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Un Workshop senza fine

Domanda: Al workshop, sentivo l’interazione tra le parti maschili e femminili. Questa è stata una sensazione assolutamente straordinaria! Ora occorre un’ intensificazione per amplificarla non dieci volte, ma cento volte di più. Come possiamo ottenere questa aggiunta, questa intensificazione? Cosa dovrebbe essere fatto e da chi, adesso o al prossimo workshop?

Risposta: Un workshop non dovrebbe finire mai. Un workshop è un piccolo, intermedio trampolino di lancio al grado successivo. Noi non dovremmo dimenticare questo stato, ma tenerlo dentro di noi. Se dovessimo andar fuori o sederci a mangiare, dovremmo mantenere lo stesso stato come ora.

Il pasto dovrebbe procedere con calma. Non disturbare una persona seduta accanto a te con questioni estranee. Dovrebbe esserci solo una minima discussione.

Non sto dicendo che dovresti ritirarti in te stesso, in alcun modo. Ma ogni persona dovrebbe sentire che ha tempo per i pensieri e i sentimenti. E la cosa più importante è quella di preservare ciò che abbiamo sentito proprio ora. Questo è lo stato che abbiamo bisogno di mantenere.

E dopo un pasto, cerchiamo di preservare questo stato ancora di più, perché qualsiasi disturbo che succede qua e là, ha bisogno di essere collegato verso il rafforzamento della nostra sensazione presente.

Tutto deve passare agevolmente da uno all’altro. Praticamente l’intero congresso è una singola azione. In principio, tutto questo dovrebbe essere accompagnato da movimenti consolidati di costante ascesa.

Vi chiedo di non perdere quello che abbiamo ricevuto, ma di raccoglierlo poco a poco, come un bambino accumula le conoscenze e le competenze e diventa grande. Ecco perché tutti i disturbi dovrebbero essere attribuiti immediatamente al movimento successivo. Così vedrete come essi diventeranno fecondi. È grazie a loro che noi avanzeremo. È scritto che l’egoismo è “un aiuto contro di noi”. Esso è contro, ma a tutti gli effetti è un aiuto.
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(Dal Congresso di Vilnius del 24.03.2012, Workshop 2)

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Rivelare l’unione della Natura

Domanda: Se raggiungiamo la meta  e ci uniamo in un kli comune mondiale, che cambiamenti succederanno in Europa?

Risposta: Dobbiamo capire che tutti i problemi, incluso la crisi, con tutta la sofferenza, compaiono per una ragione: per poter guidare le persone a scoprire la causa, la radice, per scoprire perché sta succedendo tutto questo. Vediamo che gli scienziati, gli economisti ed i politici non possono fare nulla.

Il mondo è entrato nello stato che la Kabbalah  menzionava da molto tempo. Abbiamo parlato di questo prima del ventunesimo secolo. Ne ho sentito parlare venti anni fa e non credevo che potesse succedere. “Così”, ho pensato “che cosa posso fare?”.

Il mondo è entrato in uno stadio differente. Oggi, siamo in un livello completamente differente. Noi dobbiamo rivelare l’unione della natura. Ecco perché il mondo è globale, integrale e non solo dentro di noi, ma anche attorno a noi.

Oggi, riveliamo la forza superiore a tutti i livelli di sviluppo, anche il livello inanimato della natura incluso lo spazio vuoto, per non menzionare gli strati più elevati, vegetale ed animale della natura sono tutti un’unica cosa. Tutto questo è una forza globale, integrale dallo zero all’infinito, un unico insieme.

C’è un eccezione che è un problema interno, c’è l’essere umano, il centro del mondo. A lui è data la libertà, e egli compie quello che gli pare a discapito di tutto il resto. Egli è terribilmente negativo contro tutto il resto.

Noi paragoniamo questo essere umano, che poi è tutta l’umanità, ad una crescita tumorale per via del fatto che mangia tutto quello che lo circonda. Distrugge tutto quello che è vivo ed è in contraddizione con il resto della natura. Tutto il resto della natura è globale, integrale e unito. Noi non siamo per nulla uniti, né globali né integrali.

