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Nove passi verso la scoperta della Spiritualità

Il nostro obbiettivo è di raggiungere l’equivalenza e l’armonia con la Luce, in altre parole, raggiungere la completezza delle correzioni, nell’eterno amore e nell’eterna dazione. Questo stato richiede la nostra presa di coscienza e la sensazione di tutte le caratteristiche e l’elevazione verso le stesse. Caratteristiche che servono per comprendere cosa ci manca per assomigliare alla Luce, quali cambiamenti interiori dobbiamo affrontare.

Vale a dire, tutto il nostro lavoro serve per capire cosa sto percependo adesso e cosa percepirei nello stato corretto. In ogni stato devo reagire come la Luce.

In ogni momento della mia vita, devo aspirare ardentemente all’equilibrio con la Luce, cioè, all’equivalenza con essa. Per riuscirci, prima di tutto, è necessario essere consapevoli delle qualità della Luce. Tuttavia, nel frattempo, siamo in una condizione di occultamento e non percepiremo la Luce fintanto che non avremo raggiunto l’equivalenza della forma con essa, e come posso assomigliare alla Luce se non la percepisco?

Qui troviamo una condizione che è stata creata specificamente per noi, al quale salva: questo mondo. E’ una meraviglia che non esiste in nessuno degli altri mondi. Qui, in questo mondo, anche se sono completamente devastato, se sono dalla parte opposta rispetto alla Luce, nonostante tutto questo, ho la possibilità di scoprire i desideri che, come me, stanno cercando l’equivalenza con la Luce. Come me, essi ricevono questa aspirazione dell’Alto, questa goccia di seme, questo “punto nel cuore” senza il quale questa aspirazione non sarebbe risvegliata.

Da questo punto, possiamo già iniziare con delle azioni uguali alla Luce. Cioè, quando interagiamo tra di noi, possiamo fare di noi stessi un esempio di ciò che è chiamata l’azione della Luce: dazione, amore, aiuto reciproco, cooperazione reciproca, e risveglio. Abbiamo l’opportunità di fare queste azioni che la Luce fa con noi per scaldarci a vicenda un po’, per agitare, nel senso per sollevare in ogni amico il desiderio e l’invidia.

Invece della Luce, del Creatore, abbiamo il gruppo. Il Creatore porta una persona verso la buona fortuna e dice “Prendila!”. In altre parole, Egli lo porta ad un laboratorio, lo mette nel modello attraverso il quale possiamo avanzare con l’aiuto degli amici nonostante il nostro stato distrutto, e rovinato. Il Creatore ti porta da loro, e adesso tu incominci ad agire!

Tutto il resto dipende da te, dal modo in cui farai il lavoro e ti relazionerai al gruppo come fa il Creatore che dona a te. Quando inizierai il dialogo, il lavoro reciproco con il gruppo, ti sarà chiaro in che modo il gruppo ti influenza e tu influenzi il gruppo. Allora, sarà possibile elevarsi insieme.

Quindi, dobbiamo raggiungere uno stato che è chiamato Arvut (sostegno reciproco) che rende obbligatorio l’aiuto reciproco e l’influenza reciproca di ognuno per ogni membro del gruppo. Ci presentiamo davanti agli amici come la dazione della Luce, del Creatore su di loro, e gli amici devono comportarsi verso di noi come creature che vogliono correggersi ed assomigliare alla Luce.

In altre parole, ognuno vuole identificarsi con il gruppo, per essere connesso ed aderire ad esso, per diventare un solo uomo con un solo cuore, e una sola mente. Tutto qua, io mi devo amalgamare assolutamente con gli amici in modo che non resti nulla di me. Mi voglio immergere nel gruppo. Questo è ciò che ognuno deve fare, ed in questo modo, tutti aiutano tutti.

In conseguenza di questo, dopo l’ultima goccia di sforzo, diventiamo veramente un solo uomo con un solo cuore. Questa goccia è come l’ultimo morso che diamo al pasto, e dopo arriva la sazietà, e noi sentiamo di esserci riempiti. In questo modo, completiamo in pieno HaVaYaH, le dieci Sefirot. Vedete, solamente l’ultima fase, Malchut de Malchut, sente, capisce, e sa con chi ha a che fare, perché e come si deve comportare, come è costruita, come è fatto il Creatore, e cosa deve essere fatto in risposta se si ottiene tutto da Lui: sia la Luce che il desiderio.

