pensiero, e la maggior parte dei contenuti del pensiero; la sua vita è resa possibile attraverso il lavoro e i compiti di milioni di persone passate e presenti che sono celate dalla parola “società”.

E’ evidente, di conseguenza, che la dipendenza dell’individuo dalla società è un fatto naturale il quale non può essere abolito – come nel caso delle formiche e delle api. Comunque, l’intero processo vitale delle formiche e delle api è determinato nel più piccolo dettaglio da istinti rigidi ed ereditari, lo schema sociale e le interrelazioni tra gli esseri umani sono molto variabili e suscettibili al cambiamento. La memoria, la capacità di creare nuove combinazioni, il dono della comunicazione orale hanno reso possibile sviluppi dell’essere umano che non sono dettate da necessità biologiche. Questi sviluppi si manifestano nelle tradizioni, nelle istituzioni e nelle organizzazioni; nella letteratura; nei successi scientifici e ingegneristici; nei lavori artistici. Questo spiega come accada che, in un certo senso, l’uomo può influenzare la propria vita mediante la propria condotta, e in questo processo conscio il pensare e il volere giocano la propria parte.

“L’uomo acquisisce alla nascita, attraverso l’eredità, una costituzione biologica che dobbiamo considerare determinata ed inalterabile, includendo gli stimoli che sono caratteristici della specie umana. In più, durante la sua vita, lui acquisisce una costituzione culturale che adotta dalla società mediante la comunicazione e differenti altre tipologie d’influenze. E’ la costituzione culturale che, col passare del tempo, è soggetta al cambiamento e che determina principalmente la relazione tra l’individuo e la società. Gli antropologi moderni ci hanno insegnato, attraverso un’investigazione comparativa tra quelle che vengono chiamate culture primitive, che il comportamento sociale dell’essere umano potrebbe differire maggiormente, dipendendo dagli schemi culturali predominanti e dalle tipologie di organizzazione che prevalgono nella società. E’ su questo che coloro che si stanno sforzando per migliorare le sorti dell’uomo potrebbero far crescere le proprie speranze: gli esseri umani non sono condannati, dalla loro costituzione biologica, a distruggersi a vicenda o ad essere in balia di un crudele, auto-inflitto destino.

Se noi chiedessimo a noi stessi come la struttura della società e l’attitudine culturale dell’uomo dovesse essere cambiata al fine di portare la vita umana alla soddisfazione maggiore possibile, noi dovremmo costantemente essere consci del fatto che ci sono certe condizioni che non siamo in grado di modificare. Come già menzionato, la natura biologica dell’uomo è, per ogni scopo pratico, non soggetta a cambiamento. In aggiunta, lo sviluppo demografico e tecnologico degli ultimi secoli ha creato condizioni che ci permettono di rimanere in una relativamente densa e ben insediata popolazione, con tutti i beni che sono indispensabili per la loro esistenza, un’estrema divisione di lavoro e di un apparato produttivo marcatamente centralizzato sono assolutamente necessari. Il tempo – che, guardandoci indietro, sembra idilliaco – è passato da quando gli individui o i relativamente piccoli gruppi avrebbero potuto essere auto-sufficienti. E’ solo un’accennata esagerazione dire che l’umanità costituisce ancora oggi una comunità planetaria di produzione e consumo.

Io ora ho raggiunto il punto dove potrei indicare brevemente cosa per me costituisce l’essenza della crisi nel nostro tempo. Concerne la relazione dell’individuo alla società. L’individuo è diventato più conscio che mai della sua dipendenza dalla società. Ma lui non vive questa dipendenza come una risorsa positiva, un legame organico, una forza protettiva, ma principalmente come una minaccia ai propri diritti naturali, o anche alla propria sussistenza economica. Inoltre, la sua posizione nella società è tale che le pulsioni egoistiche della sua composizione siano costantemente accentuate, mentre le pulsioni sociali, che sono per natura più deboli, progressivamente si deteriorano. Tutti gli esseri umani, qualunque sia la loro posizione nella società, stanno soffrendo da questo processo di deterioramento. Prigionieri inconsapevoli del loro stesso egoismo, si sentono insicuri, soli, privati dell’ingenuo, semplice e non sofisticato piacere di vivere. L’uomo può trovare significato nella vita, breve e pericoloso com’è, solo attraverso il dedicare se stesso alla società.

L’anarchia economica della società capitalista come oggi esiste, è, in mia opinione, la reale origine del male.Vediamo prima di noi una grande comunità di produttori i quali membri incessantemente si sforzano di privare l’un l’altro dei frutti del lavoro collettivo – non con la forza, ma nel complesso in accordo con regole legalmente stabilite. A questo proposito, è importante comprendere che i mezzi di produzione – vale a dire, l’intera capacità produttiva che è necessaria per produrre beni di consumo al pari di beni strumentali aggiuntivi – potrebbe essere legalmente, e per la maggior parte lo sono, la proprietà privata degli individui.

