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Lo sviluppo della crisi globale

Nelle News: (IGSM (Istituto della globalizzazione e movimento sociale) Notizia: L’agricoltura americana è stata molto toccata dalla crisi e ne seguirà una crisi commerciale e un declino della produzione industriale. Dovuto alla richiesta fallimentare nei mercati degli Stati Uniti, la crisi si espanderà ai “nuovi paesi industriali”, dove la produzione inizierà a bloccarsi.

Il declino delle vendite e della produzione porterà al crollo dei mercati azionari e a uno spostamento dall’inflazione alla stagflazione, diminuzione dei prezzi del petrolio, aumento della disoccupazione e un declino generale dei consumi. Questa crisi interesserà tutti i paesi e causerà un’instabilità economica ovunque…

“Il 2010-2011 marcherà il picco della crisi (il principale declino) seguito da depressione e dalla ristrutturazione dell’economia mondiale per un nuovo sviluppo nel periodo dal 2010-2013. Non esiste alcun motivo per aspettarsi che la crisi passi velocemente…”

“La crisi economica globale si caratterizza dal fatto che l’economia mondiale non può continuare a svilupparsi come ha sempre fatto…non ci sono altre opportunità per continuare ad abbassare i salari mentre si stimolano i consumi…”

“La crisi porterà…alla formazione di un mercato di lavoro unico mondiale. Rafforzerà il monopolio mondiale e migliorerà il suo ruolo in un mercato globale (ci sarà un declino delle medie e piccole impresse). La crisi sosterrà il protezionismo…genererà disuguaglianza sociale e instabilità nelle reazioni internazionali e in quelle nazionali.”

Il mio commento: Tutto il male è stato previsto, e non esiste via d’uscita. Più si avvicina lo sfacelo, più chiaramente possiamo vedere la mancanza di tattiche e strategie per affrontare una disfatta imminente. Mi domando come l’idea della trasformazione spirituale dell’uomo, anziché adeguati aggiustamenti economici esterni, sarà realizzata come l’unica soluzione possibile. Dopotutto, la crescente maggioranza concorda con il fatto che la crisi crea una nuova società ed economia.
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Edward Topol: Salvare Israele!

Un quotidiano russo ha pubblicato un articolo di Edward Topol, romanziere, sceneggiatore e saggista famoso, intitolato “Salvare Israele”. Di seguito alcuni estratti dell’articolo.

“Recentemente Barack Obama ha dichiarato che Israele deve ritornare alle frontiere del 1967. Per la maggior parte del mondo civile, questo è stato come un fulmine a ciel sereno, poiché ha segnato chiaramente un cambio nella politica statunitense con una tendenza pro-araba, e addirittura pro-Hamas, visto che il ritorno di Israele alle frontiere del 1967 significherebbe limitare il paese in un tratto di otto miglia davanti all’oceano, che potrebbe essere invaso da qualsiasi brigata di carri armati arabi in un paio di minuti …

A Settembre, cioè immediatamente dopo le vacanze estive, le Nazioni Unite terranno la loro prossima riunione, nelle quali la maggioranza delle voci è stata sostenitrice per molto tempo dei paesi musulmani. Una volta approvata questa risoluzione, qualunque aggressione contro Israele sarà legittima e la cosa più importante, inevitabile, perché Israele protetta dagli Stati Uniti e Israele abbandonata dagli Stati Uniti sono due cose molto differenti …

Per strano che possa sembrare, l’unica persona venuta a difesa di Israele è un tedesco, Glenn Beck, un giornalista statunitense che lavora per “Fox News”. Da alcuni anni nessuno sa niente, ma non appena è cominciato uno show della durata di un’ora su Fox ed ha cominciato ad aprire gli occhi agli Stati Uniti sulle ambizioni comuniste del suo leader, praticamente è diventata la principale stella della televisione ed un odiato nemico della stampa liberale pro-Obama.

