Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

In un’ atmosfera giocosa

Domanda: A cavallo tra il 20 ° e il 21 ° secolo, la società ha scelto una certa forma di repressione come un modo per difendersi contro la crescita dell’egoismo lineare. Questo è il nostro modo di allevare i figli: Si vieta loro di parlare ad alta voce, esprimere i propri sentimenti, e così via. La maggior parte dei metodi di psicoterapia sono basati sull’aiutare le persone a liberarsi di questi ostacoli e cominciare almeno a liberare la reazione di una persona. Nel metodo integrale, può una persona attualizzarsi quando rifiuta questo livello e aspira verso l’unità?

Risposta: Durante una lezione di educazione integrale, offriamo agli studenti: “Amici, sediamoci in cerchio e giochiamo ad un gioco. Cerchiamo di essere come bambini, perché questo è un nuovo livello in cui abbiamo bisogno di nascere. Cerchiamo di tenerci le mani, o toccare le ginocchia, e vederci di buon occhio l’un l’altro. Siamo i primi a scoprire questo livello successivo. Proviamo a far finta che siamo lì. Un bambino cresce quando gioca, anche noi vogliamo crescere, e, se ci sentiremo tutti importanti e così gonfi, non avremo un’altra scelta se non  esplodere. Non troverete nient’altro. “

In altre parole, si introduce un ambiente molto positivo di apprendimento infantile dove le persone possono permettersi di dire sciocchezze, per cercare, e la cosa principale è che realmente saranno in grado di trovare relazioni completamente nuove e soluzioni in questo nuovo tipo di comunicazione. Di che altro abbiamo bisogno?
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Le persone scelte hanno una responsabilità davanti al mondo. Chi è disposto?

Domanda: Dalla mia esperienza durante viaggi all’estero, posso dire che in relazione al concetto di “persone scelte” alcuni invidiano gli ebrei e si chiedono “Perché loro e non noi?”

Risposta: Quali vantaggi vedono le persone nell’essere le “persone scelte”? Più soldi? Per caso gli ebrei ricevono un trattamento speciale oltre all’antisemitismo e l’odio generale? Qualcuno vorrebbe occupare il loro posto? Se lo vedete dal punto di vista del senso comune, allora è meglio non essere ebrei.

Solamente se io accetto il mio compito, se sento di poter eseguire un lavoro speciale nel mondo, allora ha senso essere ebreo. Altrimenti, qual è il punto?

Da qui, c’è un’assimilazione, l’inabilità ad accettare la propria ebraicità. Se diverse organizzazioni ebraiche sparse per il mondo iniziassero a parlare con un cuore caldo sul ruolo delle persone d’Israele conducendole verso l’unità attraverso l’amore, allora non ci sarebbe assimilazione nella scala attuale. Allora la persona sentirebbe che una parte speciale che deve essere realizzata è inerente a lui, che è unico nella storia, in tutta la realtà, nell’universo.

Domanda: Non è un pretesto per l’orgoglio?

Risposta: C’è un posto per la responsabilità e l’interesse negli altri, ma non orgoglio. Avendo una conoscenza profonda nella metodologia, io personalmente, non sento arroganza. sono solamente ansioso di realizzare la mia missione.

È detto: “Il Creatore ti ha scelto”, ma Lui ti ha scelto per lo scopo della correzione. Devi lavorare, devi prenderti cura del mondo intero. E dopo aver finito il tuo compito, e tutte le persone si saranno unite in amore formando un’unica entità, non ci sarà più differenza tra di noi. Le persone si uniranno integralmente in una “sfera” che non avrà né destra né sinistra, né cima né fondo, non sarà né grande né piccola. Tutti si uniranno insieme, simili alla forza superiore.
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(Tratto da “Una conversazione al Congresso”, 06.05.2012)

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Pazientemente e ostinatamente proseguire sul sentiero

Domanda: Cosa devo fare in modo che la Luce mi senta: urlare, piangere?

Risposta: Non importa come la vostra richiesta sarà espressa verso l’esterno, se ballerete o piangerete, urlerete o tacerete. La cosa principale è per la richiesta di penetrare il più profondamente possibile nel cuore. C’è solo un modo per controllarla: è il vostro desiderio rivolto in modo sempre più preciso nei confronti della connessione, poiché solo tramite la connessione puoi avvicinarti alla Luce?