Per rendere chiare le cose, nella discussione che segue dovrei chiamare “lavoratori” tutti coloro che non condividono la proprietà dei mezzi di produzione – benché questo non corrisponda abbastanza al loro uso consuetudinario. Il proprietario dei mezzi di produzione è in una posizione di acquisire la forza lavoro dell’operaio. Usando i mezzi di produzione, il lavoratore produce nuovi beni che diventano di proprietà del capitalista. Il punto essenziale riguardo questo processo è la relazione tra cosa il lavoratore produce e quanto è pagato, entrambi misurati in termini di valore reale. Fin quando il contratto di lavoro è “libero”, cosa riceva il lavoratore è determinato non dal valore reale dei beni che produce, ma dai suoi bisogni minimi e dalle richieste del capitalista per la forza lavoro in relazione al numero dei lavoratori che competono all’impiego. E’ importante capire che nemmeno nella teoria il pagamento del lavoratore è determinato dal valore del suo prodotto.

Il capitale privato tende a diventare accentrato in poche mani parzialmente dovuto alla competizione tra i capitalisti e in parte allo sviluppo tecnologico, e la crescente divisone del lavoro incoraggia la formazione di unità maggiori di produzione alle spese di quelle minori. Il risultato di questi sviluppi è un’oligarchia di capitale privato d’enorme potere che non può effettivamente essere controllato nemmeno da una società con una politica democraticamente organizzata. Questo è vero dal momento in cui i membri dei corpi legislativi sono selezionati dai partiti politici, largamente finanziati o altrimenti influenzati dai capitalisti che, per ogni scopo pratico, separano l’elettorato della legislatura. La conseguenza è che i rappresentanti delle persone non proteggono a sufficienza gli interessi delle classi poco privilegiate della popolazione. In aggiunta, sotto le condizioni esistenti, i capitalisti inevitabilmente controllano, direttamente o indirettamente, le fonti d’informazione più importanti (la stampa, la radio e l’educazione). E’ così estremamente difficile, e infatti nella maggior parte dei casi abbastanza impossibile, per il cittadino individuale arrivare a conclusioni oggettive e fare un uso intelligente dei suoi diritti politici.

La situazione prevalente in un’economia basata sulla proprietà privata del capitale è così caratterizzata da due principi prevalenti: primo, i mezzi di produzione (capitale) sono proprietà privata e i proprietari ne dispongono come meglio credono; secondo, il contratto di lavoro è libero. Ovviamente, non c’è nulla che sia una pura società capitalista in questo senso. In particolare, dovrebbe notarsi che i lavoratori, attraverso lunghe e amare lotte politiche, hanno avuto successo nell’assicurarsi un qualcosa di forma evoluta del “contratto di lavoro libero” per certe categorie di lavoratori. Ma preso nell’insieme, l’attuale economia non differisce molto dal capitalismo “puro”.

La produzione è tenuta in piedi per il profitto, non per l’uso. Non c’è alcuna disposizione che tutti coloro che saranno capaci e vorranno trovarsi un lavoro saranno sempre in grado di trovarlo; un’”arma del disoccupato” c’è sempre. Il lavoratore ha sempre paura di perdere il lavoro. Dal momento in cui disoccupati e lavoratori sottopagati non provvedono in maniera proficua al mercato, la produzione di beni di consumo si restringe, e un gran disagio ne è la conseguenza. Il progresso tecnologico spesso risulta in una maggiore disoccupazione più che in un alleggerimento del carico di lavoro per tutti. Il motivo del profitto, insieme alla competizione tra capitalisti, è responsabile di un’instabilità nell’accumulo e nell’utilizzo di capitale che porta all’aumento di una crescente severa depressione. La competizione illimitata conduce a un grande spreco di lavoro, e alla paralisi della consapevolezza sociale degli individui che ho menzionato precedentemente.

Questa paralisi d’individui la considero il peggior male del capitalismo. Il nostro intero sistema educativo soffre di questo male. Un’esagerata attitudine alla competizione è inculcata agli studenti che sono allenati ad inseguire un avido successo come preparazione per la futura carriera.

Io sono convinto che ci sia solo una via per eliminare questi gravi mali, esplicitamente attraverso lo stabilire di un’economia socialista, accompagnata da un sistema educativo orientato verso scopi sociali. In tale economia, i mezzi di produzione sono posseduti dalla società e sono usati con una consuetudine pianificata. Un’economia pianificata, che detta la produzione ai bisogni della comunità, distribuirebbe il lavoro da fare tra la forza-lavoro e garantirebbe un’occupazione ad ogni uomo, donna e bambino. L’educazione dell’individuo, in aggiunta alla promozione delle sue proprietà innate, tenterebbe di sviluppare in sé un senso di responsabilità per i suoi compagni invece di glorificare il potere e il successo nella sua società presente.

