La connessione è l’inizio di tutto

Niente si risolverà se non iniziamo dal punto della nostra connessione. È il fondamento e tutto dovrebbe iniziare da lì. È a questo che noi aggiungiamo ogni parola, ogni attributo, tutto ciò che vogliamo. È il punto della connessione.

Perciò non dobbiamo attivare un singolo pensiero prima di determinare questo punto. Prima dovete stabilizzarlo dentro di voi e iniziare a pensare come rafforzarlo, come espandere il vostro controllo su altri attributi, come farlo diventare un cerchio.

Questo è riempito dall’ambiente. Se create questo punto e lavorate per poter incorporare gli amici in esso, si espande correttamente, e voi non dimenticate ciò che è veramente importante.

Domanda: Allora, per quale motivo si prolungano gli stati? Perché sentiamo la pesantezza?

Risposta: Voi sentite la pesantezza nei vasi corporei egoisti. Quando vi sentite bene e le cose sono più facili, vi sentite contenti. Dall’altra parte, se avanzaste connessi reciprocamente con gli altri, vi sentireste felici quando sentite la pesantezza.

La domanda per quale motivo gli stati siano prolungati è una domanda egoista. Una persona che avanza non ha tali pensieri. Domanda a se stessa solo una cosa: “Come posso essere sicuro che nel mio stato attuale io sono in dazione senza un profitto personale? Ho bisogno di un segnale di portare a Te contentezza, un segnale completamente staccato da me. Non ho bisogno di sensazioni né che le cose siano più facili, ho solo bisogno di sapere di fare la cosa giusta. Questo è dazione.

Domanda: Qual è il segnale se ho avuto successo?

Risposta: È in base alla Luce di Hassadim che ricevi. Non ti darà altro che l’appartenenza alla dazione. Poi io comprenderò che il Creatore non sa niente dei miei sforzi e raggiungimenti, e nemmeno nessun altro, e mi sento più contento per questo. È il segnale che sono totalmente staccato dall’ego.

Domanda: Come possiamo aggiustare quest’attitudine nei nostri cuori?

Risposta: Potete farlo solamente dall’opinione generale della società. Abbiamo bisogno di sapere “che cosa c’è nell’aria” sulla dazione, che è la mancanza di richieste diverse e opposte. Ho bisogno solamente della giusta direzione e i poteri per attraversarla e il cammino stesso è come un cammino a un senso.

Poi, correggendo i miei vasi in questa maniera, io mi elevo a un nuovo livello e inizio a gioire per il bene di donare. Questo non può essere descritto a parole. Io ricevo per il bene di donare e gioisco, ma il mio piacere non è sentito nei desideri ordinari, nonostante siano tutti lì.

Domanda: Che cos’è l’opinione generale nel gruppo?

Risposta: È la tendenza generale che mette la dazione al di sopra di tutto. Tutti devono sapere semplicemente che è cosi che dovrebbero parlare di questo anche se innalzano l’importanza del Creatore negli occhi uno dell’altro artificialmente.
[83071]

(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.07.2012, Introduzione al Libro dello Zohar)

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Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Articolo 17 “Riguardo l’ Importanza degli Amici”
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Workshop
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TES, Volume 1, Parte 3, Capitolo 4, Punto 7, Lezione 11
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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 22
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Conversazione riguardo il rapporto tra marito e moglie
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Domande riguardo il Workshop
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Non aspettarti un forse

Domanda: Una donna che studia Kabbalah dovrebbe mantenere un equilibrio tra la vita materiale e quella spirituale, è necessario questo? Lei dovrebbe semplicemente allontanarsi da tutto ciò che è materiale e aspirare unicamente alla spiritualità?

Risposta: Non capisco perché si debba applicare questo alle donne. Perché non applicarlo a tutte le persone? Prima di tutto, non importa se si tratta di un uomo o di una donna.