Se la luce non risponde alla vostra richiesta, significa che non avete ancora il desiderio. Il Desiderio nel cuore, questa è una richiesta verso la Luce. Se sviluppate il desiderio dentro di voi, allora la Luce inizierà a influenzarlo e riempirlo.

Si dice che ogni persona è in continua preghiera, la luce colpisce ogni desiderio che sorge nel nostro cuore. Dopo tutto, la Luce è a riposo assoluto, è una forza che riempie tutta la creazione, il campo di forza informativo in cui siamo tutti immersi come in un oceano d’ acqua. E il momento in cui appare un desiderio in me, colpisce la Luce.

Ma il fatto è che ci sono desideri che non vanno nella stessa direzione con lui. E la luce funziona ancora su di loro perché interessa tutto, è una legge immutabile, come in fisica. Ma poiché questi desideri non corrispondono alla Luce, la Luce li sviluppa in una forma negativa fino a quando una persona scopre che lui o lei si sentono male. Poi si comincia a cercare una causa e si scopre che ci si stava muovendo nella direzione sbagliata e si ha bisogno di cambiare i propri desideri. Questa è chiamata la via della sofferenza.

In alternativa, posso utilizzare il metodo proattivo, che spiega ciò che si deve chiedere, al fine di corrispondere alla luce fin dall’inizio. Per fare questo aderisco ad un gruppo, che mi incoraggia, alimentando il mio desiderio. Nessuno di noi si vuole unire, ma quando tutti noi parliamo dell’importanza della connessione, legge della natura, siamo rimasti colpiti dal nostro ambiente.

Così ho scelto un ambiente che mi infonde con i pensieri giusti e desideri, che parla continuamente sui vantaggi di unificazione e le grandi conquiste che sono possibili attraverso di essa. E poi vedo che non posso fare a meno di connessione con gli altri, e comincio a desiderarla.

Se tutto funziona in questo modo corretto rispetto agli altri e ci vogliamo unire insieme almeno in qualche modo, allora la luce comincia ad influenzare noi e ci porta più vicino alla connessione. E quando ci porta al primo, il più piccolo della connessione dei nostri desideri, allora si rivela in loro come la Luce di Nefesh. Questo significa che abbiamo iniziato a vivere, siamo nati nel mondo spirituale. Cioè, siamo uniti insieme anche se per il momento è attraverso la più debole connessione iniziale.

Poi continuiamo su questo tipo di collegamento, realizzato già avendo una sensazione del nostro stato e il processo in corso. Ancora una volta cominciamo a chiedere, ora per un collegamento ancora maggiore. La luce ci interessa più fortemente e ci eleva al livello di Ruach, dal grado ancora vegetativo. Questo significa che possiamo andare da soli, sentiamo un certo movimento nelle nostre connessioni con l’altro, la capacità di fare qualcosa di noi stessi. Il grado di Ruach significa che non siamo semplicemente nati nel mondo spirituale, ma stiamo agendo e  vivendo all’interno di essa! Ruach (vento) è un grado vegetativo e significa la capacità di muoversi.

E poi avanzare ancora di più e raggiungere il grado di animato, Neshamà (anima). A questo punto una persona finisce i suoi cicli di reincarnazione. C’è un grado ancora più elevato alla fine della correzione (Gmar Tikkun) in cui tutti saranno corretti e si uniscono insieme. Ma per ora abbiamo bisogno di salire lungo i gradi precedenti, e tutto questo progresso accade solo in un gruppo, in unità, al fine di rivelare la Luce che riempirà il legame corretto tra noi.

In altre parole, se otteniamo la giusta connessione tra di noi, il sentimento della nostra unità è chiamata una sensazione di luce.

Chiedere in ogni modo possibile, ancora e ancora, e ogni volta che riceverete un impressione, chiarirete le Reshimot, e alla fine accadrà. La cosa più importante è continuare. È necessario studiare, partecipare alla vita del gruppo, cercare di avvicinarsi a tutti, e poi verrà. Secondo quanto è scritto: “Ho lavorato e ho trovato”.

