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Il sistema che ti connette all’infinito

Domanda: Di cosa abbiamo bisogno affinché il sistema chiamato “Zohar” ci porti all’unione?

Risposta: Abbiamo bisogno di avere più intenzione, più desiderio. Lo Zohar è il sistema integrale di tutta la realtà, ma perché si chiama “Zohar”? Perché dobbiamo aprire uno specifico libro, leggere un testo specifico che è scritto da una persona specifica ed ascoltare parole specifiche?

Il sistema generale della realtà è progettato per essere connesso a noi attraverso i grandi kabbalisti che sono i mediatori che creano un vincolo tra questo sistema e noi, i quali esprimono questa connessione in parole e frasi.

Leggo questo libro e non capisco niente, sarebbe la stessa cosa leggerlo al contrario. Il punto è che desidero connettermi a loro, a questi kabbalisti che hanno passato i loro scritti fino a me, perché volevano che mi connettessi a loro, a queste anime, alla loro unità ed arrivare a loro anche con questa unità.

Come saprò che mi sto connettendo a loro? Se mi unisco al gruppo, il mio proposito è definitivamente corretto; devo unirmi a queste grandi anime, entrare nello stesso sistema globale, integrale, arrivare ad essere una parte indispensabile ed aspirare a loro, perlomeno ad un grado molto piccolo. Questo è proprio ciò di cui abbiamo bisogno.

Una persona pensa a questo, un’altra non tanto ed un’altra, solo certe volte; però, in generale se ci sforziamo di essere un tutt’uno, le aspirazioni individuali di tutti si uniranno in una.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.05.2011, il Libro dello Zohar)

Tra due fuochi

Baal HaSulam, “La Nazione”: l’unica speranza è stabilire un’educazione nazionale completamente nuova per noi, per scoprire ed accendere ancora una volta l’amore nazionale naturale che si è attenuato dentro di noi, per ridare vita ancora una volta ai muscoli nazionali che sono stati inattivi in noi per due millenni, mediante tutti i mezzi adeguati per tale fine. Allora sapremo che abbiamo un fondamento naturale ed affidabile per ricostruire e per continuare la nostra esistenza come nazione …

Domanda: Cos’è “l’amore nazionale”?

Risposta: E’ l’amore fraterno. Ogni nazione ha il suo amore inerente perché le nazioni traggono le loro origini dalle 70 radici di Zeir Anpin. Queste radici hanno un luogo per ogni nazione, ed è per questo che la gente sente una connessione con la radice comune.

A prescindere dall’egoismo e dall’individualismo di oggi, visibile in tutti, la gente ha un senso di appartenenza ad una nazione in particolare. Questo sentimento è comune a tutte le nazioni, eccetto ai Giudei. Dopotutto, Israele non è una nazione, non ha radice in quelle 70 radici. Di tutte le nazioni che abitarono l’antica Babilonia, Israele fu quella delle persone con il punto nel cuore. Esse si separarono dalle altre e si unirono tra di loro a causa di questa scintilla.

Quando la scintilla arde e li connette, essi vivono nel piano spirituale, saldati in una sola anima dai loro punti nel cuore; però quando quest’anima si rompe, il loro vaso scompare e cadono nei desideri comuni, i desideri delle altre nazioni.

Allora, Israele smette di essere una nazione, perché niente la unisce, soltanto l’odio degli altri verso di essa. Solo la pressione esterna la mantiene unita; se la pressione diminuisce, si dividono il più possibile gli uni dagli altri. Loro vivono nel comfort, quando la loro relazione si indebolisce e possiamo vederlo negli Ebrei che vivono nelle altre nazioni.

Quando Israele diventerà di nuovo una nazione? Solo quando si riuniranno intorno al messaggio che Abramo stabilì fondando la nazione: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Deve essere fatto non per se stessi, ma per il bene del mondo.

Siamo all’ultima tappa della redenzione, la correzione finale, che deve abbracciare tutto il mondo. Baal HaSulam scrisse riguardo a questa nei suoi articoli “La rivelazione della Divinità (Matan Torà)” e “La garanzia mutua”. Israele deve essere unita dal Creatore per correggere tutto il mondo attraverso di sé.

