Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

Il Linguaggio di una nuova cultura

Domanda: Noi speriamo che il metodo dell’educazione integrale venga divulgato in tutto il mondo. Come vedi l’interazione del gruppo di Mosca con i gruppi del Sud America, per esempio? Conviene loro mantenere una relazione reciproca?

Risposta: Se ci sbarazziamo della barriera linguistica attraverso delle traduzioni simultanee, le persone si capiranno perfettamente. Esse capiranno i sentimenti, le canzoni, le danze e le diverse espressioni. Tu vedrai che improvvisamente loro hanno gli stessi movimenti del corpo.

Quando parliamo dell’integrazione, le persone cominciano ad esprimersi allo stesso modo, a dispetto di chi esse siano. Le differenze nazionali, etniche e razziali si disperderanno.

Per esempio, i nativi del Sud America e dell’Africa, che hanno dei movimenti di ballo completamente differenti, cominciano a muoversi in maniera sincronizzata, cercando di sentirsi reciprocamente. La loro danza non sembra più la danza moderna, dove tutti sono distanti sei piedi gli uni dagli altri e nessuno vede gli altri mentre si gira e saltella su se stesso. Al contrario, loro cercano di stare insieme, di venire in contatto, di essere più vicini, forse persino di smettere di muoversi, ma di sentirsi fisicamente e più importante, interiormente.

Loro acquisiscono un linguaggio del corpo completamente differente e direi, una nuova cultura, una nuova comunicazione ed un nuovo comportamento. Ma non è solo una cultura, è una nuova forma d’arte, l’arte della danza e dell’espressione che proviene precisamente dalla sensazione integrale.

Spero che questa cultura emerga e venga rivelata e forse attraverso di essa, l’umanità si adatterà al mondo integrale. Questo è scioccante e ci mostra che ci stiamo davvero avvicinando alla singola immagine di “Adamo”.

Questo è un linguaggio che non esisteva durante la separazione delle persone che vivevano nell’antica Babilonia, durante la loro dispersione in tutto il mondo (se accettiamo la legenda della Bibbia come un fatto). È un linguaggio instillato nei fondamenti della nostra radice persino prima che gli esseri umani emergessero, ed esso proviene dal nostro fondamento spirituale prima che si materializzasse.

Se prendiamo tutte le canzoni, le danze, tutti i tipi di musica, o qualsiasi altra forma d’espressione di diversi gruppi di diversi continenti, noi scopriremo in esse un comune denominatore, e le differenze tra di esse saranno molto minori.
[72305]

(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale” #11, del 16.12.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Un’educazione amorevole
Laitman blog: La mia nazione è la mia famiglia

Non permettere che si chiuda la porta

Domanda: Nel Congresso di Vilnius ci è stata aperta una nuova porta. Come posso metterci un piede per impedire che si chiuda?

Risposta: Prima di tutto dovremo avere paura di perderla, avere rispetto dello stato che abbiamo raggiunto e rafforzare la nostra impressione il più possibile.

Non attraverseremo questa porta subito. Ci prenderà alcuni mesi per farlo. Dopo tutto, stiamo entrando in uno stato di doglie, e la nascita accade in diverse maniere: alcune volte ci vogliono un paio di giorni, mentre altre anche un paio di settimane. Comunque, non importa di quanto tempo avremo bisogno, stiamo parlando di un processo che include delle fitte dolorose e non di un evento tutto in un colpo.

Siamo sulla strada, e se tu vuoi che il processo continui a svilupparsi, devi accettarlo correttamente. Tu continui il percorso non perché sia piacevole ed eccitante. Non t’importa dello stato in sé – la cosa principale è sapere che porta massimo piacere al Creatore. Devi cambiare il vettore da ricezione a dazione.

E se tu aggiungi questa intenzione, tu avanzerai. Veramente, lascerà immediatamente un sapore dolce nella tua bocca, ma assicurerà il tuo progresso. Più tardi sentirai il vero sapore, ma già in contatto con il Creatore, in dazione. E adesso tu chiami la Luce per realizzare questo.

