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Cosa succede quando l’ego si intromette in una relazione?

Se vogliamo che le relazioni durino anni e rimangano piene di passione, soddisfazione e significato, dobbiamo rinnovarle costantemente, altrimenti, se diventano una routine, diventano stantie.

La sfida principale per le coppie è cercare costantemente il modo di affascinare, apparire nuovi e coinvolgersi reciprocamente nella relazione. In questo senso, ci sono delle basi che derivano dalla natura e che possono essere d’aiuto.

Parliamo un attimo di ego. Sappiamo tutti che i giochi dell’ego e le lotte di potere possono rovinare qualsiasi cosa positiva. Osserviamo tali fenomeni non solo nelle relazioni, ma anche nella vita sociale. Nell’era dell’ego ipertrofico, proprio quando la realtà diventa sempre più interconnessa e richiede considerazione reciproca, nessuno riesce a guardare oltre se stesso.

L’ego è un aiuto “contro” il nostro stato molto migliore e più armonioso di connessione. È un’inclinazione che può sì distruggere, ma anche costruire e farci crescere. Tutto dipende da come impariamo a gestirlo in modo equilibrato, trasformandolo in una leva. Le coppie che sanno farlo diventano compagni in un processo unico di sviluppo che genera rinnovamento continuo.

Nell’approccio educativo integrale, l’apprendimento avviene in un contesto di gruppo e le coppie si sostengono a vicenda. La relazione diventa una sorta di laboratorio domestico in cui si esplora la natura umana e si sviluppa la capacità di connettersi con l’altro a un livello completamente nuovo. Questa capacità li aiuterà ad avere successo non solo nella relazione di coppia, ma in ogni loro legame sociale.

Nel percorso di connessione, le coppie sono come due cerchi che imparano a entrare l’uno nell’altro. Ognuno cede parte del proprio spazio per far posto all’altro. Allo stesso tempo, il desiderio egoistico di entrambi cresce e cambia costantemente, generando nuove resistenze. Tuttavia, se la coppia non si arrende, vive questo sforzo comune come un gioco a cui giocare insieme.

Come in ogni gioco, anche qui ci sono fasi di sviluppo e livelli di difficoltà crescenti. In ogni fase, inizialmente i due sono attratti l’uno dall’altro e desiderano stare insieme. Poi, si risveglia un nuovo ego e ciascuno viene spinto nel proprio angolo. A questo punto, nonostante la difficoltà, la distanza e la mancanza di attrazione, devono ricostruire con forza la connessione tra loro. Lo sforzo di agire al di sopra del rifiuto e della resistenza reciproca genera tra loro un’alternanza di scontri e passione.

Attraverso l’alternanza tra vicinanza e distanza, la coppia dà origine a cambiamenti di stato nella relazione. I nuovi sentimenti che emergono da questo processo offrono un rinnovamento interiore a tutti i livelli del rapporto, incluso quello sessuale. Dal successo nel riavvicinamento emotivo nasce un’attrazione nuova che porta naturalmente a una nuova intimità fisica.

Uno degli esercizi utili per costruire la connessione di coppia è risvegliare l’immagine positiva dell’altro. Cosa significa? Possiamo decidere insieme che, da questo momento in poi, ci faremo costantemente dei complimenti.

“Che donna meravigliosa ho accanto, davvero un dono che la vita mi ha fatto. Saggia, sensibile, amorevole. Semplicemente perfetta.” Vale la pena dire parole di questo tipo, anche se inizialmente possono sembrare poco autentiche.

“Sei così speciale. Hai qualità uniche, una personalità profonda e saggia, ti apprezzo davvero!”. Dalla sensazione di soddisfazione che riceve da questa descrizione, l’uomo sarà spinto a dimostrare di essere davvero così.

Perché questo esercizio è importante? Perché nessuno può dire con certezza cosa sia immaginazione e cosa realtà. Ognuno ha il proprio ego che gli dipinge una visione soggettiva del mondo. Se entrambi ne siamo consapevoli, e decidiamo insieme di disegnare un’immagine più bella della realtà che percepiamo oggi, allora il gioco di oggi diventerà la realtà di domani.

Le difficoltà arriveranno comunque, e dovremo aiutarci a vicenda a rialzarci. I migliori aiuti sono gli esempi positivi e il principio guida è: “L’amore copre ogni mancanza.” Ogni separazione, distanza o litigio che si presenta è in realtà un invito ad aumentare l’amore.

Il gioco della vita, allora, è un gioco di connessione al di sopra del rifiuto, di contrasto e completamento. Le coppie che lo affrontano insieme si rinnovano costantemente. In uno stato del genere, nessun altro potrà attrarli, perché sentiranno che proprio con quel compagno ricevono il massimo appagamento, entusiasmo e connessione con la sorgente della vita.

Basato sull’episodio 45 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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In che modo avere uno scopo condiviso può giovare alla relazione di coppia?

Fin dall’alba dei tempi, la famiglia è stata necessaria per la sopravvivenza umana. L’uomo usciva per guadagnarsi da vivere, la donna si prendeva cura della casa e dei figli, cucinava e lavava i vestiti. Ognuno provvedeva ai bisogni dell’altro, ed è così che trascorreva la vita. Quando qualcuno si ammalava o invecchiava, gli altri si prendevano cura di lui. Ma oggi tutto è cambiato. Tutti lavorano, quindi non c’è più dipendenza dal reddito. Compriamo cibo al supermercato e facciamo il bucato in lavatrice. Si trova un partner quando è comodo, medici e terapisti sono disponibili in ogni clinica e, se succede qualcosa di brutto, ci sono assicurazioni, assistenza a lungo termine, sussidi integrativi e ogni tipo di altra copertura, oltre a ospedali, case di cura e cimiteri. Apparentemente, abbiamo tutto organizzato. Non c’è da stupirsi che sempre più persone non trovino alcun significato nella vita familiare o in relazioni gravose.