In nessun modo dobbiamo allontanarci dalla vita materiale. La Kabbalah non è a favore della vita monastica né all’isolamento. Dobbiamo pensare a questo mondo, alle cose essenziali della vita, questo è chiaro nella Kabbalah. Una persona deve provvedere a tutti i propri bisogni, piuttosto che aspettarsi che “forse qualcuno potrà aiutare”. Deve avere un posto e un introito ragionevole. È necessario! E dobbiamo interessarci di questo prima di tutto, invece di appoggiarci agli altri, aspettando un aiuto.
[81942]

(Tratto da una conversazione durante un pasto nel Congresso di Toronto, 19.06.2012)

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Il danno in esempi negativi

Domanda: Nel discutere l’istruzione dei bambini da due a tre anni fa, ho portato un libro di G.B. Oster, Un Cattivo Consiglio. In questo libro, l’autore insegna cose buone attraverso un paradosso, in modo deformato, come ha colpito la nonna, prendendo le caramelle, e così via. Perché questo metodo è considerato sbagliato dal punto di vista di integrazione?

Risposta: Perché le persone che ascoltano e assorbono le informazioni negative dipingono le immagini dentro di sé contro la loro volontà. I Frammenti negativi rimangono in loro, che poi permetteendo loro di agire. Non importa che in questo momento la persona non è d’accordo con esso, questo frammento, questa immagine, questa azione è registrata ancora in loro. Penso che questo non è il modo di lavorare.

E ‘molto difficile per una persona lavorare da un esempio negativo. Ciò richiede un’analisi speciale, la forza di salire, superare, e riconoscere il male, per portare la bontà di fronte al male, per capire cosa deve essere fatto per superare il male, e per costruire un buon atteggiamento, che si trova di fronte al male, in altre parole, per invertire completamente nella direzione opposta. Ciò richiede un grande sforzo e la mente. Una persona normale non può semplicemente farlo.

Fagli provare a fare qualcosa di positivo invece di fare qualcosa di negativo, non solo nei colori ma nelle espressioni e nelle pose. Lascialo “trasferire” non solo il sorriso o un’espressione maligna da un’immagine a un’altra, ma anche con posture, i gesti, la corrispondenza tra i corpi, e così via.

Una persona che non capisce come completa è la differenza tra il positivo e il negativo. Naturalmente, quando ad una persona viene mostrato uno scenario severo negativo, lo rifiuta perché non è pienamente in questo scenario. Ma diventa memorizzato, registrato da qualche parte in lui, e la persona lo utilizza ancora! Non si può imparare le buone azioni attraverso esempi negativi.

Commento: Ci sono autori della società russa, come Mikhail Zhvanetsky, che la gente ascolta, ma sono considerati molto saggi. Zhvanetsky basa le sue opere su esempi negativi. Prende una certa situazione negativa, e, ogni volta, si trova una soluzione divertente, una via d’uscita.

Risposta: Con tutto il rispetto, io non credo che Zhvanetsy e gli altri “filosofi” come lui creerebbero una rivoluzione nella società. Egli mette in risalto i difetti della società, li mostra al popolo, e gli piace.
Questo assomiglia al cartone animato in cui un lupo che non ha fame mangia un coniglio e poi si siede e prende i denti. Gli si spiega la sua cattiva azione , e lui è d’accordo: “Sì, davvero …”

Il pubblico si siede e ascolta i suoi difetti, ma non c’è nessun risultato. Anche se vi è una certa necessità per questo è una domanda sociale, questo non è l’istruzione.

Commento: l’intera cultura sotterranea di intellettuali russi, per esempio, gli scritti di Igor Guberman, si basano sul confronto tra bene e male.

Risposta: Tra noi, questo è puramente un approccio ebraico. Raykin e tutti gli altri hanno utilizzato anche questo. Ecco come gli ebrei si conservano. Ridevano di loro stessi. In questo modo, si sono difesi girando tutto ciò che è negativo in qualcosa di positivo, uno scherzo. Hanno fatto meglio la situazione con le emozioni positive, al fine di sopravvivere a tutto.

