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Sensibilità verso il Creatore

Domanda: Come posso diventare più sensibile al Creatore?

Risposta: Ho portato questo tipo di esempio molte volte – che acquisiamo la sensibilità verso un certo fenomeno dal momento in cui iniziamo a lavorare con esso, anche se non lo abbiamo fatto prima. Noi acquisiamo la sensibilità verso tutto: verso le pietre, gli alberi o le altre persone. Prima non prestiamo attenzione ad una persona e poi cominciamo a sentirla sempre di più e scopriamo tutto ciò che si trova in essa. Questo si chiama: “l’abitudine diventa una seconda natura.”

Il lavoro che svolgo con gli amici, quindi, devo indirizzarlo nei confronti del Creatore. Io lavoro per scoprire le qualità degli amici, di cui non ho bisogno e a cui non sono interessato affatto, per aumentare la mia sensibilità verso di loro, scoprendo più attributi che posso. Non della natura corporea dell’amico, ma del suo atteggiamento nei confronti del Creatore. Poi, nel momento in cui sono e voglio essere in contatto con lui, scopro una sensibilità nei confronti del Creatore.

Il Creatore Stesso non esiste. Egli si rivela solo nelle nostre connessioni. Aumentare la sensibilità nei confronti della connessione con gli amici, quindi, equivale ad aumentare la sensibilità verso il Creatore.
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(Dal congresso di Giorgia del 06.11.2012, Workshop 2)

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L’interconnessione influenza la felicità

Nelle notizie (da Dailymail): “Una nuova ricerca ha mostrato come i rapporti sociali positivi nell’infanzia e nell’adolescenza sono fondamentali per il benessere degli adulti, mentre invece per il rendimento scolastico hanno poco effetto.

“Gli scienziati non sanno molto su come gli aspetti dell’infanzia e dello sviluppo adolescenziale – come la funzione accademica e socio-affettiva influenzano il benessere dell’adulto.

“Loro definiscono il benessere come un misto di senso di coerenza, strategie positive di accoppiamento, di impegno sociale e punti di forza auto-percepiti. …

“I risultati hanno mostrato che c’è un forte percorso di connessione sociale da bambino e adolescente che porta al benessere dell’adulto. Questo mostra l’importanza delle relazioni sociali positive sulla vita nell’età adulta”

Il mio commento: La felicità è in relazione all’ambiente e nell’armonia con il mondo. Chi ha bisogno della ricerca! Il mondo deve cambiare, o meglio, noi dobbiamo cambiarlo, e allora diventeremo felici, finiamola con questi stereotipi che oggi ci impongono ciò di cui dobbiamo essere felici…
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Congresso: Alla ricerca di un compagno per la vita

Domanda: Al congresso di Novosibirsk abbiamo in programma eventi per single giovani e meno giovani che si incontreranno con l’intenzione di creare una famiglia kabbalistica. Quali sono i tuoi suggerimenti?

Risposta: Attenzione! Ci sarà un evento speciale per single che si terrà durante il congresso per giovani o futuri kabbalisti. Sono molto favorevole a questo. Una persona ha bisogno di un aiuto lungo il percorso. Penso che tutti ne abbiano bisogno.

Se avete la possibilità di venire allora dovreste venire. Se non avete ancora creato una famiglia allora consiglio vivamente di provare a trovare il proprio compagno(a) tra i kabbalisti.

Sono molto felice che durante il congresso si terrà un simile evento. Dopo tutto, più famiglie kabbalistiche ci sono, meglio è.
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(Dalla Lezione virtuale del 25.11.2012)

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Io vi aspetto a Novosibirsk!

Domanda: L’ascesa che si prova durante un congresso viene coltivata di proposito, durante i pasti, le lezioni, e le pause. Dopo il congresso abbiamo bisogno di organizzare l’unione nella nostra vita quotidiana?

