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La divulgazione è come far nascere nel mondo spirituale

Domanda: Io non sento che il mio progresso spirituale dipenda dagli uomini. Come faccio per affrontare l’insorgere di questo sentimento?

Risposta: Ci sono molte donne che si sentono auto-sufficienti. Sono impegnate con la divulgazione, guardano le lezioni e sono insieme con noi con i loro cuori e anima. Credono di non dipendere dagli uomini. Questo non ha importanza. Sono sempre nel nostro desiderio collettivo, Kli.  Sono comunque insieme a noi.

Anche se una donna è completamente impegnata con un lavoro specifico, come le traduzioni, la scelta dei materiali, o qualsiasi altra azione, la sua partecipazione copre tutte le altre cose, poiché la divulgazione è virtualmente l’applicazione più importante del desiderio femminile. È similare al far nascere nel nostro mondo.

Quindi, la partecipazione delle donne nella divulgazione è la migliore azione per la loro correzione. Ci sono delle donne che esistono separatamente da qualche parte,  senza essere in contatto con altre persone. Forse abbiamo bisogno di più contatto virtuale. Sono a favore di una buona connessione virtuale. Ma perfino se una donna sta per proprio conto e partecipa nella divulgazione, è sempre nella nostra aspirazione collettiva che si muove in avanti. Lei sente definitivamente di avanzare con noi.

Ho molti esempi di questo tipo. Lavoro con molte donne nel mio blog, nella scelta degli articoli, nelle traduzioni, nella pubblicazione dei libri e tante altre attività. Io valuto molto questo lavoro. Sono assistenti leali, attendibili, ed io vedo i loro progressi. Anche se il gruppo femminile non è ben organizzato, stanno avanzando, e stanno avanzando bene con tutti gli altri, per lo meno come il gruppo maschile.
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(Dalla seconda lezione del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

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Parla quando hai qualcosa da dire

Domanda: Come possiamo rivolgerci al mondo per diffondere il messaggio della garanzia mutua? Cosa possiamo usare per interessare ed entusiasmare una persona?

Risposta: Non possiamo richiamare una persona alla garanzia mutua, perché dovremmo mostrare quali sono le ricompense, dimostrare cosa ci può guadagnare. Le pubblicità promettono un sacco di piacere. “Compra! Non puoi neanche immaginare quale felicità hai a portata di mano.” Possiamo usare questo stesso stile per pubblicizzare il sostegno reciproco? Se non possiamo, sarebbe meglio starcene zitti.

Dunque, dobbiamo preparare delle spiegazioni corrette, dopo le quali un uomo non sarà più capace di restare a casa, ma correrà di gran fretta verso degli obbiettivi precisi. Se abbiamo qualcosa da dire, vale la pena iniziare una conversazione, ma non siamo ancora capaci di farlo. Questa è la ragione per cui stiamo studiando.

Oggi, non abbiamo niente per attirare il mondo al sostegno reciproco. All’inizio il mondo non ne sente il bisogno. La garanzia mutua non è cibo, sesso, famiglia, denaro, potere o conoscenza. Come possiamo dargli un aspetto riconoscibile e promettere qualcosa che ci sia familiare e comprensibile? Bisogna rivolgersi agli uomini in base ai loro desideri. Ci dobbiamo preparare seriamente, ma dobbiamo aspettare la loro iniziativa.

Un po’ più di crisi, un po’ più di problemi e, di conseguenza, sullo sfondo di queste nuove necessità, saremo in grado di parlare agli uomini. Contrariamente, non sarà possibile raggiungere un uomo prima che il nostro proposito abbia soddisfatto i suoi desideri.

La pubblicità si basa su quei desideri che sono innati in noi fin dal principio. Con grande esperienza li adatta ai nostri scopi, prende la forma corrispondente al piacere che pubblicizza. Attraverso cosa posso rivestire il piacere del sostegno reciproco e dell’unione?

