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La fine della generazione di schiavi

Oggi ci siamo scontrati con la nuova generazione, che può fare qualsiasi cosa solo se capisce, sente, decide e si accorda con ciò che deve essere fatto. Altrimenti non farà nulla. Lo vediamo anche dagli eventi che stanno ormai accadendo in tutto il mondo. Una nuova ondata si sta estendendo, o in altre parole, un nuovo livello di anima comune si sta risvegliando in tutta l’umanità.

La generazione moderna è contraria ad una educazione moralmente giusta che minaccia una persona e forze morali gli insegnano, gli dicono: “Guarda  noi come esempio per agire allo stesso modo”. Questo non è sufficiente per le giovani generazioni. Esse non prenderanno questa strada. Al contrario, esse copieranno gli esempi peggiori e non saranno in grado di avere presa su se stesse in modo da rispettare i propri meravigliosi modelli.

La nuova generazione non accetta niente solo perché è così che deve essere. Anche se un bambino assorbe molte cose automaticamente, e ancora, se cresciamo i ragazzi moderni nella ricompensa e nella punizione, non funzionerà. Questo perché l’egoismo cresce da un giorno all’altro e non si è in grado di resistergli. Pertanto, l’abitudine diventa per loro una seconda natura.

Proprio davanti ai nostri occhi un nuovo ambiente sta maturando dentro i bambini, ed esige che tu gli dia una mano nel metodo. Si vuole dare ad un figlio il già fatto che egli realizzerà come una macchina di piccole dimensioni che lavora quando lui ti guarda ripetendo tutto. Ma questo non funzionerà. I bambini vedono correttamente attraverso di voi. Sono costantemente impegnati a studiare e ad analizzare voi. Siete completamente trasparenti per loro.

Dobbiamo capire che questa generazione richiede un metodo molto razionale e logico che possa comprendere e quindi utilizzato in base a tale comprensione.

La generazione degli schiavi è finita, o la generazione di macchine che erano ritratte anche da Charlie Chaplin. Oggi dobbiamo pensare a come dare ai giovani una spiegazione del processo di sviluppo, la realtà e il loro posto in essa, la meta, il cammino della governanza e le opportunità che sono davanti ad ogni persona.

In breve, è necessario mostrare ad una persona i limiti entro i quali egli è, in realtà, una creatura libera. La nuova generazione è molto diversa da noi e quindi non dobbiamo sviluppare metodi per la loro formazione in modo che docilmente ci stiano vicino, ma un metodo di trasmissione di saggezza secondo l’età della persona. Poi i bambini utilizzeranno e realizzeranno questa saggezza attraverso il loro comportamento, e quindi tutto ciò che rimarrà a noi da fare sarà di verificare se abbiamo dato a loro in modo corretto. Vedremo tutto questo dai risultati.

In passato l’istruzione e l’educazione erano basate su premi e punizioni. I bambini sono stati infilati dentro  confini diversi e tenuti al guinzaglio corto. Fu detto loro: “Questo è come si deve agire.” Ma oggi questo non funzionerà perché il Creatore ci chiede di raggiungere la realizzazione del male, la comprensione di ciò che accade nella vita. Dobbiamo imparare a controllare noi stessi a seconda dell’importanza del traguardo . Questo è un lavoro indipendente per ogni persona.

L’anima non ha età. Non importa dove essa si risveglia, in un adulto o in un bambino. Dobbiamo capire che siamo obbligati a fornire un metodo di correzione per i giovani e gli anziani in modo che possano essere cresciuti solo da esso.

(Dalla conferenza sull’educazione il 19.02.2011)

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Quello che hai dentro è ciò che ottieni dall’esterno

Domanda: Come possiamo trasmettere l’idea del mondo globale ad un bambino?

Risposta: E’ possibile dare un chiaro esempio ai bambini più grandi, trasferendolo quindi ai bambini più piccoli. Per esempio, portando un gruppo di bambini di 10 anni ad un gruppo di bambini di 5 anni. Dopo aver trascorso un po’ di tempo insieme, vedrete che i bambini più piccoli capiscono il mondo ad un livello completamente diverso, completamente diverso.