Non di meno, è necessario ricordare che un’economia pianificata non è ancora socialismo. Un’economia pianificata in quanto tale può essere accompagnata dalla completa schiavizzazione dell’individuo. Il raggiungimento del socialismo richiede la soluzione di alcuni problemi socio-politici estremamente difficili: come sia possibile, in visione del lontano raggiungimento della centralizzazione del potere economico e politico, prevenire che la burocrazia diventi onnipotente e arrogante? Come potrebbero essere difesi i diritti dell’individuo e con esso avere un contrappeso democratico al fine di garantire il potere alla burocrazia?

La chiarezza riguardo le ambizioni e i problemi del socialismo sono di grande significato nella nostra era di transizione. Dal momento in cui, sotto certe condizioni, la discussione libera e senza ostacoli di questi problemi è stata oggetto di un tabù potente, io considero la fondazione di questa rivista un importante servizio pubblico.”
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“L’economia mondiale sta per entrare nella stagione degli uragani finanziari”

Opinione (da Insurance Journal): “La stagione dell’uragano del Atlantico del Nord va da metà agosto ad ottobre, con un forte picco dell’attività di tempesta intorno alla metà di settembre. Un modello meno familiare, ma molto più distruttivo nella confusione è la stagione dell’uragano finanziario, che coincide con quello meteorologico quasi giornaliero. […]

“La coincidenza tra gli uragani meteorologici e finanziari non può essere completamente casuale. L’ economia globale, come l’atmosfera del mondo, è un sistema complesso finemente bilanciato.

“In questi sistemi, le piccole perturbazioni possono accumularsi e innescare grandi effetti. E proprio come i punti di non ritorno meteorologici tendono a verificarsi quando la circolazione dell’aria d’autunno inizia a disturbare l’aria umida accumulata nella stagione estiva, qualcosa di simile sembra accadere ai mercati finanziari quando le contrattazioni che si sono calmate per le vacanze estive ritornano al normale. Il risultato può essere un improvvisa e violenta reazione agli eventi accumulati durante l’estate quando i mercati sembravano ignorarli. […]

“In Cina, l’attività economica ha fallito nell’accelerare come previsto, nonostante i ripetuti tentativi di stimolo monetario e fiscale. Questo potrebbe significare semplicemente che il governo e la Banca centrale non hanno ancora fatto abbastanza. È possibile, tuttavia, che l’economia cinese è diventata troppo complessa per essere gestita e perfezionata nel modo più efficiente possibile come nel passato. O forse i risultati deludenti dello stimolo cinese fino ad ora riflettono un fallimento più ampio della politica monetaria, che sta diventando evidente in tutto il mondo. Le recenti delusioni in Gran Bretagna supportano quest’ultima interpretazione.

“Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna si rifiutano di riconoscere che stampare denaro potrebbe essere controproducente. In Germania, al contrario, si rifiutano di accettare il fatto che stampare denaro potrebbe funzionare. Questo ci porta infine alla più importante fonte di instabilità che ci minaccia, un uragano finanziario in questo autunno – l’imminente scontro tra la BCE, la Germania e il resto della zona euro. “

Il mio commento: La mancanza di comprensione della natura di questo processo è la causa del nostro stato, e il problema scomparirà solo quando saremo a conoscenza della sua causa e le nostre azioni saranno in conformità con il programma della natura (vedi l’articolo: La pace nel mondo di Baal HaSulam).

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Il baratto avvicina le persone l’una con l’altra

Nelle Notizie (dal The Wall Street Journal): “Mentre i leader europei lottano con una crisi economica di cinque anni che ha gravato sulla Spagna con il tasso più alto di disoccupazione del mondo industrializzato, i giovani spagnoli, per far fronte alla crisi,  stanno accettando sempre di più iniziative personali (banche del tempo)” […]

“Oltre alle banche del tempo, includono anche mercati del baratto che nascono nei rioni, monete locali per spronare l’economia al dettaglio che sta soccombendo, e le reti di carità che ripropongono merci di scarto”[…]

“L’aumento delle banche del tempo rivive un concetto pionieristico del diciannovesimo secolo attraverso il quale gli anarchici e i socialisti negli USA e in Europa volevano provare la loro filosofia secondo la quale i prezzi dei beni e dei servizi dovrebbero riflettere più da vicino il lavoro impegnato nel produrli”[…]

“La banca del tempo di Valladolid, iniziata dal governo cittadino prima dell’inizio della crisi, ha attratto più e più giovani membri con l’economia spagnola che si sbriciola. I nuovi disoccupati apprezzano l’etica ugualitaria della banca, afferma l’amministratore trentaduenne Juan Manuel Primo. “L’ora di tutti ha lo stesso valore qui, ha detto: Un’ora di lavoro di una sarta ha lo stesso valore dell’ora di un avvocato”[…]

“Avere una rete di supporto come questa è molto importante in un periodo nel quale sei vulnerabile, dice Alessandra Melis, trentenne, che ha recentemente perso il proprio lavoro di pulizie dopo che i suoi impiegati sono stati licenziati. Sta usando la banca del tempo per avere dei passaggi per fare le sue commissioni in città, in cambio di lezioni di cucina e di portare a spasso i cani”.