Adesso Glenn Beck sta chiamando la sua America patriarcale a sollevarsi a favore di Israele. Il 24 Agosto è prevista la celebrazione di una riunione in Israele con tutte le persone che hanno la sua stessa opinione: che l’imminente sterminio di Israele, programmato per settembre-ottobre, porterà una totale islamizzazione dell’Europa e degli Stati Uniti.

Oggi mi rivolgo a tutti coloro che capiscono che la scomparsa di Israele (non importa cosa pensino di Israele) scatenerà una totale espansione araba verso il sud della Russia e dell’Europa e sarà l’inizio della scomparsa di tutte le civiltà cristiane, europee e russe. Aiutiamo Glenn Beck, agiamo prima che sia troppo tardi, non permettiamo lo sterminio di Israele! E per ultima cosa, credete alle mie parole e a quelle di Glenn Beck: la storia ci ha dato solo due mesi per questa operazione di riscatto”.

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Kabbalah per il mondo

Oggigiorno un completo nuovo paradigma, una nuova veduta del mondo, e un nuovo approccio si sta sollevando davanti a noi, cosa che non era mai accaduta prima d’ora. Nel passato noi cambiavamo il mondo, ma adesso il mondo è invariabile e dobbiamo cambiare noi stessi.

Questi cambiamenti interiori possono avvenire solo per la sua scelta, con il proprio desiderio, con una decisione coscienziosa che si fa a ogni singolo passo. E la Kabbalah è essenzialmente il metodo, il piano d’azione in questo percorso.

Per definizione, la scienza della Kabbalah è la rivelazione del Creatore alla creazione. Cambiando, una persona raggiunge similarità con la natura. Ed essere similare alla natura significa essere similare al Creatore. Una persona (Adamo) è chi è similare (Domeh) al superiore. E questo lo dobbiamo scoprire costantemente in questo processo che sta spingendo il mondo in avanti.

Avendo un metodo Kabbalista ed essendo i suoi rappresentanti nel mondo, dobbiamo aiutare tutta l’umanità a scoprire questo metodo in qualunque maniera. Ovviamente bisogna farlo anche considerando la resistenza delle persone ai cambiamenti, non li vogliono e non li vogliono vedere. Questo è vero, tuttavia, è cosi che tutto deve essere. Da parte nostra, dobbiamo migliorare la nostra presentazione per portare il metodo alle persone in una maniera confortevole e gradevole.

Altrimenti, il mondo soffrirà ancora di più, un giorno dopo l’altro, immerso nella confusione, impotente e smarrito. Le persone arriveranno a essere talmente confuse che i problemi scateneranno le guerre. Dopo tutto, quando sei confuso e disorientato sotto una pioggia di colpi, i nervi possono saltare.

E dopo desidererai qualsiasi cosa per fermare il caos. Perfino la guerra potrà sembrare la salvezza poiché si pensa che metta ordine su tutte le cose. Cosi come una persona può andare in collera, cosi l’umanità, nei giorni attuali, sappiamo che potrebbe significare una guerra mondiale.

Dipende da noi: Quanto velocemente riusciremo ad assimilare la scienza della Kabbalah e presentarla in maniera chiara e corretta a tutto il mondo. Tutti insieme, noi dobbiamo essere un’organizzazione educativa illuminante che aiuti a spiegare alle persone come cambiare in modo di poter stabilire la giusta connessione e quindi arrivare all’equivalenza con la natura o con il Creatore, il che è la stessa cosa.

Se non raggiungiamo l’equilibrio e l’armonia con la natura, allora, oltre ai fallimenti sociali sentiremo i suoi colpi devastanti, che finiranno con noi. Dopo tutto, anche nella società umana odierna, siamo incapaci di qualsiasi cosa finché non cambiamo noi stessi. L‘egoismo sta evocando un’enorme quantità di problemi sociali, ma non possiamo fermarli.

La società consumista sta esaurendo la terra, 200 anni dell’era industriale hanno esaurito tutte le sue risorse e molto presto saranno completamente asciutte. Bere l’acqua, avere l’olio e altre risorse, tutto sta arrivando alla fine. Alla fine non saremo capaci di condurre una vita normale, per non menzionare gli eccessi. Anche cosi, siamo incapaci di tirarci indietro, di limitare la produzione e la contaminazione.