Quindi Arvut è la prima fase —la connessione in un solo insieme—e sembra che non ci sia niente di più da fare. Tuttavia, nel frattempo capiamo che queste sono solo parole, come è detto “la fine dell’azione, sta nell’inizio del pensiero”. Nei pensieri, vogliamo già raggiungere il risultato finale, ma si deve attraversare un cammino che può essere lungo. Vedete, io devo costruire me stesso, e solo allora riconoscerò il Creatore.

Tutto è creato dall’Alto in una forma perfetta, ma la creatura deve conseguire questa perfezione, essere consapevole del Creatore, essere come Lui, comprenderLo nella Sua totale profondità, ed assomigliarGli in tutte le sue azione. Vedete, se lo stato della creatura è inferiore alla completa equivalenza con il Creatore, non è considerato che il Creatore sia stato di beneficio alla creatura.

Noi dobbiamo attraversare tutte queste fasi, e fintanto che non abbiamo terminato la fase precedente, non possiamo passare alla fase successiva. Perciò, dal principio, noi stiamo parlando di Arvut, di conseguire l’equivalenza della forma con il Creatore, dell’armonia con la natura: copulazione, abbracciarsi, baciarsi, tutte le espressioni di equivalenza con il Creatore, e nonostante tutto questo, ci sono ancora tutte le parole, ed ora iniziamo a costruire questo stato; cioè, entriamo nel secondo stato e oltre. Nel complesso, è possibile scoprire le nove fasi verso la scoperta spirituale.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.01.2014, Lezione sull’argomento: “Preparazione per il Congresso”)

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Educazione Integrale delle Masse

Siamo stati scelti, nel senso che abbiamo ricevuto dall’Alto il desiderio che ci chiama ad imparare, anelito per la connessione con il Creatore e la rivelazione del Creatore, che deve avvenire per tutta l’umanità.

Già si avvicina il bisogno per lo stato successivo; la natura sospinge tutta l’umanità in avanti. Però le persone non hanno e non avranno i suoi desideri. Migliaia o pochi milioni si uniranno a noi, ma è una frazione minuta dell’umanità intera. Non ci saranno altri.

La testa è sempre così: è piccola, come un microprocessore in un computer, ma definisce e decide tutto. Le parti rimanenti rendono conto a questa micro parte.

Quindi noi siamo questo “frammento”. Dobbiamo connetterci al resto dell’umanità, cominciare a lavorare con la gente, capirli, unirci a loro, trovare il vocabolario adeguato, creare un dizionario appropriato, immagini varie, esempi, e sviluppare i workshops adatti, etc.

Insegniamo ai piccoli bambini tutto ciò che hanno gli adulti, solo su un livello basso di semplici esempi, azioni semplici. Per consentire alle persone di sentire il loro livello prossimo auspicabile, la loro connessione, dobbiamo incoraggiarle costantemente, attirarle con qualcosa.

Noi stessi sperimenteremo discese e salite, e in accordo a questo, abbiamo bisogno di rafforzarci.

Gli altri non passano attraverso questo. Costantemente devono essere attratti, abbracciati, riscaldati, e serviti. Dobbiamo spiegare loro il metodo nella misura in cui hanno bisogno di capirlo in modo da essere connessi a noi e salire con noi. Noi li prendiamo come giovani bambini di strada, li facciamo sedere e li guidiamo. Il bambino è accanto a te, o anche sul tuo grembo, o ti sta correndo accanto sotto la tua supervisione perché lui non conosce la via e non deve neanche saperla. Si consiglia di non chiedere nulla alla gente, tranne una cosa: “Se siete con noi, tutto andrà bene”.

Questa dovrebbe essere la nostra via d’uscita per le masse. Senza di esse, dopo la creazione del nostro Kli collettivo non possiamo avanzare verso l’alto. Raggiungiamo il livello minimo ma non oltre. Infatti, abbiamo ricevuto un risveglio allo scopo di “tirare” l’umanità con noi. Dobbiamo trattarla con molta serietà. Potremo salire solo a seconda del nostro successo con un’audience ampia. Se non ci riusciamo, tutto ciò servirà come zavorra per noi, non permettendoci di salire.
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Congresso Educazione Integrale, Workshop 2: il gruppo ci fornisce i mezzi che ci permettono di anelare costantemente ai sentimenti giusti che tutta la mia vita, i mei pensieri e i miei sentimenti, tutti provengono dal Creatore, e che è organizzato in questo modo affinché tramite la connessione, ci rivolgeremo a Lui.

In generale, il mondo è diviso in due parti.