Diciamo che è arrivata la crisi globale. Cosa significa? Significa che non ci accordiamo con il resto della natura! Dov’è la crisi? E’ dentro di te o in quanto ti circonda?

Devi ricostruire te stesso. Anche la vostra società umana deve diventare globale ed integrale. Come si può fare? Può realizzarsi attraverso l’uno, ottenendo l’eguaglianza, la connessione, la comprensione reciproca. Tutto il nostro sviluppo mostra quanto siamo interconnessi, non possiamo liberarci da questa cosa.

Guarda cosa succede, un paese viene boicottato, scollegato dalle transazioni finanziarie o qualcosa di simile, e non può più fare nulla. E’ la fine, la vita è finita. Tagliato dal resto del mondo, e non può esistere. Questa è la misura di quanto il mondo sia globale.

Questo non era mai successo prima.

La nostra società è opposta a questa globalità. La natura umana al momento è opposta a questo. Ecco perché, naturalmente, se rimuoviamo questa contraddizione, vedremo le forze della natura rivelate nella loro interezza.

Troveremo noi stessi completamente collegati con il mondo intero, ed inoltre, senza limiti, infiniti. Ci sentiremo vivere eternamente, in  armonia  con tutti gli altri strati della natura.

Questo non si applica solo ai paesi che stanno soffrendo per la crisi. Dovremmo considerare il livello per cui ci innalziamo e vediamo che questi fenomeni della crisi sono un ostacolo per noi da superare per raggiungere lo scopo più elevato. Proprio come una persona che vive una crisi a livello individuale, così succede per una nazione e per la società umana in termini globali. Questo è l’unico modo di guardare la natura.

Noi non possiamo oggi avvicinarci ai governi e parlare di questo con loro per via del fatto che rappresentano i più grossi egoisti e non sono in grado di comprenderlo. Nientemeno, le loro menti stanno cambiando. C’è una grossa differenza tra quanto dicevano cinque anni fa e quanto dicono oggi. Questo perché i colpi e le punizioni rendono una persona più saggia e ricettiva. Ecco perché spero che saranno in grado di realizzare questo.

In aggiunta ai materiali che ci stiamo preparando a sottoporre all’UNESCO; alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali, stiamo collegando molti scienziati al nostro lavoro che hanno le nostre medesime idee, costoro che comprendono che la natura umana, la natura della società umana deve essere cambiata nelle sue fondamenta.

Il problema è che non hanno un metodo. Non c’è dubbio che abbiamo bisogno di un equilibrio globale con la natura. Di essere in un omeostasi con essa. Migliaia di scienziati nel mondo stanno parlando di queste cose. Ma come si può fare? Si Deve ? Non c’è risposta.

Milioni di persone nel mondo stanno perdendo il posto di lavoro. La crisi ci porterà al punto in cui produrremo solo quanto è necessario per la nostra esistenza.

Ecco perché le persone devono comprendere. Devono studiare sé stesse e cambiare invece di inquinare e rovinare la natura. Non ho bisogno poi di così tanto nutrimento per dare da mangiare al mio “animale” per la mia esistenza comune.

Devo dedicare il tempo che rimane, il resto della mia forza a cambiare la società umana. Ed allora, sentiremo l’armonia eterna e totale. Questo sarà molto di più di quanto cerchiamo di ottenere oggi. Quindi dovremmo vedere la crisi come un ostacolo sul quale innalzarci assieme. Ecco perché siamo qui.
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(Dal Congresso di Vilnius 24.03.2012, Lezione 3)

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Domanda: Come posso prepararmi correttamente per un workshop? Come faccio, come partecipante, a promuovere il gruppo durante  il workshop?

Risposta: Come leader, “buttare lì” una domanda, o un’idea, o uno stato. E noi dovremmo discutere questo stato.

Ognuno dovrebbe pensare a ciò che vorrebbe dire su questo stato, e come dovrebbe completarlo, per non ripetersi, ma solo per aggiungere qualcosa a ciò che è stato detto così che, esso diventi un parere congiunto su un determinato argomento.

Domanda: Come dovrei guardare i workshop? Cosa non è permesso di dire?

Risposta: Non è permesso dire cose negative, ma solo cose positive.

