Pubblicato nella 'Divulgazione della Kabbalah' Categoria

Le parole che vengono dal cuore

Domanda: E’ scritto che Israele affretti i tempi. Come possiamo farlo nella maniera più efficace e produttiva? Con l’aiuto della divulgazione? Dell’intenzione? Dell’analisi interiore?

Risposta: Lavorando su te stesso e sulla divulgazione esterna. Il lavoro interiore è l’unità tra di noi e nella divulgazione abbiamo bisogno di rendere il nostro messaggio sempre più comprensivo, per noi stessi e per gli altri.

Se l’uomo non sa di cosa parla, è meglio che se ne stia tranquillo, perché certamente non apporterà beneficio agli altri. In questo caso è vero che le nostre parole entreranno da un orecchio ed usciranno dall’altro. Il fatto è che non sono connessi con il cuore. Stiamo ancora “chiacchierando” e non ci siamo immersi in loro con i nostri desideri e sentimenti, diciamo semplicemente che non abbiamo ascoltato o letto.

Se metti te stesso, il tuo sacro desiderio, nelle tue parole, se fluiscono dal tuo desiderio per poi rivestirsi in esposizioni e giungono alle orecchie di un altro essere, allora questa catena si allunga dal tuo desiderio ad un altro, dopotutto il desiderio è il fondamento della creatura. Se le tue parole sono iniziate più in alto e le loro radici non raggiungono la cosa più importante, allora dall’altro lato non raggiungeranno lo scopo e svaniranno senza lasciare traccia nell’uomo. Ecco perché la nostra divulgazione è così debole.

Domanda: Allora cosa possiamo fare perché le nostre parole fluiscano direttamente dal desiderio, dal cuore?

Risposta: Tu hai appena risposto a te stesso. Esse devono venire dal cuore, dal cuore al cuore.

Se non senti cosa stai per dire, non dire niente e se lo senti, persino un linguaggio incomprensibile funzionerà. Questo perché c’è sentimento ed ispirazione in questo linguaggio incomprensibile ed il tuo compagno sentirà questo calore. “Questa persona non sa come esprimere se stessa”, penserà “ma io posso dire che tutta la sua vita è in questo”. I veri sentimenti vengono valorizzati e le parole vuote lasciano la gente indifferente non importa la tensione della voce.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2011, Gli Scritti del Rabash, “La Libertà”)

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L’anno della divulgazione di massa

Domanda: Come possiamo collegare quello che succede nell’aula a quello che succede nel mondo? Come possiamo raggiungere il mondo?

Risposta: Dobbiamo fare degli sforzi ed averne cura come una madre fa con il proprio bambino. C’è qualche altra soluzione? Voi sperate che venga scoperto qualche altro mezzo, ma non ce ne sono. L’equazione di due desideri avvolge tutte le leggi della Natura. Il canale di comunicazione tra due oggetti, due vasi, li uniforma ed allo stesso modo ambedue ne provano piacere.

La madre è un enorme vaso ed il bambino è un piccolo vaso, ma la madre crea un canale di connessione con i parametri richiesti. Noi dobbiamo agire nella stessa maniera, tuttavia non possiamo farlo. Per discendere dal proprio grado è richiesta un’enorme saggezza interiore. Questa è la cosa più difficile.

Posso esprimere in poche parole ad una persona che studia qui da 5 a 10 anni questo o quell’argomento. È un’altra cosa “uscire” e cominciare ad avvicinarsi alla gente. Non è facile e questo è quanto dovremmo fare oggi.

L’anno della divulgazione di massa è davanti a noi ed ecco perché abbiamo bisogno di pavimentare la strada, di sviluppare un corso di educazione integrale. Questo non significa solo distribuire un po’ di libri in più, abbiamo bisogno di creare uno “sbocco” dal quale tutti possano ricevere il nostro messaggio, riempirsi, cambiare e godere della vita.

Non dovremmo essere limitati ad un approccio formale: “Noi abbiamo fatto il nostro lavoro, il materiale è pronto, lasciamo che lo prendano, imparino e cambino”. No, siamo obbligati a prenderci cura dell’umanità ed a fornirle tutto ciò che è necessario, come il cibo per bambini ad un infante, come un fluido endovenoso ad un paziente. Questo è affidato a noi.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2011, Gli Scritti del Rabash, “La Libertà”)

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Separati sotto un flusso di luce

Domanda: Quando parliamo dell’amore per gli altri questo suona banale alla maggiorparte delle persone. Come possiamo trasmettere loro il nostro messaggio?

