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Da cosa inizia la preghiera?

C’è una preghiera e c’è una supplica. Una preghiera è quando l’uomo si rivolge al Creatore tramite la sua intenzione, già preparata in precedenza. Una supplica è quando per prima cosa l’uomo chiede al Creatore di formare la propria preghiera.

Circa duemilacinquecento anni fa, il Re Davide ha scritto nei suoi Salmi “Le Maan Achai Vereai” che significa “per il bene dei miei amici, ti prego e per il bene di tutta la Tua creazione” (è detto “la casa del Creatore” perché Lui la riempie successivamente). Per il bene della Tua casa, Ti chiedo di raccogliere tutto quanto assieme, perché la Tua casa deve essere la dimora di tutte le nazioni del mondo, come è detto “Poiché la mia casa sarà chiamata la casa della preghiera di tutte le nazioni”.

Abbiamo ricercato le parole con cui rivolgerci al Creatore. Comunque, in realtà, dobbiamo ricevere queste parole dall’Alto. La Luce deve insegnarci il suo linguaggio, che è detto “il linguaggio sacro” che è costruito sulla qualità della dazione e dell’amore, contrario alle nostre percezioni ed espressioni di oggi. Così, veramente, il nostro appello inizia con la supplica per la correzione, con una richiesta di cambiare.

Nel nostro movimento verso il Creatore, è molto importante trovare e sentire reciprocità. Non c’è Creatore senza la creazione, e non c’è creazione senza il Creatore. Il Creatore è quanto viene a formarsi dentro di noi, la qualità della dazione, che si manifesta dentro di noi. E’ un campo che è percepito tramite una certa sostanza, e questa sostanza siamo noi. Ecco perché solo avendo preparato la “base” corretta, un certo posto, iniziamo a manifestare, rivelare e percepire quello che chiameremo il “Creatore”. Stiamo solo parlando della percezione che abbiamo di Lui dentro di noi. Ecco perché il Creatore è chiamato “Boreh” in Ebraico, dalle parole “Bo” e “Reh”, che significano “Vieni” e “Vedi”.

L’uomo deve controllare la sua aspirazione verso il Creatore. Se è corretta allora l’uomo sente l’aspirazione del Creatore verso di lui. La reciprocità è sempre lì, se quell’intenzione è corretta, la luce inizia a manifestarsi al suo interno immediatamente. Altre volte avviene il contrario, quando il Creatore ci corregge, mostrandoci che non stiamo aspirando verso di lui correttamente, che è necessario farlo da un punto più profondo del cuore. Ma dobbiamo sempre aspirare per sentire la reciprocità.

Qualunque supplica, qualunque approccio corretto, se desideriamo che sia nella qualità della dazione, deve necessariamente iniziare con la gratitudine. Altrimenti è semplicemente una richiesta egoistica. Anche se stiamo pensando di ricevere la nostra preghiera da Lui, o anche se ci piace rivolgerci a lui per il bene dei nostri amici, indipendentemente dalla correttezza di questa richiesta, dobbiamo iniziare con la gratitudine.

Solo allora, sulle altezze di questa gratitudine è possibile chiedere e, da lì, questa richiesta sarà diretta per un ulteriore allargamento della dazione. Spesso mi chiedono “Cosa posso fare se non trovo nulla dentro me stesso per cui essere grato?” Visto che è legge che l’uomo nello stato attuale, nel quale vuole chiedere, si sente male e pesante.

Devi paragonare te stesso agli altri, e vedere che tu sei speciale; tu sei stato scelto dal Creatore. Vedi che cosa sta succedendo al resto delle persone alle quali lui non ha dato quella piccola percezione di se stesso, detta il punto nel cuore.

E’ semplicemente un punto per via del fatto che non sentiamo ancora nulla al suo interno se non che è qualcosa che appartiene al più elevato. Ecco perché ci direziona avanti da qualche parte. Se si allargherà, allora si formerà dentro di noi una percezione, una realizzazione ed una rivelazione. Per ora è solo un punto, ma ci spinge in avanti. Mentre per tutti quelli che non lo hanno, sfortunatamente è molto peggio.