In generale, l’intero congresso è basato sul fatto che noi saliamo sopra tutti i nostri problemi negativi: personali, del gruppo e del mondo. Pensiamo solo all’unione e viviamo solo di questo. Ecco perché noi non tocchiamo i problemi. Accenneremo a loro un po’ durante le lezioni, ma il workshop è costruito solo sulle ascese.

Parliamo solo del grado a cui desideriamo salire. Lo immaginiamo; cerchiamo costantemente di adeguarci. Cancellando noi stessi, e dalla connessione tra noi, cerchiamo di sentire che cos’è questo grado superiore, la luce che ci circonda, quali sono queste qualità, ecc.

Questo significa che in nessun modo si dovrebbe cadere sotto il livello a cui si desidera salire.

Domanda: Come possiamo capire se il nostro workshop ha avuto successo o no?

Risposta: Il workshop è stato un successo se la gente lo lascia con la sensazione che ha ottenuto la cosa più importante.

Domanda: Come possono i gruppi individuali che si connettono con noi durante i workshop metterli in pratica?

Risposta: Dovrebbero partecipare con noi ai workshop.

Colui, che è seduto da solo di fronte al computer, sentirà la nostra atmosfera. Egli ascolterà il focus del gruppo; che verrà trasmesso specificamente per tutti gli individui.

Per quanto riguarda i gruppi, discutono le stesse domande che “butteranno fuori” ai gruppi davanti a loro. Non importa per me se è qui davanti a me o è davanti a tutto il mondo.

I gruppi di tutto il mondo discutono l’argomento del workshop e fanno le stesse cose davanti a me. Se l’alunno è solo, ascolta il focus del gruppo e partecipa semplicemente insieme a loro.
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(Dalla Lezione virtuale del 22.04.2012, Preparazione al Congresso)

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Il tipo di egoismo speciale delle donne

In base alla nostra natura, la natura di un essere creato, la connessione esiste solamente tra gli uomini. Le donne non si connettono tra di loro perché il loro egoismo è di un genere diverso. Non è né buono né cattivo.

È importante lavorare nella nostra natura originale senza cercare di danneggiarla. È importare lavorare con il materiale con il quale siamo stati creati e comprendere che raggiungeremo il traguardo solamente se usiamo la nostra natura in modo adeguato.

Mettendo uomini e donne in un gruppo, nel processo di lavorare insieme sentiamo una connessione diversa tra gli uomini che tra le donne.

Non si sente così tanto nella vita reale come nelle nostre lezioni sulla metodologia integrale.

Letteralmente, in mezz’ora, un’ora di studio comune, la parte maschile inizia a sentire che la loro natura è pronta per andare avanti ed essere connessi con tutti mentre la parte femminile si sente incapace di lavorare sull’avvicinamento di una con l’altra.

Il miglior risultato si raggiunge attraverso il supporto delle donne agli uomini con la loro intenzione e sforzi mentre gli uomini si avvicinano uno all’altro.
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(Tratto dalla seconda lezione del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Lezioni in Cile – 01.05.2012

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I tre livelli in un gruppo

Nei confronti dei nostri amici ci troviamo di solito su uno di questi tre livelli:

1. Quando l’amico e il gruppo sono più grandi di noi, in altre parole,consideriamo i nostri amici e il gruppo come superiori a noi per sentire la loro grandezza;
2. Quando gli amici e il gruppo sono sotto di noi;
3. Quando sono uguali a noi.

Quando li considero come più grandi di me, mi metto in uno stato in cui sono in grado di imparare da loro, di ricevere da loro ciò che hanno, così come i piccoli imparano da quelli più grandi. Essi sono in grado di influenzarmi. Ricevo’ la loro energia, la loro forza, e la loro eccitazione.

Se li percepisco come più piccoli di me, allora io sono in grado di dare a loro così come un grande dà ai piccoli.

In entrambi i casi, ho un certo tipo di comunicazione con loro, sia quando da loro ho ricevuto la grandezza della meta, sia quando la accendo in loro, introducendo le mie forze, il mio investimento nella grandezza dello scopo, la grandezza dell’unione. E tutto questo avviene allo scopo di raggiungere uno stato in cui essere uguale a loro. E allora saremo veramente amici.

