Lezione quotidiana di Kabbalah – 08.03.2011

Punti selezionati : “L’Importanza dello studio”
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Introduzione al Libro dello Zohar, Punto 156, Art. “Cielo e Terra”, Lezione 3
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Talmud Eser Sefirot, Parte 9, Punto 3, Lez. 3
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Argomento della Lezione: “DONNA”, Lezione 3
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La scienza a proposito della natura della dazione

Domanda: Io capisco la spiegazione su come il mondo stia diventando globale e che tutti noi abbiamo bisogno di unirci. Si tratta di una conclusione specificamente scientifica. Ma non capisco da dove arriva la forza che realizza l’unione, che cos’è la Luce Circostante? Non suona un po’ come misticismo?

Risposta: I libri che spiegano la struttura del mondo superiore (Talmud Eser Sefirot) non riguardano il misticismo, ma una scienza in senso stretto nella quale ci sono due forze in funzione: la Luce e il desiderio, o dazione e ricezione. Tutte le formule derivano da queste due forze, proprio come nella matematica dove ci sono due concetti: da 0 a 1, o come nella fisica che esamina sempre due forze e la loro interazione.

Lo stesso vale per la scienza della Kabbalah, in quanto fornisce la base per il totale conseguimento della realtà e di tutte le altre scienze che descrivono questa realtà. Non ci vedo niente di mistico in tutto questo.

Sono d’accordo che è scritto in un linguaggio a cui l’uomo di oggi non è molto abituato e può quindi risultare poco chiaro, tuttavia le sue conclusioni sono precise, scientifiche e logiche. Ci sentiamo confusi dal testo perché non sappiamo come interpretarlo nel modo corretto. Ma in sostanza il testo parla solamente della volontà di godere che prende la forma della dazione, e allora si dice che si ha un “corpo” spirituale, un Partzuf.

Il desiderio è la materia. Per esempio, nel nostro mondo ci sono diversi tipi di materia: inanimata, vegetativa, animata e parlante. Tutti questi generi sono rappresentati anche il desiderio di godere, che prende delle forme esteriori diverse in base al genere di appartenenza, e di conseguenza noi vediamo molti tipi di piante e di animali.

Lo stesso desiderio di godere funziona nel mondo spirituale. Però, nel nostro mondo lo fa in tutte le forme possibili di egoismo, mentre nel mondo spirituale assume le forme della dazione piuttosto che della ricezione. Questa è la ragione per cui non possiamo riconoscerle in questo momento, poiché non abbiamo la capacità di vedere come vede la Luce della dazione. Dunque, non distinguiamo queste immagini.

Adesso noi ci realizziamo in noi stessi e negli altri attraverso il desiderio di assorbire tutto dentro di noi, cioè di ricevere. Tutta la nostra visione si basa su questo. Questa è la ragione precisa per cui vediamo il mondo come lo vediamo intorno a noi – tutte le possibili forme di ricezione nel desiderio di godere. Noi riveliamo tutte queste forme, le studiamo, e sulla base di esse costruiamo la scienza.

Tuttavia, esiste una forma diversa di desiderio – la dazione, in cui ci irradiamo al di fuori di noi stessi. Quando il desiderio incomincia a lavorare in questo modo, di conseguenza prende delle forme diverse: inanimate, vegetative, animate e parlanti, che sono tutti i possibili livelli di dazione, la combinazione di differenti forze di dazione che operano in esso.

La scienza della Kabbalah studia precisamente queste forme. I Kabbalisti, che hanno conseguito la qualità della dazione, ognuno in base al proprio livello, scrivono le loro osservazioni proprio come gli altri scienziati scrivono delle forme di ricezione di questo mondo. Quindi, ci sono le scienze di questo mondo, che riguardano la nostra natura terrena, e c’è la scienza della natura della dazione che si chiama “Kabbalah”.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana da Kabbalah del 15.02.2011 , Gli scritti del Rabash)

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La distanza tra la vita e la morte

“Introduzione al Libro dello Zohar,” Articolo: “Il quarto comandamento,” paragrafo 212: E’ scritto, “E che sia fatta Me’orot [la luce],” con le lettere di Ohr [luce] Mavet [morte], poiché la Klipa segue la mente. La mente è la luce, e la parte inversa è la morte….

