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I Workshop: un veicolo verso il mondo spirituale

Domanda: Quant’è importante che le persone che arrivano al congresso di Kharkov partecipino ai workshop?

Risposta: Tutti devono partecipare senza eccezioni! I workshop sono più importanti delle letture! I workshop sono la pratica spirituale attraverso la quale la persona entra, con l’aiuto del gruppo, in essa, come un mezzo di trasporto verso il mondo spirituale. Non arriverà da nessuna parte senza i workshop. Da nessuna parte! È un peccato arrivare al congresso e non partecipare ai workshop; semplicemente non funzionerà.
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(Tratto dalla lezione virtuale “Lezioni virtuali, Kharkov 2012”, del 07.08.2012)

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Il Congresso: preparazione per l’unione universale

Domanda: Come si combinano gli studi, i corsi di educazione integrale e la vita regolare in vista delle scadenze pressanti?

Risposta: La pressione si intensifica, il tempo sarà intensificato, gli stati saranno sempre più ripidi, più acuti. La gente sarà più confusa e persa. Si deve preparare dal fatto che il livello di ingresso integrale eleva completamente una persona soprattutto di questi problemi. Questo significa che la nostra salvezza è solo nell’unione. Nell’unione si trova la salvezza del mondo. Ecco perché il nostro congresso, che spero saremo in grado di svolgere con successo a Kharkov, sarà una preparazione molto buona per la salvezza.
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Congresso di Kharkov: Il prossimo livello

Domanda: Che cosa dovrebbe accadere al congresso di Kharkov, Ucraina, in modo che diventi veramente il prossimo livello?

Risposta: Come si sa, c’è una forza di qualità e una forza di quantità.
Quando ci siamo uniti al congresso nel nord d’Israele abbiamo cercato di creare questa forza qualitativa, e ci siamo riusciti.

È stata effetivamente una “palla” molto potente d’intensità, forza e abilità delle persone. C’erano persone che studiavano seriamente con noi e hanno effettuato minime, ma molto importanti condizioni per avanzare verso l’unione.

Il congresso di Kharkov è inteso come un congresso generale di tutta l’area di lingua russa. Senz’altro arriveranno i nostri amici dall’ Europa, ma in generale, ci saranno rappresentanti di Russia e delle nazioni vicine, l’antica Unione Sovietica. E allora, diversamente dal congresso del nord d’Israele, questo congresso conterà con una vasta quantità di pertecipanti.

Ma la combinazione di quella concentrazione di qualità raggiunta nel nord d’Israele e la grande quantità che spero arriverà a Kharkov dovrebbe dare dei risultati significativi e il prossimo livello.
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(Tratto dalla lezione virtuale “Fondamenta della Kabbalah del 07.08.2012)

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La scienza di nascere dentro la Luce

Baal HaSulam, Lettera No. 13: “…Questo venne su di voi a causa della vostra negligenza riguardo la mia richiesta di sforzarsi verso l’amore degli amici, perché vi ho spiegato in tutte le maniere possibili che questo rimedio è sufficiente per compensare ognuno delle proprie mancanze. E se voi non potete salire in paradiso, vi ho dato vie in Terra, e perché non le avete aggiunte per niente nel vostro lavoro?”

Noi siamo gli unici che disegnano la figura di questo mondo nelle sue proprietà. In realtà, noi distinguiamo due tipologie d’impatto che il nostro desiderio di ricevere percepisce:

  •  buono e confortevole
  •  cattivo e pericoloso

La “materia” di cui consistiamo è il desiderio di ricevere che è diviso in cinque (5) livelli: da zero a quattro. In ognuno di questi livelli, noi abbiamo molteplici qualità che in generale possono essere ridotte a come riceviamo il piacere.

La nostra percezione della realtà ci permette di differenziare i contorni della Luce dell’Infinità che può sia portarci piacere che danno. Tutto quello che facciamo è disegnarle nella nostra percezione; l’intera figura della nostra realtà è tessuta da loro.