Siamo tutti egoisti ed anche se cresciamo e diventiamo più intelligenti, siamo ancora in un sistema egoista, che è la lente attraverso la quale guardiamo il mondo. Un bambino di 5 anni vede il mondo in accordo alla sua età. Allo stesso modo, in accordo al nostro egoismo, non vediamo il vero mondo, ma quello egoista.

Pertanto, quando chiamiamo il mondo globale ed integrale, diamo a queste parole un senso egoista. Se “tutto il mondo è interconnesso”, questo significa che dobbiamo utilizzare questa sensazione per il nostro beneficio.

Non capiamo che dobbiamo cambiare e creare lo stesso sistema globale e integrale dentro di noi. Questo significa che, da tutte le persone, le anime e tutte le interconnessioni tra di loro, io costruisco il modello di tutto il mondo dentro di me. Devo riflettere il mondo esterno dentro di me con il fine di mantenere la sua connessione corretta.

Se tutto il mondo che è al di fuori di me, vive secondo la legge altruistica, se tutte le sue parti sono unite per il bene di uno scopo, per il bene dell’armonia comune, allora dentro di me devo sempre essere disposto ad includere tutti i desideri e le anime, tutto quello di cui sono capace, in accordo alla legge dell’altruismo. Attraverso questo sistema, che è la mia anima, devo cambiare il mondo.

È possibile fare contatto con il mondo per mezzo di uno strumento disfunzionale, non per mezzo della legge dell’equivalenza della forma? In questo caso, non capisco il mondo e questo non può essere conseguito attraverso di me.

Attraverso questi esempi, possiamo mostrare ai bambini questo principio: in tutte le epoche, abbiamo visto il mondo in maniera differente, ed inoltre, col fine di vedere un mondo globale ed integrale, devo anche essere globale ed integrale dentro di me.

La scienza della Kabbalah ci porta a questa correzione, per questo si rivela ai giorni nostri e di fronte ad essa, anche il mondo globale si sta rivelando. È necessario diffondere questo metodo che ci permette di raggiungere l’armonia con il mondo moderno. Al contrario, soffriremo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.03.2011)

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Rendere chiari a tutti i principi dell’educazione globale

L’intera saggezza della Kabbalah non è altro che un metodo di educazione. Infatti un uomo ha bisogno di cambiare, di passare dallo stato di “piccolo selvaggio” che vive in questo mondo all’essere umano che è uguale al Creatore. Noi non possiamo nemmeno percepire cosa voglia dire: il traguardo è così elevato ed opposto rispetto a noi che ci sfugge.

Affrontiamo dei cambiamenti lungo il cammino al fine di diventare sempre più simili al Creatore. Trasformando noi stessi, riveliamo i nostri nuovi stati nel mondo spirituale, lungo i livelli spirituali. Tutti questi stati sono essenzialmente i passaggi dell’educazione. Noi siamo allevati dalla Luce Superiore che ci circonda; cambiamo e perciò attraversiamo il processo dell’educazione.

Dunque, la Kabbalah è il metodo che permette all’uomo di educare se stesso per giungere all’uguaglianza con il Creatore. Lo possiamo fare con l’aiuto di un maestro, delle fonti, e di un gruppo o ambiente circostante. Questa educazione richiede di stabilire delle differenziazioni tra bambini ed adulti, tra uomini e donne, e tra i vari generi di persone. Abbiamo bisogno di cercare un modo di aiutare chiunque a ricevere la corretta educazione.

Ogni uomo che riceve il risveglio spirituale deve correggersi e facilitare la correzione generale di tutti. In sostanza, “tutti” significa lui stesso. Se egli si relaziona agli altri in questo modo, egli li deve correggere. Invece, se egli si separa dal resto degli uomini, egli diventa un “rinnovatore” che rovina soltanto se stesso e gli altri.

Dovremo chiarire questi argomenti e formularli in una forma che sia comprensibile a tutti. In questa fase, tutta l’umanità sta incominciando lentamente ad avvicinarsi alla comprensione della saggezza della Kabbalah; incomincia a sentire il bisogno di educarsi al livello di corrispondenza con il Creatore. Altrimenti, gli uomini incominceranno a sentire quante sciagure giungeranno loro dall’essere nello stato di opposizione al Creatore.