Ma se sei ispirato da sensazioni gradevoli, se sei contento di aver finalmente assaggiato il piacere dell’unione con gli amici, questo sentimento ha un sapore amaro di egoismo e perciò non resterà con te. Dopo tutto, devi essere avanzato, in modo che il tuo stato possa essere preso da te. Sarai giustamente scosso, te ne dimenticherai, continuerai a cercare, e ad avvicinarti ancora, ma sarai più preparato per essere impregnato con intenzione, non sentimento.
[73724]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.03.2012, Domande sul Congresso)

Materiale correlato:

Laitman blog: Attraverso le contraddizioni: la Verità
Laitman blog: Una banca per delusioni preziose

I “fisici” e i “lirici” della spiritualità

Domanda: Rabash ha scritto degli articoli sul gruppo volendo farci pensare all’amore degli amici. Io so che Rabbi Abba ha scritto Lo Zohar in maniera occulta per motivi storici. Ma perché noi, che vogliamo pensare all’amore degli amici mentre leggiamo Lo Zohar, lo lasciamo cosi com’è e non lo semplifichiamo per lo meno al livello degli articoli di Rabash?

Risposta: Supponiamo che io chiami un tecnico per farmi sintonizzare il colore dello schermo del mio computer. Lui guarda lo schermo e mi dice: “Va bene, lo sintonizzerò, ti puoi sedere e aspettare”. Io lo guardo; lui entra “all’interno” del computer e inizia a giocare con i pixel e i codici, che io non capisco per niente. All’improvviso vedo alcune forme sullo schermo, linee di codici e numeri… “Che stai facendo? Ti avevo chiesto di fare il giallo un pochino più giallo e il bianco più bianco, allora perché hai a che fare con i numeri? Io non ti ho chiesto di farlo!”

Ma dato che egli sa esattamente quello che deve cambiare, va al livello delle forze e definisce ogni forza e ogni vettore, e quello che dovrebbe essere in relazione con gli altri e quindi cambia l’immagine.

Sembra che mi stai chiedendo: perchè un Kabbalista scrive sui colori e un altro scrive sui numeri? Ognuno esprime la stessa realtà in maniera diversa. Infatti, il linguaggio dei numeri, le Reshimot (reminiscenze) cioè, il linguaggio della Kabbalah, come dice Baal HaSulam, copre tutto. Nella spiritualità ci sono solamente due forze: la forza di ricezione, la forza di dazione e le Reshimot. Non c’è nient’altro.

Dopo questo tu sei già impresso nei tuoi desideri in una maniera o nell’altra, e un’altra persona è impressa in maniera differente. La cosa principale è registrare le tue impressioni e ognuno le scrive in base alla propria indole. Ci sono i “poeti lirici” e ci sono i “fisici”, proprio come nel nostro mondo.
[69836]

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 07.02.2012, Lo Zohar)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il codice segreto per aprire lo scrigno del cuore
Laitman blog: Facciamo in modo che il Libro dello Zohar parli di noi
Laitman blog: Il sistema che ti connette all’infinito

Chi supporterà chi?

Domanda: Quando un uomo sta attraversando degli stati spiacevoli, noi raccomandiamo che si connetta al gruppo e che risolva lì il suo problema, attraverso la connessione integrale con gli altri. Che cosa si può raccomandare a una donna in un caso del genere?

Risposta: Gli istruttori maschi, che insegnano nei gruppi delle donne, devono accorgersi di queste cose e aiutare le donne. Diversi uomini, e non solamente uno, devono lavorare con gli stati delle donne. Tuttavia, il lavoro costante con il gruppo conduce le donne al superamento di tali stati.

Domanda: Che cosa intende quando dice che gli istruttori maschi devono lavorare con le donne?

Risposta: Supportare, insegnare delle cose, avere delle conversazioni individuali con le donne.

Quando diversi istruttori maschi vedono che una donna si trova in uno stato molto difficile, dobbiamo lavorare con le donne, anche se questo accade raramente; abitualmente le donne superano questi stati da sé; per gli uomini è molto più difficile.

Generalmente ci dovrebbero essere due istruttori per parlare con una donna. E se abbiamo un marito e una moglie in gruppi separati, possiamo metterli temporaneamente in un gruppo in modo di poter influire sulla moglie attraverso il marito e viceversa.

Domanda: Che cosa intende con “influenzare”?

