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Tutti dovrebbero sapere sulla crisi

Domanda: Il corso basico sull’educazione integrale dovrebbe includere il tema della crisi e i metodi per superarla?

Risposta: Io penso che questo tema debba essere inserito anche nel corso basico perché l’uomo vive sotto il campo dell’informazione, sotto l’influenza dei media che gli fanno un lavaggio del cervello e lo riempiono di cose senza senso, e gli dicono che sia possibile sbarazzarsi della crisi,  superarla in qualche modo.

Dobbiamo dare alle persone un fondamento che sia forte, scientifico, sociale e soprattutto psicologico, in maniera che sappia con certezza e comprenda che è possibile superare la crisi unicamente attraverso la nostra somiglianza con la natura, solamente se creiamo una società “rotonda”, una società dal consumo sostenibile, comprensione reciproca, equilibrio tra le persone, ecc. Questo è possibile solamente sotto l’influenza dell’ambiente.

Dobbiamo dire alle persone tutte le teorie per la soluzione della crisi, e mostrare un modo, attraverso opinioni scientifiche, che nessuna di esse può funzionare poiché sono state create dalla nostra mente egoista che ci vuole deviare dalla verità.

Direi che la maggior parte di queste teorie sono state disegnate per assicurare il profitto dare continuazione al loro sviluppo, per permettere loro di sedersi e farsi i propri interessi. Dopo tutto, abbiamo visto fin dall’inizio che non conducono da nessuna parte.

Perciò il tema “Metodi per superare la crisi” deve essere inserito necessariamente nel corso basico di educazione integrale.
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(Tratto da “Una conversazione sull’educazione integrale”, 22.05.2012)

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La crisi rende pazzi i Greci

Nelle notizie (dal Rueters): “Dietro ad ogni suicido nei paesi colpiti dalla crisi, come la Grecia, ci sono altre 20 persone disperate abbastanza da aver provato a porre fine alla propria vita.

E dietro a tali tentativi di suicidio, gli esperti dicono che vi sono migliaia di casi nascosti di malattie mentali, come la depressione, l’abuso di alcool e i disturbi d’ansia, che non fanno mai notizia, ma che hanno dei costi umani elevati e potenzialmente di lunga durata. […]

In Grecia, il tasso di suicidio è già in rapida ascesa, sebbene da un basso punto di partenza. I suicidi sono aumentati del 17% tra il 2007 e il 2009, e del 40% nella prima metà del 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010, secondo un rapporto della rivista medica Lancet dell’anno scorso. […]

Il rischio, secondo alcuni esperti di salute pubblica, è che, se e quando i problemi economici della Grecia saranno finiti, un retaggio di malattia mentale potrebbe rimanere in una generazione di persone giovani danneggiate dai troppi anni di vita senza speranza.

‘L’austerità può trasformare una crisi in un’epidemia.’ ha dichiarato David Stuckler, sociologo alla Cambridge University britannica che ha studiato gli impatti sulla salute da parte dei salati tagli al bilancio in Europa mentre la crisi dell’euro barcolla. […]

La disoccupazione giovanile in Grecia è superiore al 50% e l’evidenza dell’alienazione delle persone sta diventando sempre più visibile. […]

Secondo un documento preparato per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2011, le conseguenze economiche dei problemi di salute mentale – principalmente sotto forma di perdita di produttività – sono stimate in media attorno al 3-4% del prodotto interno lordo nei paesi dell’Unione Europea.

E poiché i disturbi mentali iniziano spesso nella giovane età adulta, la perdita di produttività può essere duratura, dicono gli esperti.”