 

Quando essi sono sopra di me, sono i miei insegnanti. Quando sono sotto di me, sono gli studenti. E solo quando siamo uguali siamo amici. Questo è il nostro modo di sintonizzare i nostri pensieri nei confronti del gruppo. E vedo sempre: dove posso aggiungere, cosa posso ricevere, e dove posso diventare completamente uguale a loro.

Lo scopo deve essere sempre il confronto. E lo stato in cui si è sotto o sopra di loro è lo stato in cui mi adeguo in relazione a loro.
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(Dalla seconda lezione del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Perché andiamo al Congresso?

Domanda: Il congresso in Brasile si sta avvicinando. Che cosa potrà dare a chi vi partecipa fisicamente?

Risposta: Se una persona ha già partecipato ad altri congressi e questa volta non può farlo, non dovrebbe essere molto critico. D’altro canto, queste persone sanno già che il congresso vale lo sforzo. Le persone che non hanno mai partecipato a un congresso, dovrebbero fare di tutto per essere lì.

Adesso i nostri congressi sono perlopiù sulla connessione. Le persone non vengono unicamente per sentire le mie letture. Il Congresso fa spuntare in me l’azione in modo che io formi un vaso, un desiderio, insieme con tutti. Allora io sento la differenza tra i miei pensieri privati e i pensieri del cerchio generale. Questi sono due livelli di pensiero e sentimenti totalmente diversi.

Il congresso permette alla persona di sentire un poco il sapore dell’unione, che è essenzialmente il “posteriore” del Creatore. Quando l’unione fa presa sulla persona, essa scopre che qui si trova una sensazione nascosta, il “punto di unione” di cui parla Baal HaSulam. Se la persona trova incanto nell’unione con il gruppo, raggiunge il sentiero che conduce verso il Creatore.

Perciò, il congresso è un’opportunità rara grazie alla quale la persona può continuare a camminare in sicurezza verso l’alto perché ha già le impressioni giuste. Io non credo che sia possibile ottenere questo attualmente senza una connessione fisica.

Quindi, è molto importante arrivare di persona. Una persona che sia già stata a un congresso generalmente comprende che dovrebbe farlo – a qualsiasi prezzo ragionevole. Ma se non avete mai sentito questo, allora seguite il mio consiglio: Venite e basta. In un paese come il Brasile, il prossimo congresso potrebbe essere tra due o tre anni. Vale la pena anche pagarlo a rate in diversi paghi mensili. In questo modo vi state comprando un vero bene, e se lo perdete ve ne pentirete più tardi. Un debito ragionevole non è cosi negativo. Non posporre la cosa più importante della vita per più tardi. Io vi consiglio fortemente di venire.
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(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.04.2012, Gli scritti di Rabash)

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Prepararsi ad incontrare la Luce

La Luce superiore è in riposo assoluto, il che significa che non dovrei sperare che ci saranno dei cambiamenti da parte sua, c’è bisogno di cambiare solo me stesso, i miei desideri. Ed anche se è detto che le Luci agitano i desideri, c’è solo una sola Luce. La Luce è divisa in cinque fasci in corrispondenza del desiderio diviso in cinque parti, quindi il desiderio sente la singola Luce come se ci fossero cinque differenti Luci. Il vaso cambia e quindi si sente come se la Luce lo agitasse.

Se tutto dipende dal desiderio, significa che tutto il successo è determinato dalla sua preparazione. In funzione di come il desiderio si prepara, ovvero se sarà pronto oppure no per l’azione, per il suo incontro con la Luce, così sarà! Ecco perché la preparazione determina tutto il risultato di un’azione.

Noi non sappiamo quale azione sarà. Forse sarà una caduta persino più profonda in Egitto, oppure una delle piaghe d’Egitto?! O forse sarà il passaggio del Mar Rosso, la quale, in un modo o nell’altro, non sarà un’avventura molto piacevole, o la fuga dall’esercito del Faraone, o addirittura la ricezione della Torà sul Monte Sinai. Tutte queste situazioni possono essere quasi chiamate piacevoli passatempi, tutte trascorrono nella trepidazione, la paura, l’odio ed una grande tensione. Ma la preparazione determina se saremo capaci oppure no di superare tutto questo.