Il “rivestimento” dovrebbe essere tale da far vedere agli uomini i vantaggi. “Avrò più cibo, più sesso, più felicità in famiglia, più sostegno ed onore. Avrò la forza, l’educazione, il denaro, e così via.” Se non ci sono cose come queste, rimane solamente un’idea astratta come “Ragazzi, diventiamo amici”. Dobbiamo cercare i sistemi per avvicinarci agli uomini, per comunicare con loro in modo da far capire loro che ne vale la pena.

Qual è il vantaggio del sostegno reciproco e dell’unione? Oggi, possiamo dire che permetterà agli uomini di stabilire un equilibrio con la natura, di far fronte ai problemi ecologici come l’invasione delle meduse, e l’attività solare o ai problemi della disoccupazione.

Ad ogni modo, il nostro messaggio deve essere presentato in una forma chiara, concisa, e semplice, senza paragoni filosofici tra il sostegno reciproco e il prezzo della cagliata. Gli uomini devono capire la necessità di un chiaro legame che hanno l’uno con l’altro: “Se aderiremo al sostegno reciproco, avremo dieci porzioni di cagliata al giorno. Se non lo faremo, non saremo in grado di comprare nulla.” Le nostre spiegazioni devono essere chiare e specifiche per questo preciso livello.
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(Dalla 5 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.07.2011 “Matan Torà (Il Dono della Torà)”)

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L’embrione dell’anima e la sua crescita

Domanda: Può spiegare la connessione tra una persona, la sua anima ed il Creatore? Lei sta dicendo che una persona non ha l’anima finché non la sviluppa?

Risposta: Ogni persona ha un punto nell’anima simile ad una goccia di liquido seminale ed abbiamo bisogno della forza per svilupparlo. Proprio come una goccia di liquido seminale aderisce all’utero, riceve il nutrimento dalla madre e comincia a crescere, noi abbiamo bisogno di aderire alla società e cancellarci in relazione ad un gruppo adeguato, come se fossimo nel ventre della madre.

Se io mi cancellassi, non sarei un corpo estraneo all’interno del gruppo, proprio come una goccia di liquido seminale non viene percepita come qualcosa di estraneo. È per questo che il corpo non la rifiuta e l’embrione può crescere.

Allo stesso modo, io mi cancello davanti al gruppo e ricevo la sua forza. Allora, il mio punto spirituale, il principio della mia anima, comincia a crescere. Nella sua crescita, segue esattamente le stesse tappe di un embrione all’interno di sua madre. Ciò è spiegato in migliaia di pagine dei libri cabalistici. Queste tappe della nostra anima sono chiamate di conseguenza, come “concepimento, allattamento, maturità” (Ibur, Yenika, Mochin).

Se una persona non comincia questo processo, in altre parole, se non rivela la dimensione superiore che esiste al di fuori di lei in una maniera o nell’altra, data la sua connessione con gli altri, allora il suo corpo muore e questo punto dell’anima resta semplicemente un punto. Ancora una volta, si riveste in un corpo e lo accompagna, dandogli l’opportunità di crescere.

Tuttavia, quando una persona realizza anche il più piccolo grado, il primo grado spirituale, sente già di appartenere ad un’altra dimensione, ad una dimensione spirituale ed eterna. È eterna perché esiste al di sopra del nostro egoismo materiale, bestiale, che riguarda il nostro corpo. Quindi, il corpo può morire e decomporsi e la persona non si associa più ad esso, ma al grado spirituale che ha raggiunto.

Dobbiamo raggiungere almeno il primo grado ed allora diventa molto più facile avanzare, perché la persona comincia a vedere i passi che ha bisogno di fare.
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(Dalla lettura a Roma del 20.05.2011)

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Dare non significa imporre

Domanda: Io devo rafforzare il mio desiderio di divulgare la saggezza della Kabbalah. Maggiore sarà il mio desiderio, maggiore sarà la mia capacità di dare al mondo. Come facciamo a far crescere un desiderio abbastanza grande da esplodere al di fuori?