In natura non esistono coincidenze. Il nucleo familiare è entrato in crisi ai nostri giorni perché abbiamo esaurito la sua forma precedente e ora dobbiamo dar vita alla sua forma successiva. Abbiamo completato lo sviluppo istintivo della famiglia e davanti a noi c’è un’ascesa verso un nuovo livello. All’orizzonte ci attende una famiglia che, al di là dei nostri bisogni di sopravvivenza, ci farà evolvere come esseri umani. La famiglia del futuro fungerà da laboratorio domestico per sviluppare la nostra capacità di connetterci in un modo nuovo con gli altri, uno sviluppo che la vita nel XXI secolo ci richiede.

Da una prospettiva più ampia, ogni crisi indica un punto che richiede correzione. Che si tratti di una crisi sentimentale, familiare, sociale, economica o politica, se la esaminiamo a fondo, scopriremo che deriva da una connessione negativa tra noi. È interessante notare che in diverse lingue il termine “crisi” ha effettivamente un duplice significato. In cinese è composto da due caratteri, uno che rappresenta il pericolo e l’altro l’opportunità. In greco antico, “crisi” significa una decisione, un punto di svolta. La parola per crisi nell’ebraico biblico è anche il nome dello sgabello da parto, il luogo in cui nasce una nuova vita.

La vita si sviluppa attraverso la connessione tra opposti. È così che funziona in natura, nei nostri corpi e nelle relazioni. Ogni volta che la natura ci spinge in avanti, ogni persona sviluppa la propria unicità, i propri desideri, le proprie aspirazioni, e così apparentemente si creano delle crisi. Tuttavia, a uno stadio più avanzato, scopriamo che queste non sono crisi, ma inviti a progredire verso connessioni più raffinate, ovvero legami più complessi e ricchi tra individui opposti, attraverso i quali possiamo raggiungere un livello di vita superiore.

Nella famiglia del futuro, deve nascere un nuovo essere umano, capace di entrare in contatto con persone diverse da lui, nonostante l’ego smisurato e soprattutto le differenze. Una volta appresa la formula per entrare in contatto tra gli opposti in casa, saremo in grado di uscire da altri tipi di crisi che affliggono la società umana odierna, in una realtà in cui tutti sono connessi con tutti e influenzano tutti, ma non sanno come andare d’accordo con nessuno.

Un esercizio che possiamo mettere in pratica per arricchire la connessione tra partner è sedersi uno di fronte all’altro e ognuno condivide ciò che pensa, sente, desidera e le sue preoccupazioni. Mentre uno parla, l’altro cerca di sentire le sue parole come se fossero i propri pensieri e desideri. L’obiettivo è includersi a vicenda, entrare nell’altro e dare all’altro la possibilità di entrare nel nostro cuore. Durante l’ascolto, non giudicheremo nulla di ciò che sentiamo dal partner. Cercheremo di sentirlo così com’è, con accordo, comprensione e piena accettazione di tutto ciò che dice. Se questo avviene in modo reciproco, sincero e davvero dal cuore, allora sentiremo connessione e felicità.

Ciò che conta non sono le parole che diciamo, ma la concessione e l’accettazione reciproca. Se ci sforziamo di lasciar andare noi stessi e di accettare ciò che l’altro sente, iniziamo a elevarci al di sopra di noi stessi. Di conseguenza, abbandoniamo la percezione ristretta ed egoistica per entrare in un mondo nuovo, vasto e illimitato, come se fluttuassimo in una mongolfiera.

I partner che imparano a vivere in connessione e completezza proveranno reciproca soddisfazione. Questo non significa che saranno in costante pace e tranquillità. Significa che si sforzeranno sempre di completarsi a vicenda per scoprire il fluire della vita interconnesso tra loro. Proprio come nel nostro corpo, se isoliamo un organo, non può esistere da solo. La vita emerge dalla connessione tra gli organi. Più la connessione è efficace e stretta, quando ogni organo serve gli altri, maggiormente  tutti ne traggono beneficio. Lo stesso vale per i partner connessi: la loro realizzazione deriva da ciò che scorre tra loro, quando ognuno sente l’altro e vive nell’altro e tra loro esiste un sistema integrato.

Ognuno cerca di realizzare i desideri e i pensieri dell’altro, sforzandosi costantemente di sentirli interiormente. Questo sentimento reciproco li riempie di felicità. Li rende sani. Se sentiamo che l’altro è dentro di noi e pronto ad aiutarci in qualsiasi cosa, questo ci influenza profondamente, anche a livello ormonale. Ci dà sicurezza e sostegno, permettendoci di sviluppare e realizzare il nostro massimo potenziale.

Grazie a una forma di connessione migliorata tra noi, impareremo come sentirci nella nuova famiglia. Inizieremo a capire che i nostri innumerevoli problemi nella vita derivano dalla mancanza di una connessione ottimale. Non abbiamo altro problema nella vita se non la mancanza di connessione, perché per natura siamo tutti parti di un unico insieme. Anche se non lo vediamo, tutte le parti della natura sono collegate tra loro in innumerevoli modi,  quindi la connessione è la chiave per la completa realizzazione. Le altre creature in natura agiscono istintivamente, mentre noi ora siamo invitati ad avanzare e scoprire il segreto della vita da soli. Non importa quanto ci sforziamo, da soli non possiamo essere soddisfatti a lungo. Possiamo essere pienamente realizzati solo attraverso gli altri.

In connessione con gli altri, iniziamo a percepire un nuovo tipo di vita “fuori dal corpo”, cioè oltre i confini della nostra mente e delle nostre emozioni attuali. Questo ci conferisce un senso di vita illimitata. Ciò che sentiamo dentro di noi è limitato fin dall’inizio, dalla lunghezza della nostra vita e dalla nostra capacità di ricevere e di sentirci realizzati. Quando iniziamo a percepire l’esistenza, la vita e la realizzazione al di fuori di noi, ci eleviamo al di sopra della sensazione di limitazione. Se prima eravamo limitati dai nostri strumenti di percezione personali, cioè dai nostri tratti e capacità individuali, ora, attraverso la connessione con gli altri, acquisiamo una forza illimitata.