  • Le persone che hanno ricevuto un risveglio dall’Alto, dal Creatore, in modo che possono avanzare a Lui. Il Creatore porta queste persone al gruppo, “mette la mano di una persona sulla buona sorte e dice, ‘Prendilo’. Poi sta a quella persona se scegliere o meno, il che significa essere incorporato nel gruppo, per diventare parte della corrente generale contro il suo ego o meno. Questa è la nostra scelta.
  • Il resto dell’umanità vive individualmente, ogni persona per il momento sola, in un moto Browniano a caso. L’ego si sviluppa in umanità, ovviamente, ma gradualmente, e non in un flusso di gruppo.

Le persone che fluiscono insieme con il gruppo sono necessarie a rafforzarlo e costruirlo consapevolmente. La cosa principale è di capire che nel momento che diventano parte di uno dei nostri gruppi o il gruppo generale, non hanno più nulla di privato o individuale. Ogni cosa che succede a loro è soltanto il risultato di un essere in un movimento comune con noi. Ora tutto ciò che ricevono è tramite il centro del gruppo e non importa se consciamente o no. Poi si diffonde a tutti e ognuno riceve secondo gli sforzi che deve fare nel flusso comune verso la connessione, verso il centro.

E lo stesso quando si tratta del nostro movimento verso il Creatore. Tutto quello che vogliamo mettere a fuoco su di Lui, o dire a Lui, o chiedere da Lui, per evocare la Sua dazione su di noi, l’influenza della Luce che Circonda, e così via, può anche venire solo attraverso il centro del gruppo. Per noi significa che il centro del gruppo è molto importante, come un punto dal quale possiamo far salire il nostro appello al Creatore e mediante questo, come attraverso un cordone ombelicale, riceviamo tutto e diamo tutto.

Immaginiamo il nostro cordone ombelicale attraverso il quale riceviamo e diamo tutto. Soltanto tramite questo cordone siamo connessi alla fonte della vita. Immaginiamo di essere un embrione nell’utero, e che tramite questa corda, tramite il centro del gruppo, riceviamo la nostra vita, tutta la forza spirituale, tutto quello che c’è.

Quando troviamo la connessione al cordone ombelicale, cominciamo a capire in quale modo tutto era costruito, e come effettivamente tutto discende a noi dalla Provvidenza superiore. Il nostro mondo è soltanto il mondo dei risultati, e pertanto nulla è mai nato da esso. Cominciamo a capire come possiamo influenzare la Provvidenza superiore ed evocare la miglior salita.

Così raggiungiamo uno sviluppo consapevole perché troviamo la connessione con la nostra fonte, e cominciamo a connetterci fra noi, ad attirare tutto da Lui e a rispondere ad esso correttamente. Sebbene, “non c’è nessun altro tranne Lui” il Creatore è alla fine una semplice fonte passiva. Tutto ciò che accade è solo attraverso la nostra dazione, secondo la nostra richiesta.

Allora come possiamo dare alla fonte tramite il cordone ombelicale? Attraverso il centro del gruppo, certamente, altrimenti non ci sarebbe contatto con esso. Scopriamo come salire al di sopra delle nostre mancanze, e connetterci in modo da ricevere la risposta dall’Alto, sentendo la cooperazione fra noi e il Creatore attraverso il tubo, attraverso la linea. Studiamo riguardo la linea in Kabbalah che va come un tubo dal mondo dell’Ein Sof (Infinito) fino al nostro mondo.

Noi serviamo come livello superiore per il pubblico e dobbiamo usare questo tubo in modo che la gente sarà nutrita da noi e gradualmente sarà tirata su. Ci sembra di sentiamo il punto di contatto con la Luce, con il Creatore, con il livello superiore, ma per qualche motivo non abbiamo davvero fretta di scoprirlo e usarlo in modo da cominciare a passare l’energia positiva dall’alto verso di noi e l’energia negativa dal basso in su.

La crisi che si sviluppa intorno a noi è per aiutarci con esso. Eventualmente, se non ci svegliamo in tempo, ci raggiungerà non solo spiritualmente, ma anche in senso corporeo ordinario. Dopo tutto, la crisi è destinata solo a svegliarci ad una connessione veloce con la forza immensa, con l’abbondanza, con la Luce superiore che include tutto, in modo da trasmetterla attraverso noi al mondo esteriore.