Risposta: Supporto, per esempio, se l’uomo è caduto o è diventato più debole nel suo sviluppo integrale.

Domanda: E in maniera inversa? Possiamo influire su una donna attraverso un uomo?

Risposta: Può essere fatto in una famiglia. Possiamo dire al marito di supportare la moglie, ma non deve dire a lei che gli è stato chiesto di farlo. Naturalmente le mogli decidono tutto tra di loro. In ogni situazione, noi consigliamo uno dei partner di dare in maniera non diretta all’altro partner l’importanza di ulteriore avanzamento integrale, e mostrare che questo lo fa più grande (lui o lei) agli occhi dell’altro partner, e lui o lei sono valutati molto.
[71845]

(Tratto da “Un discorso sull’educazione integrale” n.11, 16.12.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Un’educazione amorevole
Laitman blog: La separazione porta una discesa e l’unità un’ascesa

Il ruolo speciale degli egoisti zelanti

Domanda: Le persone hanno qualità diverse e ci sono alcune che hanno ruoli speciali. Essi sono i detentori del metodo dell’ educazione integrale, e devono insegnare, trasmettere e parlare all’umanità di questo.

Risposta: E’ vero ci sono persone con una grande sensibilità verso questo metodo specifico dell’educazione integrale. Circa il sei – dieci percento delle persone al mondo si sforzano verso l’educazione integrale. Esse rappresentano le varie organizzazioni altruiste, di combattenti per le più diverse libertà. Questi non sono dei rivoluzionari ma combattenti per l’ambiente, la protezione della vita selvaggia, e così via. Questi includono i volontari che aiutano gli altri, come i poveri e gli affamati e così via.

Comunque, queste sono persone che semplicemente si sforzano verso questo tipo di comunicazione, verso l’integrazione. Di norma non hanno un livello sufficientemente approfondito di comprensione del sistema integrale. La Natura li ha fatti in questo modo.

Allora, ci sono persone che per natura sono degli egoisti molto ma molto zelanti. Come vediamo nei nostri studi essi non sono compresi nel sei o dieci percento degli altruisti naturali. Questi sono egoisti molto ordinari e in loro la comprensione della necessità dell’integrazione viene rivelata per via del desiderio che hanno di comprendere il significato del mondo, dell’esistenza della legge della natura, del suo piano. Vogliono sapere dove ci sta portando l’evoluzione, perché in un modo così vincolante e così via .

Queste sono persone scientifiche che desiderano approfondire l’essenza dell’evoluzione. Esse fanno parte della squadriglia di persone che guidano l’umanità verso il traguardo. La natura non le ha fatti altruiste ma invece il loro altruismo si sviluppa in conseguenza della loro ricerca e realizzazione riguardo alla necessità di questo processo.

Noi stiamo cercando di trovare queste persone in giro per il mondo attraverso un sistema specifico di divulgazione. Questi vengono a noi. Al momento ci sono circa due milioni di persone che sono collegate con noi indipendentemente dalle loro origini, religione e stile di vita.

Sono unite da un’aspirazione comune di progredire correttamente verso il fine dell’uomo, raggiungerlo, e cambiare la direzione dell’umanità in modo da avanzare, piuttosto che attraverso la sofferenza, tramite la realizzazione ovvero l’unificazione consapevole. Stiamo cercando di trovare una connessione con queste persone e di organizzarle.

Domanda: Queste persone possono partecipare alla creazione del sistema di educazione integrale?

Risposta: Certo, sono proprio loro che devono partecipare! Noi le stiamo preparando. Abbiamo un corso per i leader in educazione integrale in cui facciamo un training speciale, che comprende anche il lavoro con le persone, giochi di gruppo sull’insegnamento, eventi attivi, e primariamente fare un’analisi nei gruppi in cui le persone si riuniscono per mettere in discussione sé stesse, la società, e tutti i problemi che possono insorgere tra loro.

Noi inneschiamo apposta dei problemi sociali in questi gruppi. E di conseguenza le persone si dividono in sotto gruppi come difensori, accusatori, critici, giudici, giurie e così via, e discutono di questi problemi. Queste sono discussioni molto serie.

