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Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 7

In Preparazione al Congresso Integrale

L’importanza della Nostra Missione per il Mondo

1. Tutta l’umanità, tutta la natura, dopo la frantumazione è diretta verso l’unione. E noi siamo coloro che studiano la scienza dell’unione, la saggezza su come attirare un altro potere alternativo che ci aiuti a fare crescere l’unione.

Tutta l’Educazione Integrale consiste in questo, insegnare ad una persona a connettersi agli altri il più velocemente possibile. Finora non c’è stato bisogno di questo metodo, e adesso invece sta iniziando ad essere richiesto.

Noi siamo come uno stoppino, tutta l’umanità sotto di noi è come l’olio, e sopra c’è la Luce dell’Infinito.

Di conseguenza, se faremo di noi stessi un canale, tutto andrà bene. Ci deve ancora essere rivelato che se non connettiamo il superiore, il medio, e l’inferiore nelle tre linee, non possiamo agire.

Abbiamo bisogno della connessione con la forza superiore, di modo che passerà agli altri attraverso di noi, a coloro che stanno attraversando lo sviluppo per lo scopo di elevare l’inferiore alla scoperta dell’elevazione massima. Ed è questo il modo in cui ci comportiamo; ci muoviamo sempre in questo circuito chiuso: dal basso il desiderio è rinnovato, e dall’alto la Luce arriva.

2. Nel lavoro con coloro che sono parecchio giù è importante fare in modo che la sensazione preceda l’intelletto. Teoricamente è impossibile insegnare l’importanza della saggezza ad un ampio pubblico; è impossibile trasmettere la saggezza alle persone prima della percezione. Fuggirebbero.

Noi stessi siamo pronti a tollerare questa saggezza perché abbiamo un desiderio, il punto nel cuore. Senza questo desiderio anche noi fuggiremmo.

E’ necessario impiegare e mettere in moto i partecipanti, far avere loro delle impressioni, riunirli per dei lavori di gruppo, sviluppare ed allargare la loro capacità nella percezione, comprensione e nel modo di sentire e questo per portarli ad un chiarimento che permetta loro di espandersi dentro e di scoprire uno spazio dentro di sé che inizierà ad essere colmato con ogni genere di dettaglio: “il gruppo”, “l’IO”, e così via.

Quando riuniamo i partecipanti per discutere le domande in un lavoro di gruppo, essi piano piano si strutturano in base al modello integrale del mondo e prendono delle decisioni in modo completo, attraverso l’annullamento dell’io, attraverso il concetto della sfera di lamponi. Essi costruiscono nel gruppo una mini realtà condivisa dove c’è un punto centrale e i Kelim, i desideri, si vogliono connettere in un auto-annullamento, nella reciprocità, nel sostegno reciproco (Arvut), al fine di scoprire il Creatore. In un gruppo come questo di dieci persone, esiste il modello di tutta la realtà.

(Preparazione al Congresso Integrale, Nove Fasi verso il Cammino Verso L’Unità, Punto 7)

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Preparazione per il Congresso Integrale: La crisi

“Come il vantaggio della Luce dal buio”. Dobbiamo spiegare agli uomini quale grande dono ci è stato fatto. Noi siamo coloro che devono guidare il mondo intero alla fine della correzione, il che significa alla rivelazione dello stato corretto dell’umanità.

Questa è la ragione per cui il mondo è rivelato nella sua globalità e la connessione tra tutte le sue parti è rivelata nella sua integralità: tutti sono incorporati in tutti gli altri e tutti dipendono da tutti gli altri, ed è impossibile correggere una parte del mondo senza correggere un’altra parte.

Perché tutti i nostri progetti falliscono? Perché sprechiamo miliardi di dollari e non succede niente? Guardate i leaders del mondo che stabiliscono il ritmo della politica, dell’economia, dell’industria, del commercio, della tecnologia, dell’educazione, della cultura e della famiglia: più elevato è il loro status e maggiore è il numero di persone che sono influenzate dalle loro decisioni, e più si sbagliano.