Più ci connettiamo con gli altri, più cresciamo, fino ad acquisire il sistema completo ed eterno che esiste al di fuori di noi. Di conseguenza, anche il nostro senso di realizzazione diventa illimitato. Una visione del mondo così evoluta si chiama percezione spirituale. Questo è ciò che ci attende come culmine dell’evoluzione umana.

Basato sull’episodio 42 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa significa essere veramente “uno” con il proprio partner e come si può arrivare a questo stato?

Le coppie che hanno sofferto abbastanza a causa di relazioni negative possono essere considerate pronte a fare un passo avanti verso una nuova percezione dell’essenza della connessione tra le persone e nella società.

Cos’è questa connessione? Ciò che manca oggi in casa è anche ciò che manca nel mondo interconnesso: la capacità di elevarsi al di sopra dell’egoismo ristretto, ovvero il desiderio di godere a spese degli altri. Questa è la forza interiore che distrugge ogni tipo di relazione.

Come possiamo creare una realtà più evoluta di connessioni complementari? L’approccio integrale all’educazione fornisce principi ed esercizi.

Il primo principio afferma che la connessione si basa sulla concessione reciproca, mentre il secondo principio è che “l’amore copre ogni trasgressione” (Proverbi 10:12).

L’amore può essere paragonato a un animale domestico che una coppia alleva in casa grazie a concessioni reciproche. Per natura, ognuno vede difetti, mancanze e imperfezioni nell’altro ed entrambi hanno una lista di richieste che l’altro dovrebbe soddisfare, ma questo non porta mai a qualcosa di positivo.

Se ci soffermiamo un attimo a ricordare come una madre amorevole vede suo figlio, noteremo che il suo punto di vista è diverso da quello solitamente presente in una relazione di coppia. Per lei, suo figlio è adorabile. Anche se vede delle  imperfezioni, perdona, accetta e capisce che la natura ha creato suo figlio in quel modo. Pertanto, cerca di aiutarlo a crescere. Arriva con occhi pieni di amore e poi tutto appare diverso. Così il bambino si sente sicuro con lei e,  mentre cresce, il loro tenero legame lo nutre come il latte materno.

Quando impareremo a sviluppare un atteggiamento simile verso gli altri, vedremo come tutto comincerà a diventare armonico.

La relazione di coppia può fungere da laboratorio domestico in cui esploriamo il nostro atteggiamento verso noi stessi e verso gli altri, imparando a connetterci. L’amore, nel senso pieno del termine, rappresenta la forma più completa di connessione.

Nell’approccio educativo integrale, esploriamo tali atteggiamenti in un contesto di gruppo, con altre coppie che si sostengono a vicenda. Insieme, apprendono la natura umana, la natura del mondo e la tendenza evolutiva integrativa che conduce alla completa connessione umana.

Uno degli esercizi si intitola “Connessi alla vetta”.

La concessione e il sostegno reciproco portano a una connessione positiva tra i partner, fino al punto in cui non si sente più dove finisce l’“io” e inizia il “tu”, che si fondono l’uno nell’altro in una complementarità totale.

Questo significa che tutto ciò che è importante, prezioso e benefico per il nostro compagno, sarà importante, prezioso e benefico anche per noi, proprio perché lo è per lui.

Funziona esattamente allo stesso modo anche al contrario: tutto ciò che è importante, prezioso e benefico per noi, lo sarà anche per il nostro compagno, proprio perché lo è per noi.

Se riusciamo a comprendere anche solo un minimo di questa visione elevata, allora ci impegniamo ad aiutarci a vicenda a non scendere mai da questo stato, nemmeno di un passo.

La logica di base dell’esercizio afferma che dove indirizziamo la nostra intenzione, lì finiremo per arrivare. L’intenzione risveglia forze naturali dentro di noi e intorno a noi, che ci aiutano a progredire verso quell’obiettivo. Dipende dalla costanza, dall’impegno e dall’ immaginare in modo continuo di vivere realmente in quell’immagine.

Questo è ciò che significa essere “connessi alla vetta”, cioè al punto più alto di connessione, che è perfetto, meraviglioso e radioso. Da lì, possiamo entrare in relazione con noi stessi e con la realtà nel suo complesso. Auguro a tutti noi un grande successo nel raggiungere uno stato così perfetto e armonioso.

Basato sull’episodio 38 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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In che modo la consapevolezza di sé influenza le relazioni sentimentali?

Per avere successo in una relazione, dobbiamo conoscere noi stessi, capire cosa ci guida e identificare la causa dei cambiamenti che attraversiamo.

La forza fondamentale che ci muove è l’ego, il desiderio di provare piacere. Si tratta di un’aspirazione naturale e basilare: voler sempre stare bene. Ciò che differenzia le persone tra loro è il tipo di desiderio che emerge, ovvero ciò da cui vogliamo trarre piacere in ogni momento e anche l’intensità di questo desiderio.

Noi esseri umani ci distinguiamo dalle altre creature della natura per la nostra capacità di inventare sempre nuove fonti di piacere, per questo siamo in costante evoluzione. Il nostro ego si sviluppa, di conseguenza cerchiamo continuamente nuovi modi per appagarlo. È così che avanziamo nella vita.

Col tempo, i nostri desideri cambiano, vengono sostituiti e espressi in modo diverso. Poiché la mia definizione di “ciò che voglio” cambia e cambiamenti simili avvengono anche nei nostri partner, si sviluppa gradualmente un problema di compatibilità. La vita ci mostra che questa è la fonte di molti problemi nelle coppie: uno vuole evolversi in una direzione, mentre l’altro pensa in tutt’altra. Ognuno sviluppa desideri differenti.