Se non faremo in tempo il mondo non ci tratterà dolcemente. Questo si riferisce specificamente a noi e alla saggezza della Kabbalah visto che siamo quelli che devono svolgere la correzione. Se faremo tutto in tempo, non vedremo proprio una crisi e non sentiremo nulla di negativo. Potremmo prendere misure preventive costanti.

Però, siamo in ritardo. Al momento siamo un po’ in ritardo. Spero che sia sufficiente, e che più tardi cominceremo a capire la responsabilità che abbiamo verso il mondo e capiremo che la crisi è una mancanza della forza superiore che deve essere trasmessa al mondo attraverso noi.

Come ci organizziamo il più rapidamente possibile in modo da prendere contatto con il Creatore, con il mondo esterno, per essere i conduttori della Luce superiore, dell’abbondanza? Dopo tutto per ogni aspetto della crisi questa è la soluzione. Dobbiamo sentire che siamo i conduttori che collegano il mondo superiore, con il mondo inferiore; questo è ciò che dobbiamo fare.

E’ detto: “Il superiore imparerà dal basso.” Dobbiamo capire meglio come dobbiamo rivolgerci al Creatore, sulla base della nostra divulgazione integrale ed educazione integrale a trasformare il pubblico. E’ proprio come quando siamo diventati genitori e abbiamo finalmente cominciato ad apprezzare il modo in cui i nostri genitori ci hanno trattato.

Quando cominciamo a legare le mancanze che vengono evocate nel pubblico con la soluzione globale integrale, con l’ascesa spirituale che il Creatore si aspetta che facciamo, è come includere le due estremità:

  • Su un lato, le masse con i loro apparentemente semplici bisogni quotidiani.
  • Sull’altro lato, il valore superiore che il Creatore ha messo davanti a noi, la connessione e il raggiungimento del sistema unico che include tutto nel quale Lui è rivelato come la forza rianimatrice.

Nel complesso questo è il modo in cui ci sviluppiamo, grazie al fatto che siamo tra l’incudine e il martello. Su un lato c’è il pubblico, le masse, e sull’altro il Creatore. Dobbiamo bilanciare le azioni del Creatore che ci spinge a connetterci, azioni che scendono dall’alto e sono soddisfatte nelle masse sotto forma di semplici problemi e bisogni umani, e alziamo la miseria e i problemi semplici attraverso di noi ad un livello più alto di connessione con il Creatore, sopra il tempo e lo spazio, sopra tutto ciò che è già in noi, allo spazio spirituale.

La nostra unicità è questa, come cominciamo a connettere i due mondi in noi per legarli a noi. Questa e la qualità speciale del gruppo che esegue questo lavoro, connettersi, includersi e legare i due mondi opposti al suo interno. Essendo una parte integrale, includiamo tutta l’umanità e abbassiamo il Creatore dall’Alto in esso. Così, attenuiamo la sensazione che c’è fra i due sistemi apposti di creazione. Questa è la nostra unicità e il nostro adempimento finale.

L’obiettivo finale dell’essere creato è effettivamente soddisfatto all’interno del gruppo, che significa nella connessione di umanità, cominciando dal centro, da noi, e diffondendo in cerchi più ampi. Stiamo già tirando coloro che sono dietro di noi, li invitiamo ad unirsi a noi, senza tirarli al nostro livello ma semplicemente agendo secondo il loro livello di desiderio e comprensione della crisi come un’aspirazione alla connessione.

Sentiamo che la crisi attuale è spirituale, mentre loro la sentono sul livello corporeo. Tuttora, nel complesso, la soluzione è una ed è quella di raggiungere un’equivalenza di forma con il Creatore e di sapere come essere in contatto con Lui affinché Egli si connetterà con noi secondo la condizione dell’equivalenza della forma. Questo è il metodo.
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(Dalla Settimana Mondiale dello Zohar “Congresso di Educazione Integrale” Giorno Uno 2.02.2014, Workshop 2)

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La donna ideale al Congresso

Domanda: Come una donna dovrebbe svolgere idealmente il suo ruolo nei tre congressi imminenti?

Risposta: La donna ideale include tutte le donne nel nostro gruppo mondiale al suo interno. Tutte le donne sono connesse insieme; loro annullano il loro ego, il loro desiderio di fare pettegolezzo, di criticare, e il loro reciproco disprezzo.

Non è che loro hanno perdonato l’una all’altra le mancanze reciproche: piuttosto, sentono veramente che stiamo diventando un corpo intero. Il nostro intelletto e i sentimenti ci staccano e ci portano fuori da questo corpo comune collettivo dando a ognuno l’illusione che lui esiste separatamente dagli altri.