Risposta: Non parlategli direttamente dell’amore per gli altri.Invece spiegate le leggi del sistema integrale che richiedono una mutua connessione più forte tra di noi. C’è una separazione crescente nell’umanità e quindi c’è la necessità della correzione. Questo è il motivo per cui ci sentiamo sempre peggio.

Queste sono cose semplici che possono essere rappresentati tramite il grafico di una linea. Ogni giorno, abbiamo bisogno di aumentare la connessione tra di noi. Entro seimila anni dovremo aver unito tutti I nostri desideri. Oggi ci viene richiesto di collegarci ad un certo livello, diciamo X2 . Nell’anno 2012 la richiesta aumenterà al livello X3. Se non raggiungiamo questo livello affronteremo una sofferenza commisurata alla nostra incompatibilità con la natura.

Oggi stiamo sperimentando una crisi, una caduta ed è perferramente naturale che accada. Comunque possiamo invertire questa tendenza se facciamo salire il nostro livello di unità. Se operiamo in questo modo sentiremo una crescita invece che una caduta. Dipende tutto da noi.

Abbiamo la saggezza della Kabbalah che fu concepita per sviluppare il riconoscimento del male dentro di noi. Infatti più restiamo indietro, più diventiamo separati. La luce cresce mentre noi siamo più distaccati e disconnessi, e questo ci fa sentire sempre peggio.

La luce ci fà sentire il mondo come un unico globale ed integrale mutualmente connesso in tutte le sue parti. E di conseguenza sentiamo gradualmente che stiamo diventando sepre più opposti a questo mondo integrale. Così non stiamo parlando riguardo all’amore ma delle leggi della natura e del suo sviluppo.

Dopo il congresso di Dicembre vedremo che il mondo peggiorerà molto più in fretta. Da parte nostra, potremo accelerare lo sviluppo in modo positivo, e dobbiamo fare ogni sforzo per ottenerelo.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 29.11.2011, “L’essenza della religione ed il suo scopo”)

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Novantanove più uno

Le cose che vediamo in questo mondo come la società, l’ambiente e l’umanità sono tutte il riflesso del nostro attuale stato di illuminazione in base agli schermi, finora egoistici, che abbiamo conseguito. E’ così che vediamo il mondo dell’Infinito nel quale già esistiamo.

Se un uomo inizia a connettersi allo scopo della creazione, con il desiderio di conseguire il Creatore e di diventare uguale a Lui nelle caratteristiche, dovrebbe unirsi ad una società o ad gruppo ed utilizzarlo per il suo avanzamento. Il mio scopo di conseguire il Creatore, identificarmi con Lui ed unirmi a Lui determina tutto il mio atteggiamento verso la società, i miei amici e me stesso.

Tutto questo riguarda la parte dell’umanità che possiede il “punto nel cuore“. Prima di tutto questo punto spinge l’uomo a raggiungere il Creatore, e così entra in un gruppo con questo scopo. Poi impara che, per raggiungere il Creatore, ha bisogno di connettersi perché questo è il modo in cui sviluppiamo il nostro desiderio di donare. Riveleremo il Creatore attraverso il desiderio di donare, che conseguiremo attraverso il reciproco sviluppo gli uni verso gli altri.

Però c’è anche quella seconda parte dell’umanità, il 99%, nella quale il punto nel cuore non si è risvegliato, e coloro che ne fanno parte non sentono il bisogno di conseguire il Creatore, non si sforzano di raggiungerLo. I problemi della vita sono la sola cosa che li guida, e questi problemi devono corrispondere al nostro sviluppo. Sono la conseguenza della mancanza di connessione tra gli uomini.

Questi uomini sentiranno il bisogno di una connessione che sia all’interno di una grande e vasta società umana, non solo in un gruppo. Il loro obbiettivo è di avere una buona vita materiale, ottenuta attraverso l’unione di una nazione e di tutta l’umanità.

Naturalmente, non devono attraversare le stesse fasi che attraversiamo noi in un gruppo, hanno solamente bisogno di sapere il modo giusto di connettersi per formare una società unita ed omogenea il cui solo proposito è di conseguire la stabilità, la certezza e l’appagamento materiale.