Cosa possiamo fare in queste situazioni?

Nella vita condivisa, dovremmo distinguere tra due ambiti: uno è quello in cui possiamo connetterci, completarci a vicenda ed essere un tutt’uno e un altro che raggruppa tutti gli aspetti in cui ciascuno si sviluppa individualmente, come desidera.

Basato sull’episodio 23 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come posso migliorare la mia connessione emotiva e la comunicazione con il mio partner?

Nella mia vita da Kabbalista, ho compreso che la più grande opportunità di trasformazione personale risiede nella relazione tra due persone, in particolare tra partner. Non si tratta solo di una collaborazione logistica o di una convivenza quotidiana, ma di uno spazio sacro in cui possiamo sviluppare una nuova natura: una natura di dazione, comprensione e unità. Lo chiamo un “laboratorio domestico”, un campo di addestramento per l’anima.

Quando iniziamo una relazione, in realtà non conosciamo ancora veramente l’altro. Spesso presumiamo di farlo, basandoci su ciò che ci piace, non ci piace o ci aspettiamo. Ma la vera connessione inizia quando mettiamo da parte tutto questo e iniziamo a sentire l’altro dal profondo, quando creiamo dentro di noi un’immagine interiore completa e dettagliata del nostro compagno.

Questo processo comincia con un intenso desiderio di elevarci sopra il nostro ego. Dobbiamo poi ridurre l’importanza dei nostri desideri, delle nostre inclinazioni, e mettere al centro l’altro. “Cosa vuole lei? Cosa ama? Cosa teme? Cosa le dà gioia o dolore?” Piano piano, iniziamo a costruire dentro di noi un nuovo personaggio: il carattere del nostro partner, fino a farlo diventare reale, vivo dentro di noi. Non è immaginazione. È lavoro. Un lavoro profondo, psicologico e spirituale.

Quando integriamo davvero l’immagine del nostro partner dentro di noi, iniziamo a percepire il mondo attraverso i suoi occhi. Sentiamo i suoi bisogni come se fossero i nostri. Viviamo in lui o in lei. Da lì, possiamo iniziare ad agire in modo veramente amorevole, non in base a ciò che crediamo che l’amore debba essere, ma in base a ciò di cui il nostro partner ha realmente bisogno. Idealmente, il nostro partner fa lo stesso per noi. È così che diventiamo uno: non fondendoci l’uno nell’altro, ma formando una comprensione precisa e reciproca l’uno dell’altro.

Questo è ciò che intendo quando dico che “l’amore è unità.” E l’unità nasce dall’integrazione. Integriamo i desideri dei nostri compagni in noi stessi e loro fanno lo stesso con i nostri. Poi ci relazioniamo l’un l’altro attraverso questi modelli interiori che abbiamo costruito. È come se due sistemi si sincronizzassero tramite interfacce compatibili, simili a componenti di una macchina o elementi della natura. Senza questo, nessuna connessione, emotiva, spirituale o di altro tipo, può avvenire.

Questa integrazione richiede onestà e apertura totale. Nei workshop che guido, le coppie iniziano descrivendo sé stesse in terza persona, come se stessero osservando un personaggio. “Jimmy ha paura di…” “Jimmy trova gioia in…” Perché in terza persona? Perché il sé che descriviamo non è davvero “noi”. È l’insieme di tratti che ci sono stati dati dalla natura, dall’ambiente e dall’educazione. Non è la nostra essenza. Questa prospettiva ci permette di osservare senza vergogna o difesa.

Poi, il partner aggiunge a quell’immagine, raccontando come ci vede lui o lei. Anche loro parlano in terza persona, proseguendo il processo. Non è facile. Può sembrare esporre troppo. Ma è anche liberatorio. Iniziamo a capire che non c’è nulla da nascondere. Che il nostro stesso “io” è una costruzione, e ora possiamo partecipare attivamente al suo rimodellamento.

Una volta costruite queste immagini, inizia la seconda fase: l’assorbimento. Prendiamo l’immagine del partner e la facciamo nostra. Cominciamo a vivere secondo essa. Smettiamo di proiettare e iniziamo a riflettere, calibrandoci sulla realtà del partner. Anche il partner fa lo stesso con la nostra immagine. Alla fine, gli “avatar” interiori che abbiamo costruito iniziano a fondersi. Raggiungiamo uno stato di reciproca dazione e responsabilità. Questa è la porta d’accesso all’amore. Non è un’emozione passeggera, ma uno stato attivo, consapevole, in continua evoluzione di unione.

Una volta costruite queste immagini, inizia la seconda fase: l’assorbimento. Prendiamo l’immagine del partner e la facciamo nostra. Cominciamo a vivere secondo essa. Smettiamo di proiettare e iniziamo a riflettere, calibrandoci sulla realtà del partner. Anche il partner fa lo stesso con la nostra immagine. Alla fine, gli “avatar” interiori che abbiamo costruito iniziano a fondersi. Raggiungiamo uno stato di reciproca dazione e responsabilità. Questa è la porta d’accesso all’amore. Non è un’emozione passeggera, ma uno stato attivo, consapevole, in continua evoluzione verso l’unione.

Attraverso questo lavoro d’amore, non miglioriamo semplicemente la nostra relazione. Diventiamo umani. Cioè, diventiamo esseri capaci di connettersi, non solo con il partner, ma con il mondo e, infine, con la forza positiva dell’amore, della dazione e della connessione che risiede nella natura. Perché, quando raggiungiamo uno stato di unità con gli altri, invitiamo la forza superiore che abita nella natura a entrare nelle nostre relazioni. Quella forza diventa il collante, la vitalità, il “terzo partner” divino nella relazione.

Questo è ciò che insegno, vivo e in cui credo fermamente: ogni coppia può raggiungerlo, se è disposta a compiere un lavoro interiore. I benefici sono infiniti.