Con questo obbiettivo in testa, dobbiamo preparare una lista di principi relativi all’educazione globale. La chiave è che dovrebbero essere comprensibili per tutti. Noi abbiamo un’idea relativamente buona su dove recuperarli. Non è difficile per noi parlare di questi principi nel linguaggio della Kabbalah e nel linguaggio con il quale Baal HaSulam li presenta, principalmente nei suoi articoli. Ma come possiamo applicarli ad ogni uomo del mondo? Questo è il problema che stiamo affrontando oggi. Proveremo a risolverlo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.03.2011 su I principi dell’educazione globale)

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Il miglior regalo per un bambino

Domanda: Come sarebbe un bambino se fosse formato con il metodo educativo kabbalistico? Cosa gli darebbe di così speciale?

Risposta: In primo luogo, avrebbe una relazione con la forza superiore, con la forza “che include tutto” della natura, o in altre parole, con la forza nascosta che controlla ed organizza tutto dall’interno e determina tutto. Quando una persona sente questa forza, sente dall’interno ciò che è desiderabile e ciò che non lo è, cosa è un cammino e cosa ne è un altro. Questo perché diventa una parte di questa forza e lavorano insieme in un unico sistema.

Il Creatore si rivela ad una persona dall’interno e non da qualche luogo dall’esterno. In generale, tutta la realtà spirituale si rivela dentro di noi. Come risultato, diventiamo un tutt’uno con il Creatore, anche se non avviene immediatamente, ma poco a poco.

Rivelando il Creatore in questo modo, Lo senti davvero. So come attivarmi correttamente, senza commettere errori. Un animale non commette errori, poiché è controllato dalla natura, ma l’uomo commette errori nell’area in cui non ha ricevuto la necessaria “educazione”, l’istinto della natura. Al suo posto, è stato reso “intelligente” dall’ambiente che non capisce quello che fa.

Tuttavia, se una persona arriva ad essere simile alla natura in quest’area, allora non commette errori. La forza superiore opera dentro di lei e pertanto, in via definitiva ed istintivamente, ottiene il successo in tutto quello che fa.

Certamente, vale la pena offrire questi fondamenti ai nostri figli. Cosa può essere migliore di questo? Dopotutto, si crea un “territorio” nel quale un bambino è in unione con il Creatore. Cosa può avvicinarsi di più a questo genere di regalo?

(Dalla 3° lezione del Congresso sul Mar Morto del 25.02.2011)

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Un chiaro esempio vale più di mille parole

Tutto il mondo, al giorno d’oggi, dal più piccolo al più grande ha la necessità di un metodo educativo, ed è più difficile arrivare agli adulti che ai bambini. Spero che i mezzi di comunicazione di massa cambino e troviamo modi aggiuntivi oltre alla televisione ed ai siti Internet, per far si che il nostro metodo venga accettato nel mondo.

D’altro canto, stiamo costruendo i meccanismi necessari per i bambini ed in questo mondo, possiamo raggiungere un successo chiaro e dimostrativo. Dopotutto, questo è un tema molto doloroso per i genitori, per i dipartimenti educativi ed in generale, per tutta la società. La giovane generazione sta letteralmente “filtrando attraverso le nostre dita” e nessuno sa cosa fare al riguardo.

È qui che possiamo dare un chiaro esempio di quanto stia avvenendo ai nostri figli a Bnei Baruch. Loro vogliono stare con i loro genitori, il che è molto strano. Nell’età tra i 15 ed i 18 anni, un giovane si trova insieme ai suoi genitori e non perché sia ritardato, ma solo perché vuole adottare i valori degli adulti e partecipare a ciò che fanno. Dove si può trovare al mondo qualcosa del genere?

Secondo la regola generale, un bambino arriva a casa, chiede il cibo, si chiude nella sua stanza con una chitarra o un computer, dopo esce con i suoi amici e ritorna il mattino seguente. Essenzialmente, lui se ne va di casa e vi fa visita ogni tanto e questo è considerato normale. Tuttavia, all’interno delle nostre famiglie di Bnei Baruch, questo non è normale.