Però, dato che questi due gruppi coesistono uno dentro l’altro, il primo gruppo (quello che aspira al Creatore ed è unito a causa dei problemi e delle esigenze spirituali, e non a causa dei problemi della vita materiale) irradia i suoi valori al gruppo più grande, spingendolo a pensare che ci sono degli scopi più meritevoli di quelli che appartengono soltanto a questa vita, che si può ottenere di più.

Allora il secondo gruppo, il 99%, improvvisamente incomincia a percepire uno scopo più elevato e il bisogno di conseguirlo, così avanza. Alla fine, questi due gruppi incominciano ad avvicinarsi l’uno all’altro. Pur avendo degli obbiettivi diversi, il secondo gruppo, l’umanità, improvvisamente scopre l’opportunità di conseguire una vita eterna, completa e perfetta che è anche più elevata della precedente vita fisica, dunque questa parte accetta questo nuovo desiderio.

In definitiva tutti si uniranno e ritorneranno all’unico sistema com’era al principio della creazione.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2011, Gli scritti Rabash)

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Tra il Creatore e l’umanità

Domanda: Si può stabilire un’analogia tra la fase di sviluppo attuale del mondo e lo sviluppo spirituale?

Risposta: Naturalmente. Procediamo insieme a tutta l’umanità come Galgalta ve Eynaim con AHP. Noi siamo l’1%, ed il resto è il 99%. Se non fosse per i bisogni dell’umanità, non saremmo stati risvegliati dal sogno del corpo. Proprio come nelle passate generazioni, il mondo di oggi avrebbe avuto solamente qualche Kabbalista.

Quindi perché oggi ce ne sono centinaia di migliaia, e milioni, di noi? Perché il mondo ne ha bisogno. Tutti coloro che studiano e divulgano la Kabbalah diventeranno degli insegnanti a tempo pieno. Sono sicuro che entro pochi anni, il mondo avrà bisogno di persone così negli apparati educativi e nelle aree della politica e della cultura, ovunque. Tutti avranno bisogno dell’approccio speciale e completo che solo noi abbiamo. Diventerà necessario per tutte le aree della vita, per non parlare dello sviluppo interiore.

Il nostro cammino e quello del genere umano sono interconnessi in modo naturale. Oggi il bisogno della correzione sta già maturando in un numero vastissimo di uomini. Naturalmente il processo è graduale perché il mondo è fatto di molte parti e di molti strati. Le differenze sono enormi. Cina, America, Europa, e Africa sono diverse nelle loro mentalità, grandezza, e natura del loro egoismo. Complessivamente, tutti gli uomini rappresentano la piramide dell’umanità.

Senza dubbio, in un modo o nell’altro, abbiamo ricevuto il diritto di avanzare nella direzione della libertà e abbiamo ricevuto la rivelazione della forza superiore soltanto per un solo scopo: dovremo trasmettere agli altri quello che riceveremo, però lo dovremo trasmettere in una forma adeguata.

A questo proposito siamo come Binà. A grandi linee possiamo dire che la sua parte superiore faccia parte di Hochma e sia in contatto con il Creatore, la Luce superiore. La parte di sotto è come l’utero di una mamma per il Partzuf inferiore perché garantisce la nascita, il mantenimento e la crescita. In questo modo, la nostra parte superiore aspira continuamente al Creatore, mentre la parte inferiore continua ad esistere tra le creature.

Noi, Bnei Baruch, siamo a metà strada, come la parte di mezzo di Tifferet, tra il Creatore ed il mondo. Solamente noi abbiamo il desiderio di essere in alto con il Creatore e in basso con l’umanità. In mezzo si trova la nostra libertà si scegliere e, in questo modo, diventiamo uguali al Creatore.

Infatti il Creatore è l’autore; Egli produce, costruisce e soddisfa come una mamma. Noi chiamiamo la natura “madre” perché genera, nutre e ci protegge. Dobbiamo svolgere lo stesso ruolo con il mondo, e dandoci da fare al massimo in questo modo con la dazione, diventiamo come il Creatore.

Il Partzuf comune è diviso in cinque livelli di Aviut (bassezza). Il secondo livello è il più importante, imita Keter, segue l’esempio del livello zero e lo riproduce verso il basso. Questo è il nostro obbiettivo, in questo modo, ci uniamo al Creatore.

La seconda restrizione è collegata a questo. Mentre ci eleviamo verso Binà, Malchut ci aiuta ad iniziare a guardare il mondo dal nuovo livello.