Ora, vediamo sempre più spesso che chiunque prenda una decisione da solo accetta di essersi sbagliato. La ragione è che possiamo solamente prendere delle decisioni nell’unione. Non ha importanza qual è il livello di unione, e non si deve raggiungere la fine della correzione per questo. Si dovrebbe soltanto prendere una decisione dal punto in cui si sta veramente cercando di rassomigliare al Creatore il più possibile, anche se il Creatore è nascosto.

Una nuova guida si sta rivelando nel mondo in questi giorni. Precedentemente, la guida si realizzava lungo una linea solamente e noi siamo avanzati solamente per mezzo della forza dei colpi. Ci sentivamo male e siamo scappati dalle sensazioni del male a quelle del bene, come gli animali. Ma adesso la guida è rivelata nelle due linee e così una persona non può prendere una decisione, poiché solamente il gruppo può occuparsene. Il gruppo dovrebbe trovare la soluzione nella linea di mezzo.

Alla luce dei cinque punti precedenti dell’educazione integrale, possiamo correttamente valutare la ragione per cui il mondo si trova in uno stato di crisi. Invece, non c’è nessuna crisi nel nostro gruppo e noi stiamo avanzando verso una unione che diventa sempre più grande. Questo è il motivo per cui discutiamo della crisi e la risolviamo da noi.
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(Preparazione al Congresso Integrale, Nove Fasi del Cammino Verso L’Unità, Punto 6)

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Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 4

Innalzare il cuore attraverso i Sentieri del Creatore

Per raggiunere una vera unione, dobbiamo attrarre la Luce che Corregge. E’ possibile attirarla solamente dando rispetto alla grandezza dello scopo, del gruppo, e degli amici, e della forza superiore che si prende cura di noi e verso la quale siamo diretti. In questo modo, arriviamo al rapporto con il Divino.

Raggiunto questo, agiamo insieme come una squadra (come tutti coloro nel nostro mondo che si uniscono in gruppo), e da questo punto iniziamo ad aspirare di più al Creatore. Per arrivare al Creatore, abbiamo bisogno di elevare la nostra stessa importanza. Non c’è altra scelta, non perché vogliamo camminare con arroganza storcendo il naso con chiunque, ma perché è necessario. Abbiamo bisogno delle forze per connetterci ancora più profondamente, abbiamo bisogno di uno stimolo che ci dia dell’energia ed un bisogno urgente ai compromessi e all’unione.

Dove prendiamo questo stimolo? La risposta è “elevare il cuore attraverso le vie del Creatore“. Ciò significa che ci dobbiamo elevare sopra ogni uomo, certamente non al di sopra del gruppo, ma al di sopra del mondo intero, di tutti i tempi e di tutte le generazioni. Dobbiamo essere fieri di essere i pionieri, l’ultima generazione che prepara la strada per tutta l’umanità. Dobbiamo coltivare l’orgoglio di gruppo, un orgoglio positivo e che abbia un senso.

Questo orgoglio dovrebbe nascere attraverso la forza: io non ne sono felice e non ne sono sinceramente fiero, è che non ho altra scelta che aumentare l’orgoglio. E si tratta di un gran lavoro.

Dovremmo cercare delle opportunità per rafforzare e massimizzare il sostegno reciproco. Dove possiamo farcene venire “l’appetito”? Di regola l’appetito per il sostegno reciproco arriva dall’ ambiente circostante nel suo complesso. Per questo dobbiamo lavorare appositamente sulla presa di coscienza dell’importanza del nostro ambiente circostante rispetto all’ambiente nel suo complesso.

In altre parole, noi lavoriamo con il nostro gruppo ed eleviamo la sua importanza al di sopra di ognuno di noi. Dopo di questo, dobbiamo elevare l’importanza del gruppo al di sopra ancora di più dell’ ambiente circostante esterno. Solo allora ci possiamo connettere ai desideri dell’umanità e rafforzare il sostegno reciproco.