E se non è ancora successo, vuol dire che per ora c’è ancora un’ insufficienza, anche se non di tempo e di azioni, ma il vostro desiderio interiore deve ancora svilupparsi e diventare perfetto. Nuove Reshimot più avanzate ancora avranno bisogno di apparire, il che vi farà rendere conto, grazie al vostro lavoro, e poi accadrà.

Si può urlare e piangere, ma non sarà di aiuto. Solo una cosa aiuta: meticolosamente e con perseveranza, pazienza e ostinatamente continuare il vostro percorso.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 8.06.2012, Scritti di Rabash)

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E non avrà bisogno di sedativi

Domanda: Un membro della nostra organizzazione, un adulto molto emotivo, ha sviluppato problemi di sonno. È andato a trovare uno specialista che gli ha prescritto un medicinale chiamato Ritalin. Io ero semplicemente sbalordito da questo. Il suo problema è che non riesce a esprimersi abbastanza, in base alla propria natura, e il dottore limita la sua espressione ancora di più.

Si dovrebbe ancora assegnare un posto nell’organizzazione a questa persona impulsiva in modo che possa realizzare se stessa?

Risposta: Se lo aiutate in maniera adeguata a dirigere la propria mente verso il lavoro di gruppo, lui sentirà tale forza da questo, un’organizzazione talmente calda, che non avrà problema a trattenersi, in modo che le altre persone non avranno problemi a partecipare la discussione. Questo accade automaticamente; ogni persona diventa la propria particola bilanciata sotto l’influenza del campo comune. Perciò, qui non c’è bisogno di pressione o limitazioni.

Noi comprendiamo che gli specialisti non hanno più strumenti a loro disposizione, prescrivono il Ritalin automaticamente, e questo è basicamente l’essenza della loro professione, potrebbe chiamarsi cosi oggi.

Le persone hanno bisogno di essere messe in cerchio, di ricevere un’adeguata intenzione, attitudine e istruzione; devi guardarli per essere sicuro che si comporteranno in maniera ondulata in relazione al gruppo, salendo e scendendo. Tutti si muovono in maniera similare a quando si agita la crema per farne del burro: sopra il gruppo-sotto il gruppo, sopra il gruppo-sotto il gruppo.

E all’improvviso appare un nuovo corpo tra di loro, che ha assolutamente una nuova vita per conto proprio. E dato che loro si sentono in essa, iniziano a sentire che questa cosa è il seguente livello del mio sviluppo, io sono in esso. Invece di associare me stesso al corpo, io associo me stesso a questo qualcosa in comune che abbiamo generato insieme, e allora lì non sono più sanguigno, collerico, flemmatico o malinconico, semplicemente includo tutto in me. Sono tutte le qualità messe insieme.
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(Tratto da “Una conversazione sull’ educazione integrale”, 24.05.2012)

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Temperamento, Astrologia, Completezza…

Domanda: Nell’antica Grecia, luogo di nascita delle fondamenta della psicologia, si distinguevano quattro tipi di persone in base alle caratteristiche individuali: sanguigni, flemmatici, malinconici, e collerici…

Nella moderna psicologia, il ramo che tratta con la diagnostica delle qualità individuali è molto vasto. La persona vuole sapere su se stesso e sulle proprie proprietà per poter massimizzare il proprio potenziale.

Perché non usiamo, diciamo, 16 tipi di proprietà individuali nella metodologia integrale invece di quattro?

Risposta: Perché queste sono qualità egoiste che corrispondono a quattro tipi di egoismo. Ma c’è uno in più, il quinto, da dove vengono le altre quattro e che non ha una propria forma. Infatti, questo corrisponde alla struttura del quarto livello della percezione umana e della propria anima. Ma tutto questo riguarda l’egoismo.

Mentre l’egoismo era ancora al lavoro, potevamo veramente dividere le persone in questi tipi, e fare dei calcoli in base ai loro segni astrologici. Tuttora molte riviste pubblicano tanti tipi di divinazione.

Ma noi vediamo che non c’è niente su cui possiamo lavorare. Perché ci relazioniamo a un fatto che è sopravvissuto? Siamo diventati persone diverse, e non abbiamo più questo. Esteriormente, ogni temperamento corrispondente si manifesta da se, senz’altro, ma non c’è niente che possiamo fare oggi.