Non vedo questo stesso approccio umoristico tra le altre nazioni. Questa è una conseguenza di esilio e di sofferenza. Questa filosofia appartiene a un popolo in esilio, degradati che sono stati colpiti in faccia e stanno cercando di trasformarlo in uno scherzo perché altrimenti la situazione sarebbe molto dolorosa per loro. In altre parole, questa filosofia non comporta un cambiamento nella società.
[82722]

(Tratto da una conversazione sull’ educazione integrale 28.05.2012)

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Inseguire un miraggio

Baal HaSulam elenca cinque domande all’inizio della “Introduzione al Libro dello Zohar”:

1. Qual è la nostra essenza?

2. Qual è il nostro ruolo nella lunga catena della realtà, nella quale siamo piccoli anelli?

3. Ci sentiamo inferiori e sbagliati, ma il Creatore che ci ha creato, non dovrebbe compiere soltanto azioni perfette?

4. Come potrebbe il Creatore destinare le Sue creature a tale sofferenza?

5. Come può un qualcosa di Eterno, che non ha inizio né fine, produrre creature deperibili, temporali ed inferiori?

Nel corso dei secoli, in molti hanno riflettuto al riguardo, da quando l’umanità è arrivata a conoscere sé stessa. E la nostra generazione ha gli stessi quesiti dinanzi a sé. Non siamo riusciti a raggiungere la comprensione, sebbene ciò riguardi le domande fondamentali che si riferiscono alla vera essenza della nostra esistenza: Perché viviamo? Qual è il senso della vita? Qual è la sua ragione? Quale tipo di processo vi è contenuto? Abbiamo un libero arbitrio? Qual è lo scopo che abbiamo davanti? La Natura è cieca oppure segue un certo programma? Esso può essere cambiato?

Per di più, vi sono delle domande che hanno a che vedere con le scritture: Se il Creatore è buono, allora dov’è la sua benevolenza? È in qualche altro mondo? Ma chi lo ha visto?

Per dirla in breve, questi quesiti comprendono l’intera realtà, eccetto per il grado animato dove dobbiamo provvedere alle nostre esigenze quotidiane.

Commento: Non molte persone si pongono queste domande.

Risposta: Questo è un problema a parte; le persone non sanno cosa pensare riguardo alle cose importanti. Tuttavia, sicuramente queste cose le infastidiscono a livello subconscio. Soprattutto oggi.

E in generale, vi è mai stata davvero una sola persona nella storia che non si sia posta delle domande?

– Perché soffro?

Ma allo stesso tempo, cosa vi è di così sorprendente qui?

– Soffri perché ti senti male.

– Ma perché mi sento male?

– E perché mai dovresti sentirti bene? Tu presumi che il bene sia uno stato normale, e che qualsiasi cosa di peggiore non sia normale? Dove hai imparato questo? Forse credi nel Creatore? Ma come puoi sapere che Lui esiste e che Lui è buono? Quindi perché ti meravigli quando ti senti male? Forse il male è uno stato normale del mondo.

Perciò, ogni domanda che si chiede una persona, quando si eleva al di sopra delle preoccupazioni della sua vita quotidiana, contiene per forza di cose tutte queste complicazioni essenziali di base, anche se sono nascoste. Vediamo un po’ di scoprirle un poco.

1. Naturalmente, una persona non si chiede: “Qual è la nostra essenza?” La interpreta in un altro modo: “Chi sono io? Perché e per che cosa esisto?” I bambini pensano queste cose e poi se le dimenticano. Ad ogni modo, le domande rimangono: Qual è il nostro ruolo? Dove ci sta portando il processo di sviluppo storico? Esso ha un suo perché? L’evoluzione è accidentale o segue un piano determinato?

2. Scopriamo che tutte le parti della natura sono profondamente interconnesse; inoltre, la loro interconnessione non è spontanea, ha uno scopo, e il motivo di ciò va al di  sopra della nostra logica. Così alla fine, siamo conseguenze della natura, e a malapena comprendiamo persino un piccolo frammento della sua immagine generale.

Ed è per questo che una persona si pone delle domande: se stiamo osservando un processo consequenziale, il quale segue la profonda saggezza della natura, e che in modo naturale conduce verso un obbiettivo prefisso, allora chi sono io e cosa sono? Dove sto andando? Dove dovrei andare? Da dove arriva la mia vita? È arrivata da un altro pianeta? E se così fosse, come ha fatto ad arrivarci? Alcune persone si preoccupano che il sole si spegnerà fra miliardi di anni o che un certo corpo celeste possa entrare in collisione con il pianeta Terra. “Anche se non accadrà a me, cosa accadrà al genere umano?” Non ridete di queste preoccupazioni.