“Quando un parrucchiere che appartiene alla banca ha dovuto chiudere il proprio locale recentemente, ha potuto contare su pasti e altre necessità da parte di altri membri in cambio di tagli di capelli”[…]

“Gli spagnoli barattano anche merci – diciamo libri, mobili in cambio di merce fresca – in mercati che apparentemente stanno nascendo a quanto pare in ogni rione”.

“Carlos Bravo, tecnico informatico trentacinquenne che ha aiutato a lanciare una piccola banca nel centro di Madrid quest’anno, ha detto che le banche del tempo hanno un tipo di valore diverso: aiutare gli spagnoli urbani a riaccendere un senso di vicinanza con i vicini che facilita la richiesta di favori e altre forme di assistenza reciproca”[…]

“Alcuni economisti si preoccupano che questi sistemi di scambio economico stiano spingendo ancora più in basso l’economia spagnola – lontano dalla vista dei regolatori e di chi riscuote le tasse, ed effettivamente mandando indietro nel tempo lo sviluppo”[…]

“Anche se altri dicono che queste misure rappresentano una forza stabilizzante nella società. Perché per le persone che non trovano lavoro, questo tipo di possibilità di scambio e aiuto reciproco può fare più sopportabile una situazione che sarebbe altrimenti insostenibile, afferma Jose Luis Alvarez Arce, direttore del dipartimento economico dell’Università di Navarra”[…]

Il mio commento: Questo è l’elemento di reciprocità, di aiuto mutuo, ed esisterà finché il governo non diventa simpatizzante con le persone e l’intera società, non acquisti il sistema dell’aiuto reciproco. In questi tempi al governo non piace il libero scambio senza tasse che aiuta le persone a sopravvivere. Il prossimo passo è quello di organizzare una rete propria di compravendita di merci senza il cento per cento di margine di profitto e senza intermediari.

Allora questa rete detterà i suoi prezzi e beni necessari ai produttori. Questo può portare i prezzi dei prodotti basici a un costo minimo. Allora le persone potrebbero diventare responsabili per un servizio volontario per la popolazione, la città, e quindi riducendo i costi municipali e di conseguenza tutte le tasse (imposte) alla popolazione, e le persone potrebbero organizzare gruppi di studio per ragazzi, lezioni addizionali , club, ecc.
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I risultati della prima revisione dei conti della Federal Reserve dopo quasi 100 anni di storia

Nelle Notizie (da 12160.info): “Quello che è stato rivelato in questa revisione dei conti è sorprendente: 16,000,000,000,000.00 di dollari sono stati segretamente dati alle banche degli Stati Uniti, a società e banche estere ovunque dalla Francia alla Scozia. Nel periodo fra dicembre 2007 e giugno 2010, la  Federal Reserve aveva segretamente salvato molte delle banche, aziende e governi del mondo. La Federal Reserve ama riferirsi a questi salvataggi segreti come a un programma di prestito all-inclusive, ma praticamente niente di questo denaro è stato restituito e fu ceduto in prestito a 0% di interesse. Perché la  Federal Reserve non ha reso pubblico tutto questo o almeno informato il Congresso degli Stati Uniti circa il salvataggio da 16 trilioni di dollari, è ovvio – il pubblico americano sarebbe stato oltraggiato nello scoprire che la Federal Reserve sta salvando banche estere mentre gli americani stavano lottando per trovare un lavoro.”

Il mio commento: Questo è il modo in cui l’egoismo gestisce la proprietà pubblica “a vantaggio del loro paese e della gente!”
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Un momento decisivo nella storia

I tempi stanno cambiando sempre più velocemente e ogni giorno sempre più dritti verso la meta. Il mondo sta iniziando a comprendere la situazione imminente, che noi consideriamo una transizione da un livello ad un altro, da un gradino della scala ad un altro nel nostro sviluppo.

Baal HaSulam scrive nel suo articolo “La Pace” che ogni volta che si presenta l’ascesa ad il prossimo livello, l’umanità deve scoprire la vanità e la pericolosità dello stato presente, l’impossibilità di muoversi avanti o di rimanere fermi. Quando l’intero mondo, proprio come un uomo, un gruppo, o una nazione, soffre delle circostanze presenti, riceve il combustibile, la motivazione, per il passaggio al prossimo livello. Le persone sono pronte a lasciare lo stato presente, che prima sembrava buono, mentre ora vedono il male che c’è in esso. Inoltre sono pronti ad accettare il prossimo livello, che prima sembrava irreale e cattivo, come quello buono.