Questo significa che la gratitudine si rende possibile. Non una egoistica dovuta al fatto che il Creatore mi ha reso speciale, ma per il fatto che attraverso questi mezzi, Egli mi affida il compito di pensare agli altri. Lui, Lui Stesso, si trova nella Sua qualità della dazione e non può avvicinarsi alle creature perché altrimenti queste semplicemente aderirebbero a Lui, si legherebbero alla Luce, al piacere e non sarebbero poi capaci di passare alla qualità della dazione. Ecco perché, attraverso persone come noi, Egli da la possibilità di avvicinarsi agli altri e gradualmente spiegar loro come mettersi in contatto con la forza superiore.

Comunque, indipendentemente da quanto potrebbe accadere, è molto difficile avanzare per noi, anche se sappiamo che tutto viene dal Creatore e che tutto è corretto dal Creatore, la Luce. Nonostante tutto questo, il nostro approccio verso di Lui deve venire da noi stessi, ma al tempo stesso è anche influenzato dalle nostre richieste verso di Lui. Queste sono dette preghiere, o preparazione alla preghiera: “Dacci la possibilità di rivolgerci a te e chiedere nel modo corretto. Dacci la possibilità di chiedere non per noi stessi, per quanto possibile, e di sentire gli altri per poter chiedere anche per loro conto”.
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(Dal Congresso di Kharkov “Unirsi per Ascendere” 19.08.2012, Lezione 6)

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La cosa più importante é un’aspirazione interiore

Domanda: Tu hai detto che dobbiamo giocare attivamente l’uno di fronte all’altro del fatto che siamo al livello successivo, di modo che gli altri siano invidiosi e ci seguano. Come può essere espresso questo? Dovremmo essere semplicemente buoni, gentili, generosi, sorridenti e questo emozionerà e attirerà gli amici? O dovremmo essere fermi in relazione allo scopo? Come dovrei mostrare questo al fine di causare la massima invidia?

Risposta: Noi siamo nel mondo dell’Infinito, la piena connessione tra noi. L’unico problema è che non lo percepiamo. Siamo come gattini ciechi. Noi dobbiamo cominciare a sentire dove siamo nella realtà attraverso le nostre proprietà.

Per questa ragione i 125 gradini spirituali sono chiamati i pioli della rivelazione, la rivelazione di quello in cui esisti. Ma tu sei sottosviluppato e non lo senti. Qui ora, come se fosse nello stesso spazio (benché non nello stesso spazio ma in altre dimensioni), ci sono una grande varietà di fenomeni, oggetti, relazioni e azioni. Non ne sentiamo nemmeno una di questa; è fuori dai nostri sensi.

Qualche persona, inclusi i fisici, la sentono un pochino. Infatti è così. I beduini che vivono in Israele sentono quello che sta accadendo a 100 miglia da loro in accordo a svariate manifestazioni della natura. Ma tutto questo è al livello del nostro mondo. Fisici come Wolf Messing sentono un pochino in più ovviamente, fuori dal tempo, perché il prossimo gradino va al di sopra del tempo, eccetera…

Cioè, noi giochiamo nel nostro livello successivo, così vogliamo attrarre le forze della natura verso di noi di modo che ci portino attraverso di esso. Noi facciamo la stessa cosa nelle nostre vite; le persone giocano: io voglio essere come qualcun’altro, per esempio, come uno scienziato o un musicista, faccio esercizi e così mi avvicino a loro.

Perché gli esercizi mi portano attraverso questo? Perché sto attraendo la stessa Luce Superiore, solo al nostro livello egoistico. Questa è una legge fisica; se io aspiro a qualcosa, queste forze di aspirazione realizzano qualsiasi cosa. Di conseguenza, dobbiamo diventare ispirati per giocare.