Desiderando correggersi, Israele eleva il MAN, una preghiera per il mondo intero. Allora, riceve la Luce superiore, la Luce che Riforma. Questa Luce si muove attraverso “il modello” chiamato Israele ed ottiene la forma corretta dell’unità. La Luce è astratta e senza forma, ma qui acquisisce la forma chiamata Mashiach (Messia). Allora il grande desiderio delle nazioni del mondo si corregge.

Se agiamo in questa maniera, siamo Israele. Se non lo facciamo, riceviamo colpi e problemi, tanto dalla Luce superiore, quanto dalle nazioni del mondo; siamo nel mezzo, tra di loro. O realizziamo il compito del coordinamento, o siamo peggiori degli altri e dobbiamo soffrire le conseguenze direttamente dal Creatore e indirettamente attraverso gli altri.

La Luce deve trovare il suo vaso e fino ad allora non si calmerà.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 8.05.2011, “La Nazione”)

Lo specialista del desiderio

Domanda: Perché è molto più facile leggere quelle parti dello Zohar che Baal HaSulam spiega usando i termini kabbalistici?

Risposta: Ciò è dovuto al fatto che ci è chiaro che queste sono definizioni tecniche e non immagini terrene. Comunque, tutto dipende dal livello di attitudine della persona.

Se invito uno specialista ad aggiustare il mio computer, gli indico le immagini sul mio schermo e gli dico che non mi piacciono le tonalità dei colori o la qualità dello schermo, ma lui non guarda l’immagine presente. Uno specialista di computer guarda i segnali elettrici, le forze che creano queste immagini all’interno, la quantità di colori istallata nel sistema. Lui non si preoccupa dell’immagine in sé, visto che per lui non è nient’altro che un riflesso esterno, un simbolo di quello che succede all’interno, quello che indica il funzionamento adeguato o inadeguato del computer.

D’altra parte, quando gli mostro quest’immagine e gli chiedo come regolarla, lui me lo spiega in termini tecnici: “Qui hai bisogno di rimpiazzare HGT, NHY, di riconciliare le forze delle linee di destra e di sinistra …”, ed io non capisco neanche di cosa stia parlando.

Noi non ci confondiamo per quello di cui parla lo Zohar in questo o quest’altro modo, se è il linguaggio delle leggende o il linguaggio della Kabbalah, ma per la nostra incapacità di discernere correttamente l’immagine attuale e di renderci conto di cosa stia parlando. Ogni parola dello Zohar indica un desiderio che deve essere corretto. Non c’è nient’altro al di fuori di questo.

Il Creatore ha dato luogo al desiderio e questo deve essere portato alla correzione e riempito. Fin quando questo non raggiunge la sua correzione, seguita dal riempimento, stiamo solo parlando del desiderio. Non appena questo si corregge e si riempie, smetteremo di parlarne e cominceremo a discutere del prossimo grado, un desiderio più profondo, il desiderio che segue immediatamente.

È così che correggiamo un desiderio dopo l’altro, strato dopo strato. Quest’avvicinamento per tappe verso tutto il potere dei desideri dentro di noi, che correggiamo passo dopo passo, uno dopo l’altro, è chiamato Mishpatim, giudizio o reincarnazione delle anime. “Reincarnazione delle anime” significa che io sperimento sempre queste trasformazioni interiori.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.05.2011, Il Libro dello Zohar)

Il gioco è finito

Domanda: Noi suggeriamo che gli uomini dovrebbero essere mandati a scuola per studiare le leggi del sistema completo ed interconnesso del mondo. Chi influenzerà questo genere di educazione e allo stesso tempo darà alle masse le necessità basilari?

Risposta: Misurate il livello della produzione raggiunto dall’industria moderna. In sostanza, quello che produciamo non è molto utile e non fa altro che rovinare il mondo. Continuiamo a sprecare le risorse, e intanto non produciamo nulla di buono e che sia veramente utile. Gli uomini si scambiano delle cose che non hanno senso, niente di più.

Un tempo l’industria si basava sulla regola “denaro- merci- denaro”, ma oggi questo modello ha perso l’elemento della merce: vendiamo soldi per soldi. Questo è ciò di cui è fatto il nostro “commercio”: ci passiamo le carte.

La sola merce che ancora conta è legata alla sfera delle necessità basilari. Un uomo ha bisogno di una casa e di qualcosa per vivere, come della certezza che queste cose non spariranno oggi o domani. La sola cosa che l’uomo deve capire è che il lusso è cancellato. Invece, quello che riceveremo è un appagamento ideale, ma non del genere che ci immaginiamo. E noi vi insegneremo come fare per ottenerlo.

