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Ricevere la Luce per illuminarmi

Domanda: Come evito di confondermi pensando che sto avanzando, ma valutando allo stesso tempo il mio progresso con precisione?

Risposta: Non puoi valutare il tuo avanzamento adeguatamente, visto che non hai nessun mezzo per misurarlo. Fin quando non raggiungi il mondo spirituale, sei incapace di capire quello che possiedi, come un bambino non può fare differenza tra giocare con i giocattoli e la realtà.

Allo stesso modo, un adulto che lavora in una grande impresa, un laboratorio di scienze o un sistema sociale enorme, che si considera grande, importante e che partecipa ad un lavoro serio, non sente di vivere in un piccolo pianeta, vicino alla frontiera di una piccola galassia persa nell’universo. Tutti sentono il loro luogo in accordo al loro grado.

Però, come riceviamo una porzione di Luce affinché possiamo misurarci con essa nel nostro grado? Non deve essere una valutazione completa in relazione al nostro stato finale, completamente corretto (questo non si può fare fino alla fine della correzione), però, gradualmente ci muoveremo verso di essa lungo le linee di “destra” e di “sinistra”; ed useremo le impressioni “destra” e “sinistra” per equilibrarci correttamente lungo la linea “media”.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.04.2011, Scritti del Rabash)

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La rottura dell’egoismo

Baal HaSulam, “Arvut” (Garanzia Mutua): Se una parte della nazione non vuole mantenere l’Arvut, ma sceglie di ostinarsi nell’amor proprio, fa si che il resto della nazione resti immersa nella sua sporcizia e bassezza, senza trovare mai un modo di uscire dalla sua immondizia.

Domanda: Come posso correggere il mio desiderio per la sporcizia e la bassezza?

Risposta: Io agisco in relazione ai miei amici, e questi agiscono in relazione a me. Ciò significa che questi mi correggono? Si, loro così lo fanno. Ed io posso correggerli? Si, posso. Come posso correggermi io? Io mi correggo correggendo loro.

Questa è la garanzia mutua. Nessuno lo fa senza gli altri e lui dipende dagli altri in tutte le sue azioni nel senso positivo e negativo, nell’allegria e la tristezza. Lui dipende dalle loro azioni buone e malvagie, e loro dipendono dalle sue azioni buone e malvagie.

Ad oggi, questa sta diventando una realtà che si manifesterà nel nostro mondo in una maniera molto sgradevole. Se succede qualcosa di male in un paese, gli altri paesi lo sentiranno immediatamente. D’altro canto, se si realizza qualcosa di buono in qualche luogo, anche gli altri cambieranno per il meglio.

Questa è la rottura reale del mio egoismo. Voglio che gli altri si sentano male ed io, paragonato a loro, voglio sentirmi bene per essere un vincitore. Io voglio il peggio per loro più che per me e questo mi rallegra il cuore; però adesso, vediamo in che modo l’integrità della natura ci obbliga a pensare in maniera differente. Ci insegna che nessuno può beneficiarsi da solo. Se è bene per qualcuno, sarà bene anche per gli altri. Non esiste una situazione tale in cui sia buona per alcuni e cattiva per altri.

Ci stiamo avvicinando gradualmente a questa immagine del mondo. Guarda cosa sta succedendo nei paesi sviluppati. Se c’è un bradisismo in uno, il resto dei paesi non sa che fare e cade dopo di esso. Siamo arrivati ad un ordine economico, cioè ad un egoismo tale che il mondo dipende da tutti. Si tratta della garanzia mutua ed è così che si manifesta.

Non pensavo che sarei dipeso, diciamo … dalla Francia. Cos’ho a che fare con la Francia? Tuttavia, adesso devo fare attenzione che lì non ci sia nessun problema. Se la Francia si dichiara in bancarotta, allora, senza dubbio, influenzerà le mie tasche due giorni dopo; per di più lo farà negativamente. Se ho ottenuto qualche beneficio da questo, potrei lasciarla andare in bancarotta, ma non funziona in questa maniera, anche io mi comprometterei.

Inoltre, precedentemente, i problemi degli altri portavano dei benefici. Prima che il mondo fosse connesso ad un sistema integrale, tutto il mondo agiva per il proprio interesse, senza considerare gli altri. Ogni paese si preoccupava solo del proprio beneficio. Ogni volta, facevamo dei calcoli salutari ed egoistici per guadagnare a spese degli altri. Anche se questo richiedeva iniziare una guerra contro di loro e distruggere l’altro lato della terra, per me era meglio.