Risposta: Per riuscirci, abbiamo bisogno di sviluppare la capacità a creare un’empatia con gli uomini per riuscire a sentire il loro dolore. Diciamo che ci siamo “fatti prendere” da certi concetti di Baal HaSulam, abbiamo deciso di rivelare il Creatore, e di unirci a Lui. Ora, vogliamo imporre il nostro pensiero a tutti gli altri uomini. Si tratta di dazione?

Donare agli altri uomini significa appagare i loro desideri invece dei propri. Non li obblighiamo ad accettare tutto ciò che è importante per noi. Al contrario, i loro desideri diventano importantissimi per noi. Questa è la dazione.

Diversamente, non vorremmo altro che imporre loro qualcosa.

Per esempio, gli uomini vogliono vedere il calcio, ma noi chiudiamo tutti gli stati. “Glielo farò vedere io il calcio. Asfalterò tutti i campi. Farò passare una legge che vieterà il gioco del calcio”. Pensiamo che in questo modo avranno del tempo libero per la loro correzione interiore. Lo desideriamo. Ma loro non vogliono alcuna correzione affatto; vogliono vedere il calcio.

Pensate che questo sia amore? Pensate veramente che si possa dare qualcosa agli uomini con la forza? No, non facciamo altro che rovinare le loro vite. E’ una cosa giusta questa?

Amare qualcuno significa raccogliere i suoi desideri e appagarli. Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno di un sistema educativo, in modo da poter agire gradualmente, con pacatezza, e senza alcuna pressione.

Dobbiamo spiegare agli uomini che tutte le loro disgrazie sono causate da una mancanza di equilibrio con gli altri uomini e dall’odio sempre verso gli uomini. Questo è esattamente ciò che ci pone in posizione opposta alla natura, ed è la ragione per cui soffriamo a diversi livelli.

Spieghiamo le cose non appena si presenta un’occasione e piano piano avviamo una comunicazione con coloro che ricevono il nostro messaggio anche se a diversi livelli. Dobbiamo andare verso gli uomini con delle cose che promettano loro il benessere.

Per esempio, adesso è periodo di vacanza . Andiamo negli aeroporti a distribuire alle persone in partenza per le vacanze degli opuscoli con illustrazioni colorate ed umoristiche, ma che allo stesso tempo esprimano l’idea che desideriamo trasmettere. Facciamo in modo che questi opuscoli siano piacevoli da aprire durante il volo o il periodo di vacanza. La forma dell’opuscolo deve corrispondere all’umore del vacanziero, mentre il contenuto deve essere interessante, con la promessa di stare bene una volta che sarà ritornato a casa.

Siamo in grado di realizzare un opuscolo così? Finora, non lo abbiamo fatto.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.07.2011 “Matan Torà (Il Dono della Torà))

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C’è qualcosa di buono nel mondo?

Domanda: Vedo non solo il male, ma anche il bene nel mondo. Devo trovare il male che è in me e correggerlo, e cosa posso fare con il bene?

Risposta: Di fatto, non c’è niente di buono nel mondo esterno. Questo è un’immagine del mio egoismo. Se miro allo scopo corretto, comincio a notare la buona radice in tutto quello che mi circonda perché comincio a vederlo come la manifestazione della Luce, del Creatore. Questo si rivela solo nella misura dei miei sforzi per raggiungere lo scopo attraverso questo mondo.

Non credo che tu debba prestare particolare attenzione a questo mondo, né analizzarlo. Comincia ad aspirare alla meta attraverso di esso e questo mondo ti tirerà in alto, cambierà la sua forma.