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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.12.2011 “La Libertà”)


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Nessun anello della catena è inutile

Domanda: Devo continuamente preoccuparmi dell’avanzamento spirituale del mondo o devo mantenere la concentrazione sul gruppo?

Risposta: Questo è l’ordine:

  1. Lavoro con gli amici;
    2. Con l’amore degli amici organizzo il gruppo;
    3. Con il gruppo faccio divulgazione;
    4. Attraverso la divulgazione, che aiuta le masse ad avvicinarsi al Creatore, io Gli faccio piacere.

Il gruppo in se stesso non Gli dona piacere, ma Glielo dona la divulgazione alle masse, che apre ad ogni uomo la strada verso di Lui. Non è importante che gli uomini siano distanti e non capiscano ancora dove questa strada li stia conducendo, se le masse si avvicinano al Creatore almeno un pochino, questo Gli arreca felicità. E questo è il punto principale.

Se portiamo una piccola parte del Suo messaggio in Indonesia o in Polinesia, questo Gli dona piacere. E’ lo stesso modo in cui un ospite fa piacere al Padrone di casa prendendo parte al banchetto che è stato preparato per lui.

Quindi, mettiamo in ordine le cose:

Primo: il nostro scopo consiste nel raggiungere l’adesione,  cioè l’equivalenza della forma, la mia dazione, proprio come la dazione che giunge dal Creatore. Io devo raggiungere la dazione, e allora raggiungerò l’adesione con il Creatore. Dazione significa rendere felice il Creatore.

Secondo: Egli è felice quando, grazie a me, il gigantesco desiderio di ricevere che Egli ha creato si avvicina all’adesione. La mia dazione al mondo deve avvicinare di più tutto il mondo al Creatore. Come? Attraverso la divulgazione.

Terzo: per riuscire a farlo devo prima di tutto unirmi ad un gruppo, in modo di avere gli strumenti, una specie di “commando”. Quando sono in un gruppo, allora posso fare divulgazione. Quindi ne consegue che, entrando in un gruppo e con il suo aiuto, dono al mondo, faccio divulgazione, aiuto gli uomini ad avvicinarsi al Creatore, e dunque Gli dono piacere. Nessun anello della catena è inutile.

In passato, la divulgazione non faceva parte della catena. Gli uomini si sedevano in un gruppo di Kabbalisti e conseguivano il Creatore direttamente. Ma oggi questo è impossibile, perché il mondo intero ha bisogno di raggiungere il Creatore. In passato, nelle generazioni precedenti, i Kabbalisti si preparavano solamente ad essere dei mezzi per far avanzare il mondo, e ora tutti gli sforzi sono diretti ad aiutare il mondo. Non c’è altra scelta, e Baal HaSulam lo dice in molti punti: alla fine del testo “Introduzione al Libro dello Zohar“, l’articolo “il Richiamo del Messia”, e altri.

Domanda: La preoccupazione per il mondo è la naturale conseguenza del nostro lavoro nel gruppo? O dobbiamo far crescere l’importanza di ciò che facciamo per l’umanità?

Risposta: Io, il mondo, il Creatore. Noi siamo collegati, e non posso distinguere l’uno dall’altro. L’adesione significa che siamo tutti collegati, non importa in quale misura. La cosa principale è di essere insieme, e non riesco a distinguere tra il gruppo, il mondo e me stesso. Non posso proprio perché se potessi, non lo percepirei, non raggiungerei la rivelazione e non conquisterei il traguardo. Gli anelli di questa catena non esistono separatamente, anche se oggi, a livello inconscio, ci sembrano separati.

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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2011 Gli scritti del Rabash)

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Domande sulla terminologia della Kabbalah e sulla religione

Domanda: Durante le lezioni ti ho sentito molte volte correggere le false percezioni dei tuoi studenti, ed ho anche sentito come nel mio gruppo locale l’intimo significato dei termini “Creatore”, “fede” e “preghiera” e altri ancora vengono rivelati in senso opposto al loro significato legato all’idolatria. Capisco che i Kabbalisti abbiano nascosto secoli fa questa saggezza in questo linguaggio per una precisa ragione, ma perché dobbiamo continuare ancora in questo modo?