Veniamo al congresso con lo scopo di scoprire la verità, di vedere con una visione non distorta che il mondo intero è un sistema unico. C’è solo materia che è stata creata dal Creatore “dal nulla” in cui il potere di “qualcosa” domina. Soltanto amore e connessione risiedono nel mondo. E se a noi sembra altrimenti è soltanto perché non siamo così noi stessi. Se cambio me stesso in modo da connettermi con gli altri, poi sentirò direttamente il mondo superiore, qui e ora. Null’altro è necessario oltre che cambiare la nostra percezione.

La donna ideale di Bnei Baruch sente che questo sistema superiore, è incluso in essa, e guarda il mondo con gli occhi corretti. Sogno di vedere tali donne.

Domanda: Come facciamo il massimo? Come ci focalizziamo sul lavoro interiore in modo da ottenere questa immagine ideale più rapidamente?

Risposta: Cominciamo da qui, che tutti i problemi particolari che esistono nel gruppo cominciano a essere percepiti e corretti come un problema comune in famiglia. E noi siamo ancor più di una famiglia, siamo un corpo. Anche cento anni fa Baal HaSulam ha scritto che il mondo oggi è una famiglia, un sistema. Però noi non abbiamo ancora visto questo fino ad ora.

Speriamo che ora il nostro gruppo Bnei Baruch diventerà una donna unita e un uomo unito. E poi queste due metà sono in grado di connettersi con un’immensa fusione in cui il Creatore viene scoperto. Noi siamo già molto vicini a questa condizione; venite, cerchiamo di affrettare il nostro progresso in questa direzione.

Mi aspetto di vedere tutti grandi come risultato del congresso. E le donne qui svolgeranno un ruolo ancora più importante degli uomini. Sappiamo che le donne determinano silenziosamente l’ordine intero delle nostre vite. Allora, spero tanto che le donne ci aiuteranno a salire durante il corso delle prossime due settimane in modo rilevante. Dopo il congresso ci incontreremo già su un livello successivo. Ci auguriamo successo!
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(Da Kab.TV- Preparazione al Congresso 24.01.2014)

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La zona neutrale

Domanda: La connessione viene raggiunta dall’annullamento totale di ogni individuo fino allo zero. Però qual è la differenza fra questo e la psicologia ordinaria?

Risposta: La differenza è molto semplice: davanti a chi annulliamo noi stessi? Annullo me stesso davanti agli altri e loro annullano loro stessi davanti a me, qual è il prossimo? Il prossimo è solo la condizione di rivelare la forza della Luce.

L’auto-annullamento di ognuno davanti tutti gli altri crea un punto neutrale al centro del cerchio nel quale non opera nessuna forza egoistica. E il punto del nostro desiderio reciproco generale, poiché ci connettiamo e neutralizziamo il nostro ego. In questo punto stabiliamo la nuova realtà, uno spazio nuovo nel quale scopriamo la forza superiore.

Tutti i nostri desideri sono focalizzati al centro del cerchio in cui c’è la forza del desiderio, la connessione, l’auto-annullamento, l’unità, e la garanzia reciproca. Da una parte, è detto che non c’è spazio vuoto e che c’è sempre una qualità determinata, una forza precisa. Però qui al centro non c’è nulla.

Il posto si chiama desiderio. Qui c’è concentrato il nostro desiderio collettivo, ma è come se fosse annullato, dato che nessuno di noi vuole usare il suo desiderio, e vuole solo dare agli altri. In questo modo creiamo un posto speciale nuovo in una dimensione diversa, su un’altezza diversa.

Cominciamo da Malchut, e poi Zeir Anpin, Bina, Hochma, fino a quando raggiungiamo Keter, il punto della Yod. Significa che fra dieci sforzi che abbiamo fatto (Yod significa il numero 10 in ebreo) raggiungiamo il punto della Yod, nel quale è rivelato il Creatore. Questa è l’essenza del centro del gruppo, nella quale costruiremo uno spazio nuovo, una dimensione nuova con attributi speciali e il nostro annullamento. E’ qui, dove la forza superiore può essere rivelata.

Così, soltanto dopo la frantumazione e la correzione riceviamo un mezzo, un vaso, nel quale il Creatore viene rivelato. Altrimenti sarà impossibile rivelarLo perché non abbiamo un sensore per questo, nessun senso naturale può sentirlo. Appare soltanto quanto Lo abbiamo stabilizzato in questo modo: siamo tutti egoisti, ma vogliamo salire sopra il nostro ego e annullare noi stessi davanti a tutti gli altri. Vogliamo tutto questo in modo da somigliare al Creatore; vogliamo acquisire La sua forma e i Suoi attributi in modo da assomigliare a Lui.

