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Difficoltà a percepire la realtà

Domanda: Dovremmo includere la questione della percezione della realtà nel corso base dell’educazione integrale?

Risposta: Io non insegno questo argomento nel primo corso perché è una questione molto complessa. Dovrebbe essere insegnata con molta attenzione, in modo che non sembri misticismo, new age o come tutte le altre filosofie, oppure solo come delle idee sublimi.

Il materiale per l’insegnare la percezione della realtà dovrebbe essere basato sulla ricerca scientifica seria, che mostra prima di tutto, che è scienza, è fisica, e che questo deriva dal studiare questo mondo e non da alcune fonti antiche e confezionati con le loro conclusioni. Questo significa che non si tratta di qualcosa che sembra semplicemente in questo modo a noi, ma che si basa su dati scientifici. Allora possiamo già mettere insieme una certa immagine della nostra percezione del mondo, dei nostri sentimenti, delle nostre impressioni, l’elaborazione di queste informazioni internamente, come comunichiamo con il mondo, qual è il meccanismo chiamato “Io sono — l’uomo” il significato, e che cosa io vedo.

Ripeto, non ogni persona può percepire questo correttamente. Ho paura che questo problema si può trasformare in un ostacolo e che può evocare il rifiuto o può condurre all’ intorpidimento, a seguito della quale una persona vorrà staccare se stessa e in seguito non percepire o capire più niente, perché non gli parleresti dallo stesso livello da cui le avevi parlato prima dandole spiegazioni dei problemi della vita le quali sono stati presentati in modo coerente. In questo caso, è impossibile abbassare la spiegazione fino al livello di percezione ordinaria di una persona.

Questo problema dovrebbe essere parte della formazione degli insegnanti e ancora una volta non nel senso che essi dovrebbero insegnare questo materiale, ma solo per il loro sviluppo generale.
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E l’oscurità brillerà come la Luce

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot” punto 138: Tuttavia dovreste sapere che la distanza tra i vestiti della Torà in questo mondo e i vestiti della Torà nel mondo di Azilut è incommensurabile…

“Vestiti della Torà” sta a disegni immaginari. Di fatto, non ci sono vestiti per niente, ma piuttosto esiste la Luce, e un vaso che dipinge la propria “realtà” contro la Luce al grado della loro similitudine. La Luce sta per assoluta dazione, e la sensazione del vaso dipende dal livello della sua corrispondenza con la Luce.

È questo quello che s’intende con vestiti della Torà, gli involucri che occultano la Luce dal vaso, dalla persona. E senz’altro, al livello di questo mondo dove uno è corrotto al massimo, succede che gli schermi che coprono la Luce siano i più grandi occultamenti possibili.

Tuttavia, la Torà in se, cioè la Luce nei vestiti non cambia tra la Torà di Azilut e la Torà di questo mondo, com’è scritto: “Io il Signore non cambio” (Malachi 3:6).

La Luce rimane costantemente in completo riposo, tuttavia, essa scende verso la persona in base al suo livello. Attraversa i “vestiti” che sono intesi per aiutare in qualche maniera la persona che li ottiene, e copre il proprio ego, facendo questo rivela la Luce, dato che riesce a cambiare il tipo di vestiti da oscuranti a rivelatori.

È cosi perché l’occultamento è il motivo per la rivelazione. Dopo questa correzione, dopo la rivelazione, l’occultamento è per la rivelazione come uno stoppino è per la luce che lo afferra. Più grande sarà l’occultamento, più grande sarà la Luce che si aderirà a esso quando sarà corretto. Perciò, tutti questi vestiti grezzi nei quali è vestita la Torà, in questo mondo, il loro valore non è inferiore alla Luce che vestono, ma è il contrario.

Indichiamo la Luce in rosso e i vestiti in blu. Più in basso scendiamo attraverso i mondi di Azilut, Beria, Yetzira e Assiya (ABYA), più vestiti troveremo. La Luce dell’Infinito è costante; tutto dipende dal posto dove si trova la persona che riceve. Certamente i principali vestiti del mondo di Assiya rivelano finalmente la Luce più potente alla persona. È chiamato “l’ordine opposto delle Luci e dei vasi”.

Domanda: Che cosa sono di fatto i vestiti?

Risposta: Schermi occultanti, c’è una legge sulla similitudine delle proprietà: Se tu possiedi un certo potenziale negativo (-), la Luce manifesterà se stessa negativa (-) in modo che ci sia uguaglianza tra di loro (=). Altrimenti sei incapace di rimanere in vita.