Noi aiutiamo l’uomo a capire che in una società completa ed interconnessa, si potrà trovare l’appagamento perfetto in tutto ciò che va oltre le necessità basilari solamente nell’unione con gli altri. Infatti, gli uomini non potranno più essere appagati da ogni genere di cose inutili che si trovano in questo mondo.

Domanda: Quale sarà il modello economico che sosterrà una società come questa?

Risposta: Un modello molto semplice, poiché tutta l’industria moderna, gli apparati legislativi e le istituzioni finanziarie sono guidati da un’illusione e non commerciano altro che delle inutili carte. Nel frattempo, questo sistema è sostenuto dalle risorse naturali che vengono allegramente prosciugate.

Cancelliamo questo sistema di fare affari e daremo agli uomini del cibo che sarà di certo meno costoso perché, in realtà, oggi si produce niente invece che qualcosa, aria invece di merce. Lo scambio di cose inutili porta solamente allo spreco. Tranne che per alcuni elementi fondamentali di cui abbiamo bisogno, tutto il resto è solamente un passatempo fatto di giocattoli per i quali siamo disposti a distruggere la Terra.

La società consumistica è un gioco che giochiamo:

“La TV ha detto: compralo.”
“Allora, compralo.”

Con gli occhi fuori dalle orbite, corriamo al negozio e diamo il via ad una catena che ci intrappola. Così accatastiamo un mucchio di cose che alla fine ci seppelliranno.

Per migliaia di anni l’umanità si è sviluppata basandosi sulle necessità basilari. La maggioranza degli uomini ha vissuto senza il lusso; anche i vestiti venivano passati da una generazione all’altra. Tuttavia, un secolo di piaceri smodati dell’era moderna ha rovinato il pianeta. Che ci piaccia oppure no, dobbiamo mettere la parola fine a tutto questo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 25.05.2011 “Prefazione alla saggezza della Kabbalah”)

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Il vaso della conoscenza

Baal HaSulam, “La Pace”: Il profeta condiziona la pace nel mondo intero con il riempimento del mondo intero della conoscenza di Dio.

Dunque, la soluzione ai problemi che ci sono nel mondo è “la conoscenza del Creatore”. Fino a quando il mondo intero, dal suo elemento più piccolo fino al più grande, in base a tutti i propri desideri rivelati, non sarà colmato con la conoscenza del Creatore, il mondo non raggiungerà la perfezione, la pace e la serenità. Fino ad allora, ci saranno sempre delle forze che si agiteranno, che scuoteranno il mondo e che lo spingeranno a colmarsi con la conoscenza del Creatore, che è lo stato in cui il Creatore appaga la Sua creatura.

I nostri occhi possono vedere come le malattie e la povertà si stanno trasformando in sofferenze mortali ed intollerabili, e come l’umanità si sia spinta all’estrema destra, come nel caso della Germania, o all’estrema sinistra, come nel caso della Russia. Ma non solo gli uomini non hanno migliorato la situazione per loro stessi, ma invece peggiorato la sofferenza e l’agonia, e il pianto sale al cielo, come sappiamo tutti.

Quello che la nostra mente ci suggerisce di fare a questo punto è di non prestare aiuto, perché oscilliamo sempre tra destra e sinistra. A volte, ci teniamo nella linea di mezzo, ma solitamente lo facciamo mentre ci muoviamo da un estremo all’altro. Di conseguenza, finiamo in un guaio dopo l’altro, e non c’è via d’uscita fino a quando non conosciamo il Creatore.

La “conoscenza del Creatore” punta alla correzione dei nostri desideri in modo da renderli adatti a diventare il vaso della conoscenza (Daat), vale a dire, a colmarsi con la Luce di Hassadim (Misericordia) e con l’illuminazione di Hochma (Saggezza), come le Sefirot Hochma (“saggezza”), Binà (“capire”), e Daat (“conoscenza”), HBD.

Domanda: In che modo il mondo sarà colmato della conoscenza del Creatore?

Risposta: Gli uomini incominceranno ad imparare come donare a tutti, mentre si troveranno a vivere tutti insieme in un sistema globale, completo ed analogico, in cui ci consegnano gli uni agli altri, e sono uniti ed inseriti vicendevolmente, ed in questo sistema la dazione reciproca ed anche l’amore domineranno.