Così creiamo uno stato nuovo al centro del gruppo che si chiama utero, Shechina. Soltanto con il nostro annullamento reciproco possiamo creare uno spazio nuovo con degli attributi nuovi in una dimensione nuova che non esisteva prima in Malchut di Ein Sof (Infinito). Questo posto per la rivelazione del Creatore appare soltanto grazie ai nostri sforzi.
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(Dalla Prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 02.01.2014, Lezione sul tema: “9 Passi”)

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Secondo il metodo kabbalistico, è possibile raggiungere la correzione del mondo soltanto tramite l’educazione perché niente può cambiare con la coercizione. Ogni persona deve entrare in un unico sistema di re-educazione.

Noi abbiamo raggiunto un tale stato che le persone già conoscono il bisogno di cambiare la loro natura, perché è precisamente la nostra natura la causa di tutti i problemi, includendo i problemi globali, ambientali e climatici. Questo deve essere spiegato a tutti in tutti i modi, cominciando con le masse che soffrono maggiormente, perché loro sono le più sensibili alla loro condizione e sono pronte ad ascoltare come cambiarla.

Allora la nostra missione è prima di tutto, dimostrare a tutti che il mondo ha raggiunto il punto estremo dello sviluppo egoistico, ha passato questo punto e sta gradualmente cominciando a deteriorarsi. Tale movimento è inevitabile, non dipende da noi come siamo attivati dal programma interiore di creazione e ogni giorno che passa l’umanità sentirà maggiormente che il mondo sta crollando come una castello di carte.

Secondo, dobbiamo spiegare che l’ego è la causa di tutti i nostri problemi e sofferenze. Insieme a questo, il problema non è nella natura dell’inanimato, vegetale e animato, piuttosto solo nell’uomo, nel suo continuo movimento verso se stesso, nell’aspirazione di migliorare il suo stato a scapito degli altri e anche a danno degli altri. Questa è fondamentalmente la scoperta del motivo della nostra discesa.

Dobbiamo dimostrare che anche se la caduta è inevitabile, può essere controllata e gestita da noi se ci eleviamo sopra la nostra natura e guardiamo da un lato. Proprio per capire questo ci hanno dato l’intelligenza. Tanti concordano con questo, ma non possono capire in quale maniera è possibile cambiare noi stessi. Ed in verità è molto difficile per noi cambiare ed è impossibile per l’individuo fare questo.

Pertanto non siamo in disaccordo con le persone che dicono: “Questo è fondamentalmente utopistico. Sarà meglio per noi cominciare con qualcosa di più realistico.” Pero invece di scappare da questo, nonostante tutto, è necessario esaminare se questo è utopistico o no; non c’è un’altra possibilità.

Ci sono due modi davanti a noi, anche se uno di loro, che rappresenta la continuazione dell’esistenza del paradigma egoistico, non è affatto il modo giusto. Semplicemente siamo spinti da dietro tramite la sofferenza, scappando da questa in tutte le direzioni, come qualcuno malato che corre da un medico all’altro, da un trattamento ad un altro.

Prima lui va dai medici, dopo di che da tutti i tipi di guaritori, dopo ciò dal cartomante, e alla fine non ha tralasciato nulla.

Dobbiamo dimostrare alla gente che non c’è motivo di andare in una direzione come questa, dall’inizio essa è destinata al fallimento. Questo è un vicolo cieco nel quale si accumulano tanta sofferenza e tantissimi problemi, includendo la possibilità di una terza e di una quarta guerra mondiale, dove un residuo pietoso di umanità realizzerà la disperazione di questo vicolo cieco e sarà d’accordo a cambiare la sua natura.

E la seconda via è quella della consapevolezza che non soltanto possiamo, ma dobbiamo anche cambiare la nostra natura con l’aiuto della forza che viene scoperta nella nostra connessione. Se almeno noi bramiamo per l’unita, anche con l’intenzione egoistica, cominciamo a sentire dentro la nostra unità artificiale qualche tipo di forza del gruppo.