Basato sull’episodio 36 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che ruolo gioca l’ego nei conflitti relazionali? Come lo superano le coppie?

L’ego ci sta soffocando. Distrugge le relazioni e causa difficoltà al lavoro, per strada e letteralmente ovunque nella nostra vita. C’è qualcosa che possiamo fare al riguardo?

In ogni conflitto, ogni persona vede le cose dal proprio punto di vista. Cosa è realmente corretto?  Tutto è negli occhi di chi guarda. In generale, non vediamo il mondo, ma noi stessi. Le nostre qualità interiori si proiettano davanti a noi e ci dipingono un quadro. 

Se non ci piace ciò che vediamo, allora è fantastico! È un invito a correggere la nostra prospettiva, cioè a dipingere una realtà più bella. Dove? Innanzitutto dentro di noi, e poi apparirà anche un risultato esterno. Questo è ciò che insegna l’approccio integrale all’educazione, e fornisce anche un metodo per lavorare su tale cambiamento.

Cosa guadagniamo da un simile processo? Guadagniamo molto perché, sebbene i nostri impulsi iniziali siano quelli di piegare il mondo a nostro favore, in realtà non funziona per nessuno. Con un approccio così aggressivo, non si ottiene alcun risultato.

Un buon rapporto con un’altra persona, una connessione meravigliosa che duri nel tempo, richiede che ognuno di noi si elevi al di sopra di se stesso. Anche se non saremo in grado di mantenere una connessione così forte per sempre, ognuno cercherà in qualche modo di perdonare l’altro. Partendo dalla consapevolezza che a volte ci eleviamo, a volte cadiamo, di fondamentale importanza è l’impegno a fare uno sforzo per superare gli impulsi egoistici.

Farlo non è così facile come potrebbe sembrare, perché richiede di essere in una guerra costante contro la nostra natura interiore. Ecco perché abbiamo bisogno di un mantenimento continuo, di un nutrimento quotidiano con valori, idee, esempi e supporto che arricchiscano la connessione da parte di persone che condividono lo stesso processo.

D’altra parte, possiamo dire che fin dall’infanzia abbiamo spesso sentito prediche morali come “comportati bene” e “non rubare”, e simili, ma siamo stati immersi in una cultura che ci fornisce continuamente esempi opposti. E ciò che vediamo in realtà è ciò che ci plasma, non le belle parole.

Per questo motivo, l’approccio integrale all’educazione si basa sulla costruzione di un gruppo che funge da ambiente con condizioni simili a quelle di un laboratorio. I partecipanti imparano insieme a conoscere la natura umana e la tendenza generale dello sviluppo mondiale verso una connessione integrale tra tutti. Ciò che apprendono si trasforma in esercizi pratici e gradualmente si sviluppa la capacità di connettersi positivamente con gli altri, al di là dell’ego individuale, in una connessione complementare, fino a raggiungere il livello dell’amore, che è la connessione perfetta tra le persone.

Per migliorare le relazioni sentimentali in questo processo, è possibile creare un gruppo integrato composto da tre o quattro coppie. Ecco alcuni principi operativi.

Ogni coppia ha i suoi problemi, ovviamente. Gli esperti che guidano il gruppo possono chiedere ai partecipanti di sollevare un problema che hanno incontrato e discuterne insieme. Quali impulsi agiscono in quel momento, cosa sta succedendo da entrambe le parti e così via. Quindi, la coppia che ha sollevato il problema cercherà di mettere in scena, come a teatro, una risposta diversa alla stessa situazione, in un modo nuovo, più corretto, più vicino a uno stato in cui si eleva al di sopra del proprio ristretto egoismo. Gli altri osserveranno e in seguito ognuno parlerà di ciò che coloro che hanno recitato hanno provato, a cosa hanno dovuto rinunciare, come si sono sentiti a ridurre un po’ l’ego di fronte all’altro, quale impressione hanno avuto le coppie che osservavano e cosa si può fare affinché la rappresentazione in cui mettono in scena relazioni più corrette si concretizzi nelle loro vite. Pertanto, attraverso esempi di casi e risposte e uno sforzo comune per trovare forme di connessione migliori, tutti i partecipanti faranno progressi.

L’amore, dicono i saggi, è come un animale domestico cresciuto in casa grazie a concessioni. Pertanto, non importa quale sia l’oggetto della discussione tra le parti, la cosa più importante è vedere lo sforzo nelle reciproche concessioni.

In una relazione sentimentale corretta, entrambi i partner si pongono come piccoli agli occhi dell’altro, in modo da poterne assorbire il desiderio. Allo stesso tempo, si pongono anche come grandi agli occhi dell’altro, offrendo esempi positivi e guidandolo concretamente. I partner compiono tali azioni anche per conto loro ed entrambi diventano pari nella comune aspirazione a connettersi nell’amore.

Le coppie si formano così a condizione che ciascuno faccia spazio dentro di sé al desiderio dell’altro e si metta al suo servizio. In questo modo, i partner si includono sempre più l’uno nell’altro, fino a diventare un tutt’uno.

Ciò che rende l’approccio integrale all’educazione diverso da qualsiasi altra dinamica di gruppo è che apprendiamo che lo scopo della nostra esistenza è quello di elevarci al di sopra dell’ego e adattare le nostre connessioni all’integralità, all’interconnessione, all’interdipendenza e all’unità della natura. Inoltre, la formazione di un desiderio comune di connettersi con gli altri nell’amore risveglia la forza unificante della natura che agisce sui partecipanti al gruppo. Questo è il vero gioco della vita, in cui ognuno di noi impara dagli altri a giocare non contro l’altro, ma insieme a loro, contro l’ego individuale. È così che i partecipanti si elevano al livello successivo di connessione, quello verso cui tutta l’umanità si sta gradualmente evolvendo.

Basato sull’episodio 30 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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È strano cercare sicurezza in questo mondo imprevedibile?