Risposta: Certo! Un congresso è necessario affinché non passi invano, in modo che dopo che iniziamo un lavoro serio sull’unione in questa regione, creiamo un gruppo serio siberiano, composto da ragazzi seri che si uniranno davvero nella regione degli Urali, in modo che si sentano veramente padroni e comincino a lavorare bene tra di loro.

Possono fare uno sforzo, hanno un buon ambiente lì – un ambiente spiritualmente pulito. Quindi, penso che saranno in grado di fare molto. È un ottimo posto per il lavoro spirituale. Spero di sentire questo, ci connetteremo a loro, e poi avanzeremo insieme.

Vi auguro tutto il meglio! E ancora una volta chiedo: chi può, venga, voglio vedere tutti voi. Non si può perdere! Si può solo vincere! Venite, così da non pentirvene dopo.

Io vi aspetto a Novosibirsk!
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(Dalla Lezione virtuale del 25.11.2012)

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Una guerra mondiale per un “click” della coscienza

Domanda: Se tutte le fasi del mio percorso sono predeterminate, posso cambiare un certo evento della mia vita attraverso il libero arbitrio? In che modo sarebbe diversa la mia vita, con o senza la saggezza della Kabbalah?

Risposta: C’è un’enorme differenza.

Supponiamo che io non voglio andare a scuola e così vengo “picchiato” dai miei genitori. Qui è la stessa cosa: mi sono rotto una gamba, il mio paese è in guerra, ci sono le catastrofi naturali, l’ “atteggiamento genitoriale” si fa sentire, ma in modo più realistico. Con questi problemi io farò ancora quello che sono tenuto a fare. Per di più, se qualche volta sono riuscito a sfuggire alla punizione scolastica, qui non ci sono sconti, non c’è nessun posto in cui scappare.

Io mi trovo tra la “via della Torà” e la “via della sofferenza”, e questa scelta cambia la mia vita. In realtà si tratta di una questione di vita o di morte, anche se lo percepiamo con diversi tipi di sofferenze. Se qualcuno voleva vincere un milione di dollari alla lotteria, ma vince solo un centinaio di migliaia di euro e qualcun altro è costretto a letto per 15 anni, entrambi i casi sono sentiti come sofferenze.

Domanda: Ma ancora, dovevo rompermi una gamba?

Risposta: Se questa è l’unica cosa che cambierà il tuo atteggiamento verso lo scopo della creazione, allora sì. Ma tu puoi seguire il percorso di “accelerare il tempo” e correggere il suo atteggiamento e poi non dovrai romperti una gamba, dal momento che potrai trascendere le sofferenze dal livello animale al livello del parlante.

Le Luci e i vasi devono trovarsi uno di fronte all’altro. A livello animale si esprime, diciamo così, rompendo una gamba o perdendo lo stipendio, o con un incendio, una grave malattia, ecc. Ma se eleviamo le sofferenze a livello del parlante, se provi dispiacere del fatto che tu ora non riesci a dare, questo è il tuo problema, e questo è ciò di cui soffri. La Luce che Riforma ti dà questa sensazione e poi non ci sarà più bisogno dei disastri corporali.

Inoltre, sono richiesti molti più problemi corporei di quelli spirituali. Ad esempio, essere malati per mille anni senza alzarsi dal letto è come vivere un momento di pene d’amore: “Perché non amo il Creatore?” Questa è la differenza tra i livelli, che cosa può fare un bambino piccolo rispetto ad un adulto, se va via la luce a casa? È incomparabile.

Guarda come la crisi si sta diffondendo: nessuno è protetto e al sicuro. Il mondo è minacciato da terribili sofferenze che hanno lo scopo di rompere l’uomo, solo per mettere un piccolo interruttore attraverso il suo buon senso. Poi, dopo una terza guerra mondiale egli scoprirà che è sotto l’influenza della natura. Poi la quarta guerra mondiale andrà a sostituire un altro piccolo interruttore: “Ahh, devo essere bilanciato con la natura.” Una quinta guerra mondiale gli mostrerà la necessità di dare agli altri, al fine di raggiungere l’armonia con la natura, e così via.