E non saremo capaci di farlo se non cambiamo la natura umana. Nessuna soluzione artificiale ci sarà d’aiuto. Mettiamo le nostre speranze in metodi vecchi, ma la natura non accetta più di essere “pagata a credito” da noi. Accetterà da noi soltanto una cosa: armonia con essa e omeostasi con questo sistema globale.

Il bisogno di cambiare l’uomo ci sta forzando, a noi Kabbalisti, a uscire dai precedenti limiti e a iniziare ad agire su scala mondiale. E non abbiamo altra scelta. Come scrive Baal HaSulam nel suo articolo “La scienza della Kabbalah e la sua essenza” Come insieme, la Kabbalah è la rivelazione del Creatore. Dove? Nella persona. Conforme a che cosa? La sua equivalenza di forma. Una persona acquista similitudine con il Creatore, la completamente avvolgente natura globale, diventando una sola cosa con essa.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.07.2011, L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza)

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Il Talmud e il debito greco

Opinione: (Mario J. Blejer) Precedente governatore della Banca Argentina Centrale e precedente governatore della Banca d’Inghilterra: “Ci sono due modi per guardare la maestosa insostenibilità del sovrano debito estero della Grecia. C’è, in primo luogo, una prospettiva prammatica e a corto termine che si focalizza in assicurarsi una sorta di ristrutturazione ben ordinata (possibile anche per altri stati europei vulnerabili) senza far cadere l’Eurozona. E c’è una prospettiva “morale” che si focalizza nella natura del debito in conseguenze a lungo termine o nel mancato adempimento al medesimo. Nessuna delle due prospettive è sbagliata; per il contrario, il problema è come conciliarle….

“In queste circostanze, il Talmud potrebbe avere la chiave…

“Il versetto dice letteralmente: Noi (la corte) lo forziamo finché lui dice quello che vuole di sua volontà. Quindi, in divorzi (se l’uomo si rifiuta di garantirlo), noi esercitiamo la nostra forza su di lui finché lui dice: “Io lo voglio fare volontariamente”. In maniera similare, se una corte forza una persona a vendere una proprietà, la vendita è valida perché si considera che sia stata fatta volontariamente.

Comprendere questa apparente contraddizione fa luce sulla questione sollevata intorno al coinvolgimento degli obbligazionisti privati nella questione del pacchetto di salvataggio greco. Si è discusso che per evitare un omissione, i creditori privati dovrebbero accollarsi parte di questo salvataggio. Ma come si fa a imporre una perdita finanziaria agli obbligazionisti senza che questo sia considerato un omissione da parte delle agenzie creditizie?…

“Usando la logica del Talmud, si può dimostrare che ci sono dei meccanismi che possono – e dovrebbero- essere usati per creare una pressione nelle parti nell’interesse di ottenere migliori risultati volontariamente.

Ci sono due interpretazioni preponderanti del passaggio talmudico. Uno sostiene che la coercizione possa cambiare le menti. Quando una corte costringe un individuo finché questo si arrende e dice che vuole eseguire gli ordini, le sue rimostranze devono considerarsi volontarie giacché, alla fine, lui ha preso una decisione coscienziosa per un accordo.

“L’alternativa è di cercare una soluzione cooperativa, consistente nell’interpretazione favorevole della “forzata volontarietà”. Questo si può ottenere adoperando alcune caratteristiche del modello usato nell’Europa orientale noto come “Iniziativa Viennese”…

“Il primo pilastro di quel modello è il coinvolgimento simultaneo delle parti nel disegnare uno schema fin dall’inizio…Il secondo ingrediente sono gli adeguati incentivi per partecipare, includendo il finanziamento diretto dai governi degli obbligazionisti…Il terzo componente è l’esercizio di persuasione degli obbligazionisti per ottenere la massima partecipazione, ottenere impegni anticipati ed eliminare i corridori singoli.