Fino a quando non ci uniremo in questo genere di sistema in cui ogni uomo sentirà il desiderio collettivo di tutti e si sforzerà di appagarlo, come la cellula di un corpo, non arriveremo alla perfezione. Fino ad allora, le disgrazie continueranno ad aumentare e ci spingeranno verso questa perfezione.

Questa è ciò che chiamiamo “la conoscenza del Creatore”: Ognuno di noi diventa un vaso della conoscenza. Zeir Anpin e Nukva ascendono in Hochma e Binà e ricevono da esse l’appagamento, in base al desiderio che hanno elevato. Dunque, essi sono considerati come “il vaso della conoscenza”. Essi raggiungono il livello di “età adulta” e, insieme al Partzuf genitoriale di Aba ve Ima, si trasformano in HBD.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2011)

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Diffondere il calore dei nostri cuori

Domanda: Oggi molta gente verrà da noi per la festa di Shavuot. Alcuni di loro non sono connessi in nessun modo alla Kabbalah. Come dobbiamo trattarli?

Risposta: E’ molto importante infiammarli con l’aspirazione attraverso le canzoni, i balli ed il calore dei cuori aperti. I miei discorsi con loro non sono così importanti, dato che le persone hanno difficoltà nel sentire la differenza per mezzo dell’ascolto. Voi potete pensare che la mia conferenza sia la cosa più importante in tutto questo, ma non è così. Le persone hanno bisogno di portare alle loro case un buono stato d’animo da queste riunioni.

Per quanto io lo voglia, non sarò capace di dare loro un buono stato d’animo o l’ispirazione. Tutto questo è “lo spirito senza un’ascesa”. Voi dovete portare il vostro spirito qui. Inoltre, tra le persone, ci saranno molti dei nostri amici con lo stesso “bagaglio”.

La cosa più importante è la sensazione interiore che resterà nelle persone quando andranno via, anche se non è rivestita di parole. Se una persona è incapace di restare tranquilla, significa che il risultato non è stato ottenuto.

Domanda: Li influenzerà questo spiritualmente?

Risposta: Si, poiché nonostante ciò, vogliono unirsi a noi ed essere parte di questo. Questa è la maniera in cui funziona. Ad ogni modo niente passerà dalla mente.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.06.2011, Scritti del Rabash)

Gli extraterrestri

Domanda: Lei compara la nazione Ebraica ad un’unità di forze speciali inviata in missione speciale. Dove?

Risposta: E’ inviata a conquistare l’inclinazione al male. “Israele” è una scintilla, il punto nel cuore, la forza esterna nel “paese ostile”, nell’egoismo. Dobbiamo lottare per distruggere questo egoismo e correggerlo. Dobbiamo prima fortificarci e dopo, essendo stati riformati, dobbiamo dare agli egoisti la Luce e correggere il mondo intero.

Dopotutto, è vero che non siamo di qui, non siamo della terra dell’egoismo. La nostra radice si trova al di fuori di essa, noi la penetriamo per mezzo della frammentazione dei vasi dell’anima integrale. Dentro di questa, al principio ci siamo frammentati, ma alla fine dobbiamo riuscire a correggerci. In base al grado della nostra correzione, riformiamo l’ego collettivo.

Domanda: Chi è il comandante in capo che ha inviato in missione l’unità di forze speciali?

Risposta: Lo ha fatto il Creatore. Israele è una parte di Lui, i vasi di dazione collocati nell’egoismo, nei vasi di ricezione. Il comandante in capo ha inviato i soldati, avendoli riforniti di tutti gli equipaggiamenti e le munizioni necessarie e mettendoli in territorio ostile. Lui li “frammentò” intenzionalmente affinché loro potessero vedersi come chiunque altro e non restare al di fuori della moltitudine.

Pertanto, possiamo essere paragonati agli agenti segreti. Ognuno di noi si vede esattamente come tutti i nativi di questo paese egoista. Immagina di cadere in Africa e vederti esattamente come loro: hai lo stesso carattere, la stessa mentalità e gli stessi gusti. Tutto è identico a loro, dentro e fuori.