Pertanto, abbiamo qualcosa da mostrare al mondo. Questa è la vera divulgazione. Se mostriamo la nostra interconnessione a tutti e l’appoggio reciproco in tutti i gruppi, se mostriamo alla gente di Israele che tutti gli Israeliani sono amici e che ci sono migliaia di persone nel paese che vogliono stare insieme e sentono che proprio stando insieme rivelano il Mondo Superiore, questa sarà la vera divulgazione. E sarà divulgazione educativa, perché cambiamo davvero il mondo, mettendo le persone di fronte le une alle altre.

È per questo che la prossima estate abbiamo previsto di organizzare un campeggio internazionale dei bambini, così come altre attività, con il fine di mostrare al mondo i risultati della nostra educazione. Non dobbiamo neanche parlare, lasciamo solo che lo trovino e lo vedano. Anche adesso, molte persone ed organizzazioni esterne, sono impressionate da quello che succede con i nostri figli.

Così, vediamo la scienza della Kabbalah come un metodo educativo che aiuti tutti, bambini e adulti allo stesso modo, attraverso l’ambiente, a diventare umani, simili al Creatore, senza nessun tipo di riserve.
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(Dalla 3° lezione del Congresso sul Mar Morto del 25.02.2011)

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Portare un bambino verso il libero arbitrio

Domanda: Se io cresco i miei figli in base al metodo della Kabbalah, potrebbe essere che sto eliminando la loro libertà di scegliere?

Risposta: Cosa significa crescere i figli in base al metodo della Kabbalah? Implica che ci sforziamo di introdurli nell’ambiente, di preparali ai testi Kabbalistici, di portarli al punto della libertà di scegliere in modo che si rendano conto che l’uomo viene cresciuto dalla Luce che Riforma. Ed è questa Luce che i nostri bambini devono richiamare.

All’inizio, “l’uomo” (Adamo) è la radice dell’anima, ed egli non fa altro che attirare ogni altra cosa verso di sé con la Luce che lo sviluppa. Questo è ciò in cui consiste il nostro libero arbitrio. O siamo guidati dalla Natura, o richiamiamo una forza speciale che si trova al di sopra di essa. Non è facile. Tutto questo richiede all’uomo di superare e di combattere contro l’impatto dell’ambiente di tutti i giorni, e di lavorare duramente per attirare l’influenza della Luce. Se io guido i miei figli in questo modo, elimino il loro libero arbitrio? No, non lo faccio.

Un uomo riceve il libero arbitrio solamente quando il punto di un nuovo desiderio si manifesta in lui, un punto che desidera ardentemente lo sviluppo personale che gli permetterà (e non noi con le nostre nozioni di “educazione”) di prendere le sue decisioni. Quindi, insegnando ai nostri figli a cosa noi, noi stessi, aderiamo, ancora non andiamo oltre il tradizionale, sebbene questo tradizionale sua più vicino al punto che deve essere rivelato.

Vediamo che è così che succede oggi nel nostro mondo. Ma prima, l’umanità ha dovuto svilupparsi attraverso la religione. E’ scritto, a proposito di Abramo, che egli aveva mandato nel mondo i figli delle sue concubine e aveva ordinato loro di rafforzare le varie religioni.

Anche il Giudaismo si sviluppò dopo che la saggezza della Kabbalah scomparve dalla vista degli uomini durante la caduta del Tempio, quando tutti noi scendemmo dal livello della dazione e dell’amore in quello dell’odio e dell’egoismo. Da allora, gli uomini ebrei agiscono solamente a livello esteriore e corporale. Invece di lavorare interiormente sulla trasformazione dell’anima, purificando i desideri con la Luce che Riforma, compiamo meccanicamente delle azioni fisiche, senza correggere il cuore.

Questo è ciò di cui tratta la religione, diversamente dalla saggezza della Kabbalah; guarda all’esteriorità invece che all’interiorità. Per questa ragione, la Kabbalah è considerata come l’essenza interiore della Torah.