Ma più importante, noi dobbiamo desiderare questo dentro noi stessi perché inizialmente noi siamo connessi l’uno all’altro, e se io voglio qualcosa, i nostri desideri concentrati insieme e diretti allo stesso stato ci porteranno a questo.

Questo è perché ci sono persone che stanno danzando di fronte a te con un’armonica e ispirano gli altri e ci sono quelli che stanno in maniera umile in parte e non riescono ad aggiungersi al cerchio o cantare insieme a qualcun altro; ci sono persone differenti, non importa. Esternamente, noi dobbiamo anche mostrarlo ai nostri amici al fine di ispirarli insieme. Ma la cosa più importante è un’aspirazione interiore.
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(Dal Congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” del 17.08.2012, Lezione 2)

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Nello specchio del mio stesso Ego

Domanda: Gli amici nel gruppo mi hanno detto il perché ho bisogno del mio ego. Perché ho bisogno dell’ego che sento fuori nelle strade?

Risposta: Questa è parte della tua anima! Malchut, l’anima, o l’umanità chiamala come vuoi, tutte sono realmente te stesso. Quindi, chi sono tutti gli altri? Loro sono parti di te, riguardano solo te.

Questo significa che questa è una struttura multi-strato di sette miliardi dove tutte le anime individuali si connettono, e invece di un piano, il risultato è una sfera. Conseguentemente, un cinico, con attitudine irrispettosa verso chiunque in questo mondo, si oppone seriamente al tuo avanzamento spirituale.

Infatti, tu devi raggiungere uno stato dove percepisci tutte le persone nel mondo, quelle totalmente negative e quelle positive, le più vicine, come parti inseparabili di te stesso. Loro in realtà non sono nessuno. Per quanto ti riguarda, loro sono marionette, e operano solo al fine di provvedere al migliore scenario per farti arrivare più vicino al Creatore.

Domanda: Io non sopporto il mio ego. Non ho scelta; è una parte insita in me, ma non posso scappare dall’ego altrui o condurre gli altri altrove?

Risposta: Dove vedi l’ego altrui? Se lo puoi sentire all’interno del tuo ego, come ti senti realmente? E’ il tuo stesso ego. Sembra che il mondo sia diviso in una moltitudine di persone ma, ancora adesso, tu stai parlando con te stesso.
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(Dal Congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” 17.08.2012, Lezione 2)

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Cosa c’è oltre i confini tra i Mondi?

Domanda: Come possiamo immaginare il nostro primo grado spirituale condiviso?

Risposta: Questo succede quando siete completamente uniti gli uni agli altri e quando la caratteristica della dazione si manifesta completamente tra di voi. Questo è tutto! Vi siete uniti con tutti e sentite che siete al prossimo grado, il mondo superiore.

Vedete l’intera storia dell’umanità, il suo inizio, la causa radice ed i suoi stati futuri più elevati nei quali ascenderemo assieme. Esistiamo là in tutti i 125 gradini, e voi semplicemente li rivelate. Quando entrate nel mondo spirituale rivelate un centoventicinquesimo dello stato perfetto.

La forza superiore è rivelata al suo interno e voi iniziate a sentire, sino ad un certo punto, le sue proprietà, le leggi di scambio tra le anime, leggi sul comportamento, qual è lo scopo di tutto e tutta la meccanica. Questo è un grandissimo conseguimento della saggezza superiore. E’ detto la scienza della Kabbalah. Questo è quanto ci riempie, la così detta “luce della saggezza” (Ohr Hochma) che ci conferisce la massima realizzazione.