Non possiamo rafforzare il sostegno reciproco se ci chiudiamo dentro al gruppo. E’ possibile farlo solamente connettendoci ai vasi esterni ed aprendo quelli interni. “Lo sciocco unisce le sue mani insieme e si mangia la sua stessa carne”; ciò non riguarda l’uomo che non fa nulla, ma l’uomo che non si preoccupa di allargare i vasi (Kelim). Questa è la ragione per cui è uno sciocco.
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(Preparazione al Congresso Generale – Congresso Integrale, Le Nove Fasi del cammino verso l’unità, Punto 4)

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I crescenti livelli di correzione

Domanda: Come si collegano le due espressioni: “comandamenti che non hanno bisogno d’intenzione” e un “comandamento senza un’ intenzione” è come un corpo senza anima?

Risposta: “L’attuazione dei comandamenti non richiede un’intenzione” ciò si riferisce al fatto che quando ancora non abbiamo l’intenzione al fine di dare, dobbiamo provare a connetterci con gli amici e questo ci porta all’intenzione giusta di amore e dazione.

Un’intenzione allo scopo di dare significa che mi concentro su di voi e voglio riempirvi. Una persona in questo mondo non ha tale intenzione. Siamo nati senza di essa, viviamo le nostre vite, e poi raggiungiamo il gruppo. Ciò significa che il comandamento non ha bisogno di una intenzione così da iniziare come siamo.

Anche se hai un’intenzione, è soltanto per te stesso e non per qualsiasi altra cosa (questo è il modo in cui si viene portati alla saggezza della Kabbalah). Allora, se studiate avrete successo.

Supponiamo di avere due livelli di energia. Il livello inferiore è l’intenzione allo scopo di ricevere che manca dell’intenzione di dare. C’è una fase di preparazione (Achan) per l’intenzione allo scopo di dare fra questo livello e il prossimo, e poi c’è il Machsom (la barriera che ci separa dal mondo superiore).

Oltre il Machsom, scopriremo l’intenzione che è esterna a me, o dazione, l’attributo di Bina, la Luce di Hassadim (carità). Poi, c’è l’intenzione di ricevere allo scopo di dare, o la Luce di Hochma, e c’è la fine della correzione (Gmar Tikkun).

Prima, siamo sul livello più basso sul quale abbiamo un desiderio sano e normale di ricevere allo scopo di avere piacere. Gradualmente, arriviamo al riconoscimento che non abbiamo nessuna intenzione di dare.

Una persona decide, “Devo cominciare a cambiare me stesso” e così arriva alla fase della preparazione molto seria per l’intenzione allo scopo di dare chiamata il tempo di preparazione (Zman Achan).

Questo lavoro molto difficile può durare mesi e anche anni. Gradualmente, sotto l’influenza della Luce Superiore, una persona raggiunge l’intenzione di dare fuori da se stesso.

Nello stesso momento, lui non dà nulla ma esiste semplicemente come un embrione (Ubar). Lui aderisce al superiore e si annulla come un embrione, o come un bambino piccolo nei confronti di un adulto senza interferire con la sua crescita, mentre consente al superiore di fare con lui qualsiasi cosa necessaria: “Fai qualsiasi cosa con me; sono d’accordo con tutto,” e questo è rivolto contro il suo crescente ego.

Quando ha completato la correzione di tutti i suoi desideri, lui sale all’ultimo livello dove può ricevere piacere allo scopo di dare per il bene del Creatore.

Questo livello è molto alto, e vogliamo raggiungerlo mentre stiamo eseguendo e completando tutte le correzioni.
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La sfera di lamponi

La “sfera di lamponi” significa avere la totale ed assoluta perdita di tutto l’atteggiamento personale verso gli amici. Ci sbarazziamo di tutti i rivestimenti del nostro corpo fisico e delle qualità interiori di tutto ciò che abbiamo ricevuto dalla natura; solamente la scintilla rimane, le Reshimo, innate in tutti, il nucleo spirituale di ognuno, la propria aspirazione all’unità.