Non invitiamo degli psicologi a partecipare, visto che il nostro intento è che le persone si sviluppino interiormente, indipendentemente dall’enorme apparato psicologico e della massa di informazioni raccolte sin ora. Vogliamo che le persone giudichino dal punto di vista dello scopo integrale. Con gli psicologi, tutti lavorano solo sulla loro parte.

Abbiamo moltissimo materiale con cui lavorare riguardo a queste cose.
[71096]

(Da un “Discorso sull’educazione integrale” #10, 16.12.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Una lotta per la Leadership?
Laitman blog: Il Gruppo un amplificatore al contrario

Transizione verso il livello “Umano”

Domanda: Quando parliamo delle quattro fasi di sviluppo, come possiamo spiegare in quale fase ci troviamo?

Risposta: Oggi, tutta l’umanità è in transizione dal terzo al quarto stadio. All’interno di ogni fase, ci sono delle sotto-fasi. Se prendessimo, ad esempio, le fasi dello sviluppo umano senza prendere in considerazione le nature ancora vegetative e animate e il livello di “umano” perché siamo esistiti per decine e anche centinaia di migliaia di anni, allora potremmo vedere lo sviluppo lungo l’asse storico come nel primo, nel secondo, nel terzo e quarto stadio.

Supponiamo che il 16 ° secolo, il tardo Medioevo, abbia segnato l’inizio della rivoluzione tecnologica con lo sviluppo delle culture, delle scienze, e così via. Questa era la terza fase, cioè, l’umanità era diventata intensamente preoccupata per la sua vita, per se stessa in quanto animale. Questa è la rivoluzione borghese e, in ultima analisi, il capitalismo. Prima di allora, l’umanità era in fase vegetativa. Nel Medioevo, nell’antichità, troviamo dei segni di tipo vegetativo, il carattere vegetativo dello sviluppo. Prima di allora, eravamo nel cosiddetto livello in cui le persone utilizzavano ancora delle piccole forze con manodopera a basso rendimento, e potevano soltanto prendersi cura del loro cibo.
[72546]

(Da un discorso sull’educazione integrale N.12, 16.12.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Addio al livello animato dello sviluppo
Laitman blog: Evoluzione della coscienza

Caratteristiche del linguaggio

Domanda: Ci sono diversi linguaggi nella moderna psicologia; per esempio, la conversazione diretta o la metafora psicoterapeutica, il cui scopo è quello di creare una favola per una specifica persona, nella quale possa sconfiggere i propri problemi. Attraverso questo linguaggio, la favola penetra la coscienza della persona.

Io so che tu utilizzi linguaggi diversi quando insegni alle persone. Qual è il miglior modo per usarli e dove?

Risposta: Noi abbiamo molti articoli specifici sull’educazione globale, sul movimento verso l’integrazione, l’unione, sull’uscita dal proprio “io” verso “noi”, da “noi” verso “l’uno”, dove anche “il noi” viene perso e l’unione appare al posto suo, e c’è solo l’unione. Ci sono molti esempi ed immagini riguardo a questo.

Ma noi non classifichiamo il linguaggio perché non usiamo un approccio psicologico, il solo usato dalla moderna psicologia, anche se noi lo approviamo e siamo contenti che si sia evoluto così tanto da poterci aiutare ad avanzare.

Noi non abbiamo un sistema come questo. Io spero che una volta gli psicologi vengano da noi, “si allontanino” dai loro limiti ed imparino i nostri, che creino delle tabelle specifiche e dei libri di esercizi.

Noi non abbiamo questo. Noi crediamo che il nostro lavoro sia così multi sfaccettato e sia svolto in una società sempre in cambiamento con circostanze mutevoli alle quali noi applichiamo sempre dei materiali molto differenti. Noi siamo molto flessibili. È possibile che durante una lezione in una singola conversazione di gruppo, in una singola discussione, potresti sperimentare degli stati così diversi che potrebbero non inserirsi in nessuna struttura di condotta conforme al gruppo.

Io lo vedo durante le mie lezioni, quando ho delle conversazioni faccia a faccia con gli studenti e le loro domande, che includono dei materiali da livelli completamente differenti e di diverse forme.