Dato che questo modello potrebbe implicare una perdita di obbligazionisti, ci vuole una forte pressione officiale e di rango.

“Quindi, sotto questo modello –nonostante la pressione iniziale- il comportamento degli obbligazionisti può considerarsi volontario. E mentre le agenzie di stima considereranno il modello Vienna come un esito difettoso, i saggi del Talmud ci mostrano per quale motivo sia necessaria una classificazione più ragionata”.
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La lezione Norvegese

Opinione: il Dr. Jacques Attali, famoso economista mondiale, esperto in scienza politica, Membro Onorario del Consiglio di Stato, Presidente di “Planet Finance”: “Alcuni … vedono lì l’indizio dell’inizio di una guerra religiosa tra il Cristianesimo e l’Islam …”

“Altri ancora … vedono in questa tragedia un segno del ritorno dei nazionalismi e di quello che ne consegue: il rifiuto degli stranieri e le dottrine denominate “internazionaliste”, delle quali sono parte il Progetto Europeo e la democrazia sociale …”

“Di fatto, niente di questo da la vera misura di quello che è davvero successo in Norvegia; questa tragedia è nei fatti una crudele metafora del valore dominante del mondo di oggi: il desiderio di tutti di conservare per se stessi ciò che li definisce”, scrive Jacques Attali nel suo blog. In occidente, molte persone sono in realtà inquiete sul rischio di vedere la propria identità ed il loro livello di vita minacciato e non hanno altri progetti che beneficiare delle loro comodità e conservare i loro costumi e per preservarli, non li condividono con nessuno …”

Il mio commento: L’odio non può essere dissipato in alcun modo. C’è solo una causa di tutti i nostri problemi, il nostro egoismo e c’è solamente una soluzione, correggerlo verso l’opposto.

Tutti i problemi non dovrebbero essere visti come problemi, ma come gli stati che ci risvegliano, spingendoci verso la correzione; in questo modo, saliremo alla prossima tappa del nostro sviluppo, allo stato di armonia con tutto quello che ci circonda. In questo caso, cominceremo a sperimentare (vivere) la natura nella sua eternità e perfezione e ci sentiremo allo stesso modo.
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L’America e l’Europa stanno affondando insieme

Dalle News (dal Financial Times): “A Washington si sta discutendo del tetto del debito: a Bruxeles si affoga nell’abisso del debito. Ma il problema basilare è lo stesso. Sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea hanno delle finanze pubbliche che sono fuori controllo e dei sistemi politici che sono troppo fuori fase per risolvere il problema. L’Ameria e l’Europa sono sulla stessa barca che sta affondando…

“L’idea che l’Europa e gli Stati Uniti rappresentino due facce della stessa crisi non è facile da capire perché, per molti anni, i gruppi elitari su entrambe le sponde dell’Atlantico hanno sottolineato fortemente le differenze tra il modello americano e quello europeo…

“A parte le somiglianze tra le due zone’ i problemi sono adesso più evidenti delle differenze – i debiti crescenti, un’economia debole, uno stato assistenziale sempre più costoso e non riformabile, paura del futuro ed un sistema politico impenetrabile sono i punti in comune…

“In Europa, l’idea che l’innalzamento delle tasse possa essere parte della soluzione per asciugare il debito è diffusa ovunque. In America, l’opposizione che fanno i repubblicani circa l’idea dell’innalzamento delle tasse è al centro del dibattito politico.

“Concentrati sulle proprie differenze e sui propri problemi, gli americani e gli europei ci hanno messo molto a vedere la connessione tra le loro identiche crisi. Ma gli analisti nel resto del mondo sono stati molto più veloci a mettere in luce la tendenza comune. Tra i governanti e gli intellettuali della Cina è ormai pratica regolare di suggerire agli occidentali in generale di smetterla di “dare alla Cina delle lezioni” – considerata la profondità dei loro problemi politici ed economici…

“Se i mali dell’occidente dovessero peggiorare, ci potrebbe essere la tentazione di provare delle nuove misure radicali. Alcune di queste potrebbero includere una spinta verso il protezionismo ed il controllo dei capitali. Se la globalizzazione dovesse prendere la strada al contrario, allora la Cina potrebbe vivere la propria crisi politica ed economica”.