Se io mantengono comunque un diverso atteggiamento, delle differenze tra di noi, allora non è un gruppo. Il gruppo si ha quando tutti gli amici sono uguali, quando non vedo alcuna differenza tra di loro. Essi sono tutti Reshimot; ognuno è impegnato a raggiungere l’unione.

Durante la prima fase della presentazione del sostegno reciproco, il Creatore ci porta alla connessione e si tratta più che altro di uno stato teorico. Però, per formare una palla rossa come il colore del lampone, ci dovremmo già connettere attivamente con tutti. Il lavoro con questa sfera di lamponi inizia con gli sforzi di non vedere delle differenze tra gli amici e finisce quando tutti gli amici si uniscono in una persona sola.

Se siamo uniti come un gruppo omogeneo che fa le stesse cose, uguali alle altre connessioni che le persone realizzano in questo mondo, non si tratta ancora di “un solo insieme”. A dire il vero, in una unione fisica di questo genere, tutti vogliono raggiungere uno scopo; ognuno ha il proprio obbiettivo, ed ognuno è pronto ad unirsi per il bene del proprio obbiettivo personale.

Noi non ci comportiamo in questo modo. Qui, ognuno deve cancellare se stesso per il bene dell’unione con gli altri, abbandonando gli obbiettivi personali.

In questo auto-annullamento, non perdiamo il nostro pensiero o le nostre sensazioni ma otteniamo il pensiero dell’intero gruppo che è chiamato “come un uomo solo con un cuore solo”. Il desiderio collettivo viene rivelato e dentro questo desiderio ognuno percepisce le proprie qualità individuali. Come in un sistema di ingranaggi, l’uomo inizia a girare con tutti, senza pressione, e da qui capisce come ruotano e perché. Questo significa “sapere ciò che l’amico ha nel cuore”. Ognuno lo sa in modo differente, in base alle proprie qualità.

In questo modo diventiamo una sfera di lamponi.
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Il Maaser e la correzione spirituale

Domanda: All’interno del nostro piccolo gruppo abbiamo un comportamento di rispetto gli uni verso gli altri. Quanto dobbiamo mantenere tutte le condizioni, pagare il Maaser, studiare all’ Education Center, e così via?

Risposta: Pagare il Maaser non si applica ai gruppi.

Se c’è uno studente solitario che stà imparando assieme a noi, non so per esempio in Chukotka o alle Hawaii, non importa dove, cerchiamo di creare un atmosfera per lui nella quale può svilupparsi come un embrione nel grembo materno. Cerchiamo di creare un’incubatrice per lui con tutti i modi tecnici, con tutte le possibili vie e mezzi.

Se desidera avvicinarsi a noi, egli deve considerarci il suo gruppo. Organizziamo un gruppo di riferimento per lui, mettiamo in onda le lezioni ed i workshop, e le traduciamo in tutti i linguaggi. Durante una lezione regolare, ci sono 50 persone che lavorano con noi a vantaggio di quelli che sono dispersi in giro per tutto il mondo, te compreso.

Se una persona vuole avanzare, egli deve condividere la vita dell’intero gruppo, supportando la sua esistenza, ed aiutandola. Pagare il Maaser serve a mantenere tutti gli aspetti del palazzo, che costa un sacco di soldi, e di fornire un salario minimo a quelli che lavorano a tempo pieno nella divulgazione (i nostri salari sono molto più bassi di quelli medi nazionali).

Quindi tutti devono fare la loro parte in questo lavoro. Noi consideriamo che una persona è un amico del gruppo se partecipa seriamente. Questo è qualcuno che è presente alle lezioni, paga il Maaser e si occupa della divulgazione; non c’è alcuna differenza se questa sola persona, od un piccolo gruppo, od uno grande.