Ad ogni modo, l’esilio sta giungendo alla fine perché gli è stato concesso un certo tempo. I cambiamenti sono iniziati, ed il punto del libero arbitrio si sta delineando nei cuori umani. Gli uomini desiderano uscire dall’educazione che è stata imposta loro e mettersi alla prova: “Chi desidero essere? Come posso essere la mia stessa guida?”

A questo punto l’uomo fa una scelta: ha bisogno di essere cresciuto in uno modo nuovo. E non è il genere che la società gli fornisce – egli vuole riceverlo direttamente dal Creatore. Lasciamo che il Creatore gli dia questo modello di educazione in modo che egli possa essere chiamato “uomo” (Adamo) che è uguale (Domeh) al Supremo.

Di solito, la nostra educazione si basa sul fatto che riceviamo degli esempi da coloro che ci circondano e cerchiamo di diventare uguali a loro. Ora, io desiderio ricevere un esempio dal Creatore così da poter diventare uguale a Lui.
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(Dalla 1 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.02.2011, gli scritti del Rabash)

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Come insegnare ad un bambino

Domanda: Come insegnare ai bambini nel linguaggio dei rami affinché riescano a capire le radici il più rapidamente possibile?

Risposta: Potrei leggere il Tanach (il Pentateuco) con tuo figlio e spiegargli il significato profondo. I bambini hanno buona memoria e una buona immaginazione e possono tradurre facilmente il racconto superficiale sul processo interiore che spieghi loro.

Quindi offrirei loro di fare il contrario, annotando le cose che vediamo nel nostro mondo dal punto di vista interno, utilizzando il linguaggio delle radici al posto di quello dei rami.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.02.2011, “L’Insegnamento della Saggezza della Kabbalah”)

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Fantasia infantile, fede e realtà

Domanda: Come aiutare un bambino a non cadere su infondate filosofie, ma ad esaminare e verificare tutto in maniera pratica?

Risposta: Questo è esattamente il tipo di approccio di vita che dobbiamo insegnare metodicamente ad un bambino, fornendo esempi di questo. Un bambino tende ad aver fiducia in quello che un adulto gli dice, ma dobbiamo insegnare a lui o a lei a verificare tutto.

Tu devi spiegare ai giovani: “Se io ti ho detto qualcosa, come puoi essere sicuro di aver sentito bene? Per lo stesso motivo, come puoi essere sicuro che so di cosa sto parlando e ti dico quello che realmente è? Dopotutto, anche gli adulti sbagliano, chiunque può commettere un errore! È tuo compito verificare ciò che ti è stato detto, il che è l’ unica base del tuo progresso”.

Puoi chiedere: “Come crescerà dopo, se non crede a quello che il maestro gli dice?”. Dovrebbe crederci solo in base all’ esercizio che gli stiamo dando; ma il suo lavoro è imparare da questo esercizio ciò che è corretto e ciò che è sbagliato. Lui deve solo credere che valga la pena fare questo esercizio per ricavare poi le sue conclusioni.

In altre parole, dobbiamo insegnare al bambino a cercare risposte per conto suo, basandosi solo sulla sua stessa esperienza di vita. Viceversa, imparerà a fidarsi di tutto quello che diciamo e pensiamo e che tutto quello che è scritto è assolutamente vero.

Leggiamo il giornale e inconsciamente riceviamo tutto quello che dice come se fossero fatti, dato che questo è quello che ci hanno insegnato fin dall’infanzia, ovvero a rispettare la parola scritta. Tuttavia, se approfondiamo, vedremo che tutto è dettato dalla mera ingordigia e tagliato su misura. Noi, tuttavia, lo valorizziamo dal suo aspetto ed otteniamo informazioni da questa fonte. Non abbiamo bisogno di insegnare questo ad un bambino, vero?

Dobbiamo insegnargli ad utilizzare i pensieri critici quando si tratta di quello che gli rovina la vita, affinché non prenda mai le parole di qualcuno per quello che sono. Deve prima verificare tutto! Deve accettare l’ opinione di un altro “esperto” ma solo per fare dopo un passo indipendente in avanti.