Scoprirai che non c’è niente di buono se non connetti la tua corretta intenzione ad esso. Non c’è niente di buono in o per se stessi. C’è un grande desiderio corrotto che diventa buono con l’intenzione di dare, con l’intenzione di lavorare per il bene degli altri.
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(Dalla lezione 7 del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

Sostare alla soglia

Domanda: Che cosa significa il concetto “segreti della Torà”?

Risposta: Un “segreto” è qualcosa che non possiamo rivelare, anche se per me è chiaro che esiste. Io esperimento la sensazione di “segreto” quando sono davanti a qualcosa di nuovo, prima di aprire la porta.

Inoltre, senza relazione a me, i “segreti della Torà” sono le Luci che sono occulte da Atik. Sono in testa di Arich Anpin nella forma di una saggezza occulta. Queste luci sono nascoste perché adesso non possediamo una copertura per loro che ci permetta di fare i discernimenti. Tuttavia, per me non sono un segreto giacché io non le sento.

Il vero segreto è la tenda che io sento. Per esempio: esilio è l’anticipazione della redenzione, che si sente estremamente necessaria ma non ancora acquisita. All’interno della vera sensazione di vuoto, io riesco già a vedere i contorni del futuro riempimento. Questo significa esperimentare se stessi in esilio: io capisco e sento quello che voglio, ma mi manca l’esecuzione.

La stessa cosa è vera per un “segreto”: io sento che mi manca la qualità di dazione perché all’interno della sua Luce di Hassadim io possa rivelare la Luce di Hochmà. La conoscenza che porta questa Luce è nascosta da me.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.04.2011, Rivelando una parte, coprendone due)

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Tutto quello di cui abbiamo bisogno è unirci

Domanda: Si suppone che dobbiamo cominciare la nostra correzione con il livello animato, vale a dire ridurre il nostro consumo solo al livello del bisogno?

Risposta: No, non lo dovremmo fare. Non si tratta solo di ridurre unicamente lo sfruttamento della natura, per di più, non sappiamo davvero in che modo limitarci.

Ciò deve avvenire in maniera naturale, per contro proprio. Se la mia testa è “nelle nuvole”, nell’ispirazione spirituale, istintivamente consumo solo quello di cui ho bisogno per il sostentamento. È assolutamente superfluo mettere in circolazione una tessera di razionamento ed un materasso gonfiabile per tutti. Questo non è quello di cui stiamo parlando.

Lavoriamo in maniera reciproca nell’interconnessione tra noi con il fine di costruire un sistema integrale simile alla natura in tutti i suoi livelli. Il livello parlante ci viene dato affinché organizziamo questo sistema per noi e se lo costruiamo, sicuramente avremo l’attitudine corretta nei confronti di tutta la ricchezza naturale, usando le nostre risorse come questa elevata necessità impone.

Né l’austerità, né “il movimento verde” o uno stile di vita vegetariano ci porteranno al successo. Al contrario, dobbiamo pensare solamente alla nostra struttura interna, alla connessione corretta tra di noi nel grado umano ed allora tutto il resto delle nostre relazioni con i livelli, inanimato, vegetale ed animato, saranno in equilibrio.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 01.05.2011, “La Pace nel mondo”)

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L’afflizione deve diventare gioia

Scritti del Baal HaSulam, lettera 19: Una persona non è pronta per tutta l’adesione con il Creatore in un solo colpo, ma gradualmente, come è scritto, “La bontà e la pietà devono seguirmi”. È per questo che Lui ha creato i desideri, i quali sono l’inizio dell’adesione, come è scritto: “un giusto che soffre”. Egli soffre perché il Creatore non desidera l’adesione con lui. È per questo che la persona sente desiderio ed afflizione senza amore, il che è necessario per l’adesione. La persona sente la sofferenza, la quale diventa la gioia dell’adesione.

Domanda: Come possiamo aspirare alla connessione con il Creatore dagli stati di sofferenza che Lui ci invia?