Il Maaser è qualcosa di molto importante, e questa non è solo un’idea finanziaria. Nella Torà è scritto in modo molto semplice: paga il 10% perchè non puoi correggere questa parte. La Luce Superiore correggierà il resto. E se non dai questo 10% perché è molto difficile sottrarlo a te stesso, allora lo sprecherai in tutti i tipi di cose senza senso, a cui ti attrae il tuo ego. Questo si riferisce alla correzione spirituale; ecco perché è così difficile pagare il Maaser.
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Sconfiggere l’ Ego con l’Aiuto dell’Ambiente che ci circonda

Avendo raggiunto un certo punto nel sostegno reciproco, mi ci attacco, lo considero, ne godo, e voglio svilupparmi in esso. Ma in conseguenza alla Luce che Riforma che richiamo, questo punto incomincia a crescere in un modo che non è desiderabile.

La Luce non funziona mai in modo da condurmi semplicemente in Ein Sof (l’Infinito), verso la correzione. Al contrario, in base al suo piano, nelle sue relazioni con il vaso, mi deve mostrare quanto io sia opposto ad essa. Quindi, nella misura in cui io faccio degli sforzi per unirmi, il mio desiderio fortissimo, il mio lavoro, ed i miei sforzi si trasformano in oscurità.

Nel momento in cui accetto il sostegno reciproco come la reciproca unione che deve risiedere tra di noi nella spiritualità, il posto dove sentiamo che siamo insieme e non siamo separati, gli ostacoli che si chiamano egoismo sono rivelati. Questo egoismo non è più parte di questo mondo, ma è proprio il vero egoismo che viene rivelato in contrasto alla nostra unione, alla nostra connessione, e al nostro sostegno reciproco.

Tutti i discernimenti durante la discesa sono semplicemente un’indicazione di quanto siamo deboli quando si tratta di sostegno reciproco, e niente altro che di questo. Qui viene rivelato il sostegno reciproco del livello successivo: qual è la connessione tra il sostegno reciproco ed il Creatore? Qual è il Suo atteggiamento verso questo? Come Egli si riveste in esso? Come può il nostro sostegno reciproco descrivermeLo? E così via.

Ci sono due generi di sostegno reciproco che funzionano durante le fasi della discesa e dell’ascesa, ed è il divario tra loro che determina l’altezza del livello che si raggiunge.

In questo modo avanziamo. Da una parte dovrei sentire l’influenza della Luce su di me il più possibile, e dall’altra dovrei chiarirmi questa sensazione: “Da dove arriva e perché? Come posso capovolgerlo nella sua forma opposta ed avanzare verso il livello desiderato?”. In seguito questi due discernimenti diventano la testa ed il corpo del Partzuf: la testa determina cosa succede al corpo e come dovrebbe funzionare. Ma questo succede solamente se si controlla il desiderio.

Nel frattempo provate sempre a guardarvi anche da fuori: Cosa vi sta succedendo? Cosa vi sta facendo la Luce? Come siete cambiati e come dovreste cambiare? Come dovreste rispondere ad ogni singolo stato?

Da una parte queste domande occupano tutta la vostra mente e tutte le vostre sensazioni, e vivete questi stati dai quali non sapete proprio come uscire. Ma dall’altra parte, dovreste sapere che il Creatore vi manda questi stati in modo che risolviate i problemi che sono creati solamente in riferimento a Lui e allo scopo. La soluzione dei problemi inizia con il fatto che lo scopo è arrivare ad assomigliare a e ad avere l’equivalenza della forma con il Creatore e questo è più importante del problema. Nel complesso, tutto è meno importante del sostegno reciproco.

La chiave del sostegno reciproco è il riconoscimento dell’importanza dello scopo. Lo è perché il sostegno reciproco è una specie di sentimento interiore che dobbiamo conseguire: io stabilisco lo stato interiore e come tratteggia la nuova realtà. Non si tratta solamente del punto della nostra unione; si espande e diventa il punto della nuova realtà. E’ questo riconoscimento dell’importanza dello scopo che lo sostiene e lo sviluppa.