La Luce deve diminuire se stessa al tuo livello. È per questo che il sistema dei mondi (Olamot) esiste- il sistema degli occultamenti (Alamot): La Luce diminuisce fino al punto che tu la possa tollerare.

Domanda: Che cosa fa diventare i vestiti occultanti in rivelanti?

Risposta: Lo fa la persona. Sollevandosi oltre la ragione, uno prende la decisione di creare un vestito e chiede che esso nasconda il suo egoismo; allo stesso tempo lui lotta per essere sopra il proprio ego e di sollevarsi al livello della dazione. È cosi che una persona ottiene uno schermo e inizia a lavorare “in cima” a esso.

Nella stessa maniera il fuoco aderisce allo stoppino: La profondità dei nostri desideri, la nostra separazione dal Creatore, e le nostre aspirazioni eventualmente trascendono nella Luce. Non c’è Luce da se. I nostri sforzi intensificano lo spessore del desiderio, e l’oscurità inizia a illuminare. Senza lo stoppino non c’è il fuoco poiché il fuoco non può bruciare nel vuoto; ha bisogno di carburante, che brillerà e illuminerà come la Luce.

Domanda: Di che cosa abbiamo bisogno per questo?

Risposta: Dobbiamo accettare l’occultamento come il più grande aiuto che ci permette di muoverci gradualmente e avvicinare alla forza donante.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.05.2012, Introduzione allo studio delle dieci Sefirot)

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Molte reincarnazioni in un solo corpo

Domanda: Che cos’è una reincarnazione?

Risposta: Io sono nel desiderio di ricevere e scopro la frammentazione delle Reshimot (ricordi), significa che sento il mio legame con l’ambiente e il Creatore come se fosse rotto. Quindi io faccio gli sforzi per connettermi con l’ambiente al fine di diventare un recipiente adatto per il Creatore, per la Luce.

Supponiamo di lavorare sopra il mio desiderio frantumato, io ho chiesto e ottenuto l’influenza della luce che corregge il mio legame con i vasi frantumati che sono vicini a me, e noi collegandoci abbiamo raggiunto una maggiore compatibilità con la luce. Ora il vaso che è stato corretto da me viene riempito con la luce di Nefesh. Così io ho adempiuto al desiderio frantumato che è stato rivelato a me. Questo significa che ho vissuto una vita e ho eseguito una correzione.

Ora il livello successivo si è rivelato a me. Il precedente desiderio muore, non avrò più bisogno di lui. La luce che esce dal Partzuf spirituale precedente e si rivela nel prossimo Reshimo è maggiore e più avanzata. Questo significa che questo è ancora più rotto! Ma con l’esperienza che ho dalla vita precedente, so già come correggerlo. Pertanto, io continuo ad avanzare per correggere me stesso.

È necessario collegare i vasi rotti che sono ancora di più in opposizione uno rispetto all’altro e devo chiedere alla luce di connetterci. Così passa una vita dopo l’altra fino a quando raggiungo la mia correzione completa. Allora, i frantumi delle Reshimot cessano di essere evocate e rivelate dal momento che io ho corretto tutte le rotture, nel senso che ho attraversato tutte le mie vite. Queste vite non hanno nulla a che fare con il nostro corpo materiale che vive come un animale. È soltanto simile a un animale dal momento che la nostra vita simboleggia l’avanzamento del desiderio di ricevere.

In contrasto con la natura inanimata, vegetale e animale, noi siamo animali speciali in cui il desiderio di ricevere cambia continuamente e alla fine raggiunge un punto morto, che noi sentiamo oggi. Ci rendiamo conto improvvisamente che non è vita e che non capiamo dove stiamo andando. Le sofferenze ci obbligano a cominciare a chiedere sul senso della vita, circa il suo scopo e la sua radice. Nel desiderio che si sviluppa nei livelli inanimato, vegetale e animale, c’è già l’inizio di una nuova brama che ci obbliga a chiedere su ciò che c’è nel livello sopra di me.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’8.06.2012, Scritti di Rabash)

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Cosa rivelerebbe un cardiogramma dei desideri del cuore?

Domanda: Cos’è la Shechina?

Risposta: La Shechina è l’insieme di tutti i desideri creati dal Creatore uniti in un unico desiderio equivalente che si fonde con il Creatore nello stesso tipo di dazione come Egli è. Cioè, il desiderio di godere è pienamente corretto alla dazione.