La figura è veramente piccola e limitata; i Kabbalisti ci hanno raccontato di questo per migliaia di anni. Successivamente, anche gli scolari accertarono che noi recepiamo solo una frazione di realtà.

C’è una maniera di osservare la realtà autentica invece di quella in cui siamo nati, vissuti e in cui moriremo, nella quale ci sentiamo insignificanti, infelici e incompleti?

I Kabbalisti dicono che è possibile percepire la vera realtà e sentire la Luce dell’Infinità nella quale noi costantemente risiediamo solo a una condizione: se operiamo per amplificare i nostri strumenti di percezione.

Questa è la ragione per la quale la scienza che studiamo è chiamata “la saggezza della ricezione.” Con l’aiuto di questa metodologia, noi operiamo per allargare i nostri sensori e in aggiunta ai cinque sensi – vista, udito, gusto, olfatto e tatto – noi scaliamo verso uno step successivo attraverso l’ottenimento di cinque sensi addizionali.

Per poter fare questo, noi dobbiamo cambiare il nostro desiderio di ricevere in termini di percepire non solo ciò che è importante per noi in un senso positivo o negativo, ma invece percepire cose che sono al di fuori del nostro desiderio riguardanti sia cose positive che negative. Come possiamo fare questo?

Io ho bisogno di vestirmi dentro qualcun altro, in qualcuno che sia esterno a me, di salire al di sopra delle mie sensazioni, sia positive che negative, alla percezione del cosa sia buono o cattivo per l’altro. Se io opero al fine di prendere le sensazioni altrui, almeno la percezione di un’altra persona, io uscirò da me stesso e comincerò a identificare il mondo com’è veramente, fino a un certo piccolo punto, iniziale. Allora, una persona può continuare a lavorare nell’espandere le uscite al di fuori di se stessa, ancora e ancora, fino a che non comincia a sentire la realtà completamente indipendente da sé. Questa è chiamata la percezione dietro la ragione, al di sopra del desiderio di ricevere.”

Noi siamo rimasti nel processo di sviluppare questa qualità da diverso tempo. La materia della quale il desiderio è costruito ha avuto una transizione dal livello inanimato al vegetativo, poi all’animale, e ora c’è lo sviluppo dei desideri di ricezione dell’auto-percezione. Il desiderio di ricevere continuò ad accrescere le sue abilità per poter sentire differenti impatti esteriori dall’interno fino a che non si consumò questa opzione alla fine.

Qua è dove la generazione di oggi sta andando: Noi perdiamo interesse nella vita, abbiamo indifferenza verso un’altra crescita e quello che facciamo in questo mondo. Noi non possiamo controllare noi stessi e il mondo attorno a noi come prima. Il nostro desiderio egoistico si sta consumando da solo; noi abbiamo completato questa fase di evoluzione.

In futuro, il nostro desiderio di ricevere ci spingerà attraverso il prossimo stadio di sviluppo. E’ detto che creando afflizioni, il Faraone forzerà i figli di Israele a uscire dall’Egitto. Similmente a questo, noi ci sentiamo senza speranza in questa vita. L’egoismo che ci governa, dimostra che non è capace di riempirci più a lungo. Noi facciamo quel metro in più per trovare una ragione di vivere, ricerca di piaceri addizionali e sostentamento; comunque, tutti loro portano ad ancor più profonde discese; più cerchiamo di vivere meglio, peggio le nostre vite diventano.

Anche coloro che posseggono qualunque cosa non sentono alcuna gioia o felicità. Inoltre, la nostra vita materiale diventa costantemente più difficile. Noi continuiamo definitivamente a cadere.

Questo è esattamente quello che è supposto accadere. Ad un certo punto, i figli di Israele fuggirono dall’Egitto poiché passarono attraverso una situazione simile. Loro avrebbero voluto fermarsi là, ma furono ripresi da enormi colpi e sofferenze che non gli lasciarono altra opzione che la fuga.