Dobbiamo sempre chiarire ciò di cui abbiamo e non abbiamo bisogno per elevare l’importanza del concetto del sostegno reciproco.

Da qui, ritorniamo alla grandezza del gruppo e del suo effetto su di noi. Questo effetto dovrebbe essere versatile; dovremmo usare l’invidia, la lussuria, l’onore, l’ambizione, tutto ciò che mi preme addosso, mi spinge, e mi scuote. Questo dovrebbe essere il modo in cui ognuno si comporta con tutti gli altri.
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Di cosa ti vergogni?

Domanda: Quando sono in un gruppo, provo una qualche forma di vergogna e cerco di capire cosa voglia dirmi il mio ego in questo modo. Ma questa vergogna è in rapporto col Creatore o con il mondo fisico?

Risposta: Dimmi, di cosa dovrei vergognarmi in questo mondo? Si tratta del fatto che sono semplicemente una bestia? Anche se in me ci fossero difetti bestiali abnormi, essi non mi apparterrebbero. Di cosa dovrei vergognarmi? Voglio rubare? Si. Voglio peccare? Si. Ma queste non sono cose di cui vergognarsi. Queste sono normali caratteristiche umane e non c’è bisogno di pensare ad esse.

La vergogna può derivare solo dal fatto che ho la possibilità di avvicinarmi al Creatore ma io sminuisco le possibilità che Egli mi offre. Un sentimento del genere si manifesta solo allorché il padrone di casa rende onore al suo ospite e l’ospite inizia a provare vergogna. Ma questo avviene ai livelli più elevati. E quindi si dice anche che la vergogna è per le anime più elevate. Di conseguenza devo provare vergogna solo se io non sfrutto le opportunità che mi vengono offerte dall’Alto.
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Una scala alla cima riempita abbondantemente

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Sezione 58: E ho nominato il commentario “Il Sulam” (Scala) per dimostrare che lo scopo del mio commentario è come il ruolo della scala: se si ha una soffitta riempita abbondantemente, si ha bisogno soltanto di una scala per raggiungerla. E poi, tutta la generosità del mondo si troverà nelle vostre mani.

Cominciamo il nostro lavoro con la costruzione di un gruppo di dieci persone che vogliono diventare uno con esso. Se trasformiamo queste dieci persone in un unico, poi cominciamo a scoprire un potere superiore dentro di loro.

Con la connessione del primo livello, scopriamo l’Ohr (Luce) haNefesh. E ottenendo la connessione in un cerchio più esterno scopriremo Ohr haRuach. Però questo Ohr HaRuach viene scoperto nel cerchio più interno, mentre l’Ohr haNefesh passa al cerchio esterno.

Se siamo pronti a connetterci in un cerchio ancora più esterno a noi, poi nel cerchio più esterno, riveliamo Nefesh, e nel cerchio più interno riveliamo Ruach, e nel cerchio all’interno riveliamo Neshama. (Supponiamo che c’erano 10 persone nel primo cerchio, nel secondo c’erano 100 persone e nel terzo 1000 persone). E così via, a Haya e Yechida. Segue che il nostro avanzamento dipende dall’espansione dei cerchi esterni.

Baal HaSulam ha chiamato il suo commento “La Scala” perché più ci muoviamo e avanziamo in avanti e includiamo ancora più amici con noi, grazie a questo, più saliamo la scala e più rafforziamo la connessione fra noi.

In questo modo ci trasformiamo in un Kli più grande nel quale tutta la Luce di NRNHY si rivela nei nostri Kelim: Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, e Malchut. E poi c’è una Luce e un Kli connessi insieme in un tutto unico e raggiungiamo aderenza con lo scopo di creazione.

