Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

Una domanda sul Kabbalah Center e gli amuleti

Domanda: Ho familiarizzato prima con la Kabbalah attraverso il Kabbalah Center. Ho una collezione di libri dello Zohar tradotti in inglese da Michael Berg. Mi piace la pagina web che lei dirige e ricevo anche le loro mail, ma recentemente ho visto un video nella sua pagina nel quale lei dice “Si fili rossi”. Lei si distingue dal Kabbalah Center di Los Angeles (dei Berg)? E se così fosse, qual è la differenza tra l’informazione che impartisce lei e la loro? Vorrei anche sapere riguardo allo Zohar che ho se lei crede che le interpretazioni di Michael Berg siano precise?

Risposta: Ci sono molte organizzazioni che studiano la Kabbalah. Se studi solo i materiali autentici di Baal HaSulam con l’intenzione di elevarti al di sopra del tuo ego, non per ottenere la salute, il successo negli affari o per predire il futuro, ma per ottenere un’esistenza modesta in questa vita materiale e raggiungere la dazione totale alle persone, sei nel luogo giusto.

In nessuna parte della Kabbalah troverai informazioni sugli amuleti come metodo di correzione dell’egoismo e l’ARI li critica. Come può il denaro comprare il futuro, se tutto l’insegnamento della Kabbalah è sul metodo della correzione dell’egoismo?
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Conferenza in New York – 11/12.09.11

Conferenza in NY per gli Studenti del Learning Center, Lezione 1
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Conferenza in NY per gli Studenti del Learning Center, Lezione 2
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Un esame di Kabbalah

Domanda: Quando io leggo i suoi libri, io sento la rivelazione di un mondo nuovo. Tuttavia, appena li chiudo, ricordo soltanto me stesso. Come faccio a rimanere con la sensazione che avevo mentre leggevo?

Risposta: Tu non devi ricordare niente, ma piuttosto dimentica, ed è meraviglioso se lo fai! Dopo tutto, se non dimentichi, agisci in base a quello che ho scritto nei libri, conforme alla mia mente e sentimento. Se leggi molto, rileggi quello che hai già letto e continui a dimenticare, tu accumuli le tue sensazioni interiori. Hai bisogno di fare questo, e questo è il tuo adempimento.

Più dimentichi e meglio é. Una persona deve uscire dalla lezione e non ricordare nulla, poiché la saggezza della Kabbalah non è come altre scienze del nostro mondo che richiedono la memorizzazione. Quando si studia all’università, bisogna ricordare la conoscenza e dopo dimostrarlo in un esame. In Kabbalah, l’esame testimonia quello che ho costruito dentro di me come risultato di quello che ho letto e ascoltato.

Perciò, io raccomando vivamente a tutti di avere un set dei nostri libri. Leggeteli a casa, mentre vi spostate in autobus o in treno, nella pausa pranzo, in qualsiasi occasione abbiate per aprire un libro. Attraverso il libro vi connetterete alla radice spirituale.
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Lasciamoci guidare dalla luce

Domanda: Qual è il significato di “necessità”, della quale dobbiamo sempre interessarci?

Risposta: Una necessità per me è quella di sentire sempre la connessione con la Luce che mi guida come un adulto guida un bambino tenendolo per mano. Questa è la maniera nella quale desidero essere in connessione con la Luce per poter sentire costantemente che mi guida in avanti.

Vi ricordate quando eravate trascinati dalla mano della vostra madre? Lasciamo che la Luce ci conduca nella stessa maniera!
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.05.2011, Gli scritti di Rabash)

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L’amarezza della disuguaglianza

Domanda: Come possiamo spiegare alla gente il vero significato della giustizia sociale?

Risposta: Insieme alle richieste esterne, la gente sente dentro di sé l’amarezza della disuguaglianza, dell’ingiustizia sociale e nazionale, di diverse differenze. La persona si valuta non per quello che è, ma in comparazione agli altri. Non lo avevamo mai vissuto prima come oggi, ma quando guardiamo gli altri, ci sentiamo male.

Certamente, ci sono persone che vivono davvero “di assegno in assegno” ed il loro livello di vita deve essere elevato immediatamente al livello minimo. Comunque, tutti gli altri squilibri devono essere riempiti principalmente per mezzo dell’unione reciproca.

La “distribuzione giusta” non aiuterà qui, ma aggraverà solamente i conflitti. Qualunque aggiunta a qualcuno può risvegliare rumori e critiche, malcontento e risentimento. Cerca di aumentare i salari in uno dei settori e questo sarà odiato. Anche se non si fa a spese mie ed anche se non si suppone che io ottenga di più, continuo a chiedere perché il denaro è stato dato a loro e non a me.

In quale caso sarò felice del fatto che ad una persona venga dato un aumento di salario? Solo se sono connesso a lei per mezzo di legami. Così, in primo luogo, mi devono insegnare l’attitudine corretta affinché io la prenda in considerazione. Per cominciare, anche prima di arrivare alla garanzia mutua, dobbiamo capire che dipendiamo completamente dagli altri.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.08.2011, “La Nazione”)

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Lascia andare il mio popolo!

Domanda: Fino a dove deve andare l’umanità per rendersi conto che il vero problema è l’ego?

Risposta: Dovremo andare fino alla fine e già vedo che gli economisti cominciano a dire le parole della Kabbalah e comparano il nostro ego ad un tumore cancerogeno.