E’ naturale che tu ti senta esistere già nel corpo visto che il corpo esiste vicino a te per poter permettere che tu ti corregga attraverso di esso. Ma la tua intera esistenza è già associata con quel livello di informazione, il conseguimento che avete appena rivelato. Voi siete in esso. Questo è il vostro “io”.
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(Dal Congresso di Kharkov “Unirsi per Ascendere” 17.08.2012, Lezione 1)

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Il metodo che porta alla Luce

Il primo uomo che lo ha rivelato, che ha ottenuto la saggezza della Kabbalah, 5773 anni fa, si chiamava Adamo. Presto potremo celebrare il suo compleanno. Dopo tutto il nuovo anno della bibbia è il compleanno di Adamo come Kabbalista, il giorno in cui ha rivelato il mondo superiore, la forza superiore. Egli scrisse un libro riguardo a questo “L’angelo segreto”. Noi contiamo da questa prima rivelazione del mondo superiore.

Infatti l’umanità ha a disposizione 6.000 anni per capire se stessa ed il suo livello più elevato (lo stato identico alla luce). Dai giorni di Adamo, lo scopritore del mondo superiore, sono trascorsi  5.773 anni. Quindi rimangono 227 anni prima che il processo finisca.

Ma questo processo può essere completato prima. Per quale motivo? Per via del fatto che sino ad ora ci siamo evoluti per via dell’influenza della forza superiore, quasi senza usare la nostra conoscenza per innalzarci al livello della luce superiore, per rivelarla ed ascendere al prossimo livello alla prossima dimensione.

Così oggi la crisi globale che si sta svolgendo e che è stata prevista molto tempo dai Kabbalisti, serve a darci un impulso verso uno sviluppo combinato, comune e globale. E così ora possiamo adottare la saggezza della Kabbalah che ci insegna come attrarre la Luce superiore. L’intero metodo è questo non c’è nulla di più.

Siamo nel desiderio egoistico che deve essere soddisfatto per rivelare noi stessi. Di conseguenza il nostro desiderio deve essere riempito con la luce superiore. La Kabbalah è una guida che spiega come ogni stato può massimizzare l’attrazione della luce superiore dentro se stesso e così svilupparsi.

Noi abbiamo studiato questa metodologia già da un po’ di tempo. Prima ci fu un lungo “periodo latente” durante il quale abbiamo imparato, creato ogni sorta di aiuti per l’insegnamento, libri e tutto il resto. Ed ora la crisi globale sta iniziando ad infiammarsi. Questo avviene nel momento in cui il nostro egoismo globale mostra la sua fine, la sua incapacità di continuare ad esistere nel passato paradigma. Dovrà iniziare a cambiare perché nel suo stato attuale ci porterà alla morte in condizioni orribili. E stiamo già assistendo a questa cosa.

Nella maggior parte delle persone c’è un bisogno di fare qualcosa con se stessi. Così qui in qualità di portatori del metodo per attrarre la Luce, non dobbiamo pensare solo a noi stessi, ma anche a tutta l’umanità. Per questo ci viene data “l’ispirazione”, questo desiderio di essere attratti da lui di scoprire il significato della vita.

Ed il significato della luce è crescere al livello della Luce, il livello dell’eternità, infinito, il livello della perfezione ed armonia. Dobbiamo raggiungere questo livello nella pratica su noi stessi ed anche insegnarlo al mondo intero.

Siamo interconnessi. Solo nelle nostre sensazioni il desiderio creato dalla Luce è stato diviso in miliardi di pezzi. Ognuno di noi è un poco di quel desiderio e la sua relazione all’altro è una repulsione egoistica. Attirare la luce è possibile solo nella misura in cui cerchiamo di unirci oggi.

Questa condizione è chiamata la legge dell’uguaglianza, la legge dell’uguaglianza del desiderio e della Luce. Sino a quando il desiderio al posto del suo egoismo, cercherà di fare uno sforzo verso l’unione allora si innalzerà nella Luce, diventando sempre più simile ad essa.

Non è possibile diventare simili alla Luce solo cercando di unirsi perché questa unione è falsa e superficiale. Comunque gli sforzi ed i tentativi che compiamo per unirci attirano su di noi il risveglio alla Luce superiore, ci influenza ed il suo effetto inizia a correggere il nostro desiderio egoistico dal “bene per se stessi” (dalla forza egoistica) al “bene per la dazione” (all’unione con gli altri).