Abbiamo passato tutti degli anni a formarci secondo la religione e la società al punto che questi termini sono legati indissolubilmente a delle false immagini. Se il nostro lavoro ha lo scopo di raggiungere la gente, e la velocità della correzione è essenziale, non sarebbe meglio se finalmente abbandonassimo questo linguaggio a doppio senso e parlassimo solamente alla gente usando il linguaggio giusto? Mi sembra di perdere del tempo prezioso senza riuscire a farci capire e confondendo chi ci ascolta.

Risposta: Hai ragione, ed ultimamente il nostro linguaggio sta cambiando, specialmente a causa della necessità di parlare agli uomini che non sono interessati alla Kabbalah della crisi e delle sue cause. Spero che questo ci muoverà verso un linguaggio più comprensibile, allontanando ogni confusione rispetto ai concetti di cui parliamo.

Domanda: Io lavoro nel settore religioso ed è difficile, perché le persone con cui lavoro ogni giorno non si vogliono sviluppare attraverso lo studio della Saggezza della Kabbalah perché credono che sia proibito. In che modo le posso influenzare?

Risposta: Continua a mantenere il silenzio sui tuoi studi!
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Come ci proteggiamo dalla Natura?

Abbiamo qualcosa da dire alle persone che vogliono ascoltare delle spiegazioni. Mettiamo le nostre carte sul tavolo e valutiamo la situazione realisticamente. Per prima cosa, siamo guidati dalla natura ed esistiamo nel suo sistema. Potete vedere da soli che malgrado i nostri vani tentativi, non controlliamo il mondo, poiché è guidato da un certo programma che opera secondo determinate forze: siamo sotto il suo controllo.

In secondo luogo, se ci muoviamo in questo modo, non sappiamo dove finiremo, allora come decifriamo il programma del nostro sviluppo? Come lo controlliamo? Forse addolcendolo un po’? Per esempio oggi i leader Europei sono incapaci di addolcire le pillole amare prescritte all’eurozona e sono ancora inclini a considerare il mercato comune come un errore, ma di quale errore possiamo parlare se fa parte del programma? Quello che è successo è successo e non può essere fatto niente a riguardo ed è stupido rammaricarsi per il passato.

L’uomo è stato creato in modo tale che, prima che possa davvero unirsi ad una forza operativa, sia incapace di capire che invece di rappresentare la funzione, rappresenta la conseguenza, l’azione. L’umanità sta scoprendo la sua impotenza a causa dei problemi attuali; ma il vero collasso non è ancora iniziato. La crisi ha molteplici livelli e la sua maggiore caratteristica non è né il debito irrecuperabile, né la disoccupazione.

Nel prossimo futuro (possibilmente uno o due anni da adesso, se il processo accelererà) vedremo che il mondo non può continuare ad esistere. I disastri naturali, i problemi economici ed industriali ci porteranno sull’orlo di un precipizio. Le nazioni non saranno capaci di gestire i numeri enormi della disoccupazione e noi semplicemente non abbiamo un sistema che sia capace di resistere a qualcosa del genere ed allora i disastri forzeranno le persone ad ascoltarci.

In terzo luogo, dovremmo chiederci perché l’evoluzione ci abbia sottoposto a dei colpi così forti. Nelle nostre condizioni attuali, si stanno semplicemente estinguendo i differenti tipi di livelli della natura vegetale e di quella animata come i dinosauri. Anche noi forse scompariremo dalla faccia della terra sotto la lama di questa ghigliottina?

In questo caso non abbiamo altra soluzione che trovare una terza forza che lavori contro la natura, in altre parole, contro il Creatore, non importa come lo chiamiamo.

I film di Hollywood dipingono le minacce globali anche sotto forma di asteroidi che volano verso la Terra, capaci di distruggerci nel giro di pochi secondi, e come sempre i protagonisti dei film riescono a salvare l’umanità.

Abbiamo bisogno di rivolgerci all’umanità con una richiesta di protezione e dobbiamo trovare la forza protettiva per resistere alla natura, che ci sta portando alla morte. Noi siamo parte del suo programma e se “la natura cieca” ha programmato di finirci con una serie di cataclismi, allora come troveremo un potere alternativo per un ulteriore sviluppo? Come possiamo cambiare il programma?

Prima di tutto, dobbiamo elevarci ad un nuovo grado, acquisire saggezza e capire cosa comporta il programma comune. Questo ci porta alla quarta fase in cui dobbiamo finalmente capire che la nostra essenza, il desiderio egoistico, è la fonte di tutti i disastri. Se non fosse per l’ego, non staremmo distruggendo la società umana, l’istituzione famigliare, il sistema educativo, le relazioni tra le persone, i paesi e le religioni; non staremmo creando le barriere artificiali che ci separano ed alla fine portano solo alla distruzione reciproca.