Si tratta di una unità fra eguali che bramano a uscire da loro stessi, e non soltanto coloro che si vogliono riunire. Perché, vedete che ci sono tante unioni rivoluzionarie nel mondo e allo stesso modo vari gruppi che semplicemente si riuniscono e sentono il potere della loro unità. Però questo è il potere della connessione totale di tutti. Mentre qui stiamo parlando del nostro innalzamento sopra noi stessi per il bene comune della nostra unità, fusione, scomparendo in esso, e diventando un tutto compreso.
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(Dal Congresso Virtuale di Mosca “Unità Senza Frontiere” 15.12.2013, Lezione 5)

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La vita spirituale – Un rinnovamento perpetuo

Domanda: Perchè  “La sfera di lamponi” scompare tutto il tempo e l’unico modo per poterla tenere e far crescere è rivolgersi alla comunità esterna?

Risposta: Ogni attività nella spiritualità è innovazione. Anche nel nostro mondo succede in questo modo, ma semplicemente non possiamo prestare attenzione a questo fatto. Nulla ritorna quello che era prima: per tutto il tempo stanno avvenendo nuovi chiarimenti e correzioni, una nuova scoperta del male e la sua correzione verso il bene.

Nella spiritualità non può esserci alcuna fermata, non può esistere uno stato stazionario. Ogni stato deve essere rinnovato per tutto il tempo. Questo  come nell’amore, come nelle relazioni tra le persone, dove dobbiamo sempre costantemente aver cura dei rapporti. Se vogliamo tenerli, dobbiamo svilupparli e farli crescere, aprendo nuovi stati.

In questo mondo, sino alla fine della correzione, riceviamo un regalo, un favore, un aiuto nel lavoro: riveliamo i desideri rotti specificamente forniti dal Creatore in modo tale da avere materiale per il rinnovamento. Grazie a questo possiamo rinnovare le relazioni e sviluppare i nostri sentimenti continuamente.

Ma se non ci fosse stata alcuna frammentazione, su cosa potremmo contare per costruire le nostre innovazioni e modifiche? E quando ci innalziamo dagli stati fisici a quelli spirituali, allora vediamo che la spiritualità è in un’evoluzione continua. Senza di questi, il mondo spirituale non esiste. Anche nel nostro mondo, secondo la fisica quantistica, l’elettrone non può esistere senza movimento.

Se lo fermiamo, scompare. L’intero universo delle particelle elementari, che ruotano attorno al proprio asse a velocità terribili mentre viaggiano nelle loro orbite, è movimento e cambiamento. L’intero micro lavora a frequenze superiori e si avvicina alla velocità della luce.

Nelle nostre vite anche la velocità dei cambiamenti cresce e tutto l’apparato tecnico, l’elettronica, i cumputer, tutto lavora a velocità sempre più elevate. Questo ci da un’idea della quantità di cambiamenti che siamo printi ad includere nell’unitàdi tempo, l’unità di un’influenza. Tutto dipende dalla velocità, dalla frequenza con cui avviene il cambiamento.

Ogni  Partzuf include dieci Sefirot, ed ognuna di loro ne include altre dieci e così via ad infinitum. Allora deve esserci una frequenza molto alta in ogni intervallo in modo da includere tutti questi cambi infiniti di integrazione mutua di questo in quello e di quello in questo, e così via. I cambiamenti devono essere costanti ed ad una velocità molto alta.

Allora quando raggiungiamo la sfera di lampone, iniziamo a sentire che non è possibile tenerla fissa. Qui cominciamo a capire tutto della nostra psicologia: se noi non lavoriamo su qualche tipo di sensazione, di osservazione, tutto il tempo, allora questo scompare. Non è rivelato chiaramente in questa vita per il fatto che stiamo diventando un solo composto solo fatto di animale e di essere umano. E l’animale in me esiste senza cambiamento, come il resto degli animali. E se  la mia testa è coinvolta solo nell’occuparsi del mio animale, allora sento che tutto per me è a posto.

Ma se io inizio ad occuparmi dell’essere umano dentro di me con la mia mente, allora avrò bisogno di cambiamenti in questo punto. Allora io costantemente ed incessantemente dovrò decidere che cosa è più importante per me, l’animale dentro di me o l’essere umano? E’ l’uomo che cavalca l’asino o l’asino che cavalca l’uomo; chi porta chi?
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 7.01.2014, Lezione sul tema: “La preparazione per il congresso”)

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Ingranaggi lubrificati con la Luce

L’influenza del gruppo deve essere così forte da “non lasciarmi dormire”. Cioè, che non sarò mai in grado di dimenticare l’importanza della connessione; piuttosto, sentirò che questo pensiero è bloccato nella mia mente e nel mio cuore, un fondale permanente.