Quella luce realizzerà la connessione tra di noi e la nostra unione ci porterà alla similitudine con la luce e creerà una rete di relazioni fondate sulla dazione sino a relazioni di amore, che è l’inclusione mutua di ciascuno in tutti gli altri.

Quando sento i desideri degli altri come se fossero i miei, desidero poterli soddisfare io stesso e vivere per far questo, allora esco dal mio egoismo ed esisto nella soddisfazione degli altri. Questa esistenza è chiamata il superiore sopra il nostro egoismo. E così troviamo la connessione tra di noi in questo enorme sistema.

Questo sistema è rivelato gradualmente. Tutto quanto impariamo con voi nella Kabbalah: le Sefirot, Partzufim, i mondi, e tutti i tipi di relazione tra di loro sono le relazioni tra di noi e questo sistema. Tutto accade tra di noi sino alla misura per cui il sistema delle nostre relazioni diventa il mondo dell’infinito, che è, un sistema di interconnessione assoluta, integrata analogicamente ed interdipendente. E poi in esso, secondo quanto detto, la Luce superiore del Creatore è rivelata al suo interno senza alcuna interferenza, nella sua forma assoluta.
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(Dal Congresso di  Kharkov “Unirsi per ascendere” 17.08.2012, Lezione 1)

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Tutto inizia con la gratitudine

È saputo dalla scienza della Kabbalah che ci troviamo in uno stato costante. Cambia unicamente la nostra sensazione, la nostra percezione di questo stato.

Come possiamo migliorare questa sensazione? Se io aggiungessi la sensazione dei miei amici alla sensazione che ho sentito oggi – cioè, al punto nel cuore, se io collego il mio cuore al loro cuore – questo basterà affinché io inizi a sentire il vero stato nel quale mi trovo.

Come colleghiamo i nostri cuori? I nostri tentativi non portano da nessuna parte. Noi indirizziamo questa richiesta al Creatore, alla Luce. Io cerco ripetutamente, ma funziona poco.

Perché? Perché la nostra attitudine verso questo è egoistica. Vogliamo ricevere tutto il tempo, per incrementare la nostra sensazione nel mondo in cui siamo, ma ne possiamo vedere solo un piccolo e debole frammento.

Dovremmo venire con un’attitudine diversa. Con la corretta attitudine verso la connessione tra di noi, alla sensazione del mondo superiore, basato sulla proprietà della gratitudine.

Gratitudine! Ogni azione umana, non importa quale, dovrebbe iniziare con questo. È detto che, anche se una spada tagliente si sollevasse sopra la vostra testa, anche così dovete ringraziare e sperare fermamente che sia solo per il meglio, perciò la Luce lavora in voi in modo che precisamente le condizioni critiche vi mettano nella giusta posizione verso il governo superiore.
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(Tratto dal workshop 7 del Congresso di Kharkov, 19.08.2012)

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Non vergognarti di giocare

Il Primo Grado Spirituale é il più difficile. Quanto lavoro un bambino piccolo deve fare per far questi primi passi. Quanto lavoro gli è necessario per impugnare qualcosa, per dire la prima parola. Quanti sforzi interiori la natura gli fa compiere. Perché? Per quale motivo non possiamo svilupparci pacificatamene, liberamente?

Guarda come un bambino piccolo lavora senza sosta, sette giorni alla settimana. Un bambino, può avere anche la febbre alta ma nonostante questo gioca e desidera qualcosa. Non ci sono inconvenienti che lo possono fermare; è così cocciuto e persistente. E noi dobbiamo seguire il suo esempio. Dobbiamo fare la stessa cosa per entrare nel mondo superiore, per diventare adulti.

Dopotutto questa è una cosa già nota anche se non completamente. Il medesimo bambino che ha già imparato a parlare e a camminare all’età di quattro, cinque o sei anni, inizia un processo completamente differente di acquisizione della conoscenza, con maggior consapevolezza. Nel nostro caso nel processo che ci porta all’ottenimento degli stati più elevati, otteniamo degli strumenti maggiormente consapevoli.