Quando un Kabbalista comincia la sua auto-correzione, lui agisce come se si sforzasse di entrare in un bel mondo spirituale pieno di luce, nel futuro lucente che gli aprirà tutti gli orizzonti. Comunque, nel suo cammino, lui scopre quasi una scena opposta – dura vita interiore e carichi intensi che lo pressano immensamente. Questa pressione è causata dal fatto che non si sta muovendo in avanti nella solita maniera egoistica. Invece, attraverso la disperazione e circostanze sfortunate, lui deve passare attraverso tutti gli stadi della nascita spirituale, cioè uscire dall’Egitto, salire al di sopra del proprio egoismo, uscire al di fuori di se stesso, e sentire cosa c’è al di fuori del proprio corpo; questo è, lui vive attraverso la sensazione dei desideri altrui.

In questo mondo, il processo di nascita è accompagnato da dolori di lavoro (Tzirim in ebraico), in altre parole da (Tzarot) problemi, sofferenze, e pressione. E in particolare quei sentimenti sono dati a coloro che studiano la Saggezza della Kabbalah per aiutarli ad avanzare spingendoli in avanti nella stessa direzione in cui l’utero materno spinge il feto affinché nasca.

Comunque, la saggezza della Kabbalah non ci sta solo raccontando riguardo alla nascita di una nuova percezione e di un’acquisizione della transizione tra assorbimento e rilascio, dalla ricezione alla dazione. Non è uno studio teorico del processo; non c’entra con la filosofia. La Kabbalah ci aiuta a realizzare questo attraverso un processo di nascita spirituale.

Dopo tutto, come un feto nel grembo materno, noi dobbiamo sentirci contorti, oscuri, stretti, soffocati e il bisogno assiste questo processo su noi stessi. E’ una sensazione veramente spiacevole. Questo perché noi siamo grati alla saggezza della Kabbalah per aver cominciato a realizzare e riconoscere il processo al fine di svolgerlo facilmente e velocemente.

Grazie alla Kabbalah, noi sappiamo cosa ci aspetta; noi realizziamo che dobbiamo uscire fuori dalle nostre sensazioni interiori andando dentro il mondo esterno al fine di evitare di vedere la realtà soltanto con le limitazioni dei nostri cinque sensi; noi potremmo vedere il mondo che è fuori di noi, fuori dal grembo. Noi dobbiamo raggiungere questo stato in qualche modo. Come?

Noi necessitiamo di un’ “ostetrica” qua; dobbiamo nascere non come risultato di contrazioni dolorose che ci spingono da dietro, ma piuttosto come una forza esterna che ci tira in avanti. In questo caso, il processo di nascita sarà abbastanza facile, con le “acque”, con la proprietà della Misericordia.

Per questo, noi abbiamo bisogno di un supporto esterno che deve essere fornito dal gruppo, che provoca la forza esterna. E’ detto: ”L’uomo dovrà aiutare il suo vicino.” Il gruppo può tirarci fuori da questo mondo oscuro fino alla luce brillante; ci aiuterà a innalzare la nostra percezione della realtà al prossimo livello che non è più limitato dai cinque sensi; ma al contrario, noi cominciamo a vedere tutto attorno a noi nella Luce Riflessa senza assorbire niente dentro noi stessi, ma dirigendoci alla parte esteriore.

Perciò, i termini “dazione”, “amore” e “pietà”, tutti loro, di fatto, parlano di percezione della realtà in una qualità differente, nel cambiare i desideri di qualcuno con i desideri del suo amico. Se uno prova a trasferire le preoccupazioni primarie, da se stesso, al suo gruppo di amici, è come se uno fosse tirato fuori dall’utero, fuori da questo mondo, e andasse dietro questo regno materiale fino al mondo dell’esteriorità. In questo caso, i nostri sforzi danno l’avvio alla risposta della forza superiore, che ci aiuta ad andare attraverso questo e nascere.