In quanto al resto, bisogna stabilire una regola: emettere giudizi esclusivamente sulla base di fatti evidenti, perché è scritto “Un giudice ha solo quello che i suoi occhi possono vedere”. I bambini tendono a gravitare verso la fantasia, ma tutto deve essere canalizzato alla verifica. Ogni fantasia deve essere comprovata. È geniale che un bambino abbia immaginazione, ma deve basarsi sull’ evidenza.

L’ unica eccezione è quella che c’ è nel regno dell’ ispirazione, l’ arte: il canto, la pittura e la cultura. La cultura non ha relazione con la scienza e non ha una restrizione così forte, pertanto, può lavorare solamente con l’immaginazione. Tuttavia, non è in modo alcuno relazionata ai principi della vita. La cultura è al di sopra della conoscenza e della ragione, poiché deriva dalla ricerca del Superiore, il Creatore. Pertanto, l’ arte dovrebbe essere separata dal desiderio egoista.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.01.2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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La ribellione degli adolescenti è il salto alla spiritualità

L’ adolescenza è un punto decisivo molto importante. Questo è il tempo in cui i risultati dell’ educazione devono manifestarsi. Tutto il loro successo dipende dagli anni precedenti, tra i sei e gli undici anni, visto che i problemi iniziano a partir da quell’ età: l’ influenza degli ormoni e le lotte interiori.

Dobbiamo assicurarci in anticipo che a questo punto il bambino abbia già un metodo ed un ambiente adeguato, che lo aiutino a superare questo periodo critico e ad usare questo egoismo esplosivo come un catalizzatore per ascendere al di sopra di esso. Allora avremo immediatamente una persona spiritualmente matura.

A quest’ età i bambini possono facilmente attraversare il Machsom, sono pronti per qualsiasi cosa! Loro hanno questa disperata fermezza. Gli adulti non sono capaci di tollerare lo stesso tipo di sofferenza degli adolescenti il cui fuoco continua ad ardere. Gli adolescenti possono fare miracoli con questo.

Non è un incidente che la natura abbia impiantato questo periodo nel processo del nostro sviluppo. Tutta la nostra speranza per l’ elevazione spirituale di una persona da bambina, si trova specificamente tra i sei, sette anni, fino ai quattordici, quindici anni.

Dopo quest’ età è quasi impossibile fare qualcosa, diventa molto difficile. Loro sono entrati nella “vita” e adesso stai trattando con una persona circondata dai diversi problemi della vita: l’ età, il sesso, il lavoro, l’ esercito, e pensa solo al sesso opposto ed al successo materiale. Tutti questi schermi non le permettono più di ascoltarti.

Abbiamo bisogno di cominciare a parlare loro della Kabbalah dalla prima infanzia affinché diventi un’ abitudine che“si trasformi in una seconda natura”. Vale a dire, dobbiamo farlo prima che si immergano nella “vita adulta”. Allora i bambini attraverseranno la ribellione adolescenziale, ma la useranno correttamente!

Il Creatore provoca di proposito questa ribellione egoista affinché ci eleviamo al di sopra di essa. Quando ci eleviamo al di sopra di questo egoismo, è come se stessimo salendo la montagna dell’ odio, il Monte Sinai (“Sina” vuol dire odio) e ricevessimo un grado spirituale.

Dobbiamo approfittare di questa opportunità che ci da la natura. Sarebbe molto utile che i miei desideri bruciassero ed esplodessero oggi, come fecero qualche tempo fa nella mia infanzia; e se al tempo stesso, siamo lì, vicino ai bambini, dirigendoli adeguatamente e mostrando loro come lavorare su questo, allora possono diventare rapidamente grandi cabalisti. Spero che ci ricuciremo.

Se manchiamo di sfruttare questa opportunità che ci da la natura, sarà molto difficile recuperarli. È per questo che è scritto che allevare un bambino è la stessa cosa che scrivere su un foglio di carta bianca; è completamente diverso dallo scrivere su un foglio pieno di appunti, cercando di cancellare quello che gli altri hanno scritto.