Il mio commento: Non vi sono suicidi in Africa seppure le persone muoiano di fame laggiù; invece, la Scandinavia ha il tasso di suicidi più alto. Ciò suggerisce che l’avere un lavoro o un’entrata non può spiegare la depressione: essa proviene da un vuoto interiore, da un nuovo livello dei desideri rivelati che non possono essere appagati nel nostro mondo. Possono essere soddisfatti solamente con un riempimento corrispondente—la sensazione del prossimo livello dell’esistenza. Il genere umano è in cerca della sapienza Kabbalistica, della conoscenza della vera immagine del mondo nel quale viviamo che ci dà una risposta riguardo al senso della vita, e non vi è guadagno che possa mettere a tacere quel vuoto. E la povertà è solo un catalizzatore.
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In caso di guerra mondiale – il colpo – entro 13 minuti

Messaggio The Washington Post: Ancora durante la guerra fredda gli USA tenevano i missili terra-terra con le testate nucleari pronte al lancio entro 3-4 minuti dopo l’ordine del presidente. Nonostante ciò, in caso dell’arrivo di minaccia, la decisione del lancio doveva essere presa entro 13 minuti.

Però, anche dopo 20 anni, dopo la fine della guerra fredda un terzo delle forze strategiche degli USA, includendo quasi tutti i missili delle basi terrestri, ed anche alcuni missili delle basi marine, tutt’ora si trovano in assetto di guerra. Gli USA e la Russia possiedono 1800 testate nucleari, che sono pronte per essere usate in qualunque momento.

Il mio commento: Ecco a cosa ci ha portato lo sviluppo sfrenato della nostra natura egoistica – o alla morte dell’egoismo o alla sua correzione.

Tra poco tempo si vedrà se avrà peso il nostro sforzo di unione per chiamare nel mondo la forza della correzione di massa dell’egoismo.
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Vincolo infrangibile: Tra Wall Street e un villaggio africano

Domanda: È necessario avere degli studi intensivi per un lungo periodo di tempo così che la maggior parte delle persone possano avvicinarsi al livello integrale ?

Risposta: Non possiamo aspettare fino a quando lo raggiungono. Non abbiamo tempo.

Noi vediamo che la cosiddetta società “progressista” del mondo è in uno stato molto critico. Dal momento che il mondo è interconnesso, naturalmente influenzeranno l’intero mondo con la loro indesiderabile e eccessiva caduta; niente di buono arriverà da questo.

Qui non possiamo rilevare un segmento statisticamente medio. Dovremmo definirlo secondo gli Stati più eccellenti dove la ricchezza, il potere, la forza e le armi esistono perché è il livello più alto e definisce il livello di sviluppo dell’umanità.

Oggi non possiamo dire, “l’umanità ha Wall Street e allo stesso tempo ha un Villaggio africano, e la media è l’umanità moderna”. No!

Dal momento che Wall Street sta lavorando per il mondo intero, dovremmo prenderlo in considerazione. Il Villaggio africano sentirà la sua influenza in ogni caso. Se Wall Street scompare, nel villaggio africano moriranno di fame o sarà ridotto in cenere se questo desidera Wall Street.
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(Da una conversazione sull’educazione integrale nr.33, 25.05.2012)

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Il crollo è inevitabile

Opinione (G. Schpanbauer, economista): Il budget della Germania sta diminuendo di 1 trilione di Euro l’anno. Questo significa che sono rimasti due anni. Più avanti questo gioco con l’euro non potra’ progredire. L’unica cosa che adesso possono fare i politici è quella di allungare i tempi, fare nuove promesse, nuovi piani di salvezza, nuovi debiti. Ma il crollo è inevitabile , non rimane che aspettarlo.

Le persone moderne non possono nemmeno immaginarsi lo scenario che si potrebbe manifestare. Loro non sono assolutamente preparate a questo, né fisicamente né spiritualmente. Loro non si immaginano che le banche e i negozi possano chiudere, che i bancomat possano smettere di dare i soldi, e che le carte di credito possano diventare semplice plastica.

Se prima c’erano grandi famiglie, c’erano comunità del villaggio e le persone si aiutavano le une con le altre, oggi invece la società è automatizzata, ognuno vive solo per sé – allora tutto questo, quando scoppierà la crisi, diventerà determinante.