Disastri mostruosi, anni di problemi, serviranno solo ad accendere in lui ciò che la luce potrebbe accendere in un paio di mesi. Attraverso studi corretti, una persona potrebbe capire in un mese che non vi è altra scelta. Quindi dobbiamo portare il nostro messaggio al mondo il più rapidamente possibile.
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(Dalla quarta perte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.11.2012, L’essenza della saggezza della Kabbalah)

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Kabbalah per Tutti – 27.11.2012

Kabbalah per tutti, “Chi siamo noi, il Popolo di Israele”
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Il dovere di tutti

Domanda: Sono tutti in grado di salire la scala spirituale fino in cima e cosa accadrà a coloro che non riuscranno a salire?

Risposta: Tutti devono e dovranno raggiungere un equilibrio, l’armonia con la natura, con il Creatore, con gli altri. Tutti!

Che cosa accadrà a coloro che non vogliono? La Natura li spingerà con un bastone verso la felicità e li picchierà fino a quando vorranno. Li picchierà, quindi non sono necessarie protezioni. Poi una persona comincerà a chiedersi con calma: “Perché succede questo? Perché sta succedendo a me? Che cosa sto facendo di sbagliato?” affinchè i colpi gli insegnino a poco a poco.

Perciò esiste la Kabbalah, al fine di imparare rapidamente, per capire questo dopo uno o due colpi e non dopo 100 o 200. In linea di principio, non fa altro, ma aiuta semplicemente a capire qual è il problema nella vita e come modificarlo.
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(Dal congresso di Giorgia 05.11.2012, Lezione 1)

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Noi non temiamo nessuna data

Domanda: Attualmente l’intero Internet pullula di prognosi su alcuni eventi spiacevoli che si svolgeranno nel mese di dicembre 2012. Che cosa ha da dire su questo la Kabbalah? Si prega di rassicurare il mondo

Risposta: Come posso calmarti?

Io credo che tutto dipenda da noi, tu compreso. Io non intendo calmarti, ma l’esatto contrario, perché in realtà noi esistiamo in una forte libertà di scelta e Dicembre e l’intero anno prossimo dipende da noi. Inoltre, questi stati, che dobbiamo attraversare, sono determinati solo dal nostro gruppo mondiale e da nessun altro.

Quindi, io non calmerò nessuno di voi. Al contrario, voi dovete sentire chiaramente che l’intero mondo dipende da voi. Bisogna rendersi conto di questo, che significa che dobbiamo prendere seriamente il nostro compito, una costante aspirazione reciproca nei vostri cuori.

Senti come i nostri cuori si stanno raccogliendo sempre di più in una sfera? Solo questo può salvare la nostra situazione e renderlo meraviglioso. Sarà meraviglioso, nel senso che ci ricorderemo che dobbiamo essere più vicini e più uniti fino ad arrivare tutti in un unico cuore insieme. Allora non avremo paura di nessun calendario.
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(Dal congresso di Georgia 06.11.2012, Lezione 3)

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In previsione del Congresso Siberiano

Domanda: Stiamo attraversando un periodo di aumento del lavoro interiore del gruppo, e alcuni dei nostri amici hanno avuto l’impressione che a questo proposito possiamo ridurre in modo significativo la nostra attività di divulgazione per dedicarci maggiormente al lavoro interiore.

Risposta: Tutto il nostro lavoro è costituito da due opposti. Rabash ha scritto nei suoi articoli che il problema è che apparentemente siamo tagliati dentro di noi, siamo suddivisi in interiore ed esteriore. E il mondo intorno a noi sembra suddiviso in interiore ed esteriore. Ecco perché è necessario capire come essere in contatto con esso.

A questo proposito, noi spesso dedichiamo più tempo alla nostra unione interiore, e poi la lasciamo andare via per un po’ e ci impegnamo nella divulgazione. Tutto dipende dalle condizioni del nostro ambiente.