Ma in relazione a noi, la Shechina è “nella polvere.” Il Creatore ha creato il desiderio di godere, e lo portò alla correzione finale: la finale, e la terza, esistono già nello stato corretto. Tuttavia, ci sentiamo come se fossimo al di fuori della Shechina, a tal punto che siamo nascosti dall’occultamento,dalla nebbia, e dall’inganno

Pertanto, ci sentiamo come se non apparteniamo a quel comune e corretto desiderio, e dobbiamo lavorare sodo per unirci con esso. Immaginate che ognuno è completamente corretto, ma voi, vedete il mondo completamente danneggiato. Pertanto, è necessario correggere la percezione e unirsi al resto del mondo, la Shechina.

Dovreste chiedere al Creatore per farvi divenire equivalenti a Lui, che è ciò che significa appartenere alla Shechina. Ma come si fa a chiedere perché non si può fare artificialmente? La richiesta viene dalla profondità del cuore in un modo che non può essere fermato.

Immaginate che tutti i desideri del vostro cuore erano visibili a tutti su un grande schermo, come se i sensori di un cardiogramma fossero collegati al cuore, mostrando a tutti i vostri desideri, i vostri pensieri, quelli degli altri, e i vostri sogni per il futuro. E voi eravate in grado di fermare questa trasmissione, e non avevate il controllo del vostro cuore. Ovviamente, ci si dovrebbe vergognare se questi desideri fossero relativi a voi stessi. Ma se si collegano questi desideri al Creatore, sapendo che Egli li manda a voi, allora non si ha niente di cui vergognarsi, allora non ci si deve vergognare dei desideri che si svegliano nel vostro cuore. Devi solo provare vergogna per qualcosa che avresti potuto fare per correggere il tuo cuore, ma che non hai fatto.

E poi si inizia cercandolo. Si vede che il Creatore ci invia desideri differenti, ci fa pensare a falsificazioni, furti, omicidi, violenze, sui modi per ingannare e usare tutti. Si potrebbero vedere queste immagini se il cuore fosse stato visualizzato su uno schermo. Ma tutti questi pensieri si stanno risvegliando in te dall’Alto, e tu non sei padrone di loro.

E con questo, si vedrebbe che hai avuto l’opportunità di fare ogni immagine come il Creatore, ma non lo hai fatto. E ora ti vergogni del fatto che non ti sai correggere o chiedere la correzione. Forse, non hai nemmeno fatto uno sforzo per correggere qualcosa, o forse hai provato e hai capito che non si può fare, ma non chiedere al Creatore per l’aiuto.

Tutti questi stati che avresti potuto correggere, ma non hai fatto, è perchè hai ora un sentimento di vergogna. Questo è ciò di cui ti vergogni , ma non ti vergogni delle immagini più terribili che si svolte nel tuo cuore e che sono venute dall’Alto.

Se provassi a portare tutto quello che hai in tuo possesso in equivalenza con il Creatore, allora inizieresti a rivelarne tutti i dettagli : da dove viene, perché, per che cosa, come chiedere aiuto, e come farlo funzionare. Ma se non avete intenzione di correggere voi stessi, allora non dovreste nemmeno aprire il pacchetto inviatovi o realizzare cio che vi arriva.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.05.2012, Shamati 50)

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La semplicità dell’idea

Domanda: Qual è l’idea principale del metodo integrale che possiamo offrire ad un ampio pubblico?

Risposta: L’idea è molto semplice: tutto può solo essere risolto attraverso l’unione perché questa è la più importante legge della natura.

Proprio ora questa legge si manifesta apertamente a noi in tutti i sistemi esistenti, inclusi quelli artificiali che abbiamo creato. E si parla del fatto che noi stessi stiamo diventando integralmente collegati dentro di noi e non c’è nessun posto dove scappare: è il sistema della natura, che ci sta rinchiudendo sempre di più, premendoci con l’ambiente ed altri fattori. Stiamo scoprendo che non abbiamo altra scelta —noi stessi dobbiamo diventare simili a questi sistemi.

L’idea è molto semplice. Non arriva dalla testa, da alcune considerazioni intellettuale, ma dalla ricerca sulla natura. Vuoi verificare questo? Ti prego di farlo! Migliaia di studiosi provenienti da diversi campi della scienza, tecnologia, psicologia e scienze politiche lo confermeranno per te

Domanda: E qual è la corretta connessione?