Una volta realizzato il male, penseremo a quello che chiamiamo bene ed allora impareremo dalla natura, nella quale opera il meccanismo integrato dell’unità e della reciprocità. Siamo capaci di immaginare questo ed osservarlo con i nostri stessi occhi, allora, di cosa manchiamo? Solo della capacità di elevarci al di sopra della nostra essenza.

Saremo capaci di cambiare il corso del nostro sviluppo se ci eleviamo al di sopra di noi stessi, oppure la natura è ancora più forte di noi? No, non è più forte. Perché no? Perché la natura ci controlla attraverso il nostro egoismo, ma se noi ci supportiamo reciprocamente e ci rinforziamo reciprocamente, se costruiamo un sistema comune e ci vogliamo unire costi quel che costi, le forze della natura ci svilupperanno in una buona maniera.

Il nostro egoismo non vuole più continuare a crescere perché la crescita gli causa solo maggiori problemi. Noi possiamo acquisire alla fine l’opportunità di controllarlo e di usarlo inoltre per avanzare sulla buona strada, ma solo se impariamo ad usarlo per l’unità. L’essenza di tutto il male è che ci sviluppiamo danneggiandoci a vicenda, mentre l’essenza del bene è di svilupparci unendoci.

Guidata dalla necessità, l’umanità ha completamente cambiato la sua attitudine nei confronti della vita, dell’ambiente, della società, della crescita dei bambini e dell’educazione. Abbiamo bisogno di costruire ogni cosa intorno a noi in modo tale da permetterci di essere circondati dal calore, come i bambini. Cerchiamo di mettere i bambini in una società esemplare in modo tale che imparino a comportarsi bene, ad avere cura di loro e degli altri, e così via. Vorrei mettere mio figlio nel giorno della più grande attenzione, fargli imparare la reciprocità, i linguaggi e farlo essere un bravo ragazzo o una brava ragazza.

L’evoluzione stessa ha impiantato in noi l’attitudine parentale, che ci abilita a capire come trattare gli altri. Non è una coincidenza che siamo divisi in maschi e femmine, che insieme creano posteriorità, il prossimo grado. Questo ci fa vedere come costruire per noi stessi un ambiente corretto. La nostra attenzione naturale per i figli ed i nipoti ci spinge verso la stessa cosa, ed ecco perché oggi dobbiamo creare un giorno universale per l’attenzione verso tutti. Siano benvenuti tutti quelli che vogliono essere insegnanti.

Generalmente parlando, il solo problema dell’umanità è l’educazione e per essere più preciso, il problema è capire che questo è il problema più grande. Ecco perché spieghiamo al mondo che il potere che dobbiamo risvegliare si trova già dentro di noi, nell’unità tra di noi.

La scienza conferma che quando le persone si riuniscono e si uniscono, esse generano un nuovo, speciale potere integrato che esiste di per sé. Per esempio, questo potere unisce una nazione mantenendo un approccio comune, un carattere ed un potenziale nelle persone. Il potere che unisce e che appare nel corso di anni di mutua convivenza ed interazione non viene dall’Alto, ma esiste tra noi in accordo alla specifica forma della nostra unità.

Allo stesso modo, quando oggi ci uniamo, generiamo questo nuovo potere integrato dell’unità mondiale che diventerà la nostra protezione, più potente della natura, del clima, dell’ecologia o di qualsiasi altra cosa. Dopotutto, questo potere è molto più alto, appartiene al grado umano e l’uomo svetta su tutti gli altri livelli della natura e per questa ragione, questo potere ci aiuterà definitivamente ad addolcire il nostro sviluppo, invece di tremare come dei conigli che vengono portati da qualche parte sconosciuta. Noi controlleremo il processo in azione.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7.11.2011, “Matan Torah (La Dazione della Torah”)

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Domande sull’ego, la divulgazione, la depressione ed i teenager

Domanda: Ho capito che nel nostro mondo ci sono delle leggi e delle forze. Quale legge o forza mi impedisce di raggiungere la dazione e perché? Come posso cambiare questo dentro me?