Oggigiorno, ci piacerebbe continuare sulla stessa linea, ma non possiamo. Molto presto, scopriremo che la guerra non può essere iniziata. Dipendiamo gli uni dagli altri a tal punto che non posso garantirmi niente da solo. Mancherei di tutto quello che distruggo agli altri.

A questo siamo arrivati: a desiderare il bene per noi, per la nostra nazione, per il nostro paese con la sua struttura e le istituzioni, io devo curarmi di tutti. Solo allora ci sarà il benessere per me.

Questo meccanismo lavora sulla dazione tra i Partzufim, tra le persone e tra la persona ed il Creatore. Devo prendere il desiderio del mio prossimo, con l’obbiettivo di riempirlo e mettere il mio desiderio al suo servizio. Solo a condizione di riempirlo e di aver cura di lui, tutta l’abbondanza scorrerà attraverso di me e mi sarà rivelata 620 volte più grande.

Il mondo ancora non capisce in quale sistema stiamo entrando. Per far si che funzioni, dobbiamo raccontare alle persone di questo non appena possibile. Al contrario, la loro disperazione le porterà alla guerra. Loro, semplicemente, non avranno altra scelta.
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[Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2011, “Arvut (Garanzia Mutua)”]

Quando i problemi non vengono risolti uno alla volta

Domanda: Quando un uomo incomincia ad ascoltarci, in modo naturale gli viene di chiederci: cosa dovrei fare?

Risposta: Si devono ricevere sempre più informazioni sul fatto che il benessere del mondo dipende dalla giusta connessione tra gli uomini. Ed in modo principale dipende proprio da questo. I soldi, il posto di lavoro, la pensione, le vacanze, la salute, l’ecologia, il clima, l’educazione, le relazioni materiali – e tutto quello che possiamo immaginare non può essere costruito o corretto “di testa”.

Ma che cos’è un problema? Se ci troviamo in una crisi finanziaria, allora stampiamo più soldi e lo distribuiamo a chiunque dobbiamo. Abbiamo un problema con la Libia? Allora facciamo pressione sulla Libia. Tutto questo non ha senso, ma non del genere di cui si può riderne. E’ un nonsenso molto amaro.

Non importa quale sia il problema, oggi è impossibile trovare una soluzione di tesa, direttamente, anche se questo è il modo in cui ci siamo comportati in passato. Tutto era molto facile: qualcosa succedeva qui, allora lo correggevamo qui, qualcosa succedeva là e allora lo correggevamo là. Ma questo sistema non funzionerà più. Adesso è impossibile continuare così.

Siamo finiti in un sistema chiuso, e mentre cerchiamo di aggiustare una delle sue parti, un’altra si rompe. Oggi dobbiamo conoscere tutto il sistema. Oggi dobbiamo includere questo sistema dentro di noi, pensare in modo globale come fa questo sistema, e percepirlo in modo globale. Questo è il solo modo in cui possiamo farcela.

Perché le riunioni del G7, 8 o 20 sono inutili? Perché non un solo programma governativo per uscire dalla crisi riesce a funzionare? Qui sta tutta la ragione.

Dobbiamo comprendere che la garanzia mutua è la soluzione ed il giusto approccio a qualunque problema.

(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.07.2011, L’Arvut)

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Il mio ruolo nel gruppo

Domanda: Quale dovrebbe essere il mio ruolo nel gruppo: Zeir Anpin o Malchut? O ambedue?

Risposta: Tu hai bisogno di riempire i tuoi amici con tutte le tue forze. Questo è il comandamento principale della Torà: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Io non sono Malchut, sono Zeir Anpin. Il mio unico desiderio è ricevere i desideri di tutti e riempirli.

Allora, chi rappresenta Malchut? Io gioco il ruolo di Malchut davanti ai miei amici, col fine di ricevere da loro la forza di dare. Questo è un canale differente di interconnessione. Ricevo da loro la forza per essere il datore e quindi mi elevo al di sopra di loro per dare loro. Le cellule del corpo interagiscono allo stesso modo: ogni cellula riceve dalle altre e dona loro.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.06.2011, “Matan Torà (Il Dono della Torà))

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Non addormentare la tua vita

Domanda: Lei ha detto che se una persona arriva alla lezione senza una preghiera, trascura la Torà. Generalmente, arrivo alla lezione senza molto desiderio e voglio dormire, a meno che non consegua un’impressione molto forte dagli amici. Cosa devo fare?