Commento: uno di questi linguaggi è il linguaggio dello scherzo, dell’ umor, ecc …

Risposta: è usato costantemente, ovunque sia possibile, ma solo allo scopo che possa schiarire l’aria ed aiutarci ad unirci perché questo è il solo scopo; in altre parole, lo usi ovunque aiuti.
L’umore è molto buono perché rilassa le situazioni. Esso libera la sottocorteccia ed aiuta la persona ad “uscire da sé stessa” e questa entra in un nuovo livello.

L’umore rivela una comunicazione e delle possibilità di pensiero completamente differenti. È un metodo per elevarsi ad un nuovo livello. È così irreale che un nuovo grado del nostro sviluppo si forma in esso ed ecco perché noi lo incoraggiamo molto.
[71842]

(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale” #11, del 16.12.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Dinamiche dello sviluppo dell’umanità
Laitman blog: Educazione Integrale, Conversazione 1

Addio al livello animato dello sviluppo

Domanda: C’è un concetto chiamato il ciclo di contatto nella Terapia della Gestalt. Questo include le fasi che ogni persona attraversa. La base dell’attività umana in un gruppo consiste in quattro fasi. Da dove deriva questo numero? Quante fasi ci dovrebbero essere in accordo alle leggi della natura?

Risposta: In accordo alle leggi della natura, ci sono quattro fasi che risultano dalla quinta, la più elevata, la zero. Lo zero è il primo vero livello, che è la natura in sé. Le quattro fasi dello sviluppo di un desiderio derivano da esso. La quarta fase è la forma finale dello sviluppo di un desiderio.

Così ci sono in verità cinque fasi, ma non prendiamo in considerazione la prima fase perché è al di là di noi e fa riferimento alla natura più elevata. Quindi, noi consideriamo solo le quattro fasi dello sviluppo di un desiderio. Noi sentiamo come nostra solo l’ultima fase delle quattro, come il nostro “Io”. Noi non lo consideriamo più come qualcosa che proviene dall’esterno, ma come qualcosa che emerge dentro di noi.

Domanda: Cosa sono queste fasi nel contesto del corso dell’evoluzione dell’egoismo?

Risposta: Queste sono la natura inanimata, vegetale ed animata. Noi ci troviamo oggi nella quarta fase, quella dello sviluppo umano.

Oggi noi siamo ancora trattati come nel livello animato, perché abbiamo cura del nostro corpo animato e di tutto quello che lo circonda. Noi siamo animali raffinati, ma ancora animali perché tutti i nostri problemi e le nostre preoccupazioni sono all’interno della nostra vita animale, il che significa che i nostri corpi fisici sono importanti per noi.

Tuttavia, un umano è un’immagine collettiva, Adam, laddove noi riuniamo tutte le nostre speranze, i pensieri, i desideri ed unendoci, ci eleviamo al di sopra della nostra natura fisica. Cioè qualcosa in natura ci risveglia e ci conduce verso di essa. Se noi rispondiamo appropriatamente alla chiamata della natura e seguiamo questa direzione corretta, arriviamo allo stato integrale “dell’umano”, nel quale tutti i nostri desideri ed i pensieri si uniscono.

Insieme, sentiamo questo desiderio e questa nuova coscienza che è al di sopra del livello animale adeguandolo tra di noi quasi nella misura di non sentire la nostra esistenza animata. Noi ci prendiamo cura del nostro corpo come se ci occupassimo di un animale, solo nella misura richiesta per la sua esistenza. Noi diamo il cibo, il sesso e la famiglia al corpo nella misura dei suoi bisogni fisici. Il resto delle nostre necessità lo eleviamo al livello dell’unione, dell’integralità e della reciproca responsabilità.

Questa è la quarta fase che abbiamo bisogno di raggiungere. L’attuale pietra angolare della crisi estremamente critica è solo il punto di biforcazione attraverso il quale dobbiamo passare. Spero che vi passeremo più o meno dolcemente realizzando che dobbiamo elevarci al prossimo livello.
[72548]

(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale” #12, del 16.12.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Dinamiche dello sviluppo dell’umanità
Laitman blog: L’ombra scolorita del mondo dei desideri egoistici

IL sistema ha bisogno d’intenzione

Domanda: Durante una delle lezioni, lei ha detto che l’intenzione di dare non può essere personale né individuale. Non si tratta della mia personale relazione con la società, con il mio vicino?