Ecco come viene portato avanti lo sviluppo. L’uomo cambia. I suoi desideri cambiano e poi, mettendo a nudo il passato, il presente ed il futuro per poterlo ri-valutare, egli passa al prossimo stadio. Forzando il proprio sviluppo. Valutando via via più correttamente i suoi stadi, l’uomo risparmia tempo e così si identifica internamente con questa tendenza, grazie a questo il processo si muove su di lui più facilmente, gentilmente ed in modo positivo. Questo avviene in quanto egli comprende le ragioni per cui sta succedendo ed agisce consapevolmente, pianificando sulla base di quello che vede dinnanzi a se.

Ecco come l’uomo aiuta le forze della natura che lo influenzano. Esse sono evocate dalla negatività per spingerlo lungo il cammino, ma egli sta cercando di passare al prossimo livello da solo, usando l’attrazione da davanti e non la spinta da dietro.

Oggi siamo entrati nell’ultimo stadio dell’attuale periodo di sviluppo. I Kabbalisti cominciano il conto alla rovescia dal quindicesimo secolo dai tempi dell’ Ari. Noi capiamo che quel processo fluisce lentamente, stadio dopo stadio, passando i cinque livelli di HaVaYaH, dallo stadio radice al quarto stadio. Baal HaSulam, l’ultimo grande Kabbalista, ha preparato la metodologia della correzione per noi. Egli ha anche voluto accelerare i tempi ed ha avuto anche un successo relativo. Chissà come ci saremmo mossi in avanti senza le sue rivelazioni.

A proposito della situazione corrente, è speciale nel senso che il mondo stesso, anche senza le varie esperienze, inizia a comprendere che ora siamo al punto di un’importante transizione. Certamente, non tutti lo capiscono. Ci sono sempre persone che non comprendono il punto principale, oppure che fanno orecchio da mercante alla chiamata del tempo.

Ci sono delle ragioni per questo, visto che essenzialmente quelli che hanno causato la corrente crisi finanziaria ed economica stanno ancora nascondendo la vera situazione, preferendo vivere nell’euforia, nelle loro fantasie. Comunque, ogni giorno che passa, capiscono sempre più chiaramente che la situazione è critica e che non c’è nulla che si può fare. Indipendentemente dalle somme gigantesche di dollari ed euro buttate nell’economia, non ci sono soldi per pagare i conti e non c’è mezzo che potrebbe permettere di risarcire in qualche modo il debito.

Oggi, tornando al registro di cassa, capiscono non che è semplicemente vuoto, ma che è ormai in un negativo senza speranza. Ecco perché tutto quello che viene fatto oggi non ha lo scopo di correggere la situazione, ma di ritardare l’inevitabile fine solo di qualche mese. Finalmente, diviene chiaro che c’è uno tsunami gigantesco che ci attende, un colpo che il mondo non sarà in grado di sopportare. La società non è ancora a conoscenza di quello che sta succendendo, ma è solo questione di tempo.

Di conseguenza, l’elite sta pianificando diversi passi e stanno pianificando diversi scenari per lo sviluppo di eventi dal globale al locale. Che scelta hanno? Ovviamente, sarebbe meglio per loro buttare tutto all’aria e iniziare il gioco da capo. Ma come posso fare? Visto che lo standard di vita delle persone sarà diminuito del 50% e anche di più. Il meccanismo sociale precedente smetterà di funzionare. Quelli che erano seduti in cima cadranno giù. Non rimarrà nulla delle banche che erano solite star dietro a questo gioco. Alla fine una insicurezza mortale si dispieghera’ di fronte a noi.

Di norma, in queste situazioni, sotto la spinta delle circostanze, non vedendo alcuna altra via, l’umanità inizia guerre e ribellioni, così forse, ci sono tempi particolarmente duri che ci stanno aspettando.

Questo è vero in modo particolare per gli Ebrei visto che, come scrive Baal HaSulam alla fine dell’ “Introduzione al libro dello Zohar” ed in altri passaggi che l’intera correzione è posta sopra Israele. Gli eventi che stanno succedendo alle banche Europee ed in altre organizzazioni economiche sono sicuramente diretti dal Creatore, che attraverso questi mezzi ci sta portando verso la realizzazione del male che è presente nel mondo egoista e sta obbligandoci duramente a sbarazzarci dell’approccio corrente che è solo volto ad ottenere un beneficio materiale. Egli ci sta portando verso la realizzazione che è necessario cambiare i valori. D’ ora in poi, lo spirituale deve diventare il nostro scopo mentre  il materiale deve diventare il mezzo.