Chi mi sorreggerà se cado? Qualcuno mi offrirà una spalla, un sostegno e un calore?

L’insicurezza, il senso di mancanza, è il motore che ci spinge.

Se fosse possibile calmarci per miracolo, darci la sensazione che non ci mancherà mai nulla, probabilmente rinunceremmo a gran parte del nostro correre da un compito all’altro, che in realtà non fa altro che distruggere la nostra salute.

Tutti soffrono di insicurezza, compresi i ricchi, i famosi e i potenti. Non proviamo mai un senso di sicurezza stando soli. Qualsiasi cosa realizziamo e acquisiamo nella vita non ci garantirà tale sensazione. Perché? Perché la sicurezza è una sensazione che dipende dalla qualità della connessione con gli altri.

Nei tempi antichi, vivevamo in tribù, andavamo a caccia e ci sentivamo tutti uniti. In seguito, il legame si è affievolito e ci siamo spostati verso un sistema di villaggio. Man mano che il legame si è ulteriormente affievolito, ci siamo ridotti al cerchio familiare. Oggi, ognuno di noi si sente principalmente un individuo e solo.

Durante questo processo evolutivo, abbiamo costruito strumenti che ci aiutassero a soddisfare i nostri bisogni primari. Abbiamo acquistato piccole case per ogni famiglia, appezzamenti di terra, animali e attrezzi. Oggi, le consegne del supermercato arrivano direttamente a casa nostra. Abbiamo anche un’assicurazione sanitaria, previdenziale, pensionistica e sulla vita. Apparentemente, siamo a posto, ma in pratica siamo diventati completamente dipendenti dai sistemi statali. Inoltre, lo Stato stesso diventa sempre più dipendente da ciò che accade in tutta l’umanità.

In questa realtà interconnessa, se i sistemi iniziano a collassare, ci troviamo di fronte a un problema grave. Per l’individuo, lo stato e la società umana in generale, non abbiamo più verdure in giardino, una capra o una mucca, lo stato non ha industrie locali per tutto ciò di cui ha bisogno e l’umanità non ha un super condizionatore per gestire i cambiamenti climatici.

Se improvvisamente ci fosse una difficoltà nella fornitura di elettricità, gas, energia, cibo, acqua, medicine e così via, cosa faremmo? Inoltre, se una crisi economica facesse crollare il valore del denaro e non potessimo comprare nulla con esso, di cosa vivremmo? In caso di un collasso generale, se ognuno di noi rimanesse chiuso in casa, chiudesse le finestre e mangiasse il cibo in scatola che ha fatto scorta, alla fine la folla affamata arriverebbe a prenderci tutto ciò che abbiamo.

Prima o poi saremo costretti a costruire una rete di sicurezza globale basata sulla connessione cuore a cuore, sulla considerazione per tutti e sul sostegno reciproco. Con questo quadro in mente, a che punto siamo nella realtà odierna?

Il mondo sta diventando sempre più interconnesso e interdipendente a un ritmo accelerato. Che lo vogliamo o no, la vita ci sta mettendo tutti sulla stessa barca. Inoltre, la natura circostante si sta rivelando un unico sistema chiuso, e la distruzione che le abbiamo causato si sta ritorcendo contro di noi. Questi cambiamenti nel mondo ci impongono di adattarci alla realtà integrale che si sta rivelando. Il modo migliore per farlo è attraverso un profondo processo educativo-culturale quotidiano che coinvolge tutta la società, il cui obiettivo è sviluppare una visione integrale del mondo in ogni singola persona.

Prendiamo, ad esempio, come affrontare l’aumento del costo della vita. È un dato di fatto che i prezzi continuano a salire. Invece di aspettare che qualcuno dall’alto risolva il problema, possiamo organizzarci dal basso. Possiamo creare una rete di garanzia reciproca nell’edificio, nel quartiere e nella comunità, senza bisogno di denaro e con la buona volontà di sostenere e completare il progetto.

Ad esempio, possiamo organizzare servizi di riparazione domestica da parte di qualcuno di noi che sia un professionista, corsi per bambini e ragazzi, lezioni su vari argomenti, serate culturali e artistiche, attività ricreative e sportive, eventi nei fine settimana e nelle vacanze, beni di seconda mano da regalare e molto altro ancora.

A un livello più avanzato, possiamo allestire una sorta di grande mensa con cibo semplice e gustoso, come nei kibbutz. Mangiare insieme ad altri può essere divertente e arricchente, invece di stare seduti da soli in un appartamento freddo. Possiamo, ad esempio, occuparci della pulizia delle strade per risparmiare sui bilanci comunali e destinarli a sovvenzionare progetti sociali. Forse ora sembra un po’ irrealistico, ma in tempi molto difficili non c’è altra scelta che unirsi e trovare soluzioni comuni.

Soprattutto, i media, i social network, le istituzioni educative e culturali dovrebbero incoraggiare lo spirito di connessione, il sostegno reciproco, il rispetto per coloro che contribuiscono alla società e che aiutano gli altri con tutto il cuore. Sebbene ciò accada in una certa misura oggi, si tratta ancora di un paradigma egoistico in cui, in ultima analisi, rispettiamo ancora l’individuo più forte, più intelligente e più ricco rispetto a quello che contribuisce di più alla società. Dovremmo quindi infondere questo spirito di connessione con tutta la nostra forza. Se lo faremo, la scala dei valori sociali cambierà e ci spingerà a svilupparci nel modo integrale richiesto.