Quando la luce si separa da qui, le lettere della divisione, Mavet, si uniscono. Quando non si compie l’unione nel luogo di Avi, ma nel luogo di ZON al di sotto, la luce si separa da qui perché lo Zivug di AVI viene prontamente interrotto e la luce si ferma. Alla la parola Ohr esce dalla parola Me’orot e le lettere di Mavet si uniscono. Questo avviene perché dopo la separazione della luce dalla parola Me’orot, la parola morte rimane lì perché le lettere di Ohr si sono già separate dalla parola e non separano più le lettere di Mavet.

Questo si riferisce al peccato del serpente originale, che si è collegato al di sotto nel luogo di ZON, e dunque ha operato la separazione al di sopra di AVI, in quanto il loro Zivug si era interrotto a causa di questo peccato che ha portato la morte nel mondo.

Da queste vediamo quanto corta sia la distanza tra la vita e la morte, come istantaneamente la vita si trasformi in morte. Tutto dipende dal fatto se l’uomo distingue dentro di sé la presenza del Creatore. Se il Creatore è presente ed Egli è al di sopra, è la vita, nel caso contrario, è la morte.
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(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.02.2011 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.03.2011

Articoli selezionati dagli Scritti di Rabash, Lettera 40
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Introduzione al Libro dello Zohar, Punto 154, Art. “Cielo e Terra”, Lezione 2
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Talmud Eser Sefirot, Parte 9, Punto 2, Lez. 2
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Argomento della Lezione: “DONNA”, Lezione 2
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Il futuro dipende del Gruppo Virtuale

Domanda: E ‘possibile raggiungere la realizzazione del male nei rapporti tra di noi attraverso il gruppo virtuale e lo schermo del computer?

Risposta: Certo che lo è. Siamo in un desiderio comune, quindi non fa alcuna differenza se non siamo seduti uno accanto all’altro. Potrei essere seduto accanto a voi senza sapere il vostro nome o guardando il vostro viso. Non importa se siamo in un unico edificio o in luoghi diversi.

L’unità avviene attraverso il sentire e non richiede contatto fisico. Il nostro mondo sta diventando tutto collegato attraverso le connessioni virtuali. E sarà esattamente così come sarà il nostro desiderio.

Non ho bisogno di sedermi insieme con gli altri in una stanza. La sensazione di unità non è collegata alla distanza fisica, e qualcuno vicino non è qualcuno che è vicino fisicamente, ma spiritualmente. La distanza fisica non influenza i desideri e le sensazioni. Ciò è vero anche nel nostro mondo, nei rapporti tra le persone e per di più in connessione spirituale. Essa non è legata alla distanza fisica.

Provate a lavorare in un gruppo virtuale e vedrete che non fa alcuna differenza se si è seduti insieme attorno a un tavolo o davanti ai vostri schermi.
[35422]

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 15.02.2011, Scritti di Rabash)

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Global Yeshivat Haverim – 06.03.2011

Global Yeshivat Haverim
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Il Padre Superiore e la Madre che ci capiscono

Tutto l’universo è diviso in tre parti:

1. La radice della Luce alla quale tutto appartiene, cominciando dal Mondo dell’Infinito, i quattro stati della Luce Diretta ed il punto iniziale della creazione di tutto il cammino fino ad Atik e Arich Anpin del mondo di Atzilut. Tutto questo si chiama radice o fonte della Luce di Mochin (Chokhmà, Saggezza).

2. L’attuale Luce di Mochin (Chokhmà) destinata agli esseri creati, che la desiderano affettuosamente, esiste in Aba ve Ima (padre e madre) del mondo di Atzilut.

3. Tutto quello che segue appartiene agli esseri creati che ricevono la Luce di Mochin: ZON (Zeir Anpin e Nukvà) del mondo di Atzilut, così come tutto quello che si trova ad di sotto di esso. In sostanza, anche tutti i mondi di BIA (Berià, Yetzirà e Assiyà) e tutte le Klipot (gusci) sono parte di ZON.