Non è possibile immaginare quali sofferenze sono necessarie per poter cambiare i valori di tutti, sia considerandoci separati dagli altri sia per l’umanità nella sua interezza. Questo perché l’uomo non è pronto, non capisce e non sente che cosa deve fare. Quanto deve salire la pressione? Ed in tutta questa pazzia, come si può comprendere che solo una cosa è necessaria: dare solo quel poco che è necessario al corpo e dare il resto all’anima?

Quanto stiamo dicendo qui riguarda un cambiamento dei grandi valori egoistici dell’intera umanità per poterli innalzare dallo stato corrente a quello in cui si desidera soltanto una cosa, vivere nella dazione. Comunque l’uomo non lo desidererà da solo con la forza, ma per proprio contro, comprendendo, capendo e sentendo che è questa, la grande meta, voluta da tutti, che si innalza sopra la vita e la morte, sopra tutto.

Allora come può l’uomo arrivare alla dazione ed all’unione? Come può uscire dal proprio egoismo, dal proprio corpo ed unirsi agli altri? Come può unirsi agli altri completamente per sentire l’intero mondo come se fosse se stesso e desiderare di occuparsi di ciascuno, di sentire tutto questo invece delle relazioni e valori correnti? Stiamo parlando di una trasformazione radicale da un piatto della bilancia all’altro. Non capiamo come possa accadere una cosa simile. L’umanità piuttosto finirebbe la sua vita suicidandosi.

Questo è esattamente il punto in cui si rivela la forza superiore, La Luce che Riforma, che rende effettive le sue azioni nel bene o nel male. Comunque è necessaria una grande sofferenza per questo, per arrivare al punto in cui la gente veramente, e non solo a parole, sente che è meglio la morte di questa vita. Solo quando l’uomo si innalza sopra il limite della vita e della morte, la forza superiore si rivela e controlla l’azione. Un breve shock non sarà abbastanza in questo caso, questi stati devono essere sentiti sino ad una profondità mortale, che non è la vita stessa, ma la sua base corrente, il desiderio egoistico.

Ora ci sono degli stadi critici di fronte a noi che si svilupperanno esattamente in questo modo a meno di addolcirli con la metodologia della correzione, la scienza della Kabbalah. Oggi, per la prima volta nella storia, si rivela davanti a tutti per poter mostrare all’umanità, ed in particolare ad Israele, la possibilità di passare dal sentiero della sofferenza a quello della Torah.

Affinché questo possa accadere, stiamo spiegando alle persone l’evoluzione mossa dall’egoismo, il movimento tra i livelli, il libero arbitrio che ci è già accessibile e che ci aiuta a misurare il carattere della trasformazione da uno stadio all’altro. Sta arrivando un punto decisivo nella storia. L’eogismo ci ha sviluppato per centinaia di anni ma oggi siamo arrivati allo stadio del male comune e dobbiamo realizzare so stadio del bene comune. Questo è già un nuovo stadio di umanità, vivere nella dazione invece che nella ricezione.

Se non addolciamo gli stadi di transizione attraverso la scienza della Kabbalah con le spiegazioni che ci aiuteranno a capire ed a comprendere lo sviluppo e a cooperare con esso, se non attiriamo la Luce che Riforma e la passiamo all’umanità, diventando la “Luce per le nazioni”, allora la transizione al prossimo livello sarà molto difficile.

Già vediamo il declino economico e la minaccia di una guerra. Molte altre cose ci devono essere ancora rivelate nel futuro. E tutto questo non accadrà prima o poi nel futuro, non è qualcosa al di là dell’orizzonte, è qui ed adesso giusto avanti a noi nel programma. Ovviamente i problemi non faranno che aumentare e l’intero mondo produrrà conflitti e guerra. E’ volontà del Creatore portare il mondo al fallimento economico, eppure semplicemente le varie organizzazioni non vedono altra via d’uscita. Non è possibile sistemare i debiti correnti. Ecco perché vengono adottati tutti i mezzi conosciuti come: guerra, protezionismo e fascismo, che sembrano la soluzione ai problemi.

In queste circostanze è richiesta una campagna di disseminazione da parte nostra e non una fiammata a breve termine, ma un’onda senza fine che si muova come un muro crollando sull’intero mondo. Questo è il nostro compito: organizzare una pressione grazie alla spiegazione e addirittura tramite la propaganda riguardo a quello che offre la metodologia della correzione.