Inoltre, poiché parlo qui in Israele, tra il popolo d’Israele, se ci volgiamo per un momento verso noi stessi, l’armoniosa connessione umana risiede nelle radici della nostra nazione, nel profondo dell’anima. Abramo, il Patriarca, scoprì l’unità dell’universo e come gli esseri umani possano connettersi positivamente per raggiungere l’equilibrio con esso. A partire dalla sua scoperta, insegnò i principi di gentilezza e amore tra le persone. La nostra nazione non ha mai avuto caste e classi come altre nazioni. I nostri valori fondamentali sono “tutti d’Israele sono amici”, ovvero garanti l’uno per l’altro, come è scritto, “come un solo uomo con un solo cuore”. Inoltre, l’atteggiamento del mondo nei confronti di Israele sta diventando molto ostile, e persino i nostri “amici” ci tradiranno in un attimo. Cosa ci aiuterà in un momento di difficoltà? È solo il potere della connessione. Troveremo la nostra sicurezza solo nell’avvicinarci gli uni agli altri, nel sentirci un’unica famiglia.

È scritto nelle nostre fonti che possiamo essere l’avanguardia dell’umanità nel suo progresso verso la correzione del mondo, ovvero verso la trasformazione del paradigma egoistico sempre più distruttivo in uno altruistico, dove scopriamo un mondo armonioso e pacifico attraverso le nostre nuove connessioni positive. Qui, nella nostra nazione, è possibile ricercare e sviluppare il necessario miglioramento della percezione umana. L’intero processo evolutivo che abbiamo attraversato come specie umana ci costringe ad avanzare da una percezione ristretta di “io contro tutti” a una percezione di “siamo tutti come uno”, ovvero a uno stato di perfetta connessione. Quando infrangeremo questo cambiamento percettivo, lasceremo che il potere unificante dell’universo fluisca verso il mondo, e questo fornirà a tutti un livello di sicurezza completamente nuovo. L’odio nei nostri confronti si trasformerà in affetto quando le persone sentiranno che dal nostro popolo proviene il metodo per una nuova vita, per gli individui e per la società.

Gradualmente, lo spirito umano si eleverà e una realtà si aprirà davanti a noi al di là del tempo, dello spazio e del movimento. Scopriremo allora cosa intendevano i grandi della nazione quando affermavano che tutto è uno. Sentiremo questa unica forza universale di amore e dazione dimorare nelle nostre connessioni, che continuerà a illuminare l’intera coscienza umana su scala globale.

Basato sull’episodio 47 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che impatto ha avuto l’esperienza di volo spaziale di William Shatner sulla sua visione della vita e della mortalità?

Quando William Shatner, famoso per aver interpretato il Capitano Kirk in Star Trek, volò nello spazio all’età di 90 anni, pensava di sperimentare la catarsi definitiva, una rivelazione dell’armonia dell’universo. Invece, fu colpito da un’opprimente tristezza nel vedere lo stridente contrasto tra il freddo vuoto dello spazio e la nutriente bellezza della Terra. Descrisse lo spazio come “morte” e “nera bruttezza”, mentre la Terra rappresentava la vita e il conforto. La sua esperienza lo ha portato a rivalutare i valori della vita, sottolineando l’importanza dell’unità tra le persone e la necessità di proteggere il nostro pianeta. Ha affermato che la vera bellezza e l’armonia risiedono nella connessione umana e nell’amore e non nel vuoto dello spazio. Le riflessioni di Shatner sono in linea con l‘“Effetto Panoramica”  (“Overview Effect”), un fenomeno sperimentato dagli astronauti che, dopo aver visto la Terra dallo spazio, acquisiscono una nuova consapevolezza della sua fragilità e dell’interconnessione dell’umanità.

Mentre gli occhi di Shatner si sono aperti grazie al suo viaggio, come possono arrivare a una rivelazione simile le masse di persone che non andranno mai nello spazio e che affrontano tempi difficili sulla Terra, tra mille problemi, conflitti e divisioni?

È la delusione a portarci lì. Dobbiamo raggiungere una completa disillusione rispetto all’idea che qualcosa di positivo possa nascere dalla forza o dall’odio, dobbiamo sperimentare pienamente questa disillusione.

Ma se il mondo è sempre stato governato dal denaro e dal potere, come potremo mai arrivarci? Ci renderemo conto che né il denaro né il potere possono portarci qualcosa di positivo o di eterno. L’amore e la connessione umana positiva sono l’unico modo per superare le nostre pulsioni divisorie e scoprire un mondo armonioso e pacifico. Questa è la conclusione a cui dobbiamo arrivare.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il futuro della pubblicità?

Immagina di essere seduto nel tuo salotto, a  guardare la TV, sul Canale dei Cani. Il tuo cane vede una pubblicità, abbaia, “Bau-bau”, e, tradotto in modo approssimativo, chiede: “Dai, ordina quella cosa per me prima che l’offerta finisca!” Sembra fantascienza? Non proprio.

La pubblicità domina la nostra era. Inonda i media, i cartelloni pubblicitari e persino i vestiti che indossiamo. In passato, i proprietari di negozi si affidavano a piccoli cartelli sopra le loro botteghe o a una riga nelle Pagine Gialle. Oggi la pubblicità ci bombarda da ogni parte in innumerevoli forme.

Si rivolgono al nostro orgoglio, alla vanità e al desiderio di apparire belli. Ci convincono che tutti gli altri stanno già godendo di qualcosa, quindi come possiamo lasciarci sfuggire l’occasione?

Il nostro corpo ha naturalmente bisogno di cibo e bevande per sopravvivere, senza alcuna pubblicità. La fame e la sete ci spingono a cercarli. Ma tutto ciò che va oltre la nostra sopravvivenza di base? È qui che interviene la pubblicità. Produce bisogni artificiali e poi ci vende l’illusione di soddisfarli.

I modelli economici di crescita e prosperità si basano sull’aumento della produzione e delle vendite, e la pubblicità alimenta questi obiettivi. È diventata il cuore dell’esistenza moderna, così profondamente radicata nelle nostre vite che possiamo a malapena immaginare un mondo senza di essa.

Eppure, le persone hanno iniziato a sentirsi esauste e sopraffatte. Vediamo sempre più segni di noia e un senso di pesantezza. Molti desiderano già qualcosa di diverso, di più profondo, di più appagante, che accenda un nuovo spirito.