Risposta: Cerca di evitare questi stati durante la lezione. In primo luogo, questo indebolisce gli altri; tu sei tra loro, ma non contribuisci né all’azione esterna, né a quella materiale, né a quella interna, nella forza spirituale. Non solo non partecipi con gli altri, ma li derubi tutti, perché nella spiritualità un ladro è colui che non contribuisce. Gli amici devono essere valutati in accordo a questo principio.

Siamo certamente disposti ad accettarti a qualsiasi condizione. Invece di restare a casa, è meglio arrivare alla lezione e dormire. Tu sai che io non sveglio nessuno, anche se vedo che una persona dorme. In ogni caso, devi perseverare; questo è lo sforzo. Prenditi un’altra tazza di caffè o fa qualcosa che ti risvegli.

Anche io ho sperimentato questi stati mentre studiavo con il Rabash nel gruppo. Poi decisi che avrei registrato tutto quello che Rabash diceva, poiché nel mio periodo di studente, ero abituato a prendere nota delle lezioni all’università. Pertanto, io scrivevo sempre oppure organizzavo i testi durante le lezioni. Oltre a questo, preparavo il caffè o il tè per il Rabash e registravo tutte le sue lezioni con un registratore.

In sintesi, mi incaricai di essere sveglio tutto il tempo con l’aiuto di differenti azioni. Al contrario, mi sarei addormentato e anche se mi piace la scienza, in essa uno non connette gli altri. Pertanto, bisogna inventare diversi trucchi.

Tuttavia, devi capire che la tua partecipazione interna influenza il gruppo e che in base alla tua relazione con esso, rivelerai quello che è scritto nello Zohar. Dopotutto, questo ci parla di quello che succede tra di noi, solo che lo fa in diversi livelli.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.072011, Lo Zohar)

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L’educazione funziona a tutte le età

Domanda: Stiamo cercando di insegnare al mondo l’unità, ma per adesso, un’unità egoistica. Più tardi, come possiamo elevare le persone al livello dell’amore per il Creatore?

Risposta: Loro faranno questo passaggio sotto la nostra direzione. Dopotutto, le stiamo portando nell’orbita di una nuova educazione, invece di lanciarla solo davanti al pubblico.

Le persone dovranno entrare nella rete educativa che include ogni gruppo, da 0 a 120 anni di età, e che entrerà in vigore da adesso fino alla fine della correzione, nel corso di tutti i tempi. Tutto il mondo dovrà sottomettersi ad un processo incessante di educazione. Diciamo che un terzo del giorno si passerà al lavoro e due terzi nell’educazione, che è anche lavorare per se stessi.

Quindi, attraverso una presentazione facile e adattata alle usanze, spiegheremo alle persone i principi di Baal HaSulam, adattati a tutto il mondo. Dopotutto, la scienza della Kabbalah parla del desiderio di ricevere e del desiderio di dare piacere, delle loro relazioni ed interazioni e di come correggere la nostra natura. Non c’è niente di “virtuale”, immaginario, “spirituale” o mistico in questo. Si parla di forze che agiscono dentro di te.

Rivelandola sempre di più, vedrai che niente ti sta obbligando a “galleggiare fra le nuvole”. La “Spiritualità” è l’intenzione di dare. Se sono riuscito a dare ad un’altra persona, significa che sono spirituale; ma se mi preoccupo solo di me stesso, allora sono materiale. Le nostre relazioni, che si basano sulla dazione, sono il mondo spirituale, mentre le nostre relazioni attuali sono il mondo materiale.

Però, non stiamo parlando di nessun tipo di “mondi”. Dopotutto, è difficile per una persona rinunciare alle sue vecchie usanze e pertanto sarà confusa. Così, le diamo spiegazioni semplici, presentando tutta la scienza della Kabbalah senza nessuna terminologia speciale ma con parole scientifiche.

Dobbiamo costruire questo sistema educativo per poter dare gradualmente alle persone la conoscenza della natura umana. Questo è tutto quello che serve. Stiamo parlando della natura dell’uomo, che è l’unica cosa ad essere stata creata.