3. Siamo incredibilmente limitati, ma vogliamo conoscere tutto. Però dall’altro lato, quando osserviamo noi stessi, vediamo la nostra stessa incompletezza. E questo è corretto se vogliamo fare un paragone con la grandezza della Natura, il suo potere, la sua bellezza e perfezione, i meravigliosi paesaggi con un cielo stellato sopra di noi che non sono ancora stati rovinati dall’uomo. Osserva nel profondo la magnificenza della Natura, addentrati nella struttura del DNA o dell’atomo e rimarrai stupito da quello che vedrai. Noi siamo piccoli, degli sciocchi molto pretenziosi. Tutte le cose che ci importano non sono null’altro che una minuscola briciola raschiata via da una grande tela.

Ovunque guardiamo, vediamo immensa saggezza e interconnessione inseparabile. È straordinario che tutte le parti della natura si preservino a vicenda, mentre noi le portiamo soltanto all’estinzione, non riuscendo a capire che ciò porterà alla nostra stessa distruzione. Perché non importa quanto siamo orgogliosi, in realtà la natura ci nutre e provvede a noi. Nulla appare dal nulla. Cibo, acqua, vestiti, tutto ciò lo riceviamo da essa, e noi rispondiamo alla bontà con la distruzione. Questo testimonia soltanto la nostra stoltezza.

E dunque ne consegue che tutto in natura è perfetto e che solo noi siamo difettosi. Ma come può essere che di tutti gli elementi della natura solo noi siamo imperfetti? Noi non soltanto distruggiamo il mondo, stiamo distruggendo il nostro futuro prossimo, e ci rifiutiamo di pensare al riguardo. Anche quando una persona sa che domani morirà, ancora non si fermerà, non si opporrà, e continuerà a percorrere la strada restante fino all’inevitabile patibolo.

La natura controlla in modo assoluto i livelli inanimato, vegetale e animale, ma il suo potere su di noi non è assoluto, ci ha dato il libero arbitrio. Allora perché usiamo questa libertà per rovinare noi stessi sempre di più? Invece di usare la nostra indipendenza per il bene, divenendo Umani con la lettera maiuscola, meravigliosi e benevoli verso sé stessi e gli altri. –Distruggo tutto quello che posso. Perché ho bisogno di questa libertà?

4. Perché soffrire, quando la Natura perfetta ci ha preparato uno scopo straordinario?

5. Ed infine, come può il Creatore perfetto produrre creature mortali, temporali ed inferiori, nate nel dolore, che vivono nella sofferenza, e che muoiono nell’agonia? Tutta la vita di una persona è vissuta nella ricerca del piacere, che non riesce mai a cogliere. Poiché nel momento in cui riesce a cogliere qualcosa, ella immediatamente dedica sé stessa al piacere successivo. Non siamo mai pienamente appagati, ed anche se le piccole cose sono abbastanza per noi, questo non dura per sempre. Ogni piacere è seguito dal vuoto, e noi inseguiamo continuamente un miraggio.

Pertanto, i quesiti che Baal HaSulam ha elencato, in una certa misura riguardano tutti, e noi dovremo trovare le risposte a queste domande.
[80528]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah 14.06.2012, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 02.08.2012

Preparazione alla Lezione
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Baal HaSulam, “Tu mi hai stretto dietro e davanti”, Lezione 4
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Il Libro dello Zohar, Bereshit Bet (Genesi 2), Lezione 147
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TES, Volume 1, Parte 3, Punto 4, Lezione 10
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KFS, “Introduzione al Libro dello Zohar”,Pagina 138, Punto 58, Lezione 23
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Responsabile di tutti

Nell’articolo “Matan Torà (Il Dono della Torà),” Baal HaSulam ci spiega a quali condizioni sia stata data la Torà al popolo. In primo luogo, deve trattarsi di un gruppo di persone che vogliono essere come un solo uomo in un solo cuore. Le sofferenze che hanno attraversato non lasciano loro scelta e vedono che devono fuggire, ma devono fuggire consapevolmente. Non è una fuga cieca dal dolore, poiché le sofferenze provengono da una forza speciale, dal Creatore, in accordo al Suo piano, e dentro di esso vi è un obbiettivo specifico.