Il mio commento: Quali sono le sue idee, per portare il mondo alla possibilità di risolvere la situazione attuale, attraverso l’educazione sociale?
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Prima fase completata: la prossima?

Domanda: In Israele, il metodo integrale è già stato implementato, ma in altri luoghi sta solo iniziando a fare il primo passo. Ma per fare questo passo, è necessario un certo coraggio e un certo supporto.

Risposta: Vi è un ambiente particolare qui in Israele. È un’atmosfera completamente diversa, con diverse predisposizioni per tutte le condizioni iniziali. In altri paesi questo processo è più difficile. Penso che dovrebbe seguire il tipo di percorso del Nord America, ad esempio. Proprio ora stanno cominciando ad avvicinarsi alla seconda fase.

La prima fase iniziò con il movimento di protesta Occupy Wall Street. Inoltre, simili movimenti hanno avuto luogo in molte città in America e in Canada. La nostra gente non ha partecipato direttamente alle proteste poiché è inutile scambiare una cosa per un’altra, le rivoluzioni non hanno mai portato altro che sofferenza. Per questo motivo noi siamo andati a questi eventi soltanto per distribuire i nostri materiali.

Inizialmente abbiamo riscontrato delle resistenze, la polizia ci ha trattati con sospetto, e così via. Ma dopo aver saputo che tipo di materiali stavamo diffondendo, hanno smesso di obbiettare. In qualche modo, in molti paesi questo materiale è passato al vaglio delle autorità, della polizia, e ha ricevuto un’approvazione interna, e così non ci hanno più toccato, ci hanno permesso di distribuire le nostre informazione e ci hanno trattato con rispetto.

Questo è la nostra prima tappa completata.

Quasi un anno è passato dall’inizio delle marce di protesta. Ed ora si sta verificando un fenomeno interessante. Visto che stiamo distribuendo costantemente volantini sempre nuovi, le persone vedono che abbiamo materiali molto coerenti. In questi volantini, stiamo iniziando a spiegare gradualmente il metodo integrale: il perché l’unione funzioni. E qui le autorità stanno cominciando a stare al gioco con noi nascostamente. Ed anche gli stessi manifestanti, dal momento che hanno compreso che noi abbiamo una forza interiore, un’idea —qualcosa che a loro manca. Tutto ciò che hanno loro è “noi romperemo le vetrine, ci picchieremo l’un l’altro, toglieremo a qualcuno e daremo agli altri.” Naturalmente, né il governo, né la polizia, e nemmeno quelli a cui verrebbero tolte delle cose sono d’accordo con questo. Noi invece, al contrario, avvicinandoci agli altri ci ritroviamo ad essere richiesti. Loro vogliono usarci per legittimare i loro movimenti e dunque ci invitano. Ciò si traduce in un’interessante simbiosi: sia i manifestanti del movimento sia noi, siamo interessati a dirigere il tutto nel verso giusto.

“Tu hai ragione, non c’è nulla di buono in questo mondo e ogni cosa dovrebbe essere cambiata. L’unica cosa è che abbiamo bisogno di cambiarlo in questo modo. Provalo su te stesso. Hai davvero intenzione di distruggere tutto ciò che esiste oggi? E cosa ci costruirai, invece? Hai dei piani, delle opportunità, e idee? Hai preparato ogni risorsa? No! Ma noi stiamo offrendo una soluzione, e per di più, è una soluzione che non richiede grandi risorse. Ogni cosa dipende soltanto dai nostri desideri, e saremo in grado di raggiungere questo.”

Oggi siamo invitati a tutti i tipi di forum, dove si esprimono varie opinioni. Siamo davvero richiesti ora. Per molto tempo non abbiamo cercato il contatto esterno poiché tutti provavano a coinvolgerci e a conformarci a loro non appena percepivano che vi è una qualche forza in più. Ma non è più così oggi, ora comprendono, alla peggio, di aver bisogno di essere al nostro pari. Stiamo gradualmente entrando in questo processo, seppure continuiamo ad essere noi stessi.