Per un periodo di tempo l’agente incorporato non riceve istruzioni. Lui deve istallarsi in un nuovo luogo, trovare un lavoro e formare una famiglia. Gli anni passano, prima che lui si imbarchi per la sua missione. Comunque un giorno riceve un avviso. Per adesso, ha dimenticato tutto ciò che è relazionato a questo, quando comincia a suonare un telefono: “Questo o quello parla …”. È come in un film.

È così che riceviamo una chiamata: è ora di svegliarti e di ricordarti che qui abbiamo una missione speciale, che questa non è la nostra casa e che proveniamo da un mondo totalmente diverso. In verità siamo di un altro pianeta, di un’altra dimensione. Abbiamo ricevuto un impulso e siamo usciti dal letargo. Tutti gli extraterrestri di questo pianeta si sono svegliati, si riuniscono in gruppo e cominciano a prepararsi per conquistare il pianeta Terra. Questa è la nostra missione.

Domanda: Allora, come ci riusciremo?

Risposta: Ci hanno inviato delle istruzioni, spiegandoci in esse gradualmente tutto quello che abbiamo bisogno di sapere e di mettere in azione. Allora, otteniamo una nuova mente ed una nuova sensazione. Il nostro pianeta madre ci sta inviando il potere della nostra natura iniziale, con l’aiuto del quale, conquisteremo ogni abitante della Terra.

Siamo venuti qui per una ragione: per stabilire lo stesso ordine che esiste nel nostro mondo, laddove tutto è opposto; questo è governato dall’amore e dalla dazione.

Adesso dobbiamo finirla con tutti gli orrori che qui vengono visti come una regola. Le persone stanno distruggendo se stesse, la vita sul pianeta, mentre noi siamo venuti ad aiutarle, a salvarle ed a fornire loro una vita totalmente diversa. Siamo stati risvegliati attraverso un segnale speciale da casa, in una frequenza speciale, il che significa che è tempo di agire.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.05.2011, Sulla Nazione di Israele)

Uniti per tutti

Domanda da Mosca: cosa significa desiderare l’unità? E come si sente l’unità?

Risposta: Apparentemente queste domande vengono dal nostro stesso gruppo di Mosca come preambolo al prossimo congresso. Cosa significa unirsi? Perché? Perché celebreremo questo congresso? La domanda è corretta.

Perché dobbiamo unirci? Ad essere sincero, questo è impossibile da spiegare. Se una persona ha una Reshimo (gene informativo) che le è restata dentro dall’unità che aveva sperimentato una volta mentre si trovava nel desiderio comune, nel quale aveva scoperto il Creatore e dopo ha perso questa sensazione, adesso questa Reshimo si sta risvegliando nuovamente, quindi, questa persona, desidera ritornare a quello stato. “Io lo voglio!”.

Per esempio, ad alcune persone piace mangiare le rane. Bene, cosa puoi farci … io non ho questo desiderio, ma per queste persone sono una delizia celestiale. È esattamente così che nasce il desiderio per la spiritualità. Si risveglia e questo è tutto. Cosa puoi farci? … Una persona comincia a sentire il desiderio di mangiare le rane ed un’altra, lo sente per la spiritualità. Questo desiderio si risveglia dall’interno e non dipende da noi.

Perché qualcuno comincia a sentire il desiderio di mangiare le rane? Perché una volta le ha provate ed ha sentito un sapore piacevole, si è abituato, ha ricevuto l’educazione corrispondente e adesso desidera questo.

Un’altra persona, però, era nel cammino spirituale in un certo momento e dentro di lei è restata una Reshimo, la quale adesso si è risvegliata. Questa è la ragione per la quale è impossibile spiegare in che modo si senta l’unità alle persone che non hanno una Reshimo dello stato spirituale; però è possibile insegnare loro che vale la pena unirsi gli uni con gli altri, perché in questo modo usciremo dalla crisi generale e pertanto, vale la pena che si uniscano con coloro che sono focalizzati sulla correzione dello stato attuale del mondo. Dopotutto, anche loro ne beneficeranno.

Questo è quello che abbiamo da dire alle persone. Loro non capiscono cosa significhi la spiritualità, o il Creatore, l’adesione, l’unità, il sentimento di perfezione, l’eternità, l’armonia con la natura o le sfere superiori … tutto questo ha poco senso per loro, cosicché ti diranno: “Lasciami tranquillo! Dammi solo qualcosa in questa vita: la pace, la sicurezza e la buona salute. Non ho bisogno di altro!”. Ogni persona parla in base al suo desiderio.