Abbiamo bisogno di capire in ogni dettaglio le differenze tra le fonti della Luce (Atik e Arich Anpin e Aba ve Ima) per essere davvero capaci di connetterci con Aba ve Ima. Dopotutto, la radice degli esseri creati è contenuta dentro di loro e noi dobbiamo raggiungerla; essi sono chiamati “Padre e Madre” nello stato di accoppiamento senza fine (Zivug de Lo Pasik).

Per la loro creazione, Atik e Arich Anpin prendono le parti del desiderio dopo la frammentazione, che non hanno nessuna relazione con loro. Questa è la ragione per la quale questa è risultata essere così infinitamente elevata per noi e queste servono come la fonte della Luce di Mochin.

Atik prende da GE (Galgalta ve Einaim) di Keter del mondo delle Nekudim. Quanto ad Arich Anpin, oltre a prendere la parte inferiore, l’Ahap (Ozen, Chotem, Pe) di Keter del mondo delle Nekudim, “ruba” anche per sé le parti superiori, le migliori di tutti i Partzufim restanti che contengono tutta la Luce (GAR de Aba, DAR de Ima, sette Keters). Arich Anpin prende tutto per se stesso e continua ad essere indipendente da qualsiasi cosa accada in basso con noi, gli esseri creati.

Risulta che Aba ve Ima del mondo di Atzilut ricevono solo la parte inferiore (ZAT) di Aba ve Ima del mondo delle Nekudim, le parti che portarono alla frammentazione. Ciò significa che sono stati danneggiati da questa e ne hanno la colpa. Dovettero cancellarsi e anche se loro stessi non si frammentarono, ne soffrirono di più.

Adesso, proprio questi Aba ve Ima stanno riunendo nuovi Partzufim dei vasi frammentati, i desideri del mondo delle Nekudim, che ci aiutano davvero con la correzione. Ciò è dovuto al fatto che loro realizzano “l’accoppiamento senza fine” (Zivug de Lo Pasik) e il “Santo dei Santi” (GAR della Luce di Chokhmà), ma tutto questo lo realizzano nei desideri che soffrirono e portarono alla frammentazione.

Adesso, mentre realizzano il “Santo dei Santi”, sono capaci di aver cura di noi, perché hanno attraversato tutti i difetti e li hanno corretti. Essi sono disposti a prendersi cura di noi ed a salvarci dal commettere errori; possono essere veri “Padre e Madre” superiori per noi. Siamo molto fortunati che desideri di tale elevatezza siano adesso davanti al nostro processo di correzione.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2011, Talmud Eser Sefirot)

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Lezione virtuale – Nozioni di base di Kabbalah – 06.03.2011

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Il Libro più importante della Kabbalah

Domanda: Come si incastra il Libro dello Zohar nella Kabbalah?

Risposta: Il Libro dello Zohar è il libro principale della Kabbalah. Lo studiamo tutti i giorni. Ho revisionato lo Zohar col fine di semplificare il suo linguaggio e sostituire tutte le parole in aramaico. Adesso lo stiamo traducendo in tutte le lingue e presto sarà pubblicato.

Lo Zohar spiega le leggi attraverso le quali operano lo spirituale ed il mondo globale. La differenza tra il mondo spirituale e quello materiale non è che la spiritualità sia in qualche posto nel cielo, al di là di tutte le galassie. Il mondo spirituale è qui, nello stesso posto, ma non lo sentiamo perché funziona, per così dire, su una diversa frequenza.

Stiamo guardando il mondo attraverso i nostri sensi egoistici, nei quali ogni persona percepisce soltanto quello che è utile per se stessa; però, se cambiamo i nostri sensi e la nostra attitudine verso i desideri ed il mondo, per vederlo come se fosse unico, grandioso e completo, allora adesso e qui, vedremmo il mondo come un sistema integrale di forze.

Questo è il mondo del quale ci parla il Libro dello Zohar. Tuttavia, questo libro è scritto in maniera tale da portare il lettore, senza che nemmeno se ne renda conto, alla sensazione del nuovo mondo. Per questo è un libro potente ed inusuale. Lo Zohar lavora attraverso la nostra mente ed i sentimenti, influenzandoci da tutte le parti.

(Dalla mia lettura a Parigi del 1 Febbraio 2011)

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