I tempi sono maturi per quest’inizio. Dobbiamo preparare noi stessi il prima possibile per creare vari tipi di copertura estesa, intensa, decisiva e che non nasconde nulla per attivarli prima in Israele nel posto più importante al mondo, da cui le novità scorreranno al resto dell’umanità attraverso tutti i canali. Oltre a questo dobbiamo disseminare attraverso i nostri gruppi sparsi in tutto il mondo.
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(Dalla quarta parte Della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’11.08.2012, Scritti di Baal HaSulam “La Nazione”)

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La trappola del progresso

Opinione (Ronald Wright, da About.com): “Il film, basato sul libro di saggistica intuitiva di Ronald Wright, A Short History of Progress, presenta argomenti convincenti sul fatto che se la tecnologia non viene utilizzata in modo appropriato e con moderazione può portare a condizioni avverse e al collasso della civiltà – se non alla effettiva scomparsa del genere umano.

“Wright, che è stato intervistato nel film, sottolinea riguardo alle ‘trappole del progresso’ o istanti in cui il sapere degli esseri umani, sistemi di credenze o di tecnologie che hanno dato soluzioni a breve termine nel bisogno, hanno realmente avuto effetti negativi.

“Un esempio, presentato come una rievocazione drammatica del film, è la caccia preistorica dei mammut lanosi – è stato un progresso quando i nostri antenati hanno capito come andare a caccia in modo efficiente, uccidendo due bestie nello stesso momento invece di una, ma quando hanno capito come uccidere l’intera mandria facendoli cadere nella rupe, hanno distrutto la loro intera alimentazione futura mettendo a rischio la loro sopravvivenza. Questa è una trappola del progresso che chiunque può capire. E questo stesso tipo di comportamento pericoloso persiste oggi ed è sollevato da Jane Goodall, che sottolinea come l’umanità continua lo sfruttamento delle risorse della terra e del consumo dispendioso, aggravato dal sempre crescente utilizzo di tecnologie che sono ritenute come progresso, ma che semplicemente non vanno bene per la futura evoluzione — o sopravvivenza — della specie.

Lo sviluppo del progresso è pieno di informazioni e presenta una vasta gamma di argomenti che richiedono una riconsiderazione del concetto di progresso. Il film copre una gamma di preoccupazioni che sono presentati come una nutriente insalata mista di rievocazioni grafiche e interviste filmate. Il film è intellettualmente stimolante e provocatorio che solleva più domande che risposte. La questione essenziale è una, valida e stimolante: l’umanità è sufficientemente evoluta per essere in grado di gestire il sapere e non permettere l’uso improprio della tecnologia al fine di distruggere la civiltà? Questa è una domanda che deve essere considerata da tutti”.

Il mio commento: Oggi, stiamo superando questi errori a causa dell’attuale crisi. Sperando che si sia capito che l’economia egoistica è giunta alla fine, e che dovrebbe cambiare nell’economia della felicità in uguale abbondanza per i nostri corpi e illimitata nello sviluppo delle nostre anime.
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Le prospettive oscure dell’UE

Opinione (А. Glusman, filosofo francese): Il senso di crisi caratterizza la storia attuale dell’Europa. L’UE non è un paese, non è una comunità nazionale, dentro di lei non c’è uno spazio culturale. I paesi europei non si somigliano l’uno con l’altro, per questo l’unione tra di loro non è possibile. Non li fa unire un’ appartenenza alla stessa comunità, bensì un modello sociale.

L’UE è una reazione di difesa dei paesi. Ma oggi i paesi dell’UE non vogliono più sullo stesso fronte scontrarsi con le minacce esterne. Ognuno vuole vivere per sé, anche se tutti vogliono sopravvivere con l’aiuto dell’UE.

Non c’è una prospettiva globale. L’UE ha perso il senso dell’esistenza. Se i paesi dell’UE non si uniscono e non iniziano a partecipare sullo stesso fronte, allora moriranno. La globalizzazione porta un caos globale e non c’è una politica globale come negli USA.

Esistono due possibilità per sfuggire ai problemi: allontanarsi da loro, come se non ci fossero, oppure abbandonarsi al fatalismo che non risolve niente.

L’Europa rimane un campo di gioco di idee. Però il pensiero adesso è frammentato ed appesantito dalle sfumature, sfugge agli esperimenti , è questo che riflette la politica europea.

Il mio commento: Diventa sempre più chiaro che l’unione esteriore senza quella interiore, è necessaria all’educazione integrale, porta alla manifestazione delle contraddizioni ed in conclusione accelera la morte della forma passata della civiltà. Senza dubbi l’UE dimostra oggi al mondo un modello inadeguato di integrazione, che si basa sugli scopi personali egoistici e non su quelli generali, umani. Per questo non c’è un futuro per l’UE, almeno se non inizia urgentemente un avvicinamento culturale.
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La discriminazione: Una fonte di stress

Nelle notizie (da Cornell Chronicle): “Gli adolescenti che crescono in povertà sono più propensi a riferire di essere trattati ingiustamente e questa percezione di discriminazione è correlata a cambiamenti dannosi nella salute fisica, segnala un nuovo studio di Cornell, pubblicato nel numero di luglio della rivista Scienza Psicologica.