Abbiamo già trascorso la prima età, sappiamo già come collegarci, con chi “giocare”, come un bambino che a tre anni acquisisce la percezione di quanti gli sono attorno e comincia a capire che è meglio giocare con gli altri che per conto suo.

Così sviluppiamo le relazioni con gli altri: come interagire con loro, come sia possibile svilupparci in modo veramente saggio interagendo con loro, come fare i nostri “giochi”.

Ecco perché giochiamo così tanto. Sembra una cosa assurda, ma in realtà sono dei giochi molto importanti. Noi non desideriamo questo, ci sentiamo ridicoli. Dopo tutto, siamo adulti, gente seria! Cosa stiamo facendo? Vale forse la pena di spenderci del tempo?

Ed infatti, si, se comprendiamo che lo sviluppo di nuove proprietà in ciascun momento del processo avviene proprio come nel bambino; nel gioco nei workshop, in tutti i tipi di azioni insieme, abbiamo l’opportunità di avvicinarci gli uni agli altri e così attirare la luce superiore su di noi.

Anche se la nostra mente egoista considera queste azioni irrazionali, non serie, infantili, invece sono l’esercizio più elevato perché noi desideriamo andare contro la nostra natura.

In seguito, dopo aver superato il primo livello, otteniamo una sostanziale ricarica della mente, una comprensione dello schema iniziale, come un bambino piccolo che è già pratico nel nostro mondo e che per una certa misura comprende quel che è bene e male, come muoversi in avanti, dove trovare i giocattoli ed usarli, come svilupparsi ed imparare cose nuove etc. Il bambino inizia a capire come usare il mondo degli adulti per svilupparsi ulteriormente. La nostra relazione con il mondo superiore è simile a questo.

Quindi, la cosa importante per noi è raggiungere il primo grado. Dopo di quello, ogni cosa sarà chiara e compresa. Dopo quello nessuno scapperà dai nostri gruppi per ritornare di nuovo a quella vita, perché in questa vita non ha avuto la pazienza di scoprire lo strato più elevato.

Dobbiamo correre e raggiungere quel livello, in modo da aiutare tutti gli altri. Per questo motivo, abbiamo ricevuto un risveglio nel prossimo livello. Il nostro compito è rivelarlo, ottenerlo. La misura secondo cui ci sforziamo di far questo lavoro per il bene di tutti gli altri sarà un’indicazione della manifestazione della nostra attrazione verso la dazione. E così riceveremo una porzione ancora pù grande della luce superiore.
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(Dalla Congresso di Kharkov “Unirsi per Ascendere” 17.08.2012, Lezione 1)

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Ottenere l’unione

La sola cosa che ci influenza è la Luce. Da una parte ci fornisce l’energia come se fosse il nostro motore a “moto perpetuo”, dall’altra si può allontanare da noi ed in questo caso cadiamo e diventiamo più deboli, persino sino allo stato in cui la nostra esistenza biologica animata finisce. Tutto questo è la luce. Tutti gli eventi che accadono dentro di noi, sia positivi che negativi sono dovuti all’influenza della luce.

Quindi, non possiamo allontanarci lungo il nostro discorso e lungo la nostra via da nessun problema di natura psicologica o di qualunque altra natura. Tutto è rivolto alla luce. Se è più vicina le cose saranno buone, se è più lontana saranno cattive. E questo è il cammino proprio di tutte le cose. Tutto avviene dentro di noi, come in un vaso, solo per via dell’influenza della luce.

La luce è una sola: è semplicemente la volontà di dare, la volontà di realizzare, la volontà di amare. E più comprendiamo ed abbiamo discernimento di quello che significa “uno” e di come essere simile ad esso, più velocemente raggiungeremo la meta.