Risposta: La corretta connessione è una comprensione della reciproca partecipazione nella nostra vita terrena condivisa. Stiamo gradualmente diventando chiusi al suo interno. Iniziamo a cambiare in questa direzione. Quindi possiamo organizzare la nostra vita correttamente.

In generale, la gente capisce questo perché dopo tutto, stilla attraverso i media, si blocca nell’aria e non c’è raggiungimento intorno ad esso. Vediamo quanto sono interconnessi i paesi europei, e il grosso problema è che non possono comunicare e cooperare correttamente nonostante il fatto che stanno apparentemente legati gli uni agli altri. L’unico elemento, l’essere umano, è la fonte di squilibrio e distorsione lì. Tutti i sistemi sono già diventati integrali.
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(Da “Conversazioni sull’ educazione integrale” 20.05.2012)

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Il Centro è un posto per tutti

Dovuto alle attuali circostanze siamo forzati a lasciare la costruzione che è stata la nostra casa per molti anni. Le richieste delle autorità non ci lasciano altra scelta.

Nella nuova costruzione dovremo fare dei cambiamenti e rinnovamenti che da soli hanno un grande costo, per cui è molto meglio comprare una costruzione invece di affittarne una come facevamo prima. Vogliamo trovare un posto dove possano arrivare i nostri amici che vengono dall’estero, dove ci sia spazio per le lezioni; in breve, abbiamo bisogno del minimo per avere un buon centro logistico per la correzione del mondo.

Dobbiamo traslocare al più presto possibile ed è per questo che mi rivolgo a voi: Facciamo uno sforzo. Tutte le opzioni che abbiamo trovato costano per lo meno il doppio della somma che siamo riusciti a raggiungere. Solamente se riusciamo ad avere un altro milione di dollari potremmo avere un prestito dalla banca. Per ora siamo “bloccati” nel mezzo di un processo e non possiamo iniziare niente.
I soldi non “arriveranno dal cielo”, è uno sforzo che riguarda tutti.

Domanda: La mia mancanza di fiducia, i dubbi e dilemmi forniscono delle basi per uno sforzo?

Risposta: Si, è detto: “Se io non sono per me, chi è per me?” La fede arriva dopo, quando ricevi una risposta, una ricompensa dall’Alto. La fede non annulla lo sforzo.

Domanda: Io non sento che la nuova costruzione sarà la mia casa. Io ho il mio centro locale ed è lì dove io lavoro.

Risposta: Tu ricevi tutti i materiali, tutti i prodotti mediatici, tutti i libri da qui, dal centro. I nostri siti internet, il canale TV, e tutte le lezioni sono fornite dal centro. Qui vengono pianificate tutte le nostre attività di unità e divulgazione. Se ti separi dal centro, che cosa ti resta?

Questo è un sistema che lavora quotidianamente in molte lingue e in molte direzioni. Ogni evento e ogni prodotto richiedono preparazione professionale. Solo i neonati possono credere che i loro alimenti crescono sugli alberi insieme ai biberon, mentre gli adulti devono sapere da dove arrivano. Senza le centinaia di persone che lavorano qui, non potremmo attivare altre centinaia sparse per il mondo. Se una persona non comprende la connessione con noi, lasciamolo immaginare come farebbe senza di noi.

Il centro è un posto per tutti. In passato bastava che un Kabbalista scrivesse un libro e lo pubblicasse. Ma oggi ci stiamo sviluppando insieme all’umanità, stiamo lavorando insieme sui cambiamenti. Dobbiamo creare una connessione quotidiana con un mondo che cambia costantemente aprendo costantemente nuove porte per i nostri messaggi. Io lo sento molto più adesso che il materiale delle lezioni e gli eventi globali sono connessi reciprocamente e che qui si studia la saggezza della vita.

Perciò, ci viene chiesto di lavorare duramente e di essere consistenti. Il passo sta aumentando – oggi un libro che arriva in ritardo di sei mesi non è più rilevante. Il mondo sta avanzando e ha il bisogno costante di nuovi materiali. In passato i libri erano rilevanti per centinaia di anni, mentre adesso siamo costretti a pubblicarli quasi al passo delle notizie. Tutto sta cambiando molto velocemente, incluso l’abilità delle persone di percepire e di comprendere.

Nell’insieme, il nostro centro logistico sta diventando sempre più importante, specialmente da quando stiamo preparando insegnanti, educatori e organizzatori di tutto il mondo: Le persone dei nostri gruppi saranno pronte per prendere i nuovi ruoli per far crescere sempre di più nuovi rami di questo “albero” che sta crescendo cosi velocemente. Senz’altro dovremmo monitorare costantemente i nuovi materiali di diversi tipi che stiamo producendo.