Grazie a questo, la persona si svilupperà costantemente fino a scoprire quello che è all’esterno: il sistema della sua interconnessione con gli altri. In questa interconnessione, rivelerà il Creatore.

In pratica, possiamo dare spiegazioni in termini di percezione della realtà; la persona non scopre neppure una connessione con gli altri, ma con se stessa. I desideri che le sembrano esterni ed altrui, le se rivelano come propri. Ne risulta che è lei. Attraendo le parti esterne a sé, è come se le cucisse sulla sua pelle o se le impiantasse ed unisse gli organi separati del suo corpo. In accordo a questo, sente e rivela la realtà perfetta.

Adesso vedo solo quello che è presente in una piccola parte del corpo frammentato; ma quante più parti riunisco ad esso, più parti rivelo all’interno di esso.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.07.2011, “Arvut”)

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Sulla preparazione alla lettura del Libro dello Zohar

Domanda: Cosa possiamo fare durante il giorno per prepararci alla lezione del mattino e specificamente alla lettura del Libro dello Zohar, per ricevere il massimo risultato?

Risposta: E’ consigliabile che la persona abbia sempre affianco a sé un libro con dei paragrafi selezionati del Libro dello Zohar o con delle citazioni dei kabbalisti. Se durante il giorno può ascoltare delle lezioni registrate, allora che le ascolti, se può leggere, che legga, se può solo pensare, che pensi.

Ci sono persone che durante il loro lavoro non possono né leggere, né ascoltare, né pensare alla spiritualità, perché sono assorte completamente nel lavoro e solo a volte possono ritornare all’intenzione. Ci sono differenti situazioni.

Rabash diceva sempre che è consigliabile scegliere un lavoro fisico semplice e facile, che non richieda degli sforzi all’uomo, né nella mente, né nei sentimenti; però ai giorni nostri questi lavori quasi non esistono. Per questo, una persona deve stabilire per se stessa un orario, cioè deve disconnettersi dal suo lavoro ogni ora per cinque minuti e connettersi alla spiritualità.

Ognuno deve cercare di fare tutto il possibile nelle condizioni nelle quali si trova. Questi impegni sono i suoi sforzi.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.06.2011, lo Zohar)

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Lo Zohar aiuterà tutti

Domanda: Possiamo utilizzare la lettura del Libro dello Zohar per correggere le difficili condizioni nelle quali molte persone del mondo si trovano attualmente? La saggezza della Kabbalah è stata rivelata e tutti possono leggere lo Zohar. Aiuterebbe una persona che non sente la necessità del gruppo, studiare e capire?

Risposta: Dobbiamo renderci conto che, in realtà, l’uso della saggezza della Kabbalah è efficace solo se la persona vuole avanzare verso la correzione. Vediamo che passa del tempo fin quando le persone che vengono a studiare la saggezza della Kabbalah, si uniscono al gruppo e cominciano a capire ed ascoltare quello che sta succedendo. Questi sono cambiamenti interiori molto lenti nella persona, tappa dopo tappa.

Pertanto, dobbiamo capire che la “Segulà”, “un effetto speciale della Luce”, comincia molto prima che la persona si renda conto di essere sotto la sua influenza. La Luce che Riforma lavora nella persona come un bebè che ancora non sa come si sta sviluppando, a quale scopo, o verso dove deve avanzare. Lui si sente attratto da un gioco interessante e gioca con i suoi giocattoli ed amici del gruppo.

Siamo nel gruppo e questo è il nostro ambiente. Ci sono persone che non hanno un gruppo, ma questo non importa. La chiave è che in qualche modo, utilizzino i mezzi per attrarre la Luce che Riforma: il Libro dello Zohar, le opere del Baal HaSulam, gli articoli e le lettere del Rabash, la musica kabbalistica, le canzoni.

Pertanto, la lettura del Libro dello Zohar, in qualsiasi condizione, anche se una persona non sta ancora pensando al gruppo ed all’unità, ma vuole migliorare la sua vita, anche così aiuta. Se tutto il mondo è già entrato nella tappa di sviluppo nella quale possiamo ottenere l’unità tra di noi, allora l’uso delle fonti che portano la Luce che corregge è benefico.