Risposta: Siamo in un sistema d’interconnessione reciproca, è anche chiamato il sistema dei mondi (Olamot), cioè occultamenti (Alamot). La forza superiore e la struttura del sistema stesso ci sono occulti. Noi non vediamo che siamo  strettamente connessi.

 

Noi siamo familiarizzati con le relazioni “animate”: qui ci sono i miei genitori, i miei parenti, questi sono quelli che amo, questi sono quelli che odio, questi mi amano, e questi mi odiano. Tuttavia, i livelli superiori più sottili del sistema mi sono occulti. Questo è il mio mondo, il mio occultamento.

Rivelando il più alto sistema, quello altruista, quello della nostra interconnessione, noi comprenderemo, che lo vogliamo o no, di essere fusi strettamente uno con l’altro. Adesso non siamo partecipanti attivi di questo sistema; tuttavia, ha già bisogno della nostra partecipazione attiva. È arrivato il tempo in cui dobbiamo assimilarci in esso, in cui dobbiamo unirci coscienziosamente al suo flusso, in modo che ognuno possa soddisfare la propria funzione in esso.

Tuttavia, da parte nostra, non la vogliamo né la comprendiamo, ed è per questo che sentiamo di essere in una cattiva condizione. Senz’altro, il sistema generale continua a funzionare, ma a causa della nostra inattività, noi sentiamo i difetti del suo lavoro e siamo perplessi. “Che cosa sta succedendo?”, “Che cosa manca qui?” Questa è realtà e noi la chiamiamo crisi.

Inoltre, la differenza tra ciò che è desiderato e ciò che è attuale, tra il nostro stato iniziale nel mondo dell’infinito e il ritorno indietro verso l’infinito da questo mondo, è la sola intenzione. Noi non cambiamo né il sistema né le basi della nostra natura. Ognuno mantiene i propri tratti caratteristici, la propria connessione con la realtà, ognuno rimane al proprio posto.

La struttura della nostra interconnessione non cambia. Per alcuni tu sei uno studente, per altri tu sei un amico, per alcuni sei vicino…Gli amici si connettono con l’insegnante, uno con l’altro e con il mondo. Tutto questo non cambia, ma semplicemente ci è rivelato. È per questo che alcune persone con capacità extrasensoriali sanno quello che accadrà in futuro.

Il libero arbitrio e il nostro lavoro sono accompagnati solamente da una cosciente e sensibile partecipazione nella vita del sistema per poter diventarne una parte attiva con il nostro desiderio, per “fluire” con essa come la Forza (Creatore), che la controlla, che vuole che fluisca. Essenzialmente, in questo consiste il nostro compito, rivelare il flusso generale e fonderci in esso. Lasciamo che il fantino e il cavallo si muovano in sincronia. È cosi che ci muoveremo in avanti.

In questa maniera, il nostro lavoro è sempre fatto in intenzione: Fino a che punto io tiro il sistema verso la Forza, quanto lo comprendo in più, quanto in più sto partecipando nella sua attività, quanto in più con il suo aiuto io rivelo la Forza che vi è istillata per poter fluirci, e quindi portare contentezza al Creatore.

Questo è il mio compito. È per questo che partecipo nella vita del gruppo, tra i compagni, gli amici, che mi sono stati dati. Inoltre, io sto portando avanti il compito del mondo, io sto risvegliando tutte le parti del sistema, costruendolo e attivandolo finché si assimilerà completamente alla forza interiore, finche fluiremo insieme con esso.

Allo stesso tempo, senz’altro, io ho la mia stessa intenzione. Tuttavia, non può essere rivelato soltanto dentro di me. Non lo farò diventare vivo se non sono connesso con gli altri, se non lavoro con loro in armonia, se non stiamo cooperando in azione, in comprensione, in realizzazione, nel mantenimento e servizio del sistema. Qualcuno tra di noi è una valvola, un altro è un pistone, qualcun altro è una ruota, e cosi via. Ognuno lavora nella propria maniera; tuttavia, tutti aspiriamo allo stesso traguardo.