Il Creatore ha causato le sofferenze di proposito. Si dice “Ho creato l’inclinazione maligna,” che significa ho creato il Faraone che porta i figli d’Israele più vicino al Creatore. L’inclinazione maligna è chiamata “un aiuto contro,” in quanto induce e spinge la persona a conoscere la forza che la controlla. Una persona si chiede: “Da dove proviene questo male? Perché sto soffrendo?” In realtà la ricerca la porta alla domanda principale: “Qual è il senso della mia vita?” E ancora: “Qual è il senso della vita?” Allora essa raggiunge la saggezza della Kabbalah.

Così ella viene per ricevere la Torà e comincia a comprendere che vi è bisogno di cambiare qualcosa. Anziché cambiare il mondo cercando di “piegarlo” da sola, la persona comprende che il mondo è una replica dei suoi attributi interiori. Cambia te stesso e il mondo cambierà.

Questo è ciò che diciamo a tutti: noi dovremmo correggere la persona e non il mondo. Naturalmente, non parliamo di percezione della realtà, riguardo al fatto che l’immagine esterna sia determinata dalla nostra interiorità. Al momento ciò non può essere spiegato, anche se vi è già qualche evidenza scientifica su questo. Nell’insieme, una persona già comprende che oggi deve correggere sé stessa. Poi sarà pronta a ricevere la Torà come una spezia “per speziare” l’inclinazione maligna tramite questo metodo in modo che abbia un buon sapore.

Infine dobbiamo porre la forma di dazione nel desiderio di ricevere originale. Se una persona è pronta per questo, riceve la Torà, ovvero il metodo della correzione, ed inizia a lavorare. Poi comprende l’essenza della condizione che gli è stata data: ciò che la mutua garanzia significa, ciò che l’unione generale è, e ciò che rappresenta lo scopo finale di “Ama il tuo amico come te stesso.” Sulla strada per raggiungere questo obbiettivo, una persona scopre la sua missione, che è definita come “un regno di sacerdoti” ed una “nazione santa.” In altre parole, deve adempiere ciò che si dice non solo per quanto riguarda sé stesso, ma anche essere responsabile del mondo intero. Giudicando sé stessi e tutto il mondo su di una scala di meriti, una persona applica correttamente il suo potenziale per il bene degli altri, facendo ciò che deve fare, il che vuol dire diffondendo il metodo della correzione in tutto il mondo.

Allora lui corregge sé stesso, in quanto egli non ha bisogno di altro fuorché questo. È sufficiente vivere lavorando per la correzione generale, il che è chiamato un “regno di sacerdoti.” I sacerdoti non hanno possedimenti materiali, “Dio è il loro possesso,” che significa il livello puro di Bina. Una persona dovrebbe anche vedere sé stessa da questo livello sublime dove il bene degli altri è la sua unica preoccupazione al di sopra di tutte le altre preoccupazioni, e l’unico obbiettivo al di sopra di tutti gli altri obbiettivi. Anche se emergono diversi desideri non voluti ed anche se le interruzioni sono globali, tutto è fatto perché al di sopra di essi egli possa essere responsabile dell’intero mondo. Altrimenti non avrà nulla su cui lavorare.

Adempiendo la missione di un “regno di sacerdoti” e una “nazione santa,” la persona soddisfa l’idea della garanzia mutua. Il punto non è che saremo responsabili l’uno dell’altro e ci manterremo a vicenda sulla via della correzione. No, noi stiamo avanzando verso la mutua garanzia insieme a tutto il mondo, noi siamo responsabili di tutti quanti, e a meno che non li correggeremo, il nostro lavoro non potrà essere completato.
[80475]

Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13.06.2012, “L’Arvut (la Mutua Garanzia)”

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L’illusione del profitto personale

Domanda: Come possiamo aiutarci a vicenda? Diciamo che io sono un contadino e passo la maggior parte del mio tempo senza comunicare con le altre persone. Come potrei eventualmente dare a loro?