Per questo l’ educazione deve cominciare nella più tenera età. Contrariamente, invece di crescere come esseri umani, i bambini crescono come animali, poiché si insegna loro solo a cercare il riempimento dei loro corpi, del loro egoismo. La Kabbalah definisce ciò, come allevare un animale, il desiderio di ricevere il piacere.

Solo la combinazione adeguata di due forze, la ricezione e la dazione, è chiamata umano. Così decidiamo chi vogliamo allevare e cominciamo a preparare i bambini per riuscire dall’ età più precoce (per lo meno sei o sette anni). In questo modo, saremo capaci di ricavare il beneficio più grande da tutti questi anni.

Sono convito che con una preparazione adeguata, un bambino possa entrare nel mondo spirituale ed elevarsi dalla montagna dell’ odio che si è eretta all’ improvviso in lui, sotto l’ influenza di questi impulsi interiori incredibilmente potenti dell’ adolescenza. Tutte le emozioni di una persona in crescita che cerca la spiritualità, non sono niente in confronto a questo ardore. Questa è veramente la mancanza di tutto …
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.01.2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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Un nuovo tipo di umanità in soli 15 Anni

Se il mondo fornisse un’ educazione corretta alla generazione che sta crescendo oggi, allora in soli 15-20 anni, vivremmo tra persone nuove, in una nuova umanità. Non dovremmo preoccuparci di cosa fare con gli adulti.

Cominciando all’ età di 3 o 4 anni, educheremmo metodicamente un bambino affinché abbia una nuova percezione, un desiderio per la dazione.

Fino alla distruzione del Primo Tempio, tutta la nazione di Israele fu elevata e visse per questa idea. È scritto che da Dan, nel nord, fino a Beer Sheva, nel sud, cioè in tutto il paese, non esistesse un bambino che non sapesse cosa è “per ricevere” e “per dare”. A quei tempi, loro seguivano il metodo ricevuto da Abramo dopo la sua partenza da Babilonia.

Col tempo, dovremo fare la stessa cosa, ma l’ opportunità di farlo è presente anche adesso. Alla fine insegneremo ai nostri figli come comportarsi bene con gli altri, come stabilire una connessione, come essere amici, interagire ed amare.

Allo stato attuale è molto difficile farlo perché i bambini sono soggetti al sistema moderno educativo, con tutti i problemi che questo comporta. Tuttavia, stiamo cercando di spiegare loro che amare gli altri come se stessi, è una legge universale della natura. Non esiste modo di sfuggire ad essa. Resisti o lotta come vuoi, alla fine ti farai solo male. La storia dimostra in che modo gli imperi cadono e le nazioni vittoriose, dopo tutti i loro trionfi, finiscono nella fogna.

L’ egoismo cieco pensa che il successo in una competizione porti benefici, trofei e potere: “Guardami sono un eroe!”. Tuttavia, guardando più lontano o ancora più vicino, risulta che questa attitudine non porta benefici. Siamo obbligati dalla natura ed abbiamo bisogno di reciprocità.

È per questa ragione che aggiungiamo all’ educazione moderna e professionale la regola di amare gli altri come amiamo noi stessi. Per riuscirci, utilizziamo diversi modi di presentarla: per mezzo di giochi, canzoni, discorsi, dibattiti e discussioni, con il fine di dirigere i bambini verso una nuova percezione della realtà.

Ci troviamo all’ inizio del viaggio. Speriamo quest’anno di poter portare avanti una rete educativa internazionale in tutto il mondo. Produrremo film, libri ed opuscoli educativi, lavoreremo con psicologi ed altri specialisti e nei prossimi anni vedremo come i nostri bambini trarranno beneficio da ciò.

Oggi è semplicemente necessario sviluppare ed espandere un’ educazione sana, affinché i nostri figli non crescano con le leggi della giungla e finiscano col diventare misantropi, come sta succedendo adesso. Mentre crescono, i nostri figli avranno successo in tutte le aree, come le scienze, la preparazione professionale, il comportamento e la loro attitudine nei confronti della società e del mondo. Sarà così perché internamente saranno uguali al Creatore.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05/10/2010, “Cosa cercare nell’ Assemblea degli Amici”)