Risposta: Il tuo egoismo ti trattiene da questo scopo ma può essere domato solo da una forza esterna che agisca solo quando studi, comunichi con gente simile a te ed insegni agli altri, perché la forza della correzione è nascosta tra noi.

Domanda: Se il 99% dell’umanità non può cambiare niente da solo, esattamente cosa stiamo cercando di cambiare in loro con i nostri sforzi per la divulgazione?

Risposta: Noi, l’1%, dovremmo correggerci attraverso l’unione nel gruppo, ed attraverso la forza della nostra unità (Arvut) uniamo tutto quel 99% che è fuori dal gruppo. Vedi “L’Introduzione al Libro dello Zohar”, articoli 70-71.

Domanda: Può essere depresso un uomo o una donna che studia e divulga la Kabbalah ed è nel nostro ambiente? Se così fosse, quale ne è la ragione? Possono studiare la Kabbalah le persone che hanno una tendenza ereditaria e genetica alla depressione o alle manie?

Risposta: Nel nostro tempo, la depressione è il fenomeno più comune, e la sua cura è un coinvolgimento maggiore nelle attività del gruppo.

Domanda: A casa ho tre teenager che si rifiutano assolutamente di ascoltare la saggezza della Kabbalah. Come e quando posso parlare loro di questo argomento?

Risposta: Non parlare della Kabbalah finché non cresceranno e desidereranno ascoltarla da soli.
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E’ giunto il tempo della rivelazione

Bina di Arich Anpin esce decisamente dalla sua testa e scende verso il basso per aiutare il bambino, ZON. Binà stessa diviene piena di Luce di Hassadim (Misericordia), che non subì la restrizione, ed è per questo che è completamente libera e può essere ovunque. ZON riveste Binà, è poiché quest’ultima è divisa in due parti, anche ZON si divide in due parti: una superiore e una inferiore, GAR e ZAT.

Questa separazione comincia in Binà con le quattro fasi della Luce Diretta, quando Binà è obbligata a separare la sua parte inferiore, per usarla per donare. La parte superiore, che desidera dare, produce la parte inferiore ricevente, ZAT de Binà, così come ZON, dove questa dazione è realizzata.

Quando il Creatore crea la ricezione nella prima fase, la creatura non è d’accordo. E quando la creatura desidera diventare come il Creatore, in GAR de Binà, non ha scelta se non ritornare alla ricezione, ma questa volta per sua propria volontà. Inizia ad utilizzare la sua natura per donare.

GAR de Binà è un punto indipendente che dice al Creatore: “Io non utilizzo i desideri che Tu mi hai dato!” E poi ritorna e dice: “Bene, li utilizzerò, ma perché io ho scelto di farlo.” Questo è il luogo del punto in cui viene presa questa decisione: un limite, una sezione. Questo punto nel mezzo di Bina è chiamato il punto della libertà di scelta: il terzo medio di Tifferet.

E’ il motivo per cui anche noi ci dividiamo sempre in due, GAR (Israele) e ZAT (le nazioni del mondo), con la divisione tra loro. Sotto sono i desideri di ricevere, sopra sono i desideri di dare. Questa scala non cambia mai.

Nei nostri giorni, quando AHP, il cosiddetto 99%, sta cominciando a rivelare se stesso, abbiamo bisogno di sapere come lavorarci. Questa è la prima volta che si sta rivelando la struttura completa di tutte le Dieci Sefirot (Galgalta ve Eynaim e AHP insieme), ed è il motivo per cui sta arrivando il tempo della correzione. Ora Galgalta ve Eynaim può veramente agire perché prima d’ora era solo il periodo della preparazione, senza l’opportunità di comprenderla veramente in azione.

Galgalta ve Eynaim esiste solamente per correggere AHP. Questi desideri appartengono a Binà fin dall’inizio, che è invitata a prendersi cura di AHP.

Noi dovremmo conoscere questa separazione poiché la utilizziamo per attrarre la Luce Superiore, così come per avere una migliore comprensione di ciò che sta accadendo intorno a noi. Vedremo presto, con i nostri stessi occhi, come tutte queste cose si materializzeranno perché questa struttura superiore ha cominciato a rivelare se stessa nel nostro mondo in modo pratico. Chi sa quanto tempo ci vorrà, se saranno mesi o anni, ma noi siamo su questo percorso perché la prima rivelazione si è già verificata.
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(Dalla parte 3° della Lezione quotidiana di Kabbalah 23.10.2011, TES)

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