Qual è il limite che il mondo deve raggiungere prima di arrivare a questa coscienza? Vicino alla completa autodistruzione, poiché è così che funziona il nostro ego. È come la storia del Faraone: immagina una terra grande e bella, una vera oasi nel mezzo del vecchio mondo miserabile, che si rovina completamente dopo le dieci piaghe d’Egitto e l’unica ragione è che il nostro ego testardo insiste nel mantenersi sulla sua posizione.

È incapace di fare altro perché non sente o capisce che c’è una soluzione. Possiamo utilizzare questo esempio per vedere che dobbiamo andare sempre dall’ego e chiedere: “Lascia andare il mio popolo!”.
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Perché sono cosi aggressivi i rivoltosi?

Domanda: Da dove prendono questa grandissima forza di aggressione i rivoltosi e i saccheggiatori, prima in Inghilterra e più recentemente in Francia?

Risposta: Per la prima volta nella storia, la giovane generazione, insieme alla generazione anteriore – i loro genitori, entrambe pensano che la giovane generazione avrà una vita peggiore della generazione precedente. Inoltre, è incerto se potrà vivere e per quanto tempo.

Le persone hanno sempre pensato che “i nostri figli faranno meglio di noi”. In particolare, da metà del ventesimo secolo in poi, la generazione che seguiva un’altra viveva sempre meglio della precedente. Ma questa tendenza ebbe fine con il completamento della crescita dell’egoismo e la sua chiusura in un sistema integrale, al quale non corrispondiamo. Quindi, non sappiamo vivere da quel punto in avanti.

È sorto un enorme sentimento d’incertezza, che evoca sentimenti di paura e poi aggressione, e il desiderio di fare qualsiasi tipo di azione per poter portare alla luce quello che sta succedendo. La soluzione del problema risiede nell’educazione, cioè una spiegazione del fatto che se diventiamo similari alla natura diventiamo onnipotenti come essa.

Equivalenza con la natura significa cambiare la nostra unificazione egoista e involontaria a una volontaria, altruista e mutua, finché raggiungiamo l’amore universale. All’interno di quell’amore riveleremo la nostra eternità e perfezione, che sono presenti nelle fondamenta della natura.
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Il gruppo interiore, non esteriore

Domanda: Come possiamo effettuare i nostri chiarimenti in relazione al gruppo: parlare con loro, agire insieme, o essere fisicamente in un posto?

Risposta: “Tutto si chiarisce nel pensiero”, e niente può essere visto dall’esterno. Una persona può apparire indifferente, perfino maleducata, impaziente, e non esprimere la propria buona attitudine verso gli altri. Probabilmente è il suo carattere, o lo fa di proposito per non indebolire i propri sforzi interiori.

Uno deve cercare l’immagine interna del gruppo, il luogo dove tutti i nostri desideri, pensieri, traguardi, e comuni speranze esistono, e aderire a questo. Giudicando dalle manifestazioni esteriori, renderebbe difficile per te accettare il gruppo. Accadrà più tardi, quando smetterai di prestare attenzione all’esterno poiché “l’amore copre tutti i peccati”.

Tu vieni in questo posto perché le persone che ci si riuniscono hanno i punti nel cuore, per cui, avvicinati di più a questi punti interiori.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.05.2011, Gli scritti di Rabash)

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Il Linguaggio dei Rami che connette i Mondi

Domanda: In accordo alla descrizione del “linguaggio dei rami”, che definisce la relazione tra la radice ed il ramo, sembrerebbe che siano certe forze o anche campi a connettere differenti stati.

Risposta: Un campo di energia è un determinato stato. In realtà il linguaggio dei rami connette il campo o dominio della ricezione a quello della dazione. Ogni parola è destinata ad indicare il cammino di uno stato ad un altro ed a portarci da uno stato all’altro.

Si evince che il linguaggio dei rami non spiega qualcosa su di un solo piano, ossia su questo mondo oppure su quello superiore, cioè sul piano della ricezione o su quello della dazione; piuttosto, ti mostra il cammino, come se ti trascinasse, desiderando portarti dallo stato della ricezione a quello della dazione.

La principale differenza di questo linguaggio è che ci porta ad un altro livello, mentre tutti gli altri linguaggi restano sullo stesso piano e non provocano un’ascesa al prossimo grado. Il linguaggio dei rami è chiamato così perché aspira ad elevarti dai rami alle radici. È costruito come un ascensore o come una gru. È per questo che indica la radice spirituale ed inoltre contiene il suo codice completo: TANTA (Taamim-Nekudot-Tagin-Otiyot), i dati interni della radice.

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.07. 2011, Talmud Eser Sefirot)

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Mettiti nei panni degli altri

Domanda: Quando qualcuno cerca di alleviare le sofferenze di un’ altra persona, questo aumenta la distanza tra quest’ultima e la spiritualità?

Risposta: Può sembrare che quella persona soffrirà di meno, ma allora non si domanderà nemmeno per quale motivo esista la sofferenza. Questo significa che se io auguro del bene alle persone, io li debba forzare a soffrire?

Di base, il comandamento principale nella Torà è quello di “ama il prossimo come a te stesso”. Semplicemente mettiti nei panni degli altri. Per esempio: pensa cosa faresti se tu fossi il tuo bambino più piccolo e caro, e allora farai la cosa giusta.
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