Questo è il primo step che dobbiamo attraversare; è estremamente difficile. Similmente nel nostro mondo, nonostante tutte le facilitazioni per il processo di nascita per renderlo facile e sicuro, appare sempre come un miracolo simile al “miracolo dell’uscita dall’Egitto.” In questo stadio di sviluppo si trova qualcosa di nuovo e straordinario, e ancor più quando si arriva alla nascita spirituale.
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(Dal Congresso di Miami 23.06.2012, Lezione 1)

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Congresso di Kharkov – 16-19 Agosto 2012

Congresso di Kharkov – Lezione Introduttiva
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Congresso di Kharkov – Lezione 1
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Congresso di Kharkov – Lezione 2
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Congresso di Kharkov – Lezione 3
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Congresso di Karchov – Lezione 4
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Seminari

Congresso di Kharkov – Seminario 1
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Congresso di Kharkov – Seminario 2
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Congresso di Kharkov – Seminario 7
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Yeshivat Haverim

Congresso di Kharkov – Yeshivat Haverim
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Aiutare quelli che sono bloccati in un posto

Domanda: Perché proprio quando divento più forte e investo nel gruppo,  incontro difficoltà maggiori?

Risposta: Al fine di aiutarvi a progredire, gli ostacoli maggiori si trovano nel vostro cammino. In questo modo, si raggiunge uno stato in cui gli ostacoli diventano enormi, ma il tuo desiderio di superarli è anche molto grande. Tuttavia, se ti chiudi e non riesci a superare un ostacolo, certo il tuo desiderio non crescerà, e poi gli stessi ostacoli verranno inseriti nuovamente nel tuo cammino, e ti sentirai come quando l’auto è bloccata e girano solo le ruote.

Questo significa che non stai risparmiando tempo, ma che in realtà si sta sprecando invano. Così, invece di avanzare nel giro di qualche anno e di entrare nella spiritualità, potrete strisciare fino ad arrivare lì in trenta o quaranta anni, o potreste non arrivare affatto. Vi sembrerà di aver dedicato tutta la vita a questo, di aver lavorato per il Creatore e aver desiderato raggiungerLo, ma, in realtà, non avete anelato a niente.

Quindi, prima di un congresso di connessione, poniamo le condizioni esterne in modo che, almeno esternamente, una persona sarà in grado di controllare sé stessa e vedere se sta investendo nel suo avanzamento o no. Egli parteciperà alla lezione quotidiana? Egli parteciperà alla divulgazione ogni giorno? Egli paga il Maaser, la decima?

Egli dovrà compilare un modulo ogni settimana su quello che fa per il gruppo al fine di valutare criticamente sé stesso. Come si avanza se non si compiono gli sforzi costanti per creare una nuova nave dentro di te, preparandoti per la rivelazione del Creatore?

Sei in un sistema, come un ragno in una ragnatela, e tutti i tuoi pensieri e desideri che sono collegati al lavoro interiore, la meta spirituale, sono sotto l’influenza della Luce. La luce che influisce ti aiuta a progredire attraverso tutte le difficoltà, i problemi, ed i rifiuti dal momento che “la Torà uscirà da Sion” (la radice ebraica di uscita).

Tuttavia, non sarete in grado di farlo da soli. Se non parteciperete alla lezione quotidiana, non penserete alla divulgazione, non collaborerete con gli amici, non compilerete un questionario su “quello che ho fatto per il gruppo,” allora non avanzerete. Non è solo un’esigenza vostra (personale), è perché vogliamo aiutarvi a progredire, almeno meccanicamente dal momento che se l’auto è bloccata, vogliamo farvi spostare obbligandovi ad avanzare.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.07.2012, Scritti di Rabash)

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Il compito nel congresso è una spinta in avanti

Domanda: Come faccio, avendo dei compiti durante il congresso, ad avanzare nel percorso spirituale?