Se prima tu potevi prendere un paio dello stesso segno dello zodiaco, cerca di trovarne una coppia in base all’astrologia di oggi. Avresti dei matrimoni felici da questo? No. Se dai un consiglio a un sanguigno e uno a un collerico, sarebbero felici? No. Allora, perché dovremmo avere bisogno di questa vecchia classificazione?

Era corretto sul vecchio egoismo attivo che era lineare, individuale e diretto verso auto- bisogni.

Ma adesso non ho più i miei bisogni personali. Non voglio niente. Sono saliti al livello seguente dove sento un bisogno, ma non posso dire di che cosa si tratta. Non so dove trovare la fonte di riempimento dei miei bisogni. Entro in una certa perversione sessuale o passo il tempo in qualche modo, per poter dimenticare me stesso. Inoltre, assumo delle droghe, terrore, o qualcos’altro perché non vedo la fonte del piacere.

E può venire a me unicamente attraverso la società integrale quando entro in essa. Perciò, devo entrare nella società integrale e poi allora lì, nel suo cuore, troverò la fonte del mio riempimento. Ma oggi, una persona non è ancora nel livello dove possa realizzare questo.
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(Tratto da “Una conversazione sull’educazione integrale”, 24.05.2012)

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Sentire il dolore per i bambini

Domanda: Attualmente ci sono un sacco di conflitti nelle scuole. Visitando una scuola sembrano evidenziarsi i disaccordi: gli insegnanti non sono soddisfatti degli alunni, gli alunni non sono soddisfatti degli insegnanti e i genitori non sono soddisfatti di nessuno dei due. Quando mia moglie torna da una visita alla scuola, lei esprime questo dolore. Tu dici che questo deve essere corretto. Come posso io, come uomo, correggere questo; cosa dovrei fare?

Risposta: Niente. Cosa puoi fare?

È necessario cambiare il sistema di educazione: l’educazione e non l’istruzione! L’istruzione potrebbe essere buona e gli insegnanti delle varie materie possono anche essere bravi, ma questo non è educazione! Non c’è una materia di studio simile; e non ci sono le persone che sanno come insegnare ai bambini o che lavorano nell’educazione. Non c’è nulla di tutto questo.

Basta pensare a cosa succederà con la prossima generazione. Potrebbe non esistere nemmeno. Nessuno vorrebbe una tale generazione. Ed è il motivo per cui le persone non vogliono avere dei figli oggi, creare una famiglia. Cosa si puo’ fare? Quello che vediamo oggi continuerà ad accadere? Perché avere allora dei bambini infelici?

Se i vostri bambini sono importanti per voi, allora prendete insieme alla scuola la decisione di quello che si può fare con loro in questa struttura. Tuttavia, semplicemente non vi preoccupate di loro, gli portate soltanto in qualche organizzazione chiamata “scuola”, “il dipartimento dell’educazione,” tutto qui. Lasciate gli altri a lavorare con i vostri ragazzi. Questo non deve succedere!

Una volta ho avuto un problema con mio figlio. Lo mandai a studiare in un collegio speciale, e abitualmente veniva a casa una volta ogni due settimane. Dopo un anno e mezzo, mi chiamarono per dirmi che: “egli ha un comportamento anomalo. Vogliamo espellerlo.” Ero indignato: “come è possibile? Dov’è stato nell’ultimo anno e mezzo? Egli era qui con voi, cos’ha fatto di male? Era qui con voi, e ora volete espellerlo? Avete rovinato il bambino, e adesso volete buttarlo fuori secondo il vostro sistema; questo è tutto. Come ha fatto a diventare in questo modo da se stesso se è stato nelle vostre mani tutto questo tempo? Quindi, andate avanti a correggerlo ora!”

Quindi dobbiamo ricostruire la scuola. Noi vediamo che tipo di generazione stiamo producendo, perché questo è il modo in cui li stiamo tirando su.

Abbiamo una grande opportunità! Vediamo come tutto è strutturato in natura: possiamo fare chiunque di un bambino umano, dal criminale più grande all’uomo più giusto. Tutto è nelle nostre mani. E che cosa creiamo? Una persona infelice che soffre tutta la sua vita, che cammina con la sua testa avvolta nelle sue incertezze, nascondendosi da tutto, con la paura di tutto, annegando i suoi dolori nella vodka e non ha nulla da questa vita fino a quando essa lo lascia. Qual è lo scopo di avere una vita così? Vediamo alla fine che cosa abbiamo fatto. Noi siamo coloro che hanno fatto tutto ciò.