È detto: “Israel, la Torà e il Creatore sono Uno”. Il Creatore è il programma generale, il quale aspiriamo d’implementare. Non ci stiamo semplicemente unendo al sistema, ma stiamo mantenendo il corso verso Lui. Non possiamo trovare la connessione senza di esso, dato che si basa in una certa formula, lo scopo del programma. Ha bisogno di essere chiaro per noi, per il bene di cosa e come ci dovremmo unire. Noi scopriamo il sistema dell’aspirazione verso la forza che vi agisce dentro, verso il programma generale. Senza questo, non possiamo fare nemmeno un passo, includendo le interrelazioni tra di noi.

Di conseguenza la mia intenzione è in relazione al lavoro collettivo con gli amici, il cui scopo è quello di rivelare il Creatore.

Alla fine, io solamente aggiungo questa intenzione, e non l’azione. Nella stessa maniera, il sistema di controllo di un governo può essere attivato dal “bastone” di un tiranno che spreme gli ultimi succhi della popolazione, o dalla saggezza di un governante gentile che insegue la felicità dei cittadini. La struttura è la stessa, la connessione resta la stessa, niente ha bisogno di essere cambiato eccetto il programma interno istallato nel sistema. Educazione, tasse, banche, ospedali, ecc., tutto questo rimane al proprio posto. Solamente l’intenzione ricostruisce completamente l’ordine dei “flussi di energia”, cambiando la loro destinazione. Alla fine, l’intenzione cambia tutto.

Questo è quello che stiamo scoprendo oggi. “Il mondo vive com’è stato stipulato”, “Io non ho cambiato Me stesso”, il sistema non cambia, noi solamente vi aggiungiamo l’intenzione, lo schermo e la Luce riflessa. E poi, tutto fluisce in una nuova maniera in base al nostro approccio. Inizialmente abbiamo tirato tutto verso di noi a causa del tiranno che governava dentro di noi, ma adesso stiamo inseguendo il benessere di uno più vicino, ed è già un governante diverso.
[71190]

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.02.2012, “Domande e risposte”)

Disturbi psicologici

Domanda: Nel caso dovesse trapelare che delle persone del gruppo dell’educazione integrale abbiano dei disturbi psicologici, come dovremmo interagire con loro?

Risposta: Li demarchiamo immediatamente e cerchiamo di capire in che misura possono comportarsi in una struttura generale e la misura in cui il lavoro su di loro possa influenzare negativamente sulla loro psiche. In questo caso, li allontaniamo dal gruppo, gentilmente e con cautela, per qualche periodo di tempo o in maniera permanente.

Noi abbiamo degli psichiatri i quali possono dare le loro conclusioni dopo aver osservato la persona dall’esterno per qualche periodo ed utilizzando i rapporti dei loro amici e di quelli più vicini. Indubbiamente, se una persona con una mente danneggiata resta in un gruppo per un lungo periodo di tempo, questo può dare un risultato negativo, un’ondata di energia molto cattiva.

Comunque, raramente ci imbattiamo in simili problemi, ci sono molte poche persone del genere. Come regola, loro vengono equilibrate in qualche modo.

Noi le allontaniamo per qualche tempo e poi diamo loro l’opportunità di ritornare. Poi le allontaniamo ancora, ed esse ritornano ancora. Questo avviene un certo numero di volte; loro non possono avanzare allo stesso ritmo del gruppo. Ecco perché è positivo per loro essere allontanate un po’. Comunque, in generale, molti di loro trovano una qualche forza per compensare.

Domanda: Oggi le persone affrontano degli stati depressivi profondi, non semplicemente un cattivo stato d’animo, ma la depressione più profonda che richiede degli antidepressivi, gli ospedali e così via. Se ci imbattiamo in simili avvenimenti, raccomandiamo alle persone di andare dal dottore oppure cerchiamo di correggere questo attraverso il sistema integrale?

Risposta: Nei casi clinici, solo un completo cambiamento dell’ambiente può aiutare, mediante il quale tu porti la persona con un gruppo particolare nella natura, alla spiaggia, o al fiume e lì cominci ad effettuare delle sessioni molto serie con lui ed in più molto sport all’aria fresca.
[72364]

(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale” #11, del 16.12.2011)