Quindi, proprio adesso, non abbiamo bisogno di pensare al modo in cui il congresso stesso andrà, ma solo a come possiamo prepararci per l’azione dell’unione ed il grado che ci sarà rivelato all’interno di questa unità ci mostrerà dove siamo. Forse siamo ancora in Egitto, o stiamo per uscirne, o forse siamo già al di là dei suoi confini.

Tutto dipende solo dalla preparazione dei nostri desideri (vasi, strumenti), mentre la Luce è in costante riposo. In funzione di come ci prepariamo a corrispondere alla Luce, riceveremo di conseguenza la sua influenza, cioè sentiremo come stiamo acquisendo la sua forma.

Vedrete che non ci sono ostacoli alla preparazione; essa è sempre benedetta e porta all’avanzamento. Mentre l’azione in sé è un incontro con la Luce ed essa può portare a risultati completamente opposti da quelli che ci aspettiamo. Il risultato sarà sempre per il nostro beneficio, ma ci può apparire come un colpo, come ad esempio le piaghe d’Egitto, che rappresentarono le fasi dell’avanzamento verso una nascita spirituale. Noi possiamo attraversarle in un batter d’occhio, una dopo l’altra, nella durata di un singolo congresso …
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.04.2012, “Domande e Risposte sul Congresso in Brasile”)

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Relazionarsi verso ognuno con calore

Domanda: Come dovremmo relazionarci ai nuovi arrivati durante il congresso?

Risposta: Direi che non c’è una grande differenza tra i nuovi arrivati e gli studenti veterani. E’ così perché quando le persone si mescolano l’una con l’altra, la differenza è sempre lì, e in linea di principio non è importante quanto una persona sa, o a che livello lui o lei esiste, dato che questo è il riflesso dell’ intera umanità, che consiste dai più piccoli a quelli più grandi, coloro che già capiscono e forse sentono anche parzialmente il mondo superiore. Quindi la cosa più importante per tutti è mescolarsi l’uno con l’altro.

Gli studenti veterani devono aiutare i nuovi arrivati. Essi devono lavorare con tutte le forze, partecipare attivamente, e preparare tutto ciò che verrà messo in atto. Organizzeremo colloqui preliminari con loro su come condurre i seminari, come parlare con tutti e coinvolgerli e come connettersi a tutti con calore. La cosa più importante è dare l’esempio.
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(Da una conferenza dello Unity Day Mondiale, Preparazione al Congresso, 22.04.2012)

Tutto inizia con una donna

Domanda: Quanto è importante il lavoro pratico delle donne? Ad esempio, quant’è importante che le donne partecipino ai seminari invece di stare a fare le loro cose?

Risposta: Gli uomini non sarebbero capaci di fare assolutamente niente da sé!
Possono riunirsi, stare in giro, cantare come sempre, queste cose sono buone, ma è solamente preparazione. Il vero lavoro non può esistere senza la forte parte femminile che allo stesso tempo genera la sua aspirazione al traguardo comune. Non può essere in un altro modo! Noi vediamo questo dappertutto, sempre. Ci sono molti esempi nella storia. Questo viene dalla struttura del Partzufim superiore, dai mondi superiori; se noi non innalziamo questo desiderio a Malchut, esso non forma, e senza di esso, non accade niente. Perciò, le donne devono prendere questo molto seriamente.

Prima, io dirigo la mia attenzione verso la parte femminile perché tutto inizia da lì. Io vi chiedo di comprendere che qui tutto dipende dalle donne. Gli uomini possono essere “lanciati”, manipolati, e le donne lo sanno molto bene. La maniera giusta di manipolare gli uomini è basata nel dirigergli seriamente verso il traguardo; una donna può fare questo direttamente con il suo desiderio, con una parola sola, con qualsiasi cosa lei faccia. È molto facile per lei, per l’uomo è molto difficile, praticamente impossibile, avanzare per conto proprio.

È per questo motivo che c’è sempre stata una regola nella Kabbalah, che gli scapoli non potevano essere ammessi come studenti. È così perché senza il desiderio di una donna accanto a te che pensa al tuo successo, non sarai in grado di avanzare.
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(Tratto dalla seconda lezione del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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