Domanda: Quindi se alcuni dei miei amici mi dicono che stanno avendo difficoltà nella loro scuola, allora fondamentalmente è possibile andare a scuola e mostrare loro come funziona la metodologia integrale ?

Risposta: Certo, è possibile. Sarete sempre accettati. Nessun preside della scuola vi dirà mai: “No!” Tu sei uno psicologo certificato, avete le raccomandazioni e siete conosciuti in televisione. Volete fare una lezione dimostrativa, una classe di approfondimento e così via. Per favore, fatelo! Essi saranno d’accordo volentieri. Discretamente collocate una piccola telecamera al fine di non rendere gli studenti inibiti ed in modo che gli altri possano guardare la lezione da un altro edificio. Oggi tutto questo non è un problema.

Domanda: Credi che è già arrivato il momento di dare la metodologia integrale alla gente?

Risposta: Comprendere i genitori come facciamo noi nella scuola, o coinvolgerli nella gestione, perché soffrono per i fatti di violenza e del bassissimo livello di prestazioni che è fiorente nella scuola. Avete due possibili vie, attraverso i genitori o la gestione della scuola. Provate a prendere atto. Questo è quello che avete per cominciare! Vedrete che ci sarà un vantaggio in questo. Non ci saranno ostacoli, ne avversari in questo campo, dal momento che ognuno sente il dolore di quello che sta succedendo con i bambini.
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La connessione è l’inizio di tutto

Niente si risolverà se non iniziamo dal punto della nostra connessione. È il fondamento e tutto dovrebbe iniziare da lì. È a questo che noi aggiungiamo ogni parola, ogni attributo, tutto ciò che vogliamo. È il punto della connessione.

Perciò non dobbiamo attivare un singolo pensiero prima di determinare questo punto. Prima dovete stabilizzarlo dentro di voi e iniziare a pensare come rafforzarlo, come espandere il vostro controllo su altri attributi, come farlo diventare un cerchio.

Questo è riempito dall’ambiente. Se create questo punto e lavorate per poter incorporare gli amici in esso, si espande correttamente, e voi non dimenticate ciò che è veramente importante.

Domanda: Allora, per quale motivo si prolungano gli stati? Perché sentiamo la pesantezza?

Risposta: Voi sentite la pesantezza nei vasi corporei egoisti. Quando vi sentite bene e le cose sono più facili, vi sentite contenti. Dall’altra parte, se avanzaste connessi reciprocamente con gli altri, vi sentireste felici quando sentite la pesantezza.

La domanda per quale motivo gli stati siano prolungati è una domanda egoista. Una persona che avanza non ha tali pensieri. Domanda a se stessa solo una cosa: “Come posso essere sicuro che nel mio stato attuale io sono in dazione senza un profitto personale? Ho bisogno di un segnale di portare a Te contentezza, un segnale completamente staccato da me. Non ho bisogno di sensazioni né che le cose siano più facili, ho solo bisogno di sapere di fare la cosa giusta. Questo è dazione.

Domanda: Qual è il segnale se ho avuto successo?

Risposta: È in base alla Luce di Hassadim che ricevi. Non ti darà altro che l’appartenenza alla dazione. Poi io comprenderò che il Creatore non sa niente dei miei sforzi e raggiungimenti, e nemmeno nessun altro, e mi sento più contento per questo. È il segnale che sono totalmente staccato dall’ego.

Domanda: Come possiamo aggiustare quest’attitudine nei nostri cuori?

Risposta: Potete farlo solamente dall’opinione generale della società. Abbiamo bisogno di sapere “che cosa c’è nell’aria” sulla dazione, che è la mancanza di richieste diverse e opposte. Ho bisogno solamente della giusta direzione e i poteri per attraversarla e il cammino stesso è come un cammino a un senso.

Poi, correggendo i miei vasi in questa maniera, io mi elevo a un nuovo livello e inizio a gioire per il bene di donare. Questo non può essere descritto a parole. Io ricevo per il bene di donare e gioisco, ma il mio piacere non è sentito nei desideri ordinari, nonostante siano tutti lì.