Non tutti devono sedersi con noi e con migliaia di persone in tutto il mondo durante le lezioni del mattino. Dobbiamo anche risvegliare le persone che non hanno una connessione con noi, le quali non hanno mai sentito che devono studiare per il bene dell’unità tra le persone. Baal HaSulam dice che siamo entrati nel periodo del Messia e tutta l’umanità deve avanzare in questa direzione.

Pertanto, è desiderabile che una persona si connetta alle fonti primarie, anche senza nessun tipo di intenzione.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.06.2011, Lo Zohar)

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Il mio amico di dialogo

Domanda: Come seleziona lei i suoi amici di dialogo?

Risposta: Ci sono persone che descrivono gli avvenimenti, li studiano come scienziati o pubblicitari e ci sono anche quelle che approfondiscono l’evoluzione e la ricerca della sua direzione generale, nel significato interiore e nella sua causa ed effetto. Loro possono esaminare profondamente l’evoluzione, guardando attraverso ed al di là di essa, alle sue connessioni ed agli scopi, così come agli effetti della forza che li sviluppa e dirige.

I kabbalisti hanno la capacità di analizzare l’evoluzione nel livello più profondo. Tuttavia, qualunque ricercatore per me è interessante, poiché aiuta ad esporre una tendenza generale del mondo a livello degli scienziati, dei pubblicitari e delle masse.
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La soluzione alla crisi globale: Cambia te stesso per aggiustare il mondo

Domanda: Non capisco in che modo differisce il futuro dal passato, cosa ci rende incapaci di controllarlo e di trovare una soluzione per la crisi e per il corso corretto dello sviluppo?

Risposta: L’uomo ha sempre sperimentato dei cambiamenti (si è evoluto in maniera egoistica) e quindi, in base a questi cambiamenti ed in accordo ad essi, cambiava l’ambiente affinché questo si “adattasse” a lui. Oggi però, ha smesso di evolversi in maniera egoistica; lo sviluppo egoistico graduale dell’uomo si è concluso. Pertanto l’uomo smetterà di cambiare il mondo che lo circonda.

Da questo punto in avanti, il movimento sarà “inverso”. Nel presente, la natura, l’ambiente circostante, sta cambiando: ci si presenta come un sistema globale, integrale e ci forza ad adattarci ad esso, a connetterci con tutto il mondo come una sua parte integrante.

In altre parole, la fase nella quale siamo entrati non è di trasformazione involontaria dell’egoismo umano che impone all’uomo di cambiare la natura affinché questa si “adatti” a lui. Al contrario, è l’uomo che deve cambiare per allinearsi ad una nuova situazione, nella quale la natura cambia “davanti ai suoi occhi”. Ciò significa un cambiamento di modello: se precedentemente non partecipavamo alle nostre trasformazioni interne e continuavamo a cambiare l’ambiente affinché questo si adattasse al nostro egoismo (facevamo in modo che servisse alle nostre necessità), oggi è il mondo che ci circonda che si sta trasformando e ci sta forzando a cambiare per combaciare ad esso.

Il movimento è al contrario: non dall’uomo verso il mondo che lo circonda, ma dal mondo che lo circonda all’uomo. Cioè il mondo, l’ambiente naturale, sperimentando un cambiamento, farà in modo che la persona e tutta l’umanità cambino di conseguenza.

L’umanità dovrà cambiare, ovvero correggersi per essere in accordo con la natura; questo non è mai successo prima. L’uomo non ha mai preso in considerazione la natura, ma l’ha alterata: “Il nostro scopo è prendere dalla natura tutto quello di cui abbiamo bisogno”, cioè fare in modo che serva il nostro ego.

Adesso, l’umanità dovrà cambiare, invece di cambiare la natura che la circonda. Così l’uomo deve cominciare a raggiungere la natura, deve prima “vederla” e dopo pensare a come essere in armonia con essa. La Natura è di fatto il Creatore. Pertanto, arriviamo alla necessità di realizzare tutta la natura, cioè il Creatore, cambiando noi stessi per “armonizzarci” con Lui.

Questo è il punto di non ritorno che chiamiamo “crisi”, e non ne saremo fuori fin quando non capiremo cos’è questo nuovo modello della nostra esistenza: non cambiare il mondo affinché si adatti a noi, ma cambiare noi stessi per adattarci al mondo.

Se continueremo a fare dei tentativi di alterare la natura affinché ci serva, ci metteremo in opposizione ad essa ed alla fine, questa ci “schianterà” facendoci passare attraverso orribili sofferenze.
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