Risposta: Il Creatore non ci invia la sofferenza. Da Lui proviene solo la bontà, ma nel mio egoismo io sento la Sua attitudine buona nella maniera opposta, il che vuol dire che io sperimento la sofferenza; ma questo è esattamente “il risveglio” di cui ho bisogno per raggiungere la meta, per cambiare il mio egoismo verso la dazione. Quindi la sofferenza diventa piacere.

Non cambia niente, solo la mia attitudine verso il mondo, come è scritto: “Mangerai ciò che è vecchio”. Hai cambiato te stesso ed hai cambiato la tua attitudine verso ciò che succede. Sei asceso al di sopra del tuo desiderio di provare piacere e per questo, invece della sofferenza, sperimenti il piacere.

Aspiravi solitamente a delle fonti immaginarie di riempimento, ma adesso, la tua aspirazione per il Creatore, la tua afflizione e la sofferenza sono diventati riempimento, perché non vuoi nient’altro che questo. Vuoi solo desiderarlo e questo è sufficiente per riempirti.

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05.2011, Scritti del Rabash)

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Unità come un vaso

Domanda: Nella nostra divulgazione, possiamo descrivere il Creatore come una forza d’unificazione e usare l’unità degli organi del nostro corpo come esempio?

Risposta: No, l’unificazione è il mezzo, non il fine. Tutti gli organi del corpo sono saldati insieme, lavorano in armonia e si complementano uno con l’altro e ognuno annulla se stesso per unirsi e servire gli altri.

Per questo motivo il corpo diventa un sistema integrale, che risveglia una forza speciale che appartiene alla dimensione superiore: la forza della vita. Non è semplicemente un’esistenza materiale nel livello animato, ma uno stato superiore dell’essere, il raggiungimento della completezza del corpo e del suo scopo.

Da dove viene? Inizialmente, attraverso le quattro fasi della Luce Diretta, tutto è sceso dalla fase radice alla quarta fase. Ma, più avanti, avendo raggiunto l’unità, il quarto stato sale alla forza che ha creato questa completezza per iniziare; cioè, torna alla fase radice.

Questa è una legge universale: Completando un livello inferiore, sia arriva all’inizio del seguente. È per questo che quando ci uniamo raggiungiamo una forza superiore. La completezza è un vaso, e la forza che riveliamo in esso è il Creatore.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 03.05.2011, L’importanza della divulgazione della Kabbalah)

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L’espansione è nella dazione

Domanda: Mi dirigo al Creatore affinché mi aiuti nella dazione verso un essere umano. Potrebbe descrivere questo in un linguaggio più scientifico, giacché in essenza, il Creatore è la legge della natura?

Risposta: Come sappiamo, Malchut dovrebbe cancellarsi davanti a Zeir Anpin (ZA). Quindi ZA accetta il suo desiderio ed i loro desideri si elevano insieme alla madre, Binà. In risposta, Binà deve dare a Zeir Anpin uno stato adulto (in maniera che ZA cresca), come la Luce di Malchut.

Questo è ciò che il datore realizza. Se qualche volta desideri davvero dare al tuo amico, riceverai il doppio. Quello che gli dai creerà uno stato adulto in te, così produci un grado più alto nel tuo amico e glielo dai.

Per lui, sarai spiritualmente grande, sarai il datore. In questo ruolo, riceverai nuovi desideri da lui, e dall’alto, ottieni il riempimento. Pertanto, ti espandi “costantemente” ricevendo i desideri degli altri e la Luce dall’alto.

Questo è ciò che significa essere il datore. Tuttavia, ti “espandi” nei vasi di dazione. Qui si nasconde una trasformazione psicologica. Come puoi crescere di più nella dazione? Dov’è il beneficio? Come posso riempirmi? Cosa mi riempie?

Il nostro problema è che non sentiamo molto guadagno nei vasi di dazione, ma questo è evidente dal grafico.
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[Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.06.2011, “Matan Torà (La Dazione della Torà)]

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