Domanda: Che cos’è l’opinione generale nel gruppo?

Risposta: È la tendenza generale che mette la dazione al di sopra di tutto. Tutti devono sapere semplicemente che è cosi che dovrebbero parlare di questo anche se innalzano l’importanza del Creatore negli occhi uno dell’altro artificialmente.
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(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.07.2012, Introduzione al Libro dello Zohar)

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Non aspettarti un forse

Domanda: Una donna che studia Kabbalah dovrebbe mantenere un equilibrio tra la vita materiale e quella spirituale, è necessario questo? Lei dovrebbe semplicemente allontanarsi da tutto ciò che è materiale e aspirare unicamente alla spiritualità?

Risposta: Non capisco perché si debba applicare questo alle donne. Perché non applicarlo a tutte le persone? Prima di tutto, non importa se si tratta di un uomo o di una donna.

In nessun modo dobbiamo allontanarci dalla vita materiale. La Kabbalah non è a favore della vita monastica né all’isolamento. Dobbiamo pensare a questo mondo, alle cose essenziali della vita, questo è chiaro nella Kabbalah. Una persona deve provvedere a tutti i propri bisogni, piuttosto che aspettarsi che “forse qualcuno potrà aiutare”. Deve avere un posto e un introito ragionevole. È necessario! E dobbiamo interessarci di questo prima di tutto, invece di appoggiarci agli altri, aspettando un aiuto.
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(Tratto da una conversazione durante un pasto nel Congresso di Toronto, 19.06.2012)

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Il danno in esempi negativi

Domanda: Nel discutere l’istruzione dei bambini da due a tre anni fa, ho portato un libro di G.B. Oster, Un Cattivo Consiglio. In questo libro, l’autore insegna cose buone attraverso un paradosso, in modo deformato, come ha colpito la nonna, prendendo le caramelle, e così via. Perché questo metodo è considerato sbagliato dal punto di vista di integrazione?

Risposta: Perché le persone che ascoltano e assorbono le informazioni negative dipingono le immagini dentro di sé contro la loro volontà. I Frammenti negativi rimangono in loro, che poi permetteendo loro di agire. Non importa che in questo momento la persona non è d’accordo con esso, questo frammento, questa immagine, questa azione è registrata ancora in loro. Penso che questo non è il modo di lavorare.

E ‘molto difficile per una persona lavorare da un esempio negativo. Ciò richiede un’analisi speciale, la forza di salire, superare, e riconoscere il male, per portare la bontà di fronte al male, per capire cosa deve essere fatto per superare il male, e per costruire un buon atteggiamento, che si trova di fronte al male, in altre parole, per invertire completamente nella direzione opposta. Ciò richiede un grande sforzo e la mente. Una persona normale non può semplicemente farlo.

Fagli provare a fare qualcosa di positivo invece di fare qualcosa di negativo, non solo nei colori ma nelle espressioni e nelle pose. Lascialo “trasferire” non solo il sorriso o un’espressione maligna da un’immagine a un’altra, ma anche con posture, i gesti, la corrispondenza tra i corpi, e così via.

Una persona che non capisce come completa è la differenza tra il positivo e il negativo. Naturalmente, quando ad una persona viene mostrato uno scenario severo negativo, lo rifiuta perché non è pienamente in questo scenario. Ma diventa memorizzato, registrato da qualche parte in lui, e la persona lo utilizza ancora! Non si può imparare le buone azioni attraverso esempi negativi.

Commento: Ci sono autori della società russa, come Mikhail Zhvanetsky, che la gente ascolta, ma sono considerati molto saggi. Zhvanetsky basa le sue opere su esempi negativi. Prende una certa situazione negativa, e, ogni volta, si trova una soluzione divertente, una via d’uscita.

Risposta: Con tutto il rispetto, io non credo che Zhvanetsy e gli altri “filosofi” come lui creerebbero una rivoluzione nella società. Egli mette in risalto i difetti della società, li mostra al popolo, e gli piace.
Questo assomiglia al cartone animato in cui un lupo che non ha fame mangia un coniglio e poi si siede e prende i denti. Gli si spiega la sua cattiva azione , e lui è d’accordo: “Sì, davvero …”

Il pubblico si siede e ascolta i suoi difetti, ma non c’è nessun risultato. Anche se vi è una certa necessità per questo è una domanda sociale, questo non è l’istruzione.