Il mio commento: Finalmente! L’idea della totale interdipendenza e del totale arenamento sta incominciando a farsi capire. Ma coloro che continuano a pensare in base al vecchio schema non sanno che strada prendere. Tuttavia, il riconoscimento di questo fatto è un passo in avanti. Altrimenti, ci potrebbe essere un cammino che porta verso una guerra ed un nuovo mondo o direttamente verso un nuovo mondo.
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L’Occidente sta vivendo al di sopra dei suoi mezzi

Opinione: (Philippe Dessertine, professore delle finanze dell’Università X-Nanterre di Parigi e direttore dell’Istituto delle Alte Finanze): Nel 2009 c’è stata una crisi del debito privato, il fallimento delle banche. Oggi abbiamo il fallimento degli stati. La Francia sarà il prossimo paese europeo che toccherà la crisi del debito. La crisi della Grecia e del Portogallo si diffonde più rapidamente di quello che possiamo credere.

Riguardo alla Francia, è la prossima nella lista. La domanda non è se ci toccherà la crisi, ma quando ci toccherà. Il caso del “crollo” della Banca Centrale Europea ci minaccia con il “crollo” del commercio internazionale ed una crisi geopolitica molto profonda che può portare alla guerra mondiale. Questo avviene quando gli stati cozzano sull’impossibilità di scambiare le loro mercanzie, il che può essere possibile solo se si dispone di una moneta internazionale sana.
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La generazione che si è bruciata nel lavoro

Nelle news: (Perché si bruciano e come rivivere, di J. Borysenko, The Daily Mail):

“Questa settimana uno studio ha riscontrato che coloro che sono al lavoro più di otto ore al giorno, cinque giorni a settimana, hanno sei volte in più la probabilità di soffrire della sindrome di “bruciarsi” …

“Di fatto, è un tema che sta diventando sempre più problematico poiché i licenziamenti hanno fatto in modo che il resto del personale si faccia carico di una quantità impossibile di lavoro, avendo troppa paura di opporsi per timore di essere i prossimi sulla linea di fuoco”.

Il Dr. Borysenko, uno scienziato e psicologo formatosi ad Harward, crede che le donne ne soffrano particolarmente, perché sono più propense rispetto agli uomini a far piacere alle persone, fino al punto da ignorare le proprie necessità … “Bruciarsi è un disturbo della speranza. Questo assorbe la vita delle autorità competenti, dei lavoratori. Si perde la motivazione e la vitalità”, dice il Dr. Borysenko …

“Quando siamo oppressi nel cervello avvengono diversi cambiamenti. Nel cervello viene attivato il centro del timore, il nostro lobo frontale funziona in maniera differente e perdiamo il controllo emotivo” … “Non puoi comportarti così sul lavoro, dunque ti fermi; però, quando arrivi a casa, è facile sfogarti con la persona che ti ama o con i tuoi figli. Il pericolo è che questo avvelena le relazioni e la vita familiare”.

Il mio commento: I genitori, se lo vogliono, devono restare a casa con i loro figli. I bambini (ed i genitori) devono studiare da casa attraverso la televisione e l’Internet, devono ottenere l’educazione generale per tutti ed assistere solo alle discussioni ed all’educazione fisica, quella che loro scelgono. Dobbiamo lavorare meno e produrre solo il necessario, al contrario, ci bruceremo o ci fermeremo solo quando, avendo esaurito la Terra, ci renderemo conto che non c’è nient’altro da sviluppare.
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Il nostro mondo è come il Titanic

Opinione: (Giulio Tremonti, il ministro delle finanze e dell’economia dell’Italia, msnbc.msn.com): “Rivolgendosi brevemente al senato prima del voto, il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha detto che l’Europa ha bisogno di una soluzione politica per superare la crisi, perché nessun paese sarebbe risparmiato dalle disastrose conseguenze.