Conseguire questo è assolutamente possibile. Nessuno può lamentarsi del fatto che questo non funzioni. Se la pensa così, sta semplicemente mentendo a se stesso. Per questo, abbiamo bisogno solo di lavoro e di tempo.

Se la persona si pone sotto l’influenza del gruppo ed è sotto la sua forza guaritrice, non può staccarsi, come se lo attirasse un magnete o un qualche tipo di onda che lo trattiene nel suo campo. Egli si lega ad un ambiente che egli stesso ha scelto in una fase. Tuttavia, dopo che la scelta viene fatta, entra sotto l’influenza dell’ambiente, degli amici, apprezza gli stessi valori, e la pensa nel loro stesso modo, perché, se il gruppo è importante per lui, accetterà tutti i pareri, anche quelli che non apprezza, che non amava, e che prima non pensava fossero buoni e belli.

Vediamo dalla nostra vita che se amiamo e apprezziamo qualcuno, cominciamo ad accettare e copiare il suo comportamento, perché noi lo consideriamo superiore a noi e noi dipendiamo da lui.

Pertanto, l’ego non rappresenta un disturbo per noi, e se noi non ci riusciamo, la ragione di questo è che non abbiamo investito abbastanza energia per rafforzare il gruppo. Non abbiamo utilizzato l’invidia. L’insegnante impara anche dai suoi studenti, come si dice, “Ho imparato molto dai miei insegnanti, ancora di più dai miei amici, e ancor di più dai miei studenti”. Perciò, puoi imparare da chiunque tu insegni.

Nel momento in cui sentiamo una sorta di resistenza interiore, dobbiamo accettare questo come la “linea di sinistra”, contro la quale la “linea di destra” è risvegliata. La società starà contro questo disturbo e poi vedremo che questo non è un disturbo, ma piuttosto un’opportunità per connettere le due linee e costruire la “linea di mezzo” tra di loro al fine di avanzare ulteriormente verso una rappresentazione del Creatore.

Stiamo cercando di collegare le parti rotte dell’anima come se stessimo collegando degli ingranaggi. Tuttavia, non vogliamo che vengano premuti sugli altri e che siano costretti a ruotare come accade in una società normale.

Vogliamo che comincino a girare in modo sincronizzato aiutandosi a vicenda, evitando la pressione di uno qualsiasi di essi sull’altro. Tutti loro devono girare in pieno accordo e armonia. Cioè, ciascuno deve sentirsi completamente libero, senza alcuna pressione, perché la Luce gira e muove tutti insieme.

Quando il Creatore viene rivelato, non resta nessuna pressione di uno su un altro in qualsiasi direzione e tutti sono azionati per mezzo della luce. Come è scritto, “E il terzo gruppo verrà a riconciliarli con gli altri”.

Rivelando l’inclinazione al male dentro di sé, egli può verificare se è subito in grado di passare alla giusta correzione. Se accetta subito questa scoperta dell’ego come un aiuto, come qualcosa di buono e utile, “un compagno contro di lui”, allora egli sarà subito in grado di lavorare con questo e costruire la “linea di mezzo”, e la linea di mezzo è già la scoperta del Creatore, e allora il lavoro diventa così facile per una persona, senza nessun attrito, da sentire come se stesse semplicemente galleggiando per aria.

Tuttavia, è impossibile rimanere in uno stato come questo, perché le oscillazioni arrivano per tutto il tempo, destra e sinistra, e la persona oscilla tra loro nella linea di mezzo che si chiama la linea di sistemazione, equivalenza della forma.
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Di fronte a un muro di Ego

Domanda: Non capisco qual’è il punto in cui posso essere colpito se io sono totalmente assorbito nel mio ego.

Risposta: Non posso spiegare ancora, ma si può già sentire che sta accadendo: una sorta di passaggio si apre, il quale non riusciamo ad identificare nei nostri sensi corporei. C’è una sorta di nascondiglio qui in cui possiamo entrare.

C’è un muro prima che improvvisamente si apre e si può attraversare. Si chiama apertura ed una porta nella spiritualità. Quando succede? Quando non si vuole identificare un muro prima di voi, si decide che non è un muro e che si sta per entrare attraverso di essa! Poi si entra effettivamente se si vuole annullare il vostro ego, che si frappone tra voi e il Creatore. Questo significa che si accettano le condizioni della garanzia reciproca.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.12.2013, Preparazione al Congresso)

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