Ed ora, sta iniziando una nuova fase, e purtroppo, a questo proposito, il Nord America sta rimanendo indietro: vi è una carenza di insegnanti di educazione integrale. Dobbiamo preparare gli insegnanti e gli educatori molto in fretta, in tempi rapidi, invece che dare alle persone volantini, offrire loro lezioni e spiegazioni. Questa è la fase successiva.
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(Da una “Conversazione sull’Educazione Integrale” 20.05.2012)

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Il sogno americano vuoto

Nelle notizie (da Workers World): “Come dall’ultimo conteggio del Census Bureau, vi sono quasi 19 milioni di unità abitative VUOTE negli Stati Uniti.

Molte sono nuove di zecca però non hanno compratori; le persone non se le possono permettere. Altre sono state abitate per anni, ma ora rimangono vuote dopo che i loro occupanti sono stati sfrattati e scaricati in strada dai tutori del pignoramento.

Calcolando una media di sole tre persone per unità abitativa, la statistica sopra citata mostra che almeno 57 milioni di persone negli U.S.A. che sono senza casa, nei rifugi, raddoppiati o triplicati per via di parenti o amici, o che vivono in roulotte, camper o altri veicoli, potrebbero avere una vera casa in cui vivere.”

Il mio commeto: Ciò potrà soltanto crescere sempre di più fino a quando l’umanità non deciderà che è necessario cambiare il suo atteggiamento verso il mondo dalla ricezione alla dazione, dall’egoismo alla partecipazione, all’unità, all’amore.
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In crisi l’industria farmaceutica

Opinione (Smitha Mundasad, da BBC News): “Mezzo secolo fa, nel periodo d’oro dell’industria farmaceutica, ci erano concesse innumerevoli pillole per abbassare la pressione del sangue, controlli sanguigni per il livello degli zuccheri e di sbarazzarci delle infezioni. Ma oggi introdurre un nuovo farmaco nel mercato costa circa 1 miliardo di dollari, un processo che può durare quindici anni.

L’industria si scontra con molteplici crisi visto che i budget vengono spremuti ed una dura sfida scientifica incombe.

Gli accademici e i gruppi di pazienti si preocupano del fatto che non avremo i farmaci necessari per trattare le future malattie.

L’anno scorso, la direttrice generale della World Health Organization, Margaret Chan, ha avvisato che il mondo sta entrando in una ‘era post-antibiotico.’

Ha sollevato molta preoccupazione poiché molte infezioni comuni potrebbero non avere più una cura e potrebbero ancora una volta ‘uccidere senza sosta.

I problemi principali, ha dichiarato la dottoressa Chan, includono la crescente resistenza agli antibiotici.

E con l’invecchiamento della popolazione, molti di noi combatteranno contro condizioni neurologiche come l’Alzheimer e il Parkinson, laddove persino i nuovi farmaci sono carenti. […]

Il professore Paul Workman, dell’Istituto di Ricerca sul Cancro, ha indicato un’altra questione pressante: “Con i problemi della crisi finanziaria si è sviluppato una specie di vuoto che molti di noi descrivono come ‘la valle della morte.

Questa è la valle tra la ricerca di base e l’innovazione da una parte, e tra il beneficio del paziente e il successo commerciale dall’altra, con questo abisso nel mezzo nel quale vi è una mancanza di fondi e molti blocchi.

Egli fa notare che le industrie non fanno tutto da sole, spesso creano partnership fra le compagnie più piccole e quelle più grandi negli stadi successivi. . .

Ciò che tutti questi nuovi modelli di sviluppo dei farmaci hanno in comune, a quanto pare, è la collaborazione – forse presentando un cambiamento culturale ad un’industria che molte persone credono abbia avuto la competizione al centro del suo lavoro.