‘Nessuno si faccia delle illusioni di potersi salvare. Proprio come sul Titanic, neanche i passeggeri di prima classe si salverebbero’, ha detto rivolgendosi alle economie europee più forti.”

Il mio commento: Il mondo è si trova oggi nei guai se guardiamo alla sua situazione dal punto di osservazione abituale. Oppure la situazione è assolutamente l’opposto se comprendiamo che la natura ci ha dato un problema da risolvere: svilupparci verso una società intregrata e completa, e dobbiamo farlo adesso, senza pigrizie o decisioni tardive. Altrimenti, dovremo “lavorare sugli errori”, e sarebbe ancora più difficile.

Il problema consiste in un nuovo atteggiamento verso il mondo: dobbiamo imparare il modo di vederlo come un solo insieme, legato ed interconnesso e comprendere che queste connessioni si sono manifestate da dentro la società umana che si è sviluppata fino a questo livello. Non c’è una strada di ritorno.

C’è solamente una via d’uscita: imparare a vivere nel nuovo sistema cambiando gli uomini in base ad esso. Vale a dire, abbiamo bisogno di una nuova educazione universale: studiare una nuova natura del mondo.

Il mondo è diventato completo ed unito, e ciò significa che noi tutti siamo completamente dipendenti gli uni dagli altri. Nella misura in cui riusciremo a comportarci così, ce la faremo. Altrimenti, perderemo.
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Un nuovo coefficiente è il catalizzatore dell’avanzamento

Incominciamo a svilupparci correttamente quando abbiamo finlamente capito che dobbiamo avere un nuovo desiderio di svilupparci. Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno di un gruppo per studiare. Il gruppo ci risveglia e ci dona il desiderio e, attraverso lo studio, attiriamo la Luce che Riforma.

La Luce trasforma il desiderio avuto dal gruppo, dall’ambiente, in dazione. Dunque, incominciamo a crescere spiritualmente. Da questo momento in poi, le redini che giudano il nostro sviluppo sono nelle nostre mani, e noi dobbiamo incominciare a cavarcela con l’aiuto dell’ambiente e della Luce Circostante.

L’uomo che ha ricevuto l’invito ad elevarsi deve capire che questo desiderio viene rinnovato continuamente. Ci viene dato il tipico desiderio iniziale, “la sostanza”, ma noi stessi abbiamo bisogno di aggiungere l’aspirazione spirituale che stabilisce la forma attraverso la quale vogliamo usare il nostro desiderio iniziale: per la ricezione o per la dazione.

Perciò, dobbiamo sempre aspirare ad essere in ascesa, in uno stato di ricerca e di richiesta di aiuto dal gruppo e dalla Luce Circostante. Se un uomo sente di non avere alcun desiderio e necessità della Luce, ciò significa che non ha ricevuto il desiderio in più dal gruppo e non sente il bisogno di chiedere questa correzione.

Non soltanto gli uomini che stanno attivamente cercando la correzione e che studiano la Kabbalah, ma oggi tutta l’umanità è ad un punto di svolta, e questo punto si chiama crisi. Si tratta di una crisi vera perché dobbiamo riconsiderare tutto il nostro atteggiamente verso la vita.

Fino ad ora, siamo avanzati compulsivamente ed involontariamente, guidati dal nostro egoismo crescente. La Luce ha lavorato sul desiderio di godere e lo ha sviluppato linearmente e progressivamente. Tuttavia, all’improvviso, un nuovo coefficiente, “il catalizzatore dell’avanzamento”, è stato aggiunto a questo modo di operare.

Grazie a questo coefficiente, stiamo cambiando il nostro sviluppo sia qualitativamente che quantitativamente. D’ora in poi, non ci svilupperemo seguendo una linea pacifica e tranquilla – ma ci eleveremo qualitativamente verso il Creatore. Dunque, incominceremo a crescere come uomini chiamati Adamo, l’uomo.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2011, Shamati 21)

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