Ora ci stiamo preparando per un grande congresso in Russia. Ci auguriamo che centinaia di nostri amici vi parteciperanno, anche quelli che non hanno avuto un collegamento visivo diretto con noi.

Vedo questo congresso come molto importante ed è per questo che l’unione che dobbiamo raggiungere lì non vale naturalmente tutta la nostra attenzione. Così, mentre la divulgazione verso l’esterno è importante per noi, quella interiore lo è di più.

Così, ci stiamo muovendo. Come il battito del cuore, tutto il nostro lavoro si muove attraverso l’inalazione-espirazione, e il mondo interiore è in questo movimento. Compressione ed espansione si alternano, e così si avanza: lungo le linee di destra e di sinistra. Tutto è disposto alternativamente.

Quindi, non bisogna chiudere completamente una di queste linee. A volte, non ci resta che spostare l’attenzione da una parte all’altra, dall’interiore all’esteriore e vice versa. Quindi, in ogni caso, non dovresti farti prendere dal panico se ci fermiamo con la divulgazione verso l’esterno, e, soprattutto, con la divulgazione interiore.

Eppure dobbiamo cercare di prepararci di più alla vigilia del congresso, cioè, unirci, e cercare di portare al congresso tutti coloro che studiano con noi in vari luoghi, in particolare nella regione della Siberia, la Far East, la parte meridionale della Russia, e i paesi limitrofi.

Dobbiamo cogliere questa opportunità, vorrei sottolineare ancora una volta l’importanza di questo congresso e invitare tutti gli individui, tutti gli scettici, e coloro che comunicano nello spazio virtuale in diverse parti delle infinite distese della Siberia e di tale regione. Mi auguro che tutti troveranno la forza, i mezzi e il tempo per incontrarsi con noi.

C’è ancora una massa enorme di persone che sono sole da qualche parte, lontane le une dalle altre, ed è auspicabile che almeno una volta frequentino i nostri congressi. Spero che abbiano questa opportunità. Lasciate che si connettano, almeno con gli organizzatori del congresso, e anche se non hanno intenzione di partecipare, devono scrivere, così che noi sappiamo dove sono. E se improvvisamente decidono di venire, saremo in grado di aiutarli.
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(Dalla Lezione virtuale del 28.10.2012)

Cosa ci manca?

Domanda: Supponiamo che una persona si sieda e guardi se stessa: “voglio dell’acqua, quindi voglio qualcos’altro, e non so che cosa voglio”. Un semplice esperimento l’aiuterà a capire che l’essenza del suo desiderio è quella di godere?

Risposta: Una persona vedrà che, in ogni momento emergono in lei nuovi desideri. Egli non conosce la loro provenienza; prima egli vuole una cosa e all’improvviso un’altra e poi qualcos’altro ancora.

D’altra parte, egli può programmare se stesso, che significa mettere a fuoco in se stesso certi desideri per ricordarsi qualcosa che gli ha portato piacere. In questo caso si sviluppa in lui un grande desiderio per quel piacere così che egli comincia ad anelare ad esso: “che cosa voglio? Ah, dimenticavo, c’è del gelato in frigo,” e lui tira fuori il gelato o egli può ricordare che voleva andare da qualche parte interessante o incontrare qualcuno di interessante, o leggere qualche libro interessante o vedere un film che si è preparato a vedere e così via.

Questo significa che noi stessi evochiamo qualcosa quando non sentiamo il piacere. Non sentiamo il piacere quando riempiamo noi stessi. Ora sono pieno, il che apparentemente significa che tutto è andato bene, ma la mia vita è insipida. Anche quando apparentemente abbiamo tutto, ci manca l’aggiunta dell’eccitazione. Inventiamo nuove fonti di piacere e incentivi, ma in realtà è lo stesso ego.
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(Dalle “Conversazioni con Michael Laitman,” di KabTV 03.11.2012)

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