Risposta: Tutti quelli che avranno dei compiti durante il congresso dovranno fornirsi di radio e cuffie in modo da poter prendere parte simultaneamente con tutti gli altri partecipanti a tutti gli eventi del congresso. Dobbiamo programmare i compiti durante le letture, domande e risposte, pause, ma non durante eventi come gli workshop. Quelli che hanno dei compiti devono fare dei turni.

Domanda: Quanto è importante avere dei compiti?

Risposta: Si può dire che sia la cosa più importante. Se io faccio qualche cosa per la società, non importa quanto io senta o se sia coinvolto fisicamente in un evento, perché qui sto facendo il lavoro giusto al cento per cento.

È per questo che avere un compito fisicamente da’ alla persona una grande spinta in avanti. Ci sono state molte persone venute a grandi congressi solamente per lavorare, ed è stato proprio durante il lavoro che hanno sentito all’improvviso l’emergere di un grande campo comune e condiviso. Questo è l’inizio del sentire il Creatore.
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(Tratto dalla lezione virtuale “Lezioni di base della Kabbalah” del 15.07.2012)

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Il congresso è una grande forza

Domanda: In che modo possiamo dare al congresso di Kharkov la stessa importanza che abbiamo dato al congresso nel nord d’Israele?

Risposta: Prima di tutto durante il congresso, avrete l’opportunità di fare delle domande e di ricevere delle risposte.

In secondo luogo, il congresso è una grande azione di unione, e in quest’unione tra di noi, riveliamo il mondo superiore. Quindi, tutta la nostra intenzione è rivolta verso la correzione dei Kelim (vasi) frammentati e la rivelazione della loro unione. Il mondo superiore è il mondo dell’unione.

Quando qualche migliaio di persone si uniscono in un congresso, questo crea una grande forza. Anche se non tutte le persone sono totalmente pronte, ma ce ne sono tante che lo sono, allora quantità moltiplicata per qualità crea questa grande forza. Io personalmente lo considero molto. Quest’azione ha già un serio effetto sulle persone.

Perciò, dovremmo incoraggiare quante più persone possibili a trovare la maniera di venire. Chi sa quando potremmo organizzare un altro congresso? Dopo tutto, i tempi non stanno migliorando.
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(Tratto dalla lezione virtuale “Nozioni di Base di Kabbalah” del 15.07.2012)

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Il congresso: Preparazione per l’unione universale

Domanda: Come facciamo a combinare gli studi, i corsi di educazione integrale e la vita regolare in vista delle scadenze che premono?

Risposta: La pressione s’intensificherà, il tempo s’intensificherà, gli stati diventeranno più ripidi, più nitidi. Le persone saranno più confuse e perse. Dobbiamo prepararci a questo dal fatto che l’ingresso nel livello integrale eleva le persone al di sopra di tutti questi problemi. Questo significa che la nostra salvezza è unicamente nell’unione. Nell’unione risiede la salvezza del mondo. È per questo che il nostro congresso, che io spero riusciremo a fare con successo a Kharkov, sarà una buona preparazione per questa salvezza.
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(Tratto dalla lezione virtuale “Fondamenti della Kabbalah” del 15.07.2012)

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Nel vortice delle sensazioni

Domanda: Come possiamo arrivare, durante il congresso, dalla conoscenza alle sensazioni?

Risposta: Quando le persone si riuniscono, perdono la coscienza di se stesse  e immediatamente  si sintonizzano dentro alle sensazioni perché il tema delle conversazioni, l’inclusione di uno nell’altro, la dipendenza reciproca che si manifesta immediatamente spinge la persona a cercare sensazioni reciproche, che lo voglia o no. Se parla con alcuni cliché o estratti di articoli che ricorda, significa che non è in connessione con gli altri.

Dovrebbe parlare da sé, senza curarsi delle parole. Dovrebbe esprimere le proprie sensazioni riguardanti la connessione reciproca e ciò che viene  manifestato in essa.
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(Tratto dalla lezione virtuale del 29.07.2012)

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