Bene, mi ricordo che è la Luce che mi sta facendo questo, che sta mettendo diversi ostacoli innanzi a me. Ed allora cosa succede dopo? Dopo dobbiamo analizzare quell’unione: come la possiamo acquisire e quando ci uniremo assieme viste tutte le nostre spigolosità?

Io studio come il Creatore stia giocando con me, dandomi pensieri, desideri ed opportunità ed eventi che sono delle occasioni. Quando provo a trovarLo dietro tutto questo, vedo come lui mi influenzi. Questa è già un’analisi dell’anima più che della personalità. Alla fine tutto quello che si correla all’influenza del Creatore su di me e della mia influenza su di lui forma la mia anima dentro di me, portandola alla superficie. e vice versa tutto quanto è semplicemente correlato agli altri e non include la Luce del Creatore, si correla al corpo sul livello spirituale inanimato o animato.
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(Dalla seconda lezione del Congresso di Kharkov, 17.08.2012)

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L’uomo invisibile che ha superato il Machsom

Domanda: Se una persona del gruppo raggiunge il Machsom, come possiamo usarlo nel modo migliore nel gruppo?

Risposta: Questo non può essere. Una persona del gruppo non può raggiungere il Machsom! Alcune persone possono, ma non uno solo.

Domanda: Cosa succede se questo accade? Quale sarebbe il modo migliore di usare questa persona nel gruppo?

Risposta: Dovrebbe continuare nello stesso modo di prima, essere incluso negli altri. In questo caso, egli vi aiuterà più intensamente. Ma egli non vi dirà nulla su ciò che egli ha rivelato! Nella misura in cui sentirà questo, manterrà il silenzio.

La persona che inizia davvero a sentire il mondo spirituale non parla molto di questo argomento. Il Tzimtzum, restrizione, lo schermo funzionerà in lui, e lui non ha bisogno di pubblicità. Per lui, è così caro e così interiore che non può esternarlo. Se comincia a insegnare, egli saprà spiegare chiaramente alcune parti. Egli non mostrerà mai miracoli come se non esistessero, e lui saprà come spiegare il metodo in porzioni. Ci sono alcune persone tra noi che hanno più o meno la sensazione di questo stato. Naturalmente, esso deve essere ancora rafforzato. Ma non vi diranno nulla.
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(Dal congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” 17.08.2012, Lezione 1)

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Un Workshop è un discorso da cuore a cuore

Un workshop è un’azione speciale. Direi sacra. Stiamo andando a chiarire una questione, vale a dire chiarire, non rispondere, in modo che sia chiaro a noi. Quindi, io parlo di questo per spiegarlo in pochi minuti. E poi, seduti in un cerchio, noi discuteremo di come trovare una soluzione logica, la vera soluzione a questa domanda, non nel modo in cui è descritta nei nostri libri. In nessun caso noi dobbiamo contare sui saggi detti dei kabbalisti, piuttosto noi comunichiamo dal nostro cuore per mantenere la connessione con l’altro.

Tuttavia, devo accettare l’amico come grande, infallibile. Non importa se dice assurdità. È la mia sensazione che egli sia stupido; lo sento così, lo vedo così, perché non sono sufficientemente collegato a lui. Se l’amassi, avrei sentito che attraverso di lui mi parla il Creatore.

Quindi, mentre stiamo seduti in un gruppo di dieci amici, dobbiamo capire chiaramente come relazionarci l’uno con l’altro. I rappresentanti del Creatore sono seduti davanti a me, e mi dicono la verità assoluta. È necessario reprimere ogni critica, ogni diffidenza, qualsiasi cosa che mi potrebbe allontanare da loro. Loro stanno dicendo, senza rendersene conto, le cose con cui io non posso essere d’accordo. Io sono contro di loro; non voglio sentirli; vedo tutti come stupidi, ho passato molto tempo in questo stato, standard, identico. Tutto sembra così a me affinché io mi elevi al di sopra di me stesso.

Quindi, qui ci troviamo di fronte ad un enorme lavoro interiore.
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(Lezione Introduttiva del Congresso di Kharkov del 16.08.2012)

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