Quando parli a questo tipo di persona, devi dimostrarle che non sarà nemmeno capace di riempire il suo desiderio, a meno che non proceda unita a tutti gli altri verso l’unione, perché questo è quanto esige la natura integrale e globale. Abbiamo modo di spiegare queste cose e l’evidenza che le sostengono. Pertanto, dille che il mondo richiede l’unità perché questo è quanto esige la natura. Devi parlare alla persona al suo livello, invece di parlarle del Creatore e della spiritualità. A causa del fatto che non ha un altro modo di farlo, anche lei si incorporerà; però, ogni persona deve essere accostata in accordo al suo desiderio.

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.05.2011, lo Zohar)

Imparare a vedere il bene

Domanda: La Kabbalah insegna che il Creatore è il bene e fa il bene, ma come si mette d’accordo questo concetto con una vita piena di problemi e di sofferenza?

Risposta: Il Creatore è il bene e fa il bene, ma l’uomo deve arrivarci raggiungendo la somiglianza con le Sue qualità. Infatti, se sono cattivo, se sono un bambino capriccioso che non vuole ascoltare cosa dice la mamma, prima mi sgriderà poi mi punirà. E allora dirò che mia mamma è arrabbiata, come pensano di solito i bambini quando vengono sgridati.

Le sue urla e le sue sculacciate avevano una ragione perché voleva farmi del bene. Come posso vedere questo bene dietro a tutto quello che mi succede, vedere che c’è una buona predisposizione verso di me, anche se io percepisco tutto come male, come fa un bambino? Come posso capire che proprio qui, dove sento il male, ho bisogno di completare me stesso e il mio atteggiamento verso la natura, il genere umano, ed il gruppo, al fine di correggere il mio ego così da poter sentire che tutto era sempre il bene?

Colui che si sforza di realizzare questo lavoro il prima possibile ed è pronto ad individuare il posto dentro di sé che ha bisogno di essere corretto, incomincia a vedere che il mondo è stato veramente creato per il bene e che il Creatore è il bene. Esattamente nello stesso posto dove adesso noi ci troviamo, in questo mondo, incominciamo a percepire le forze rivelate della natura che attraversano ogni cosa e che collegano ogni parte della creazione: inanimata, vegetativa, animata e parlante.

Improvvisamente iniziamo a vedere il mondo spirituale invece del nostro mondo! Incominciamo a rivelare sempre più forze: le forze eterne che governano la nostra esistenza. Allora, questo mondo sembrerà come se scomparisse: diventerà trasparente, vacillante. Sarà un mondo “virtuale”, anche adesso, ed esisterà nella mia mente ed io lo guarderò come se stessi al di fuori.

Ne consegue che tutti i nostri problemi e tutti i nostri guai sono un’indicazione dei nostri difetti: essi sottolineano dove c’è l’errore, e dicono: “Correggi qui! E anche là!” Se lo faremo velocemente, correggeremo certamente l’imperfezione.

Se non sappiamo a chi rivolgerci, guardiamo al gruppo. Se ci connetteremo con esso e saremo pronti a dare ciò di cui il gruppo ha bisogno per l’unione, e saremo pronti ad esserne influenzati, non faremo più errori.

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Dalla 1.a lezione del Congresso di Roma 21/05/2011

Noi siamo cambiati

Domanda: Qual è la differenza tra la necessità di preparare la lezione prima del Congresso e ora?

Risposta: È ormai chiaro a tutti noi che siamo sotto la regola del desiderio egoistico che non ci lascerà mai a rivelare il Creatore da soli, senza l’aiuto dall’alto. Noi abbiamo rivelato la nostra impotenza un po’ di più, l’incapacità di andare avanti con le proprie forze, e, contrariamente a ciò, siamo giunti a renderci conto che c’è una Forza Superiore che può fare questo se lo vogliamo davvero.

È diventato un po’ più chiaro, ma che “un po’” davvero tanto! È una rivelazione dall’ alto. In realtà è “l’ illuminazione del giorno,” come “illuminazione della luce,” e la luce ci rende visibile l’ egoismo, qualcosa che Baal HaSulam chiamava “la rivelazione del malvagio”. Il Congresso ha fatto il suo lavoro.
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