Tuttavia, dice il prof. Vallance, anche se c’è bisogno di maggiore collaborazione nelle prime fasi dello sviluppo di farmaci per alcune delle patologie più complesse, ciò si trasformerà in competizioni nelle fasi successive.

‘Ci sarà una concorrenza tenace per ottenere i migliori farmaci per primi, per assicurarsi di aver condotto la giusta sperimentazione e per mostrare che si possiede la cura migliore.’”

Il mio commento: Medicina e industria farmaceutica appaiono come le più grandi organizzazioni commerciali, in contrasto al Giuramento d’Ippocrate. Che cosa ci si può aspettare da loro!? Le persone non si fidano più dei medici, i quali prescrivono farmaci redditizi alle loro organizzazioni ma non di aiuto ai pazienti. Dentro ogni cosa, l’egoismo lavora contro di noi!
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Cosa ci dà l’immigrazione?

Messaggio: Dopo l’inizio della crisi in Europa e USA si è verificato una rapida diminuzione del flusso di immigrati, la minore attrazione economica ha impedito lo spostamento demografico. Ma è avvenuta “la primavera araba”, sia in Europa che negli USA c’era la tendenza di flussi di rifugiati dai paesi del Medio Oriente.

La disoccupazione nei paesi sviluppati si mantiene ai livelli alti, cosa che non rende simpatici gli immigranti agli occhi della popolazione locale. L’olio sul fuoco dell’antipatia verso gli “invasori” lo versa anche la non conoscenza della lingua, della cultura del paese d’arrivo, ed anche la partecipazione degli immigrati giovani nei disordini di massa.

Nel mondo il lavoro è diminuito, ma le persone cercano un guadagno. Per via della crisi, agli immigrati diventa sempre più difficile sistemarsi con il lavoro. Una buona parte degli immigrati si possa trovare senza lavoro. Il vero problema diventano gli immigrati giovani, che non possono trovarsi un lavoro e che non studiano. Questo porta alla tensione sociale, perché anche tra la popolazione locale la disoccupazione è alta.

Il mio commento: Il lavoro non ci sarà. Le frontiere non si potranno chiudere. La tensione sociale crescerà, finché la “primavera araba” non arriverà sulle strade delle città di tutto il mondo. Per non far accadere questo bisogna valutare la situazione con chiarezza ed obbligatoriamente includere tutti gli immigrati nell’educazione integrale. La stessa cosa si propone di fare anche con la popolazione locale. Soltanto questo ricostruirà tutti i problemi di natura sociale.
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L’America non è più il paese delle possibilità

Opinione (D. Stigliz, economista, premio Nobel nel 2001 in economia, “The Financial Times“, Gran Bretagna): I ricchi diventano più ricchi, i poveri più poveri, si ingrandisce il distacco tra la classe media ed i ricchi. Una volta gli USA si auto consideravano un paese di classe media, ma questo non è più così. Oggi il guadagno medio di un americano e più basso di quello di 10 anni fa.

I paesi scandinavi con un economia più sana, si distinguono con un livello superiore di uguaglianza.

Una volta l’America era considerata il paese delle possibilità. Oggi le possibilità del bambino nella vita futura dipende dai guadagni dei genitori. Gli USA hanno lavorato insistentemente nella creazione del sogno americano delle possibilità. Ma oggi questo sogno si rivela un mito.

Il mio commento: Fin quando regnava l’egoismo, l’America era il paese delle grandi possibilità, ma dal momento che l’egoismo ha interrotto il proprio sviluppo e si è trovato in crisi, gli USA sono entrati in crisi (dell’egoismo) ed uscirne significa correggere l’egoismo individuale e sociale con quello dell’interazione integrale (dazione ed amore). Non appena procederemo a questo, noi immediatamente ci convinceremo che abbiamo fatto l’unica scelta giusta.
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