Commento: l’intera cultura sotterranea di intellettuali russi, per esempio, gli scritti di Igor Guberman, si basano sul confronto tra bene e male.

Risposta: Tra noi, questo è puramente un approccio ebraico. Raykin e tutti gli altri hanno utilizzato anche questo. Ecco come gli ebrei si conservano. Ridevano di loro stessi. In questo modo, si sono difesi girando tutto ciò che è negativo in qualcosa di positivo, uno scherzo. Hanno fatto meglio la situazione con le emozioni positive, al fine di sopravvivere a tutto.

Non vedo questo stesso approccio umoristico tra le altre nazioni. Questa è una conseguenza di esilio e di sofferenza. Questa filosofia appartiene a un popolo in esilio, degradati che sono stati colpiti in faccia e stanno cercando di trasformarlo in uno scherzo perché altrimenti la situazione sarebbe molto dolorosa per loro. In altre parole, questa filosofia non comporta un cambiamento nella società.
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(Tratto da una conversazione sull’ educazione integrale 28.05.2012)

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Inseguire un miraggio

Baal HaSulam elenca cinque domande all’inizio della “Introduzione al Libro dello Zohar”:

1. Qual è la nostra essenza?

2. Qual è il nostro ruolo nella lunga catena della realtà, nella quale siamo piccoli anelli?

3. Ci sentiamo inferiori e sbagliati, ma il Creatore che ci ha creato, non dovrebbe compiere soltanto azioni perfette?

4. Come potrebbe il Creatore destinare le Sue creature a tale sofferenza?

5. Come può un qualcosa di Eterno, che non ha inizio né fine, produrre creature deperibili, temporali ed inferiori?

Nel corso dei secoli, in molti hanno riflettuto al riguardo, da quando l’umanità è arrivata a conoscere sé stessa. E la nostra generazione ha gli stessi quesiti dinanzi a sé. Non siamo riusciti a raggiungere la comprensione, sebbene ciò riguardi le domande fondamentali che si riferiscono alla vera essenza della nostra esistenza: Perché viviamo? Qual è il senso della vita? Qual è la sua ragione? Quale tipo di processo vi è contenuto? Abbiamo un libero arbitrio? Qual è lo scopo che abbiamo davanti? La Natura è cieca oppure segue un certo programma? Esso può essere cambiato?

Per di più, vi sono delle domande che hanno a che vedere con le scritture: Se il Creatore è buono, allora dov’è la sua benevolenza? È in qualche altro mondo? Ma chi lo ha visto?

Per dirla in breve, questi quesiti comprendono l’intera realtà, eccetto per il grado animato dove dobbiamo provvedere alle nostre esigenze quotidiane.

Commento: Non molte persone si pongono queste domande.

Risposta: Questo è un problema a parte; le persone non sanno cosa pensare riguardo alle cose importanti. Tuttavia, sicuramente queste cose le infastidiscono a livello subconscio. Soprattutto oggi.

E in generale, vi è mai stata davvero una sola persona nella storia che non si sia posta delle domande?

– Perché soffro?

Ma allo stesso tempo, cosa vi è di così sorprendente qui?

– Soffri perché ti senti male.

– Ma perché mi sento male?

– E perché mai dovresti sentirti bene? Tu presumi che il bene sia uno stato normale, e che qualsiasi cosa di peggiore non sia normale? Dove hai imparato questo? Forse credi nel Creatore? Ma come puoi sapere che Lui esiste e che Lui è buono? Quindi perché ti meravigli quando ti senti male? Forse il male è uno stato normale del mondo.

Perciò, ogni domanda che si chiede una persona, quando si eleva al di sopra delle preoccupazioni della sua vita quotidiana, contiene per forza di cose tutte queste complicazioni essenziali di base, anche se sono nascoste. Vediamo un po’ di scoprirle un poco.

1. Naturalmente, una persona non si chiede: “Qual è la nostra essenza?” La interpreta in un altro modo: “Chi sono io? Perché e per che cosa esisto?” I bambini pensano queste cose e poi se le dimenticano. Ad ogni modo, le domande rimangono: Qual è il nostro ruolo? Dove ci sta portando il processo di sviluppo storico? Esso ha un suo perché? L’evoluzione è accidentale o segue un piano determinato?