Risposta: Mi dica, perché e per chi lavora nella sua terra? Noi pensiamo che lavoriamo per il nostro interesse, ma in realtà non è ciò che avviene. Molto tempo fa, gli esseri umani si trovavano al livello animato pensando solo a come nutrire sé stessi. Non sentivano di essere parte l’uno dell’altro né avevano un senso di appartenenza. Ma con lo sviluppo dei nostri desideri di ricezione, le persone non erano più in grado di provvedere a sé stesse. Così, uno divenne un contadino, un altro un pastore, e un altro ancora lavorava con gli utensili. È detto: “Andate e guadagnate l’uno dall’altro.” I nostri desideri crebbero ancora più complessi; di conseguenza, il nostro mondo divenne più complesso.

Alla fine pensiamo di servire noi stessi, ma di fatto serviamo gli altri. Viviamo sotto l’illusione di agire per il nostro beneficio personale, ma in realtà si tratta di un malinteso. Effettivamente, noi lavoriamo per ottenere il nostro stipendio, che non è altro che un inganno. Infatti, lavoriamo per dare e provvedere agli altri.

Ad esempio, tu coltivi pomodori e tutto il giorno pensi a come potresti venderli e cosa ci guadagneresti. Quindi ricorda, se non prendessi in considerazione te stesso tramite il prisma ingannevole dell’egoismo, vedresti che stai semplicemente cercando di trovare un modo di aiutare l’interesse altrui. Tu sei soffocato dall’illusione che tutto quello che fai è perseguire un guadagno poiché non sai in quale altro modo motivare te stesso, dato che ancora non capisci quanto il preoccuparsi per gli altri servirà allo scopo. Bene, puoi rimanere sotto l’impressione di questa menzogna se vuoi.

In realtà, la tua ricerca del profitto è un assoluto inganno. Presto il settore bancario crollerà, e tu lo vedrai. Allo stesso modo, incoraggiamo i bambini o invogliamo l’asino facendo dondolare una carota davanti al suo naso per farlo lavorare.

Domanda: Allora un Kabbalista coltiva pomodori, guadagna mezzo milione vendendoli, e pensa di continuo a come utilizzare questi soldi per il beneficio degli altri?

Risposta: Certo! In caso contrario, lui non starebbe lavorando per il bene della dazione. Che tipo di Kabbalista sarebbe se no?

Commento: Però, le persone sono costruite in modo che la maggior parte delle volte non pensano a cose del genere.

Risposta: Continui a dimenticarlo perché la tua percezione non è ancora connessa alla dazione. Una madre sente suo figlio dentro di sé, quindi lei non si dimentica mai del suo bambino. Internamente, essa non si separa mai da suo figlio; lei semplicemente non può tagliare il cordone ombelicale che li collega insieme. Aspetta, anche tu scoprirai il cordone che ti unisce agli altri.

Commento: Ma anche egoisticamente, non mi sogno il mio stipendio futuro per tutto il giorno?

Risposta: È vero! Tuttavia, hai sempre voglia di vari piaceri che ti attraggono. Un esperto riceve appagamento fisico e intellettuale dal fare bene il suo lavoro. Alla fine, scoprirete che state lavorando per il bene degli altri. Tutti noi siamo i lavoratori del Creatore; stiamo dando gli uni agli altri tutto il possibile contro la nostra volontà e non riconosciamo la nostra dazione. Invece di una bella e perfetta immagine del mondo, vediamo un’immagine perversa e malvagia che altera la realtà nel suo completo opposto.