Ognuno di questi cinque cerchi, è diviso in un altri cinque e altri cinque,il che significa che l’Ohr NRNHY de NRNHY de NRNHY emerge e in totale emergono 125 livelli. Allora Baal HaSulam, facendo il suo commento sull’ intero Zohar, in tutta la sua altezza fino al completamento della correzione, spiega come salire ogni livello spirituale tramite la connessione a tutti i Kelim che saranno scoperti. Quindi lui ha chiamato il suo commentario, “La Scala”.
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(Dalla Settimana Mondiale dello Zohar “Congresso Mondiale dello Zohar”, Giorno Uno 04.02.2014, Lezione uno)

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Il Libro dello Zohar – è questo il nostro albero della vita

Lo Zohar doveva essere nascosto nel futuro … sino a quando l’ultima generazione arriverà alla fine dei giorni, quando allora sarà rivelato.” – Rabbi Isaiah HaLevi Horowitz, Il Santo Shlah.

Molti Kabalisti hanno parlato dell’annullamento del divieto di studiare la saggezza della Kabbalah: il grande Kabalista di epoca medievale, Avraham Azulai ed anche lo stesso Ari e tutti i Kabbalisti collegati a lui come il Ramak, il Ramchal, Rabbi Hayim Vital. L’Ari è stato il Kabbalista che ha fatto una breccia nell’intero processo dell’esilio e che lo portato alla sua fine. E da lui in avanti è iniziata l’era del Messiah.

Ma questo doveva essere un periodo completo che si sarebbe sviluppato gradualmente secondo i livelli 0-1-2-3 e che ai nostri giorni sta già entrando nell’ultimo livello 4, che appartiene all’era del Messiah. Quindi l’intero mondo sta cadendo, mentre la Kabbalah sta iniziando ad essere rivelata sempre di più.

Sino ai tempi dell’Ari, il Libro dello Zohar era nascosto. Era stato rivelato un poco da Rabbi Moshe de Leon, ma solo attraverso l’Ari abbiamo meritato di vedere quel che vi è scritto. E quindi contiamo i giorni dell’Era del Messiah dai tempi dell’Ari in poi.

Messiah” significa che attraverso il nostro lavoro di attirare (Limshoh) la Luce che Riforma possiamo fare un “Itaruta de Letata” (risveglio dal basso), esprimendo il nostro desiderio che ci innalzerà sopra tutti i livelli e che attirerà la Luce verso di noi che correggierà le relazioni tra di noi. Allora sentiremo che non siamo più in questo mondo, invece siamo veramente entrati in un mondo più alto. Tutto questo viene chiarito attraverso la connessione tra di noi. Se la connessione è integrata, trasformando nel modo corretto, allora concordemente inizieremo a sentire noi stessi nel mondo superiore e ci innalzeremo sempre più in alto attraverso i 125 livelli.

 “E visto che nel futuro Israel assaggierà l’Albero della Vita, che è questo Libro dello Zohar, essi lascieranno l’esilio con misericordia” Il Libro dello Zohar, “Naso”, sezione 90.

Se siamo seriamente e diligentemente coinvolti con il Libro dello Zohar, allora sicuramente lascieremo l’esilio in misericordia- E se no, allora succederà come è scritto:”Piazzerò un Re come Haman ed egli contro la tua volontà ti riporterà a riformarti”. In altre parole, abbiamo la possibilità di uscire dall’esilio in un modo buono, secondo la Torà, attraverso la Luce che riforma, che è unicamente concepita per la correzzione dell’inclinazione malvagia-. Se sappiamo come essere coinvolti con il Libro dello Zohar nel modo corretto, allora richiameremo la Luce che Riforma su di noi stessi e lascieremo l’esilio, ovvero l’odio senza causa e il sentimento temporaneo dell’esistenza miserevole di questo mondo. Tutto sarà cambiato secondo la connessione tra di noi.

Possiamo fare lo stesso cambiamento secondo la via della sofferenza, che è veramente una via molto lunga e difficile. Ma attraverso la Luce che noi richiamiamo possiamo avanzare su un cammino molto facile e piacevole.
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(Dalla Lezione 1 della Settimana Mondiale dello Zohar “Congresso Mondiale dello Zohar ,” Giorno 1 4.02.2014)

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