2. Scopriamo che tutte le parti della natura sono profondamente interconnesse; inoltre, la loro interconnessione non è spontanea, ha uno scopo, e il motivo di ciò va al di  sopra della nostra logica. Così alla fine, siamo conseguenze della natura, e a malapena comprendiamo persino un piccolo frammento della sua immagine generale.

Ed è per questo che una persona si pone delle domande: se stiamo osservando un processo consequenziale, il quale segue la profonda saggezza della natura, e che in modo naturale conduce verso un obbiettivo prefisso, allora chi sono io e cosa sono? Dove sto andando? Dove dovrei andare? Da dove arriva la mia vita? È arrivata da un altro pianeta? E se così fosse, come ha fatto ad arrivarci? Alcune persone si preoccupano che il sole si spegnerà fra miliardi di anni o che un certo corpo celeste possa entrare in collisione con il pianeta Terra. “Anche se non accadrà a me, cosa accadrà al genere umano?” Non ridete di queste preoccupazioni.

3. Siamo incredibilmente limitati, ma vogliamo conoscere tutto. Però dall’altro lato, quando osserviamo noi stessi, vediamo la nostra stessa incompletezza. E questo è corretto se vogliamo fare un paragone con la grandezza della Natura, il suo potere, la sua bellezza e perfezione, i meravigliosi paesaggi con un cielo stellato sopra di noi che non sono ancora stati rovinati dall’uomo. Osserva nel profondo la magnificenza della Natura, addentrati nella struttura del DNA o dell’atomo e rimarrai stupito da quello che vedrai. Noi siamo piccoli, degli sciocchi molto pretenziosi. Tutte le cose che ci importano non sono null’altro che una minuscola briciola raschiata via da una grande tela.

Ovunque guardiamo, vediamo immensa saggezza e interconnessione inseparabile. È straordinario che tutte le parti della natura si preservino a vicenda, mentre noi le portiamo soltanto all’estinzione, non riuscendo a capire che ciò porterà alla nostra stessa distruzione. Perché non importa quanto siamo orgogliosi, in realtà la natura ci nutre e provvede a noi. Nulla appare dal nulla. Cibo, acqua, vestiti, tutto ciò lo riceviamo da essa, e noi rispondiamo alla bontà con la distruzione. Questo testimonia soltanto la nostra stoltezza.

E dunque ne consegue che tutto in natura è perfetto e che solo noi siamo difettosi. Ma come può essere che di tutti gli elementi della natura solo noi siamo imperfetti? Noi non soltanto distruggiamo il mondo, stiamo distruggendo il nostro futuro prossimo, e ci rifiutiamo di pensare al riguardo. Anche quando una persona sa che domani morirà, ancora non si fermerà, non si opporrà, e continuerà a percorrere la strada restante fino all’inevitabile patibolo.

La natura controlla in modo assoluto i livelli inanimato, vegetale e animale, ma il suo potere su di noi non è assoluto, ci ha dato il libero arbitrio. Allora perché usiamo questa libertà per rovinare noi stessi sempre di più? Invece di usare la nostra indipendenza per il bene, divenendo Umani con la lettera maiuscola, meravigliosi e benevoli verso sé stessi e gli altri. –Distruggo tutto quello che posso. Perché ho bisogno di questa libertà?

4. Perché soffrire, quando la Natura perfetta ci ha preparato uno scopo straordinario?

5. Ed infine, come può il Creatore perfetto produrre creature mortali, temporali ed inferiori, nate nel dolore, che vivono nella sofferenza, e che muoiono nell’agonia? Tutta la vita di una persona è vissuta nella ricerca del piacere, che non riesce mai a cogliere. Poiché nel momento in cui riesce a cogliere qualcosa, ella immediatamente dedica sé stessa al piacere successivo. Non siamo mai pienamente appagati, ed anche se le piccole cose sono abbastanza per noi, questo non dura per sempre. Ogni piacere è seguito dal vuoto, e noi inseguiamo continuamente un miraggio.

Pertanto, i quesiti che Baal HaSulam ha elencato, in una certa misura riguardano tutti, e noi dovremo trovare le risposte a queste domande.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah 14.06.2012, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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