Uno dei primi studi per esplorare il ruolo della discriminazione come fattore noto di legame tra povertà e cattiva salute. La ricerca suggerisce che lo stress associato alla sperimentazione della discriminazione di classe sociale ha un impatto negativo considerevole. […]

“Come previsto, la povertà era associata a livelli più elevati di carico allostatico, indicato dall’indice di massa corporea aumentata, pressione arteriosa e livelli di stress ormonali. I ricercatori hanno trovato che la discriminazione percepita rappresentava il 13 per cento di questi effetti negativi della povertà sul carico allostatico.[…]

“È sorprendente che la discriminazione di classe sociale venga così ignorata all’interno dei discorsi pubblici e nella letteratura di ricerca,” ha detto l’autore guida Thomas Fuller-Rowell, Ph.d. ‘C’è una notevole attenzione remunerata per gli stereotipi razziali messi in atto nella vita quotidiana che influenzano su come pensare e trattare le persone, ma questi tipi di discussioni sono quasi inesistenti rispetto gli stereotipi sociali di classe’.”

Il mio commento: In una società equa, alcune malattie scompaiono a causa dell’equilibrio con la società e alcune a causa dell’equilibrio con la natura. A seguito dell’armonia con l’ambiente, otteniamo salute assoluta nel mondo interdipendente.
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Il capitalismo vuole che divorziamo

Nelle Notizie: (Da The Guardian): “Ci piace pensare di essere liberi nel mercato libero, che siamo di là dalle forze della pubblicità e dalle manipolazioni sociali delle forze di mercato. Ma c’è una nuova tendenza, la comparsa della “persona singola” come consumatore modello – che ci presenta un paradosso. Una volta lo pensavamo come radicale – l’essere singolo – adesso può essere reazionario.”

“Le relazioni a lungo termine, come il lavoro per tutta la vita, adesso è deregolamentato a breve termine, gli arrangiamenti temporanei senza promessa d’impegno, come la sociologa Zygmunt Bauman ci ha avvertito da una decade. È molto duro per due persone essere lavoratori autonomi, insieme, senza la promessa di un futuro stabile. Il capitalismo ci vuole singoli.”

“Essere singolo, è visto, dagli anni sessanta, come una scelta radicale, una forma di ribellione contro il conformismo capitalista borghese. Come afferma il sociologo Jean Claude Kaufman, lo spostamento dalla vita familiare a uno stile di vita da singoli è stato un “irresistibile momento d’individualismo” nel ventesimo secolo. Ma questa “libertà” sembra molto meno attraente se vista attraverso la prospettiva di cambiamenti pianificati di consumo.”

“Adesso ha un senso economico convincere la popolazione a vivere da soli. I singoli consumano il 38% in più di prodotto, 42% in più d’imballaggio, il 55% in più di elettricità e il 61% di benzina per capite di quattro abitanti di una casa, in base allo studio di Jianguo Liu dell’Università Statale del Michigan. Negli Stati Uniti, i singoli mai sposati nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni, adesso superano le persone sposate del 46%, secondo il Bureau di Referenze della Popolazione. E il divorzio è un mercato in crescita: una famiglia distrutta significa che due unità familiari dovranno comprare due macchine, due lavatrici, due TV. I giorni di una famiglia unita come modello di consumo sono finiti. […]

“Il consumismo adesso ti vuole singolo, e per questo te lo vende come sexy. L’ironia è che adesso è molto più radicale cercare di essere in una relazione a lungo termine e avere un lavoro a lungo termine, pensare al futuro, forse anche cercare di avere dei figli, che essere singoli. Vita di coppia e connessioni a lungo termine con altre persone in una comunità, adesso sembrano l’unica alternativa radicale alle forze che ci ridurranno a nomadi isolati e alienati, alla ricerca di connessioni temporanee da “aggiustare velocemente” con corpi che portano incorporata in sé la propria obsolescenza percepita.”

Il mio commento: É cosi che il capitalismo vede la società, solo come un consumatore dei suoi prodotti. È un’attitudine di egoismo verso l’umanità e verso la natura che ci conduce verso un confronto con la natura, alla crisi, e adesso vediamo l’inutilità dell’egoismo per la nostra esistenza. Per uscire dalla crisi, abbiamo bisogno di correggere la nostra natura egoista.

Il desiderio di rendere tutti e tutto il mondo schiavi è il desiderio naturale dell’egoismo in noi. Ma la natura ha il suo piano: portarci tutti in equilibrio, in uguaglianza e in unità. Se non riconosciamo questa esigenza, allora questo piano sarà implementato attraverso la crisi. È un vero peccato per le vittime.
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