Perché sta accadendo? Perché ora? Come possono gli inserzionisti rimanere rilevanti in questo panorama in continua evoluzione?

La forza interiore che ci guida è il desiderio di godere e di sentirci appagati. Questo desiderio si evolve in ogni fase dello sviluppo umano. Oggi sta subendo una trasformazione fondamentale, raggiungendo un livello superiore. In questa nuova fase, diventa difficile identificare ciò che le persone desidereranno, ciò che le stimolerà e le motiverà, e ciò che saranno disposte a comprare. Questo cambiamento è alla base delle crisi che vediamo in tutti gli aspetti della vita: frustrazione, vuoto e depressione.

L’umanità assomiglia a una persona che ha perso l’appetito e si sente indifferente al mondo. Sebbene alcuni Paesi in via di sviluppo offrano ancora nuovi mercati da esplorare, anche quelli raggiungeranno presto i loro limiti.

Su scala più ampia, siamo entrati in una fase in cui il desiderio di godere fatica a trovare qualcosa di veramente appagante. Il cibo, il sesso, la famiglia, il denaro, l’onore, il potere, la conoscenza: nulla di tutto ciò eccita le persone come un tempo.

La natura sta spingendo l’umanità verso il suo prossimo stadio evolutivo, dove l’autentico appagamento arriverà solo attraverso una profonda connessione con gli altri. La prossima grande fonte di soddisfazione emergerà dalla connessione umana unificata. Quando costruiremo una connessione integrale e reciproca, svilupperemo un nuovo stato di esistenza in cui sperimenteremo un tipo straordinario di appagamento, un flusso di vita e vitalità superiore a qualsiasi cosa conosciamo oggi.

Il “prodotto” più prezioso di domani sarà la connessione umana. I media e le piattaforme di comunicazione dovranno reinventarsi di conseguenza. Fedeli al loro scopo originario, dovranno favorire connessioni calde e positive tra le persone. La pubblicità, come sempre, sarà lo strumento per promuovere questo cambiamento, guidandoci verso una nuova visione del mondo, una percezione integrale della realtà che ci aiuti a uscire dal nostro isolamento.

Questa trasformazione rappresenta nient’altro che un aggiornamento della natura umana. Ci evolveremo in modo da funzionare come organi diversi in un unico corpo, lavorando in reciproco sostegno, cura e responsabilità per gli altri e per il nostro ambiente. Ognuno si sentirà avvolto dall’amore, come se fosse cullato dalle braccia di una madre, e questo riempirà l’anima. Quando le connessioni emotive si approfondiranno grazie alla consapevolezza e alla scelta consapevole, ci eleveremo al di sopra dei limiti della nostra percezione attuale.

Che lo riconosciamo o meno, l’evoluzione ci sta portando in questa direzione. È per questo che il mondo sta diventando sempre più interconnesso, perché la nostra interdipendenza cresce, e perché ci troviamo tutti nella stessa barca. Se non impariamo a coesistere, affonderemo insieme. Ma se lo faremo, una nuova realtà si aprirà davanti a noi.

Il futuro appartiene a coloro che comprendono la necessità di connettersi positivamente, collegando desideri e pensieri, cuori e menti, al di là del tempo, dello spazio e del movimento. Coloro che riconosceranno per tempo questo cambiamento plasmeranno il futuro dei media e della pubblicità, ponendosi all’avanguardia della prossima grande trasformazione dell’umanità e guidandola verso il suo compimento finale.

Basato su “New Life 140 – Advertising” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Pensi che l’uguaglianza sia possibile?

Innanzitutto, dovremmo capire perché l’umanità ha difficoltà a comprendere il concetto di uguaglianza. È perché non aspiriamo naturalmente a tale uguaglianza.
La nostra natura egoista, il desiderio di godere per il solo beneficio personale, ha come strumento di misura il livello di superiorità ed inferiorità rispetto agli altri e non considera l’uguaglianza. Misura la superiorità e l’inferiorità. Ci confrontiamo costantemente con gli altri e cerchiamo di elevarci rispetto a loro.

Ecco perché l’uguaglianza è impossibile da realizzare se restiamo vincolati alle nostre forze egoiche. Per rendere possibile tale uguaglianza, abbiamo bisogno di una forza esterna che ci guidi. Se lasciati a noi stessi, il nostro ego ci spingerà sempre a desiderare più degli altri, a ricevere più di quanto diamo.

Pertanto, raggiungere l’uguaglianza è possibile solo se ci impegniamo a sviluppare connessioni positive tra di noi e, così facendo, attraiamo nelle nostre relazioni la forza positiva di connessione che dimora in natura. Questa forza positiva, una forza altruistica opposta alla nostra natura egoista, è il denominatore comune che ha il potere di unire le persone e portare l’uguaglianza nella società umana. Senza di essa, nessun tentativo di uguaglianza potrà mai avere successo.

La storia lo dimostra. Le persone hanno cercato di imporre l’uguaglianza attraverso rivoluzioni, sistemi economici e quadri legislativi, ma senza uno scopo comune superiore, che inviti la forza di connessione positiva della natura nelle relazioni umane, l’uguaglianza diventa o una tirannia o un’illusione.

Quando ci uniamo alla nostra radice, quando riconosciamo che siamo tutti parti di un unico sistema, guidato da una forza superiore di connessione che dimora in natura, possiamo raggiungere l’uguaglianza nella società umana. Questo non significa rendere tutti identici ma, al contrario, con le nostre innumerevoli differenze, attirando la forza positiva della natura nelle nostre relazioni, lasciamo che le differenze fioriscano in un arazzo integrato, rendendo il contributo unico di ciascuno benefico per l’intero sistema.

Basato sul video “Equality – Spiritual States with Kabbalist Dr. Michael Laitman”.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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