Alla fine, dobbiamo “togliere i paraocchi” e alzare il velo dell’occultamento. Nulla cambierà, eccetto noi; ma quando cambierai, vedrai un mondo capovolto.
[80084]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 7.06.2012, “L’Arvut (la Mutua Garanzia)”)

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Il Libro dello Zohar, Bereshit Bet (Genesi 2), Lezione 146
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Baal HaSulam, TES, Volume 1, Parte 3, Punto 4, Lezione 9
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KFS, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Pagina 136, Punto 53, Lezione 22
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Dennis Meadows: Sul futuro

Opinione (Dennis Meadows, scienziato americano e professore emerito di sistemi di gestione, co-autore di I limiti alla crescita): “È difficile rompere la dipendenza dei ‘sogni personali’ sulla crescita del PIL. Tanta attenzione in tutto il mondo è focalizzata sulla crescita del PIL e del benessere personale perché il business ha bisogno di trarre profitto a breve termine. Le aziende non fanno profitti se voi studiate, comunicate con gli amici, leggete, o vi amate. Loro traggono profitto quando voi acquistate qualcosa. È per questo che l’amicizia non viene pubblicizzata, vengono invece pubblicizzati un sacco di prodotti. Ecco perché la maggior parte si creano una visione personale in termini di consumo. …

“Ma a lungo termine, non può essere evitata la catastrofe. La catastrofe non verrà in un anno particolare, ma sarà un processo che può durare per secoli. …

“Penso che è possibile prepararsi per questo periodo e mitigare le conseguenze. In questo caso, può aiutare sia l’efficienza che il cambio dei ‘sogni personali’. …

“I principali problemi di oggi non sono nella scienza, ma nella società. Nella scienza, possiamo individuare alcuni punti fondamentali che devono essere affrontati. Il primo è l’accumulo di energia. …

“Il secondo è alla ricerca di nuove fonti di energia alternative. …

“Il terzo è inventare modi di produzione, consegna e conservazione degli alimenti, che saranno resistenti alla carenza di combustibili fossili, l’agricoltura esistente utilizza intensivamente gli idrocarburi. Bisogna individuare inoltre nuovi modi per resistere ai cambiamenti climatici, soprattutto ai cambiamenti nell’ aumento degli estremi della temperatura e delle precipitazioni. …

“Nel 21°secolo, le circostanze diverranno così che la scienza dovrà sviluppare e implementare il concetto di ‘stabilità e flessibilità,’ ma non in termini di ‘sviluppo sostenibile’, ma di ‘sistema elastico.’ Inoltre, questa resistenza deve essere non solo tecnologica, ma anche sociale. Dobbiamo affrontare numerose sfide; la scienza non servirà solo per aprire nuovi orizzonti, ma anche per risolvere i problemi. …

“Il sistema monetario dovrà essere cambiato: … l’attuale concetto del denaro si basa sul concetto di continua crescita. Se non c’è alcuna crescita, non ci sarà alcuna base per l’esistenza del sistema monetario attuale. …

“L’istruzione oggi è una preparazione per la vita nei prossimi 50 anni. Il periodo storico attuale è basato su risorse fossili a buon mercato e si concluderà nei prossimi decenni. Cosa faranno quelle persone che hanno studiato per essere un economista, finanziere, banchiere o avvocato?

“Negli Stati Uniti del 2008 abbiamo visto la situazione in cui c’èra un enorme numero di avvocati e banchieri di investimento, molto performanti, ma gli stessi lavori sono diventati non più necessari, improvvisamente sono diventati ridondanti e si sono ritrovati per strada. … Credo che se tu scegliesti la scienza e hai una buona formazione in Scienze o ingegneria, puoi sapere come e cosa nella natura e tecnologia funziona … Quando le circostanze cambiano, sarai molto richiesto!”

Il mio commento: L’autore non suggerisce una soluzione. Egli ritiene che noi possiamo tenerci in questo limbo per lungo tempo e sopravvivere conservando energia e cibo. Il limite della crescita dell’egoismo è stato raggiunto; non si svilupperà più, ed è per questo che non necessita di “carburante” per sé. E’ diventato chiuso, globale e integrale e quindi richiede correzione, per essere portato alla forma in cui sarà in grado di esistere, che è, non ritirandosi in sé stesso, ma diventando incluso negli altri. Costringendo se stesso a essere corretto, come il faraone che ha guidato il popolo fuori dall’Egitto attraverso l’oppressione.
[83782]

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