Il punto principale sarà più chiaro per tutti, che questo è il centro del metodo della correzione del mondo. Più ampie saranno le nostre attività, più le persone ci guarderanno. Non c’è niente di cui vergognarsi: La connessione tra la forza superiore e il nostro mondo è qui nel centro del gruppo. Noi tutti abbiamo rispetto verso gli altri gruppi, dovrebbero aggrapparsi a noi con più forza e allora saranno dentro, nel centro di tutti i cerchi.

Se una persona non sente questa connessione, solamente pensa di comprendere qualche cosa. Non sente che è nel posto da dove sta ricevendo tutta la sua energia. Alla fine, potrai vivere tutta la vita “dall’altra parte della strada”, e non scegliere il tuo cammino.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.05.2012, “L’Arvut (Garanzia Mutua)

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L’eternità del processo integrale

Domanda: Di quanto potrebbe diminuire la criminalità in una città dove sia stato impiantato l’educazione integrale, per essere certi del lavoro che abbiamo svolto, del 10-20%?

Risposta: Io penso che il processo della crescita integrale sia infinito. Dobbiamo spingere le persone in avanti costantemente. La città dovrebbe svilupparsi tutto il tempo nella sua proprietà spirituale, in unità. Quindi, un servizio di crescita integrale deve lavorare lì costantemente. Dovrebbe avere poche dozzine di persone lavorando nell’educazione integrale, tenendo delle lezioni, facendo dei training e dei quiz.

Prima di tutto, tali eventi dovrebbero avere luogo in tutte le scuole di tempo prolungato dove gli studenti riceverebbero la crescita integrale. Questo è un tipo completamente diverso d’istruzione. Queste non sono esercitazioni di scuola davanti a un insegnante, ma piuttosto delle discussioni dei problemi in cerchio con uno psicologo. Questo tipo di lavoro è molto produttivo, e da dei risultati molto seri.
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(Tratto dal programma TV “La città sperimentale: Crescita”, 03.03.2012)

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Superare la barriera dell’individualismo

Domanda: Anche se si mettono insieme tutte le informazioni sullo sviluppo della crisi ed il rapido cambiamento del mondo, la maggior parte degli uomini non è in grado di capire di cosa si sta parlando. Non vogliono sentire e non vogliono cambiare niente, e continuano a vivere come prima.

Risposta: E’ naturale; gli uomini vivono nel loro egoismo naturale. Tutte queste informazioni sono estranee a loro, e questa è la ragione per cui si tengono alla larga da tutto quello che si dice. Hanno, se non proprio un atteggiamento aggressivo, almeno un meccanismo di difesa contro una situazione che non è semplicemente un fatto nuovo, ma che è completamente opposto alle loro qualità interiori.

Per questa ragione, dobbiamo scegliere un approccio, molto delicato, semplice, e che in qualche modo sia anche divertente per attirarli e coinvolgerli, e dobbiamo presentare tutto quello che c’è da sapere in una forma che susciti il loro interesse.

Può trattarsi di video, film, e di varie opzioni interattive che illustrino la storia dell’umanità e che parlino delle nostre condizioni attuali, non in modo direttamente scientifico con tabelle e grafici, ma trasmettendo le informazioni da un punto di vista emozionale in un modo che siano sentite come qualcosa di vicino da chi le riceve, e per riuscirci dovremmo usare degli esempi tratti dalle situazioni della vita. In questo modo, gli uomini impareranno.

Gli uomini percepiscono in modo assolutamente diverso gli esempi degli altri rispetto a se stessi. Questo approccio permette ad ogni uomo di superare la propria personale barriera; egli impara da qui, piano piano, ad incominciare a capire che ciò che viene detto in generale lo riguarda direttamente.

Tutte le possibile spiegazioni sotto forma di film, video, e scenette teatrali verranno utilizzate. In questo modo, un uomo adatterà ogni informazione a se stesso e si renderà conto che si sta parlando di lui, del nostro mondo, della nostra vita, della nostra mancanza di corrispondenza con i sistemi esterni dell’universo sia a livello umano che di civiltà. Dunque, adesso, dobbiamo trovare un nuovo modo per avvicinarci agli uomini.

Per la prima volta nelle nostre vite, siamo di fronte ad un insegnamento che va “contro” l’uomo. In precedenza, ci è sempre stato insegnato: “Avete bisogno di sapere questa cosa per farcela, per essere forti, bene informati, sensibili, per superare, essere al di sopra e vincere gli altri“. E adesso, ci viene insegnato che un uomo deve essere uguale agli altri: “Bisogna essere connessi agli altri allo stesso livello; la cosa più importante non è essere al di sopra degli altri, ma essere insieme a loro.” In altre parole, adesso, in pratica, stiamo giocando contro il nostro egoismo, il che significa che abbiamo bisogno di essere più saggi e più furbi del nostro egoismo per metterlo fuori gioco.

In linea di principio, il metodo complessivo si riassume in “un aiuto contro di te“, vale a dire, contro il tuo egoismo, e non ci si può opporre. Dobbiamo capire che l’ approccio che dobbiamo avere adesso è lo stesso che si ha con un bambino piccolo per insegnargli quelle cose che non ha assolutamente alcuna voglia di accettare, il che vale a dire che dobbiamo avvicinarci a lui con dei metodi alternativi. Piano, piano, egli stesso si renderà conto che “Questo è il modo in cui mi devo assolutamente comportare; questo è il modo in cui mi devo relazionare al mondo“.
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(Da“Conversazioni sull’educazione integrale”, 20.05.2012)

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Non ci saranno ritardi

Domanda: Supponiamo che il programma completo di studi preveda un totale di 100 ore al mese ed uno degli studenti manchi alle lezioni per un motivo valido come una malattia o la malattia di uno dei suoi figli. Che cosa si dovrebbe fare con questo studente, visto che è uscito dal percorso di apprendimento e non riesce a rimettersi in pari?

Risposta: Grazie al fatto che il programma di insegnamento si svolge virtualmente attraverso i mezzi di comunicazione locale, le TV e le radio, sarà possibile ripetere tutti i vari interventi parecchie volte al giorno. Dunque, non ci saranno episodi in cui qualcuno rimarrà seriamente indietro.
Anche se uno studente sarà ammalato o avrà bisogno di restare a casa per prendersi cura dei suoi figli, o altro, ci saranno comunque delle opportunità per fare dei progressi insieme al gruppo, anche se forse ad una velocità diversa. Ma, in ogni caso, egli sarà presente alle lezioni, il che gli impedirà di restare troppo indietro.

A me sembra che ci sia bisogno di abituare le persone allo studio virtuale, far capire loro che riceveranno molto anche via schermo, e che non ha importanza se uno studente non può unirsi al gruppo se ha un motivo valido. In ogni caso, potrà ricevere le stesse informazioni anche se resterà a casa a causa di una malattia. Ed in seguito sarà re-integrato in modo naturale all’interno del gruppo e farà i suoi compiti. Non sarà un problema.

Oltretutto, è proibito respingere l’aiuto reciproco, in quanto gli studenti stanno imparando un argomento speciale nel quale l’aiuto reciproco rappresenta il principio basilare e, alla fine, uno studente tira l’altro.
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(Dal programma di Kab.TV “La città sperimentale: Educazione” 3.03.2012)

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La vita in costante rinnovamento

Domanda: Il centro del gruppo cambia costantemente fino alla fine della correzione, o per caso, una volta che viene scoperto, continuiamo ad usarlo cosi com’è?

Risposta: Niente rimane costante. Devi prenderlo, e si perde immediatamente. Hai capito qualche cosa e all’improvviso niente è più chiaro. Tuttavia ne sei felice; solo allora comprenderai nuovi dettagli.

Uno deve compiere sforzi costantemente. Una persona inizia a gioire per ciò che ha raggiunto, il gradevole sentimento di confidenza e riempimento, e non vuole perderlo. Tuttavia, questo non porta beneficio allo sviluppo.

Se vuoi conservare il momento gradevole, diventerai una statua di sale come la moglie di Lot. In base alle leggi spirituali questo non dovrebbe farsi, ci viene chiesto di aggiungere costantemente chiarimento addizionale e comprensione.

È per questo che noi dobbiamo costantemente anelare a fortificare il significato del centro del gruppo, di non calmarci quando raggiungiamo qualche cosa. Non dobbiamo anelare a tornare al momento passato.

Non ho bisogno di richiamare quello che ho sentito e compreso. Per il contrario, devo cancellare tutte le vecchie impressioni e anelare delle nuove!
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.05.2012, “Conversazione sul Workshop”)

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